Aggregatore di feed

7 motivi per non mangiare un gatto

People For Planet - Mer, 08/08/2018 - 02:55

I gatti, certo, sono decisamente di moda: siamo invasi da video, trasmissioni televisive, immagini, libri, tazze con la loro immagine, addirittura una volta mi hanno regalato uno scopino per il bagno a forma di gatto.

E allora quasi quasi… vien voglia di averne uno vero, un gatto coccolone che si acciambelli sulla nostra pancia facendo le fusa. Bella immagine… ma è davvero così?

Ci sono un sacco di aspetti piacevoli nell’avere uno o più gatti, poi ci sono alcune caratteristiche dei nostri amati felini che non sempre ci rendono felici.

Se volete prendervi un micio prima leggete qui.

1. I gatti sono belli. Indubbiamente. A meno che non sia malato o uno di quei gatti nudi un po’ inquietanti, un micio è sempre bello, che sia di razza o semplicemente quello che viene definito un “europeo” (il “politically correct” impedisce di definirlo “bastardo”). E questo aiuta: avere intorno un essere bello rallegra il nostro senso estetico e gratifica la vista.

E questo il gatto lo sa. Sa che siete contenti solo perché esiste ed è bello. Quindi non si fa scrupolo di dormire 18 ore al giorno nei posti più comodi della casa e vi concede pure di nutrirlo a intervalli regolari. Fine del lavoro del gatto. Tutto quello che può fare è un di più ed è una gentile concessione.

2. I gatti sono puliti. Passano ore a leccarsi, strofinarsi, passarsi le zampe sul muso. Alcuni addirittura profumano, una volta ho avuto un gatto che sapeva di talco. E questo è indubbiamente un vantaggio a meno che la bestiola non decida di fare la toilette sul vostro letto mentre state cercando di prendere sonno. Il momento in cui decide di grattarsi le orecchie vi farà sembrare di essere in pieno terremoto e malgrado lo spingiate a terra lui tornerà sul letto, si appoggerà a voi e ricomincerà a leccarsi, strofinarsi e grattarsi. Non c’è niente da fare, dovete solo aspettare che decida di essere abbastanza pulito per la notte e finalmente si metta a dormire.

Voi a questo punto sarete svegli ma l’igiene sarà salva.

3. Addestrare un micio è praticamente impossibile. Avete mai visto un circo con i gatti? Non c’è. Potete al massimo stabilire alcune regole e pregare che funzionino. E non accade quasi mai. Un buon sistema è urlare: animali sensibili i felini domestici non sopportano i rumori forti. Provateci quando starete per cucinare un succulento branzino e lui deciderà che vuole vedere se state seguendo diligentemente la ricetta che gli permetterà di mangiare la pelle del pesce croccante al punto giusto. E per controllare vi salirà sulla schiena per avere una migliore visuale dalla vostra spalla, dopo avervi scorticato la schiena che manco nel migliore sadomaso.

4. Volete una bestiola che quando arrivate a casa la sera vi faccia festa e vi dimostri quanto gli siete mancati? Prendetevi un cane. Se vi va di lusso, quando vi vede il gatto si limiterà ad alzare la testa dalla poltrona dove sta comodamente seduto e a deliziarvi con uno struggente sbadiglio. Fatevelo bastare.

5. Vi piace vestirvi di nero? Sappiate che dovrete scordarvi quel colore per vestiti e qualsiasi altro capo di abbigliamento. E’ praticamente impossibile sfuggire al pelo del gatto. Tenete ben chiusi armadi e cassetti dove riponete i vostri amati cachemire. Li adorano.

6. I gatti amano i contenitori: cesti, scatole, cassetti, tutto quello che li “contenga”. Quindi se avete una bella fruttiera al centro della tavola sappiate che sarà il loro posto preferito per schiacciare i pisoli migliori della giornata. Non prima di aver buttato a terra tutto quello che c’era dentro.

7. Se vivete in campagna sappiate che i gatti sono cacciatori. Aspettatevi quindi che vi portino in casa topini, lucertole, cavallette, grilli e qualsiasi animale sia alla loro portata. Vivi. Inoltre il loro ego richiede di essere gratificati quando la caccia è proficua, e quindi vi guarderanno in attesa di sperticati complimenti e gridolini di gioia. Vedete voi, volete un gatto felice? Ditegli che è stato bravissimo e che desideravate da sempre un topo vivo che vi mangiasse i fili del frigorifero. Oppure fate come faccio io: cominciate a urlare finché il gatto non esce di casa, lasciando lì il topino che comunque si infila sotto il frigorifero. E la storia continua…

Se dopo aver letto questo articolo volete ancora adottare un micio vi posso assicurare che fate bene. Andate in un gattile e prendetelo lì. Lasciate perdere le varie razze, i gatti sono davvero tutti belli e adottatevene uno che qualche imbecille ha abbandonato.

Scopritene il carattere, ogni micio è diverso. Iniziate una lunga avventura dove l’amore non è scontato ma va conquistato con pazienza e attenzione e ci sarà un giorno che vi guarderete e capirete che si è creato un legame.

Ci vuole del tempo, e poi finalmente si realizzerà l’immagine di voi seduti in poltrona con un gatto acciambellato sulla pancia che fa le fusa. Molto meglio di ogni antidepressivo esistente sul mercato.

Buona Giornata Mondiale del Gatto!

The post 7 motivi per non mangiare un gatto appeared first on PeopleForPlanet.

Alla ricerca delle nostre radici persiane: spaghetti nel deserto

People For Planet - Mer, 08/08/2018 - 02:43

Un viaggio nell’antica Persia visto dagli occhi di tre bambini.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_172"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/172/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/172/output/viaggio-iran-8.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/172/viaggio-iran-8.mp4' } ] } })

 

Prossimo video domani, poi uno al giorno fino al 15 agosto, continuate a seguirci!

Qui la lista completa dei video

The post Alla ricerca delle nostre radici persiane: spaghetti nel deserto appeared first on PeopleForPlanet.

Otto bufale alimentari smentite dall’I.S.S.

People For Planet - Mer, 08/08/2018 - 02:32
  1. Gli integratori sostituiscono la frutta

Soprattutto nei mesi estivi siamo bombardati da pubblicità di multivitaminici e altre pillole o soluzioni orosolubili miracolose: possono toglierci il senso di spossatezza, migliorare la digestione, farci sentire più vitali o addirittura favorire l’abbronzatura. Come sempre, però, la soluzione più semplice non sempre è la migliore. Questi prodotti non possono sostituire la frutta né dal punto di vista nutrizionale né per la prevenzione di malattie, soprattutto cardiovascolari e croniche. “Una valida alternativa all’assunzione di frutta e verdura non è ancora stata creata e se ne raccomanda l’assunzione almeno 5 volte al giorno” spiega l’Istituto superiore di Sanità.

Per leggere le altre 7 smentite continua su REPUBBLICA.IT

The post Otto bufale alimentari smentite dall’I.S.S. appeared first on PeopleForPlanet.

A 7 anni Roman e sua madre hanno salvato oltre mille cani dall’eutanasia

People For Planet - Mer, 08/08/2018 - 02:06

Dopo aver scoperto quel mondo di sofferenza, Jennifer e il figlio Roman hanno deciso di fare qualcosa per salvare tutti quegli animali in pericolo di vita. Ed proprio il bambino ad avere la prima idea: «Roman ha deciso di donare i soldi del suo quarto compleanno per aiutare a salvare alcuni animali» racconta la madre a InsideEdition.com.

Mamma e figlio iniziano così a realizzare dei video da pubblicare sul web per far conoscere le storie dei cani ospitati nel rifugio e riuscire così a metterli in contatto con potenziali famiglie per l’accoglienza: Roman presenta gli animali e spiega perché dovrebbero essere adottati rendendo ancora più personale e convincente il messaggio.

CONTINUA A LEGGERE SU LASTAMPA.IT

The post A 7 anni Roman e sua madre hanno salvato oltre mille cani dall’eutanasia appeared first on PeopleForPlanet.

Non solo mare, la plastica avvelena anche i laghi

People For Planet - Mar, 08/07/2018 - 10:39
In vacanza sul lago con plastica e mozziconi. E poi pacchetti di patatine, sacchetti, pezzi di vetro, cotton fioc e impianti di depurazione che non sembrano funzionare a dovere. Lo stato di salute di alcuni dei principali laghi italiani non è poi così distante da quello dei mari: anche loro sono malati di plastica e inciviltà. A raccontarlo è il nuovo report 2018 di Goletta dei Laghi di Legambiente, studio sui rifiuti esaminati in 20 dei più noti e importanti bacini italiani come i laghi Iseo, Maggiore, Como, Garda, Bolsena, Trasimeno e altri. In media sulle spiagge dei nostri laghi sono stati recuperati 2,5 rifiuti ogni metro quadrato di arenile: il 75 per cento di questi era composto da plastica. CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA.IT

The post Non solo mare, la plastica avvelena anche i laghi appeared first on PeopleForPlanet.

Perché le banane non hanno i semi?

People For Planet - Mar, 08/07/2018 - 02:43

È colpa… della domesticazione. La banana è il frutto di un ibrido sterile tra due specie. Per fortuna la pianta, come il fico e l’ananas, è partenocarpica: la produzione dei semi non è cioè necessaria per avere il frutto. Questo significa che la riproduzione della banana commerciale (della varietà “Cavendish”) avviene solo per clonazione: i coltivatori moltiplicano le piante con talee, ottenendo nuovi individui identici.

CONTINUA A LEGGERE SU FOCUS.IT

The post Perché le banane non hanno i semi? appeared first on PeopleForPlanet.

Alla ricerca delle nostre radici persiane: le moschee di Shiraz

People For Planet - Mar, 08/07/2018 - 02:40

Un viaggio nell’antica Persia visto dagli occhi di tre bambini.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_171"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/171/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/171/output/viaggio-iran-7.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/171/viaggio-iran-7.mp4' } ] } })

 

Prossimo video domani, poi uno al giorno fino al 15 agosto, continuate a seguirci!

Qui la lista completa dei video

 

The post Alla ricerca delle nostre radici persiane: le moschee di Shiraz appeared first on PeopleForPlanet.

Due anziani scappano dall’ospizio per andare a un festival heavy metal in Germania

People For Planet - Mar, 08/07/2018 - 02:25

Erano disposti a tutto pur di partecipare al Wacken Open Air Festival, uno degli eventi più attesi nel mondo dell’heavy metal. Così, due anziani ma arzilli metallari non ci hanno pensato due volte e, nottetempo, sono scappati dall’ospizio che li ospitava e si sono lanciati tra la folla del festival, pronti a godersi una quattro giorni di musica. È successo venerdì sera in Germania, come riporta il Deutsche WelleIl personale della casa di riposo, accortosi che i due anziani mancavano all’appello, ha subito allertato la polizia che ha iniziato le ricerche.

CONTINUA A LEGGERE SU ILFATTOQUOTIDIANO.IT

The post Due anziani scappano dall’ospizio per andare a un festival heavy metal in Germania appeared first on PeopleForPlanet.

Che differenza c’è tra un “negro” e un cervello in fuga?

People For Planet - Mar, 08/07/2018 - 02:23

Ogni sbarco, ogni sguardo terrorizzato, ogni cadavere gonfio e ogni sopravvissuto che viene recuperato si trascina dietro un mare di polemiche più grande del Mediterraneo stesso. E, mentre ci accaniamo a parlare di “negri”che “invadono” la “nostra” Italia, i giovani italiani fanno la valigia e se ne vanno all’estero. Tutto questo mentre l’Europa ci bacchetta perché i nostri laureati guadagnano meno e tardano a trovare lavoro, quindi se ne vanno.

Puntiamo il dito contro i migranti e non siamo altro che migranti.

Migranti economici, come i nostri padri e i nostri nonni che abbandonavano in lacrime casa, famiglia e amori per cercare un futuro migliore nel Nord delle grandi fabbriche o all’estero. “Loro però andavano lì a lavorare”, dice oggi qualcuno.

In realtà la differenza tra i migranti di oggi e di ieri sembra essere tutta nella valigia: i nostri nonni avevano quella di cartone, noi invece spostiamo con un dito trolley pesantissimi dotati di rotelle, ma chi sale su un barcone porta con sé soltanto ricordi, speranze e qualche misero avere. Sembra che in base al mezzo di trasporto e alla possibilità di sceglierne uno affidabile classifichiamo migranti buoni e cattivi, migranti che hanno il diritto di migrare e migranti che non lo hanno, ignorando i motivi comuni che spingono a mettersi in viaggio: ogni uomo sogna una vita migliore per sé e per i propri figli.

Se i nostri giovani vanno via, l’Italia si svuota? E ha ragione qualcuno a parlare di “invasione” ad ogni sbarco? Leggiamo i dati. Ci aiutano a capire perché dovremmo preoccuparci di più di chi se ne sta andando e perché, invece di ossessionarci con i numeri su chi arriva, sarebbe più importante riflettere su chi non ce la fa.

Chi arriva in Italia? Calano gli sbarchi, ma l’odio non si placa

Secondo dati Istat aggiornati al 1 gennaio 2018:
– residenti in Italia: 60.494.000
– italiani: 55.430.000
– stranieri: 5.065.000 (8,4%)
Naturalmente, questi stranieri sono quelli in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Considerando i Paesi di provenienza dei cittadini stranieri residenti in Italia, le comunità più numerose sono quella romena (23,13%), albanese (8,6%), marocchina (8,1%), cinese (5,7%) e ucraina (4,6%), con cittadini distribuiti in maniera eterogenea su tutto il territorio nazionale.

Ma l’odio è tutto rivolto verso il mare, verso i barconi. La cieca ignoranza dell’hater lo porta a urlare online che l’invasione è costante e incontrollabile, che questa gentaglia in arrivo dall’Africa è priva di senso civico, che apriamo le porte a potenziali ladri, stupratori e assassini pronti ad annientare i nostri simboli, i nostri valori, la nostra cultura.

Lasciamo parlare i numeri.

I dati diffusi dal ministero dell’Interno sul numero dei migranti sbarcati dal 1 gennaio al 30 luglio 2018, comparati con i dati riferiti allo stesso periodo degli anni 2016 e 2017, parlano di un calo degli sbarchi rispettivamente dell’80,02 e dell’80,60%. Una piccola vittoria per chi ha basato un’intera campagna elettorale sulla necessità dei respingimenti. Lo stesso premier Matteo Salvini esulta e si vanta del calo degli sbarchi sebbene la chiusura dei porti sia roba di un mesetto fa.

L’Italia comunque non è attualmente al primo posto per numero di sbarchi. Non intendiamo negare il problema accoglienza e la necessità di risolverlo insieme all’Europa per gestire in maniera più efficace i flussi in arrivo e poi la permanenza e la ricollocazione di chi sbarca. Ma i numeri hanno il segno meno, i numeri non sono a favore di chi sostiene la tesi dell’invasione. Eppure odio, razzismo e preoccupazione dilagano.

 

Anche i dati dell’UNHCR sono chiari. Questa è la situazione nel Mediterraneo aggiornata al 31 luglio 2018.

La riportiamo perché c’è un dato che dovrebbe colpirci più degli altri, quello sui morti. C’è gente là fuori che muore in mare, mentre noi siamo impegnati a contare quanti ne arrivano e a soppesare se siano troppi.

Non sono numeri, è gente con lo sguardo di Josepha e il corpo di Aylan.

Intanto i giovani italiani si trasferiscono all’estero

“Si trasferiscono”, sia chiaro. Noi andiamo all’estero per costruire un futuro migliore, con tutta la poesia che il suono di queste parole evoca.

Non ci piace definirci “immigrati”, noi mica saliamo su un barcone con l’ansia di non arrivare, noi mica stiamo ore sotto al sole cocente e in mezzo al mare, noi al massimo ci lamentiamo dello spazio ristretto sui voli Ryanair, sul costo del bagaglio trasportato in stiva o del ritardo rispetto all’orario di arrivo previsto. Né il caldo, né la sete, né le onde ci possono strappare via un figlio, un amico, un parente, un compagno di viaggio.

Partiamo con altre ansie, tipiche del nostro mondo. E partiamo da un Paese in crisi, che fatica a rialzarsi. No, chi parte dall’Italia non è sempre un privilegiato che sceglie di emigrare, ma non ha come alternativa la morte né deve temerla ad ogni secondo del suo viaggio.

I numeri, dunque.

Secondo dati della Fondazione Migrantes, al 1 gennaio 2017 gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) sono 4.973.942, + 60% dal 2006. Le mete più gettonate per l’espatrio vedono in testa il Regno Unito seguito dalla Germania.

Cambiano i tempi e non si parte più soltanto dalle regioni del Sud, anzi, si parte soprattutto dalla Lombardia.

Il dato riferito all’anno 2016 vede il 39,2% di espatri di giovani tra i 18 e i 34 anni, su un totale di 124.076 espatriati. Persone con una formazione che li spinge a cercare lavoro là dove le competenze potrebbe essere meglio valorizzate. O almeno così si pensa.

Secondo l’Ue aumenta il rischio di fuga di cervelli dall’Italia

A bacchettare l’Italia ci pensa anche l’Europa. Il rapporto Paese della Commissione Ue dello scorso marzo riferisce che “L’istruzione superiore continua ad essere caratterizzata da tassi di abbandono scolastico elevati e da una durata degli studi relativamente lunga. Il settore è inoltre insufficientemente finanziato: la spesa pubblica è inferiore allo 0,4% del PIL. (…) I laureati italiani guadagnano meno e tardano a trovare lavoro rispetto agli omologhi europei (OCSE, 2016a). Gli incentivi a proseguire gli studi dopo la scuola secondaria sono dunque ridotti, mentre aumenta il rischio di fuga di cervelli”.

Mentre ci accaniamo contro l’ultimo arrivato che ha scampato la morte per miracolo, mentre ci chiediamo a vicenda “Ma tu a casa tua lo accoglieresti davvero?”, i nostri giovani partono verso altre terre promesse. L’Italia, morfologicamente creata per accogliere, vede i suoi figli partire e cerca paradossalmente quell’accoglienza che fatica a concedere.

Già, perché non dovrebbero accogliere con entusiasmo un figlio dell’Italia? Siamo italiani, mica negri…

 

Fonte immagine cover: Hernán Piñera, One Way (Flickr)

The post Che differenza c’è tra un “negro” e un cervello in fuga? appeared first on PeopleForPlanet.

Hiroshima e la bomba atomica che cambiò il mondo

People For Planet - Lun, 08/06/2018 - 15:24

Il 6 agosto del 1945 ancora non esisteva il famoso Orologio dell’Apocalisse, immaginato dagli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists con lo scopo di raffigurare graficamente il livello di distruzione dell’umanità perpetrato dall’uomo stesso ma, idealmente, fu proprio in quel giorno che iniziò a ticchettare. E cominciò a farlo a Hiroshima. Il mondo entrava nell’era atomica, il periodo degli attacchi nucleari, uno spettro che è continuato ad aleggiare per tutta la durata della Guerra Fredda e che, ancora oggi, fa paura. Basta pensare alle minacce e alle azioni dimostrative di Pyongyang, anche se al momento paiono rientrate. Settantatre anni fa il Giappone non immagina certo la sorte che lo attendeva. Nessuno, del resto, tranne i vertici militari statunitensi, poteva prevedere che, quel giorno estivo, un altro sole – artificiale, in grado di raggiungere milioni di gradi Celsius, avrebbe brillato sul nostro Pianeta. Hiroshima fu scelta tra altre città (Nagasaki che venne colpita tre giorni dopo, il 9 agosto, e Kokura) solo per motivi meteorologici. La mattina del 6 agosto, infatti, a Hiroshima era una bellissima giornata.

CONTINUA A LEGGERE SU LETTERA43.IT

 

The post Hiroshima e la bomba atomica che cambiò il mondo appeared first on PeopleForPlanet.

Occhi al cielo per le Perseidi, le stelle cadenti di Agosto

People For Planet - Lun, 08/06/2018 - 12:16

Da sempre gli uomini, attratti dalla bellezza della volta celeste, hanno osservato le stelle cadenti singole o gli sciami. In realtà, non esiste termine più scorretto di “stelle cadenti”, dato che le scie luminose che vediamo nel cielo non possono essere “stelle in caduta libera”, essendo corpi enormi, caldissimi, composti principalmente da idrogeno ed elio, che terminano le loro lunghissime vite (miliardi di anni) esplodendo o spegnendosi in modo più o meno burrascoso.

In ogni caso, ad agosto torna il consueto e suggestivo appuntamento con le “Lacrime di San Lorenzo“, le meteore appartenenti allo sciame delle Perseidi. Sebbene la “pioggia” sia già attiva, il picco dell’attività è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, con una previsione di circa 100/120 meteore l’ora. Nuvole permettendo, la luce della Luna non interferirà con l’evento (il novilunio è l’11 agosto).

Per ammirare le stelle cadenti basterà puntare lo sguardo o gli strumenti di osservazione verso l’area a nordest del cielo, in direzione della costellazione di Perseo, fra Andromeda e Cassiopea (in alto) e il pentagono dell’Auriga (in basso).

CONTINUA A LEGGERE SU METEOWEB.EU

The post Occhi al cielo per le Perseidi, le stelle cadenti di Agosto appeared first on PeopleForPlanet.

Alla ricerca delle nostre radici persiane: nella mitica Persepolis

People For Planet - Lun, 08/06/2018 - 02:51

Un viaggio nell’antica Persia visto dagli occhi di tre bambini.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_170"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/170/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/170/output/viaggio-iran-6.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/170/viaggio-iran-6.mp4' } ] } })

 

Prossimo video domani, poi uno al giorno fino al 15 agosto, continuate a seguirci!

Qui la lista completa dei video

 

The post Alla ricerca delle nostre radici persiane: nella mitica Persepolis appeared first on PeopleForPlanet.

Và dove ti porta la montagna

People For Planet - Lun, 08/06/2018 - 02:44

I Sentieri senza barriere sono percorsi di montagna adatti anche alle persone con disabilità. Hanno pochi ostacoli, sono semplici da percorrere anche in carrozzina e ne possono usufruire anche persone con ridotta capacità motoria.
People For Planet ha intervistato Paolo Valoti, presidente del Club Alpino Italiano di Bergamo.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_182"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/182/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/182/output/Sentieri-senza-barriere-CAI.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/182/Sentieri-senza-barriere-CAI.mp4' } ] } })

 

Link di approfondimento:  http://geoportale.caibergamo.it/it/sentieri-senza-barriere

The post Và dove ti porta la montagna appeared first on PeopleForPlanet.

Olio di cannabis: uno “sballo” per la pelle

People For Planet - Lun, 08/06/2018 - 02:01

Effetti “da sballo” sulla pelle, da quello antirughe a quello antiarrossamento, passando per gli effetti nutritivi e restitutivi. E anche sui capelli, soprattutto su quelli aridi e sciupati: l’olio di canapa, privo di principi attivi psicotropi, è un elisir di bellezza che sta prendendo sempre più piede nei centri estetici, tanto che al Cosmoprof North America, la più grande manifestazione a livello mondiale dell’industria della bellezza da poco conclusasi a Los Angeles, si è svolto un focus dal titolo “High on beauty: the cannabis dilemma”.

L’evento

La tavola rotonda organizzata al Cosmoprof North America ha visto interfacciarsi relatori provenienti da diversi settori – soprattutto esperti in ambito cosmetico, legale, ricerche di mercato e marketing – per confrontarsi e fare il punto sugli effetti di questo prodotto e sui cambiamenti normativi in atto perché negli Stati Uniti varia molto da Stato a Stato la posizione relativa alla commercializzazione dei prodotti contenenti cannabidiolo o Cbd, sostanza presente nell’olio per uso estetico.

Olio prezioso

L’olio di canapa, riporta l’Ansa, ha uno dei più elevati livelli di acidi grassi essenziali (EFA), è ricco di acido linoleico e linolenico, insieme ad acidi grassi omega 3: spalmato sulla pelle è un elisir contro la disidratazione e la secchezza della pelle, un antirughe concentrato e un ottimo nutriente. Inoltre risulta avere anche effetti antinfiammatori in grado di calmare la pelle arrossata dopo l’esposizione al sole. Per essere certi che sia “originale” basta leggere bene l’etichetta e individuare la dicitura: “cannabis sativa seed oil” (ovvero “olio da semi di cannabis sativa”).

Un mercato fiorente

L’olio di canapa è già conosciuto e commercializzato nel nostro Paese. Gli utilizzi più frequenti sono le applicazioni sulla pelle e l’assunzione per bocca soprattutto per il trattamento di problematiche come ansia, insonnia e sonno disturbato (meglio evitare il fai da te e, prima dell’utilizzo, chiedere il parere del proprio medico). Stando a quanto riporta l’Ansa, intere linee cosmetiche a base di olio di canapa per la produzione di creme, oli, detergenti, lozioni per il corpo e prodotti per la cura dei capelli sarebbero già a pieno regime  negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Europa. E c’è da scommettere che la domanda da parte del mercato non si farà attendere.

The post Olio di cannabis: uno “sballo” per la pelle appeared first on PeopleForPlanet.

Alla ricerca delle nostre radici persiane: i poeti Persiani

People For Planet - Dom, 08/05/2018 - 02:41

Un viaggio nell’antica Persia visto dagli occhi di tre bambini.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_169"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/169/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/169/output/viaggio-iran-5.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/169/viaggio-iran-5.mp4' } ] } })

 

Prossimo video domani, poi uno al giorno fino al 15 agosto, continuate a seguirci!

Qui la lista completa dei video

 

The post Alla ricerca delle nostre radici persiane: i poeti Persiani appeared first on PeopleForPlanet.

Estate, arriva un’invasione. Non di migranti, ma di turisti!

People For Planet - Dom, 08/05/2018 - 02:21

Siamo ancora una meta sognata dai turisti di tutto il mondo, che arrivano e si godono esperienze uniche che solo il nostro Paese può offrire. Al nuovo governo – come a quelli precedenti, del resto – si chiede di creare un sistema-Italia e una strategia nazionale per il rilancio, non perché manchino tesori da mettere in mostra o professionisti che possano valorizzarli, ma per promuovere in maniera rinnovata le nostre destinazioni ed attirare intenzionalmente altri visitatori. Intanto, cerchiamo di leggere i dati con ottimismo. 

Esiste un vero problema migranti per il turismo italiano?

Non proprio. Esiste un problema quando enfatizziamo che le città d’arte sono “invase”, o per zone come Lampedusa, dimenticate in certi contesti come destinazioni turistiche e legate dai media e dall’opinione pubblica esclusivamente a sbarchi, presunti disordini, poca sicurezza. Ma non ovunque è così.

Lo scorso marzo alcuni quotidiani parlavano di “Lampedusa liberata” nell’annunciare la chiusura per ristrutturazione del centro migranti. E il sindaco Totò Martello non nascondeva un sospiro di sollievo, pensando a come, trasferiti i migranti altrove, forse i turisti si sarebbero moltiplicati.
E’ complicato. Lampedusa da anni è il simbolo del problema immigrazione in Italia. Quando si è parlato di Lampedusa come meta turistica si è spesso aggiunto quel fastidioso ‘nonostante tutto’ che probabilmente ha peggiorato le cose.
Nel 2017 l’isola ha comunque fatto registrare un buon 30% di presenze in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Fortunatamente il passaparola ha funzionato più dei messaggi di tv e giornali e chi ha avuto la possibilità di trascorrere qui qualche giorno di vacanza si è accorto che non c’è alcuna invasione, ma una convivenza pacifica”, spiegava lo stesso sindaco. Per quest’estate si attendono numeri ancora migliori.

I migranti davvero allontano i turisti? In piena campagna elettorale, la pentastellata Roberta Lombardi, a caccia di consensi nella lotta per la Regione Lazio, usava questo slogan: “Quando penso alle province del Lazio e ai suoi borghi penso ad accogliere più turismo, che rilancia l’economia locale, e meno migranti, che invece pesano sull’economia locale. Non è questione di destra o di sinistra, ma di buon senso“.

Ma c’è un’Italia che pensa il contrario. Orta San Giulio (No) ha 1.200 abitanti, all’incirca 90 mila presenze all’anno e 200 mila visitatori. Dopo un confronto con la comunità, il sindaco ha deciso di accogliere un centinaio di migranti come esperienza di arricchimento. Un problema per i turisti? E perché mai?

Gli ultimi dati su turisti e presenze

Ecco allora alcuni dati nudi e crudi. Secondo il Barometro dell’Organizzazione Mondiale del Turismo siamo nella top five delle mete in grado di incamerare più fatturato (dati 2017) con un incasso di 44 miliardi di dollari, un aumento dell’8% e 2 posizioni in classifica conquistate. Siamo al quarto posto se consideriamo i tassi di incremento: la classifica vede in testa la Thailandia (+13%), seguita dalla Spagna (+10%), dalla Francia (+9%) e appunto dall’Italia. Per gli Usa si registra un +2%.

 

Il punto è un altro: siamo in grado di accogliere con servizi adeguati i turisti di tutto il mondo?

Perché, di fatto, questi turisti arrivano. Le prenotazioni dei viaggi organizzati verso l’Italia per l’estate 2018 sono in aumento anno su anno per il 74% dei tour operator, stabili per il 20%, in calo per il 6%. I dati dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit) mostrano incrementi dei flussi turistici verso l’Italia sia da mercati emergenti che da Paesi come USA, Francia e Germania, principali bacini d’origine del nostro incoming.

Spiega Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo dell’Enit: “Al turismo di massa, si stanno affiancando formule di viaggio ‘slow’, che identificano nell’italian way of life e nella sostenibilità il primo requirement della vacanza sul nostro territorio. In linea con questa tendenza si va sempre più affermando il turismo enogastronomico, che attraverso la valorizzazione dei cibi raggiunge il più ampio orizzonte dei profili culturali e dei vissuti dei territori che ospitano i flussi turistici”.
Quasi tutti gli operatori intervistati parlano di un aumento del turismo enogastronomico rispetto allo stesso periodo del 2017. Non solo. Per circa il 60% dei Paesi di origine l’enogastronomia è uno dei principali prodotti all’interno dei pacchetti turistici con destinazione Italia. Ed è un trend. Nel 2017 si registravano oltre 110 milioni di presenze motivate proprio dal turismo enogastronomico, il doppio rispetto al 2016, per una spesa di oltre 10 miliardi di euro (dati Isnart-Unioncamere).

Immagine di copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo

The post Estate, arriva un’invasione. Non di migranti, ma di turisti! appeared first on PeopleForPlanet.

Isole sostenibili: 32 realtà hanno iniziato la green revolution

People For Planet - Dom, 08/05/2018 - 02:07

Per portare a termine con successo la transizione ecologica è necessario iniziare in piccolo, creare un modello funzionante e scalabile e quindi replicarlo in grande. Per questo motivo i migliori “terreni di coltura” dove fra crescere la green revolution sono le isole: sistemi unici in cui spesso la dipendenza dal continente pesa sia sul fronte energetico, che su quello idrico e dei rifiuti. In Italia abbiamo 32 isole minori abitate e non interconnesse alla rete nazionale che stanno cercando di acquisire la propria indipendenza adottando modelli sostenibili per l’approvvigionamento di energia pulita e acqua, per la gestione dei rifiuti e per una mobilità a emissioni zero. Qui esistono tutte le condizioni per valorizzare al massimo le tecnologie permetterebbero di chiudere i cicli delle risorse energetiche, idriche e dei materiali.

CONTINUA A LEGGERE SU RINNOVABILI.IT

The post Isole sostenibili: 32 realtà hanno iniziato la green revolution appeared first on PeopleForPlanet.

Alla ricerca delle nostre radici persiane: i batteri italiani

People For Planet - Sab, 08/04/2018 - 03:36

Un viaggio nell’antica Persia visto dagli occhi di tre bambini.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_167"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/167/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/167/output/viaggio-iran-4.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/167/viaggio-iran-4.mp4' } ] } })

 

Prossimo video domani, poi uno al giorno fino al 15 agosto, continuate a seguirci!

Qui la lista completa dei video

 

The post Alla ricerca delle nostre radici persiane: i batteri italiani appeared first on PeopleForPlanet.

Vacanze: 3 consigli preziosi per l’estate dei nostri amici animali

People For Planet - Sab, 08/04/2018 - 02:55

Se state organizzando le vostre vacanze e ancora non avete trovato una soluzione per cani e gatti, le nuove risorse a disposizione sono molte, con qualche accortezza…e una dritta: trasportarli con noi non è mai stato così facile.

Regola numero uno: non lasciate i gatti in un gattile, salvo non ci sia proprio alcuna altra possibilità. I gatti sono territoriali, e aggiungere all’assenza dei “padroni” il cambiamento di scenario è uno stress per loro ancor maggiore che per un cane. I gatti non hanno bisogno di uscire, quindi senza troppa fatica si dovrebbe riuscire a trovare qualcuno disposto a passare a trovarlo, nutrirlo e ripulire la sabbietta una volta al giorno.
Anche un vicino di casa, un parente o un amico, vanno bene: qualcuno a cui poter ricambiare il favore, risparmiando, e che il gatto conosce, anche se magari superficialmente.
In alternativa, le risorse – anche online – sono molte: oggi le pagine facebook di quartiere, le cosiddette social street, offrono mille possibilità a chi cerca e offre lavoretti di questo tipo, specie nelle città medio-grandi: uno studente o un pensionato troverà vantaggioso arrotondare i guadagni rimanendo nella propria zona e facendo un lavoro poco impegnativo e super flessibile. Ancora, siti di riferimento come petme restano una certezza per le vacanze ma anche per la vita di tutti i giorni, quando non sappiamo a chi lasciarli.

Regola numero due: anche se il cane soffre meno la pensione, si può pensare anche per lui a un amico-vicino che venga a casa. Questa scelta è certamente più impegnativa, visto che il cane deve uscire almeno 2 volte al giorno, meglio se 3, e almeno una volta deve potersi sfogare e correre liberamente giocando all’aria aperta. Per questo, una buona struttura può rivelarsi la soluzione più facile. Ma quali caratteristiche deve avere?
La spesa minima per una struttura seria è di 10 euro a notte per un gatto, e intorno ai 20-25 per un cane. Come per l’ingresso di un bambino all’asilo, ci vogliono due o tre giorni per l’inserimento nell’ambiente nuovo: il proprietario dell’animale deve accompagnarlo e stare con lui, e nel frattempo verificare le caratteristiche del posto: che ci siano pasti personalizzati (ogni cambiamento aggiuntivo, come il cambio di crocchette, può essere un ulteriore stress) che siano garantite, e dove, le corse mattutine e serali, che gli spazi chiusi siano adeguati e protetti da sole o pioggia, che la struttura sia pulita e non ci siano odori sgradevoli.
Non abbiate timore di controllare che ci siano le autorizzazioni sanitarie e del Comune, che i dipendenti abbiano i requisiti professionali, e che la pensione sia convenzionata con un veterinario. Come in tutte le cose che riguardano gli animali domestici (e gli esseri umani) il segreto del successo sta in una soluzione al “problema estate” al quale i nostri amici siano abituati sin dall’infanzia. Quindi se siete indecisi, sappiate che un cane anziano che non ha mai fatto questa esperienza soffrirà di più.
Per quanto riguarda i rimedi anti-stress, aiuta molto una maglietta con il vostro odore, la cuccia dell’animale trasportata fino alla pensione, e naturalmente i suoi giochi preferiti.

Regola numero tre: forse riuscite a organizzarvi per portare con voi i vostri animali! Sappiate che le cose negli ultimi anni sono parecchio cambiate: quest’anno addirittura sui treni ad alta velocità di Italo, a luglio e agosto, il biglietto è offerto dall’Editore Pizzardi (quello dei mitici Amici Cucciolotti); se gli animali di taglia piccola sono ammessi gratuitamente tutto l’anno, chiusi nel loro trasportino, questa opzione apre gratuitamente in estate anche ai cani che superano i 10 chili, per i quali sarà previsto uno spazio a fianco dei padroni (in tutte le categorie di viaggio), con un kit speciale che include un tappetino monouso per accucciarsi e una ciotola per il cibo o per l’acqua (prenotazioni allo 06.0708).

Trenitalia ammette gratis trasportini di dimensioni non superiori a 70x30x50 nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni (solo uno per passeggero però!). Per cani extra large la tariffa fissa di Trenitalia è 5 euro. Accettabile.

In aereo, Easyjet e Ryanair restano ostili al trasporto di animali domestici, mentre Vueling accoglie a bordo cani, gatti, ma anche uccelli, pesci e tartarughe. Per viaggiare in cabina con il proprietario (come noto la stiva degli aerei è un’opzione molto pericolosa, per possibili problemi di pressurizzazione che possono risultare mortali) il trasportino con l’amico dentro non deve superare gli 8 chili, e le misure 45x39x21, al costo di 40 euro a tratta sui voli interni, 50 sugli internazionali e per le Canarie. Con Alitalia, il trasportino può pesare fino a 10 chili (ma le dimensioni richieste sono molto rigide e si fermano a 40x20x24) per tariffe che variano da 40 euro, in Italia, a 75 per Europa e Nord Africa (fino a 200-250 per i voli transoceanici). Un po’ più economici Air France e Tap. Occorre prenotare in anticipo, in genere per telefono.

Per quanto riguarda i traghetti: Moby, Tirrenia e Toremar mettono a disposizione cabine per ospitarli con i proprietari (con l’aggiunta di 50 euro), fino a un massimo di tre animali per cabina. Ulteriori dettagli su TraghettiWeb.

Immagine di copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo

The post Vacanze: 3 consigli preziosi per l’estate dei nostri amici animali appeared first on PeopleForPlanet.

Alessio Figalli: così ha risolto l’equazione per prevedere il movimento delle nuvole

People For Planet - Sab, 08/04/2018 - 02:11

Mentre il mondo e l’Italia si congratula con lui per un risultato – la medaglia Fileds – che rende orgogliosi, degli studi di Alessio Figalli, 34 anni, e laureato a Rio anche con il premio considerato il “Nobel” della matematica, ora si sa qualcosa di più. Per esempio che è in un’equazione la chiave per prevedere il movimento delle nuvole, governato dagli spostamenti di miliardi di particelle di vapore.

È stato Figalli – come riporta l’Ansa – a risolverla: uno dei problemi ai quali ha dedicato la sua carriera scientifico parte da molto lontano, fin dai tempi della fondazione di Cartagine e poi dell’epoca napoleonica come ha ricordato anche nel discorso tenuto a Rio de Janeiro nella cerimonia di premiazione, in apertura del Congresso Mondiale dei Matematici.

CONTINUA A LEGGERE SU ILFATTOQUOTIDIANO.IT

The post Alessio Figalli: così ha risolto l’equazione per prevedere il movimento delle nuvole appeared first on PeopleForPlanet.