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Conte: «Fabbriche e servizi non essenziali chiudono» Finalmente diciamo noi

People For Planet - Dom, 03/22/2020 - 09:40

Proprio ieri scrivevamo del paradosso dei parchi chiusi e delle fabbriche di armi aperte.

Ora sembra che finalmente fabbriche e servizi non essenziali chiuderanno. Si fermerà così anche nell’area più critica, la Lombardia, il viavai di lavoratori (si stima almeno 500.000) che prendevano mezzi pubblici spesso sovraffollati negli orari di punta, impossibilitati a rispettare la ormai mitica “distanza sociale”, per recarsi a lavorare in fabbriche e uffici non essenziali in questa fase.

Sempre ieri abbiamo raccontato il modello Corea. Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della salute Speranza, ha dichiarato: “Più guardo il caso Corea del Sud più mi convinco che dobbiamo seguire la strategia adottata da Seul. D’accordo con il ministro, sto proponendo che la si adotti anche in Italia, abbiamo già attivato un gruppo di studio per definire i dettagli”.

Ecco, speriamo che queste cose si facciano e si facciano presto e bene.

Abbiamo tutti bisogno di essere parte di una strategia chiara, intelligente, condivisa.

L’immagine di questo articolo non è scelta a caso: siamo tutti pronti a un nuovo start, per ripartire con più energia.

Cose da fare senza muoversi da casa: l’orto, anche sul balcone!

People For Planet - Dom, 03/22/2020 - 09:30

Disclaimer: Questo è un articolo preparato prima dell’emergenza Coronavirus, ma contiene tanti consigli utili per fare un orto e passare un po’ di tempo in queste giornate in cui è sconsigliato allontanarci dalla nostra abitazione. Ovviamente se non avete a casa semi, piante e attrezzi, aspettate qualche giorno a uscire di casa per procurarveli, seguendo le norme vigenti e nel rispetto della salute di tutti.

Per chi ama avere del verde intorno, per chi vuole avere la soddisfazione di farsi una bella insalata coltivata dietro casa o anche per chi vuole lanciarsi in un nuovo hobby, marzo e aprile sono due ottimi mesi per sperimentare qualche piccola coltivazione e impiantare un piccolo orto, sia in giardino, sia sul balcone.

Abbiamo chiesto qualche consiglio a quello che ormai è diventato il nostro agronomo “di fiducia”, Francesco Beldì, perché, tra i suoi tanti libri, ha scritto anche “Biobalcone” (TerraNuova Edizioni), una guida per coltivare l’orto sul balcone con i metodi del biologico e della permacoltura.

Francesco, che caratteristiche deve avere lo spazio per chi vuole cominciare un orto sul balcone o in giardino?

«Tutti possono impiantare un piccolo orto: non occorrono spazi particolari, deve trattarsi solo di terreni o di un balcone che non sia completamente all’ombra, quindi con un minimo di insolazione. Le piante che vengono coltivate in questa stagione non necessitano di molta insolazione, anche se ci vuole comunque luce, ovviamente.»

C’è un “kit minimo” di attrezzi utili? Che preparazioni sono necessarie?

«Per l’orto in giardino bastano una zappa, un rastrello, una vanga oppure un “forcone foraterra”, che può sostituire la vanga e servire per arieggiare il terreno, e poi un trapiantatore: un piccolo attrezzo a forma di cono che ci agevola nel trapianto.

Non ci sono grandi preparazioni da fare: dissodare il terreno e arieggiarlo concimandolo leggermente, formando le aiuole su cui trapianteremo le nostre piantine o semineremo. Per le piante primaverili non serve una concimazione particolare , solo gli spinaci ogni tanto possono aver bisogno di un po’di concime (si vede se la foglia ingiallisce), in questo caso si può usare un fertilizzante organico di origine vegetale.

Per l’orto sul balcone ci si può dotare di vasi rettangolari, sui 30/40 cm di lunghezza. Per riempirli va benissimo del terriccio universale, che si trova anche al supermercato.

Non è necessario concimarlo. Se però non si utilizza terriccio nuovo, è bene “arieggiarlo”, perché a volte è troppo compatto: basta tirare fuori tutto il terriccio dal vaso, pulirlo dai residui delle vecchie piante e rimettere tutto dentro. Questo lo renderà più soffice e più adatto ad ospitare le nuove radici.»

Quali sono le verdure che si possono già seminare o trapiantare in questo periodo?

«Le insalatine da taglio, sul balcone, nei vasi rettangolari, vengono benissimo. Lattughe, radicchi di ogni tipo, gli agretti, gli spinaci, che si possono anche raccogliere quando solo piccoli come spinacina da mangiare in insalata, i ravanelli, le bietine, la rucola, la valeriana.

Ovviamente queste vengono benissimo anche in giardino, dove si può mettere anche il cavolo cappuccio e la lattuga, oltre a patate, cipolle e aglio, in questi periodi meglio se in bulbo.

In giardino, ma anche sul balcone, si possono trapiantare melissa e menta. È facilissimo ottenere talee dalla menta: tagliatene un pezzetto, mettetelo nel terreno, bagnatelo costantemente e dopo poco tempo avrà già fatto le radici. Volete mettere la soddisfazione di mettervi sul balcone e farvi un Mojito con la menta coltivata lì a fianco?»

Le piante primaverili hanno bisogno di molte cure?

«No, se non insorgono parassiti, basta bagnarle con costanza, senza esagerare nelle quantità, controllando sempre il terreno, fermandoci quando è umido. Spesso in questa stagione le piante sono più danneggiate dallo ‘stress idrico’ che dalla siccità.

Una ‘cura’ possibile è quella di proteggerle da eventuali sbalzi di temperatura, dato che in questi mesi può anche scendere repentinamente per qualche giorno, specialmente di notte. In questo caso ci si può procurare qualche metro di ‘tessuto – non-tessuto’ con cui avvolgere le piante, che permette comunque la traspirazione.

Il tessuto, così come gli attrezzi, i semi, e spesso anche piantine pronte da trapiantare si trovano ormai facilmente sia nei garden che nei negozi di bricolage e molto spesso anche nei supermercati più attrezzati.»

Come facciamo ad accorgerci se le abbiamo bagnate troppo?

«Generalmente alcune foglie diventano gialle o seccano le punte, in questo caso bisogna smettere di bagnarle, aspettare che il terreno asciughi (rimuovendo l’acqua nel sottovaso, se è presente) e poi tornare a bagnarle in maniera costante.

Nel sottovaso è meglio che l’acqua non ristagni mai, perché è uno spazio che serve alle radici per respirare: anche le radici consumano ossigeno.»

E se non riusciamo a bagnarle in maniera costante o sappiamo che non saremo a casa tutti i giorni per farlo? Dobbiamo abbandonare l’idea dell’orto?

«C’è una soluzione ideale: l’irrigazione a goccia anche nel giardino o a casa. Bastano pochi metri di tubo per irrigazione, alcuni ugelli e, se proprio vogliamo toglierci tutti i pensieri, un timer. Sono tutti prodotti che si trovano nei garden o nei negozi di bricolage a costi ridotti. Collegando il tubo ad un rubinetto, l’irrigazione a goccia bagna piano piano in maniera costante le piante.

Se non disponiamo di un rubinetto sul balcone e se le distanze che deve coprire il tuo non sono particolarmente lunghe possiamo realizzare un impianto anche “a caduta”: facciamo uscire il tubo da un secchio o da un contenitore appeso in alto. L’acqua scenderà in maniera lenta e costante, e potremo andarcene anche in vacanza questa estate senza la preoccupazione di dover chiedere il favore di bagnarle al vicino di casa.»

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Evviva la primavera!

People For Planet - Dom, 03/22/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Sulla torre di Trallerallera,
c’è una vecchia nera nera,
sempre le tentenna un dente,
per chiamar tutta la gente.
No, non è una cosa strana, è soltanto
(la soluzione domani)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Sai perchè il libro sta sempre al caldo?
(Soluzione: perché ha la copertina)

Si sveglia la primavera!

Quando il cielo ritorna sereno
come l’occhio di una bambina,
la primavera si sveglia. E cammina
per le mormoranti foreste,
sfiorando appena
con la sua veste
color del sole
i bei tappeti di borraccina.
Ogni filo d’erba reca un diadema,
ogni stilla trema.
Qualche gemma sboccia
un po’ timorosa,
e porge la boccuccia color di rosa
per bere una goccia
di rugiada…
(U. Betti)

Cantiamo insieme

Ma quando si beve il caffè della Peppina?

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Parchi chiusi e fabbriche di armi aperte

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 22:01

Come è ormai arcinoto per contenere il contagio bisogna mantenere le “distanze sociali”. Significa mantenersi ad almeno un metro di distanza gli uni dagli altri, ci hanno spiegato.

Ciò che è meno noto è che questo metro di distanza, secondo chi sta emanando le regole di comportamento a cui ci dobbiamo attenere, è un metro mooolto flessibile.

Sempre meno di un metro; sempre di più di un metro; dipende

Esempi:

Sempre meno: Non si può andare in un parco o in spiaggia, neanche da soli, perché in spiaggia, anche in una spiaggia deserta, qualsiasi distanza tra le persone – è stato deciso –  è comunque inferiore ad un metro. Quindi non si può andare in spiaggia.

Sempre di più: Si può andare in metropolitana dove nelle ore di punta a Milano le persone sono ammassate l’una sull’altra per andare al lavoro perché sulla metropolitana qualsiasi distanza tra le persone – è stato deciso –  è superiore a un metro. Quindi si può andare in metropolitana, anzi vista questa regola si sono ridotte le corse aumentando l’affollamento. Tanto comunque in metropolitana qualsiasi distanza è sempre superiore a un metro.

Dipende: Ci sono poi dei casi in cui il “distanziamento sociale” dipende dal luogo in cui ci si trova. Se per esempio porti un cane a spasso e sei in prossimità di casa tua in città il distanziamento sociale è assicurato, se vai su un sentiero di campagna no, per questo è proprio vietato andarci.

Fra’ Gerolamo Savonarola

Complessivamente sembra che chi definisce le regole si stia ispirando a principi simili a quelli di fra’ Gerolamo Savonarola. Ciò che è fonte di piacere e svago è anche fonte di scelleratezza e causa di flagelli, sosteneva il frate, quindi da evitare assolutamente (unica eccezione consentita: cantare sui balconi, possibilmente l’inno d’Italia).

«È stata tua la colpa»

Una delle strategie più efficaci messe in campo dal potere durante ogni emergenza consiste nella colpevolizzazione degli individui, per ottenere il loro consenso acritico.

È una strategia ampiamente sperimentata nell’ultimo decennio con lo shock del debito pubblico, presentato a ogni individuo come la conseguenza della sua vita dissennata, vissuta colpevolmente al di sopra delle proprie possibilità, danneggiando e indebitando le generazioni future, una narrazione che ometteva e omette le responsabilità delle lobby finanziarie.

Così in questo periodo ci sentiamo ripetere “fate i bravi, state uscendo troppo di casa, non ci costringete ad essere ancora più severi” come se le dimensioni del guaio in cui ci troviamo dipendesse – prevalentemente o addirittura esclusivamente – da comportamenti “irresponsabili” degli individui, mentre nel frattempo il sistema sanitario è stato negli anni de-finanziato e privatizzato e si tengono aperte le fabbriche non essenziali, addirittura offrendo dei bonus per incentivare la presenza sul lavoro.

Fabbriche e virus

Scrive il Corriere della Sera:

Quasi un terzo dei contagi si trova tra le aziende d’ogni genere dei due polmoni economici d’Italia, Brescia e Bergamo. Brescia è la prima in classifica per densità produttiva, seguita da Milano e, appunto, Bergamo, che ha 4.305 contagi e 84 mila imprese attive nelle quali lavorano 385 mila dipendenti. Brescia ha 3.783 contagi, 107 mila ditte e 402 mila lavoratori. Stare a casa è più facile dirlo che farlo qui, dove per ammissione di Confindustria Lombardia il 73% delle imprese sta andando avanti, come in tutta la regione. Come dire che nelle aree più epidemiche mezzo milione di lavoratori continua a fare avanti e indietro casa-lavoro.

Il Presidente dell’Ordine dei medici di Milano Roberto Carlo Rossi tuona: «Mandare avanti la produzione è stato un gravissimo errore, dobbiamo chiudere tutto, lasciare aperto solo chi produce beni alimentari, prodotti per la salute e l’igiene. Vedo ancora capannoni e cantieri pieni di gente, è una follia». E che non siano tutte produzioni di beni essenziali lo si intuisce scorrendo l’elenco delle imprese nelle due province, dove troviamo aziende che producono acciaio, verniciature, calcestruzzi, auto di lusso, armi (220 nella sola Val Trompia, in provincia di Brescia – n.d.r.).

E ancora: i lavoratori dell’aeroporto di Linate denunciano che nell’aeroporto continuano i lavori di ristrutturazione dei negozi con squadre esterne che arrivano dalla bergamasca, come del resto in tutta la città di Milano continuano ad essere aperti cantieri non essenziali a cui lavorano persone che arrivano dal resto della Lombardia…

Il fantastico mondo dell’Italia ai tempi del coronavirus: parchi chiusi e fabbriche di armi aperte.

Foto di copertina di Bruno Patierno

Giornata mondiale della poesia: Wisława Szymborska

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 20:07
Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wisława Szymborska
Traduzione di Pietro Marchesani
segnalata da Mattea, grazie!

Foto di Gerhard Gellinger da Pixabay

Come la Corea del Sud sta riuscendo a contenere Covid-19

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 15:08

La Corea del Sud, il secondo Paese più colpito dopo la Cina in Asia, alla luce dati disponibili rappresenta un esempio virtuoso di lotta al virus. Al momento in cui scriviamo sono circa 8.800 i casi confermati e 102 i decessi. I nuovi casi giornalieri sono nell’ordine delle decine e il tasso di letalità è dell’1,1%, siamo lontanissimi dal picco di quasi un migliaio notificato in un solo giorno agli inizi di marzo, a una decina di giorni dall’esplosione del caso coronavirus.

Cosa ha permesso alla Corea del Sud di arrivare a questi risultati senza zone rosse estese ma con un attivo programma di isolamento sociale? Ce lo racconta un reportage dell’Agenzia Reuters di cui riportiamo la traduzione di ampi stralci.

Test selettivi e di massa, solo micro zone rosse

Molti epidemiologi affermano che i risultati drammaticamente diversi (al momento molto migliori in Corea del Sud che in Italia) indicano un’importante intuizione: i test selettivi e di massa sono uno strumento potente per combattere il virus.

In Corea del Sud (un Paese di 50 milioni di abitanti, un po’ meno che i 60 dell’Italia) le autorità hanno una risposta diversa rispetto a quella italiana. Stanno testando centinaia di migliaia di persone alla ricerca di infezioni e monitorando potenziali soggetti diffusori utilizzando la tecnologia del cellulare e del satellite.

Jeremy Konyndyk, ricercatore senior presso il Center for Global Development di Washington, ha affermato che test approfonditi possono fornire ai Paesi un quadro migliore della portata di un focolaio. Quando i test in un Paese sono limitati, ha affermato, le autorità devono intraprendere azioni più audaci e severe per limitare la circolazione delle persone. “La Cina lo ha fatto, ma la Cina è in grado di farlo. La Cina ha una popolazione molto disciplinata che rispetterà le indicazioni del governo.”

La Corea del Sud ha imposto piccolissime zone rosse in alcune strutture e in complessi di appartamenti colpiti più duramente dal virus. Ma finora non sono state fermate intere regioni e ancora meno l’intero Paese.

Seul afferma che si sta basando sulle lezioni apprese da uno scoppio della sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) nel 2015 e sta lavorando per rendere quante più informazioni disponibili al pubblico. 

Si è avviato a un massiccio programma di test anche tra persone che hanno sintomi molto lievi o anche asintomatiche ma che potrebbero essere in grado di infettare gli altri.

Restrizioni della privacy per trovare gli ammalati

Ciò include l’applicazione di una legge che garantisce al governo l’autorità di accedere ai dati personali per poter individuare le persone da sottoporre a test: filmati, dati di tracciamento GPS da telefoni e automobili, transazioni con carta di credito, informazioni sull’immigrazione e altri dettagli personali di persone confermate affette da coronavirus. Le autorità possono quindi rendere pubbliche queste informazioni, in modo che chiunque che possa essere stato esposto al contatto con una persona ammalata, non solo i loro amici e familiari, possa farsi sottoporre a test.

Il tasso di casi recentemente confermati è diminuito da un picco a metà febbraio, ma il più grande test del sistema potrebbe essere ancora in corso poiché le autorità continuano a cercare di rintracciare e contenere nuovi cluster di positivi al coronavirus. 

La gestione dei malati

Oltre ad aiutare a capire chi testare, il sistema aiuta gli ospedali a gestire la pipeline di casi. Le persone ritenute positive vengono poste in auto-quarantena e monitorate da remoto tramite un’app per smartphone, o controllate regolarmente telefonicamente, fino a quando non diventa disponibile un letto d’ospedale. Quando è disponibile un letto, un’ambulanza raccoglie la persona e porta il paziente in ospedale con stanze di isolamento sigillate ad aria. Tutto questo, incluso il ricovero in ospedale, è gratuito.

Le pecche del sistema

Ovviamente anche il sistema della Corea del Sud ha le sue pecche. Il Paese non dispone di abbastanza mascherine protettive – ha iniziato a razionarle – e sta cercando di assumere nuovo personale qualificato per elaborare i test e mappare i casi, non essendo sufficiente quello attuale.

E l’approccio coreano avviene a scapito della privacy. Il sistema della Corea del Sud è un sistema obbligatorio invasivo. Le persone devono rinunciare a quello che, per molti in Europa e in America, sarebbe un diritto fondamentale alla privacy. La Corea del Sud è una grande democrazia, con una popolazione pronta a protestare contro le politiche che non piacciono, e tuttavia in questo momento di crisi le misure straordinarie adottate dal governo sono state accettate.

“La divulgazione di informazioni sui pazienti comporta sempre problemi di violazione della privacy“, ha affermato Choi Jaewook, professore di medicina preventiva all’Università della Corea e alto funzionario della Korean Medical Association. Le informazioni “dovrebbero essere strettamente limitate” ai movimenti dei pazienti e “non dovrebbero riguardare la loro età, il loro sesso o i loro datori di lavoro”.

Perché no alle grandi zone rosse, secondo i coreani

Le risposte tradizionali come il blocco di ampie zone possono essere solo modestamente efficaci e possono causare problemi nelle società aperte, afferma Kim Gang-Lip, Vice Ministro della Sanità della Corea del Sud. Nell’esperienza della Corea del Sud, i blocchi significano che le persone partecipano meno alla ricerca dei contatti che potrebbero aver avuto e che potrebbero causare la diffusione del virus, diventano più passive.

I test drive-trough

La Corea del Sud ha aperto circa 50 strutture di test drive-through in tutto il paese. Nei parcheggi vuoti, il personale medico in indumenti protettivi si affaccia alle auto per controllare se i passeggeri accusano febbre o difficoltà respiratorie e, se necessario, raccogliere campioni. Il controllo di solito dura circa 10 minuti e le persone ricevono i risultati assieme a un testo che ricorda loro di lavarsi le mani regolarmente e indossare maschere per il viso.

Fonte reuters.com 

Un totale di 117 istituzioni in Corea del Sud ha attrezzature per condurre i test. Il numero di test varia giornalmente, la capacità massima è di 20.000 test al giorno. Il governo paga per le prove di persone con sintomi se richieste da un medico. Altrimenti le persone che vogliono essere testate senza prescrizione medica possono pagare fino a 170.000 won ($ 140)

Gli ufficiali “di quarantena”

Ci sono anche 130 ufficiali detti “di quarantena” che si concentrano sulla ricerca di potenziali pazienti, trascorrendo l’intera giornata lavorativa controllando a distanza le persone che si sono dimostrate positive per COVID-19. Hanno il massimo potere e autorità per effettuare le loro ricerche.

Kim Jeong- hwan fa parte di questo piccolo esercito di ufficiali di quarantena che tracciano i movimenti di eventuali potenziali portatori della malattia attraverso il controllo del loro telefono, app o segnali inviati dai telefoni cellulari o dalle scatole nere delle automobili e interviste telefoniche alle persone. Il loro obiettivo: rintracciare tutti i contatti che le persone potrebbero aver avuto cosicché possano essere testati anche costoro, anche intervistando i potenziali portatori di coronavirus “Non ho visto nessuno dire grosse bugie”, ha detto Kim. “Ma molte persone in genere non ricordano esattamente cosa hanno fatto.”

Il caso del karaoke a gettoni

Kim racconta di aver individuato cinque casi infettati da una donna di una piccola città che dopo aver preso il virus era andata in un “karaoke a gettoni”, un bar in cui una macchina consente alle persone di cantare alcune canzoni per un dollaro. All’inizio la donna non ha detto agli ufficiali della sua presenza nel karaoke a gettoni. Ma questa informazione è stata ottenuta dopo aver interrogato i suoi conoscenti e ottenuto posizioni GPS del suo dispositivo mobile. Attraverso i test tra i frequentatori del karaoke sono stati poi individuati gli altri 5 casi.

I messaggi via sms alla popolazione

Il governo della Corea del Sud utilizza anche i dati sulla posizione delle persone per personalizzare i messaggi di massa inviati ai telefoni cellulari, avvisando tutti i residenti di una zona quando viene confermato un caso nelle vicinanze.

“C’è ancora tanto da fare”

Lee Hee-young, un esperto di medicina preventiva che gestisce anche il team di risposta al coronavirus nella provincia di Gyeonggi in Corea del Sud, ha affermato che la Corea del Sud ha fatto un passo avanti dopo il MERS per aumentare le sue infrastrutture per rispondere alle malattie infettive. Ma ha affermato che finora solo il 30% dei cambiamenti di cui il Paese ha bisogno sono avvenuti. Ad esempio, ha affermato, mantenere una forza lavoro qualificata e un’infrastruttura aggiornata negli ospedali più piccoli non è facile. “Fino a quando non avremo risolto questo problema”, ha detto Lee, “esplosioni di epidemia come questa potranno continuare ad avvenire  ovunque”.

Photo by Mathew Schwarz

I tedeschi cantano “Bella Ciao” per gli italiani

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 12:00

“Carissimi amici italiani, abbiamo deciso di unirci al vostro coro e di cantare per voi la canzone di libertà per eccellenza. Ci auguriamo tutti che possa costituire l’inno di liberazione dal virus. Un abbraccio. I vostri amici tedeschi”.


Così gli abitanti di un quartiere di Bamberg, in Baviera, sono usciti tutti sui balconi e hanno cantato in segno di solidarietà verso gli italiani “Bella ciao“.

Fonte: YouTube La Repubblica

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Covid-19: I 30 giorni che hanno cambiato l’Italia

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 11:30
Un mese di Coronavirus

È un mese oggi. Un mese da quel 21 febbraio in cui venne data notizia del primo contagiato da Coronavirus in Italia, nella bassa lodigiana. La cronologia dei 30 giorni che hanno stravolto le nostre vite, rovesciato prospettive, modificato – per certi aspetti forse per sempre – i linguaggi non solo della politica ma anche nostri, è ben raccontata in questo articolo del Sole24ore.
Uno sguardo a ciò che è accaduto, ma anche una visione verso il futuro: la offre la virologa Ilaria Capua, che esorta per l’oggi il rispetto della misure di contenimento, e poi aggiunge: «Prepariamoci a un cambio delle nostre vite, non per forza in negativo. La nuova normalità potrebbe essere migliore della vecchia normalità. Dovremo ripensare la tenuta del servizio sanitario, le gestione delle emergenze, della comunicazione e dei problemi economici. Ci saranno nuove metodologie di lavoro, forse viaggeremo meno. E ci saranno i delfini nei porti ed il nostro desiderio di andarli a guardare, che presto si avvererà»

L’esperienza della Corea del Sud e la lezione di Codogno

I numeri dell’epidemia sono sconfortanti: nonostante le misure adottate fin qui, le cifre di contagi e decessi continuano a crescere.
Come muoversi allora? Secondo Walter Ricciardi, consulente scientifico del Ministro della Salute Roberto Speranza, l’unico metodo da adottare potrebbe essere ora il modello della Corea del Sud: il contenimento mediante misure molto più forti di quelle adottate in Italia, con ricorso a molti più tamponi e all’ausilio della tecnologia per tracciare i contagiati e le persone con cui erano entrate in contatto. Un sistema che grazie a dati medici, gps dello smartphone, carte di credito e telecamere di sorveglianza ha permesso allo stato sudasiatico di rintracciare le persone “a rischio” e isolarle (a casa o in ospedale).
Tuttavia è da segnalare che è dell’ultima ora la notizia che proprio in Corea in queste ultime ore si registra la nascita di nuovi contagi.

Quanto all’esperienza italiana su ilfattoquotidiano.it il mese di quarantena viene raccontato da Daniela Accadia, giornalista di Casalpusterlengo, che nel suo articolo ripercorre tutti i sentimenti che le popolazioni di quella prima zona rossa hanno già passato, e che il resto dell’Italia sta provando in questi giorni: panico, la convinzione che il virus colpisse gli “altri”, le proteste degli esercenti, il racconto ai bambini, il momento “dell’incazzatura” con chi non rispettava le regole… E poi il nuovo equilibrio domestico, la riorganizzazione del tempo, l’importanza dello smart working. E, non ultimo, scoprire anche il cuore grande di tante persone.
Oggi, dopo un mese, l’esortazione è solo una, «state a casa: non è finita per noi, né per voi.»

Nuovi divieti e soldati per le strade

Che non ci dovesse aspettare una riduzione del contagio nei primi giorni successivi al decreto dell’11 marzo lo sapevamo, ma i dati degli ultimi due giorni comunicati dalla Protezione civile hanno portato sconforto e paura. E le reazioni non si sono fatte attendere.

Anzitutto la stretta sui movimenti dei singoli, non solo con le annunciate misure restrittive per le uscite per fare la spesa e per l’attività motoria ma con l’utilizzo di militari nelle strade: si parla di 13mila soldati pronti ad affiancare i 7300 uomini al momento già destinati a questo servizio. Tutto ciò mentre nella sola Milano vengono schierati 114 militari  con funzioni di controllo.

Intanto a Roma è partita la circolare che ordina ai vigili posti di blocco a tutte le auto e a Bari ci pensano i droni, dall’alto, a monitorare il territorio per individuare chi viola le norme

Leggi anche:
Covid-19, Chiusi parchi, jogging solo “vicino” e basta passeggiate. E i tabacchi?

La solidarietà della Germania

Il Presidente della Repubblica federale tedesca Frank-Walter Steinmeier ha scritto una lettera di proprio pugno indirizzata a al nostro Capo di Stato e pubblicata su TGCom24: «Egregio Signor Presidente, caro Sergio Mattarella» sono le parole di apertura di un messaggio che sottolinea l’importanza di uno spirito fortemente europeo sia sotto il profilo umano che pratico: solo così, tutti insieme, questa crisi potrà essere superata.

“Non si vede la luce in fondo al tunnel”

Sono le parole del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, al secondo giorno che vede il ricorso ai mezzi militari per trasportare via le decine di feretri che giacciono nella camera mortuaria e nella chiesa, perché il forno crematorio non riesce a far fronte a questo periodo di emergenza da coronavirus. Soltanto ieri si sono registrati 88 morti nella Bergamasca.

Priorità diverse

Non tutti guardano nella stessa direzione: nella serata di ieri, 20 marzo (ore 22.50) nella home page del sito LaVerità.it la prima notizia era questa:

Foto di copertina di Ludovic Charlet

Covid-19, Chiusi parchi, jogging solo “vicino” e basta passeggiate. E i tabacchi?

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 09:07

Sembra indeciso il governo, e, assieme a gran parte degli amministratori in generale, sembra sbandare nell’indecisione.

Supermercati aperti, ma…

Se dapprima si era ventilata l’ipotesi di chiudere i supermercati la domenica e ridurne gli orari durante la settimana, le enormi file e gli assembramenti creatisi, alla fine hanno fatto cambiare idea. Nessuna chiusura per ora, dice l’ultima ordinanza del Ministero della Salute, diffusa ieri sera. Ma alcune regioni chiudono comunque la domenica (vedi quali) e molti punti vendita riducono comunque gli orari, perché non riescono a coprire i turni, a causa di assenze e malattie del personale. Del resto anche nei supermercati, avamposti coraggiosi della resistenza al virus, mancano gli strumenti per proteggersi o non sono rispettate le regole e mancano i controlli.

Le minacce ai fumatori

Poi ci sono i singoli amministratori, come il sindaco di Milano Beppe Sala, che annuncia di voler chiudere i tabacchi, cosa che sicuramente non farà perché genererebbe il panico, ma che nel frattempo creerà nuovi capannelli oggi, gente in fila a fare scorte di sigarette. Perché allora non vietiamo l’alcol, cosa che ridurrebbe certamente la frequenza delle spese, o il cibo spazzatura, anch’esso in grado di abbassare le nostre difese immunitarie? L’approccio ai divieti è schizofrenico, e soffia sul fuoco dell’aria che tira: quella di una caccia alle streghe.

Chiusi i parchi

Da oggi 21 marzo, a fino al 25, quando dovrà essere rinnovato il decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si vieta a livello nazionale – già era così per molte città – l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

Stop alle passeggiate, jogging solo vicino casa

Non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto: quindi stop alle passeggiate, anche solitarie. Resta consentito “svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”. Anche qui, nuove incertezze: cosa significa “in prossimità” non è meglio specificato.

Basta movimenti da e verso le seconde case

“Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”. È infine vietato in tutta Italia ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

Cane chiuso in casa? Ecco 4 giochi fai da te per stimolarlo!

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 08:00

Se per gli umani sembra essere più semplice trovare come occupare il proprio tempo in questi giorni di quarantena, per il nostro amico a 4 zampe può non essere facile. Come possiamo aiutarlo a tenersi allenato anche stando in casa?

Dal web ecco una buona idea: 4 giochi per cani fai da te, divertenti e anche stimolanti per la memoria e per l’olfatto del nostro amico!

Come si legge dal canale YouTube di Fashion Dog Italiase stai cercando dei giochi da poter fare col tuo cane a casa con cose che trovi in casa, ecco per te questi 4 giochi molto interessanti. Giocare col cane in modi stimolanti, aiuta il cane a sviluppare l’olfatto, la memoria, l’intelligenza! Gioca con lui e aumenta il vostro feeling! “

Fonte: Fashion Dog Italia

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Lo scioglilingua da leggere in un fiato

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Sai perchè il libro sta sempre al caldo?
(la soluzione domani)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Bobby lancia una palla più forte che può. La palla ritorna da lui, anche se niente e nessuno la tocca. Come è possibile?
(Soluzione: Bobby ha lanciato la palla in alto)

Lo scioglilingua del pozzo

In un pozzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel cupo pozzo andò a sbattere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzanare un feroce suo compare, ma rimase brutto e cupo il feroce lupo

Cantiamo insieme

La bella tartaruga di Bruno Lauzi 

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Foto di joduma da Pixabay 

Coronavirus, stasera telefona a un leghista e digli che gli vuoi bene!

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 06:00

Ogni tanto tocca dare ragione alle persone di destra. Non hanno tutti i torti quando dicono di noi progressisti che siamo ingenui, illusi e sognatori. Ci accusano di non avere senso della realtà, guardiamo il mondo con gli occhialini rosa, blateriamo di pace, amore, aria pulita, fine della fame… Le persone di destra ci deridono sui social: “Ma in che mondo vivi? Smettila di fare il bambino! Guarda in faccia la realtà!”.

I reazionari si basano su considerazioni realistiche sulla vita: il mondo è cattivo, è pieno di briganti e quindi un padre deve saper mantenere la disciplina, essere duro con i figli quando sbagliano perché solo così cresceranno forti e coriacei e sapranno affrontare le brutture della vita con l’indispensabile disciplina ferrea. Se vizi i figli poi ti trovi degli smidollati che il mondo là fuori farà a pezzi.

Per lo stesso motivo ci gridano che ci serve uno Stato forte, le carceri devono essere strumento di dolore per i delinquenti, e ci servono muri che ci proteggano dall’invasione degli stranieri: i poveri migranti sono il cavallo di Troia che i criminali delle nazioni incivili usano per infiltrarsi in Italia e distruggere la nostra cultura, sfruttare la nostra ingenuità e rubarci tutto.

In questi giorni di terrore coronavirus mi sono accorto che un po’ è vero: in ogni cattiva notizia cercavo un segno positivo, un po’ di speranza per illudermi che la situazione non sia poi così grave e che possiamo reagire, almeno un po’.

Ripenso agli articoli che ho scritto: uno sul ridere, l’amore e il fare sesso che aumentano le difese immunitarie. Il secondo sul fatto che ci sono alcune esagerazioni nel calcolo della percentuale di morti sull’insieme dei contagiati, perché in realtà i contagiati senza sintomi sono molti di più. Un terzo sul fatto che comunque le epidemie più spaventose del passato hanno ammazzato solo il 30% della popolazione, quindi il 70% è sopravvissuto; e questo nonostante ai tempi della peste nera metà della popolazione fosse sottoalimentata, le condizioni igieniche fossero spaventose, non esistessero cure né coscienza dei veicoli del contagio.

Insomma, mi sono esercitato a coltivare una fiammella di ottimismo. E con me centinaia di migliaia di progressisti che, oltre a darsi da fare con una marea di iniziative solidali concrete, si sono ingegnati a rendere meno asfissiante l’isolamento, organizzando flash mob e producendo decine di migliaia di video e meme comici.

Ma quando i reazionari guardano tutto questo sforzo ludico storcano la bocca: “Siete sempre lì a cercare di indorare la pillola! La gente ha bisogno di spaventarsi a morte, sennò non se ne stanno a casa… L’essere umano è una bestia e capisce solo le mazzate!”.

È un fatto però che nei momenti di emergenza tragica come questo, il modo di guardare la realtà dei progressisti funziona meglio. La ricerca di minimi elementi positivi rende sicuramente meno asfissiante la paura e l’ansia e questo sicuramente giova alle relazioni. E se sei meno in ansia e le tue relazioni funzionano meglio ridi di più e ami di più, il che aumenta la tua possibilità di fare a pezzi il virus se lo incontri. E questo è un fatto indiscutibile.

Mi immagino invece i reazionari che se ne stanno a casa e bestemmiano contro la malasorte, i cinesi untori, gli indisciplinati, quei Paesi europei che non hanno preso misure di sicurezza, quello stronzo del vicino di casa che fa casino suonando le pentole sul balcone e crede di essere Celentano e sicuramente i comunisti al governo non stanno facendo niente di buono e vedrai che stavolta l’Italia affonda e cazzo non ho abbastanza carne in scatola per resistere, e dove cavolo finiremo? L’Italia precipiterà al livello economico del Congo e dovremo andare a far la spesa col machete e le bottiglie molotov per difenderci dalle bande di criminali che organizzeranno posti di blocco e ti chiederanno il pizzo sulle carote che hai comprato al mercato nero.

Loro non possono credere che ce la faremo, che le misure prese potranno funzionare, che la miglior difesa è la solidarietà e la cooperazione, che alla fine anche quest’esperienza terribile ci avrà migliorato e l’Italia rinascerà con una coscienza collettiva più alta e profonda…

Quindi, cari progressisti, in questo momento così difficile dobbiamo renderci conto che è necessario impegnarsi per sostenere i reazionari. Anche se non sono il massimo dell’empatia sono parte del nostro popolo e sono indispensabili.

Quando hai bisogno di un consiglio sull’assicurazione o l’acquisto di un’auto a chi ti rivolgi? I reazionari sono indispensabile correttivo per far funzionare bene l’Italia. Controbilanciano i sognatori.

E proprio perché hanno difficoltà a sognare oggi sono quelli più in pericolo. Quindi, stasera, fai una telefonata a un leghista e digli che gli vuoi bene!

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Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

Covid-19: il Report sulla base dei dati forniti dalla protezione civile il 20 marzo

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 20:57
I dati comunicati alle 18.00 del 20 marzo

4.670 – l’incremento delle persone positive
37.860 – i casi positivi totali attualmente
627 – i deceduti nelle ultime 24 ore, mai così tanti.
2.655 – i pazienti ricoverati in terapia intensiva, sono il 7% del totale di tutti i contagiati attuali
16.020 – i pazienti ricoverati con sintomi
19.185 – in isolamento domiciliare (senza sintomi o con sintomi lievi)
47.021 – le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia
5.129 – le persone guarite dall’inizio dell’epidemia
4.032 – i deceduti dall’inizio dell’epidemia

Attenzione: i dati sulla letalità, se letti in percentuale (8,6%), sono ingigantiti dal fatto che si fanno relativamente pochi tamponi, cioè solo a persone a rischio ma neppure a tutti. E sono molti i virologi che ipotizzano che i contagiati senza sintomi siano molti di più, almeno 5 volte quelli rilevati.
Se così fosse il tasso di letalità sarebbe di poco superiore all’1%, mentre risulta attualmente – calcolando solo i contagiati certi – al 8,6%: un dato catastrofico e, appunto, sfalsato.

Avere più paura del necessario non fa bene alla salute

Casi attualmente positivi per regione

Lombardia 22.264
Emilia Romagna 5.968
Veneto 4.031
Piemonte 3.461
Marche 1.981
Liguria 1.221
Campania 749
Toscana 1.793
Sicilia 408
Lazio 1.008
Friuli Venezia-Giulia 656
Abruzzo 449
Puglia 581
Umbria 395
Bolzano 548
Calabria 207
Sardegna 293
Valle d’Aosta 264
Trento 642
Molise 50
Basilicata 52

Fonte: Sito del Ministero della Salute

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The Guardian: la Cina esce dal coronavirus, gli Stati Uniti entrano

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 17:30

Helen Davidson scrive per TheGuardian.com del turn-over del coronavirus tra Cina e Usa.

La pandemia di coronavirus continua a rafforzare la sua presa sugli Stati Uniti, mentre la Cina riporta per il secondo giorno consecutivo l’assenza di nuovi casi interni.

Usa

Tra i vari stati Usa, uno particolarmente esposto è la California.

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha ordinato a tutti i residenti di rimanere al chiuso e limitare i movimenti. La decisione riguarda quasi 40 milioni di persone.

Durante una conferenza stampa giovedì sera, Newsom ha riconosciuto la severità dell’ordine e ha invitato i californiani a rispettarlo. “Questa non è una situazione permanente, è solo una fase transitoria”, ha detto.

In una lettera al presidente Donald Trump, Newsom ha stimato che 25,5 milioni di persone in California, più della metà della popolazione, contrarranno il virus. Il tasso di casi raddoppia ogni quattro giorni in alcune parti dello stato, ha detto.

Il governatore ha affermato che lo stato potrebbe aver bisogno di altri 20.000 letti di ospedale, una situazione che spera di affrontare affittando due ospedali a ciascuna estremità dello stato e attraccando una nave ospedale della marina vicino a Los Angeles per aiutare a soddisfare la domanda.

A San Francisco, le autorità hanno trascorso l’ultima settimana a preparare camper per isolare i casi di persone confermate affette da Covid-19 che non necessitano di ricovero in ospedale ma non sono in grado di trovare un altro rifugio. 

I repubblicani statunitensi hanno proposto di dare ad ogni americano $ 1.200 per aiutare a resistere all’impatto economico del virus. 

Cina

Gli sviluppi negli Stati Uniti sono arrivati ​​mentre la commissione sanitaria nazionale cinese ha dichiarato che i 39 nuovi casi confermati giovedì sono tutti di persone provenienti dall’estero, tra cui 14 nel Guangdong, otto a Shanghai, sei a Pechino, tre nel Fujian e uno ciascuno a Tianjin, Liaoning, Heilongjiang , Zhejiang, Shandong, Guangxi, Sichuan e Gansu.

La Cina è tra i paesi in cui sembra che misure severe abbiano portato il virus sotto controllo, ma dove ora si stanno sollevando preoccupazioni per una possibile nuova ondata portata dai viaggiatori.

Gli investigatori cinesi hanno riabilitato Li Wenliang, il medico 34enne accusato di aver dato un allarme ingiustificato per il virus a dicembre. 
Li Wenliang è morto in ospedale a gennaio dopo aver contratto il virus.

#iorestoacasa aperitivo fai da te: facciamo un Negroni?

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 17:00

Dal mondo del web sono moltissime le idee che spuntano per passare il tempo nel modo più piacevole possibile, imparando anche qualcosa di nuovo!

Rimpiangendo quei giorni in cui l’aperitivo era un appuntamento fisso, rimediamo con il video di Mario Alberton (fonte Facebook) per fare un Negroni perfetto!

Fonte: Facebook Mario Alberton

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Fonte immagine: LuxLife Magazine

Covid-19: ricetta medica via email o via sms per limitare gli spostamenti

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 16:21

Obiettivo: limitare il più possibile le occasioni di uscita da casa da parte dei cittadini

Al via ricetta medica via mail o via messaggio sul telefono: l’obiettivo è limitare il più possibile le occasioni di uscita da casa da parte dei cittadini per cercare di mettere un argine alla diffusione dei contagi del nuovo coronavirus Covid-19. A commentare la firma da parte del Capo Dipartimento della Protezione Civile dell’ordinanza che consente ai cittadini di ottenere dal proprio medico il “Numero di ricetta elettronica” senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo, è il ministro della Salute Roberto Speranza: “Dobbiamo fare di tutto per limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del virus Covid-19. Puntiamo con forza sulla ricetta medica via email o con messaggio sul telefono. Un passo avanti tecnologico che rende più efficiente tutto il Sistema sanitario nazionale”.

Ricetta virtuale: tre possibili modi

Nell’ordinanza si legge che al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore, l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica tramite:

a) trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (PEC) o quella di posta elettronica ordinaria (PEO);

b) comunicazione del Numero di Ricetta Elettronica con sms o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore il numero di telefono mobile;

c)  comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del Numero di Ricetta Elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico.

In Italia più morti che in Cina

Il bollettino diramato ieri dalla Protezione civile sull’epidemia Covid-19 ha messo in evidenza come il numero dei decessi nel nostro Paese abbia superato quelli registrati in Cina: 3405 (dato aggiornato a ieri) contro i 3245 rilevati nel Paese asiatico focolaio del Covid-19. Attualmente il numero di contagi in Italia supera i 40 mila.

Ecco perché è molto importante limitare il più possibile le uscite da casa e mantenere le distanze.

L’acquario è chiuso e i pinguini si fanno un giro

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 14:00

Lo Shedd Aquarium di Chicago è chiuso per le disposizioni sul Coronavirus e lo staff pubblica un video in cui i pinguini girano indisturbati e vanno a “salutare” i pesci.

Fonte: YouTube Rete7.it

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Covid-19, rifiuti: nuove regole per la raccolta differenziata

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 12:39

«Siamo stati dimenticati dal decreto e ora mettiamo a rischio il servizio di raccolta dei rifiuti.» Altissimo rischio di possibili interruzioni del servizio a partire dalle prossime 24 ore, nel pieno dell’emergenza per il Covid-19, se questo non viene «inserito nella rosa dei settori strategici ed essenziali al pari del Sistema Sanitario, Forze dell’Ordine, Armate, Protezione Civile e approvvigionamenti alimentari ed essenziali» e se ad esso non vengano «garantite le forniture degli strumenti di protezione individuale e delle attrezzature di sanificazione oggi irreperibili sul mercato». Lo annuncia Confindustria Cisambiente, che raggruppa le imprese di tutto il settore della ecologia, dell’igiene ambientale e dell’energia rinnovabile da rifiuto, che esprime “sconcerto” per essere stato “dimenticato nel Decreto Cura Italia”.

Rischio rifiuti per le strade

«Non possiamo permetterci di avere i rifiuti per le strade con il rischio sanitario che questo comporta in un momento così delicato per il Paese», avverte Confindustria Cisambiente. A Roma, un dipendente è stato trovato positivo al tampone Covid-19.

Rifiuti come veicolo di contagio

Non sappiamo al momento se il Covid-19 sopravviva anche nei rifiuti urbani che potrebbero essere una nuova frontiera del contagio. Lo dice l’Istituto Superiore di Sanità che, però, specifica: «Si deve considerare che i virus provvisti di involucro pericapsidico (envelope) – come il Sars-CoV2 – hanno caratteristiche di sopravvivenza inferiori (…) e quindi sono più suscettibili a fattori ambientali (temperatura, umidità, luce solare, microbiota autoctono, pH, ecc.) e a trattamenti di disinfezione e biocidi». Si può ipotizzare, secondo l’Iss, che il nuovo coronavirus si disattivi, per analogia con altri virus con envelope, in un intervallo temporale che va da pochi minuti a un massimo di 9 giorni a seconda del materiale su cui è depositato, della concentrazione e delle condizioni microclimatiche. Ne abbiamo parlato qui.

Le nuove regole di raccolta

Intanto, cosa possiamo e dobbiamo fare? Verifichiamo nei siti delle aziende di pertinenza della propria città, ma in generale (dal sito Amsa):

In relazione alle misure per il contenimento del coronavirus (COVID-19), invitiamo i cittadini a seguire le seguenti regole, elaborate sulla base delle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, per raccogliere e gettare correttamente i rifiuti in questa fase di emergenza sanitaria:
 
Se NON sei positivo al tampone e NON sei in quarantena:

  • Continua a fare la raccolta differenziata come hai fatto finora separando correttamente i rifiuti (organico, carta, plastica, vetro, lattine ecc.). 
  • Se hai usato fazzoletti, mascherine e guanti, gettali nella raccolta indifferenziata (residuo secco)
  • Per i rifiuti indifferenziati utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore che usi abitualmente in casa
  • Chiudi bene il sacchetto dei rifiuti indifferenziati e gettalo come fai abitualmente nel contenitore per la raccolta dell’indifferenziato (sacco trasparente neutro)

Se sei POSITIVO al tampone o in QUARANTENA obbligata:

  • Non differenziare più i rifiuti di casa tua. 
  • Utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata nella tua abitazione
  • Tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, lattine e secco) vanno gettati nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata (residuo secco).
  • Anche i fazzoletti o i rotoli di carta, le mascherine, i guanti e i teli monouso vanno gettati nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata.
  • Indossando guanti monouso chiudi bene i sacchetti senza schiacciarli con le mani utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo.
  • Una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati vanno gettati nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro). Subito dopo lava le mani.
  • Gli animali da compagnia non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti

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