Appello al dibattito sulla missione in Afganistan

Sto vivendo il periodo più angosciante della mia vita. Mi trovo a ricoprire una carica che richiede grande correttezza e responsabilità. Il Parlamento sarà chiamato verso metà luglio a votare il decreto sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Come si deve comportare una persona che è da sempre contro tutte le guerre, la violenza, le stragi di vittime innocenti… la disperazione, la morte? E’ giusto dire “SI” come chiede il governo, o è giusto dire “NO” come hanno deciso di fare gli 8 senatori? Da giorni sto rileggendomi quanto scritto da persone che stimo come Gino Strada, Dinucci del Manifesto, mio figlio Jacopo e altri, scoprendo avvenimenti che mi hanno turbata non poco. Ho deciso quindi, di esporli uno dietro l’altro, usando il metodo Prodi con le primarie, così che tutti possano conoscere fatti di cui raramente si parla, sia sulla stampa che in televisione ed avere i termini concreti per aiutare, noi, che siamo in Parlamento in rappresentanza del popolo a “fare la cosa giusta”. Aspetto fiduciosa! Questi sono i fatti. La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono. Contemporaneamente l’Italia è stata chiamata ad assumersi maggiori compiti in Enduring Freedom, l’operazione lanciata dal Pentagono nel 2001. Qui ha una partecipazione numericamente minore (circa 250 uomini), ma non meno significativa. Otto ufficiali italiani sono stati integrati nel quartier generale del Comando centrale statunitense a Tampa (Florida), che ha la responsabilità dell’operazione. E dallo stesso comando dipende l’ammiraglio italiano che, dal 28 giugno alla fine di dicembre, è stato messo a capo della Task Force 152 che opera nel Golfo Persico. Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale. Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili. Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze. Non è dunque una missione di pace: per essere tale avrebbe dovuto rispettare maggiormente la popolazione, i diritti civili, la legalità. Non avrebbe dovuto tollerare l'esistenza di campi di detenzione dove si pratica stabilmente la tortura E' il caso, ad esempio, del campo di Shibergan, definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione europea: "simile al campo di concentramento di Auschwitz". Franca Rame Blog francarame.it NOTA PER I VISITATORI DEL MIO BLOG Questo appello al dibattito su “missione Afghanistan” è stato inviato al Corriere della Sera. Dovrebbe uscire domani. Cera qualche problema di spazio. Mi auguro venga pubblicato nonostante la lunghezza. UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Manlio Dinucci, a Gino Strada e a Jacopo che con il loro lavoro mi hanno aiutato moltissimo!! Il dibattito sul Corriere è aperto! FORZAAA! Un bacio


Commenti

Michele Del Prete
Libero Pensatore Creativo

VIVA LA VITA!!!
Sono stato candidato attivo nelle ultime elezioni Politiche dell'Aprile scorso, responsabile di una zona a nord di Torino, per la lista DiPietro-Italia dei Valori.
LA VITA' E' IL PRIMO VALORE di ogni essere vivente!
Ti ho sostenuto con vigore, cara FRANCA, per i tuoi IDEALI!
Perchè tu rappresentassi in Senato il MEGLIO DEI VALORI DELL'ITALIA!
E uccidere persone per SERVIRE gl'interessi ECONOMICI dei Potentati non è un VALORE! è essere associati a delinquere!
Già l'ONU non sempre è perfetta, la NATO - in cui ho svolto attività di Ufficiale di Complemento nei Missili Contraerei - era giusta quando aveva una funzione difensiva ( prima del 1989 ); ora sarebbe ancora utile se ben altre fossero le motivazioni del suo operare rispetto a quelle attuali.

Mi fanno pena coloro che, odiando BERLUSCONI, fanno di lui il capro espiratorio ( o l' alibi ) per la loro volontà di dominio.
Meglio fare morire civili afgani che andare ancora alle elezioni??
CHE BARATTO INFAME!!!

FRANCA: ascolta la tua coscienza! e i consigli di coloro che hanno ancora dei VALORI MORALI UMANITARI...
Non quelli che difendono la vita solo sul tema dell'aborto e non su quello delle bombe ( intelligenti ben poco, umanitarie mai!)

Il Sogno Europeo di Jeremy Rifkin può cominciare dall'Italia!!

VIVA L'ITALIA, VIVA LA VITA DI TUTTI GLI ESSERI UMANI!
Pure per difendere una balena arenata nel Tamigi o altrove si mobilitano le coscenze!!!

Un caro abbraccio di grande stima!

Michele Del Prete

PS: Non ci si dimette per non affrontare un problema!

Poi lasceresti il posto all' assetata di Assessorati, la moglie di quel "xxxxxxxxx di mente " ( non posso dire altro ) del Coordinatore Regionale di IdV, Consigliere Regionale del Piemonte, Consigliere Comunale di Torino tale Andrea Buquicchio che HA OFFESO MILIONI DI EBREI equiparandosi a loro!

BENE HA FATTO CHIAMPARINO che ha chiuso per sempre con lui!
L'avevo da tempo segnalato a Di Pietro, che non ha capito come mai tanti scappano subito da IdV di Torino e dintorni!

RICORDATI CHE RAPPRESENTI IL PIEMONTE! Se una come te se ne va, spunteranno altri Buquicchio-Bugnano-Di Croce ...

avarello nicolò
LEI DOVREBBE DIMETTERSI !!!!!!!!!!
SE INTENDE FARE COME L'ANIMA PIA BERTINOTTI che fece CADERE IL GOVERVO PRODI.

IL RIFONDATORE HA, PURTROPPO PER L'ITALIA, FATTO CARRIERA.

LEI HA UN ALTRO MESTIERE(COME SUO MARITO)LASCI LA POLITICA E NON MI FACCIA PENTIRE DI AVERLA VOTATA(COME HA FATTO ANCHE MIA MOGLIE)
GRAZIE
AVARELLO NICOLO'
curno

Non capisco i messaggi di quelli che si dichiarano elettori di Franca Rame e nello stesso tempo si dichiarano delusi o pentiti per il semplice fatto che la stessa Franca Rame si ponga, e ponga a tutti coloro che sono interessati a risponderle, la questione del se votare a favore del mantenimento dei soldati italiani in Afghanistan.

Carissimi, di fedelissimi yes-man (o yes-woman) di Prodi o D'Alema, disposti a votare qualsiasi cosa, erano piene altre liste del centrosinistra, non a caso formate direttamente dalle segreterie dei partiti.

Se volevate eleggere gente disposta a sostenere anche una guerra pur di rimanere al Governo vi sarebbe bastato votare per qualcuno dei molti che hanno applaudito ai bombardamenti umanitari sulla Yugoslavia, e non c'era che l'imbarazzo della scelta.

Com'è che invece avete votato proprio per Franca Rame e per una lista che si chiama proprio Italia dei valori?

Distinti saluti.
Giorgio Di Maio

SE VOLEVATE IL NANO PER ALTRI 5 ANNI AVRESTE FATTO MEGLIO A VOTARE FORZA ITALIA,DI FEDELISSMI YES-MEN E DI IPOCRITI A TARGHE ALTERNE NE AVRESTE TROVATI A BIZZEFFE.
IO ,COME EVIDENTEMENTE TANTI ALTRI, HO VOTATO IDL PERCHE' ERO CONVINTO CHE NON AVREBBE MAI FATTO MANCARE IL SOSTEGNO A QUESTO GOVERNO CHE , VI PIACCIA O NO, E' IL MIGLIORE AL MOMENTO DISPONIBILE.
E MI PARE ,PERALTRO, CHE FRANCA RAME ABBIA FIRMATO E SOTTOSCRITTO UN PROGRAMMA E CHE ABBIA PRESO L'IMPEGNO AD ATTUARLO PER 5 ANNI.
SE AVESSE DETTO CHE ERA PRONTA A FAR CADERE IL GOVERNO SU DECISIONI CHE DEL PROGRAMMA NON FANNO PARTE DI VOTI NE AVREBBE PRESI MOLTI DI MENO.
AVREBBE FATTO MEGLIO A NON CANDIDARSI CON L'UNIONE,SOLO CHE FORSE IL SEGGIO NON LO AVREBBE VINTO.
E SE VOLETE VERAMENTE AIUTARE LA POPOLAZIONE AFGHANA,FATE LE VALIGIE E TRASFERITEVI A KABUL,GLI AFGHANI SARANNO FELICISSIMI DI APRIRE DIBATTITI SUL SESSO DEGLI ANGELI E DI FARE A GARA PER VEDERE CHI CE L'HA PIU' PULITO.
NON SARANNO LE VOSTRE PAROLE O UN VOTO CONTRO A FAR TERMINARE L'OCCUPAZIONE MILITARE.

DARIO FO E FRANCA RAME IN TV CONTRO LA GUERRA
"Ubu Bas Va alla guerra"
27 marzo 2003

"In questo momento - spiegano Dario Fo e Franca Rame - sentiamo la
necessita' di tentare di raggiungere un pubblico il più vasto possibile per raccontare alcuni fatti che le televisioni censurano sulla guerra in Iraq e in Afghanistan, sul petrolio e sugli interessi che stanno dietro a questi conflitti.

SULLA GUERRA: Dario Fò e Franca Rame
peacelink.it
2 Dicembre 2001

Cosi' possiamo serenamente sperare che piu' la guerra andra' avanti e
piu' la gente capira' quanto sia sporca oltre che assurda.
Qualcuno osservera' che quello dei pacifisti sembra un lavoro di Sisifo, anni per convincere la maggioranza che la guerra del Vietnam era sbagliata. E poi di nuovo dover cominciare da zero, a convincere i ferventi patrioti, anche di sinistra, che questa guerra in Afghanistan si sta risolvendo in un orribile scempio.

http://62.110.58.111/scheda.asp?id=027683&start=6&Descrizione=GUER
Foto di Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo durante il loro intervento contro il Governo Berlusconi e l'entrata in guerra in Afgahnistan delle forze statunitensi: manifestazione svoltasi al Teatro Nazionale di Milano

DARIO FO e FRANCA RAME news
15 settembre 2002
Ancora guerra?

Di certo questa guerra e' folle come tutte le guerre ma e' contraddistinta da alcune varianti che la rendono particolarmente odiosa.
Innanzi tutto essa viene dopo una serie di guerre pulite che si sono dimostrate fucine di orrori. Nessuno ha perso tempo a contare i profughi afgani stroncati dalla fame e dal freddo o stritolati dal lancio di casse di aiuti umanitari. Esistono rapporti su migliaia di civili uccisi, parecchi convogli di persone indifese scambiati per colonne di nemici e massacrati e un paio di matrimoni stroncati da nugoli di bombe. Non sappiamo invece quante migliaia di Talebani o supposti tali siano stati massacrati, soffocati nei container o sepolti ancora vivi in fosse comuni. Di sicuro molti tra questi prigionieri erano al di sotto dei 14 anni. Quasi nulla si sa poi dei campi di prigionia dove attualmente migliaia di esseri umani sono tenuti in condizioni che sono state definite da molti organismi internazionali simili a quelle dei campi di sterminio nazisti. In compenso la quasi totalita' dei capi talebani e dei dirigenti della banda di Bin Laden godono di ottima salute. Il terrorismo e la guerriglia prosperano in Afghanistan e i civili continuano a morire per volonta' o per errori. E i signori della guerra afgani intanto si preparano a scannarsi tra di loro.

Sono uno degli 88.000 elettori piemontesi, contentissimo che votando per l'Italia dei valori il mio voto andasse a lei, la vidi di persona il 21.7.2001 a Genova, al fianco di Bertinotti e proprio dietro lo striscione grandissimo che sostenevo con scritto "Voi g8, noi sei miliardi". Le ho fatto anche una foto.
Prima del mese di settembre riflettendo su quei giorni pensai che si volesse concretamente creare uno scontro civile, per meglio poter calpestare la democrazia e la giustizia, tanto che mandai un fax a La Stampa o Repubblica, l'11 del mese ebbi la conferma che i miei pensieri erano, purtroppo, giusti; solo che invece di scontro civile ci hanno imposto lo scontro di civiltà, e l'invasione dell'Afghanistan è stato il passo successivo.
Ora se consideriamo che i fatti dell'11 sett 2001 sono stati realizzati con la partecipazione di colletti bianchi, di pelle bianca, che l'amministrazione Bush ha mentito, che nessun Boeing ha colpito il Pentagono, che le Torri Gemelle sono crollate grazie alla "demolizione controllata" mediante esplosivo, come possiamo ancora sostenere l'occupazione dell'Afghanistan?

Capisco, c'è il problema del numero dei senatori e via dicendo, capisco che Prodi fu silurato nel 1998 da Marini, Cossiga e D'Alema perchè si sarebbe opposto a Clinton nel bombardare il Kosovo, capisco tutto, ma la nostra dignità vale di più, purtroppo mi hanno insegnato il culto della verità, che oggi è diventata un'opinione; so perfettamente che esiste anche il grigio e vedere il bianco o nero a volte e difficile, ma alla chiarezza noi dobbiamo tendere. Quindi la mia intenzione è di votare NO al rifinanziamento, ma sarei disposto ad accettare il si, solo a due condizioni:
- avviare una profonda riflessione per portare via i militari nei prossimi mesi.
- denunciare ogni giorno le falsità del governo Usa sull'undici settembre

marino renda

saluti affettuosi

Onorevole Senatrice Franca Rame,
(e per Lei queste parole hanno un senso), da comune cittadino gradirei che un governo "onesto" rendesse espliciti gli interessi della nostra nazione nel rifinanziare queste missioni.
La vicenda Anas ha mostrato una carenza di fondi per le infrastrutture, le prossime finanziarie ci richiederanno sacrifici per rispettare i vincoli di bilancio mentre assistiamo da anni ad una diminuzione del potere d'acquisto degli stipendi e allora perchè finanziare queste "missioni di pace". Quali sono gli "interessi dell'Italia" che il Ministro degli esteri D'Alema citava , accanto a Condoleezza Rice, nel suo viaggio negli USA qualche tempo fa?
Un governo dovrebbe amministrare nell'interesse del popolo ma soprattutto dovrebbe rendere note le valutazioni di convenienza legate ad un tale gravoso impegno finanziario per sostenere delle spese militari.
Un grazie per il Lavoro che fa.

Gentile Franca Rame

Cara Franca,
ho letto la tua e-mail e ho colto il tuo profondo tormento e la tua consapevolezza.
Io – alle elezioni dell’aprile scorso – volevo astenermi dal votare perché la politica istituzionale mi disgusta.
Poi

perchè ha votato sì? perchè?
Cosa è? è vittima di un ricatto? ha rinunciato a combattere una battaglia di troppo più grande di lei?
Lei rappresenta chi, come me, le ha dato il proprio voto e la fiducia.
Durante questa votazione non mi sono sentita rappresentata.
Se non si può più neppure contare sull'onestà intellettuale di chi ha combattuto tutta la vita contro le ingiustizie e contro le guerre, che speranze rimangono?
Vede... se lei non fosse stata eletta senatrice ora sarebbe per strada ad urlare il suo dissenso e la sua rabbia assieme (almeno idealmente) alle persone che sempre ha sempre stimato...
Ho votato l'Italia dei Valori al senato pensando a lei. E ho votato l'Italia dei Valori perchè sapevo che lei non era compromessa, che non era ricattabile, che non avevano armi contro di lei. Temo di aver sbagliato.

Michele Del Prete
Libero Pensatore Creativo

Cara ed ex-stimatissima Franca,
hai davvero votato SI alla missione in AFGANISTAN?

Rispetto sempre le decisioni sofferte, ma devo dirti che mentre Antonio Di Pietro non mi ha deluso con la sua battaglia sull' Indulto, tu mi hai profondamente deluso!
Comunque non dimetterti e PIUTTOSTO DEDICATI moralmente e finanziariamente ad un'opera continua di AMICIZIA TRA I POPOLI: magari va al Meeting di Rimini, impara per dare poi vita a qualcosa di simile d'ispirazione laica! M'impegno ad aiutarti con le mie idee, con il mio tempo, con la mia esperienza pluridecennale nel sociale, anche a livello internazionale.
Solo così riacquisterai la mia stima e forse quella di molti altri, a partire da Lucia, che ti ha appena scritto!

Gent. ma Sig. ra Dipendente Sen. Franca Rame,
Finalmente si è conclusa questa faccenda, devo dire che mi è parso di vedere l'ennesima disinformazione a riguardo della missione in Afganistan.
Dai tg e dai giornalimagazine sembrava quasi che fossero i senatori dissidenti in errore, che avrebbero fatto male a non votare si al rifinanziamento; perchè, invece, non hanno detto che l'errore era quello di riproporre il finanziamento? Credo che da parte del governo servano parolefatti nuovi e credo che non proponendo il ritiro dei soldati italiani anche dall'Afganistan sia stata persa un'occasione. D'altra parte lei ieri non poteva fare niente di diverso di quello che ha fatto: era stata posta una fiducia. Ora pensiamo a questioni come il conflitto d'interessi, a rendere indipendente la Rai dai partiti ( ho letto che ha già presentato la prposta di legge popolare al Senato), ad auspicarci un dimagrimento di mediaset secondo le sentenze della Corte Costituzionale...
Tra 6 mesi (credo) si potrà proporre una nuova missione dei nostri soldati in Afganistan, dove, però, non siano al servizio delle nostre economie, bensì esclusivamente al servizio del popolo afgano.
Cordiali Saluti

Scusatemi, abbiate pazienza ma qui credo che si continui ad evitare la questione centrale del voto al Senato di ieri e di oggi ossia quella del RITIRO DALL'IRAQ. Sembra che non interessi più a nessuno, eppure è il primo grande risultato ottenuto da chi, essendo per la pace, ha sostenuto questo Governo. Possibile che su 2 cose, una discutibile e l'altra coerente col programma, si debba sempre e per forza puntare l'attenzione su quella discutibile? Il buon Dio, subito dopo aver creato l'uomo disse: "La mia più grande fatica non è stata quella di avervi creato ma sarà quella di accontentarvi". Insomma: GODETEVI IL RISULTATO DI RITIRARCI DALL'IRAQ. Io ho votato questa maggioranza per questo e SU CIO' NON MI SONO SBAGLIATO. Ed oggi dovremmo andare in piazza a sventolare le bandiere della Pace così come abbiamo sventolato il tricolore dopo Berlino. Questo non vuol dire che la questione afghana sia chiusa, anzi, ma perdinci ci penserò da lunedì. Oggi festeggio e guai a chi mi disturba altrimenti....UN MORSO.

Mi pare di aver sentito in TV che le bombe degli israeliani hanno colpito palazzi dove si trovavano nascosti o camuffati i terroristi.Sappiamo che il terrorismo dei musulmani è feroce e vive in mezzo ai civili. Gli stessi civili sono o diventano terroristi quando Allah li illumina o Maometto li consiglia.Perchè dalle sue parole non si coglie il segno di un riferimento al terrorismo confuso tra i civili o peggio ancora protetto dai civili? Se nascondiamo le BR o difendiamo i mafiosi non incorriamo in un reato? Non veniamo condannati dalla società che non ammette il brigatismo rosso o che non accetta i sistemi di prevaricazione di stampo mafioso? Ebbene, per il terrorismo dei paesi arabo.musulmani il ragionamento è identico e la situazione ancora più grave perchè il musulmano dice di sacrificare i propri figli perchè lo vuole Maometto.Ed allora, perchè non si fa cenno a questa delinquenziale forma di connovenza o copertura da parte della società civile?Perchè dev'essere senmpre e solo Israele a farsi ammazzare e trucidare? Se vera quella notizia ,il suo giudizio potrebbe cambiare?

eliminato

Perchè?

Non noto più la differenza tra questo e quel governo.
Almeno da un pezzo di merda come Silvio mi sarei aspettata di tutto e di più.
Almeno fino al 9 di aprile non ero complice di niente,non era colpa mia:
ora le mie mani sono sporche,
ora la mia anima è colpevole,
ora la responsabilità di questo ignobile scempio è anche mia: forse senza il mio voto questo governo non ce l'avrebbe fatta ed io sarei rimasta con "le mani pulite".

Da ora ogni innocente morto in queste immonde guerre,ogni mafioso condonato,ogni ladro,ogni truffatore liberato e ci aggiungerei anche ogni bastardo che la fa franca,grazie alle grandi manovre di questo governo, peserà inevitabilmente sulla mia coscienza.

Grazie.

p.s.: perchè hai votato si?

Gent. ma Dipendente Sen. Franca Rame,
Continuo ad avere fiducia e stima negli impegni che sta portando avanti in questo nuovo mestiere.
Credo non si possa colpevolizzarla per il fatto di aver votato si al rifinanziamento della missione militare in Afganistan. Ha dovuto obbedire alle logiche di partito e di coalizione che questa legge elettorale ha portato.

Senatrice mi scuso pubblicamente a nome del Forum Giovani dell'Italia dei Valori ed allego il link all'articolo che ci ha tratto in inganno.

Siamo molto felici che lei sia rimasta sulle sue posizioni e non ci abbia deluso votando NO e non a favore come riportato dall'articolo.

Distinti saluti.

Ecco il link incriminato.
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1004636

CHIUNQUE UCCIDE CIVILI E' UN CRIMINALE!
Denunciamo in ogni istanza legale nazionale e internazionale Olmert e Nasrallah (e tutti quelli come loro) per crimini contro l'umanità (stragi di civili)

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Oggi la schiavitù è illegale. Battiamoci perché sia resa illegale "sempre e comunque" l'uccisione di civili.

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NOI SIAMO I CIVILI!
Facciamo sentire oggi la nostra voce, prima di diventare numeri di una lista di morti per un attentato o una bomba intelligente.

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Chiunque contratta con i criminali che ordinano stragi dei civili o li legittima
E' LORO COMPLICE!

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I fautori delle guerre si uccidano fra di loro! Chi uccide civili, anche per errore, ne deve rispondere penalmente a un tribunale internazionale, civilmente risarcendo le vittime.

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Solo se noi civili abbiamo una posizione morale e legale chiara, forte, giusta e ineccepibile sul nostro diritto alla vita, possiamo pretendere che siano messi fuori legge tutti i portatori di morte, dietro qualunque bandiera o ideologia essi si nascondano.

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La parola PACE va riempita di iniziativa concreta. Occorre un contenuto che unisca tutti i civili del mondo e metta in moto una rivendicazione comune ai governi e alle istituzioni internazionali.
CHIUNQUE UCCIDE CIVILI E' UN CRIMINALE!

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http://zingarofelice.splinder.com

Non sono d'accordo sulla sua posizione sull'afghanistan.
Trovo semplicistiche e francamente erronee le considerazione con le quali la giustifica.
Se é vero che i talibani sono stati creati dagli USA e dall'Arabia Saudita, é innegabile che essi costituiscano un pericolo per l'Afghanistan e per tutta la regione. Se riconquistassero il potere, cio costituirebbe un segnale estremamente negativo per tutta l'area e una vittoria per il terrorismo.
E che dire della condizione della donna in queste regioni. Cio sembra non interessarvi . Trovo che sia una sorta di razzismo accettare per le donne afghane dei trattamenti che si considerebbero inammissibili per le donne occidentali.
Il dibattito non dovrebbe portare sul mantenimento della missione,che é necessario, ma sul modo di renderla più efficace e di corregerne delle eventuali deviazioni .

il terrorismo è una brutta bestia, è vero. Ma anche gli esperti e i politici USA ora indicano che la guerra in Afganistan e in Iraq non sembrano essere una risposta efficace. Da più parti si levano voci che indicano la politica - e non le armi - come una chiave di volta possibilmente più vincente, visti i risultati scarsi e DOLOROSISSIMI delle armi.

E noi donne? quando Tony Blair propose a Bush di iniziare la guerra in Afganistan - George darling, Afganistan first - trovò l' opinione pubblica della Gran Bretagna decisamente fredda, anzi ostile. Cosa successe allora? per settimane e settimane un borbardamento mediatico in-so-pp-or-ta-bi-le in GB: immagini a non finire di donne con il burqa, e i veli, e il burqa, e i veli, e le povere donne... e i diritti, e le donne, e i veli: e così dopo qualche settimana il gradiente per la guerra era aumentato. Bello eh? Dopodiché non si parla più di donne afgane (e neanche di irachene - ne stanno per impiccare quattro in queste ore). Veramente lei pensa che a Tony Blair o ai potenti del mondo interessano i diritti delle donne?! E quando gli USA hanno portato i talebani al potere, non si erano resi conti delle loro opinioni sui diritti delle donne???!!! No, grazie. Niente strumentalizzazioni ai fini delle guerre dei potenti per i controlli dei territori altrui e delle fonti energetiche altrui.

Un caro saluto
Elisabetta, da parte di Franca

E' opportuno che l'Italia abbandoni la direzione della missione, lasciando di fatto agli Stati Uniti e ai paesi erupei che vi prendono parte le decisioni in merito ad essa??

Direi che forse bisognerebbe cambiare la ragione della presenza militare italiana in Afghanistan, non più interposizione fra Talebani e popolazione civile, ma fra marines americani e popolazione civile afghana :-)

Subject: contro la base Usa a Vicenza

La Lettera allegata è stata inviata prima del g8 /luglio 2001 e la gentile risposta del ministro è arrivato dopo due mesi quando CARLO GIULIANI era stato ucciso.

Avevo partecipato al forum contro il g8 e avevo chiesto quali garanzie erano state chieste sull'uso delle armi da parte della polizia ,ma le risposte sono state generiche.

Ripropongo il quesito prima della manifestazione contro la base Usa a Vicenza

Qualcuno vuole rispondere?

Rino Vaccaro
via aurelia 75
16043 Chiavari/Ge
tel/fax 0185 318190
mailto casarossa.rino@libero.it

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-Al Ministro dell’Interno

Dr ClaudioSCAIOLA

scajola@mininterno.it

-Alla Redazione del Secolo XIX

Accolgo il suo invito a scriverle direttamente ,considerando, come lei assicura ,che la e-mail del ministero funziona bene. Anche se naturalmente lei avrà sentito parlare di Echelon ; tutto è sotto il controllo del grande fratello(tutti schedati,anche lei naturalmente !) ma questo fa parte della nota sovranità limitata dell’Italia(e dell’Europa).
Condivido le sue dichiarazioni sui giovani che operano nella polizia (come aveva già fatto peraltro Pasolini a suo tempo) e non ho motivo di dubitare delle sue buone intenzioni di Ministro; ma c’è un convitato di pietra di questo come dei governi precedenti che mi inquieta non poco; in un tempo storico caratterizzato, a mio giudizio, da uno strapotere dei gruppi economico-finanziari e dei governi che li sostengono.Come lei sa anche i governi devono obbedire ai mercati finanziari che rappresentano il quinto potere ,dopo il quarto dei media.
La “global governance “ avviene in organismi come il G8 non previsti da alcun trattato, con sistemi di condizionamento e di controllo sempre più pervasivi e totalizzanti.
Non le sembra che sarebbe utile, invece, difendere l’Onu e gli ordinamenti giuridici degli stati (la loro storia,la loro identità )contro ogni arbitrio economico e militare?Abbiamo infatti alle spalle la partecipazione dell’Italia alla guerra nei Balcani con la palese violazione dell’art 11 della Costituzione .
Per quanto riguarda le manifestazioni anti G8 si parla di isolare le teste calde dimenticando che nella situazione attuale nessuno controlla le schegge impazzite o i provocatori di professione(nessuno garantisce nessuno) ,anzi negli Usa è la regola : manifestazioni disperate e repressioni cruente.
In passato si è sparato e ucciso anche in Italia e le stragi di stato non sono un’invenzione giornalistica .(Anche se è vero altrettanto che ci sono state molte importanti manifestazioni senza morti e feriti) ma oggi il carattere internazionale degli scontri cambia duramente la prospettiva ;in altri termini non si tratta di valutare la credibilità di un ministro o dei vertici della polizia italiana ma di capire che c’è un gioco sporco dei servizi segreti a noi non noto .Da una parte la guerra psicologica delle 200 bare , delle sale operatorie preparate per l’occasione , del carcere di Marassi pronto per ricevere centinaia di arrestati,delle batterie antimissili in aeroporto ;e poi i cecchini sui tetti ,i tombini saldati ,le zone rosse e gialle etc…Non si era detto basta con i muri?
Ma ciò che non sappiamo è invece molto importante .La volontà di restare su un terreno di legalità o di repressione e violenza appartiene agli “arcana imperii”.

Può garantire ,caro Ministro, che deciderà lei senza ascoltare ordini da oltreoceano e che impedirà ,sul territorio italiano ,che decidano i servizi segreti di altri paesi ? Purtroppo ho ragione di dubitarne.

E’ questa invece una domanda essenziale sulla democrazia nell’era della globalizzazione che dovrebbe portare ad una conclusione semplice :che è meglio un ordinamento giuridico statuale sovrano e responsabilità politiche sottoposte al vaglio del consenso elettivo e non l’arbitrio di poteri sopranazionali e segreti.

Quale trasparenza dei processi decisionali può garantire il G8? Quale controllo parlamentare? Nessuno!

Conosco lo spregio delle leggi proprio dei servizi segreti ,i sistemi di comando che hanno insanguinato il mondo,la violenta difesa dei privilegi ,l’ottusa gestione delle forze dell’ordine, come a Goteborg.

Non c ‘è solo l’attenzione su Genova di migliaia di giornalisti :i riflettori si sono già accesi sul ring ma la partita è truccata .C’è purtroppo chi ha il potere autoritario di spingere verso la tragedia solo che lo voglia ;questa è l’amara verità :che siamo un paese subalterno , con questo governo non meno che con il precedente. Se non si tratta di una manifestazione folcloristica ma di un grande movimento di popolo c’è da temere il peggio.Occorre essere consapevoli e vigilanti :non credere che si tratti di una passeggiata creativa ;difendere dall’inguaribile ingenuità i nostri giovani che non credono che si possa arrivare all’infamia dell’uso delle armi ma su questo punto risposte rassicuranti non ne sono arrivate. Come avviene negli Usa le armi sparano ormai da sole ,senza responsabilità di nessuno, in modo oggettivo Anzi qualcuno pensa che l’uso delle armi sia decisivo nel controllo interno e in quello internazionale .Tante condanne a morte senza processo!

Non so se in me prevalga il disprezzo o la paura .Una cosa so per certo : che da una egemonia politica degli interessi forti e da una diffusa subalternità culturale in Italia e nel mondo non si esce senza una inversione di tendenza e un impegno culturale e politico straordinario; a cominciare dalla difesa delle diversità politiche ed economiche nel mondo e quindi anche della dignità e autonomia nazionale. Ma non vedo nulla di tutto questo all’orizzonte. D’altra parte abbiamo alle spalle le macerie della destrutturazione della politica, con elezioni di tipo presidenziale(senza una riforma presidenzialista della costituzione),dove è prevalso il finanziamento privato della politica mentre nessun giudice è intervenuto per far rispettare i tetti di spesa stabiliti dalla legge per partiti e candidati.In definitiva in Italia come altrove decide la politica-spettacolo:dalle masse fanatizzate negli stadi all’inebetimento pubblicitario televisivo e mediatico.

Mi perdoni la sincerità ;le sarò grato di una risposta ,anche privatamente.

Rino Vaccaro

vaccaro@chiavari.newnetworks.it

La ringrazio per aver accettato il mio invito a comunicare con il Ministero

dell'Interno (la cui e-mail, come vede funziona davvero).Condivido la sua

opinione sul fatto che, oggigiorno, governare una qualsiasi nazione è

complicato che in passato, ma ciò, a mio avviso proprio perché si è

raggiunto - nella maggioranza dei paesi - un livello di democrazia, di

trasparenza e di sindacabilità universale impensabile nel passato.

L'Italia è un paese saldamente democratico con solide e collaudate strutture

rappresentative, con un Parlamento solerte e vigile con una Magistratura

altrettanto solerte e democratica ed un opinione pubblica molto matura.

Il governo appena insediato e di cui faccio parte opererà perchésempre e da parte di tutti rispettato il dettato costituzionale e vengano

resi più ampi gli spazi democratici a favore dei cittadini.

Con i migliori saluti.

Cara Senatrice,
senza cadere in uno sterile quanto inutile darwinismo, la sola considerazione che le forze ostili al progresso e alla democrazia sono impietose contro chi non oppone nessuna resistenza, deve giustificare una collaborazione tra quelle forze, che opposte al male, vogliono continuare a vivere in un mondo libero, dove ognuno possa esprimire le proprie idee.
Siamo cresciuti, ho 40 anni ormai, in un mondo che venuto dalla guerra ha affermato il pacifismo per contrapporsi alla guerra, e ad un'altra possibile guerra: quella tra le due potenze vincitrici.
Quel mondo non esiste più, ma non è cambiata la distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male.
Ci sarà sempre bisogno di affermare i diritti delle persone, degli individui, degli oppressi e dei poveri - poiché il paradiso non è su questa terra - anche contro quelle persone che di questi diritti non ne vogliono sentire parlare.
Pochi pensieri, questi, a cui possono essere date motivazioni ben più profonde e concrete.
Ero presente alla serata allo Smeraldo di presentazione della candidatura di Dario Fo alle primarie, ho applaudito in mezzo ad una platea attonita gli africani, e Dario e Lei, chiamati sul palco, però credo che non servi veramente più citare Majakovskij, se non in un aula scolastica.
Non l'ho votata, ma sono certo che stia svolgendo molto bene il suo nuovo lavoro.

A presto,

alex

Gentile Signora Franca,
Credo che i Suoi dubbi e perplessità espressi oggi su il quotidiano la Repubblica sulla continuazione della missione in Afghanistan siano legittimi considerando il Suo pensiero politico.
Francamente li avrei anch'io vedendo il contesto internazionale e le modalità con cui i nostri alleati stanno operando.

Per quanto riguarda l'Afghanistan purtroppo nel nostro paese non si dà né un quadro chiaro (la stampa stessa è frammentaria e imprecisa al riguardo) della situazione complessiva (politico, economica, sociale, ecc) né come vi è stata un'involuzione dalla presunta cacciata dei Talebani. Nemmeno sugli aiuti (umanitari ed economici) si espongono con chiarezza gli obiettivi e i risultati.

Mi permetto di asserire quanto sopra poiché conosco sufficientemente il paese avendo svolto parecchie missioni, anche per periodi abbastanza lunghi, per conto del UN, EC e ministeri degli esteri di paesi europei, e quindi ho avuto contatti diretti sia con esponenti del governo locale che con semplici cittadini nella capitale Kabul ma anche in svariate altre località (incluso il sud).

Se ritiene utile avere informazioni e pareri sono a Sua disposizione ai numeri telefonici qui sotto indicati
Con cordialità
Giuliano
045 8899091- 3393318926

rispondo da parte di Franca Rame, in questo momento impegnata con altre migliaia di cittadini - dicono 100.000 ? - a Vicenza, chiedendo a Prodi di ripensare alla sua sciagurata scelta su Vicenza.
Lei ha perfettamente ragione: non c'è precisione né chiarezza su cosa stiamo facendo in Afganistan e su chi comanda dentro la coalizione - la NATO o semplicemente gli USA? Non possiamo accontentarci di buone generiche intenzioni sulla pelle di migliaia di persone, la più parte civili innocenti.
Franca la ringrazia molto per il suo messaggio e prendiamo nota del suo nome e telefono. Speriamo di risentirci presto, e con buone nuove!
(Elisabetta)

Gentile Franca Rame,
La prego non dimentichi:
1) le leggi vergogna nel campo della giustizia;
2) la partecipazione dell'Italia alla guerra in Iraq e la sottomissione della politica estera italiana agli Stati Uniti;
3) la legge Gasparri sulle televisioni;
4) la legge Frattini sul conflitto d'interessi
5) la legge Bossi-Fini sull'immigrazione;
6) la legge Fini-Giovanardi sulle droghe;
7) la riforma Moratti con l'immissione in ruolo di tutti gli insegnanti di religione con privilegi di cui nessun'altra categoria di insegnanti gode;
8) la legge elettorale fatta alla fine della legislatura con la sola approvazione della maggioranza al solo scopo di creare difficoltà al governo di sinistra che avrebbe sicuramente vinto le elezioni .
Potrei continuare a lungo; il governo Berlusconi non è stato semplicemente un pessimo governo, è stato una sciagura per l'Italia .
La prego non fate cadere l'attuale governo. Siamo in una situazione di EMERGENZA. Se Prodi cadrà, è certo che Berlusconi sarà di nuovo Presidente del Consiglio: crede che il suo operato potrà giovare alla causa dei pacifisti? I Senatori che si asterranno nella votazione sull'Afghanistan avranno salvato la loro coscenza, i loro principi, ma avranno spento le speranze di tutti quei cittadini che sperano in piccoli miglioramenti che possono significare tanto a livello personale .
La saluto con stima e simpatia
Manuela Castellano

Quindi se si è ben capito, per salvare il governo Prodi, sul quale ieri si è manifestato contro, bisogna votare SI al rifinanziamento alla guerra in Afganistan (missione Isaf)? E il tutto in barba a quanto sostenuto ieri nella manifestazione?
Ma la coerenza la buttiamo nel cesso? O si è andati a Vicenza a fare la gitarella?
L'Italia è sempre in emergenza e, dai punti esposti quì sopra dal blogger, pare che il governo se ne infischi di conflitti di interessi, legge Gasparri, falsi in bilancio, ecc...ecc.
Un pò di coerenza da parte dei parlamentari presenti alla manifestazione non guasterebbe, o no?
A metà marzo capiremo se l'idignazione dei parlamentari era verace o solamente l'ennesima e grossolana pagliacciata, giusto per darsi visibilità e ricrearsi una nuova verginità pacifista.

Postato per orecchie ed occhi non Adoranti.

Opinioni libere di Una Voce.

«Mafia: consenso negato», cinquemila persone sfilano a Reggio Calabria

«Mafia: consenso negato». Questo è stato il messaggio del corteo di 5mila persone che ha attraversato il corso principale di Reggio Calabria, organizzato dal movimento «Ammazzateci tutti», nato a Locri dopo l'assassinio di Francesco Fortugno.

Vi hanno partecipato alcuni consiglieri e assessori regionali, sindaci dei comuni calabresi, sindacati di Polizia, associazioni antiracket, parenti delle vittime della criminalità organizzata.

Dopo il corteo, i manifestanti si sono radunati nella piazza del Duomo, dove vi sono stati gli interventi di vari familiari delle vittime della mafia. Fra questi, Rosanna Scopelliti, figlia di Antonio, Procuratore generale della Cassazione assassinato nel '91 dalla Ndrangheta su mandato di Cosa Nostra.

Aldo Pecora, fra i fondatori del movimento Ammazzatecitutti, ha Il leader del movimento, Aldo Pecora, ha lamentato l'assenza alla manifestazione di esponenti del governo nazionale e della Giunta regionale. A conclusione del corteo, c'è stato un concerto degli A67, un gruppo di musicisti napoletani provenienti dal quartiere di Scampia.

1) le leggi vergogna nel campo della giustizia;
2) la partecipazione dell'Italia alla guerra in Iraq e la sottomissione della politica estera italiana agli Stati Uniti;
3) la legge Gasparri sulle televisioni;
4) la legge Frattini sul conflitto d'interessi
5) la legge Bossi-Fini sull'immigrazione;
6) la legge Fini-Giovanardi sulle droghe;
7) la riforma Moratti con l'immissione in ruolo di tutti gli insegnanti di religione con privilegi di cui nessun'altra categoria di insegnanti gode;
8) la legge elettorale fatta alla fine della legislatura con la sola approvazione della maggioranza al solo scopo di creare difficoltà al governo di sinistra che avrebbe sicuramente vinto le elezioni .

Ma ecco perchè l'Italia non va avanti. La gente non coglie che gli attuali problemi legati alla distribuzione del reddito e quindi quelli che attanagliano tutti gli italiani non hanno niente a che vedere con le cazzate di sopra!!!

Qui invece di pensare a leggi che servano :
1) a bloccare l'ampliamento del credito che porta bolle speculative e recessioni
2) ridurre le imperfezioni legati ai monopoli ed oligopoli nell'economia
3) riprendersi la sovranità monetaria

la gente pensa a Giovanardi, Gasparri e Frattini!!!! Ma roba da pazzi!!!

ma solo per citare l'Italia allora Prodi e Padoa Schioppa non dovrebbero essere al governo in quanto dipendenti di Goldman Sachs, che li obbliga a politiche economico-sociali che non fanno altro che peggiorare lo stato dei ceti medio bassi.

Ecco perchè ce li meritiamo, perchè la gente proprio non comprende i problemi strutturali del paese e pensa alle cazzate!!!

La legge sulle televisioni!!! come se questa servisse a migliorare lo stato dei ceti più bassi.

Con le misure strutturali in campo economico sparirebbe anche la sottomissione alla politica statunitense. Che poi non è politica del popolo degli Stati Uniti, ma dei poteri finanziari mandanti di Bush. Che guarda caso sono gli stessi del nostro attuale governo.

Unioni civili, l'appello di Martini
"Dialogo e ascolto, senza scontro"
dal nostro inviato ORAZIO LA ROCCA

Unioni civili, l'appello di Martini"Dialogo e ascolto, senza scontro"

Il cardinale Carlo Maria Martini
ARICCIA (Roma) - "La famiglia va promossa e difesa, ma attraverso il dialogo, senza tensioni, senza scontri e con l'ascolto reciproco".

E' il forte appello che il cardinale Carlo Maria Martini lancia nel giorno in cui festeggia il suo ottantesimo compleanno. Quasi un Martini-day celebrato nella chiesa della Casa degli esercizi spirituali dei Gesuiti presso il santuario di Galloro ad Ariccia (Roma), presenti, tra gli altri, il vescovo di Albano Marcello Semeraro, autorità civili (tra cui il vice sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia) e religiose, e migliaia di persone. Nell'omelia, Martini traccia un sintetico bilancio della sua vita: dall'entrata nella Compagnia di Gesù alla docenza all'università Gregoriana, dove è stato anche rettore; dai 23 anni trascorsi alla guida della diocesi di Milano fino a quando, l'11 luglio 2003, per motivi di età si ritira a Gesusalemme per continuare i suoi amati studi biblici.

"Una vita sempre al servizio della Chiesa con lo studio e la testimonianza pastorale", scrive papa Ratzinger nel telegramma di auguri letto durante la Messa. Ma una vita fatta anche di appelli e di inviti al dialogo, come Martini fa anche nell'omelia, quando parla di "troppe guerre e di eccessive tensioni in tante parti del mondo, ma anche nel nostro Paese dove ci vorrebbe più dialogo e più capacità di ascolto tra le varie realtà sociali".

Cardinale Martini, come mai ha voluto lanciare l'allarme sulle troppe tensioni che si avvertono in Italia, anche nel giorno della festa del suo compleanno?
"Io, come è noto, vivo a Gerusalemme, e quindi prego dalla Terra Santa per tutto il mondo, anche per l'Italia, per tutto ciò che vi avviene. So perciò tutto quello che succede, ma lascio che siano le autorità competenti a compiere il loro dovere per la soluzione dei problemi che gravano sulla società italiana. Prego per tutti, senza distinzioni".

Tra i problemi di cui si sta discutendo in Italia, uno dei più dibattuti è l'allargamento della base militare americana di Vicenza contro la quale oggi hanno manifestato a migliaia. Lei che ne pensa?
"Sì a Vicenza si è vissuta una giornata particolare, ma negli ultimi tempi sono state tante le giornate particolari che hanno fatto elevare il livello della tensione sociale in più parti del mondo. Ma, per quanto riguarda la questione di Vicenza, l'importante è che non siano avvenuti fatti dolorosi, perché pur nella legittimità di manifestare per esprimere le proprie idee, in queste situazioni c'è sempre da temere qualche brutta sorpresa. In verità, non ho seguito molto questa odierna vicenda, ma sono contento che tutto si sia svolto senza incidenti. Quanto al resto, auspico sempre che il dialogo ed il confronto non venga mai meno tra tutte le parti in causa".

Anche per la famiglia in Italia la tensione è alta. Il Papa, il cardinale presidente Cei Camillo Ruini, quasi ogni giorno ammoniscono i cattolici a dire no alle unioni di fatto. Condivide?
"La famiglia è la cellula della società. Quindi è una cosa molto importante. Per cui bisogna fare di tutto per poterla promuovere. E' nel dovere di tutti, non solo della Chiesa, ma di ogni cittadino, di ogni persona umana fare in modo che questo nucleo sia difeso, valorizzato e, soprattutto, promosso. E' per il bene di tutti, credenti, non credenti, uomini di buona volontà".

La legge sulle coppie di fatto è veramente un pericolo per la famiglia tradizionale?
"Non posso entrare nel merito di questi aspetti specifici di cui si sta discutendo in questi giorni a vari livelli nel nostro Paese. Non voglio entrarci soprattutto perché si tratta di problemi molto complessi, molto difficili, e credo che non si possano spiegare in poche battute".

Ma anche lei è convinto che la famiglia vada difesa comunque?
"Certamente, la famiglia va difesa e promossa. Ma, più che difesa, credo che sia più importante fare sì che sia promossa, valorizzata, come il bene supremo della società e di ogni singolo individuo, con il concorso e l'impegno di tutti. Senza però che il confronto tra le varie posizioni dia luogo a tensioni e a scontri inutili e pericolosi. E' questa la scommessa che dobbiamo attrezzarci per vincere, ma tutti insieme, col dialogo e con la reciproca comprensione".

A occhio e croce. Un gruppo di sette ragazzi portava un cartello con scritto “Fuoco alla Nato”. Una bambina sui dieci anni ci passa davanti e commenta “La Nato fa la guerra, ma se questi scrivono 'Fuoco alla Nato' si mettono allo stesso livello, no?”. Sì. C'era anche l'“ignobile striscione”, come è stato definito dal ministro Amato, che chiede libertà per i “rivoluzionari” arrestati. Dietro, uno sparuto gruppo di persone che non vogliono farsi fotografare. Un altro striscione dello stesso tenore, un altro gruppetto che si perde nel mare di persone che hanno affollato Vicenza. Curiosamente, sui principali telegiornali nazionali, questi striscioni si sono allargati a dismisura. Meritano di entrare nel titolo di apertura del Tg3, ad esempio, meritano ampio spazio sul Tg5. Quanti erano, dietro gli “ignobili striscioni”? Venti, quaranta, cinquanta persone? Su ottantamila manifestanti, per tenersi alle stime più basse. Quanta parte del corteo, per il resto pacifico, divertente e divertito nonostante la fermezza delle richieste? Fatte le debite proporzioni, a occhio e croce, una percentuale inferiore a quella del numero di condannati in via definitiva che siedono nel Parlamento italiano: qualche imbecille, e forse anche qualche delinquente, si trova dappertutto...

Il tuo post sintetizza esattamente il senso della giornata di ieri e il risalto volutamente riduttivo e mistificante che ne è stato fatto alla tv. complimenti.

Tutti insieme pensiamo positivo ed immettiamo nella rete ENERGIE STAMINALI POSITIVE
Contro ogni MISOGINIA del belPaese, contro ogni guerra:
Riempiamo le liste delle Amm.ve di donneeeeeeeeeeeeeee

Dopo tre giorni di dibattito la Camera Usa ha detto no a Bush: ha approvato una risoluzione che condanna la politica del presidente degli Stati Uniti sull'Iraq e il suo piano di inviare altri 21.500 soldati. Ma l'inquilino della Casa Bianca non molla. Anche perché la risoluzione non è vincolante e l'univca vera arma del Congresso è quella di tagliare i fondi destinati a pagare le spese delle guerre in Iraq e in Afghanistan. Comunque sia per i democratici, incassata la vittoria del voto anti-Bush alla Camera (con il sostegno "bipartisan" previsto di decine di deputati repubblicani non in linea con le scelte del presidente americano) il problema più importante è cosa fare come passo successivo. Dopo il gesto simbolico della risoluzione di 97 parole che, dopo avere espresso «sostegno» alle truppe Usa impegnate nei combattimenti condanna la decisione di Bush di inviare ancora più truppe in Iraq, si tratta per la la presidente democratica Nancy Pelosi e per il resto del partito di trovare un modo efficace per dare «sostanza» alla opposizione alla guerra e ad un maggior coinvolgimento.

Ovvero: il controllo dei fondi. La Casa Bianca ha presentato un conto di quasi cento miliardi di dollari per le spese immediate delle varie guerre in corso (Iraq, Afghanistan e lotta al terrorismo) e la Pelosi ha già fatto sapere che non intende firmare «un assegno in bianco» al presidente americano. Quella della risoluzione approvata alla Camera è comunque il primo ripudio formale, da parte del Congresso, della politica del presidente Bush sull'Iraq, un evento raro con una guerra in corso ed un insolito schiaffo al comandante in capo delle forze militari Usa.

Da arte sua Bush non ha cercato neanche di combattere la scontata sconfitta alla Camera, ammonendo però il Congresso a non assumere iniziative che possono mettere a repentaglio l'incolumità dei soldati americani impegnati in prima linea. OPvvero: un monito a non bloccare i fondi per le nuove truppe.

Uno dei principali collaboratori della Pelosi, il deputato marine John Murtha, presidente della commissione della Camera responsabile anche delle spese militari, ha preparato un progetto di legge che mira a risolvere il problema stabilendo limiti severi per l'invio di truppe in zone di combattimento (riguardanti l'equipaggiamento e le rotazioni in prima linea), che colpiranno indirettamente l'invio di nuove truppe in Iraq.

Vicenza, l'appello di Mussi
"Il Governo ascolti i movimenti"
Il ministro dell'Università: "Il corteo dimostra che i pacifisti non sono scomparsi. Necessaria una riflessione in più da parte dell'esecutivo"

CORTEO ANTI BASE USA Roma, 18 febbraio 2007 - "La manifestazione di Vicenza, affollata e pacifica, dimostra che il governo, qualunque governo e in particolare uno di centrosinistra, deve ascoltare i movimenti che sono uno degli ingredienti più importanti della nostra democrazia".

All'indomani della manifestazione contro la base americana, il leader del correntone, Fabio Mussi, a Roma per presentare la sua mozione, fa una analisi della situazione e sottolinea che "il corteo di Vicenza dimostra che il movimento pacifista è tutt'altro che scomparso".

"Credo -osserva- che sarebbe stata opportuna una riflessione in più da parte del governo. È stata approvata una mozione della maggioranza nella quale si diceva che sarebbero stati rimessi in discussione i modi delle servitù militari italiane".

per non essere travisato,cito dallo Zingarelli:
Dialogo: rapporto basato sulla disponibilita' al chiarimento, all'intesa.
Discussione: battibecco, contrasto, litigio.
a buon intenditor poche parole...
oggi ho comperato: La Repubblica, La Stampa, IL Giornale.
tra poco introdurro' i titoli con cui le testate citate hanno affrontato l'argomento.
a presto.

Cara Franca,
mi permetto un tono confidenziale perché sono un tuo elettore e perché il tuo appello mi ha convinto che non ho sbagliato a darti fiducia quando ti ho votato. Sono un iscritto ai D.S., prima al P.C.I. dal 1976 (sono stato segretario della mia sezione e sindaco del mio paese, oltre ad altri incarichi), ma sono fortemente dissenziente per la eccessiva attenzione all'occupazione e al mantenimento del potere che mostrano troppi uomini di questo partito. Così alle ultime elezioni ho scelto di votare per una persona che, appartenendo al mondo della cultura, potesse portare un po' di aria nuova dentro questa politica. Ripeto: il linguaggio usato nel tuo appello mi conferma che non ho sbagliato. Io sono stato un convinto sostenitore della politica di pace: ho fortemente, ma inutilmente, criticato le scelte della guerra in Bosnia del governo D'Alema; e da allora non leggo più l'Unità. Tuttavia mi pare che la politica estera di questo governo sia una politica di pace, dalla posizione attiva assunta in Libano e in tutto il Medio Oriente fino all'azione per arrivare ad una moratoria sulla pena di morte che ho particolarmente apprezzato (sono anche socio di Amnesty International). Credo che per poter continuare a portare avanti questa politica estera di pace e riscuotere qualche successo, sia necessario muoversi con prudenza ed equilibrio: in questo caso, mi pare che l'obiettivo più vicino sia la conferenza di pace sull'Afghanistan, come tappa per liberare quel paese dalla presenza militare straniera e per avviarlo sulla strada della democrazia. Il ritiro dei soldati italiani dalla missione, come atto unilaterale, credo che in questo momento indebolirebbe le possibilità di raggiungere questo obiettivo. Mi pare quindi che sarebbe necessario sostenere la posizione del governo.
Anche in occasione della guerra in Bosnia ebbi modo di esprimere le mie opinioni al senatore che avevo votato ma, come ho già detto, prevalse un'altra posizione.
Sono molto contento dell'occasione che mi hai dato e del modo, sorprendentemente nuovo, che hai usato per aprire un dibattito.
Te ne sono profondamente grato e sono sicuro che al momento di decidere farai, non tanto la "cosa giusta", ma la "cosa vera", cioè la scelta che veramente ci farà fare un passo avanti sul percorso della pace.
Cordialmente,
Francesco Milani.

Cara signora,
sono sono ammiratore da almeno quarant'anni e nel mio sito www.angeloaquilino.it c'è una sezione dal titolo Ho visto arrestare Dario Fo a Sassari. Perchè, cara signora, in quella serata di novembre del 1973, io c'ero! Adesso sento dire che Ella dopo avere votato la fiducia a Prodi intende dare le dimissioni dal senato. Per favore, non lo faccia. Insista in Senato per il ritiro o per la modifica dell'intervento in Afghanistan, però non voti contro Prodi come hanno fatto alcuni. Lei, mia bellissima e stimatissima signora, deve restare in senato in modo che io possa ancora vederla in televisione ed ancora ammirarla.
I miei più cordiali saluti
angelo aquilino

NON DEVE DIMETTERSI. QUANDO SONO ANDATO A VOTARE HO DOVUTO VOTARE PER UN PARTITO(CHE STIMO, ANCHE NELLA PERSONA DEL SUO FONDATORE)E NON PER UNA PERSONA. PENSO A QUELLO CHE, GRAZIE A DIO ED AGLI UOMINI, HO VISTO SOLO IN TV ED HO LETTO SUI GIORNALI E CIOE' AL FATTO CHE PRIMA IN AFGHANISTAN C'ERANO IL BURQA E L'IGNORANZA, PERCHE' EDUCARE UN BAMBINO O UN RAGAZZO O UNA DONNA VUOL DIRE AIUTARLI AD ALLONTANARSI DA UNA TALE CONDIZIONE QUALE L'ATTUALE. MI VIENE IN MENTE CHE A PARTE GHANDI E CHISSA' CHI ALTRO UNA DEMOCRAZIA O IL CRESCERE DI UNA POPOLAZIONE E' SEMPRE STATO PROVOCATO DA GUERRE, BREVI O LUNGHE, CON SPARGIMENTI DI SANGUE INNOCENTE ALLA QUALE SONO SEGUITI PERIODI DI CRESCITA PER RICOSTRUIRE. IN QUESTO CASO BISOGNA PARTIRE DA ZERO PERCHE' RICORDO I VARI SETTIMANALI, POST INVASIONE SOVIETICA(QUINDI GUERRA) E IN SEGUITO NEL PERIODO DEL DOMINIO DEI TALEBANI, NON RIPORTAVANO CERTAMENTE CHE GLI AFGHANI ERANO LIBERI ED IL LORO PIL CRESCEVA E CHE I BAMBINI GIOCAVANO E LE DONNE POTEVANO PARTECIPARE ALLA VITA DEL PAESE. SPERO CHE LEI RESTI PER PERMETTERE A QUESTO GOVERNO DI POTER DIRE LA SUA IN TEMA DI DEMOCRATIZZAZIONE DI UN POPOLO CHE HA BISOGNO PURTROPPO DELLA FORZA BRUTA PER IMPORRE LA DEMOCRAZIA.

Gent.ma Senatrice,
ha deciso di votare il suo “referendum” sull’Afganistan e successivamente di spiegarle il perche’ visto che nel 2006 (neanche 1 anno fa!!!) ho avuto l’onore, perche’ di questo si tratta, di poter votare per lei, anche se purtroppo non ho avuto la soddisfazione di vederla eleggere in Toscana visto che IdV non ha raggiunto il quorum.
Ho votato per lei perche’ finalmente ho avuto la possibilita’ di esprimere il mio voto per una persona che mi rappresenta, una persona intellettualmente impegnata, per le sue idee espresse in teatro e nei libri, perche’ vi potesse essere finalmente in Parlamento una persona di un peso intellettuale a differenza di politici come D’Alema, Fassino, Rutelli o, per rimanere piu’ strettamente nella mia Regione, come Chiti o Spini, persone cioe’ che hanno sempre fatto e faranno i politici, persone che non saprebbero trovare un altro lavoro perche’ nella vita non hanno mai fatto altro perdendo, tra l’altro, il senso della realta’ ed il contatto con “la base”, come la definisco dai DS a PRC.
Per questo motivo mi permetto di dirle perche’ ho votato per le sue dimissioni. Perche’ la penso come Gino Strada: “Se il Governo dovesse cadere sulla guerra, io brindo”, ebbene io l’ho fatto, dentro di me, quando è successo. Trovo che la caduta di un Governo su un fatto cosi’ importante e grave come una guerra sia un fatto di eccezionale maturità intellettuale e politica (ovviamente meno per chi l’ha gestita dimostrando di essere degli arroganti e dei piccoli uomini). Significa che all’interno della maggioranza c’e’ una fetta significativa che ripudia la guerra, una parte che nella società risulta molto piu’ importante di 3 o 4 senatori o 10-15 deputati. Persone che rifiutano la guerra in quanto tale e che non vogliono essere complici di “massacri di civili e stupri” come lei ha giustamente scritto nel suo discorso al Senato.
Eppure questo Governo, con lo stesso Ministro degli Esteri, si e’ ripresentato in Parlamento; lo stesso Ministro che si era permesso di dire che “senza maggioranza si va a casa” quando il Governo non aveva posto alcun voto di fiducia, lo stesso Ministro che, dopo i bombardamenti di questi giorni nel Sud dell’Afganistan, si è detto “turbato” (?!?!?!) per l’accaduto.
Il Governo ha dato il consenso per l’allargamento della base militare di Vicenza (fatto anacronistico come affermato da un politico navigato come Andreotti) ed il Parlamento ha votato per il rifinanziamento della guerra in Afganistan, di contro subiamo il NO degli USA a processare chi ha ucciso Calidari. Tutto questo e’ semplicemente vergognoso!!!!
Se il Governo cade, io brindo e spero di farlo presto, magari sapendo che anche lei ha seguito i suoi principi e non l’opportunismo politico di andare avanti per non ridare questo paese alla destra. Almeno la destra, nella sua meschinita’, e’ coerente.

Franca ti capisco ma ... guarda le facce di quelli che aiuteresti non votando il rifinanziamento. Non sto parlando solo di Berlusconi, Calderoli e De Gregorio ( basterebbe) sto parlando degli imam barbuti che non aspettano altro che un disimpegno per reimpadronirsi del paese e schiavizzare ulteriormente le donne.
da donna a donna te lo dico
pensa non solo a noi elettori della sinistra che oggi soffriamo come cani ma a quelle donne, per le quali è una conquista anche solo poter andare dal dottore (coi taliban non potrebbero)
vale ancora la sorellanza?
ciao, con affetto

Assolutamente d'accordo con Maspa. Ci stiamo facendo tutti un mazzo spaventoso..
Perchè con i nostri politici, anzi Politici, vogliamo vi siano gli Italiani un popolo che a volte stenta a capire ma alla fine capisce tutto e pure molto bene !

Ma perchè pensi che le donne adesso in Afghanistan stanno meglio??? Vorrei sapere che è così, ma mi pare che la loro condizione non sia cambiata di molto.
Se avessi ragione tu sarebbe una giustificazione sufficiente per la guerra, ma sfortunatamente non così.

Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale.
Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili.

firmato: Franca Rame la bipolare (anche conosciuta come Dott.Jekyll & Mr. Hide) o per gli intimi, solamente, c'ho la faccia come il culo.

Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale.
Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili.

firmato: Franca Rame la bipolare (anche conosciuta come Dott.Jekyll & Mr. Hide) o per gli intimi, solamente, c'ho la faccia come il culo.

Mentre Tu ti dedichi ad imbastire un pres-unto (molto unto) paragragrafetto ritrito c'è chi sta lavorando anche perchè:
DAI DIAMANTI NON NASCE NULLA, DALLA MERDA I FIORI
Anche dai troll sappiamo reciclare OTTIMI MANUFATTI ! :-)
Sorridi troll e vedrai che il mondo cambierà...