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Outdoor: qual è il sistema migliore per dormire?

People For Planet - Gio, 08/06/2020 - 10:00

Con i consigli di Attila Adventure scopriamo qual è il kit migliore per dormire all’aperto durante trekking, cammini ed escursioni in modo da essere ben protetti, efficienti e soprattutto comodi.

Consigli utili e necessari per costruire in giaciglio sicuro che ci può ospitare anche in caso di intemperie. E quindi: tenda, tarp o amaca? Scopriamolo insieme in questo video in cui vengono spiegati bene tutti i pro ed i contro di questi diversi sistemi per dormire in outdoor.

Fonte: Attila Adventure

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Il principe indiano Manvendra ha aperto il suo palazzo alla comunità lgbt

People For Planet - Gio, 08/06/2020 - 10:00

India, il principe Manvendra Singh Gohil ha aperto le porte del suo palazzo alla comunità lgbt. Tutti coloro che sono discriminati potranno trovarvi rifugio, ma non solo: ci saranno consultori, sportelli psicologici, corsi di insegnamento professionale. Durante il lockdown, Manvendra ha messo a punto gli ultimi preparativi.

Sebbene dal 2018 l’omosessualità in India non sia più un crimine, le discriminazioni persistono e gli omosessuali non hanno vita facile, nemmeno se principi. Erede del maharaja dello stato indiano del Gujarat, nel 2006 il principe Manvendra fu ripudiato e minacciato di morte perché omosessuale. Solo dopo molti anni di attivismo lontano dalla famiglia Manvendra è stato riammesso a corte, con tanto di benedizione della nonna sul letto di morte.

«Da noi le persone che si dichiarano gay o lesbiche o bisessuali o transgender subiscono pressioni insostenibili, anche dalle famiglie, sono costrette a finti matrimoni o vengono cacciate di casa», ha dichiarato Manvedra.

Hiroshima, oggi 74 anni fa

People For Planet - Gio, 08/06/2020 - 08:00
6 agosto 1945

Alle 8.16 il bombardiere statunitense Enola Gay lancia la bomba atomica Little Boy sulla città giapponese di Hiroshima.

Circa il 90% degli edifici viene completamente raso al suolo. La bomba sviluppò un’ondata di calore che raggiunse i 4.000 gradi centigradi in un raggio di oltre 4 chilometri, seguita dall’innalzarsi di un fungo di fumo alto 6 chilometri.
140 mila dei 350 mila abitanti della città morirono sul colpo, alla fine a Hiroshima le vittime accertate della bomba atomica furono 221.823, comprese quelle che persero la vita per i danni provocati dalle radiazioni nucleari. 

Al comando del bombardiere era Paul Tibbets, morto nel 2007 all’età di 92 anni, che aveva dato all’aereo il nome di sua madre. In una intervista dichiarò: «Non sono orgoglioso di aver ucciso quelle persone ma sono orgoglioso di essere partito dal niente, aver pianificato l’intera operazione ed essere riuscito ad eseguire il lavoro perfettamente. La notte dormo bene». 

Testimone oculare del bombardamento di Hiroshima fu il futuro generale dei gesuiti Pedro Arrupe. «Ero nella mia stanza con un altro prete alle 8.15, quando improvvisamente vedemmo una luce accecante, come un bagliore al magnesio. Non appena aprii la porta che si affacciava sulla città, sentimmo un’esplosione formidabile simile al colpo di vento di un uragano. Allo stesso tempo porte, finestre e muri precipitarono su di noi in pezzi. Salimmo su una collina per avere una migliore vista. Da lì potemmo vedere una città in rovina: di fronte a noi c’era una Hiroshima decimata… Le fiamme, a contatto con la corrente elettrica, entro due ore e mezza trasformarono la città intera in un’enorme vampa. Non dimenticherò mai la mia prima vista di quello che fu l’effetto della bomba atomica: un gruppo di giovani donne, di diciotto o venti anni, che si aggrappavano l’un l’altra mentre si trascinavano lungo la strada. Continuammo a cercare un qualche modo per entrare nella città, ma fu impossibile… Il giorno seguente, il 7 agosto, alle cinque di mattina, prima di cominciare a prenderci cura dei feriti e seppellire i morti, celebrai Messa nella casa… In effetti ciò che ci circondava non incoraggiava la devozione per la celebrazione per la Messa. La cappella, metà distrutta, era stipata di feriti che stavano sdraiati sul pavimento molto vicini l’uno all’altro mentre, soffrendo terribilmente, si contorcevano per il dolore».

Tre giorni dopo gli Usa replicano con un’altra atomica su Nagasaki.

8 dicembre 1987

Ronald Reagan (Usa) e Mikhail Gorbaciov (Urss) firmano il Trattato Inf (Trattato sulle forze nucleari intermedie) che porterà alla distruzione di 2.692 missili, 846 americani e 1.846 russi. 
D’improvviso, in quell’inverno di 32 anni fa, sembra che il mondo possa lasciarsi alle spalle la grande paura nucleare e che possa terminare la guerra fredda.
L’intesa sottoscritta da Usa e Urss non prevedeva solo la riduzione delle armi nucleari, ma la loro completa eliminazione e in pratica mise fine alla cosiddetta crisi degli euromissili, ovvero i vettori a raggio intermedio dotati di testata nucleare dispiegati da Usa e Urss in Europa gli uni contro gli altri.

Fonti:
perlapace.it
repubblica.it
agi.it
panorama.it
quotidiano.net
nytimes.com

Immagine di copertina: La Nube atomica su Hiroshima, fotografata dall’«Enola Gay» – Fonte: wikipedia – Immagine di pubblico dominio

Blocco licenziamenti, verso l’accordo sulla proroga | L’Enac contro Ryanair: «Non rispetta le norme anti-Covid. | Scuola, 50 mila posti in più

People For Planet - Gio, 08/06/2020 - 06:25

Corriere della Sera: L’Enac contro Ryanair: «Non rispetta le norme anti-Covid. O rimedia o stop ai voli». La low cost: «È falso»;

Il Giornale: Riparte il business migranti: ecco i messaggi dei trafficanti | Morad Zuwara continua a pubblicizzare le sue traversate verso l’Italia con tanto di prezzi e tipologie delle imbarcazioni;

Il Mattino: Cartelle, stop riscossione sino al 15/10. Novità cig e Pir, l’Imu slitta Dl agosto | Bonus pc e web al via, come chiederli;

Il Manifesto: Effetto Twiga, scompaiono le spiagge libere;

Il Messaggero: Scuola, 50 mila posti in più tra docenti e Ata. Azzolina: «Ridurremo gli alunni per classe»;

llsole24ore: Beirut in ginocchio: 135 morti e 5mila feriti. 300mila persone senza casa. Il Pentagono smentisce Trump: non è un attentato – L’allarme: «Il Paese ha meno di un mese di riserve di grano»;

Il Fatto Quotidiano: Blocco licenziamenti, verso l’accordo sulla proroga: fino a fine 2020 solo per chi usa la cassa integrazione. Confindustria di traverso: “Costo alto per lo Stato”;

La Repubblica: Treni, il Comitato esperti spinge per i posti dimezzati anche sui convogli regionali;

Leggo: Chiede le distanze per il figlio trapiantato, mamma aggredita da due turiste: «Il covid non esiste»;

Tgcom24: New York, pronti i posti di blocco per entrare in città | In Francia 1.700 nuovi casi, in Spagna 1.800;

Nuove prove collegano i giganti della carne brasiliana alla deforestazione in Amazzonia

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 17:55

Un recente rapporto di Greenpeace, chiamato “Foreste al Macello II”, svela cosa si nasconde dietro l’esportazione di carne dal Brasile all’Europa (Italia compresa), dimostrando che la deforestazione dell’Amazzonia brasiliana continua a essere alimentata (illegalmente) dalle grandi aziende di esportazione di carne che distruggono la foresta per creare grandi allevamenti di bestiame destinati al macello.

Carne “illegale” esportata in Europa

L’inchiesta ha svelato una realtà sconcertante: dapprima la foresta viene distrutta (spesso illegalmente) per creare un’area di pascolo di possesso di una determinata azienda agricola, che iscrive l’area forestale nel Registro Ambientale Rurale per regolarizzarne la proprietà attraverso una semplice autodichiarazione. Gli animali che occupano quella zolla di terra vengono, poi, venduti a un’altra azienda agricola. Questo passaggio rappresenta un escamotage per far perdere le tracce sull’origine dell’occupazione illegale. In seguito il bestiame viene venduto ai macelli e alle aziende di lavorazione della carne che, infine, la smerciano sul mercato nazionale o internazionale (Europa, Asia e Medioriente).

Nel report di Greenpeace si legge che JBS, Minerva e Marfrig, le principali aziende di lavorazione della carne del Brasile, acquistano carne “illegale” derivante da questo processo losco,rifornendo, infine, il mercato internazionale. Così questo prodotto giunge a ristoranti, supermercati e fast-food europei fino ad arrivare sulle nostre tavole e anche noi, ignaramente, contribuiamo alla deforestazione selvaggia dell’Amazzonia.

JBS e le altre principali aziende di carne bovina affermano che, sebbene seguano da vicino i loro fornitori diretti – le aziende agricole che forniscono direttamente i macelli – non possono essere certi che non sia stata effettuata un’opera di deforestazione illegale nella catena di approvvigionamento, poiché non possono monitorare i fornitori indiretti.

Tuttavia, un’indagine congiunta di Réporter Brasil, il Bureau of Investigative Journalism e The Guardian ha scoperto che non è proprio così; alcune fotografie scattate la scorsa estate da un camionista JBS mostrano il trasporto di bestiame da una fattoria sottoposta ad embargo (a causa di deforestazione illegale) a un’azienda agricola “pulita”, dalla quale la JBS si sarebbe rifornita.

L’azienda ha, ovviamente, smentito, dicharando al The Guardian che “JBS sta lavorando a stretto contatto con i dipartimenti governativi nazionali e locali per sviluppare soluzioni e miglioramenti del sistema intorno alla tracciabilità della catena di approvvigionamento e alle migliori pratiche agricole per sradicare la deforestazione. Gli interessi di tutte le parti interessate sono allineati su questa linea d’azione “.

Giù le mani dall’Amazzonia

Intanto l’Amazzonia, con i suoi abitanti e il suo ricco ecosistema, è in serio pericolo di scomparsa. Secondo l’Istituto brasiliano di ricerche spaziali (INPE), nel 2019 la deforestazione in Amazzonia è aumentata del 30% rispetto all’anno precedente. Quest’anno la situazione è addirittura peggiore, a causa dei disboscatori illegali che hanno approfittato della mancanza di controlli provocata dalla diffusione della pandemia di Covid-19: tra gennaio e aprile il tasso di deforestazione è aumentato del 62%.

Per questo motivo, Greenpeace ha “chiesto alla Commissione europea di presentare rapidamente una normativa che garantisca che carne e altri prodotti, come la soia, l’olio di palma e il cacao, venduti sul mercato europeo, soddisfino rigorosi criteri di sostenibilità e non siano legati alla distruzione o al degrado degli ecosistemi naturali e alle violazioni dei diritti umani.

L’Unione Europea non può e non deve essere complice di questa distruzione.

Salvaguardiamo l’Amazzonia, salviamo il Pianeta!

Foto: Brazil Photos/LightRocket

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I bambini li porta la cicogna?

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 17:00

Martina De Polo è andata a scoprire come funziona il Centro Lipu Le Cicogne del Sile. Intervista a Paolo Vacilotto.

Scopo principale del Centro è la reintroduzione in Italia della cicogna bianca. Ad oggi siamo a 300 coppie di cicogne bianche che nidificano in Italia. Trent’anni fa erano zero.

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Etero, lesbo o gay? La confusione dell’orientamento sessuale in adolescenza

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 15:00

“Non so se mi piacciono le femmine o i maschi, ancora non l’ho capito” S. (14 anni).
Sono moltissimi gli adolescenti che si pongono questa domanda e districandosi tra l’ansia e la curiosità cercano una risposta precisa. Tutti sanno per esperienza che l’adolescenza è una fase tormentata della vita, non solo per la crescente spinta all’indipendenza (motore di fondo dei grandi scontri con l’autorità genitoriale e con tutte le figure autoritarie in generale) ma anche perché è il periodo in cui si inizia a delineare l’identità dell’individuo adulto. Infatti è proprio in questa fase dello sviluppo che hanno inizio le grandi domande esistenziali “Chi sono io, che cosa voglio e dove voglio andare?”. Non è un caso che questa tappa evolutiva coincida con l’esordio della maturità sessuale. In effetti si chiama adolescenza quel periodo della vita il cui inizio può essere collocato intorno ai 11-13 anni di età per terminare circa a 18-20 anni. E’ in questo lasso di tempo che avviene lo sviluppo ormonale.

Tutto cambia tutto si trasforma.

Sotto la spinta degli ormoni il corpo attraversa tutta una serie di trasformazioni che segnano il passaggio dall’infanzia alla pubertà, segnato dallo sviluppo delle caratteristiche sessuali primarie (testicoli e ovaie) e secondarie (peli, muscolatura, genitali esterni, voce).
Il bambino sente il proprio corpo trasformarsi da acerbo e senza forme ad uno energico, prestante e maturo. A questa maturazione visibile a livello fisico ne corrisponde anche una cognitiva e sentimentale; in parole povere il bambino si trasforma in una persona complessa e multisfaccettata. Quando lavoro con gli adolescenti non è raro ascoltare espressioni di disagio verso questo corpo così “espressivo e caotico” che li fa sentire strani, in imbarazzo, a causa delle sue protuberanze non ben definite, i seni irregolari nella forma e nella dimensione, i genitali troppo piccoli o troppo grandi, i peli, i brufoli, ciuffi di barba ingestibili, ecc.
Questo corpo, nuovo e ancora non ben definito nelle sue varie parti, può dare vita a un profondo senso di insicurezza e di inadeguatezza. L’adolescente è incastrato tra le domande “Piacerò agli altri?” e “Gli altri piacciono a me?”

Io e gli altri: giochi di attrazione

Ecco la fonte di molti turbamenti adolescenziali: l’altro, colui che è fuori da noi, ma che ha un indiscutibile potere di farci sentire giusti o sbagliati. Ci sentiamo irrimediabilmente attratti dagli altri e contemporaneamente temiamo il coinvolgimento sentimentale. Ed è proprio verso questo altro indefinito che l’adolescente muove la sua prima curiosità sessuale.
C. mi dice: “Quando io e la mia amica ci facciamo delle confidenze, ce le sussurriamo alle orecchie e questa cosa a volte mi fa venire i brividi e mi vergogno così tanto che mi allontano”.
P. racconta “Nello spogliatoio mi sento profondamente in imbarazzo, ho paura che gli altri mi guardino. Sono sicuro che mi guardano, perché anche io guardo loro, ma non perché mi piacciono i maschi, è per prenderci in giro”.
L’altro, maschio femmina che sia, con la sua vicinanza fisica, i suoi movimenti, le risate e i profumi scatena delle spinte di attrazione intellettuale e sessuale. Noi siamo animali sociali e l’altro ci affascina. Ed ecco che con la maturità sessuale matura anche un interesse più profondo e coinvolgente verso chi ci è a fianco.
In genere il gruppo dei pari è il primo contesto di confronto sessuale: l’adolescente inizia a guardare gli amici con una maggiore attenzione e curiosità e sotto la spinta degli ormoni il cervello cattura dei particolari che fino a quel momento erano indifferenti. Il colore degli occhi di un amico, il modo di camminare di un’amica, la morbidezza dei capelli, il delinearsi dei muscoli del braccio o dei glutei…

Il dilemma dell’orientamento sessuale

Questa profonda fascinazione verso gli altri e il loro corpo può essere confusa con l’amore e l’attrazione sessuale tanto da far nascere la confusione circa il proprio orientamento sessuale, vale a dire verso quale genere maschile o femminile ci si sente attratti sessualmente.

Continua a leggere qui: https://bit.ly/2XoDUMh
Ilaria Fontana – Psicologa e Psicoterapeuta

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Cosa succede in Texas se hai il Coronavirus e non hai l’assicurazione sanitaria.

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 12:30

Il Texas, il secondo stato più popoloso degli Stati Uniti, è un epicentro della pandemia e ospita il maggior numero di statunitensi senza copertura sanitaria privata.

E senza copertura sanitaria privata negli USA e in particolare in Texas quello che si ottiene dall’assistenza pubblica gratuita è ben poco.

Il reportage di NPR

Racconta la situazione in Texas un reportage di NPR (National Public Radio) di Washington, una radio molto autorevole negli USA che fa capo ad una organizzazione no profit. Secondo NPR, il divario nella copertura medica “sta solo peggiorando” con la diffusione del nuovo Coronavirus e l’aumento della disoccupazione.

La storia di Steve Alvarez

Steve Alvarez, un musicista texano che vive nella zona di San Antonio, ha iniziato a ammalarsi alla fine di giugno. “Inizialmente i suoi sintomi erano lievi, ma poi ha sviluppato la febbre e ha avuto difficoltà a respirare”, riferisce NPR.

Alvarez aveva fatto un test gratuito fornito dalla città di San Antonio ed aveva così scoperto di essere stato infettato dal coronavirus, insieme a sua moglie. La coppia non ha avuto bisogno di essere ricoverata in ospedale, ma Alvarez racconta di avere avuto “giorni spaventosi” perché lui e la moglie erano preoccupati per la loro salute e la loro situazione finanziaria gli avrebbe impedito di poter pagare le spese di ricovero e cura se si fossero dimostrate necessarie.

Steve Alvarez ha perso la sua assicurazione sanitaria un anno fa dopo essere stato licenziato dal lavoro nel settore delle costruzioni. Quando si è ammalato di Covid-19 assieme a sua moglie ha pagato lui stesso quasi tutte le spese mediche: i teleconsulti con i medici, alcuni farmaci prescritti oltre a quelli da banco: “Se uno dei farmaci prescritti non è generico, è semplicemente troppo costoso e dobbiamo farne senza”.

Il Coronavirus e la disoccupazione in Texas

Il numero di residenti senza copertura medica in Texas è effettivamente aumentato insieme al numero di disoccupati e al numero di casi Covid-19 nello stato. A partire dal 3 agosto, in Texas sono stati registrati oltre 450.000 malati e 7.515 morti.

Il Texas aveva già il tasso più alto di persone senza assicurazione sanitaria nel paese. Il 20% di tutti i bambini non assicurati negli Stati Uniti vive in Texas.

“Quest’anno, il deficit di copertura medica in Texas è ancora peggiorato”, racconta NPR. Circa il 29% degli adulti del Texas di età inferiore ai 65 anni non ha attualmente un’assicurazione sanitaria.

Niente Medicaid in Texas

Quasi 659.000 persone hanno perso la copertura medica in Texas tra febbraio e maggio, mentre il numero di disoccupati è salito alle stelle.

E il Texas è uno dei 13 stati che non ha ampliato Medicaid, il programma di sicurezza sociale che paga i costi dell’assistenza sanitaria di 50 milioni di poveri americani voluto dall’amministrazione Obama come parte delle misure di emergenza adottate per rispondere alla crisi sanitaria.

La vita umana conta meno dell’economia

In Texas, la vita umana conta meno dell’economia.

I leader repubblicani del Texas hanno da tempo rifiutato di estendere la copertura sociale agli adulti più a basso reddito attraverso Medicaid, anche se lo stato ha il più alto tasso di persone non assicurate da anni “, afferma NPR.

Quelli che non si possono pagare i test per il Coronavirus

Mentre alcuni texani possono trovare test gratuiti per il nuovo Coronavirus, altri hanno dovuto pagare “fino a qualche centinaio di dollari“, aggiunge NPR.

Per Stacey Pogue, un membro del think tank Every Texan, con sede ad Austin, tale costo è proibitivo per le persone che sono già in difficoltà finanziarie.

E avere una popolazione così grande non assicurata è un “enorme ostacolo” per il Texas per rispondere efficacemente alla pandemia.

Foto di Joe Lavigne

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Il video del turista austriaco mentre vandalizza la statua di Canova

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 11:00

Dopo avere identificato il turista austriaco che sabato scorso aveva danneggiato la “Paolina Bonaparte” di Antonio Canova, custodita nel Museo Gipsoteca di Possagno, le autorità di Treviso hanno diffuso il video dell’uomo che, sedendosi sui piedi della statua per scattarsi un selfie, si accorge di del danno, e scappa. A risalire all’identità dell’uomo, un cinquantenne, sono stati i carabinieri della stazione di Pieve del Grappa.

«Io rimango a completa disposizione per questo incidente – ha precisato successivamente l’uomo in una mail inviata a Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Antonio Canova di Possagno – è stato un comportamento irresponsabile da parte mia, le conseguenze non mi erano note, pertanto ho continuato normalmente la visita al museo e l’intero soggiorno in Italia, non sono ‘fuggito’». Il video, però, mostra tutt’altro:

Conosci il modo corretto di lavarsi i denti?

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube Salzano Tirone “Spesso i pazienti credono che i loro denti siano perfettamente puliti perché se li lavano più volte al giorno. Ma non sempre sanno come lavarsi i denti in modo efficace, semplicemente perché nessuno gli ha mai spiegato come si fa. Questo video ti darà qualche informazione sull’argomento“.

Siete pronti? Armatevi di spazzolino e al via il video!

Fonte: Salzano Tirone

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Il porto di Livorno ha ridotto le emissioni grazie al 5G

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 09:00

L’adozione del 5G nel Porto di Livorno ha ottimizzato le attività logistiche portuali e generato una riduzione di CO2 dell’8,2%, ovvero un taglio di quasi 148.000 kg di CO2. Il progetto pilota può portare a un risparmio di 2,5 milioni di euro l’anno e a un incremento di produttività del 25%. Risultati di tutto rispetto, se si pensa che lo scalo toscano movimenta ogni anno circa 780mila container a cui si uniscono 2,5 milioni di passeggeri tra traghetti e navi da crociera. Con questi numeri, Ericsson, alla base del progetto, ha vinto il premio “Industrial Energy Efficiency Award” agli Hannover Messe Digital Days del mese scorso. Ma cosa ha reso Livorno così efficiente?

Come avviene il risparmio di CO2

Gru controllate da remoto per il carico e lo scarico delle merci, sistemi per il tracciamento in tempo reale delle operazioni logistiche e scambi massicci di informazioni tra le varie infrastrutture per evitare le movimentazioni non necessarie: servizi dalla precisione e programmabilità futuristiche, votate al risparmio energetico. Ma anche servizi di videosorveglianza avanzata e di gestione delle crisi, con riconoscimento biometrico, boe equipaggiate con dispositivi e sensori impermeabili per il controllo ambientale dell’acqua e dell’aria nella zona portuale. Tutto questo ha permesso tali risparmi da rendere Livorno la regina incontrastata della tecnologia 5G applicata all’ambiente.

I risultati dopo un anno

Tutto era iniziato a fine estate del 2019 a Livorno, quando la collaborazione tra Ericsson, Porto di Livorno e Consorzio nazionale interuniversitario delle telecomunicazioni (Cnit) ha fatto nascere il programma 5G for Italy per coinvolgere industrie, università e istituzioni pubbliche per sviluppare utilizzi innovativi delle tecnologie di comunicazione mobile di quinta generazione. Ma l’ambiente non era il solo obiettivo.

Più sicurezza sul lavoro

L’obiettivo – centrato – era anche dimostrare come le informazioni integrate provenienti da diversi dispositivi e navi presenti all’interno dell’area portuale, potenziate dalle tecnologie di realtà aumentata e combinate con algoritmi di controllo avanzati e centralizzati, potessero aumentare l’efficienza delle operazioni di carico e scarico e nello stesso tempo migliorare la sicurezza sul lavoro dei dipendenti. Non da ultima, appunto, la sostenibilità: l’iniziativa è stata iscritta lo scorso anno tra le 10 solution initiatives che meglio rispettano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Inoltre, il progetto è stato presentato al Global Solutions Forum organizzato dal Network per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDSN).

Un progetto europeo

Il porto di Livorno non è però l’unico ad essere coinvolto in un progetto di trasformazione digitale di ampio respiro. L’iniziativa rientra nel progetto europeo “Corealis, port of the future”, che sta interessando anche i porti di ValenciaPireoAnversaHaminakotka nell’ambito del programma Horizon2020. Insomma, sotto la spinta del 5G i porti così come li abbiamo conosciuti finora potrebbero presto non esistere più.

Una delle principali sfide che i porti oggi devono affrontare è quella di evolvere per diventare più efficienti, competitivi e sostenibili nello scenario globale. Con la sua bassa latenza, l’elevata capacità e maggiore flessibilità, il 5G sembra da questo punto di vista una piattaforma d’innovazione senza precedenti, capace di aumentare l’efficienza operativa e ridurre significativamente i costi e l’impatto ambientale degli scali portuali.

La potenzialità è alta

Rossella Cardone, Head of Sustainability and Corporate Responsibility, Europa e America Latina di Ericsson, ha dichiara: “Il progetto pilota 5G Port of the Future ha dimostrato che la connettività 5G può aiutare a far evolvere i tradizionali modelli di business e modelli operativi portuali, ottenendo un migliore rapporto costi-benefici e una maggiore sostenibilità dal punto di vista ambientale. Il 5G e le tecnologie digitali stanno razionalizzando il modo in cui i porti gestiscono i loro processi e flussi di merci a favore di modalità più ecologiche. L’innovazione e la tecnologia possono produrre un reale valore economico e di sostenibilità”.

Ecofuturo 2020

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Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali nei bambini

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 08:00

E nei bambini al di sotto dei due anni si rischiano effetti tossici a carico del sistema nervoso centrale.

Si possono acquistare sia in farmacia che nei negozi che vendono prodotti per l’igiene personale e della casa: le creme e gli spray anti zanzare sono ormai molto diffusi, e in particolare quando è il momento di andare in vacanza sono un prodotto irrinunciabile per molti viaggiatori, soprattutto – ma non solo – per coloro che hanno come meta Paesi in cui le zanzare sono molto presenti, come quelli caldo-umidi del Sud del mondo. Ma anche mamme di bambini piccoli non se li fanno sfuggire, e li hanno sempre in borsa a portata di mano. Ma quali sono gli effetti collaterali delle creme e degli spray anti zanzare? E quali sono gli errori da non commettere e il giusto modo per utilizzarli?

Spray e creme anti zanzara. Non abbassare la guardia con i bambini sotto 2 anni

Il fatto che molti di questi prodotti oltre a essere venduti in farmacia vengano venduti in normali negozi per la cura della persona genera, in qualche modo, un abbassamento della guardia, perché vengono visti come prodotti perlopiù innocui. “Eppure innocui non sono – spiega Francesco Castelli, docente di Malattie infettive all’Università di Brescia – Qualsiasi prodotto, una volta applicato sulla cute, è soggetto a un seppur modesto assorbimento transcutaneo, che risulta maggiore nei bambini piccoli, ai quali bisogna prestare particolare attenzione. E questo vale anche per i repellenti anti-zanzare“.

Durata d’azione ed efficacia

In linea generale bisogna usare il prodotto in base alla sua durata di azione, e riapplicarlo solo quando necessario. “E’ fondamentale aderire al foglietto illustrativo che accompagna il prodotto nella sua confezione: ogni repellente ha specifici principi attivi, e le modalità di applicazione variano in base alle concentrazioni di questi ultimi e in base all’età del soggetto”.

Sconsigliato l’uso fino ai due anni di età

Quanto ai bambini piccoli, fino ai due anni è sconsigliato l’utilizzo di qualsiasi repellente per le zanzare e si raccomanda l’impiego esclusivamente di barriere cosiddette “meccaniche” (zanzariere e vestiario). “Dopo i due anni, in caso di necessità, è possibile fare uso di prodotti repellenti ma è necessario che siano prodotti appositi per i bambini, con concentrazioni di principio attivo inferiori. E anche il numero di applicazioni giornaliere deve essere ridotto rispetto a quello di un adulto”, precisa l’esperto.

Leggere bene l’etichetta

Il consiglio, per capire cosa ci stiamo spalmando sulla pelle, è leggere bene l’etichetta per capire cosa c’è dentro il prodotto: in un repellente indicato in etichetta come “naturale” potrebbe infatti nascondersi la presenza di sostanze chimiche come il Deet (dietiltoluamide) o l’icaridina, composti di cui, anche se risultano perlopiù ben tollerati, è bene avere consapevolezza. “Inoltre bisogna sempre seguire le istruzioni relativamente alle quantità e al numero massimo di applicazioni al giorno. Indicazioni che non vanno mai trascurate, soprattutto se il prodotto va applicato sui bambini”, sottolinea Castelli.

Occhio alle irritazioni locali (ma non solo)

Gli effetti collaterali che possono eventualmente insorgere in seguito all’utilizzo dei prodotti anti-zanzare sono dovuti  soprattutto alla presenza del Deet e dell’icaridina, contenute nella maggior parte dei repellenti. “Il Deet risulta meno tollerato dell’icaridina. Per questo i nuovi repellenti sono a base di icaridina, meglio tollerata soprattutto dai bambini piccoli. L’effetto collaterale più frequentemente rilevato sono le irritazioni cutanee locali dovute al contatto col prodotto. Importante: soprattutto nei bambini piccoli, lattanti e minori di due anni, sono stati segnalate encefaliti (effetti tossici a carico del sistema nervoso centrale) in seguito all’impiego del Deet. Non dimentichiamo mai di chiedere consiglio al pediatra prima di utilizzare un qualsiasi prodotto sulla pelle dei nostri bambini, poiché l’assorbimento transcutaneo nei piccoli è maggiore”.

INDICE articoli sul tema “Zanzare e Insetticidi”

Gli insetticidi sono velenosi!

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Gli elettroemanatori contro le zanzare possono far male alla salute (non solo delle zanzare)

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali

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Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

Enormi esplosioni a Beirut, almeno 73 morti | «Lontani anni luce da immunità di gregge» | Scuola, pubblicate linee guida da 0 a 6 anni

People For Planet - Mer, 08/05/2020 - 06:25

Corriere della Sera: «Lontani anni luce da immunità di gregge» I numeri del contagio | Risalgono i ricoverati;

Il Giornale: Libano, l’inferno di Beirut. Un incendio o un attentato? | Esplosioni causate da nitrato di sodio esplosivo? Attentato non escluso. L’esperto: “A rischio stabilità del paese”;

Il Mattino: Covid Center in Campania, indagata dirigente | Ufficio Gabinetto di De Luca;

Il Messaggero: Treni, più passeggeri ma bagagli piccoli: ecco le nuove regole;

llsole24ore: Inaugurato il nuovo ponte San Giorgio, si farà o no la Gronda di Genova?;

Il Fatto Quotidiano: Autostrade, i soci di Atlantia vogliono uscire guadagnandoci. E propongono di vendere al miglior offerente: “Cdp? Partecipi alla gara”;

La Repubblica: Scuola, pubblicate linee guida da 0 a 6 anni. Mascherina non obbligatoria per i bambini;

Leggo: Virus, focolaio con 97 casi positivi in azienda agricola;

Tgcom24: Migranti, dal 10 agosto riprendono i rimpatri con la Tunisia: 80 a settimana;

Cacciatori di zanzare (Video completo)

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 17:00

L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con Eni, sta studiando i virus trasmissibili dalle zanzare nella Repubblica Democratica del Congo. Un nome su tutti: “chikungunya“.
Questi studi sulla biologia degli insetti sono fondamentali per riuscire a prevenire eventuali epidemie.
Si è svolta la prima missione dove sono stati raccolti alcuni insetti che ora verranno analizzati.
Interviste a Giovanni Rezza, Direttore Dipartimento Malattie Infettive ISS, Claudia Fortuna, Virologa Dipartimento Malattie Infettive ISS, Francesco Saverini, Entomologo Dipartimento Malattie Infettive ISS.

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Mamma in Blu: mascherine per terra in città (VIDEO)

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 15:00

La sfida di oggi di Alessia, la nostra Mamma in Blu: quante mascherine pensi sia possibile trovare per terra nelle nostre città d’Italia in una sola ora (o poco più)?

Spoiler: non solo mascherine, ma anche monouso, calzini…

Fonte: People For Planet

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7 segreti per far fiorire la tua orchidea tutto l’anno

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 11:00

Dal canale YouTube Lo so tutto quello che devi sapere sulle orchidee.

Un fiore spesso non facilissimo ma che può regalarci moltio se sappiamo come prendercene cura! Dall’esposizione, all’annaffiatura, quali sono i principali problemi… insomma una guida completa dedicata anche ai meno esperti!

Fonte: Lo so

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“Non spararmi, agente. Per favore, amico”: il video esclusivo del fermo di George Floyd prima dell’uccisione

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 10:00

Il quotidiano inglese Daily Mail, pubblica in esclusiva le immagini riprese dalle webcam poste sulla divisa di due poliziotti, Thomas Lane, e Alex Kueng, presenti durante il fermo e l’uccisione del 46 enne George Floyd, lo scorso 25 maggio, a Minneapolis, sotto il ginocchio dell’agente Derek Chauvin.

Il video mostra un signor Floyd terrorizzato di fronte agli agenti che gli puntano direttamente la pistola in faccia, già durante il fermo: “Non spararmi, agente. Per favore, amico”. Una violenza automatica, sistemica.

Il video integrale a questo link:

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8576371/Police-bodycam-footage-shows-moment-moment-arrest-George-Floyd-time.html#v-4049160131241488932

Salute: meglio il mare o la montagna?

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 09:00

È meglio scegliere il mare o la montagna? In fatto di salute, cosa ci aiuta di più a rigenerarci? La domanda è fallace, perché naturalmente la prima e più importante motivazione è ciò che amiamo di più, ciò che ci fa stare bene. Detto questo, se amiamo entrambi gli scenari e allo stesso modo anche le diverse tipologie di attività praticabili in quota o in spiaggia, secondo una analisi condotta da Top Doctors, l’ideale – guarda un po’ – sarebbe fare un mix delle due esperienze. Dovendo scegliere, soprattutto se parliamo di bambini: meglio il mare. Ma vediamo nel dettaglio perché.

Al mare, sì alla vitamina D e no ai pollini

Il sole e le onde del mare fanno sicuramente bene a corpo e spirito. Esporsi ai raggi solari – stando molto attenti a rispettare modalità e orari raccomandati (ovvero crema protettiva UVA e UVB 50+, maglietta protettiva e all’ombra tra le 11 e le 16) – permette al nostro organismo di sintetizzare la vitamina D, una sostanza essenziale per la salute delle ossa e della pelle, che favorisce inoltre il miglioramento di alcune funzioni mentali e aiuta a prevenire l’insorgere di malattie autoimmuni. Come tutti sanno, l’aria aperta e la luce rinforzano molto anche il nostro sistema immunitario: mai tanto prezioso come in questo anno infausto. In più, l’acqua del mare ha molteplici effetti positivi per il nostro corpo: contiene infatti diversi minerali e altri composti utili per rafforzare – anch’essi – il sistema immunitario e anche utili a liberare il corpo dalle tossine – oltre che, come tutti abbiamo sperimentato, a guarire tagli e ferite più velocemente.

Un mare di salute…

Un effetto benefico aggiuntivo lo apporta poi l’aria di mare. Ne trae vantaggio il sistema respiratorio, grazie alla presenza di iodio, che fornisce ulteriore sostegno alle difese naturali del nostro corpo, aiuta la salute di bronchi e polmoni, libera il naso fluidificando eventuale muco presente. Infine, il mare è la meta giusta per chi soffre di allergia da pollini – pur considerando che in estate alcune fioriture sono terminate e quindi il problema è meno diffuso. Nelle località di mare, la produzione di pollini è infatti minore, poiché essendo ridotto l’ambiente terrestre, anche la presenza di piante è ridotta, e la brezza marina contribuisce ad allontanare i pollini dalla terraferma e ripulire l’aria.

In montagna: distanziamento sociale naturale, pace, niente allergeni e ottimo sport

Le vacanze in montagna saranno probabilmente scelte da molti, quest’anno, poiché tra cime e vallate, il distanziamento sociale viene naturale. Ma gli aspetti positivi non finiscono qui. Allontanarsi dal cemento e respirare aria pura e non inquinata per alcuni giorni, genera energia positiva: la montagna è amata dalle persone più dinamiche non solo per le molteplici attività da praticare, ma anche perché la rarefazione dell’aria permette un maggior apporto di ossigeno ai muscoli che si traduce in migliori performance sportive. L’aria fresca aiuta poi chi soffre di problemi respiratori – anche se, per questi soggetti, è consigliabile evitare località sopra i 2500 metri di quota e, in generale, è preferibile salire di altitudine con gradualità, passando prima qualche giorno a quote intermedie per acclimatarsi.

Il paradiso degli asmatici

Tornando in tema di allergie, la montagna è perfetta per chi ne soffre poiché molti allergeni al di sopra di una certa altitudine non sopravvivono. Questo vale ad esempio per le muffe e gli acari, questi ultimi tra le principali cause degli attacchi d’asma: necessitano di umidità per prosperare e non sono compatibili con il clima secco della montagna, in particolare oltre i 1500 metri.

Cosa scegliere per i bambini?

“Nel caso di soggetti con patologie respiratorie, è bene fare dei distinguo a seconda dell’età del paziente e della presenza o meno di allergeni, e soprattutto quali”, spiega Simone Bianconi, pneumologo. Per il bambino con allergie respiratorie un mix mare e montagna sarebbe l’optimum ma, dovendo scegliere, non andrebbe assolutamente privato dell’ambiente marino per tanti motivi: assenza di pollini, fluidificazione delle alte vie aeree grazie all’acqua ricca di sale, effetto dello iodio sulla crescita, effetto del sole sulla vitamina D fondamentale per la crescita ossea, effetti benefici dell’acqua e del nuoto sulla muscolatura respiratoria”.

Al mare un occhio in più alla pulizia

“Chi ha allergia agli acari dovrà in generale fare attenzione alle case di vacanza, che essendo chiuse per la maggior parte dell’anno possono favorire accumulo di acari nelle camere da letto. In montagna, però, l’allergico agli acari trova un ambiente migliore per l’assenza della crescita dell’acaro legata l’altitudine mentre chi soffre di allergie alle graminacee potrà avere problemi estivi legati alla falciatura dei prati per il fieno”, continua Bianconi. 

Cosa scegliere per i nonni?

Il paziente anziano con bpco troverà un ambiente migliore in montagna, “ma non oltre i 1000 metri sul livello del mare – spiega l’esperto – per l’assenza dell’umidità e la presenza di aria fresca e non viziata dai climatizzatori. Questo stimolerà il moto con benefici enormi. Infine, in tempi di covid-19, naturalmente in montagna è più facile assicurare il famigerato distanziamento” conclude l’esperto, per una categoria che resta quella a maggior rischio complicazioni.

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Calcolata la velocità della morte: due millimetri l’ora

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 08:00

Misurata la velocità della morte: un gruppo di studiosi della Stanford University (California, Stati Uniti) ha calcolato che la morte di una cellula ha una velocità precisa: trenta millesimi di millimetro al minuto, ovvero due millimetri all’ora. La scoperta, spiegano gli autori dello studio, sebbene possa apparire bizzarra potrebbe invece avere in futuro importanti implicazioni per la cura di malattie come il cancro e l’Alzheimer.

Lo studio
I ricercatori si sono concentrati sullo studio delle uova di rana della specie Xenopus laevis che, per tenere sotto controllo il numero di cellule e contribuire a un sano sviluppo dell’organismo, vanno incontro a morte programmata (processo noto in linguaggio scientifico con il termine di apoptosi). I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science.

La morte programmata delle cellule
La morte programmata delle cellule, detta anche apoptosi cellulare, è un processo che avviene in modo ordinato ed è importante per il corretto sviluppo dell’organismo. A volte, però, i meccanismi cellulari possono andare incontro a malfunzionamenti, inducendo l’eliminazione di cellule che dovrebbero continuare a vivere e, al contrario, mantenendo in vita cellule che sarebbero destinate alla morte. Per questo, spiegano gli autori dello studio, tanto più sono conosciuti i processi di morte cellulare, tanto più si possono studiare modalità per intervenire nei processi stessi.

Cose incredibili per cancro e Alzheimer?

Come hanno spiegato i due autori dello studio Xianrui Cheng e James Ferrell al The Guardian, “se conosciamo la velocità con cui le cellule muoiono, o più precisamente il modo in cui muoiono, possiamo fare cose incredibili per malattie come il cancro o l’Alzheimer. Ad esempio, curare il cancro incoraggiando cellule cancerose ad autodistruggersi, oppure fermare la degenerazione cellulare nei pazienti a rischio Alzheimer”.

 

Ecco come si tornerà a scuola | Migranti, Conte si allinea a Di Maio: «Basta irregolari» | Covid: positivi 6 volte più di quelli registrati

People For Planet - Mar, 08/04/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Orari, aule, bagni, intervallo: ecco come si tornerà a scuola;

Il Giornale: Lo schiaffo di Trump a Angela. Così sposta i soldati in Europa | Per decenni l’Ue è stata il centro della politica Usa grazie alle basi militari. Ma oggi gli equilibri sono pronti a cambiare;

Il Manifesto: Migranti, Conte si allinea a Di Maio: «Basta irregolari»;

Il Mattino: L’Italia spaccata. Vita più corta e malattie: il divario che umilia il Sud;

Il Messaggero: Virus, sorpresa dai test sierologici: positivi 6 volte più di quelli registrati;

llsole24ore: Sindacati, dati shock sul lavoro: «A rischio fino a 850mila posti» – Dl Agosto: nuova cassa integrazione e sconti sui contributi – Perché mantenere il divieto di licenziamento danneggia anche i lavoratori;

Il Fatto Quotidiano: Ponte di Genova, Conte: “Italia sa rialzarsi”. Mattarella incontra i familiari delle vittime: “Responsabilità hanno un nome e cognome”;

La Repubblica: Salvini fa dietrofront sulle mascherine: “Sì nei luoghi chiusi, usate la testa”;

Leggo: Mamma e figlio di 4 anni scompaiono dopo un incidente in autostrada: ricerche in corso;

Tgcom24: Dispersi su un’isola del Pacifico, si salvano grazie a un SOS scritto sulla sabbia;