TAGLI GOVERNATIVI ALLA RICERCA: LO SCHIAFFO DI FRANCA RAME

di Giancarlo Iacchini

Da www.radicalsocialismo.it - Valentina, Francesco, Luca, Gaia, Daniele, Laura, Roberto, Martina... Sarebbe interminabile la lista dei giovani “cervelli” italiani costretti ad emigrare presso Centri, Istituti e Università straniere a causa dei continui tagli governativi alla ricerca scientifica, diventati con l’ultimo esecutivo delle destre un’autentica e definitiva mannaia su quella che dovrebbe essere riconosciuta, invece, come la risorsa più preziosa di un Paese che aspiri a definirsi civile e avanzato. E così può accadere che sia il privato cittadino a dare l’esempio contrario e virtuoso, rimediando clamorosamente alle mancanze dello Stato: Franca Rame, donna-simbolo dell’impegno sociale e della coscienza civile più autentica in questa Italia disastrata dalla cattiva politica, ha deciso di donare alla ricerca sull’Aids la bellezza di centomila euro, destinati a trattenere nel nostro Paese (e precisamente all’Istituto di Genetica Molecolare di Pavia) almeno uno dei giovani ricercatori, promettenti e preparatissimi, che in numero impressionante se ne vanno all’estero per costruire la loro carriera e contribuire al progresso della medicina e della scienza.

Lungi da Franca l’intenzione di ostentare la sua straordinaria generosità, ma il suo gesto doveva essere reso pubblico, perché risulti di esempio per tutti («spero di essere imitata», scrive nel suo blog www.francarame.it); e dovrebbe anche suonare come uno schiaffo morale alla vergognosa politica del governo Berlusconi-Tremonti, impegnato con un accanimento degno di miglior causa a “risparmiare risorse finanziarie” a danno della scuola pubblica, dell’Università e per l’appunto della ricerca.
Ma leggiamola insieme, la lettera che Franca Rame ha inviato al dottor Giuseppe Biamonti, direttore dell’Istituto di via Abbiategrasso a Pavia:
«Con la presente Le confermo la mia volontà di donare 35.000 euro all’anno per tre anni - per un totale di € 105.000 - finalizzati all’assunzione per un periodo di tre anni di un giovane e promettente ricercatore, da associare al gruppo di ricerca del Dott. Maga presso l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR a Pavia. Lo scopo della mia donazione è quello di sostenere un giovane che si occupi delle ricerche tese a sviluppare nuovi approcci farmacologici al trattamento dell’infezione del virus HIV-1. La mia donazione dovrà essere considerata come una erogazione liberale e verrà effettuata secondo i termini da concordare con gli uffici preposti del CNR. Cordiali saluti, Franca Rame».

Che dire? Uno sconcertato “no comment” sarebbe forse la chiusa più opportuna di fronte a questa incredibile contraddizione tra l’assenza ed anzi la colpevole insipienza dello Stato e, dall’altro lato, la nobile coscienza civile che spinge un faro della cultura italiana come Franca Rame a riservare una somma di denaro così grande alla causa della battaglia medica volta a debellare la minaccia del virus Hiv.

Un esempio che certo merita di essere seguito, ovviamente in proporzione alle possibilità economiche di chiunque voglia contribuire con le proprie donazioni alla ricerca medica avanzata, ma che politicamente è destinato a mettere il dito su una delle piaghe più gravi (ancorché sottovalutate) del nostro Paese: la verticale diminuzione dei fondi pubblici alla ricerca; la trasformazione dell’Italia in una sorta di “parassita” scientifico capace soltanto di copiare le invenzioni altrui bell’e fatte; la crescente emigrazione dei giovani studiosi nostrani verso Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera e perfino Polonia, Turchia ed altri Paesi che stanno rapidamente sopravanzando il nostro nel preparare un futuro basato su solide fondamenta.

Una vergogna che il mirabile gesto di Franca Rame non può certo cancellare, ma su cui può certamente puntare il dito accusatore affinché tutta l’opinione pubblica prenda coscienza di questa devastazione al momento forse “latente”, ma che non mancherà di produrre guasti colossali a quello stesso sviluppo da tutti invocato a parole, per essere invece disatteso nei fatti a cominciare dai suoi più necessari presupposti.

ecco come vorrei essere...

Ecco come vorrei essere, tutti i giorni della vita...
come te, Franca. Grazie, per essere una maestra e un esempio.
un abbraccio