BREVE VISITA AL SENATO - II puntata - con la collaborazione di Carlotta Nao

Infatti l’indomani bastò una sola votazione per eleggere Marini. Un senatore dei DS sussurrava in napoletano: “Quarcherùn(o) ha avut(o) chell(e) ch’ha demannat(o)! E chi è ‘u mariuolo ch’ha condott(o) ‘stu ricatt?” L’ho saputo il giorno appresso leggendo i quotidiani: il mariuolo era Clemente Mastella, il Padreterno dell’Irpinia, che aveva preteso il Ministero della Giustizia. E Prodi ha dovuto ammollarglielo.

Ecco… questo era il Senato. Per me si trattava della prima lezione di politica attiva: dammi sull’unghia o sbotto… ti do l’avvisata e il giorno appresso mi fai l’incoronata, Ministro sono! E di Giustizia! Sì, la dea cieca… cieca, ma solo per gli elettori… Sono sempre più frastornata. Questo ravanare da mercato delle vacche mi piace sempre meno. Per fortuna alla fine ce l’abbiamo fatta e Franco Marini è presidente del Senato. Evviva! Lo osservo… un uomo minuto… nulla di particolare, per ora. Proviene dal sindacato. Anche questa mattina, “senatoriale”, sono arrivata presto al mio posto di lavoro. Tutto chiuso, ma illuminato all’interno con mille luci. Ammazzalo, che spreconi! Mi faccio una passeggiatina sino al Teatro Argentina, guardo i manifesti, le fotografie dello spettacolo in cartellone… gli attori che conosco… mi prende una disperazione struggente così, all’improvviso. Mando giù, mando giù per cacciare il groppo che mi soffoca… niente da fare. Scoppio in singhiozzi e meno male che non ho intorno nessuno. Ma dove mi sono cacciata? Ma che ci faccio qui? Forse sono caduta nel buco profondo come Alice? Tra poco incontrerò il Bianconiglio, mi farò piccola e poi enorme come una sonda d’aria!? Cerco di ricompormi guardando i libri esposti alla Feltrinelli: “Com’è che ho smesso di leggere?” Leggo solo giornali… Cerco disperatamente di scantonare dalla situazione in cui mi trovo; mi son buttata a preparare l’edizione di cinque commedie di Dario che usciranno per Einaudi. La mia testa è tutta lì, fra quei fogli, come un segnalibro. Che ore sono? Anche il tempo va a rilento… perde colpi come un cuore in fibrillazione… Oddio, sta piovigginando… c’era il sole! Per fortuna che ho sempre con me uno scialle. Mi avvolgo, coprendomi il capo. È ora… arrivo al portone del Senato finalmente spalancato, con due soldatini che montano la guardia. Entro, ma subito faccio un salto. I due militari sono scattati al mio passare sull’attenti battendo i tacchi, mentre uno di loro grida: “AAAAttentiiii!” Mi sfugge un “Grazie… state comodi!” M’aspetto quasi che intonino “Fratelli d’Italia!” Procedo segnando il passo… Mi sento ridicola e anche un po’ scema. Manca solo che scatti con la mano tesa sul cuore, come nei film americani. Quasi quasi… e mi metto a ridere. Qualche giorno appresso, le due guardie diranno alla mia assistente: “La tua senatrice ci saluta sempre, ci dispiace molto non poterle rispondere. Diglielo.” In aula si inizia a parlare di leggi, emendamenti. Prendo appunti. L’opposizione interviene su tutto. Spesso vociando, quasi seguendo un programma… Ho imparato da tempo a inquadrare il pubblico in teatro; mio padre, capocomico, diceva: “Se non sai individuare chi hai davanti, in platea, è meglio che cambi mestiere.”. Li osservo, a gruppi e uno alla volta. C’è chi sta seduto come una comparsa, completamente disinteressato, chi si agita di continuo, chi telefona su due cellulari… chi passa da un gradone all’altro senza una ragione logica… poi ecco che all’istante tutti scattano in un gesticolare improvviso e trascinano in quella pantomima anche gli altri. “Ecco – penso – ecco il branco.”. Poi all’istante si vanno a sedere… come esausti… E dalla mia parte?... sì, anche noi facciamo più o meno così. Che strana fauna, i senatori! In una pausa decido di recarmi alla buvette. Attraverso il salone Garibaldi, pieno di gente… con un certo impaccio, ma mi muovo con aria spavalda, come se abitassi lì di casa. Sicuramente si stenta a pensarmi timida e sballonata, ma è così. Penso a Dario, a Jacopo… vorrei averli qui con me. Folla: Senatori e giornalisti. Attira la mia attenzione una specie di possente Erma, una scultura in legno policromo di un certo Giuliano Vangi. Allude a un grande dito che indica il cielo o è piuttosto un fallo con inserita in cima una testa di donna? Sì… è proprio così. Che strano! Si sente spesso ripetere che il maschio ha sempre in capo, come un chiodo fisso, quella cosa lì… ma non sapevo che infilzasse anche teste! E pensa che questa statua dovrebbe rappresentare l’Italia!! Mi informo e vengo a sapere che quell’opera è stata acquistata dal precedente presidente del Senato Marcello Pera, quindi è un’opera quasi autografa…. Tra qualche mese verrà sostituita con un busto di Garibaldi… o qualche eroe più recente… forse Mangano…! Storicamente il busto di Garibaldi è sempre stato in quella stanza, ma il presidente Pera ha pensato bene di traslocarlo in qualche cantina o magazzino per fare spazio al menhir rosa. Grazie al cielo Marini ha ripristinato in gran fretta il vecchio Garibaldi al suo posto d’onore. Della stele di Vangi non ci sono notizie. Il magnate Pera non si è limitato a quell’opera bizzarra: un delfino assai discutibile al posto di un altro padre della patria, uno scimpanzé di marmo in una nicchia in cima ad uno scalone, qualche altro quadro qui e là. Particolare da non sottovalutare, gli artisti erano tutti amici suoi, e i soldi per comperarli tutti del Senato! Ho cercato di fare chiarezza su questi acquisti, andando a parlare addirittura con il ragioniere generale della tesoreria… Ma lui muto! Professione OMERTA’! Mi rivolgo a un commesso: “Scusi, dov’è la cassa?” “Beh, senatrice, basta guardarsi intorno… qui è tutta casta!” “Ma cos’ha capito? La cassa, non la “casta”! Dove pago insomma?” “Ah, scusi – trattiene a fatica una risatina – la cassa è subito qui a destra.” Questa volta chiedo una spremuta. “Quanto devo?” “1 euro.” Pago. “Che poco!” Commento. “Lo scontrino, per favore…” “No, senatrice, qui non diamo lo scontrino…” mi risponde meccanicamente il gestore. Che stravaganze!... A Montecitorio lo danno, non al Senato. Perché? “Non è elegante”. Siamo nei matti. Col tempo ho capito la comodità di questa usanza. Si consuma e poi pagano i senatori corretti. A qualcuno invece, capita di consumare e se ne esce, scordandosi di versare il dovuto: uno si può dimenticare, andiamo… con quella ressa…! Come diceva Sartre: “È dall’insignificante scorrettezza che s’indovinano i furbi di rango!” Mi accosto al banco e chiedo la mia consumazione con un “Buongiorno…” gentile ai camerieri indaffarati. Mi guardano perplessi. “Oddio, ho sbagliato?” No. È che non li saluta mai nessuno. “Buongiorno” sussurrano a loro volta e ci sorridiamo. Lo stesso discorso vale riguardo quei signori abbigliati con eleganti abiti neri da 1800 euro: sono i commessi. Per tutta la popolazione degli onorevoli, sono esseri trasparenti… e sono 300, maschi e femmine. Non ho mai notato qualcuno che li salutasse. Sono a completa disposizione dei senatori. E’ ora di rientrare in Aula. Mi siedo accanto a Furio Colombo. Parliamo del più e del meno, quando Furio mi sussurra: “Guarda, sta entrando Dell’Utri…” Lo sbircio appena e poi gli soffio: “Lo sai che quello ci ha querelato per il fatto che nello spettacolo ‘L’Anomalo Bicefalo’ facevamo un apprezzamento su di lui, ricordando che è un grande collezionista di libri antichi e aggiungevamo: ‘Ne ha una caterva e di preziosissimi! Quando sono sporchi li ricicla…” Scoppia a ridere e poi subito: “Zitta, zitta che sta venendo verso di te…” “Chi?” “Dell’Utri…” “Oh… parli del diavolo e spuntano le corna…” faccio io. Infatti me lo trovo davanti… con calma mi prende la mano e me la bacia, sussurrandomi: “Sa chi sono io?” “Ma certo… Lei è sempre nei miei pensieri… caro Onorevole…” calco appena il tono su “Onorevole”. Poi, chinandosi verso il mio orecchio: “Non si preoccupi per quel milione di euro di danni che ho chiesto per diffamazione…” “Grazie onorevole… ma non siamo affatto preoccupati… la sua querela non andrà mai in porto… il processo non si farà mai. Lei è stato condannato a 9 anni per concorso in associazione mafiosa… A meno che… col tempo non cada in prescrizione…” Sorridendo m’informa: “Senatrice, ho molti avvocati…” “Giusto! Ne ha proprio bisogno… tanti auguri!” e mi lascia con un sorriso. Inizia la seduta. Ascolto, prendo appunti. Ho le antenne tutte tese. Mi sento al ginnasio… ci metterò un bel po’ ad arrivare al liceo. Passerò gli esami? Pausa pranzo. Scendo al ristorante, cerco tra i tanti ospiti un viso amico. Qualcuno che conosco c’è, ma il mio imbarazzo congenito m’impedisce di avvicinarmi e dire: “Posso sedermi e pranzare con te?” Mi sento molto distante da tutti… sconosciuta tra sconosciuti. Mi viene in mente la descrizione dell’Inferno di Bescapè, dove le anime dannate stanno tutte per proprio conto ed evitano di dialogare tra di loro per timore di dover raccontare dei propri peccati, e soprattutto per non dover ascoltare quelli degli altri. I camerieri sono gentili, e premurosi… Ho l’impressione che la maggior parte mi mostri una particolare attenzione. Da sempre mi capita di intuire quello che la gente “prova”, i loro sentimenti nei miei riguardi… e, senza presunzione, raramente mi sono sbagliata. Mangio di malavoglia. “Senatrice desidera ancora qualcosa?” “Quand’è che mi chiamerà Franca?” gli butto lì con un sorriso. Mi guarda spiazzato, imbarazzato… e con rincrescimento risponde: “Qui?... Mai.” E termina di sparecchiare, regalandomi un bel sorriso. C’è un commesso anziano, che sta ad un ingresso laterale, che ama ricordare di quella domenica in cui ha portato la moglie a far colazione al bar, e ha incontrato me e Dario, ma la cosa che più l’ha colpito è che io l’abbia salutato, di domenica! Fuori dal lavoro e senza divisa! Penso a casa mia, “cosa staranno mangiando?” se ha fatto il risotto Dario ci vorranno due ore per rimettere in ordine la cucina. Però… che risotto…! Ci mette tutto, perfino la frutta! E anche qualche fiore! La giornata passa senza tremiti. Mi sono scordata di parlarvi del nostro primo incontro di gruppo IDV, avvenuto qualche giorno prima dell’elezione del Presidente del Senato. Rimedio subito. Ci eravamo riuniti con Antonio Di Pietro nella sede del partito, una sede un po’ periferica, oltre stazione Termini: 4 senatori, 21 deputati. C’era anche il sen. Sergio De Gregorio. S’indovinava che non era del tutto a proprio agio. I vari intervenuti sembravano evitare ogni contatto con lui. Personalmente, lo sentivo sfuggente, e anche un po’ untuoso, sul tipo Bondi… un po’ più tondo e più lucido. IL Senatore De Gregorio, ad oggi, è sotto indagine per riciclaggio, poiché in un blitz a casa di un camorrista, Rocco Cafiero, sarebbero stati sequestrati assegni firmati e girati dal senatore. Due suoi fedelissimi sono tra gli indagati per i fondi in Liechtenstein, risulta poi iscritto nel registro degli indagati per concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso (‘Ndranghetista). L'inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria riguarda il presunto ruolo di mediatore che il parlamentare, ancorché presidente della commissione difesa del Senato, avrebbe svolto per conto della cosca Ficara per l'acquisto della caserma dell'esercito Mezzacapo. E da ultimo è indagato a Roma per corruzione nell'ambito di un'indagine avviata a Napoli e poi trasmessa nella capitale per competenza e riguardante presunti tentativi per ottenere voti al Senato per far cadere il governo in occasione della discussione della Finanziaria. L'indagine riguarda un presunto accordo che prevedeva il finanziamento del gruppo 'Italiani nel mondo' da parte di Forza Italia. Dopo tre mesi… l’uovo era fatto… il De Gregorio Sergio, passa con il peso di tutto il suo corpo che non è poco, armi e bagagli con Berlusconi... da cui PROVENIVA. FORZA ITALIA. E così con l’andata via di questo galantuomo, l’Ulivo è sempre più resegato, siamo 158, contro 156. Non sarà divertente votare. Durante quella riunione, ci viene chiesto di quale commissione vogliamo essere membri. Avevo già anticipato l’idea di compiere un’inchiesta sugli sprechi di Stato, ma alla riunione Antonio mi propone la Commissione Cultura. “No, scusami, per la mia inchiesta andrebbe meglio la Commissione Bilancio. Solo lì ho la possibilità di raccogliere i dati per il mio progetto sugli sperperi.” Il cambio mi viene accordato. Consegno a Di Pietro, tutta contenta un breve dossier di cui vi offro qualche primizia. Impresa SOGIN di cui è presidente il generale Carlo Jean (SOcietà Gestione Impianti Nucleari) Nata nel 1999 si dovrebbe occupare dello smaltimento delle scorie accumulate dalle centrali nucleari italiane non più funzionanti. La società è finanziata tra l’altro anche dalle bollette degli utenti Enel per centinaia di milioni. Nel triennio 2002-2004 la Sogin ha speso 468 milioni di Euro senza smaltire nulla; la stessa Autorità per l’Energia e il Gas e il Min. del Tesoro ritengono esagerate, anzi assurde, tali spese puntando il dito su: 4,8 milioni di Euro per la sede centrale e lo sfavillante ufficio a Mosca, ripetiamo a Mosca! Da Putin!, 2,7 milioni di Euro per la comunicazione, 257 mila Euro, cioè mezzo miliardo di lire, per uno stand al Salone del Libro usato, organizzato da Publitalia voluto da Marcello Dell’Utri. Rieccolo il collezionista raffinato! E per chiudere, un messaggio elegiaco dedicato ai giovani precari: Si tratta di un’interrogazione parlamentare del Sen. A. Longhi (Ds) su: - assunzione di raccomandati fra cui: Baldassarri figlio del viceministro dell’Economia, la nuora di Gustavo Selva, la nuora di Altero Matteoli ministro dell’Ambiente; - consulenze esterne tra cui quella allo Studio legale di C. Previti; - appalti affidati senza gara. In conclusione, una società al 100% del Tesoro, al momento inutile, con un personale che conta 600 dipendenti, e che continua ad assumerne. Inoltre: una previsione di spesa per 360 milioni di Euro per lo smantellamento dei sottomarini nucleari russi formalmente in cambio dello stoccaggio delle nostre scorie in Russia, al momento Mosca si è sempre rifiutata di prendere le nostre scorie e noi abbiamo cominciato a spendere 8 milioni di Euro. E a ‘sto punto andate pure a dormire tranquilli… e sarei curiosa di sapere i sogni che riuscirete a inventarvi. Un bacione Franca Continua….

 

INGLESE:

A BRIEF VISIT TO THE SENATE by Franca Rame
English Version
Translated by Elizabeth Pyjov
Department of Romance Languages and Literatures, Harvard University
Adviser: Prof. Walter Valeri

PART II

In fact, the day after a single vote was enough to elect Marini. A senator of Democratici di Sinistra was whispering in the Napolitano dialect: “Someone received what he’s asked for. And who’s the wise guy who blackmailed us?” I found out the next day reading newspapers that the wise guy was Clemente Mastella, the Eternal Father of Irpinia, who had demanded the position of Minister of Justice. And Prodi had to be lenient. There … this was the Senate. For me it has to do with the first lesson of active politics: give me cash right away or I’ll burst … I’ll give you the warning and the next day you crown me – I’m the Minister! And one of Justice! Yes, the goddess is blind … blind, but only for those voting … I’m increasingly bewildered. I’m liking less and less this mixing with the cow market. Lucky that at the end we did it, and Franco Marini is indeed the president of the Senate. Hooray! I observe him … He’s a tiny man … Nothing special, for now. He comes from a labor union. Even this morning, I arrived at my workplace early, in senator style. Everything is closed, illuminated from the inside with a thousand lights. Damn, how wasteful! I take a little walk up to the Teatro Argentina. I look at the posters, the pictures of the show on the placard … the actors that I know … Suddenly, just like that, I’m taken by an aching desperation. I send down, way, way down, the knot in my throat that has been suffocating me … Nothing left to do. I break out into sobs, and it’s lucky that there’s no one around. But where did I end up? But what am I doing here? Perhaps I fell through a deep hole like Alice? In a little while I’ll meet the white rabbit, and I’ll make myself small and then enormous like an air balloon!? I try to get a grip on myself, looking at the books put out in the window of Feltrinelli: “How is it that I stopped reading?” I read only the papers… I desperately try to get out of the situation in which I find myself; I plunged into preparing the edition of Dario’s five comedies which will be published by Einaudi. My head is all there, among those pages, like a bookmark. What time is it? Even the time goes by slowly … It loses beats like a heart in fibrillations … Oh God, it’s drizzling … before there was sun! It’s lucky that I always have a shawl with me. I wrap myself up, covering my head. It’s time … I arrive at the main door of the Senate, which is finally open. Two soldiers mount guard. I enter, but right away, I jump. The two soldiers click their heels as I pass to draw my attention, while one of them shouts: “Look out!”. I blurt out, “Thank you… be comfortable!” I almost expect them to begin singing “Fratelli d’Italia!” I proceed, counting my steps … I feel ridiculous and also a little stupid. All I need now are outbursts with a hand placed over my heart, like in American movies. Almost, almost … and I’d start laughing. A few days later the two guards will say to my assistant: “Your senator always says hello to us, and we’re very sorry that we can’t reply. Tell her this.” In the assembly room people start talking about laws, amendments. I take notes. The opposition intervenes all the time. Often it shouts out loud, practically pursuing an agenda … I learned a long time ago to comprehend the public in the theatre. My father, the head of the company, used to say, “If you don’t know how to identify who’s in front of you in the audience, it’s better that you pick a different profession.” I observe them, as a group and one at a time. There’s one who’s sitting like an extra, completely disinterested, who is constantly gesticulating, who calls from two cell phones … who passes from one row to another without a logical reason … then all of a sudden everyone goes into an improvised gesticulation and involve the others in the pantomime. “There – I think – there’s the herd.” Then immediately they go sit down … as if exhausted … And as for my side of the Senate? … Yes, we also act more or less like this. What a strange kind of fauna, these senators! During a pause I decide to go to the restaurant Buvette. I pass through the room Garibaldi, which is full of people … I feel a certain discomfort, but I keep moving with a bold attitude, as if it’s my own home. Certainly it might be hard to think of me as timid and distracted, but I’m actually like this. I think of Dario, of Jacopo … I would like to have them here with me. There’s a crowd of senators and journalists. A kind of mighty Erma draws my attention, a polychromatic wooden sculpture of a certain Giuliano Vangi. He alludes to a big finger pointing to the sky. Or rather is it a phallus with a head of a woman on top? Yes… it’s just like this. How strange! It’s repeated a lot that a male always has that thing in his head, like an obsession … But I didn’t know that it even pierced heads! And he thinks that this statue is supposed to represent Italy!! I do some research and find out that that work was acquired from the previous president of the Senate, Marcello Pera, so it’s almost as if it had his signature … In a few months it’ll be substituted with a bust of Garibaldi … or some more recent hero … maybe Mangano… ! Historically the bust of Garibaldi has always been in that room, but the president Pera made the good decision to move it to some cellar or storeroom to make room for a menhir rose. Thank heavens Marini quickly restored the old Garibaldi to its place of honor. From the stone of Vangi there’s no news. The magnate Pera is not limited to that bizarre work. A very controversial dolphin is in the place of another patriarch, a marble chimpanzee in a niche on top of the grand staircase, some other painting here and there. A detail not to be underestimated – the artists were all his friends, and all the money that they were paid came from the Senate! I tried to clarify things about these acquisitions, even going to talk to the general accountant of the treasury … But he was mute! That’s a profession of SILENCE!

I ask a shop assistant: “Excuse me, where is the cash desk?” “Well, Senator, all you need to do is look around you … here it’s all a caste!” “But what did she hear? I meant the cassa not the casta! Where do I pay, anyway?” “Oh, sorry – she retains a forced smile – the cash desk is immediately on your right.” This time I ask for juice. “How much do I owe?” “1 euro.” I pay. “How little!”, I comment. “The receipt, please…” “No, senator, here we don’t give receipts …”, the manager replies mechanically. How bizarre! … At Montecitorio, the Chamber of Deputies, they give receipts, but at the Senate no. Why? “It’s not elegant.” This is a madhouse.

With time I understood the usefulness of this custom. One eats and then the correct senators pay. On the contrary, it can happen that someone eats and then leaves, forgetting to pay what he owes: one can forget, of course … with such a crowd …! It’s like Sartre used to say: “It’s from insignificant mistakes that one can tell the cunning of high caliber!” I come to the counter and ask for my snack with a “Good morning”, being polite to the busy waiters. They look at me, perplexed. “Oh God, did I make a mistake?” No. It’s just that no one ever says hello to them. “Good morning” they whisper from their side and we smile. The same goes for these well-dressed men with elegant black 1800 euro costumes – they’re the shop assistants. For this whole group of “honorable parliamentarians,” the shop assistants are like transparent beings … and there are 300 of them, men and women. I have never seen someone say hello to them. They are at the complete disposal of the senators. Now it’s time to reenter the assembly room. I sit down next to Furio Colombo. We’re talking about this and that when Furio whispers to me: “Look, Dell’Utri is coming in…!” I peek at him a bit and then whisper: “You know, that one filed a complaint against us because in Dario’s play The Anomalous Bicefalo we commented that he is a great collector of antique books, adding: “He has loads of them and they are very precious! When they get dirty, he recycles them…” Furio bursts out laughing and then immediately says: “Quiet, quiet, he’s coming toward you…” “Who?” “Dell’Utri…” “Oh… speak of the devil…”, I say. Indeed, I find him before me … he calmly takes my hand and kisses it, whispering to me: “Do you know who I am?” “But of course … You’re always in my thoughts… dear honorable one …” I slightly overdo the tone of “honorable.” Then, bending over toward my ear he says: “Don’t worry about the million euros of damages that I had asked for libel…” “Thank you, honorable sir… but we are not a bit worried … your own lawsuit will never go through… the process will never happen. You’ve been condemned for nine years of prison for collaboration with a mafia association … unless … with time the prescription expires …” Smiling, he informs me: “Senator, I have lots of lawyers…” “Right! And you really need them … best of luck!” and he leaves me with a smile.

The session begins. I listen and take notes. My antennas are all tense and ready. I feel like I’m in middle school… It’ll take a while to make it to high school. Will I pass the exams? There’s a break for lunch. I come down to the restaurant and look for a friendly face among the  many guests. There are some people I know, but my innate self-consciousness prevents me from approaching them and saying “Can I sit down and have lunch with you?” I feel very detached from everyone else … unknown among the unknown. Bescape’s description of inferno comes to mind, in which all the damned souls are on their own and avoid talking amongst themselves for fear of having to tell their sins, but above all to not have to listen to the sins of others. The waiters are nice and attentive … I have the impression that most of them give me some special attention. All along it has happened that I intuit what people feel, the feelings they have toward me … and, without conceit, I can say that I have rarely been wrong. I eat unwillingly. “Senator, do you want something else?” “When is it that you’ll call me Franca?” I flash him a smile. He looks at me, caught off guard, embarrassed … and with regret replies: “Here? … Never.” And he finishes clearing the table, giving me a beautiful smile. There’s an old salesman at the side entrance who loves remembering that Sunday when he took his wife to have breakfast at the cafe, and met me and Dario. What struck him the most was that I said hello him -- on a Sunday, outside work and without a uniform! I think of my family, “What will they be eating?” If Dario made risotto, it will take two hours to get the kitchen back to normal. But … what a great risotto… ! He puts everything in, even fruit! And also some flowers!

The day passes calmly. I forgot to tell you about our first meeting with the party Italia Dei Valori, which happened a few days before the election of the president of the Senate. I’ll make up for it right away. We were assembled with Antonio di Pietro at the party headquarters, a headquarters that’s a little peripheral, just behind the station Termini. There were four senators and twenty-one deputies. There was also Senator Sergio De Gregoria. We were guessing that he wasn’t completely at ease. Various participants seemed to avoid all contact with him. Personally, I felt he was slippery, and also a little suave, like the Bondi type… a little chubbier and more clear-headed. The senator De Gregori is to this day under investigation for money-laundering, because in an incursion at the house of a Camorra member, Rocco Cafiero, checks signed by the senator himself were confiscated. Two of De Greogori’s most loyal men are under investigation having to do with the funds in Liechtenstein, and then it turned out that his name is on the list of those under investigation because of collaboration abroad in association with a criminal conspiracy of the mafia organization, the ‘Ndranghetista. The inquiry conducted by the Dda of Reggio Calabria, a special section of CIA for mafia crimes, supposes that the role of the mediator was as follows: the parliamentarian, despite the fact that he’s the president of the defense commission of the Senate that works against the mafia, actually bought the army barracks Mezzacapo for a mafia gang, the Ficara. And finally, he’s under investigation in Rome for corruption due to an inquiry launched in Naples. The case was then transmitted to the capital for jurisdiction. It has to do with supposed attempts to gather support in the Senate to make the government fall if there was to be any discussion of the national budget. The investigation concerns a presumed connection between Italians abroad and the political party Forza Italia – Forza Italia was financing the cultural group Italiani nel mondo. Then three months later … the egg had been hatched … De Gregorio Sergio, once again, became a member of Berlusconi’s party, FORZA ITALIA. He passed the party line with the whole weight of his body, which is not little, and with everything he owned ... And so now that this gentleman left, the coalition Olive Tree is drying ever more. It’s 158 against 156. Voting won’t be fun. During that meeting we’re asked which commission we want to become members of. I had already anticipated the idea of completing an inquiry about the wastefulness of the State, but at the meeting Antonio offers me to participate in the Commission on Culture. “No, sorry, thanks to my inquiry the Commission on the Budget would have been better. Only there I have the possibility of gathering data for my project on wastefulness.” The change is agreed upon. I happily hand over a file to Di Pietro. I’ll offer you a glimpse of it. The firm SOGIN (the Society of the Management of Nuclear Plants), which was established in 1999 and whose president is Carlo Jean, ought to deal with the disposal of waste accumulated from Italian nuclear centers which are no longer functioning.

What’s more, the society is also financed by the bills of Enel users for hundreds of millions. In the three years between 2002 and 2004, SOGIN spent 468 million euro without disposing of anything; the same Authority on Energy and Gas and the Finance minister believe that such spending is over the top, rather absurd, pointing fingers at the 4.8 millions of euro spent on the central headquarters and sparkling new office in Moscow. We repeat, Moscow! Where Putin is! 2.7 million euro spent on communication, 257 thousands of euros, that is half a million lyres for a used bookstand, arranged by Publitalia, wanted by Marcello Dell’Utri. There he is again, the refined collector! And to conclude, a poetic message dedicated to the precarious youth that has to do with a parliamentary interrogation of Senator A. Longi (Ds) about the employment of those who have been recommended. Among them are: Baldassari the son of the vice-minister of the Economy, the daughter-in-law of Gustavo Selva, the daughter-in-law of Altero Matteloi, the Minister of the Environment -- legal outside consultancies among which are the studio of Carlo Previti– contracts entrusted without competition. In conclusion, there’s a group of external collaborators which is the property of the Treasury 100%. It’s a useless group composed of 600 employees, which nevertheless continues to hire more and more people. Besides, there’s a prediction that 360 million euro will be spent on the dismantlement of Russian nuclear submarines in return for storing our debris in Russia. Until now Moscow has always refused to take our debris and we began spending 8 million euro. And at this point you can all go to sleep in peace … and I would be curious to know the dreams that you manage to have. A little kiss, Franca.
Continued …

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