Franca Rame


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Rinnovo la vicinanza al tuo dolore Franca.
So quanto eri vicina a tua sorella e quanto la tua famiglia ti ha dato.
Spesso parli nei tuoi testi di loro, di tua madre, di tuo padre e dei figli.
Mi hai raccontato di loro e ne parlavi spesso con grande nostalgia.
Ricordo la descrizione delle tue nipoti e di quanto fossero vicine alla tua famiglia tanto da essere quasi sorelle di Jacopo.
Dalle foto Pia non disdegna una caratteristica delle Rame:
era bellissima e dai tratti si denota un carattere marcato.
Anche io recentemente ho perso mio padre, come sai, e il dolore che tu condividesti permettendomi di pubblicare una lettera a lui, a poche ore dalla sua morte,
somiglia al tuo scritto sulla morte di tua madre ben descritto con rara semplicità e intensità anche qui nel blog.
Con il tempo il dolore non passa, si affievolisce.
Ricordo, ad un giorno dalla morte di mio padre, a casa di mia madre, con una vicina di casa: raccontavamo di lui e ridavamo delle sue cose, parole, ricordi.
Tanto che dovemmo chiudere le finetsre per non dare l'impressione ad altri vicini, di essere pazzi.
Se esiste una vita ultraterrena sono sicuro che mio padre abbia riso con noi e che così avrebbe amato essere ricordato.
Il ricordo delle cose belle che ci hanno dato, del loro insegnamento, del loro essere, è quello che conta.
Siamo stati fortunati ad avere avuto vicino a noi padri o sorelle che meritano di essere ricordati.
Il dolore non passerà mai completamente.
Ma quello che ci hanno dato, nessuno ce lo potrà togliere e resterà per sempre dentro un angolo del nostro cuore.