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Covid-19: il falso mito della “seconda ondata”

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 16:00

La scienza applicata allo studio del Covid-19 fa i suoi progressi, anche se più lentamente di quanto vorremmo e i mezzi di protezione individuale hanno dimostrato il loro valore, ma la prima ondata della pandemia non è passata mentre i media aspettano la seconda.

“Seconda ondata”

“Seconda ondata” riferita al Covid-19 è una delle espressioni più gettonate del momento. Se ne parla in riferimento alla Cina o alla Corea del Sud, la si teme qui in Europa. Alcuni commentatori si chiedono quale sarà il momento in cui la seconda ondata spazzerà l’Europa …

“Ma il concetto stesso di seconda ondata è traballante e alimenta pericolose idee sbagliate sulla pandemia “ afferma il virologo Jeremy Rossman sul sito TheConversation.com, un sito britannico no proft su cui scrivono accademici e ricercatori. C’è qualcosa di implacabile in questa nozione di “seconda ondata”, come se fosse intrinsecamente legata al comportamento del virus che ci lascerebbe in pace per un po’ e tornerebbe a vendicarsi”.

 D’altra parte secondo il settimanale progressista inglese  New Statesman “l’idea della seconda ondata suggerisce l’idea di un ciclo destinato a ripetersi più volte fino a quando non viene sviluppato un trattamento o un vaccino”.

Rimanda ad un’idea di ineluttabilità rispetto alla quale nulla si può tranne attendere il vaccino salvifico.

La prima ondata non è mai finita

In effetti, la prima ondata dell’epidemia di Covid-19 che colpisce quasi tutti i paesi del mondo non è mai finita.

Basti pensare al dramma attualissimo degli Usa, del Sud America, dell’India, come ricordano i dati raccolti da Jhons Hopkins University e che noi pubblichiamo settimanalmente.

E se c’è un aumento del numero di casi qua e là, come ad esempio in questi giorni in Catalogna dove 200.000 persone sono tornate in lockdown. quando la diffusione del virus è aumentata dopo che le misure di contenimento sono state ridotte o revocate, è di “rimbalzo” che si dovrebbe parlare anziché di seconda ondata.

Continua il virologo Rossman su The Conversation, l’idea della seconda ondata “non tiene conto dell’importanza delle azioni preventive che possiamo attuare e ci descrive come impotenti sotto il potere di questo patogeno”.

Responsabilità individuali e dei governanti

Ci sono buone notizie, afferma The Economist. “Gli epidemiologi hanno capito come fermare il Covid-19”. I famosi gesti di protezione e distanziamento, in particolare, hanno un ruolo fondamentale da svolgere perché sappiamo che prendiamo la malattia in mezzo alla folla, in luoghi chiusi, in stretto contatto con persone infette.

“Esistono delle tattiche per contenere il virus:

-da parte dei cittadini tenere comportamenti consapevoli e responsabili;

– da parte delle autorità testare, tracciare e isolare;

– e, se l’una o l’altra o tutte e due falliscono, confinare, lockdown”,

elenca il settimanale.

 “Non siamo in balia del virus,” insiste Jeremy Rossman . Questa è una buona notizia ma pone l’onere della responsabilità su tutti noi e sui governanti “

E’ richiesto ai cittadini l’adattamento a questa nuova normalità senza abbassare la guardia: lavarsi le mani accuratamente e molto regolarmente, indossare mascherine nei luoghi pubblici, evitare feste con molti ospiti, essere testati, isolarsi se si è malati …

E ai governanti la capacità di mettere in primo piano la salute e il benessere dei cittadini prima ancora che il totem dell’economia e del lavoro. Perché è bene ricordare che per lavorare bisogna essere vivi.

Una nuova fase

Per il New Statesman:

Per “seconda ondata” non dovremmo intendere un nuovo scoppio di casi seguito poi da un declino, secondo la famosa curva a campana, ma piuttosto l’ingresso delle popolazioni in una nuova fase psicologica per quanto riguarda il rapporto con la pandemia.”

Una fase guidata dal senso di consapevolezza e dal senso di misura. Una fase in cui i cittadini sappiano chiamare i loro amministratori a svolgere correttamente ed efficacemente la loro funzione.

Foto di Holger Link

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Covid-19, Bolsonaro ha i sintomi

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 12:49

Sinora ha ostentato sicurezza e perché no anche una buona dose di menefreghismo Jair Bolsonaro, presidente di un Brasile al collasso da mesi per l’emergenza sanitaria, con i contagi saliti a 1,5 milioni e 65 mila morti accertate per Covid-19. Ma si sa il virus non discrimina, e come accaduto a marzo per Boris Johnson, anche per Bolsonaro è tempo di fare i conti a tu per tu con il Covid.

Il capo di Stato, che ha compiuto 65 anni a marzo, ha dichiarato a Cnn Brasil: “Ho i sintomi del Covid”.  Al momento ha 38 di febbre e una saturazione di ossigeno nel sangue pari al 96%. Dopo essersi sottoposto già tre volte al tampone durante questi mesi – sempre con esito negativo – il presidente l’ha dovuto ripetere (e lo farà ancora) e il risultato è atteso in giornata.  

Bolsonaro da domenica lamentando i sintomi ha iniziato ad assumere idrossiclorichina. Per i medici potrebbe essersi contagiato dopo una festa a casa dell’ambasciatore americano, durante la quale pare che nessuno portasse la mascherina.

Il presidente, che non molto tempo fa rilasciava dichiarazioni di questo tipo: “Il 70% della popolazione prenderà il virus, non ci sono altre possibilità” o che “Il Covid-19 è una nevrosi”, ha firmato proprio ieri un decreto che ha posto il veto all’uso obbligatorio delle mascherine di protezione nelle carceri, scatenando le critiche dei rappresentanti sindacali delle guardie penitenziarie.

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Ricette fai da te per bevande estive, sane e rinfrescanti

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 10:00

Nel video Natural Remedies 3 idee alternative per preparare delle bevande estive sane e super dissetanti. Ecco le ricette stuzzicanti e piene di freschezza oltre che di sali minerali, vitamine ed antiossidanti. Davvero l’ideale nelle calde giornate estive!

Fonte: Natural Remedies

Tè marocchino:

  • Una manciata di menta;
  • 6 cucchiaini di tè verde;
  • 1 litro di acqua.

Piña Colada

  • 150 ml di succo di ananas senza zuccheri aggiuntivi;
  • 50 ml di latte di cocco;
  • ghiacchio (facoltativo).

Acqua aromatizzata al cetriolo

  • 3-4 fettine di limone;
  • 2 cm di radice di zenzero fresco ;
  • 1/4 cetriolo;
  • Una manciata di menta piperito;
  • a litro di acqua.

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L’immagine del giorno: Distesa gialla

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 09:44
Distesa gialla

Una distesa di girasoli a Szigetmonostor, nel nord dell’Ungheria. Un paesaggio giallo che sembra un quadro.

Fonte: Epa / Balazs Mohai

Di seguito la gallery delle immagini dei giorni precedenti

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Migranti e rifugiati: curarli conviene

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 08:00

Se non si vuole farlo per ragioni umanitarie, si potrebbe pensare al risvolto meramente utilitaristico: curare i rifugiati e i migranti conviene ai Paesi che li ospitano in termini di salute pubblica e di prosperità economica. A sostenere questa tesi sono due grandi studi: uno realizzato dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms (l’Organizzazione mondiale dalla sanità), e l’altro condotto dalla UCL-Lancet Commission on Migration and Health, che riporta la più completa rassegna dei dati disponibili su migrazione e salute a livello mondiale.

Tempo di migrazioni

“La migrazione è il problema che definisce il nostro tempo – spiega Ibrahim Abubakar dell’UCL Institute for Global Health, primo autore dello studio condotto dalla UCL-Lancet Commission on Migration and Health, di cui è presidente -. Il modo in cui il mondo affronta gli spostamenti degli esseri umani da un Paese all’altro avrà conseguenze sulla salute pubblica e sulla coesione sociale per decenni a venire”.

Miti da sfatare

Abubakar spiega che, oggi, i discorsi populisti divulgati in diversi Paesi demonizzano gli individui che reputano che rifugiati e migranti debbano beneficiare di assistenza sociale e sanitaria. Lo fanno attraverso la diffusione di falsi miti, pervasivi e dannosi tanto per i singoli individui quanto per tutta la società, primi tra tutti quelli secondo cui i migranti sono portatori di chissà quali malattie e rappresentano un eccessivo onere per i servizi sanitari dei Paesi che li ospitano. “Interrogarsi se i migranti ‘meritino’ oppure no di ricevere assistenza alla salute sulla base di credenze inaccurate supporta pratiche di esclusione che danneggiano prima di tutto la salute delle singole persone, in seconda battuta il benessere di intere società e, di conseguenza, le loro economie“, afferma lo studioso.

L’integrazione sanitaria conviene

Al contrario, i sistemi sanitari nazionali dovrebbero prevedere l’integrazione al loro interno delle popolazioni migranti: “La creazione di sistemi sanitari che integrino le popolazioni migranti avvantaggerà intere comunità, con un migliore accesso alla salute per tutti e vantaggi positivi per le popolazioni locali. Non farlo potrebbe essere più costoso per le economie nazionali, la sicurezza sanitaria e la salute globale rispetto ai modesti investimenti richiesti per proteggere il diritto alla salute dei migranti e garantire che possano essere membri produttivi della società”, conclude lo studioso.

Lo studio dell’Oms

Dal canto suo il report dell’Oms, che interessa i 53 Paesi dell’area europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, parla chiaro a partire dal titolo: “Report on the health of refugees and migrants in the WHO European Region: no public health without refugee and migrant health (2018)”, ovvero: non può esserci salute pubblica se non viene garantita la salute ai rifugiati e ai migranti.

Istat: test sierologici rischio flop | Veneto: 1000 euro di multa se rifiuti l’isolamento | Morricone, l’ultima confessione

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Usa, la Florida in allarme richiude (tardi) le spiagge Europa, l’estate isolata della Svezia «in castigo»;

Il Giornale: Scaricato da Trump e Merkel. Ora Conte è appeso a un filo. I due leader possono salvare il premier. Ma questo governo è riuscito nel “miracolo” di irritare sia Usa che Germania;

Il Manifesto: Gli Stati popolari irrompono sulla scena politica italiana;

Il Mattino: Covid, l’India supera la Russia: in Australia nuovo lockdown, l’Austria sopra i mille contagi. Emirati Arabi e Israele, storico accordo E adesso bruciano anche i Balcani;

Il Messaggero: Bonus 600 euro per i lavoratori dello spettacolo, ma è polemica: «Non bastano»;

llsole24ore: Le città non saranno più come prima: così cambierà il nostro modo di vivere;

Il Fatto Quotidiano: I test sierologici dell’Istat sono a rischio flop. Tra 10 giorni scadono i reagenti ma solo 70mila persone su 150mila hanno detto “sì”;

La Repubblica: Covid, Veneto: 1000 euro di multa per chi rifiuta l’isolamento;

Leggo: Alex Zanardi, nuovo intervento chirurgico dopo l’incidente: come sta;

Tgcom24: Ennio Morricone, l’ultima confessione: “Ho pianto solo due volte nella mia vita, per ‘Mission’ e per Papa Francesco”;