RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA VOTAZIONE SU EMENDAMENTO TURIGLIATTO

Cari amici,
ecco quanto successo mercoledì pomeriggio in aula al momento del mio voto contrario ad un emendamento precedentemente sottoscritto. Come già detto, la maggioranza ha tenuto per un solo voto: il mio… Questo voto mi è “costato”, ma non avrei mai potuto essere protagonista della “spallata di Berlusconi”!
 
 
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1817
 
PRESIDENTE. C'è un astenuto; state calmi! Ho letto quello che c'è scritto sui miei fogli. Qui è scritto: «Non approva», perché, mi pare di aver capito, ci fosse un astenuto. Francamente, nessuno di noi cambia le carte in tavola!
CASTELLI (LNP). Domando di parlare.
 
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
 
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, non so se il mio intervento è sull'ordine dei lavori o su cosa, però, vale la pena di segnalare la questione all'Aula.
L'emendamento 2.0.11 era firmato dai senatori Turigliatto, Rame e Rossi Fernando e non ho sentito dalla senatrice Franca Rame l'intenzione di ritirare la sua firma. Ebbene, è capitata una cosa abbastanza curiosa, non so se politica o per dabbenaggine o per cosa - ricordo che la signora Rame mi gratificò con un epiteto per il quale poi mi ha pagato, ma questo è un altro discorso   - per cui quell'emendamento non è stato approvato perché uno dei suoi presentatori ha votato contro. In quest'Aula è successo di tutto, prendiamo atto anche di questo. (Applausi dai Gruppi LNP, AN e FI. Proteste dal Gruppo Ulivo).
PRESIDENTE. Al di là delle querele che possono scambiarsi i senatori come singoli cittadini, invito ad usare un linguaggio parlamentare. Nel rapporto fra colleghi, secondo me, questa è una regola che vale per tutti e che non prevede distinzioni, ovviamente. (Applausi dai Gruppi RC-SE e Ulivo).
FINOCCHIARO (Ulivo). Domando di parlare.
 
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
 
FINOCCHIARO (Ulivo). Signor Presidente, la senatrice Rame naturalmente non ha bisogno di essere difesa da me. (Vivaci commenti dai Gruppi FI, AN e LNP. Applausi dal Gruppo Ulivo), però non è consentibile che in un libero Parlamento un senatore o una senatrice ... (Vivaci commenti dai Gruppi FI, AN e LNP) ... non possa esprimere la propria coerenza politica con un voto libero! Né il senatore Castelli, né nessuno di noi può permettersi di accusare di dabbenaggine qualcuno dei colleghi! (Vivaci commenti dai Gruppi FI, AN, UDC, LNP e DCA-PRI-MPA. Applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, SDSE, Aut, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE. Vi prego di usare la cortesia di consentire alla Presidenza di proseguire nei nostri lavori.
 
MATTEOLI (AN). Domando di parlare. (Il senatore Strano chiede di poter intervenire).
 
PRESIDENTE. Senatore Strano, ha chiesto di intervenire il Presidente del suo Gruppo.
Ha facoltà di parlare il senatore Matteoli.
MATTEOLI (AN). Signor Presidente, mi pare un po' curioso che un senatore che sottoscrive un emendamento (Proteste dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, SDSE, Aut, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur) poi non lo voti ...
 
BIANCO (Ulivo). È affare suo! Non la riguarda!
 
PRESIDENTE. Per favore. Avete espresso le vostre opinioni. (Vivaci proteste dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, SDSE, Aut, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur).
Sono ammessi interventi sull'ordine dei lavori. La prego, senatore Matteoli, continui.
 
BIANCO (Ulivo). Non la facciamo parlare! Come non avete fatto parlare la senatrice Finocchiaro!
 
PRESIDENTE. Per favore! (Vibrate proteste del senatore Bianco).
 
MATTEOLI (AN). Signor Presidente, c'è il senatore Bianco che sta urlando.
 
PRESIDENTE. Se fosse possibile, vorrei concludere le votazioni sull'articolo 2, così come ci siamo impegnati a fare.
 
MATTEOLI (AN). Signor Presidente, il senatore Bianco mi sta urlando che non devo parlare. Mi sembra che il Presidente sia lei ed è lei che deve giudicare se posso o non posso farlo. (Vivaci proteste dal Gruppo Ulivo).
 
BIANCO (Ulivo). Non ho detto questo! Ho detto che non avete fatto parlare la senatrice Finocchiaro!
 
PRESIDENTE. Senatore Bianco, per cortesia!
Senatore Matteoli, si rivolga a me.
 
MATTEOLI (AN). Dal momento che è un po' particolare quello che è accaduto, mi sembra che sia più che giustificato che un collega abbia preso la parola - come ha fatto il senatore Castelli - per mettere in evidenza un episodio perlomeno curioso.
L'emendamento 2.0.11 è sottoscritto da tre senatori, uno dei firmatari non ha votato. L'emendamento non è stato approvato per un voto e noi dovremmo stare zitti, non dovremmo nemmeno parlare, né ricordare che questo è perlomeno un episodio curioso ed anomalo.
 
BOCCIA Antonio (Ulivo). Non bisogna dire parolacce! Non bisogna offendere! (Commenti del senatore Battaglia Antonio).
 
MATTEOLI (AN). Mi sembra che in un'Aula parlamentare questo sia ancora possibile, al di là degli urli del collega Bianco.
 
PRESIDENTE. Assolutamente.
 
MATTEOLI (AN). Senatore Bianco, non spaventa nessuno. Non ha l'altezza per spaventare. Quindi, stia calmo. (Proteste del senatore Bianco).
 
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo proseguire i nostri lavori. Mi sembra che su questo argomento io abbia dato la parola a chi l'ha richiesta. La questione è stata chiarita, quindi, a questo punto, passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.12.
 
STRANO (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Non è che su questo argomento io debba dare la parola a tutti. Si può intervenire sull'ordine dei lavori.
STORACE (Misto-LD). Domando di parlare.
 
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
 
STORACE (Misto-LD). Signor Presidente, credo che il presidente Matteoli abbia esposto la questione esattamente nei termini in cui andava esposta. Capisco che da parte della maggioranza ci possa essere rabbia per quello che ha denunciato il collega Castelli, il quale credo abbia ragione. Siete più agitati di quando fate le riunioni di maggioranza. Questa è l'Aula del Senato. Fateci parlare tranquillamente.
Ha ragione chi sostiene il diritto della presidente Finocchiaro a parlare senza sentirsi rivolgere parolacce. (Applausi dal Gruppo Ulivo). Io non le ho dette, ma le chiedo comunque scusa.
A questo punto, però, ci dovete chiarire se la senatrice Rame si è già dimessa dalla sua carica, come ci dice ogni settimana, altrimenti fateci capire perché come presentatrice di un emendamento lo sottoscrive e poi vota contro. Questo è ridicolo! (Vivaci commenti dal Gruppo Ulivo).
 


Commenti

Franca presenta un emendamento
perchè?
perchè è cosa buona e giusta
conoscendo Franca non ci sono dubbi sul fatto che sia cosa buona e giusta

al momento della votazione di questo emendamento succede qualcosa: la senatrice dice a Franca:"senti cara non puoi votare questo emendamento altrimenti fai un piacere a berlusconi"
Franca convinta dalla senatrice non vota
l'emendamento non era cosa buona e giusta? NO
l'emendamento andava contro il bene dei cittadini? NO
l'emendamento era da non votare? NO
e allora perchè Franca ha dato ascolto a quel serpente della senatrice e ha mangiato la mela?
perchè la senatrice comanda più di Franca

Ho capito bene? la senatrice ha la meglio su Franca?
l'ombra proiettata da questa donnetta è in grado di offuscare l'abbaglio della luce che emette Franca?

ribadisco, viviamo in un mondo alla rovescia

peace&love
filippo

Perché non dici chiaramente che preferisci il ritorno di Berlusconi?
Si stabilirebbe, una volta per tutte, che abbiamo orientamenti diversi.
Si finirebbe, così, questa commedia del non capire, questa ricostruzione dissociata sulle persone e distorta nei fatti che stai portando avanti da tempo.

caro Garga, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

a me berlusconi fa schifo lo ritengo un essere ignobile che ha costruito la sua fortuna sfuttando altre persone, detto questo perchè una volta per tutte non ammetti che sei chiuso, incapace di comprendere con la paura di scoprire che il mondo è diverso da come te lo immagini e che le eroine sono solo quelle che si inniettano nelle vene i tossici?

non sono io che vengo da un altro pianeta sei tu che non vivi su questo

peace&love
filippo

Allora Filippo, piedi in terra, parliamo chiaro!
Se Franca avesse votato diversamente il governo sarebbe andato sotto, prestando il fianco alla spallata.
Sul pianeta Terra i fatti sono questi.

se il governo volesse ripristinare la pena di morte in italia Franca voterebbe a favore?
ma se franca votasse no il governo cadrebbe
Franca voterebbe a favore?
come dovrebbe comportarsi secondo te la senatrice?

(è un esempio forte ma potrebbe essere risolutivo

peace&love
filippo

Questo è veramente un paradosso, penso che sia stato uno dei momenti più difficili dal punto di vista della credibilità politica di Franca.

Che dire, la situazione della maggioranza al Senato ha portato a questa macchia, quello che più mi dispiace è che sia toccato a Franca che immaingo ne soffrirà.

Il Senato è pieno di persone senza scrupoli, di politicanti di mestiere, di mercanti che popolano il tempio...non poteva toccare ad uno di loro?

Mi rendo conto che il paese è ingovernabile con questi presupposti, per fare una legge o aprire la bocca si debba sottostare a ricatti e sotterfugi...è assurdo!

tuttociò però non intacca la stima verso Franca.

Un abbraccio Franca, io ti sono vicino!

Quando l'unione vinse le elezioni, ingenuamente, festeggiai. Credevo che sarebbero cambiate tante cose e che forse avrei fatto ritorno in Italia (vivo all'estero, per fortuna). Che ingenua che ero...
Tanto, anche se non fate spallate a favore del bicefalo incerato per non far cadere questo "governo", non ravvedo tutta questa differenza...
Rispetto alle altre nazioni europee, fate ridere!(mi riferisco a tutti i politici italiani e non in particolare a lei)
Adesso e' caduta la goccia... ed e' arrivato il momento che siete riusciti a farmi vergonare della mia nazione. (Dovrei chiedere i danni a questo governo ed a quello precedente dello psicoincerato per aver ridicolizzato l'Italia e gli italiani agli occhi delle altre nazioni, all'estero...) Siete lo zimbello del mondo!
Ma veramente crede che questo sia il modo di rappresentare i cittadini?
Non si vota a favore del decreto x, y ecc.. senno' ritorna il lupo... ma per favore.
Tantopiu' che l'Italia e' un covo di lupi... di tutti i colori.
Che tristezza!!!

Cara Franca,
mi spiace molto vedere che non stai votando gli emendamenti che precedentemente avevi sottoscritto con Rossi e Turigliatto. Filippo ha riassunto bene i meccanismi che ti hanno portato a votare contro...
Io però vorrei fare alcune considerazioni:
1. Se tu avessi votato con Rossi e Turigliatto il Governo Prodi non sarebbe "caduto" in quanto non è stata posta la fiducia sulla finanziaria. Dunque non si sarebbe verificato un ritorno di Berlusconi, ma anzi saresti stata una dei fautori della tutela dei più deboli e del bene comune. (cosa che gli altri non fanno).
2. Così facendo stai compromettendo la tua credibilità nei confronti dell'opinione pubblica. Io, scusa, ma continuo a non capire i motivi della tua scelta di fare dietrofront. Ti sei spesa tutta una vita per i più deboli ed ora??? Adesso che ci sarebbe la possibilità di fare qualcosa tu ti preoccupi di non dare "spallate" al Governo Prodi. E a noi deboli chi ci pensa???
3. Ho saputo che Rossi ha presentato un emendamento per aumentare le pensioni degli invalidi civili e il fondo per "la vita indipendente". Tu che sei stata sempre dalla nostra parte... ora che pensi di fare? Voterai per noi invalidi o per il Governo?
4. Ho letto che vuoi lasciare... ho letto la risposta che hai dato a Filippo... "magari una malattia". Ma come??? Questa per me è un'offesa. Io che soffro e lotto quotidianamente (per malattia) nella speranza di una vita migliore, devo sentire persone che si augurano una malattia? Questo non lo posso accettare. E' per tutto questo che ti esorto a riprenderti e a lottare (come sempre hai fatto) per un futuro migliore per l'Italia, per il popolo italiano e per i più deboli. FORZA FRANCA! VOTA E COLLABORA CON ROSSI E TURIGLIATTO!
Aspetto delle tue risposte alle domande sopra poste.
Con affetto,
Marco

Cari Amici,
sulla questione dell'emedamento, e più in generale del voltare le spalle alle fasce più deboli approvando la politica del Governo, è giusto soffermarsi per un attimo anche su questa considerazione.
Una serie di emendamenti a firma Turigliatto- Rossi, che prevedevano misure a favore della lotta alla precarietà, dei lavoratori colpiti da amianto, dei precari nelle università ecc.  contenevano provvedimenti del tutto condivisibili, anche da molte componenti della maggioranza. L'unico problema si è dimostrato, in moltissimi casi, quello della copertura. La regola è facile, quando si introduce un cambiamento al testo che prevede una spesa, è necessario prevederne la copertura tra le "tabelle" che mettono a disposizione i fondi per la finanziaria. Nel caso di molti di quelli di cui ci stiamo occupando, al di là delle intenzioni, non era prevista la copertura finanziaria, condizione necessaria e sufficiente per far si che un emendamento sia approvato.
Di conseguenza, oltre alle intenzioni, è necesario rilevare e tenere conto del fatto che esiste anche un metodo, contro il quale è impossibile opporsi!
REDAZIONE

Franca che ne dicise prendessimo i soldi dai fondi dormienti??? o dalle riserve auree???
E poi Franca, non hai risposto nel merito alle fomande che ti ponevo... E come ti comporterai nei prossimi giorni? Da che parte starai???

Che succede?
Sto fuori dall'Italia per due settimane, torno e trovo su questo blog discussioni acerrime e piene di astio.
Dico la mia senza la pretesa di insegnare ad alcuno....
Se io fossi al posto di Franca, farei quello che la mia coscienza mi dice di fare e cioè mi sarei già dimesso da un pezzo.
Pur essendo di sinistra, non potrei stare in questo governo.
L'ho già fatto in altra sede e in altro luogo istituzionale, mi sono dimesso dall'incarico di amministratore comunale di sinistra.
Cos'è successo?
Che ora, senza di me, le cose vanno male e peggio di prima, come andavano male prima con la mia presenza sugli scranni.
Conclusioni?
Tiratele voi, ben sapendo che alla fine è Franca a dover decidere secondo la sua coscienza.

Franca siamo con te il tuo è stato un voto coerente con il fatto che vuoi sostenere il governo, e hai fatto benissimo, continua così.
Siamo tutti con te, non dimetterti dal Senato.
E avrei una proposta rifai il sondaggio per chiedere hai frequantatori del tuo blog se vogliono che tu ti dimetta, secondo me non vogliono, e decidi in base al risultato.

Da questa lettera del ministro per la solidarietà Sociale Paolo Ferrero è possibile capire le ragioni per cui un voto che può sembrare contraddittorio - nella particolarissima situazione di incerto equilibrio in cui ci troviamo – ha invece valide ragioni di realismo politico e di coerenza.
Dal manifesto dell’11-novembre

Con il mio voto c'è ancora la possibilità di cambiare
Paolo Ferrero *

Vorrei brevemente rispondere alle cose dette dal mio amico Gigi Sullo sul manifesto di giovedì scorso, anche perché quei quesiti e quelle domande hanno attraversato la discussione di tanti compagne e compagni negli ultimi giorni. E' infatti evidente che la scelta più normale per il sottoscritto sarebbe stata quella di non votare il decreto, ma non sempre la cosa più semplice è quella migliore.
Gigi dice che se avessi votato no, oggi, in un contesto di proteste di settori liberali, di ripresa della parola da parte del tessuto associazionistico sui territori, e di possibile modifica del decreto da parte della maggioranza, avrei potuto dire: «solo io avevo capito, ho tenuto fermo un principio e ho avuto ragione».
Secondo me Gigi non si rende conto che oggi si può modificare il decreto proprio perché ho votato sì e che se invece avessi votato no, le cose sarebbero diverse e assai peggiori. Un mio voto negativo avrebbe spalancato le porte a un accordo bipartisan che in nome dell'emergenza criminalità metteva insieme il Partito democratico e la destra. Di fronte a un mio voto contrario il Pd, la destra e mass media avrebbero detto che era necessaria un'intesa tra i poli «perché la sicurezza degli italiani non può mica essere messa in pericolo dalle idee balzane di un ministro comunista!».
Il decreto sarebbe stato modificato in peggio, sulla base delle proposte del Polo e quell'accordo avrebbe avuto una forza enorme non solo sul piano parlamentare e mediatico ma anche nel riscontro di massa, mettendoci in un angolo sul piano sociale. Fantapolitica? Chiunque abbia visto anche solo di sfuggita alcune delle trasmissioni televisive serali dei giorni scorsi ha potuto apprezzare di persona come non si trattasse di fantasie. Cosa meglio di una grande coalizione per far passare delle norme repressive in nome della sicurezza collettiva e dell'emergenza criminalità per poi magari arrivare in primavera a un bel referendum sulla legge elettorale che sulla base di un bel plebiscito popolare tolga di mezzo i rompipalle?
Ecco, credo che quel sì, travagliato e discutibile, in Consiglio dei ministri, abbia tenuto aperta la strada per ostacolare un tale progetto, lasciando alla sinistra lo spazio di manovra nel quale ci stiamo muovendo per modificare il decreto nella direzione indicata in questi giorni dai giuristi e da coloro che nelle associazioni come nelle parrocchie lavorano da sempre per l'inclusione dei migranti. La possibilità di modificare il decreto in Parlamento, in sintonia con la Costituzione, la direttiva europea e l'antirazzismo, è data proprio dal fatto che il Prc non si è messo fuori dalla partita da solo e che oggi esiste ancora l'Unione e il governo, altrimenti tutta la questione sarebbe stata giocata nel dialogo tra Pd e Fini.
Infine, tre punti, non certo secondari.
Il drammatico sgombero con le ruspe di alcuni insediamenti, specie nelle grandi città, è proprio del clima isterico in cui è nato il decreto. Esattamente come è avvenuta la mediatizzazione della paura per la tragedia che si era consumata a Tor di Quinto che Rossanda ha giustamente richiamato nel suo editoriale di giovedì scorso. Un voto contrario purtroppo non avrebbe impedito questo.
In secondo luogo gli emendamenti al decreto sono ora presentati da tutta la sinistra, e non solo dal Prc. Se la cosa si fosse chiusa la sera del 31 ottobre tra polemiche e divisioni questo sarebbe stato un po' più difficile.
Inoltre credo di poter dire che l'esito di un mio «no» sarebbe stato irreversibile, mentre il mio «sì» ha lasciato aperta ogni possibilità. E' infatti evidente che se non fossimo riusciti a tenere aperta la partita della modifica del decreto, Rifondazione avrebbe potuto sconfessare il mio voto favorevole, mentre un mio voto contrario e la dinamica bipartisan che ne sarebbe seguita avrebbe determinato da sola gli esiti - anche politici - della vicenda. Oggi decidiamo noi cosa fare, se avessi votato no avrebbero deciso solo altri e non sarebbero state buone decisioni, né per noi né per i rom. Questo richiama per me un punto essenziale nel fare politica. Ogni dirigente sa che ci sono passaggi in cui devi piantare la bandiera e dire no e ci sono passaggi in cui devi fare un passo indietro oggi - per evitare di essere spazzato via - e poter riprendere il cammino il giorno dopo. Lo sa la compagna o il compagno che opera in un comitato di base, lo deve sapere un ministro. In quella mezz'oretta in cui mercoledì sera ho dovuto decidere cosa fare, a questo ho pensato. Visto che il decreto lo cambiamo, credo di non aver pensato male.

* ministro della Solidarietà sociale

FINANZIARIA: RAME, SOSTERRO' FINO IN FONDO GOVERNO

(ASCA) - Roma, 13 nov - ''Sosterro' fino in fondo il governo.
Votero' per il governo, con l'Ulivo''. Lo ha affermato in
Aula al Senato Franca Rame, che ha firmato alcuni emendamenti
alla finanziaria insieme ai dissidenti dell'Unione Rossi e
Turigliatto. L'attrice ora sta votando contro gli emendamenti
da lei stessa sottoscritti per non creare problemi al governo
e alla maggioranza.
lsa/sam/ss

se il governo volesse ripristinare la pena di morte in italia Franca voterebbe a favore?
ma se franca votasse no il governo cadrebbe
Franca voterebbe a favore?
come dovrebbe comportarsi secondo te la senatrice?

(è un esempio forte ma potrebbe essere risolutivo

peace&love
filippo

peace&love
filippo