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Aggiornato: 4 min 10 sec fa

Covid-19, investire nelle rinnovabili significa triplicare l’occupazione

Gio, 07/23/2020 - 11:30

“L’attuale crisi non lascia dubbi, le energie rinnovabili sono una delle leve più potenti che abbiamo per la ripresa economica a livello mondiale”, ne è certo Ciro Mongillo, CEO & Founding Partner di EOS IM, gruppo internazionale basato a Londra, indipendente e multi-strategy, specializzato nella gestione di fondi di investimento alternativi focalizzati sull’economia reale e le energie rinnovabili, come anche sul risparmio energetico. Questo il suo contributo alla discussione in atto, rispetto alla possibilità che convenga o meno – dal punto di vista meramente economico – investire nel green deal.

La forma energetica più resiliente

“Durante la pandemia, nonostante si sia registrato un crollo dei prezzi del petrolio e del gas, la quota di mercato delle rinnovabili, tra le varie forme di energia elettrica in gran parte dei mercati nel mondo è cresciuta, confermando una forte resistenza e rivelandosi, ancora una volta, come il modo più efficiente e resiliente di produrre energia.

La capacità globale delle rinnovabili – solare ed eolica – aumenterà di circa 162 GW nel 2020, circa il 6% in meno di quanto previsto a febbraio, secondo le previsioni degli analisti Platts. Le aggiunte di capacità nel 2021-25 sono state confermate ai livelli del 2019, con aumento medi, si stima, di circa 168 GW ogni anno”.

Non servono incentivi, ma regole chiare

“Solare ed eolico rappresenteranno circa il 9% del mix globale di produzione di energia elettrica nel 2020, e in questo contesto si rende necessario un sostegno politico più chiaro e più forte per le energie rinnovabili per espandersi abbastanza da contenere l’aumento delle temperature globali di 2 gradi entro il 2050. Inoltre, è interessante evidenziare come sia ormai arrivato il momento della grid-parity, cioè dell’equivalenza di prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili con quello dell’energia prodotta da fonti fossili. O addirittura la possibilità di superarla. Una tecnologia in costante miglioramento in relazione all’efficienza della produzione, economie di scala e costo in continuo calo delle apparecchiature chiave come pannelli ed inverters hanno infatti contribuito a rendere le energie rinnovabili le piu’ efficienti in assoluto nel rapporto costo/produzione”.

Un volano per l’occupazione: 3 volte più forte delle fonti fossili

“Le energie rinnovabili sono poi anche uno strumento importante per creare nuovi posti di lavoro.

Il nuovo report di Irena (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) mostra proprio che, su base annuale, aumentare la spesa pubblica e privata di energia a 4,5 trilioni di dollari all’anno aumenterebbe l’economia mondiale di un ulteriore 1,3%, creando 19 milioni di posti di lavoro aggiuntivi legati alla transizione energetica entro il 2030. I posti di lavoro nelle sole energie rinnovabili potrebbero triplicare fino a 30 milioni entro il 2030. Ogni milione di dollari investito in energie rinnovabili creerebbe tre volte più posti di lavoro rispetto ai combustibili fossili.

Per questi motivi – continua il manager – le infrastrutture nelle rinnovabili hanno un ruolo centrale nei nostri obiettivi di investimento, e non a caso abbiamo puntato negli anni a strutturare un team con grandi capacità tecniche che, nel complesso, ha già investito con successo in più di 10 Paesi e in un’ampia gamma di tecnologie (3GW), tra le quali solare, eolico ed efficienza energetica”.

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Cosa fare se incontriamo un cinghiale (e altri animali)

Gio, 07/23/2020 - 10:00

Dal canale YouTube The Walking Nose un video tutorial su come “affrontare” la presenza di animali selvatici quando ci troviamo a passeggiare in montagna: cinghiali, serpenti, lupi e anche insetti (zecche, ragni ecc) cosa fare se ci troviamo di fronte a uno di questi animali?

Ma non solo… come difenderci dalle persone?

Fonte: The Walking Nose

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Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

Gio, 07/23/2020 - 08:00

Alcuni accorgimenti che vengono utilizzati per ridurre la presenza di questi insetti nelle nostre case non sono altro che frutto di leggende metropolitane e non hanno alcuna efficacia reale. Ecco alcuni miti da sfatare:

  • Mettere il rame nei sottovasi delle piante per rendere l’ambiente inospitale alle larve di zanzara non serve a nulla, spiega Claudio Venturelli, entomologo dell’Ausl Romagna: “Il rame rende l’acqua inospitale per le larve di zanzara solo nella proporzione di almeno 20 grammi di rame in un litro d’acqua. E non deve essere ossidato, quindi va cambiato molto spesso: solo con questi accorgimenti funziona, altrimenti è inutile”.
  • Coltivare piante aromatiche sul balcone come basilico, lavanda e menta può effettivamente allontanare le zanzare per via dell’odore che queste piante emanano, “ma attenzione all’acqua che ristagna nel sottovaso, perché ne aumenta la presenza e fa da serbatoio: in sostanza, se non si sta attenti ad trattare bene il sottovaso la spesa è maggiore dell’impresa”.
  • Le casette per i pipistrelli (bat box) che in molti giardini vengono messe per offrire ospitalità a questi piccoli mammiferi alati ghiotti di zanzare nella speranza che ripuliscano l’aria circostante da questi insetti, in realtà ha efficacia molto limitata.
I consigli anti-zanzare dell’entomologo

Alcuni comportamenti facili da mettere in pratica possono invece aiutare davvero a tenere lontane le zanzare. Tanto per iniziare, “la prevenzione è la prima arma:

  • svuotare i sottovasi delle piante quando si riempiono di acqua può aiutare a evitare l’instaurarsi di covi di larve”, spiega Venturelli. Anziché togliere l’acqua nei sottovasi, operazione che per piante molto pesanti può risultare difficile, “si può riempire il sottovaso di sabbia o ghiaia che evitano il formarsi del ristagno d’acqua, rendendo l’ambiente inospitale per le zanzare senza nuocere alle piante, che attraverso le radici possano continuare ad assorbire l’acqua di cui hanno bisogno”.
  • Oltre all’uso di zanzariere, che può risultare molto efficace e non ha alcun effetto collaterale sull’ambiente e sulla salute, anche l’uso di, se non proprio condizionatori, almeno di ventilatori può essere di aiuto contro le zanzare perché le correnti d’aria che si creano le disorientano nel volo e confondono l’odore della pelle umana da cui sono attratte.
Tutte le curiosità sulle zanzare raccolte in un libro
  • Da due zanzare che nascono in aprile, se hanno sangue per nutrirsi e acqua a sufficienza per sopravvivere, a fine ottobre hanno dato vita a circa 10 generazioni di zanzare”, spiega Venturelli. “Considerando che in media ogni 10 giorni possono nascere 2500 milioni di miliardi di zanzare, in sei mesi tutte le zanzare insieme arrivano a pesare 83 milioni di tonnellate, e se le mettessimo in fila indiana sarebbero in grado di coprire la distanza terra-luna 65 milioni e 400 mila volte”. Il calcolo, riportato nel libro “Questione di Culex” (De Agostini) scritto da Claudio Venturelli e Marina Marazza con prefazione e capitolo di Dario Fo, “è ovviamente ipotetico,  poiché non tiene conto delle zanzare vittime di predazione, malattie e disinfestazioni”, precisa Venturelli.
  • La bistecca scottona contiene il 16% di sostanza proteica rispetto al suo peso: le zanzare hanno invece ben il 48% di sostanza proteica rispetto al loro peso (chissà se in futuro sarà possibile consumare bistecche di zanzare come nuova fonte di approvvigionamento proteico!)
  • E’ vero che le zanzare scelgono le loro prede in base all’odore: in particolare sono attratte dal sentore del sudore, che contiene acido lattico, e sono in grado di intercettarlo a 70 m di distanza. Mentre non è vero che alcune persone sono bersagli prediletti delle zanzare, mentre altre sono pressoché indenni dalle punture. “Chi suda di più in genere viene punto di più, ma chi pensa di non essere vittima delle zanzare in realtà dà il suo contributo in sangue a mamma zanzara senza però manifestare la reazione allergica (ponfi e prurito) che, invece, compare in chi si sente perseguitato da questi insetti”.

INDICE articoli sul tema “Zanzare e Insetticidi”

Gli insetticidi sono velenosi!

Per le zanzare è una “questione di sangue”

Gli elettroemanatori contro le zanzare possono far male alla salute (non solo delle zanzare)

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali

Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

De Luca senza freni | Spaccio e torture: 10 carabinieri coinvolti | Covid, “Adesso colpisce i più giovani”

Gio, 07/23/2020 - 06:25

Corriere della Sera:  De Luca senza freni: «Milano non si ferma, Bergamo non si ferma. E poi si sono fermati a contare i morti»;

Il Giornale: Covid, il contagio che spaventa “Adesso colpisce i più giovani” “Basta una settimana e tutto può ripartire”;

Il Manifesto: Droghe, aumenta il consumo e il governo è latitante;

Il Mattino: Bambino cade in un pozzo e muore: choc a Gorizia, era in gita con il campo estivo. Bambino nel pozzo, la maledizione della famiglia Rosello: in due anni morti entrambi i figli;

Il Messaggero: ARGENTINA La prima auto di Diego Armando Maradona ritrovata in un pollaio: collezionisti scatenati per una 128 Video;

llsole24ore: Nuove scintille Usa-Cina mandano in rosso le Borse. Milano giù (-0,6%) coi petroliferi – Svolta debito comune: Piazza Affari +19% da maggio – Lancio di Bond Ue di portata storica;

Il Fatto Quotidiano: Torino, perquisite sei società del gruppo Fca. La procura di Francoforte indaga per frode sulle emissioni inquinanti delle automobili;

La Repubblica: Spaccio e torture: 10 carabinieri coinvolti, 6 agli arresti. “Reati in stile Gomorra” video. L’audio “Che ti ridi? Ti stai divertendo?”;

Leggo: Mamma perde tutti i risparmi di una vita per saldare i debiti di gioco del figlio a Fortnite;

Tgcom24: Recovery Fund, Conte: “Risultato storico che appartiene a tutto il Paese” | Von der Leyen: “Giusto che l’Italia riceva più fondi”;

Le fake e le app che speculano sulla paura e provocano fissazioni paranoiche (e suicidi?)

Mer, 07/22/2020 - 21:00

A più riprese i media mondiali, dal Messico, all’India, dagli Usa all’Europa si sono occupati di app che avrebbero indotto atti sconsiderati, autolesionismo con la lametta e addirittura suicidi.

Alcuni “giochi” propongono un percorso fatto di prove di coraggio, sempre più pericolose, e arrivano a chiedere ai giocatori, per lo più giovanissimi, di incidersi sulla pelle numeri o simboli. Secondo alcuni alla fine del percorso ci sarebbe la sfida definitiva. Buttarsi da un palazzo o suicidarsi in altro modo. “Se veramente hai coraggio prova a farlo!”

Altri giochi sono meno violenti ma comunque dannosi per l’equilibrio mentale degli adolescenti e di persone fragili: ad esempio Randonautica è una app che ti dà la possibilità di trovare “luoghi paurosi” vicino a casa tua. Uno dei video postati su TiK Tok mostra delle ragazze mentre trovano una borsa contenente “pezzi di cadavere”. In realtà si vede solo una borsa simile a quelle per i libri scolastici, ben chiusa per terra. Poi per un istante viene inquadrato il titolo di un giornale che grida: “Studenti trovano una borsa con resti umani!!!”. Questo e altri racconti video, probabilmente completamente falsi, hanno innescato una psicosi planetaria che ha portato migliaia di adolescenti a postare video nei quali raccontano di essere andati nel punto indicato con le coordinate da Randonautica e di aver vissuto esperienze terribili.

Hanno trovato la propria tomba, sono stati coinvolti in sparatorie, aggressioni e altri malanni paurosi; molti adolescenti in realtà raccontano eventi piuttosto insignificanti (sono andata in un prato poco lontano dalla strada e non ho trovato niente ma ritornando sulla strada ho visto due uomini che fingevano di aggiustare una bicicletta. Me ne sono andata spaventata e quando mi sono girata per vedere se mi seguivano non c’erano più!). Ma l’inconsistenza di questi episodi non impedisce a molti di commentare il video con toni evidentemente terrorizzati. O forse fanno solo finta fungendo da amplificatore verso chi ci casca…

Ovviamente è impossibile che esista un’organizzazione mondiale in grado di dire a chiunque, dovunque si trovi sulla faccia della terra, dove succederà qualche cosa di spaventoso. È evidente che si tratta di un semplice programma che sceglie casualmente le coordinate di un punto che si trovi a poca distanza dal punto nel quale si trova l’utente. È poi la suggestione a creare l’evento pauroso e inquietante. Mi sono spesso divertito in treno o in autobus a immaginare che un passeggero fosse in realtà un criminale sanguinario, un agente segreto, un marito che andava all’appuntamento con l’amante… Ma se qualcuno ti dice: vai lì e vedrai una cosa pazzesca, e sei impressionabile e ormonalmente instabile come un adolescente cadi in un meccanismo ben noto agli psichiatri: la profezia che si auto-realizza.


Ma quanto sono pericolose queste app?

Secondo alcuni (vedi l’articolo di Wired) l’idea che questi giochi abbiano provocato molti suicidi è una montatura: in Russia il suicidio di due ragazze è stato attribuito a Blue Whale ma pare che i suicidi siano avvenuti prima che questa app si diffondesse e i media, presentando Blue Whale come responsabile avrebbero creato una psicosi che ha fatto da amplificatore a questa app regalandole un incredibile successo.

Non ho elementi per dire come stiano le cose, se ne stanno occupando le procure e le polizie di mezzo mondo, vedremo. Ma intanto che aspettiamo di capire se “giochi” come Blue Whale, Galindo e Randonautica e altri siano colpevoli di istigazione all’autolesionismo e al suicidio possiamo osservare che il web sta dando spazio a un nuovo tipo di criminalità teppistica. Ci sono in questo mondo stupefatto e stupefacente migliaia di persone che si dilettano a inventare notizie false e giochi che bullizzano le persone per interesse economico, per desiderio di protagonismo oppure per semplice sadismo e noia. La questione è che internet ha dato un grande potere ai pazzi e sta mostrando una capacità strepitosa di dar benzina ai paranoici clinici.

Non sto dicendo che il web provoca patologie bipolari ma sicuramente fornisce carburante al disagio. Oggi il web è un immenso supermarket dove puoi trovare prodotti che sfruttano qualunque dissesto psichico e malanno delle capacità percettive e logiche. Qualunque idea assurda ti spaventi e ti crei ansia, se fai una ricerca in rete, trovi migliaia di persone disposte a giurare che ci sono gli alieni che ti succhiano l’energia a distanza, le lavatrici che ti parlano di notte e ti mangiano i calzini, le pentole a pressione che imprigionano spettri e se componi un certo numero sulla tastiera del tuo telefonino poi parli con Belzebù. E questo certamente non aiuta le persone fragili a superare le loro fobie.

Credo che sia necessario prendere delle contromisure energiche contro queste manipolazioni. Sono chiaramente pericolose! E tanto per cominciare da qualche parte credo sia importante fare informazione e sbugiardare questi manipolatori uno per uno. Diffondi un po’ di senso della realtà! Conviene anche a te.
Io inizio qui a dare il mio contributo a questa battaglia civile. In questi giorni ho realizzato anche una serie di poster su falsi veramente assurdi riguardanti gli extraterrestri puoi vederli (e magari condividerli) qui: People For Planet – Jacopo Fo

Fonti:
Galindo – https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/09/jonathan-galindo-chi-e-non-esiste-ma-esistono-persone-pronte-a-cavalcare-questa-bufala/5862847/
Randonautica – https://turbolab.it/giochi-videogiochi-passatempi-1088/randonautica-app-ti-riserva-macabre-scoperte-2883

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La vera storia dei sassi di Matera

Mer, 07/22/2020 - 17:00

La città di Matera è unica al mondo, è un elaborato sistema di grotte, la mentalità e il pensiero della Preistoria che si sono tramandati fino a nostri giorni. Tutta la città serve a raccoglie l’acqua piovana attraverso un sistema di pozzi e canalette.

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Una vita tecnologica e di durata indefinita: la postumanità (Video 7)

Mer, 07/22/2020 - 15:00

Estendere indefinitamente la durata della vita umana, “riversare” il contenuto del proprio cervello in un supporto tecnologico, usare la genomica. Alcuni esempi di come potrà essere il nostro futuro? Ne parliamo con Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future .

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Climate change: gli orsi polari potrebbero estinguersi entro il 2100

Mer, 07/22/2020 - 14:00

Il graduale aumento delle temperature dovuto dall’eccessiva emissione di gas serra nell’atmosfera sta provocando uno stravolgimento totale del landscape globale: i ghiacciai si stanno sciogliendo e gli habitat naturali di molte specie animali e vegetali stanno letteralmente scomparendo.

Uno studio condotto dagli esperti di Polar Bears International e da un team di scienziati a livello internazionale e pubblicato qualche giorno fa sulla rivista scientifica Nature ha lanciato l’allarme: gli orsi polari potrebbero estinguersi entro il 2100.

Se le emissioni di CO2 non diminuiranno e i ghiacciai continueranno a sciogliersi, gli orsi polari non potranno più procurarsi il cibo di cui hanno bisogno per sostentarsi e questa tragica situazione porterà al loro declino nell’Artico.

Sapevamo già che alla fine gli orsi polari sarebbero scomparsi se non avessimo fermato l’aumento dei gas serra. Ma sapere quando inizieranno a scomparire in diverse aree è fondamentale per indirizzare la politica verso la giusta direzione”, ha dichiarato il dott. Steven Amstrup, che ha concepito il progetto ed è coautore dello studio. “Abbiamo scoperto che una moderata riduzione delle emissioni potrebbe prolungare la persistenza globale degli orsi polari, ma è improbabile che prevenga l’estirpazione di diverse popolazioni, sottolineando l’urgenza di tagli più ambiziosi delle emissioni“.

Lo studio

Questo recente studio ha permesso agli scienziati di disporre di una base analitica per capire come e quando gli orsi polari inizieranno a collassare, in base all’età e al sesso.

Stimando quanto magri e quanto grassi possono essere gli orsi polari, e comprendendo il loro consumo di energia, siamo stati in grado di calcolare il numero massimo di giorni in cui gli orsi polari possono digiunare prima che i tassi di sopravvivenza del cucciolo e dell’adulto inizino a diminuire“, ha affermato il Dr. Péter Molnár, dell’Università di Toronto.

Bisogna agire adesso

Gli scienziati concordano sulla necessità di un’azione immediata per evitare che le popolazioni di orsi polari nell’Artico scompaiano per sempre e che l’equilibrio di tutti gli ecosistemi venga definitivamente stravolto.

Gli orsi polari sono stati a lungo considerati messaggeri dei sintomi del cambiamento climatico che avranno un impatto su tutte le forme vita, compresa quella umana. Sappiamo che alluvioni, siccità e incendi diventeranno più frequenti e gravi man mano che il mondo continua a scaldarsi, ma i tempi per tali eventi sono difficili da prevedere. La pandemia di coronavirus è un promemoria di quanto sia vitale per i nostri governi intraprendere le azioni necessarie. Mostrare quanto sia imminente la minaccia per le diverse popolazioni di orsi polari è un altro promemoria che ci ricorda che dobbiamo agire ora per evitare il peggio “, ha affermato il Dr. Amstrup.

Tuttavia, se gli obiettivi fissati durante l’Accordo di Parigi verranno rispettati e le emissioni di gas serra verranno diminiute al fine di mantenere l’innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2ºC potrebbe esserci ancora una speranza per la sopravvivenza degli orsi polari e dell’intero Pianeta.

Riusciremo a prenderci cura della nostra Madre Terra?

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Milano: 3mila bambini esclusi a sorpresa dalla scuola. Cade un diritto

Mer, 07/22/2020 - 12:46

“Ci è appena arrivata la comunicazione del Comune. Mia figlia, 3 anni, che ad aprile era stata accettata alla scuola dell’infanzia, adesso – e lo sottolineo: il 22 luglio – viene lasciata fuori, causa covid-19. Siamo a un mese e mezzo dall’apertura delle scuole, senza più prospettive: il pubblico ci ha rifiutati solo adesso, e i privati sono ormai tutti pieni”.

La storia di Filippo, giovane papà milanese, è assurda “soprattutto se pensiamo che in Europa le scuole hanno riaperto a maggio e giugno. Qui ci siamo presi tutto il nostro tempo per capire queste fatidiche linee guida per il distanziamento a scuola e per arrivare a quale soluzione: lasciare i bimbi a casa?” Ma sono moltissime le famiglie nella stessa situazione: circa 3mila.

Tagliate le classi con l’accetta

In più, il metodo del Comune lascia più che perplessi. “La nostra è la Scuola dell’Infanzia di via Benini, 80, a Nolo. Ci siamo iscritti, e siamo stati accettati ad aprile. Ora la mail che comunica che i posti sono stati tagliati causa covid da 31 a 13: siamo fuori perché siamo il numero 26 in quella scuola. Ma avrebbero dovuto rifare tutte le graduatorie per tutte le scuole, perché se cambiano i parametri delle selezioni, tu devi rimettere in ballo tutti, in modo che tutti abbiano gli stessi diritti. Io sono il numero 26 in questa scuola: ma se la mia famiglia – dove io e mia moglie lavoriamo entrambi a tempo pieno – venisse confrontata con tutte le famiglie di Milano magari le cose cambierebbero”. Invece hanno tagliato con l’accetta, scuola per scuola, eliminando bambini da quello che – almeno quello – le famiglie italiane avevano vissuto finora alla pari di un diritto. Il posto all’asilo nido in Italia non si trova quasi mai, ma la “materna” si chiama scuola non a caso. “Nella nostra classe erano 22 gli ammessi”, mi racconta Angela, che non sa come farà con il figlio, “ne hanno confermati solo 6”.

La scuola dell’infanzia era di fatto considerata un diritto

Una fascia d’età completamente abbandonata nonostante come dichiarato pochi mesi fa dalla viceministra Anna Ascani: “Più che di obbligo parlerei di un diritto da garantire: il diritto dei bambini ad andare a scuola a 3 anni, a poter accedere a questo primo step della formazione e dell’educazione. è noto che i bambini che partono dalla scuola dell’infanzia hanno meno difficoltà negli studi ed escono meglio dal percorso formativo”.

“Siamo di fronte a un diritto dell’infanzia negato – continua Filippo – una tappa fondamentale della crescita di Matilde che ci troviamo a dover pianificare in pochissimo tempo, senza preavviso e auspicando di trovare posto ancora in qualche scuola privata: stiamo chiamando ogni giorno le scuole private. Ma ci dicono che adesso sono chiuse, o già complete. Non voglio lasciare mia figlia con i nonni o una tata: non è giusto! Lei ha diritto alla formazione adeguata alla sua età come tutti gli altri!”

La risposta del Comune di Milano e del Comune di Milano – Educazione e istruzione “è stata quella di sperare, si, di sperare, che qualcuno rinunci al posto – nel mio caso dovrebbero rinunciare praticamente tutti! -, di sperare che la situazione cambi, oppure che riescano a trovare nuovi spazi, perché ancora si, i nuovi spazi li stanno cercando a fine luglio, prima evidentemente avevano da fare altro e questa non era una priorità. Ma è giusto sperare che trovino all’ultimo un posto per mia figlia quando era già stata accettata? Sindaco Beppe Sala batti un colpo e facci “uscire dalla grotta” come auspicavi tu, noi, e pure mia figlia che non vede l’ora di tornare con i suoi coetanei e non ne può più di stare con mamma e papà”.

Le mamme che lasciano il lavoro

In una situazione simile a quella di Matilde si trovano oggi a Milano 3mila bambini e le loro famiglie, che – lo sottolineamo – per la prima volta non possono più mettere le pezze all’assenza dello Stato con l’aiuto dei familiari. Il coronavirus ha allontanato nonni e nipoti, e distanziarli è anche una questione di sicurezza. Anita Pirovano, capogruppo di Milano Progressista, in un post sulla sua pagina Facebook scrive: “Non nascondo una forte preoccupazione e un po’ di imbarazzo per questa situazione che è allarmante e che coinvolge a pieno titolo anche il livello istituzionale cittadino.” Parole. Ma il dramma resta. Come racconta via social anche la mamma di Olivia: disperata perché, senza posto per la bimba, a settembre dovrà abbandonare il suo lavoro.

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Covid-19, Lombardia: indagati i vertici del San Matteo e la Diasorin

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Covid-19, Lombardia: indagati i vertici del San Matteo e la Diasorin

Mer, 07/22/2020 - 11:10

Diasorin è stata favorita e ha ottenuto “tutti i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione effettuate dalla Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, nel settore dei test sierologici per la diagnosi di infezione da Covid-19” . Questa l’ipotesi degli investigatori della Procura di Pavia dopo l’accordo tra il Policlinico di Pavia e Diasorin sui test sierologici.

Perquisizioni domiciliari

Diverse perquisizioni domiciliari e locali sono state disposte questa mattina all’alba nei confronti di numerosi soggetti, indagati per “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato (appropriazione indebita, ndr)”. Tra i soggetti indagati ci sono tutti i vertici della Fondazione IRCCS San Matteo: il presidente, Alessandro Venturi; il direttore generale, Carlo Nicora; e il direttore scientifico. Ancora: il responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare, Fausto Baldanti; e l’amministratore delegato della società biotecnologica piemontese Diasorin S.p.a.

Una brutta storia

È stata la denuncia di una società concorrente, la Technogenetics, a far partire le indagini. La società era stata esclusa dall’accordo per lo sviluppo di test sierologici e molecolari allo scopo di ottenere la marcatura della comunità europea. Tale accordo veniva stipulato però senza gara, rendendo possibile un vantaggio economico per l’impresa oggi indagata. Il San Matteo avrebbe quindi concesso alla sola Diasorin di formulare il test, poi acquistato dalla Regione in 500 mila pezzi. Sulla vicenda si sono già espressi il Tar – che aveva bocciato l’accordo tra San Matteo e Diasorin – e il consiglio di Stato, che lo aveva poi abilitato nuovamente chiedendo però che venissero eseguite ulteriori indagini sul rapporto tra l’azienda privata e l’ospedale pubblico.

Molti i risvolti

Altri accertamenti tenteranno di chiarire i rapporti economico commerciali esistenti tra Diasorin, Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita e la società Servire srl, operanti presso l’Insubrias Biopark di Gerenzano nel Varesotto.

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Come potare le zucchine per raccogliere più a lungo!

Mer, 07/22/2020 - 10:25

Forza ortolani! Rimbocchiamoci le maniche, armiamoci di guanti ed arnesi e andiamo a sistemare l’orto!

Dal canale YouTube La campagna di Francesca le nozioni base per imparare la giusta tecnica per far crescere le zucchine ad alberello. Impariamo a legarle e a curarle, togliendo periodicamente le foglie basse aiuteremo le piante a far frutti più belli, più a lungo e a raccoglierle senza chinarsi troppo.

Fonte: La campagna di Francesca

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Zanardi trasferito in un centro specializzato |Smart working, in arrivo la proroga | Scuola: allarme dei genitori

Mer, 07/22/2020 - 09:41

Corriere della Sera: Zanardi ha lasciato l’ospedale: trasferito in un centro specializzato vicino a Lecco;

Il Giornale: Imprenditore ‘smonta’ lo Stato 300 euro di bonus a chi fa figli;

Il Manifesto: Omofobia, equilibrismi per salvare la legge. E Fi potrebbe votarla ;

Il Mattino: Coronavirus e smart working,in arrivo la proroga nel privato: «Norma in prossimo decreto». L’Italia e la rivoluzione economica innescata dal 5G Smart working, Fincantieri: intesa azienda-Sindacati;

Il Messaggero: Scuola, orari stravolti per il rientro: allarme dei genitori Azzolina: «Supplenti senza laurea giovani e preparati»;

llsole24ore: Così il Covid fa crollare gli acquisti e i prezzi delle case;

Il Fatto Quotidiano: Mattarella soddisfatto: “Ora azioni concrete”. Salvini è l’unico ad attaccare l’accordo in Ue. Meloni: “Conte s’è battuto”. Fi: “Buona notizia”;

La Repubblica: Green, digitale, infrastrutture e ricerca: così l’Italia spenderà i soldi del Recovery Fund ;

Leggo: Milan, clamoroso: Pioli confermato sulla panchina rossonera: «Prolungato il contratto per altri due anni»;

Tgcom24: Torture e violenze nel carcere di Torino, anche il direttore tra gli indagati;

Diébédo Francis Kéré: una storia africana

Mer, 07/22/2020 - 08:00

Diébédo Francis Kéré nasce nel 1965 nel villaggio di Gando, in Burkina Faso, e per studiare prima va a vivere nella capitale Ouagadougou e poi, grazie a una borsa di studio, si laurea in architettura in Germania, dove costituisce l’associazione Schulbausteine für Gando per sostenere lo sviluppo del suo Paese.
In Burkina Faso le case sono in balia della natura. A volte arriva un acquazzone e spazza via tutto…” racconta Kéré. “Fin da piccolo mi faceva arrabbiare vedere con quanta fatica la gente del villaggio costruiva qualcosa, che poi veniva distrutto in un battito di ali. Per questo ho scelto di studiare architettura, per portare stabilità e armonia là dove mancava”.

Con i fondi raccolti attraverso la sua associazione inizia nel 2000 la costruzione della prima scuola proprio a Gando, suo villaggio natale, coniugando quello che ha imparato in Germania con i metodi tradizionali di costruzione del Burkina Faso.
La scuola è costituita da blocchi di terra cruda compressa, a cui si aggiunge un doppio tetto, sollevato rispetto all’edificio da una capriata d’acciaio, così che l’aria possa fluire libera riparando comunque l’edificio dalla pioggia.
Kéré ci mette un po’ a spiegare agli abitanti del villaggio il proprio progetto, ma quando li convince diventano i suoi più abili ed entusiasti collaboratori. Tutti partecipano alla costruzione della scuola: uomini, donne e bambini.
Semplice, essenziale e magnifica, la realizzazione della scuola vale a Kerè il Premio Aga Khan per l’Architettura nel 2004.
Negli anni successivi la sua fama cresce, i suoi lavori vengono esposti al Moma di New York, realizza il Volksbühne Satellite Theater di Berlino, e altre cinque installazioni tra cui i londinesi Sensing Spaces Pavilion (2013-2014) e Serpentine Gallery Pavilion (2016-2017).

Ma la sua grande passione resta l’Africa.
Negli anni successivi la scuola di Gando è stata ampliata, sono stati aggiunti un giardino, gli alloggi per i docenti, un centro di aggregazione per donne, una biblioteca, la scuola secondaria. Man mano che i progetti si sviluppano, Kerè usa nuovi materiali, cercando di ridurre al minimo quelli più costosi, come l’acciaio, ad esempio.
In seguito sono state costruite altre scuole in altri villaggi e un centro medico ai confini con il Ghana; vi sono poi progetti ad ampio respiro, come quello che prevede la realizzazione di una piantagione di alberi di mango per soddisfare il fabbisogno vitaminico di una popolazione che si nutre soprattutto di miglio bollito, scarso di valori nutrizionali.

Istruzione, cibo per l’anima e cibo per il corpo. Così l’Africa può ritornare agli africani.

Fonti:
http://www.floornature.it/diebedo-francis-kere-5663/
http://www.abitare.it/it/ricerca/pubblicazioni/2018/07/13/francis-kere-una-monografia/

Fonte imm: http://www.kere-architecture.com/

Trasforma la tua auto in un mezzo elettrico

Mar, 07/21/2020 - 17:00

Per capire come funziona siamo andati a intervistare Gaetano La Legname di Mobility R-Evolution.

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Le auto fantastiche di Jacopo Fo

 

Donne spartane, istruite, nude, ricche, bisessuali e guerriere

Mar, 07/21/2020 - 15:00

Innanzi tutto appena smettevano di succhiare il latte venivano nutrite con la stessa quantità di cibo riservata ai maschi, e questo Grecia antica era un fatto notevole e rarissimo.

Le bambine poi, dopo i 7 anni, avevano a disposizione più cibo dei maschi. Infatti i bambini figli dei guerrieri spartani, a 7 anni andavano a vivere in caserme dove iniziavano il tirocinio come soldati; una vita durissima, allenamenti estenuanti, botte e poco cibo, solo una tunica in estate e in inverno, piedi nudi. Come vedremo questa educazione brutale aveva lo scopo di temperare i cittadini (almeno quelli che non morivano, il che accadeva di sovente). 

Tutti i figli degli spartani subivano questo trattamento ad eccezioni dei figli dei 2 re che governavano la città e che se la passavano solo un po’ meglio.

Decisamente la vita delle donne dell’aristocrazia guerriera era decisamente meglio di quella dei maschi, da tutti i punti di vista. 

Tutti i costumi spartani avevano al centro la volontà di permettere alle donne di sviluppare al massimo le loro potenzialità. Ancor oggi molti sostengono che questo rispetto per le donne avesse come obiettivo rafforzare la probabilità di partorire figli forti e sani.

Ma è riduttiva la visione delle donne Spartane come cavalle da riproduzione delle quali si cura la salute per ottenere puledri più prestanti.

Infatti le donne spartane studiavano musica, canto, danza e poesia. Partecipavano alla vita politica, dirigevano la famiglia e caso unico nella Grecia e nella Roma antica, potevano ereditare, potevano gestire attività economiche e potevano divorziare mantenendo le loro ricchezze. Inoltre a Sparta le spose non dovevano portare al marito una dote. E siccome un gran numero di maschi moriva in battaglia poteva succedere che una donna si sposasse più volte ed ereditasse le ricchezze di più di un marito.

Accadde così che alcune donne diventarono ricchissime. Secondo Aristotele circa due quinti delle terre appartenevano a donne e pare che verso la metà del III secolo a.C. due donne, Agesistrata e Archidamia, fossero le persone più ricche di Sparta. Le donne dell’aristocrazia spartana erano libere dalle attività domestiche svolte dai servi e dagli schiavi, non dovevano tessere e si occupavano dei figli maschi solo fino al settimo anno, quando venivano presi in carico dallo stato. Avevano quindi molto tempo per coltivare le loro capacità e gestire il loro patrimonio ed occuparsi della cosa pubblica, anche perché per lunghi periodi la maggioranza dei maschi lasciavano le città per andare in guerra.

Il modo di educare le donne aristocratiche dava loro la capacità per affrontare questi compiti. 

Altro fatto rarissimo nelle società guerriere era l’estrema libertà sessuale. Per garantire che si sviluppassero appieno prima di partorire potevano sposarsi solo dopo i 18 anni e spesso si sposavano anche qualche anno dopo. Ma a partire dai 12 anni potevano avere rapporti sessuali in piena libertà a patto che escludessero la penetrazione vaginale. Inoltre non era considerato disdicevole per una donna intrattenere relazioni omosessuali.

Gli stranieri che arrivavano a Sparta restavano sconvolti nel vedere le donne con i capelli corti, sempre vestite in modo semplice, senza gioielli e nel trovarsi a fare da spettatori a gare sportive alle quali le ragazze partecipavano con gonnellini cortissimi, che lasciavano scoperte le cosce e a volte anche il seno destro; a volte erano addirittura completamente nude come del resto i loro coetanei maschi. Infatti per gli spartani chi non ha nulla da nascondere non deve provare vergogna, al contrario è vergognoso nascondere il proprio corpo e camuffarlo con abiti, gioielli e trucchi. Ma gli stranieri restavano ancor più basiti quando scoprivano che era lecito che una donna sposata facesse un figlio con un altro uomo; oltretutto il marito non si ribellava a questo tradimento, anzi, a volte, era lui a incoraggiarlo se non riusciva ad avere figli o se considerava l’altro talmente prestante fisicamente da far sperare nella nascita di un figlio di “gran razza”. Cioè ragionava con un allevatore che fa coprire la sua mucca dal toro del vicino per migliorare i pregi dei vitelli.

Altro costume rarissimo nelle società guerriere antiche era quello di impartire un’istruzione alle ragazze: studiavano danza, musica, poesia si allenavano a cavalcare, nella lotta, nel lancio del giavellotto, del disco e nel tiro con l’arco e forse anche nell’uso della spada.

Anche se solo raramente parteciparono a scontri armati si riteneva necessario che sapessero difendersi e che avessero coscienza della loro forza fisica e della natura delle arti belliche, in modo tale da trasmettere ai loro figli maschi la cultura della guerra.

Si narra che in un caso, mentre i guerrieri avevano lasciato Sparta per attaccare i loro vicini un’ armata di nemici avesse aggredito Sparta, che aveva la particolarità, assolutamente unica in età classica, di non avere mura perché giudicate disonorevoli: i guerrieri spartani sono le mura di Sparta.

Vedendo i nemici che si avvicinavano alla città le donne presero scudi armi ed elmi e si schierarono a fronteggiare gli attaccanti creando un muro di scudi e lance e combattendo con grande valore, tanto da mettendoli in fuga. Contemporaneamente giunsero i guerrieri spartani avvisati dell’attacco. Vedendo la linea di combattimento delle donne le scambiarono per nemici e partirono alla carica.

Il modo di combattere degli spartani era molto complesso e per mantenere la formazione durante il combattimento i soldati dovevano muoversi in sincrono. Per ottenere questo risultato dietro le prime linee dei combattenti c’erano file di servi che battevano sui tamburi e soffiavano nei pifferi provocando gran rumore. Le donne si resero così conto che i guerrieri non erano in grado di sentire le loro grida con le quali cercavano di farsi riconoscere e quindi non ebbero altra soluzione che togliersi le tuniche mostrandosi nude cosi che i guerrieri capissero che stavano attaccando le loro donne. Fonti maliziose e non spartane ci dicono che l’immagine di questi guerrieri che si denudavano mostrando seni e cosce tornite abbia scioccato grandemente gli uomini già surriscaldati dall’imminenza della battaglia e che questa eccitazione si sia mutata in desiderio sessuale tanto che anch’essi abbandonarono le armi e gli scudi spogliandosi. Dal che venne fuori un’orgia colossale.

Chiariamo subito che raccontando delle spartane stiamo parlando di donne della classe dominante. Le società guerriere più antiche, erano composte da 2 gruppi etnici: i conquistatori e i popoli vinti che erano totalmente sottomessi. 

Generalmente i dominatori a loro volta erano suddivisi poi in due gruppi: l’aristocrazia, discendente dai capi delle tribù dei conquistatori (i nobili di sangue) che aveva tutto il potere e quasi tutte le ricchezze, e i discendenti della plebe delle tribù vittoriose che erano persone libere ma non avevano diritti politici e non potevano accedere a ruoli di comando.

I vinti erano divisi in schiavi veri e propri e una casta di servi che non potevano essere comprati e venduti ma non avevano nessun ruolo oltre a quello di servire in cambio di poco cibo o di una parte dei raccolti agricoli.

Questi due gruppi di dominati avevano anche una base etnica. Gli schiavi erano i popoli sconfitti in guerra, i servi erano popolazioni assoggettate in altri modi (ad esempio chi si era arreso accettando di fornire tributi annuali).

La particolarità di Sparta, come vedremo nelle prossime puntate, era che una gruppo riuscì a imporre il primo esperimento di ingegneria sociale della storia e una popolazione inizialmente matriarcale e pacifica divenne uno stato teocratico ferocemente guerriero dando a tutti i discendenti dai conquistatori pari diritti, terre, servi e schiavi. Tutti gli spartani erano uguali, vestivano gli stessi abiti, abitavano case molto simili (non esistevano ville lussuose). Una sorta di socialismo nazista di predatori che opprimeva i vinti in modo durissimo e sanguinario.

Prossime puntate

-Sparta impero del male: eugenetica, pedofilia, sadismo, competitività ossessiva e gerontocrazia.
– Come un popolo pacifico inventò l’industrializzazione della guerra.  
– La comicoterapia e le divinità matriarcali a Sparta. I guerrieri che non fasciavano i neonati.

Cosa mettere sempre nello zaino da trekking

Mar, 07/21/2020 - 10:00

Quali sono gli elementi fondamentali da avere sempre nel nostro zaino? Dal canale YouTube Attila Adventure i consigli pratici ed utili nel caso in cui si decida di fare una passeggiata dietro casa, oppure nell’eventualità che si programmi un trekking di più giorni.

Un video tutorial che ci ricorda quali sono i sette elementi indispensabili da portare sempre con noi.

Fonte: Attila Adventure

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Covid-19, il vaccino di Oxford è efficace

Mar, 07/21/2020 - 09:00

Il vaccino contro Covid-19 sviluppato dall’Università di Oxford e dal gigante farmaceutico AstraZeneca genera una risposta immunitaria efficace. Emerge da un primo studio, condotto su circa 1.000 pazienti, pubblicati lunedì sulla rivista medica The Lancet.

Efficace ma con molti effetti collaterali

Il vaccino, al momento il più promettente tra quelli allo studio, ha causato anche effetti collaterali, tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e reazioni nel sito di iniezione, in circa il 60% dei pazienti, ma tutti considerati lievi o moderati, e tutti risolti spontaneamente nel corso dello studio.

Il vaccino AZD1222 appare dunque relativamente sicuro – sebbene gli effetti collaterali siano stati maggiori rispetto a un vaccino contro la meningite, a cui è stato confrontato – ed efficace nel coinvolgere il sistema immunitario per combattere il virus. AstraZeneca ha affermato che, stando a questi risultati, è probabile che il prossimo passo sarà testare la somministrazione di due dosi di vaccino ai pazienti.

Cosa manca al traguardo

I risultati pubblicati su Lancet riguardano le fasi 1 e 2, che sono state accorpate: la prima consiste nelle verifiche su sicurezza e capacità di indurre risposta immunitaria, nella seconda vengono stabilite dosi e tempi di somministrazione. Resta da superare la fase 3, ovvero lo studio di efficacia su migliaia di persone a rischio di infezione. Solitamente la produzione di un nuovo vaccino richiede circa 8 anni, tra ideazione e immissione sul mercato: in questo caso le prospettive sono di 2 anni, grazie a un impegno che non ha precedenti.

Gli altri vaccini

Al momento sono 163 i vaccini allo studio, di cui 23 già in fase clinica (tra cui questo di Oxford e quello dell’azienda farmaceutica statunitense Moderna). Gli altri 140 sono a livello pre-clinico: ovvero vengono testati in laboratorio e su animali per valutarne le caratteristiche e decidere se procedere alle prove sull’uomo. Tutti i potenziali vaccini si basano su uno di questi quattro meccanismi: vettori virali e Vlp (virus-like-particles); proteine ricombinanti; acidi nucleici (Dna e Rna, è il caso di Moderna); virus inattivati o attenuati.

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Le pale eoliche più strane del mondo

Mar, 07/21/2020 - 08:30

Per visualizzare le descrizioni clicca sulle immagini

Recovery Fund, all’alba l’accordo. Italia protagonista

Mar, 07/21/2020 - 07:40

“Deal!”, ha scritto veloce su Twitter il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, all’alba di oggi. E poco dopo ha dichiarato, soddisfatto, in conferenza stampa: “Ce l’abbiamo fatta, l’Europa è forte e unita. È un ottimo accordo, e giusto. Ed è un segno concreto che l’Europa è una forza in azione”. Insomma è andata anche stavolta, nuovo record per una trattativa iniziata venerdì scorso per i leader europei, impegnati a stabilire quale fosse il modo giusto per sostenere la ripresa post coronavirus nei Paesi europei: tra Paesi “frugali” (ovvero “parsimoniosi”: Austria, Olanda, Danimarca e Svezia) a frenare gli animi, e Paesi più deboli e più colpiti, come il nostro, a chiedere meno prestiti. Tutti sotto la guida di Merkel e Macron. “E’ un giorno storico per l’Europa”, commenta il presidente francese, un giorno che cambia le politiche economiche del continente e che per lunghe nottate pareva non doversi compiere mai.

Italia protagonista e osservata speciale

Il piano straordinario da 750 miliardi di euro vuole salvare dal tracollo finanziario i paesi più colpiti dal Covid-19, con soldi che saranno trovati da Bruxelles attraverso gli eurobond. I trasferimenti a fondo perduto scendono da 500 a 390 miliardi e i prestiti salgono da 250 a 360 miliardi.

L’Italia è la grande protagonista e principale beneficiaria: più della Spagna, proprio come volevano tedeschi e francesi. Ottiene 208,8 miliardi, di cui 81,4 in trasferimenti e 127,4 in prestiti, per trasformare l’economia del Paese secondo le priorità e le raccomandazioni dell’Ue. Le condizioni poste, infatti, le potremmo definire a prova di populismo: un vizio che chi ci conosce sa che potremmo ripetere. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accettato una serie di condizioni per avere tanta generosità di fondi, tra le quali il famigerato “freno di emergenza”. Si tratta di una legittima assicurazione contro il possibile ritorno di una maggioranza sovranista e anti-euro, come del resto fu anche il primo governo Conte. Se invece Roma lavorerà in accordo con Bruxelles, i fondi viaggeranno sempre senza problemi. Un principio di precauzione che in fondo rafforza l’attuale governo.

Conte: “Al lavoro”

“Abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie”, il commento a caldo del premier. “Il governo italiano è forte: la verità è che l’approvazione di questo piano rafforza l’azione del governo italiano. Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre”.

Il Recovery Fund

Nel dettaglio, l’accordo mette sul tavolo 750 miliardi, 500 a fondo perso e 110 in prestiti, su spinta dei “frugali”, che ottengono anche un aumento dei loro rebates, gli sconti ai versamenti al Bilancio comune 2021-2027. L’equilibrio finale del Recovery è dunque di 390 miliardi di sovvenzioni da non rimborsare e 360 miliardi di prestiti.

Si tratta di un “pacchetto senza precedenti – ha precisato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen- Il Recovery and Resilience Facility è stabilito in una maniera molto chiara: è volontario, ma chi vi accede deve allinearsi con il Semestre europeo e le raccomandazioni ai Paesi. Finora dipendeva solo dai Paesi rispettarle o meno – aggiunge – ma ora le raccomandazioni sono legate a sussidi e potenziali prestiti”.

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Nel 2100 gli italiani saranno la metà

Scuola: è polemica su banchi anti-Covid | Così i 5 colossi tech fanno i miliardi | Novara: sgominata una psico-setta

Mar, 07/21/2020 - 06:25

Corriere della Sera: I 3 milioni di nuovi banchi anti-Covid: parte la gara, ma è polemica sui costi;

Il Giornale: Orban contro l’Olanda: ecco perché l’ungherese difende la linea italiana;

Il Manifesto: La difesa di Palamara: «Il sistema delle correnti è a un punto di non ritorno»;

Il Mattino: Leader Ue verso intesa, ipotesi fondo da 750 miliardi (209 all’Italia) La bozza Paesi Frugali aprono Ecco quali sono;

Il Messaggero: Vaccini Oxford e Cina inducono l’immunità. Lancet: primi test positivi Bucci: «Produzione entro metà 2021»;

llsole24ore: Amazon, Apple, Google, Microsoft e Facebook: così i 5 colossi tech fanno i miliardi;

Il Fatto Quotidiano: Mondo – In Francia “tra i 400 e i 500 focolai” Brasile, 4° ministro infetto: “Uso clorochina” Tra gli indigeni 70mila contagi e 2mila morti;

La Repubblica: Effetto Covid: il Pallone d’Oro 2020 non verrà assegnato;

Leggo: Leader Ue verso intesa, ipotesi fondo da 750 miliardi (209 all’Italia) La bozza Paesi Frugali aprono Ecco quali sono;

Tgcom24: SGOMINATA UNA “PSICO-SETTA”  Novara, schiave bambine costrette a far divertire “il dottore” | A portarle da lui spesso i genitori | Video;