L a regina dei Medò

Un racconto della nostra vita, uno squarcio pieno di fantasia sulla nostra storia di gente di teatro, una realtà mai completamente finita che continua nei nostri destini che hanno preso strade e significati diversi, ma che restano sempre uniti da radici indistruttibili.

Pia... ride e riesce a piangere insieme, poi si ferma ed è triste con un bel sorriso. S'innamora perdutamente di uno, ma lo lascia lì, per giocare a carte con le amiche. Va in cucina e prepara un pranzo solenne come per un battesimo, ma poi si mangia un panino in pidei. Si veste come una regina per mettersi a lavare i piatti. Lavora giorni e giorni senza dormire, poi dorme per due giorni col telefono vicino. Le piace sentire il telefono che squilla nel sonno senza rispondere, è pazza, concreta, casta, passionale, infedelissima, fedele, asessuata e carica d'amore, generosa fino a dar via la camicia che del resto non porta mai, urla espressioni irripetibili, ma s'indigna alle scurrilità dette fuori tempo, è un'attrice brava, consumata, ma non sa recitare quando occorre l'ipocrisia. Si inventa bellezze morali e fantastiche in uomini che valgono meno di un soldo, ma li pianta disperata quando s'accorge che ha inventato tutto lei. Un'immorale moralista; un'atea religiosa; una ragazza madre, orfana con madre a carico, divorziata prima ancora di sposarsi: questa è mia sorella. E La regina dei Medò la rispecchia con assoluta fedeltà.

 

FRANCA RAME