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Padova: la Questura di denuncia i ragazzi di Friday For Future che hanno protestato contro Zara

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 15:00

Dove sono gli spazi per il dissenso, se ogni azione è passibile di una denuncia penale? Protestare ultimamente sta diventando difficile in Italia.

Se sei un autista di treni e scioperi, dicono che stai scioperando per godere del weekend lungo. Se riempi le città di cortei di protesta, dicono che generi traffico e confusione. Se scrivi un messaggio di pace con i gessetti colorati vieni preso in giro perché “non si risolve nulla”. Se ti sdrai in un negozio di una nota catena di abbigliamento per protestare contro la condotta di quella catena, ti denunciano. 

È successo venerdì 25 ottobre, a Padova, in un negozio della catena di abbigliamento Zara, dove alcuni giovani attivisti hanno inscenato un tipo di protesta scenografica, niente affatto violenta, conosciuta con il nome di “Die-in”. Consiste nello sdraiarsi per terra ed esporsi all’eventualità di venire calpestati nel luogo in cui si ritiene che i valori e i diritti vengono calpestati. 

Zara e brand come H&M traggono profitti miliardari grazie a produzioni low cost che non rispettano l’ambiente e i diritti dei lavoratori, i quali versano, nel silenzio generale, in condizioni inaccettabili in fabbriche delocalizzate in Paesi con scarse o addirittura assenti tutele sindacali, oltre che ambientali. 

Non solo salari mancati, ma anche repressione sindacale, insicurezza sul lavoro e richieste intollerabili di ore di straordinario, con ripercussioni fisiche e psicologiche. 

L’ultima denuncia era arrivata dalla Clean Clothes Campaign (CCC) verso la società svedese H&M. In un report disponibile in italiano qui, emergono dati sconcertanti riguardo ai lavoratori che, a mero esempio, “guadagnano in India e Turchia un terzo della soglia stimata di salario dignitoso. In Cambogia, meno della metà. In Bulgaria lo stipendio dei lavoratori intervistati presso un “fornitore d’oro” di H&M non arriva nemmeno al 10% di quello che necessiterebbero per avere vite dignitose”. Motivi più che bastanti per spingere le nuove generazioni a protestare mediante strumenti pacifici come quelli finora adottati dai ragazzi di Friday for Future

“Il Die-In è una pratica che migliaia di attivist@ in tutto il mondo utilizzano quotidianamente, proprio perché pacifica e scenografica. Mai è successo che il Die-In sia stato considerato pericoloso per l’ordine pubblico da alcuno”, scrive il collettivo di Friday for Future di Padova in un comunicato stampa diffuso dopo gli “avvisi orali” e le denunce per violenza privata fatte pervenire dalla Questura di Padova contro due attivisti FFF. Già, perché le denunce sono state esposte dalla Questura, non da Zara, a riprova che il Paese, dopo il Decreto Sicurezza, è diventato sempre più intransigente nei confronti delle manifestazioni, anche pacifiche. 

L’articolo 23 del Decreto 113/2018 comunemente chiamato Decreto Salvini si occupa di “Disposizioni in materia di blocco stradale” e prende nel mirino chi blocca strade con oggetti, le “ostruisce o le ingombra”. L’attuale Governo non sembra voler modificare l’articolo, nonostante, a detta di Antonello Ciervo dell’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) “in pratica viene reintrodotto il reato di blocco stradale che era stato depenalizzato nel 1999”. “Il problema”, sottolinea Ciervo, “non è tanto nell’articolo ma quanto nella relazione tecnica introduttiva al decreto che spiega la ratio legis ovvero l’obiettivo della legge che è quello di reprimere le varie forme di assembramento”. 

Vogliono spaventarci – si legge nel comunicato stampa di FFF Padova – perché abbiamo il coraggio di puntare il dito contro il problema. FFF ha sempre attirato questo genere di risposte da vecchi tromboni altisonanti. Il bullismo nei confronti delle giovani generazioni è una piaga che infetta evidentemente anche la Questura della Città. Dove sono gli spazi per il dissenso, se ogni azione è passibile di una denuncia penale?”. 

La domanda, tutt’altro che retorica, esige una risposta, a partire dalla coscienza dei singoli cittadini. 

In Italia i farmaci da banco costano di più. E il ministero della Salute non spiega perché

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 14:42

In merito alla questione sollevata nel nostro articolo “I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?”, all’inizio del mese scorso abbiamo scritto al ministro della Salute, onorevole Roberto Speranza, per sottoporre questo argomento alla sua attenzione attraverso l’invio di una lettera aperta nella quale chiedevamo una risposta alla nostra domanda da far pervenire anche ai nostri lettori.

Venti giorni – e diverse sollecitazioni – dopo l’ufficio stampa del ministero della Salute ci ha finalmente risposto:

“Gent.mi, la richiesta da voi effettuata il 3 ottobre u.s. è stata inviata a AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che ha la competenza in materia. Siamo in attesa che l’agenzia elabori una risposta in merito, sarà nostra cura, pertanto, inoltrare la risposta di AIFA al vostro indirizzo di posta elettronica. Per il prosieguo della vostra inchiesta sui farmaci, per la quale auguriamo buon lavoro, suggeriamo di indirizzare le vostre richiesta all’Agenzia Italiana del Farmaco. Nel rimanere a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti”.

La nostra domanda è: il ministro Speranza intende fare qualcosa?

Abbiamo quindi scritto di nuovo, a nostra volta, ringraziando l’ufficio stampa del ministero della Salute della risposta fornitaci ma ribadendo che, in attesa di quanto l’Agenzia Italiana del Farmaco vorrà comunicare, la nostra domanda è rivolta al ministro Speranza, per conoscere il suo punto di vista sulla questione e le iniziative che il ministero della Salute intende intraprendere al riguardo.

Schiena curva in avanti, occhi rossi, sovrappeso: è l’impiegato del futuro

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 11:50

Sovrappeso, con la schiena curva in avanti, le gambe gonfie e gli occhi rossi. È questo l’identikit dell’impiegato del futuro, a causa del numero eccessivo di ore trascorse davanti al computer. A disegnarlo William Higham, autore di diversi libri sul futuro del lavoro, che per individuare le principali criticità che riguardano la salute con le quali i colletti bianchi potrebbero avere a che fare negli anni a venire ha condotto interviste online su oltre tremila impiegati tra Regno Unito, Germania e Francia.   

Occhi secchi, mal di testa e di dolore alla schiena

Dalle interviste è emerso, come riporta un articolo di ansa.it, che tra gli impiegati britannici attualmente la metà dei lavoratori soffre di un disturbo come occhio secco, mal di schiena o mal di testa frequenti. Ed eccesso di peso e gonfiore alle gambe sono fra i sintomi più citati. La ricerca è stata commissionata dall’azienda britannica Fellowes, che in base ai risultati delle interviste ha  realizzato Emma, un manichino sovrappeso, chino in avanti e con gli occhi rossi, proprio per ricordare agli impiegati d’ufficio i potenziali rischi per la salute cui possono andare incontro.

Leggi anche: Stop ai dolori alla schiena con gli esercizi posturali

Pericolo maggiore è la sedentarietà

L’autore dello studio ha spiegato che il pericolo maggiore per la salute è la sedentarietà, perché gli impiegati passano ore alla scrivania senza fare movimento e di conseguenza i loro corpi iniziano ad atrofizzarsi, accelerando il decorso di disturbi muscolo-scheletrici e aumentando il rischio di trombosi, problemi cardiovascolari e persino tumori.

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Prevenire è meglio che curare

Per tamponare il problema alcuni atteggiamenti virtuosi potrebbero essere messi in atto sin da subito: ad esempio, fare pause regolari durante il lavoro per sgranchire le ossa e riattivare i muscoli, magari facendo una passeggiata anche dentro l’ufficio, oltre che fare più movimento (salire le scale, non parcheggiare nelle immediate vicinanze dell’ufficio per poter percorrere un tratto a piedi, ecc).

A Bogotà un sindaco donna, ambientalista e gay

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 09:01

Donna e lesbica e ambientalista, Claudia Lopez, 49 anni è stata eletta con il 35,2% dei voti a sindaco di Bogotà, in Colombia, dopo aver sconfitto il candidato di destra Carlos Fernando Galan.

Ex senatrice e vicepresidente ha promesso di aumentare la sicurezza nelle strade, di combattere il lavoro minorile e la gravidanza adolescenziale. Inoltre amplierà le opportunità educative per gli adulti over 45.

«Sono state le elezioni territoriali più pacifiche degli ultimi anni » ha dichiarato Juan Carlos Galindo – attuale capo della Registraduría Nacional del Estado Civil – ai giornalisti poco dopo la fine delle votazioni.

Ad affiancarla nella campagna elettorale c’era anche Antanas Mockus, a destra nella foto, mitico sindaco della capitale colombiana la cui storia potete ascoltare raccontata da Jacopo Fo qui

Adelante, Claudia!

Come scegliere il mutuo per la casa

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 07:00

Attenzione: quando firmiamo per un mutuo per la nostra casa stiamo realizzando un grande sogno, siamo fragili e magari distratti. E’ invece un momento molto delicato…

Vincenzo Imperatore ci spiega alcuni segreti della scelta del mutuo flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_361"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/output/autodifesa-finanziaria-5-mutuo-casa.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/autodifesa-finanziaria-5-mutuo-casa.mp4' } ] } })

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

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Fotovoltaico, la luce del sole per sconfiggere i tumori

People For Planet - Lun, 10/28/2019 - 16:30

Durante una passeggiata nei viali del campus della Michigan State University, la coppia di ricercatori Sophia e Richard Lunt hanno avuto un’intuizione: le molecole attive nelle celle solari possono essere usate anche per colpire e uccidere le cellule tumorali in modo più efficace, ovvero applicare la scienza del fotovoltaico – già impiegata in molti campi – alla medicina e chirurgia oncologica. E in effetti hanno poi scoperto, che la tecnologia fotovoltaica può effettivamente essere utilizzata per attaccare le cellule tumorali. 

In un’intervista Sophia, biologa e biochimica molecolare ha affermato: “Abbiamo testato questo concetto su topi affetti da carcinoma mammario, polmonare e cutaneo e fino ad ora è tutto molto promettente”. L’applicazione principale riguarda i coloranti fluorescenti attivati dalla luce per la diagnosi della patologia, ma anche in campo chirurgico, nella visualizzazione del tumore specifico attraverso le immagini. 

Trattando chimicamente le nanoparticelle di sale organico, i Lunts sono stati in grado di controllarle in una serie di studi sul cancro. L’introduzione delle nanoparticelle nella zona non tossica ha portato ad un miglioramento dell’immagine e spingendole nella gamma fototossica— o attivata dalla luce— ha prodotto un efficace trattamento oncologico della zona tumorale. Mentre le applicazioni per il trattamento del cancro hanno la maggior possibilità di sviluppo scientifico, i risultati prodotti hanno un potenziale che va oltre l’oncologia. Secondo Richard Lunt, professore di ingegneria chimica e scienza dei materiali alla Michigan State University, le rilevanze del fotovoltaico possono applicarsi alla biomedicina così come alla fotocatalisi, ovvero all’accelerazione delle reazioni chimiche con la luce. La chiave è stata imparare a controllare l’elettronica delle molecole foto-attive indipendentemente dalle loro proprietà ottiche e quindi fare il salto per applicare questa nozione in un modo nuovo a un campo apparentemente non correlato. I risultati sono pubblicati nell’attuale numero di Scientific Reports.

Photo by Louis Reed on Unsplash

Com’è tenace Riace

People For Planet - Lun, 10/28/2019 - 14:00

Senza grandi clamori e proclami, la settimana scorsa gli abitanti di Riace si sono ritrovati e hanno iniziato a fare pulizia: dopo un anno di inattività la polvere era tanta all’interno dei laboratori e delle botteghe. Niente che non si risolva con il biologico olio di gomito.

La luce si vede in fondo al tunnel

Anche per la decisione della Commissione Tributaria che ha stabilito che Domenico Lucano non aveva commesso alcuna infrazione nell’applicare al 4% l’Iva nella gestione del 2011 per l’Emergenza Nord Africa. La Finanza aveva contestato la decisione – per altro di tutti i Comuni d’Italia – e aveva richiesto il pagamento di 324mila euro per recuperare la maggiorazione dell’Iva che secondo loro doveva essere applicata tra il 20 e il 21%.
E, visto che la Commissione Tributaria ha stabilito che la richiesta era: “non esigibile ma neanche fondata” l’Agenzia delle Entrate dovrà pagare 10mila euro al Comune di Riace per le spese sostenute.

Un anno difficile

La situazione nel paese non è florida, l’anno di esilio di Mimmo Lucano e le inchieste hanno fatto bei danni. Molti migranti sono stati trasferiti, altri hanno lasciato Riace, gli operatori hanno perso il lavoro.

Scrive Chiara Sasso in un bell’articolo su Comune-info: “Gli asini della fattoria didattica anche loro messi sotto sequestro, perché le stalle non hanno l’agibilità, e poco importa se la maggioranza degli uffici pubblici compreso il tribunale di Locri si trovano nella stessa situazione… La furia dello Stato è passata su Riace come uno tsunami trascinando tutto e tutti”.

Resistere!

E Riace resiste, non è bastato a intimidirla neanche il nuovo sindaco che ha sostituito i cartelli di benvenuto che recitavano “Paese solidale e accogliente” con l’effige dei santi Cosma e Damiano e ha fatto sparire un cartello che raffigurava Peppino Impastato che parlava di bellezza.
Ora si aspetta il neo sindaco perché quello precedente non poteva essere eletto in quanto dipendente del Comune (vigile urbano con un contratto a tempo determinato).

È stato il vento

A sostenere la resistenza anche la raccolta fondi della Fondazione “È stato il Vento” che riprende nel nome una frase di Mimmo Lucano: «È stato il vento che ha spinto un veliero carico di curdi sulla spiaggia di Riace».
La Fondazione, che ha come Presidente la stessa Chiara Sasso, vede tra i garanti anche padre Alex Zanotelli.

Asilo e frantoio

E così si ricomincia con l’asilo parentale, alcuni laboratori aperti. E stanno proseguendo i lavori a Palazzo Pinnaro, la sede storica della Associazione Città Futura e che sarà la sede della Fondazione con l’apertura di un centro di Documentazione in collaborazione con alcune Università.

E, soprattutto si stanno dando gli ultimi ritocchi al Frantoio di Comunità dove i coltivatori potranno portare le loro olive per realizzare un olio buono.

In tutti i sensi.

Leggi anche:
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Parla Mimmo Lucano, Sindaco di Riace

Ho pochi euro di risparmi, come e dove posso investirli?

People For Planet - Lun, 10/28/2019 - 11:00

Faccio uno sforzo e cerco di darvi una risposta coerente con quanto, anche su queste colonne, tento di far passare in termini di consapevolezza finanziaria.
Ho pochi euro di risparmi, come e dove posso investirli?”, ecco la legittima e, per certi aspetti gratificante, domanda che mi viene posta sistematicamente.
Premesso che tutti quelli che si e mi pongono il quesito hanno “solo pochi euro di risparmio”, locuzione che conferma ironicamente l’italica paura del fisco (manco fossi un agente della guardia di finanza), il risparmiatore italiano, non ancora un investitore, è ancora legato ad un modello di comportamento datato e superato.

Allora ricapitoliamo

Negli ultimi dieci anni il mondo della finanza si è modificato radicalmente. Le certezze si sono trasformate in rischi enormi. Strumenti come i Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT), considerati da sempre sicuri e affidabili, si sono rivelati rischiosi e/o privi di rendimento.
Come abbiamo visto, in questo «nuovo mondo» è indispensabile cambiare approccio agli investimenti adeguandosi continuamente e rendendosi conto che non esistono più investimenti privi di rischio (i cosiddetti «pasti gratis»).

E allora, come fare per proteggere i vostri soldi? Quali strumenti usare?

Fermi tutti! Ci risiamo con l’errore di concentrarci subito sugli strumenti. Il problema non è tanto di strumenti, quanto di comportamenti.
Proteggere i vostri risparmi, ormai, non dipende più da questo o da quel prodotto, cioè dal titolo cosiddetto «sicuro», ma da un comportamento che sia corretto e consapevole.
Il prossimo istogramma mette a confronto i rendimenti delle differenti classi di investimento offerte dal mercato (le cosiddette «asset class», quindi azioni, obbligazioni, immobili, oro, eccetera) nei vent’anni che vanno dal 1994 al 2014.
Il rendimento medio dell’investitore fai da te in questo ventennio è stato disastroso: 2,5%, di gran lunga inferiore a tutte le altre asset class.
Il mancato guadagno è dovuto al cosiddetto «gap comportamentale», cioè a quel comportamento emotivo secondo cui il risparmiatore entra ed esce continuamente dal mercato e dai vari asset.

Ma cosa si intende per «comportamento corretto» quando si investe?
Significa munirsi di una bussola in grado di fornirvi precise coordinate operative, per evitare errori generati da scelte emotive, improvvise e poco ragionate.

Facciamo un esempio sul mercato delle azioni

Il pensiero comune di molti investitori è che il mercato azionario sia molto rischioso e poco affidabile, e pertanto acquistare azioni dev’essere fatto con spirito speculativo: compra, cerca di guadagnare in fretta e poi vendi subito.
Niente di più falso! Il mercato azionario è un asset rischioso solo per chi non ne conosce la natura e le regole.
Ma siccome le battute a disposizione sono poche, se devo essere sintetico, vi dico che avere un comportamento corretto ed evitare brutte sorprese, quindi, significa acquisire buone abitudini finanziarie rispettando tre semplici regole:

  • Prima regola: investire nell’economia globale e non in settori, singoli titoli o mode del momento. La costante e continua crescita economico-sociale e tecnologica della civiltà umana è l’unica cosa di cui siamo certi da cinquemila anni a questa parte. Dovete puntare sulla crescita economica del pianeta.
  • Seconda regola: investire con strumenti efficienti; non singoli titoli, ma strumenti di risparmio gestito. Un indice, un mercato o uno strumento finanziario è efficiente quando è in grado di incorporare appieno l’economia reale che rappresenta. Tecnicamente, gli economisti parlano di capacità di incorporare tutte le informazioni che derivano dal mercato
  • Terza regola: investire per un tempo adeguato, in questo caso non inferiore ai dieci anni.

Seguitemi perché dalla prossima settimana affronteremo singolarmente le tre regole.

Elezioni in Umbria: i commenti italiani ed esteri

People For Planet - Lun, 10/28/2019 - 10:30
Massimo Franco dal Corriere della Sera

“Il messaggio di elettori e elettrici è inequivocabile. Le ricadute nazionali molto meno. Dopo alcune città umbre, una destra nel segno di Matteo Salvini si prende anche la regione, per quasi mezzo secolo in mano alla sinistra: una rivoluzione anche simbolica, col definitivo spostamento di voti e blocchi sociali.

L’alleanza tra M5S e Pd riemerge invece sgualcita. Il partito di Nicola Zingaretti perde la «sua» Umbria, e voti rispetto alle Europee di maggio. Ma è soprattutto il grillismo, motore del cambiamento nazionale appena un anno e mezzo fa, a ridursi a percentuali da declino, lasciando per strada due voti su tre rispetto al 2018: segno di un elettorato arrabbiato e volatile. Il problema è che alternative a breve se ne vedono poche”. 

Francesca Schiachi su La Stampa

“Così hanno scelto gli umbri, chiamati al voto anticipato dopo le dimissioni della governatrice dem Catiuscia Marini, travolta da un’inchiesta sulla sanità regionale, e accorsi in massa alle urne: l’affluenza si è assestata al 64,7 per cento, quasi dieci punti più del 2015.

«L’esperimento non ha funzionato», ammettono i Cinque stelle in una nota nella notte, «questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti». Ammette la sconfitta «netta» anche il leader dem Nicola Zingaretti: «Rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare», dichiara”.

Alberto Gentili su Il Masseggero e il commento di Matteo Renzi

“Non è di certo soddisfatto, Matteo Renzi, della batosta in Umbria. Ma neppure si strappa i capelli. Secondo il leader di Italia Viva … ciò che è accaduto era ampiamente previsto. Perché la coalizione che ha sostenuto Vincenzo Bianconi, come annunciavano i sondaggi, era molto sotto rispetto al centrodestra. E perché l’alleanza organica e strutturata tra 5Stelle, Pd e Leu a giudizio di Renzi non funziona”.

Alessandro Campi sempre sul Il Messaggero:

“Coloro che hanno immaginato un referendum pro o contro Salvini o un pronunciamento sulla maggioranza che sostiene l’attuale governo rosso-giallo, hanno trascurato il peso dei fattori interni (i timori degli umbri per la crescente marginalizzazione del loro territorio, così come certificata da tutti gli indicatori statistici) e soprattutto l’impatto emotivo che sull’opinione pubblica locale aveva avuto quella vicenda scoppiata appena pochi mesi fa”. 

The Guardian

Il capo della Lega aveva attraversato l’Umbria per settimane, promuovendo il suo impegno nazionale per introdurre una flat-tax che molti economisti sostengono che l’Italia non può permettersi, ma che la Lega insiste sul fatto che è necessaria per rilanciare l’economia lenta.

Il suo messaggio ha trovato terreno fertile in Umbria, dove la produzione è crollata del 15% nel decennio successivo alla crisi finanziaria del 2007, rispetto a un calo del 5% in tutta Italia, secondo i dati della Banca d’Italia.

Integratori alimentari, il ministero della Salute: “Non hanno finalità di cura”

People For Planet - Lun, 10/28/2019 - 10:10

Sono prodotti presentati in piccole unità di consumo come capsule, compresse, fiale e simili, a base di nutrienti o altre sostanze a effetto nutritivo o fisiologico, “ideati e proposti per favorire il regolare svolgimento delle funzioni dell’organismo senza alcuna finalità di cura”: è questa secondo il ministero della Salute la definizione di “integratori alimentari”, prodotti il cui impiego “deve avvenire in modo consapevole e informato sulla loro funzione e le loro proprietà per risultare sicuro e utile sul piano fisiologico, senza entrare in contrasto con la salvaguardia di abitudini alimentari e comportamenti corretti nell’ambito di un sano stile di vita”.

L’uso di questi prodotti è crescente e sembra non conoscere crisi, anzi: la richiesta di benessere da parte dei consumatori spinge verso un incremento dell’utilizzo degli integratori alimentari, che oggi coinvolge circa la metà della popolazione italiana. Ecco perché il ministero della Salute ha stilato un decalogo con 10 consigli per una loro corretta assunzione.

Fondamentale una dieta varia ed equilibrata

1. Ricorda che una dieta varia ed equilibrata fornisce, in genere, tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno e che è fondamentale per tutelare e promuovere la tua salute e il tuo benessere nel contesto di uno stile di vita sano e attivo. Di conseguenza, per poterne ricavare complessivamente un vantaggio, l’uso di un integratore alimentare per i suoi effetti nutritivi o fisiologici deve avvenire nel contesto sopra descritto e non deve mai essere dettato dalla convinzione, erronea, di poter “compensare” gli effetti negativi di comportamenti scorretti. 

Occhio all’etichetta

2. Se intendi far uso di un integratore, accertati che gli effetti indicati in etichetta rispondano effettivamente alle tue specifiche esigenze di ottimizzazione della salute e del benessere e non superare le quantità di assunzione indicate. Gli integratori alimentari possono rivendicare in etichetta solo gli effetti benefici sulla salute preventivamente autorizzati dalla Commissione europea per i loro costituenti, dopo l’accertamento del fondamento scientifico da parte dell’European Food Safety Authority (EFSA).

3. Leggi sempre per intero l’etichetta e presta particolare attenzione alle modalità d’uso, alle modalità di conservazione e agli ingredienti presenti, anche in considerazione di eventuali allergie o intolleranze, e a tutte le avvertenze. Diversi integratori, per la presenza di specifici costituenti, possono riportare avvertenze supplementari per un uso sicuro. Nel caso in cui un integratore richieda un uso continuativo, ad esempio per favorire la normalità del livello di colesterolo nel sangue o della pressione arteriosa, consulta periodicamente il tuo medico per valutare l’andamento della situazione e lo stato delle tue condizioni generali.

Chiedi sempre consiglio al medico (e al pediatra) 

4. Chiedi consiglio al tuo medico per l’uso di un integratore se non sei in buona salute o sei in trattamento con farmaci per accertarti che non ci siano controindicazioni nella tua condizione. In ogni caso informa il medico se fai uso di integratori, soprattutto in occasione della prescrizione di farmaci.
 
5. Per la somministrazione di integratori ai bambini senti il consiglio del pediatra; se sei in stato di gravidanza o stai allattando è comunque bene sentire il consiglio del medico.
 
Leggi anche: Vita lunga e cuore in salute? Gli integratori alimentari non servono a nulla

“Naturale” non significa “sicuro”. Occhio agli eccessi

6. Ricorda che un prodotto non è sicuro solo perché è “naturale” ma che, anzi, proprio per il suo profilo di attività “fisiologica”, potrebbe determinare effetti inattesi e indesiderati in determinate condizioni. Pertanto, se in concomitanza con l’assunzione di un integratore rilevi qualcosa che non va, di diverso dagli effetti attesi, sospendine l’assunzione e informa tempestivamente il medico o il farmacista (possibilmente portandogli la confezione impiegata), che potranno segnalare l’evento al sistema di fitovigilanza dell’Istituto superiore di sanità (Vigierbe).
 
7. Ricorda che gli integratori sono concepiti per contribuire al benessere e non per la cura di condizioni patologiche, che vanno trattate con i farmaci. L’uso di integratori in quantità superiori a quelle indicate in etichetta ne snatura il ruolo senza offrire risultati fisiologicamente migliori. Può anzi diventare svantaggioso, soprattutto se si prolunga nel tempo.

Se vuoi dimagrire parla con uno specialista

8. Ricorda che per ridurre il sovrappeso e smaltire il grasso in eccesso devi ridurre l’apporto calorico con una dieta nutrizionalmente adeguata e, nel contempo, aumentare la spesa energetica dell’organismo con un buon livello di attività fisica. L’uso di qualunque integratore alimentare, ai fini della riduzione del peso, può avere solo un effetto secondario e accessorio per le specifiche indicazioni riportate in etichetta. Non seguire diete ipocaloriche per periodi prolungati senza sentire il parere del medico per valutarne l’adeguatezza in funzione delle tue specifiche esigenze. Ricorda che per mantenere il risultato raggiunto in termini di calo ponderale devi modificare stabilmente le tue abitudini alimentari e seguire uno stile di vita attivo, rimuovendo comportamenti sedentari.  

…e se fai sport?

9. Anche se fai sport, con una dieta varia ed equilibrata puoi soddisfare le esigenze nutrizionali dell’organismo. L’eventuale impiego di integratori alimentari per le indicazioni riportate in etichetta che ne giustificano l’uso in ambito sportivo deve tenere comunque conto del tipo di sport praticato, della sua intensità e durata, nonché delle specifiche condizioni individuali.
 
Leggi anche: Gli integratori alimentari: la grande illusione

Diffida di quelli che promettono effetti miracolosi

10. Gli integratori, come tanti altri prodotti, oggi sono reperibili anche al di fuori dei comuni canali commerciali, quali ad esempio la rete internet. Diffida di integratori e prodotti propagandati per proprietà ed effetti mirabolanti o come soluzioni “miracolose” dei tuoi problemi. Sul portale del ministero della Salute (www.salute.gov.it) trovi utili informazioni sui costituenti ammessi all’impiego negli degli integratori e il Registro, che puoi consultare, in cui vengono riportati i prodotti regolarmente notificati per l’immissione sul mercato italiano.

L’allarme dei Pediatri: ridurre la tossicità di cibo e aria

People For Planet - Lun, 10/28/2019 - 06:00

Ci sono più di 142 milioni di sostanze chimiche di sintesi, di cui più di 40mila commercializzate. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, circa il 62% sono pericolose per la salute umana e, trattandosi quasi sempre di sostanze non biodegradabili o a lentissima biodegradazione, si disperdono nell’ambiente concentrandosi in aria, acqua e terreno, da dove, naturalmente, tornano a noi tramite la catena alimentare. “Ma badiamo bene: il 62% sono sostanzialmente le molecole studiate, le restanti non sono menzionate perché non sono state studiate. Le nuove molecole immesse dall’industria nella nostra vita quotidiana sono tantissime, sempre nuove, e non vengono controllate se non per la tossicità acuta. La maggior parte delle volte non ci sono studi sugli effetti nel lungo periodo”, ci dice Giacomo Toffol, pediatra di Acp (Associazione Culturale Pediatri) esperto di Inquinamento e salute del bambino, parte del team che per l’Acp ha stilato un vademecum – Sostanze chimiche e rischi per la salute: contaminazione di acqua, suolo e cibo – per ridurre il rischio di esposizione da sostanze tossiche in relazione ai dati diffusi dall’Onu. Per questo motivo, quando si parla di plastiche, additivi per il bucato, smalti, tinture, ecc. il principio precauzionale è che tutto ciò che è indispensabile ok, altrimenti meglio evitare: specialmente in gravidanza o nella prima infanzia. Ecco allora che preferire un giocattolo di legno a uno in plastica, oppure un tappeto, una coperta o un indumento in cotone o lana piuttosto che in derivati della plastica, ha un’importanza crescente, in un mondo sempre più inquinato, sempre più tossico. “Meglio spiegare a un bambino che lo smalto è roba da adulti, dato che i bimbi si mettono spesso le mani in bocca, e sempre meglio mangiare e bere in recipienti sicuri come la ceramica e il vetro, piuttosto che lasciare – proprio ai piccoli – piatti e bicchieri in plastica, semplicemente perché infrangibili”, aggiunge Toffol.

Il programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite ha infatti pubblicato di recente il suo secondo rapporto globale sulla chimica, confermando ancora una volta come “il numero elevatissimo di molecole artificiali prodotte a partire soprattutto dagli anni ‘40 del secolo scorso, se da una parte ha contribuito a migliorare la salute dell’uomo, la sicurezza alimentare, la produttività e la qualità della vita in tutto il mondo, dall’altra ha determinato importanti effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente”. Secondo gli ultimi dati della World Health Organization, 1,6 milioni di morti premature e 45 milioni di malati ogni anno nel mondo è il prezzo che paghiamo. La categoria più a rischio è naturalmente quella dei bambini e per questo, partendo dai soggetti più sensibili, l’Acp ha elaborato le soluzioni possibili per arginare il problema. Soluzioni che poi, certamente, si applicano anche agli adulti.

Nel 2018 l’OMS ha stimato il carico di malattie causato dall’esposizione a sostanze chimiche nell’ambiente in 1,6 milioni di vite e 45 milioni di DALY (disability-adjusted life years). I bambini sono più a rischio per varie ragioni, tra le quali: il maggior assorbimento gastrointestinale e la ridotta capacità di metabolizzare le sostanze tossiche, in grado tra l’altro di attraversare la placenta e di essere trasmesse anche attraverso il latte materno.

Le problematiche maggiori sono determinate dagli interferenti endocrini, estremamente dannosi per l’uomo ma anche per la sua futura progenie, essendo in grado di provocare effetti transgenerazionali ereditabili. Gli interferenti endocrini sono ad esempio diossine e pesticidi, bisfenolo A o BPA (presente in molte plastiche, si può trovare tranquillamente nei giocattoli in plastica, ma fino a qualche anno fa anche nei biberon), gli ftalati (presenti nei profumi e nei pesticidi,  sono spesso utilizzati anche nella preparazione di smalti per unghie, vernici – e quindi mobili o pareti – e adesivi, compresi i cerotti) e acido perfluorottanico o PFOA, che fino a pochi anni fa veniva usato come rivestimento impermeabilizzante per tessuti, pellame, carta e nella cera per pavimenti, nell’incisione del vetro e per l’impermeabilizzazione dell’abbigliamento sportivo (nomex, gore-tex). Ciascuno di questi inquinanti, presente appunto in numerosi oggetti di uso comune, può provocare, se sommiamo le numerosi fonti in cui si trova, tumori ormono-sensibili, come quelli di seno, ovaie o utero. Sono anche associati a problemi alla salute riproduttiva femminile (ovaio policistico, fibromi ed endometriosi) e a quella maschile (criptorchidismo e ipospadia). Sono correlati a disordini della tiroide e a disturbi nello sviluppo neurologico. Infine, c’è una correlazione tra interferenti endocrini e obesità e diabete.

Per quanto riguarda lo sviluppo neurologico del bimbo, la presenza di sostanze tossiche in vestiti, mobili e giocattoli in plastica è legata a danni neuropsichici e comportamentali. La somma di queste fonti inquinanti, ancora una volta, può comportare un ritardo mentale con diminuzione del QI, ritardi motori, disturbi specifici dell’apprendimento, dell’attenzione, del linguaggio, dislessia, iperattività, ADHD, autismo. Gli studi a riguardo affermano che in Usa il problema coinvolge un bambino su sei, dati considerati sovrapponibili alla realtà europea

Per ridurre l’assunzione di possibili contaminanti con la dieta si potranno suggerire le seguenti indicazioni, particolarmente per le donne in età fertile, in gravidanza o che allattano, e per i bambini piccoli:

  • limitare il consumo delle carni e soprattutto di quelle trattate (salumi, insaccati) o affumicate;
  • preferire i pesci piccoli e meno grassi rispetto a quelli grandi e molto grassi, per limitare la concentrazione di mercurio e altre sostanze chimiche tossiche (mentre è buona norma, per tutti gli animali, evitare la pelle e le aree grasse, dove si accumulano i contaminanti PCBs – DDT; mentre il metilmercurio si accumula nei muscoli)
  • lavare accuratamente frutta e verdura e possibilmente preferire prodotti da agricoltura biologica di stagione, preferibilmente locali
  • ridurre il consumo di patatine fritte, notoriamente un concentrato di sostanze chimiche dannose derivate dal tipo di cottura, ma anche in generale tutti gli alimenti fritti, industriali e confezionati
  • usare le padelle antiaderenti solo se in buone condizioni: se danneggiate potrebbero contaminare maggiormente con il teflon i cibi durante la cottura. Non utilizzarle come bistecchiere o per friggere: quando si arriva a temperature molto alte (superiori a 250-260°C) il teflon può legarsi agli alimenti
  • evitare l’uso dei pesticidi se non strettamente necessario come unica possibilità di intervento, e non usarli mai durante la gravidanza;
  • se sono necessari, conservare i pesticidi nei contenitori originari, con guarnizioni a prova di bambino, in armadietto chiuso a chiave; seguire le istruzioni indicate rispettando i tempi e le modalità di rientro nell’ambiente;
  • non utilizzare insetticidi nelle pediculosi

E rispetto all’utilità di scegliere materiali – tessuti, giochi, stoviglie – il più possibili “puliti”, “naturali”, atossici?

“Il 100% dei bambini italiani sottoposti a controllo, e di età compresa tra i 4 e i 14 anni, avevano ftalati (DEHP) nelle urine e ben il 76% aveva il Bisfenolo A (BpA)”. “Quando invece la quantità accettabile sarebbe zero: secondo le raccomandazioni, queste sostanze non dovrebbero trovarsi in nessuna concentrazione nelle urine di un essere umano”, precisa Toffol. I dati sono emersi dall’ampio studio Life Persuaded, coordinato da Cinzia La Rocca dell’Istituto superiore di Sanità, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Pediatri, ancora in corso. “La presenza di ftalati nelle donne madri è risultato pari al 99,3% mentre il BpA è stato riscontrato nel 77,3% del campione. I livelli più alti della somma dei metaboliti di ftalati si sono osservati in bambini che giocano più di 4 ore al giorno con giocattoli di plastica, inclusi quelli elettronici, o che usano piatti e bicchieri di plastica”, spesso preferiti per commensali inesperti quali sono i bambini, per via dell’infrangibilità: tuttavia l’uso di strumenti in ceramica o vetro è invece raccomandabile per i bambini non solo per motivi di salute, ma anche per l’utilità pedagogica che ne deriva (vedi Metodo Montessori). Molto a rischio poi l’utilizzo di contenitori in plastica nel microonde, o i cibi pronti confezionati o semplicemente avvolti nella plastica”, mentre dagli Usa si raccomanda da tempo anche di non lavare mai oggetti in plastica nella lavastoviglie, perché sono ancora parzialmente sconosciute le reazioni di molti tipi di plastica al calore.

Fonte immagine di copertina: https://www.unenvironment.org/global-environment-outlook