Nella condizione di osservatore esterno, in cui mi capita di trovarmi essendo fuori dal mio paese da quasi un anno, appaiono tanto più' paradossali, contraddittori e per certi versi grotteschi, molti degli accadimenti della società italiana.
Un esempio per tutti: leggo degli attacchi della lega all'arcivescovo di Milano Tarcisio Tettamanzi in relazione al “discorso alla città” pronunciato due giorni fa, discorso che, conformemente al compito della chiesa, conteneva un richiamo al rispetto dei diritti umani, alla moralità e all’accoglienza.
Stupisco che possa essere attaccato per aver fatto solo ciò che dovrebbe fare chi si rende interprete della dottrina di Cristo. E stupisco tanto di più in quanto l’attacco proviene da una forza politica che bandisce crociate per la difesa dell’integrità religiosa e dei suoi simboli. Simboli, evidentemente, svuotati del loro contenuto e piegati a uso e consumo di un’interpretazione vuota e superficiale, come le patetiche e ipocrite crociate nel nome della difesa della cristianità.
Stupisco e mi amareggia che tutto ciò possa accadere nel mio paese, ma accade.
Come accade che l’illegalità, la corruzione, la criminalità (ma solo quella ben organizzata) e il sopruso di una classe di potenti demagoghi stiano diventando strutturali.
Leggo, sempre prendendo come esempio gli attacchi della Padania al discorso di Tettamanzi, motivazioni improntate al più retrivo e insano populismo, che sottendono filosofie e tecniche di manipolazioni di massa e ricordano i tempi bui delle dittature del secolo passato. Le analogie balzano agli occhi di qualsiasi osservatore disincantato.
Osservo, nel linguaggio usato per sostenere queste motivazioni, la distorsione e l’occultamento dei fatti nella misura della compiacenza agli appetiti e alle paure di un’entità acefala e massificata, classificata, per l’occasione, come “sentire comune”, che ha i caratteri per metà del gregge e per metà del branco di lupi.
Distinguo un’entità che attraverso questo linguaggio si fa soggetto e relega l’ascoltatore (la massa) al ruolo di semplice oggetto, a cui non viene chiesto di riflettere, ma di “arruolarsi” condividendo le fobie e le ansie di potere proprie del “parlante”.
Temo che questo, purtroppo, rifletta in modo spietato il clima che caratterizza la società italiana di oggi, non gettando una buona luce su un paese che ha anche anime migliori.
Spero tanto che un giorno o l’altro riuscirà a esprimerle.
L’articolo che ha suscitato queste considerazioni e’ il seguente:
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2F2009%2F05%2Fsezioni%2Fcronaca%2Fimmigrati-8%2Flega-contro-tettamanzi%2Flega-contro-tettamanzi.html&h=4e65247cac94779f564f5e46a1c6adb1
Cantami di questo tempo l'astio e il malcontento di chi è sottovento.......(DE Andre' - Novecento)
Questi conteggi sono inutili perchè è solo una questione di capacita' dello spazio:
Una nazione intera in una singola piazza di Roma non entra neanche disidradati e sottovuoto!
Bisogna tener conto anche di quelli che non erano in piazza e di quelli che non ci sono potuti andare e vi posso garantire che sono in tanti.
Supponendo che fossero stati anche la metà, cioè 500mila, e idelamente almeno milioni quelli che non hanno potuto intervenire, ma erano daccordo,
resta il fatto che, come ha detto Dario, questa manifestazione è già nei libri di Storia.
E' presto ora per capire. Si capirà.
di solito la realtà è a metà... In realtà le stime parlavano di 300.000 persone, credo fossero anche di meno...
Han voluto gonfiare le cifre per darsi un'aria di potenza come silvio ha insegnato loro...
in ogni caso non è una manifestazione voluta dalla rete, ma voluta, finanziata e sostenuta dall'idv...
Si parla tanto di corretta informazion, anche qui, ma se ne fa sempre una corrotta... qui di seguito sono spiegate un po' di cose: http://polinux.altervista.org/polinux-post.php?tit=politica01-12-09
By frankmente (non verificato) at 2009-12-06 13:48
Simboli e uso strumentale
Nella condizione di osservatore esterno, in cui mi capita di trovarmi essendo fuori dal mio paese da quasi un anno, appaiono tanto più' paradossali, contraddittori e per certi versi grotteschi, molti degli accadimenti della società italiana.
Un esempio per tutti: leggo degli attacchi della lega all'arcivescovo di Milano Tarcisio Tettamanzi in relazione al “discorso alla città” pronunciato due giorni fa, discorso che, conformemente al compito della chiesa, conteneva un richiamo al rispetto dei diritti umani, alla moralità e all’accoglienza.
Stupisco che possa essere attaccato per aver fatto solo ciò che dovrebbe fare chi si rende interprete della dottrina di Cristo. E stupisco tanto di più in quanto l’attacco proviene da una forza politica che bandisce crociate per la difesa dell’integrità religiosa e dei suoi simboli. Simboli, evidentemente, svuotati del loro contenuto e piegati a uso e consumo di un’interpretazione vuota e superficiale, come le patetiche e ipocrite crociate nel nome della difesa della cristianità.
Stupisco e mi amareggia che tutto ciò possa accadere nel mio paese, ma accade.
Come accade che l’illegalità, la corruzione, la criminalità (ma solo quella ben organizzata) e il sopruso di una classe di potenti demagoghi stiano diventando strutturali.
Leggo, sempre prendendo come esempio gli attacchi della Padania al discorso di Tettamanzi, motivazioni improntate al più retrivo e insano populismo, che sottendono filosofie e tecniche di manipolazioni di massa e ricordano i tempi bui delle dittature del secolo passato. Le analogie balzano agli occhi di qualsiasi osservatore disincantato.
Osservo, nel linguaggio usato per sostenere queste motivazioni, la distorsione e l’occultamento dei fatti nella misura della compiacenza agli appetiti e alle paure di un’entità acefala e massificata, classificata, per l’occasione, come “sentire comune”, che ha i caratteri per metà del gregge e per metà del branco di lupi.
Distinguo un’entità che attraverso questo linguaggio si fa soggetto e relega l’ascoltatore (la massa) al ruolo di semplice oggetto, a cui non viene chiesto di riflettere, ma di “arruolarsi” condividendo le fobie e le ansie di potere proprie del “parlante”.
Temo che questo, purtroppo, rifletta in modo spietato il clima che caratterizza la società italiana di oggi, non gettando una buona luce su un paese che ha anche anime migliori.
Spero tanto che un giorno o l’altro riuscirà a esprimerle.
L’articolo che ha suscitato queste considerazioni e’ il seguente:
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2F2009%2F05%2Fsezioni%2Fcronaca%2Fimmigrati-8%2Flega-contro-tettamanzi%2Flega-contro-tettamanzi.html&h=4e65247cac94779f564f5e46a1c6adb1
Cantami di questo tempo l'astio e il malcontento di chi è sottovento.......(DE Andre' - Novecento)
Quando non si hanno argomenti si danno i numeri!
Questi conteggi sono inutili perchè è solo una questione di capacita' dello spazio:
Una nazione intera in una singola piazza di Roma non entra neanche disidradati e sottovuoto!
Bisogna tener conto anche di quelli che non erano in piazza e di quelli che non ci sono potuti andare e vi posso garantire che sono in tanti.
Supponendo che fossero stati
Supponendo che fossero stati anche la metà, cioè 500mila, e idelamente almeno milioni quelli che non hanno potuto intervenire, ma erano daccordo,
resta il fatto che, come ha detto Dario, questa manifestazione è già nei libri di Storia.
E' presto ora per capire. Si capirà.
Movimento RadicalSocialista
Grazie...
Gtazie per quello che siete, per quello che dite e per quello che fate.
di solito la realtà è a
di solito la realtà è a metà... In realtà le stime parlavano di 300.000 persone, credo fossero anche di meno...
Han voluto gonfiare le cifre per darsi un'aria di potenza come silvio ha insegnato loro...
in ogni caso non è una manifestazione voluta dalla rete, ma voluta, finanziata e sostenuta dall'idv...
Si parla tanto di corretta informazion, anche qui, ma se ne fa sempre una corrotta... qui di seguito sono spiegate un po' di cose: http://polinux.altervista.org/polinux-post.php?tit=politica01-12-09
grazie
grazie di esserci stati un abbraccio :)
my blog http://moonsiana.blogspot.com