LETTERA RICEVUTA DA ANTONIO ANNUZIATO

Gentile Senatrice,

mi consenta l'uso dell'appellativo appropriato poiché Lei, da sempre, ha svolto una funzione sociale rilevante, nonché pedaogica, finalizzata a custodire i canoni della civile humanitas, intesa quale emozioni di vite che, in sentimentale contraddittorio, divengono autentica democrazia.

Lei è, è stata e sarà sempre garanzia di civile condivisione poiché il Suo fare ha insegnato la via del prossimo quale interesse generale  al benessere sociale.

Lei è interprete di quell'idem sentire che diviene conforto, supporto, palpito.

I battiti del Suo cuore, trascritti anche su fogli di carta, hanno alimentato quel senso di socialità che è uguaglianza, fratellanza e libertà; Lei ha segnato la nostra storia, la storia dell'Italia, attraverso la lacrima dell'amore.

Sono orgoglioso di appellarla Senatrice perché Lei ha insegnato che Politica è dovere sociale e non 'sociale che deve'; Lei ha racchiuso nelle Sue mani il senso dello Stato, stringendone forte l'anima.

Questo è essere per lo Stato; questo è essere rapprensentate della Repubblica, questa è la vera arte politica.

Grazie di cuore perché Lei ha insegnato la vita, interprentandola genuinamente attraverso i palpiti del cuore.

Le mie parole sono  riferibili anche a Suo marito che è luce della nostra Patria.

Un abbraccio affettuoso.