LETTERA PER LA MIA CARA AMICA ELENA DI VARESE

ritrattoCara Elena… rispondo alla domanda che mi hai fatto questa mattina: “Ma tu da Fazio ieri sera non c’eri…”   

No Elena, ieri sera da Fazio c’ero, e ho avuto la conferma, se ce ne fosse stato  bisogno, della mia non esistenza. Sono  2 anni che non esisto. Sono viva ma non ho materia. Non ci sono.
Stravagante. Ma è così.

Prima che mi capitasse la disgrazia di diventare senatrice (“Onorata! Onorata!!!” per carità!)  avevo la mia professione. Recitavo, collaboravo alla stesura dei testi con Dario, provavamo, andavamo in scena. Poi sono andata in scena da sola. “Tutta casa letto e chiesa” “VII ruba un po’ meno” – “Sesso? Grazie! Tanto per gradire” oltre 3000 repliche (1994-2004). Tante, no?

 Il pubblico mi applaudiva, il mio camerino alla fine degli spettacoli era sempre pieno di gente, amici, sconosciuti… tutti a farmi complimenti, ad abbracciarmi. Specie le donne. E fiori, e dolci, e regalini umili e  gentili… Ho recitato in Italia, ho recitato all’estero. Francia, Germania, Spagna. In Inghilterra sono stata in scena un mese di filato.

Esaurito tutte le sere. Così negli Stati Uniti. Ero in scena a N.Y. il giorno che, proprio in quella città è morto mio fratello Enrico alle 6 del pomeriggio (era venuto a trovarci e farci festa!). Non ho recitato tanto bene quella sera.
I nostri testi sulla condizione della donna sono rappresentati in tutto il mondo. Basta andare sul mio sito e toccare con mano.

Dal 18 aprile 2006 sono diventata trasparente. Sono stata assalita da giornalisti, fotografi, telecamere, il primo giorno, all’ingresso in Senato. Poi: cancellata.
Per la verità all’inizio quando ero invitata a trasmissioni tipo Ballarò, dicevo: “No grazie.”

Già mi sentivo le domande: “Da attrice a senatrice… che succede?”. Forse sbagliavo. Ma è quello che pensavo.
Quando avrei avuto cose interessanti da raccontare alla gente, denuncia per l’uranio impoverito, precariato, le mie interrogazioni, gli emendamenti, i disegni di legge, insomma “tutto il  mio fare”, morta e seppellita.

Ho dovuto pagarmi gli spazi su Repubblica per comunicare la tragedia dei nostri soldati morti (174) e ammalati (2740) causa le guerre in Iraq e Afghanistan, le difficoltà delle famiglie abbandonate e senza mezzi… addirittura senza i denari per poter dare al figlio uno straccio di lapide.  Il nostro ministero della difesa doveva spendere miliardi e miliardi per gli armamenti. Anche per la pubblicazione della mia lettera di dimissioni al presidente Prodi idem.

Spazio a pagamento. Che ne dite? Non vi pare che quella lettera meritasse un commento sui media? Silenzio assoluto.  Non da parte della gente. No, la gente m’ha scritto lettere bellissime. A Firenze durante la serata al cinema Colonna che annunciava Pancho Pardi senatore, distribuivano al pubblico la mia lettera a Prodi. 
Vero, che mai ho fatto una telefonata a giornalisti amici chiedendo “Aiuto!!! Fatemi un’intervista…”. Vero anche che nessuno m’ha cercata in 20 mesi.
Morta e seppellita. Amen!

Anche ieri sera: da Fabio Fazio, morta e seppellita.
Non mi sono mai aggregata a Dario quando va in televisione per partecipare a una trasmissione. Ho sempre avuto, in tutta la nostra vita, la paura di quella che mette dentro la testa per farsi fotografare. Ne conosco tante di persone con questo tic.
Ieri pomeriggio Dario m’ha pregato di uscire dal letargo in cui vivo. Sì letargo. Lavoro, parlo con la gente (poca) ma sono come in coma. Non so che mi stia succedendo. È come fossi disoccupata in attesa di non so che. Questi due anni di malinconia mi hanno segnata.

Certe volte mi viene voglia di lanciare messaggi: “Per favore se fate convegni, feste, matrimoni, invitatemi. Porto anche il regalo. Buoni anche  funerali.” Ma me ne sto zitta, nel mio brodo.
Quando il mio dolce e generoso marito ha mostrato il mio ritratto fatto velocemente nel pomeriggio con su scritto: “breve visita al senato” il povero Fazio non ha potuto fare a meno di indicarmi con la sua manina. La gente ha battuto le mani. Ho ringraziato. Ma nessuno mi ha visto. Me ne sono andata dalla Rai con un filo di malinconia. Dario era come umiliato, dispiaciuto per me.

Cara Elena di Varese oggi m’hai telefonato tutta gioiosa: “Che stupendo Dario ieri sera… fantastico!” “Vero – detto io – proprio fantastico! Sono orgogliosa di vivere con lui.” “Ma tu non c’eri… ti avrei vista volentieri.” “No, io c’ero…” “Perché non ti hanno inquadrata?!” “Perché ti sorprendi, bimba? Non ti sei accorta che da 20 mesi sono diventata trasparente!”

“Ma dai!?” “Non te la prendere amica mia… mi ci sono abituata… Ricevo molto  affetto da un sacco di persone, mi sento amata… quanti amici ho sul mio blog, quante cose importanti mi avete offerto in questi lunghissimi e pesantissimi due anni… siete voi che contate. Molte volte ho toccato con mano la rozzezza di una parte (per fortuna, minima) del prossimo nostro, il non rispetto che ti regalano come fossero fiori.

Alla manifestazione del 25 aprile, quanti sono stati i baci, gli abbracci, l’affetto che ci ha donato la gente. Quante donne mi chiamavano per nome e mi battevano le mani? Una bellezza! Autentica, che non TUTTI possono vantare. NON TUTTI.
Un bacione, bella!

Franca

Anno: 

Commenti

Ho seguito anch'io la trasmissione di Fazio e ho ascoltato con vero piacere suo marito.
In questo momento in cui ho l'umore, il morale e la speranza sotto terra vado cercando qualche libro da leggere che non parli di politica o "robaccia del genere".
Comprerò i libri di suo marito e li leggerò sulle rive del lago di Garda.

All'inizio pensavo di vedervi seduti insieme.
Poi ho pensato "la signora Franca non è venuta".
Poi quando non l'hanno neppure inquadrata ho pensato che lei avesse rifiutato di mostrarsi.
Ho anche pensato male per la sua salute.

Leggendo il suo sfogo di oggi mi sono rincuorato per l'ultimo dubbio e nello stesso tempo ho visto confermata l'opinione che ho di Fazio.

Cara signora
aspetto con ansia il suo libro.
Io lo leggerò e trarrò lezioni dalla sua esperienza.
Nei mesi scorsi, parlando di politica sul lavoro, ho sentito molti colleghi nominarla senza che io la menzionassi.

Temo che la sua non sia una sensazione di "invisibilità" ma di "impotenza".
Voler cambiare le cose e accorgersi di non poterle neppure scalfire è una cosa devastante.

E' il sistema che è marcio.
Un sistema in cui per "bucare lo schermo" devi solo ruttare o dire fesserie.
Chi lotta per i diritti inalienabili dell'uomo non fa audience.
Non se la prenda con la TV se la prenda con gli italiani che si meritano solo i rutti del Grande Fratello.

Benvenuta tra gli invisibili che "come suggeriscono Gino e Michele" per attirare le attenzioni su di se devono solo saltare il pagamento della rata del mutuo.
Allora si che si accorgono che esistiamo e ci telefonano e vengono pure a trovarci a casa ...

Stia su di morale signora e pensi che in questo sistema si esalta solo chi non vale.
Fatta eccezione solo per alcune rare persone come suo marito.

Tubal

Cara Franca, non ho feste da offrirti, ma ti dico col cuore che la mia casa è aperta per te. Potremmo bere un bicchiere di vino insieme, ti farei vedere tutte le mie erbe aromatiche sul davanzale della cucina,stropicceremmo insieme le foglie per sentire il loro profumo, ti farei vedere i segni dell'incendio che ha devastato questa casa quattro anni e più fa solo per dirti che anche dopo un'esperienza dolorosa che ti fa sentire per qualche tempo che sei un nulla, che tutta la tua vita coi libri, gli oggetti messi insieme per tanti anni, le lettere degli amici , le fotografie dei nonni e dei bisnonni, dei tuoi genitori e delle tue sorelle , quelli della mia bambina appena nata ...tutto è scomparso in un ammasso di nero...ecco ho perso il filo.
Vorrei dirti che un disastro, una malattia e, per te, l'essere andata a far parte di un mondo malato e distrutto, non bastano a farti sentire nel fondo parte di un nulla, c'è il mondo vero, ci sono persone autentiche, persone che sanno volere bene, c'è l'arte e la natura, l'intelligenza e l'amore per la vita che ti prendono per mano e ti portano lontano da quella specie di palude in cui eri finita.
Quella specie di stato di stupore che hai descritto, si scioglierà e quei due anni si trasformeranno in un'intensità che lascerà un segno in chiunque ti avvicini e per te saranno vita vera, autentica e non estraneazione dalla realtà.
Se un giorno verrai a Parma, sai che c'è una casa che ti aspetta.
Ti voglio bene e ti stimo tantissimo
un bacio
Cristiana

un grande saluto da Vicenza dove qui, glielo assicuro personalmente, tutti noi ci ricordiamo di Lei, della sua cordialissima attenzione nel condividere la nostra battaglia contro la costruzione della base americana.
Assieme a Dario avete saputo starci vicino fin dall'inizio, con gratuita disponibilità, mettendo da parte i vostri numerosi impegni.
Mi dispiace per la situazione che si è venuta a creare, non si senta sola, le sono vicino, per quel che può contare. Glielo dico con molto affetto. Glielo dico perché voi siete due persone fantastiche.

ps. Le ho inviato una email per partecipare alla Sua iniziativa in sostegno delle vittime dell'uranio impoverito. Spero di essere ancora in tempo per acquistare le tavole.

La ringrazio per tutto
e Cari Saluti

Tommaso

La sua lettera è molto toccante e mi ha commosso e spero di riuscire a farle capire quanto l'apprezzo.
Anch'io ho visto la trasmissione e mi è molto piaciuto l'intervento di suo marito sempre colto e brillante (su Michelagnolo...e sugli ottimisti e pessimisti...). Mi aspettavo che la inquadrassero quando suo marito, rispondendo a Fazio, ha detto che era seduta tra il pubblico ma... è andata così...

Lei le sue battaglie, al Senato come nella vita quotidiana, le porta avanti senza clamore ma sempre con classe, coerenza e serietà ed esprime il suo pensiero , seppure con grande convinzione, sempre in modo educato. Viviamo nella civiltà dove non è importante cosa una dice ma quanto strilla, quanto clamore fa. O da chi è appoggiato. E poi si sa…più una donna è scema e più è “apprezzata”, più fa scoop e quindi acquista interesse. Viviamo nella civiltà dell’apparenza, di chi mette in piazza i suoi sentimenti, magari per un po’ di soldi. Chi grida di più, chi fa più fumo, è quello più ascoltato o peggio è quello che ha ragione…E lei Signora Franca non appartiene a questa civiltà, non appartiene a questi tempi.
Anche se non la conosco di persona, ho sempre seguito la sua carriera teatrale insieme a Dario Fo e il suo impegno civile sempre coerente. E' una donna così ricca, generosa, piena d'interessi e d’energia! E poi, come lei stessa afferma, ci sono tante persone che le vogliono bene e l'apprezzano! Perchè è lei ad essere BELLA. Perché sa trasmettere in ogni occasione la sua umanità e generosità. Perché sa trasmettere anche a chi, come me la conosce solo a distanza, la dignità e la BELLEZZA di essere solo e semplicemente (ma in modo profondo e grandioso ) una donna. Lei è e sarà sempre unica, un esempio, un punto di riferimento.. Per me e penso per noi tutti che la seguiamo. Grazie di essere quella che è e di tutto quel che fa. Chi le vuole bene lo sa . Ed è questo l'importante.

"Grazie di essere quella che è e di tutto quel che fa. Chi le vuole bene lo sa . Ed è questo l'importante."

sottoscrivo e colgo occasione per salutare Davide, MAurizio, Claudio (ma dove sei???), Francy, Lara, Franca, Cristiana tutti i presenti e futuri amici !!!!

Always Heavy Metal

VoleVo esprimerle la mia, diciamo, ammirazione, Lei mi piace, e speravo di vederLa ospite da Fazio, ma anche vederla ospite da Crozza, magari. Insomma, non so se serve, ma per me Lei esiste.
Lo so L'arteriosclerosi m'ha colpito già da tempo.
La Saluto con Affetto.

Non capisco i motivi di questo ostracismo verso chi ha dedicato e sta dedicando la sua vita ad aiutare i più indifesi, i più vessati, i più discriminati. Che, forse, non va "di moda" essere attenti ai problemi di chi soffre i disagi di un sociale dove l'egoismo e l'arrivismo imperano? Dove il profitto è il primo, quando non l'unico, valore di riferimento?
Non so come spiegare il fatto che Franca non sia stata mai inquadrata, nemmeno quando Dario, mostrando il suo ritratto disegnato quel pomeriggio stesso, ha parlato dell'opera teatrale a cui lei sta lavorando: "Breve visita al Senato", le esperienze di una senatrice così fuori dal coro dei politicanti.
Eppure Fazio, in quella circostanza, le ha rivolto un saluto seguito da un sentito applauso.
Mah!Non so che dire nè che pensare. Oggi, nel pomeriggio, dovrebbe essere disponibile il video della trasmissione.

http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,,00.html

Di certo sarà interessante vedere rappresentate da Franca Rame le esperienze di una legislatura breve e sofferta, in un Senato che mai prima era stato in una situazione così fortemente incerta. Sarà la storia degli incontri, delle contraddizioni, delle assurdità, dei pregi (pochi) e dei difetti delle nostre istituzioni come si presentano oggi, dopo quindici anni di berlusconismo, raccontate da una personalità di specchiata onestà e integrità morale con l'acutezza e l'ironia che la contraddistiguono. Una breve visita che lascerà un incancellabile ricordo per chi l'ha seguita con interesse e con passione nelle sue scelte sofferte, per chi ha condiviso i suoi dubbi e i suoi disagi, per chi ha partecipato alle sue generose iniziative. E non solo per loro. Ogni cittadino onesto e responsabile non può che apprezzare il modo con cui Franca ha onorato il suo impegno, come ha provato a portare a termine la sua "missione impossibile".
Grazie Franca! E grazie a quelli che credono e interpretano i valori di cui sei portatrice.

Cara signora Franca,

penso che dovrebbe sentirsi orgogliosa della poca attenzione che i media le riservano.
Dovrebbe fare i salti di gioia ed esserne gratificata.

A tutto questo c'è una sola spiegazione:
Lei ha sollevato argomenti e problemi che sono scomodi al Potere.

I media nazionali asserviti al potere hanno precise indicazioni da rispettare.
Esistono due tipi di cadaveri:
Quelli "meritevoli" di esposizione.
Quelli "immeritevoli" di esposizione.

Chi domina e plasma le coscienze italiote NON ha interesse alcuno a mostrare i cadaveri di centinaia di soldati e civili uccisi dal fuoco amico dell'uranio impoverito.
Per questo l'hanno oscurata.

Chi domina ha invece interesse a mostrare i cadaveri di donne stuprate da rumeni.
A quelli sono riservate le prime pagine di Tutti i quotidiani.

I lobotomizzati romani hanno pochi minuti fa dimostrato la POTENZA di tale sistema.
Hanno votato per colui che ha violentato due volte il corpo di quella africana stuprata dal rumeno.
I corpi delle donne vengono usati anche per accaparrare voti.

I cadaveri di operai che muoiono carbonizzati servono a far cadere un governo?
Diamogli il massimo del risalto.

La spazzatura napoletana?
Pure.

Fra qualche settimana tutto questo finirà e presto avremo di nuovo le strade piene di gente che non sa più dove mettere i soldi che gli escono dalle tasche e andrà in ferie 6 mesi all'anno.

Questo sono i Media e lei ne è stata oscurata perchè SCOMODA.

Beppe Grillo non ha capito d'essere stato strumentalizzato vergognosamente.
Fino alla scorsa settimana era mandato in onda su rete4.
Poi, l'altro ieri ha sparato cntro B ... non lo vedremo più da Emilio Fede.

Lei è stata vittima dei famosi cinque filtri dell'informazione di cui parla Noam Chomsky nel suo capolavoro:
"La fabbrica del consenso".
E' un libro che illumina la mente e fa capire molte cose oscure.

Concludo dicendole che dal "cerchiobottista" Fazio non mi aspettavo nulla di più di ciò che ha fatto.
L'unica cosa sensibile che ha è il suo delicato culetto e ci tiene a non esporlo troppo.

Un saluto
Maurizio / Tubal

Cara franca, sei spesso nei miei pensieri... Molte sono le volte che l'alienazione mi assale e molte altre volte mi sento un pesce fuor d'acqua anche in mezzo ad amici o presunti tali. A volte vorrei fuggire via altre non so nemmeno io cosa vorrei fare... Ultimamente faccio sogni insensati, sogno frammenti di una vita che non sarà mai, vite mancate che la notte mi perseguitano come condannati al patibolo, ossessionandomi con il sangue della morte ed il piscio della vita.
Basta anche una folle associazione di figure, chissà di questa stupida persona e di questo comportamento viscido e infame... Chissà Franca cosa direbbe?
Immagino una tua risposta ironica e penetrante...mi fa sentire meglio...
Molto ci sarebbe da scrivere a riguardo, in quante dimensioni esistiamo? Magari per un breve momento splendiamo nella vita di una persona, per un altro di un'altro essere, magari un animale un paesaggio chissà... Tu ci sei, in molte esistenze.
Certamente nella mia. ciao un bacio

Accattone (Davide)

Saramago: l’Italia, una democrazia malata

Sergio Buonadonna

Dalla sua casa di Lanzarote lo scrittore Premio Nobel dice: «L’Inferno è qui» Colui che con i suoi romanzi ci ha fatto chiedere perché pensiamo quello che pensiamo, chi sono gli altri, chi siamo noi stessi.
Saramago ci attende nel grande studio della Biblioteca di ventiduemila volumi che ha donato a Lanzarote e che è frequentatissima soprattutto dai giovani e dai bambini delle scuole che ne sono appena usciti lasciando sui tavoli di vetro una scia di cioccolato.
Il maestro sta lavorando al computer alla sua nuova creazione letteraria. È reduce da una brutta polmonite, ha dovuto cancellare inviti per il mondo, ma è concentratissimo e come sempre – anche se smagrito – elegante e ironico.
Saramago continua a guardare il mondo dal rifugio di Tias: la grande casa bianca, A Casa, dove vive con Pilar, la figlia Violante, i cognati, gli amati cani e la Biblioteca distante pochi metri. Tutto immerso nel bianco e nel verde di questo villaggio che domina dall’alto Puerto Carmen e le sue spiagge vulcaniche, nel sole e nel silenzio appena violato dal calima, il vento dell’isola che lo tiene lontano dal matrigno Portogallo, da cui si autoesiliò quindici anni fa.
Come è cambiata Lanzarote da allora?
«L’isola mantiene il suo incanto e i tratti di un passato rurale e bucolico, ma il turismo l’ha cambiata molto e con l’avvento dell’euro si sono concentrati qui molti capitali investiti nella speculazione edilizia. Le nuove urbanizzazioni hanno avuto uno sviluppo vertiginoso e dove c’è edilizia c’è corruzione. E le licenze rilasciate sono davvero troppe. L’isola è mutata straordinariamente soprattutto nel sud, a Playa Blanca, dove è stato costruito un albergo di dieci piani assolutamente illegale, e che spero presto venga demolito. Almeno con le lotte degli ambientalisti, della Fundación Cesar Manrique e nostre si è ottenuto di non costruire oltre i due piani, gli alberghi e le abitazioni mantengono le caratteristiche di sempre, e niente cartelloni pubblicitari nella strade che creano danno al paesaggio e all’ambiente».
Cosa sta scrivendo e qual è il tema del prossimo romanzo?
«È un racconto, si chiama “Il viaggio dell’elefante”, una metafora naturalmente dove si narra di un elefante che va da una città all’altra e nel suo viaggio molto lavorerà l’immaginazione ma per ora non posso dire di più. Lo finirò tra maggio e giugno, uscirà in autunno».
È vero che i suoi romanzi nascono insieme al titolo?
«Bormalmente sì perchè quando mi si presenta yb’idea per un libro ho già in testa il titolo».
E se l’editore volesse cambiarlo?
«Non lo permetterei mai, i titoli li scelgo io».
Lei ha cominciato a scrivere in età avanzata.
«In realtà ho cominciato nel 1947 quando avevo 25 anni, ma fu un romanzo che non aveva grandissimo interesse. Poi ne avevo scritto un altro “Claraboya”, una storia molto curiosa che non ho quasi mai raccontato. Un amico lo aveva dato ad un editore ma non ne seppi più nulla. Pensavo si fosse perduto».
Invece?
«Invece quando ho vinto il Nobel quell’editore mi chiamò dicendo di averlo ritrovato rimettendo in ordine gli archivi. Quando si dice il caso! E mi propose di pubblicarlo. Naturalmente rifiutai dicendogli: doveva pensarci quarant’anni fa. Me lo feci restituire e lo tengo in casa. Finché sarò vivo non sarà mai pubblicato. Se dopo la mia morte Pilar vorrà renderlo noto come testimonianza e per dare una visione completa della mia opera, faccia pure».
La scrittura nasce sempre su un fondo autobiografico?
«No. La vita di ognuno non riveste così grande interesse, compito dellac finzione letteraria è aggiungere vita alla vita. Quando Tolstoj creò la figura di Nataša, ben altro succedeva nel mondo ma è quel personaggio ad occupare la nostra immaginazione, ed un posto che alla vita stava mancando, come è stato prima per Don Quijote, poi per Madame Bovary, per Josef K. di Kafka, al punto che noi non possiamo immaginare un mondo senza Don Quijote. Se Cervantes non lo avesse scritto».
Ma anche Saramago ha scritto cose che nessun altro mai.
«Può darsi. Nella storia che sto scrivendo, per esempio, introduco idee e dubbi per aggiungere spero nuovi elementi di conoscenza, creando uno spazio letterario in cui tutto confluisce, la filosofia, la scienza, i luoghi della riflessione, i modi in cui stiamo cambiando e come tutto ciò stia attraversando l’uomo d’oggi».
Come vede lo spettacolo del mondo?
«Stranissimo. Vedo Papa Ratzinger ripristinare l’Inferno che Papa Wojtyla aveva dichiarato non esistere. Io direi a Ratzinger che non esiste un Inferno peggiore del mondo, ché è il vero luogo di sofferenza, di tortura, di fame, un posto orribile. E a nome di milioni di persone africane, asiatiche e americane che soffrono l’indicibile, dico che lo spettacolo del mondo è esageratamente deprimente e l’Uomo è la figura dell’orrore. Nessuno parla più della fame nel mondo. Abbiamo pastiglie per curare ogni male ma queste medicine non arrivano in Africa. Io ho reputazione di pessimista scettico ma francamente il mondo non mi da motivo di essere altro. Anzi credo che se l’Universo fosse consapevole della nostra esistenza e ricevesse un giorno la notizia che la Terra si è spenta, ne trarrebbe sollievo. Si sarebbe liberato da un incubo».
In «Saggio sulla lucidità» lei rivolge uno sguardo critico sulla apatia, il consumismo, la spersonalizzazione e denuncia la antidemocraticità della democrazia. Nel frattempo la situazione è peggiorata?
«Sta peggiorando, l’economia precipita, la gente ha perso il controllo della finanza, anzi ne è estromessa. Non escluderei una crisi come quella degli anni Trenta del ‘900, ci stiamo incagliando come allora prigionieri del dominio del petrolio e del suo prezzo fuori controllo. Mi preoccupa che nessuno indica una via d’uscita e non è detto che una futura prosperità debba avvenire nel segno del capitalismo».
La democrazia è irrimediabilmente malata?
«Era già moribonda prima dell’arrivo del capitalismo, da Marx in poi si può dire che il capitalismo sia anteriore alla formazione di un’idea democratica coerente. L’Italia sta andando al voto e probabilmente vincerà Berlusconi. Allora mi domando come potremmo parlare di democrazia, in Italia o in qualunque altro paese del mondo, se si torna a premiare chi ha già dato dimostrazione della sua concezione del potere? Non so se Veltroni ha possibilità di vincere, ma il vero problema è se vince la democrazia e finora abbiamo visto che non è stato così. Dentro questa democrazia malata corruzione e mafia, delinquenza e insicurezza prosperano».
Lei ha detto che nel mondo contemporaneo la coscienza etica è morta, vive soltanto la coscienza cinica?
«Sì, certamente, è la dimostrazione massima dell’egoismo personale di chi si preoccupa di avere più potere, più influenza e passare con disinvoltura sopra le ragioni morali e il rispetto dei diritti umani. Questa è la coscienza cinica. Il nostro è un tempo in cui sembrano sparite le menti capaci di pensare e produrre grandi idee. Crescono generazioni colme di indifferenza e di egoismo, prosperano le sette religiose, non siamo mai stati così distanti da Dio come adesso. La società globale è come la rappresentazione di un campionato di calcio dove non ci sono più uomini che stanno praticando uno sport ma uomini nemici uno all’altro, capaci anche di uccidere. La squadra avversaria è il nemico così come lo sono il cristianesimo e l’islamismo. La rivalità in Spagna tra il Real Madrid e il Barça è quasi infantile, e lo stesso immagino in Italia. Tutto è grottesco, violento, irrazionale».
Chi sono gli autori che più hanno contato per lei?
«Sicuramente Cervantes e Kafka, due scrittori di importanza enorme, nella mia vita e nella mia opera. Considero Kafka il più grande autore del Novecento senza ignorare l’eccezionale importanza che ha avuto Proust. Ma se noi pensiamo alle conseguenze descritte nel mondo di Kafka ecco che ci troviamo esattamente al giorno d’oggi. Questa è la sua grandezza».
I libri che meglio hanno rappresentato Saramago?
«I due che considero molto chiari nella loro totalità - “Saggio sulla lucidità” e “L’intermittenza della morte” - sono questa società, gli altri credo abbiano contribuito a farla comprendere e a rifletterci su».
E la memoria?
«È la sentinella imprescindibile della storia, il mezzo con cui il drammaturgo tiene insieme gli uomini. Per non dimenticare Auschwitz, il Chiapas, Sarajevo, Nagasaki, i troppi equivoci, i troppi massacri».(09 aprile 2008)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Saramago:-l-Italia-una-dem...

Cara Franca, anche se i media hanno fatto di tutto per farti sembrare "trasparente", e l'episodio di sabato ne è un esempio, le montagne che sei riuscita a smuovere, le battaglie che hai affrontato, i valori e il calore che hai portato in quell'aula fredda del senato sono arrivati a tutte le persone che credono nella giustizia, nell'equità sociale, nell'attenzione verso l'altro e in moltissimi ci siamo sentiti rappresentati da te. So bene che questi due anni sono stati molto duri e ti hanno portato tanta sofferenza: sinceramente credo di doverti davvero ringraziare per il tuo impegno, per la tua generosità, per la tua umanità. Ti vogliamo bene in tanti!!!!!!!!!!!!!!! Non vedo l'ora di vedere lo spettacolo sull'esperienza al senato!
un bacio grande
francesca

Grazie Franca,
sei grande perchè sei così: sincera e genuina.

ti posso dire che, per me, sei l'esempio da seguire...
anche se non appari su giornali e tv sei sempre con me, e spero, con molte altre ragazze che come me credono nei "valori" che hai insegnato con il tuo dire e con il tuo agire.

Grazie

La Repubblica, MARTEDÌ, 29 APRILE 2008

In scena

"Grasso è bello" Vasini recita Rame

L´attrice riprende da stasera all´Olmetto un testo del ´91: la storia di una donna che ritrova il senso della sua vita

GIOVANNA CRISAFULLI

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Sembrerebbe un inno contro le diete, Grasso è bello, il testo scritto da Franca Rame nel 1991, ripreso da Lucia Vasini nello spettacolo in scena da stasera al Teatro Olmetto. Invece, sottolinea l´attrice: «Il disagio fisico di chi pesa troppo è solo uno degli aspetti dello spettacolo. Il "grasso" è metafora di tutto ciò che ci trasciniamo dietro, il senso del dovere, il bigottismo, le responsabilità, che a volte ci portano a dimenticare il nostro benessere».
Mattea, la protagonista, è una ricercatrice scientifica di successo, al pari di suo marito, che a un certo punto rinuncia a tutto per un innato senso di colpa nei confronti del marito e dei figli. Solo quando la loro storia d´amore finisce, la donna apre gli occhi sulla mancanza di senso della sua vita: «E´ interessante il modo in cui Franca Rame descrive l´iter comune a tutte le persone tradite che, dopo la sofferenza e la rabbia iniziali, riescono a raggiungere una nuova consapevolezza di sé, un nuovo piacere per la vita». Come molte donne, anche Mattea cerca di curare la sofferenza con il cibo, arrivando a pesare più di un quintale. Superata la tragedia iniziale di guardarsi allo specchio senza più riconoscersi, mette in piedi un Centro di mutuo soccorso per donne straripanti, "Grasso è bello!", dove garantisce coccole e parole d´amore, rigorosamente virtuali. «Le sue attenzioni sono finte, come la maggior parte delle relazioni che nascono oggi. C´è sempre più paura di confrontarsi con l´altro senza filtri, in modo diretto, e la conseguenza è una diffusa solitudine».
Già brillante interprete di altri successi della coppia Fo-Rame, Lucia Vasini incarna da sola tutti i personaggi in campo, esplorando con la sua verve comica il pianeta femminile e la relazione di ogni donna con i cambiamenti più difficili da accettare.

Da "Metro" edizione Milano:

Lucia Vasini racconta una donna.

TEATRO. Con uno dei cavalli di battaglia di Franca Rame, "Grasso è bello", si dovrà confrontare, in prima nazionale da stasera al 18 maggio al Teatro Olmetto. Il talento comico di Lucia Vasini con la regia di Eugenio de Giorgi. Scritto nel 2001, il testo racconta l'universo femminile e la relazione di ogni donna con il proprio corpo, alternando tocchi d'ironia e di leggerezza. Al centro della vicenda sarà Mattea, una donna delusa che ha rinunciato a tutto per la famiglia e per il marito.

e ne sono rimasta molto toccata. Il fatto che tu abbia deciso di pubblicarla qui per noi, per sfogarti con noi, i tuoi amici del blog, mi fa sentire nel mio piccolo importante per te ed orgogliosa di esserlo. Al tempo stesso mi dice che sai bene che puoi contare su di noi, perchè siamo dei veri Amici. Non ho visto Dario da Fazio, non ne ero informata di questo appuntamento e me ne rammarico moltissimo. Il fatto è che guardo talmente poco la tv che mi perdo spesso le poche occasioni in cui vale davvero la pena di guardarla. Non so quindi come siano andate le cose, ma il tuo cruccio non mi è nuovo, la sensazione di essere "trasparente", poco importante, ignorata, inesistente... Ebbene, sono qui. Sono un'altra che si è presa i suoi cinque minuti di pausa dal lavoro per scriverti, perchè ha sentito che valeva la pena disturbarsi un pochino per farti sentire la sua vicinanza, sebbene a distanza, in questo momento buio, in cui ti senti sconfitta. E dirti che sei viva, vera, importante e indispensabile. Sai meglio di me che purtroppo l'infomazione, la cultura, la politica asservite al potere sono manovrate da quest'ultimo affinchè la gente ne resti confusa e possa essere manipolata a piacimento...Tu sei un personaggio scomodo per i media. Ma posso dirti che non hai bisogno di loro. Sai bene quanto sei apprezzata in tutto il mondo per tutto ciò che sei, che fai. Mi hai insegnato molto con il tuo impegno sociale e culturale, sei un punto di riferimento molto solido nella mia vita e ho per te e per Dario una stima inenarrabile. Siete un Tesoro nazionale, un Orgoglio. Devo molto a voi per aver contribuito al mio percorso formativo, di crescita. Spero di avere un giorno occasione di incontrarvi di persona, per potervi dire che vi porto sempre con me e che vi voglio un gran bene...
Un abbraccio affettuosissimo.
Irene

una meravigliosa pagina del diario della vita...
incredibile forza di una passione rinata...
pura energia stretta tra le dita...
speranza ritrovata.
Tu sei quello che sei sempre stata...
la dolcezza che dai e che ti viene restituita...
da chi da sempre ti ha amata...
emozione infinita.

TVB. Bruna

invisibili si nasce
alla nascita la nostra visibilità è limitata alle persone che ci circondano, cresce con noi ma raramente diventa grande
quando ci riesce è perchè ha fatto un salto
si è tronisti di maria defilippi
si è premi nobel
si compie una strage

la visibilità è segno di grandezza d'animo?
a volte lo è spesso no

ma la visibilità porta con se una responsabilità
l'esempio
l'esempio è naturale esternazione di se
ma può essere anche mercenario

la responsabilità della visibilità demarca i confini dell'essere umano
chi se ne fa carico con consapevolezza e fierezza
e chi se ne infischia e cavalca solo la visibilità senza l'annessa responsabilità

a volte succede che anche chi si fa carico della responsabilità annessa commetta degli errori
inutile piangere sul latte versato, la vita ci trascina via, meglio rivedere col rewind gli errori e porvi rimedio

resta indubbio, secondo me, che maggior visibilità corrisponde a maggior responsabilità, con l'obbligo persino di superare se stessi se la visibilità raggiunge apici elevati

sor.riso

Carissima,
anche se non ti hanno inquadrato sabato, anche se da due anni sei "trasparente" per tanti (troppi) media, la tua presenza è più viva, reale e palpabile delle tante ombre che popolano la tv come il parlamento.
Sei fantastica.
Un abbraccio
Marco

 

Per Francy, Bruna, Antonella, Cristiana, Accattone, Tubal, Tommaso, Rosa, Irene, Marco, e per tutti.
Care amici e cari amici del blog, Franca vi ringrazia di cuore e vi abbraccia per le manifestazioni di affetto, amicizia e solidarietà che in tanti le avete dimostrato. Sono molto importanti e tanto gradite, specialmente in momenti come questi, in cui molti di noi avvertono una delusione profonda, un vuoto, un abbandono. Sentire la vostra partecipazione e l'appoggio morale che avete espresso infonde quella forza, quel coraggio e quella determinazione che necessita per continuare l'impegno di sempre contro i soprusi e le ingiustizie. Insieme si possono fare tante cose, raggiungere tanti significativi risultati, venire incontro a tanti bisogni, opporsi a tante aberrazioni. La forza d'animo non deve far difetto. Il peggio passerà.
Un bacio a tutti da Franca.
La redazione

Dicevo sono nuova di qua, mi sono iscritta da poco, e sono rimasta colpita dalla lettera della sig.ra Franca, sono rimasta con in bocca un "ma" imprununciato... Vorrei solamente dirle che proprio grazie alla trasmissione di Fazio lei ha attirato la mia curiosità, annoiata come sempre dallo zapping, mi sono fermata ad ascoltarla incuriosita e mi son detta "madonna mia Giorgia lo vedi come sei ignorante, ma come te la sei persa una donna così, dove hai vissuto fino adesso!!!" Insomma da quel dì sono giorni che cerco di avere più notizie possibili sulla sig.ra Franca, è la prima donna dello spettacolo che sia degna di rappresentarci, è solo è che la stupidità e l'ignoranza è in noi, ma soprattutto in me!!! Ho comprato immediatamente il libro è stò facendo un viaggio bellissimo attraverso i suoi racconti, sono anch'io un'attrice, anche se non lavoro più grazie a tante cose, ma va bene così, va bene comunque... e questo libro mi ha dato la possibilità di rivedermi in tante cose, e di sentire la sig.ra Franca molto vicina a me, ed è la prima volta che un'attrice la sento vicina a me per idee, per il modo di sentire, per la maniera di vivere il teatro d'artigiana, mi vergogno molto di avere ignorato fino adesso che in italia esistesse una donna così straordinaria, sì la conoscevo per nome, ma non sapevo chi fosse realmente, che contribuito importante avesse portato al teatro, alla società, alle donne. Ma io dove ho vissuto???? Perchè mi sono negata questo piacere, ora devo recuperare il tempo perduto e spero che presto la sig.ra Franca venga a presentare il suo libro a Roma perchè voglio assolutamente stringerle la mano e ringraziarla, è come se sono stata in letargo per 32 anni, la televisione mi ha fatto un regalo (strano visto che è di m...a) mi ha fatto prestare attenzione ad una donna fantastica, quindi ritornando al mio "ma" iniziale, da Fazio non mi è sembrata trasparente visto che dal mio piccolo io l'ho notata, lei c'era e avrei voluto che lei continuasse a parlare per ore, io sarei stata lì felice di ascoltare, sono andata anche in ritardo ad un appuntamento pure di arrivare alla fine dell'intervista.. e poi il successo del suo libro parla chiaro, guardi Beppe Grillo lo seguiamo in tanti, tantissimi, ma è trasparente da anni non lo vede nessuno, la stampa non parla di lui omette anche notizie importanti, ma c'è ed il popolo lo sà, io lo sò. lo seguo come adesso seguirò lei, e parlerò di lei e racconterò di lei, del suo libro alle persone che tempo di leggere non hanno, gliene parlerò e finchè ci sarà sempre qualcuno che parla di noi nessuno è trasparente, ma eterno... Grazie signora Franca, grazie anche di aver accettato di essere invisibile per due anni per rappresentarci, per noi, ora però torni al suo lavoro, torni sul palco la prego, ho bisogno di venirla a vedere dal vivo, ne ho bisogno carnale, torni a scrivere a correggere a fare e a disfare, si sgrulli un pò, lei ha molto da raccontarci, la prego non molli!!! Lei è un esempio per me, in questo mondo di veline
Giorgia Bassano