gli emendamenti di Calderoli sul costo della politica

Ieri mattina, al Senato è stata approvata la “Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011”. Questo documento è il passo che precede la legge finanziaria, perché identifica e qualifica le risorse a disposizione, dalle quali attingerà la manovra.
Chiaramente, non sono mancati discorsi sul tema dei costi della politica e come al solito, non sono mancate le strumentalizzazioni.  
Su questo argomento sono in molti che si stanno adoperando: sono stati presentati disegni di legge per la riduzione delle indennità parlamentari, altri per il taglio delle pensioni, altri per l’eliminazione delle comunità montane, c’è infine un disegno di legge di Italia dei Valori, pubblicato qualche tempo fa su questo blog, che mette assieme molti di questi aspetti in un testo unitario.
Si stanno impegnando parlamentari, ministri, enti locali. Persino il Presidente Napolitano ha ridotto le spese del Quirinale!
Anche per la finanziaria sono previste una serie di misure: i contenuti del ddl Santagata sul taglio dei costi, una serie di emendamenti a varie firme, e chi più ne ha più ne metta.
In questo clima, e in un’aula ancora “surriscaldata” dalle votazioni sul Viceministro Visco del giorno precedente, arrivano due emendamenti del Sen. Calderoli, che prevedono l’uno l’abbattimento dei membri del Governo, e l’altro il congelamento delle indennità parlamentari. Due proposte più volte giunte sia dal Governo che dal Parlamento, non da ultimo dal Presidente Bertinotti.
Ora la domanda lecita sarebbe: perché questi emendamenti sono stati respinti? Solo perché venivano dall’opposizione?
Innanzitutto si trattava di proposte vaghe, non definite e puntuali, diversamente da molte altre, già nominate ed in arrivo in finanziaria e vari progetti di legge.
E poi in molti hanno avuto il lecito presentimento che si trattasse dell’ennesimo stratagemma. Si, perché il Senatore Calderoli ha spesso utilizzato questo sistema: con il Ministro D’Alema e poi con il Ministro Mastella, presentò mozioni a favore del Governo, per cercare di far votare la maggioranza assieme all’opposizione e poi dichiarare che non esiste più un sostegno al Governo, è necessario salire al Colle, e via così…
Di seguito troverete lo stenografico dell’intervento di Calderoli con le risposte di Morando e Salvi. Ma prima, leggete il bellissimo intervento del Senatore Silvestri!

 
 

SILVESTRI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, debbo denunciare un profondo malessere in relazione alla discussione che stiamo facendo, un malessere che deriva da una precisa questione.
Sono contrarissimo a discutere di democrazia, di istituzioni, di qual è l'assetto migliore per il benessere del Paese in commistione con la questione degli sprechi, della lotta e dell'economicismo.
Rischiamo di far passare l'idea che la democrazia sia un lusso, che la democrazia ha un costo; rischiamo di far passare l'idea che tutto ciò che facciamo e tutto ciò che la democrazia porta è una spesa per il Paese. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Ulivo e RC-SE). No, non è una spesa, è una ricchezza, è la fonte vitale di coesione sociale e di rappresentanza.
Allora, sono d'accordissimo nella lotta contro tutti gli sprechi (tra l'altro l'ecologia trova fondamento nella lotta contro lo spreco), sono per una vita sobria ma non pauperista, sono per razionalizzare il tutto, ma non ci sto che la rappresentanza, le forme di partecipazione delle donne e degli uomini di questo Paese, le forme delle decisioni delegate vengano additate - questo sta succedendo - semplicemente come uno spreco, semplicemente come soldi gettati via, perché questa è la strada maestra che porterà all'idea che allora decide uno per tutti e tutto il resto non conta. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Ulivo e RC-SE). Stiamo giocando con il fuoco.
Allora, proprio perché sono d'accordo sulla razionalizzazione delle spese, anch'io credo che i Sottosegretari siano troppi, anch'io penso che una riduzione delle nostre istituzioni - non per i costi, ma perché siano più efficienti, più efficaci e rappresentative verso il Paese - possa essere attuata (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC).
Abbiamo il dovere di rivendicare non solo l'orgoglio di cercare nella nostra umiltà, nei nostri difetti, di rappresentare il benessere di tutta la popolazione, non di quella regione o categoria ma il benessere di tutto il nostro Paese, ma abbiamo anche il dovere di ricordare che su questa strada davvero la democrazia autoritaria e i plebisciti personali sono la via maestra, oltretutto se accompagnati da un sistema integrato delle comunicazioni di massa che ha ridotto il cittadino a semplice utente.
Vorrei anche esprimere di fronte a tutti l'orgoglio di essere stato eletto. Non credo di sprecare i soldi, non credo di essere inutile, se lo pensassi mi dimetterei. State attenti, però, perché ci stiamo incamminando su una strada che per colpire dei giusti sprechi porta a colpire il senso vero della democrazia della rappresentanza e non ci sarà più futuro per nessuno. (Vivi, prolungati, generali applausi. Molte congratulazioni).
 
 
CALDEROLI (LNP). Signor Presidente, ne approfitterò anche per fare semplici commenti rispetto a quanto vado a proporre.
Il nuovo testo dell'emendamento è il seguente: "Dopo la parola «Governo», inserire il seguente punto: «a prevedere, già in sede di disegno di legge finanziaria, un ridimensionamento quantitativo dell'Esecutivo e dei relativi costi, con particolare riferimento al numero dei Sottosegretari»".
 
PRESIDENTE. Quindi, vengono eliminate le tre righe che precedono l'ultima frase che lei ha letto.
CALDEROLI (LNP). Esattamente.
Onorevoli colleghi, da tanto tempo sento parlare dei costi della politica. Ad oggi, però, l'unico intervento concreto che ho visto fare è la riduzione dei bagni del Senato da sei a tre postazioni. È stato fatto soltanto quello.
Oggi ci troviamo di fronte ad un Esecutivo composto da 103 elementi. Ma non basta sottolineare solo il numero dei componenti perché molti di loro erano senatori eletti (non so se sia accaduta la stessa cosa anche con i deputati) e sono stati fatti dimettere - quando si è riusciti a farlo - portando così ad un raddoppio per la comunità del costo di quel soggetto; infatti, gli viene pagato uno stipendio come senatore ed uno come membro dell'Esecutivo.
Oggi, per la prima volta, disponiamo di uno strumento e ricordo a tutti - come è stato giustamente evidenziato dal presidente Angius - che si tratta di un emendamento ad una risoluzione alla Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria ovvero ad un atto di indirizzo nei confronti del Governo. Quindi, si tratta della sede adatta per sottolineare all'Esecutivo che cosa pensa sulla riduzione di se stesso il Parlamento. Se non lo diciamo oggi, credo non lo diremo mai più.
Vorrei capire perché non si intende esprimere un voto favorevole al riguardo. Mi sarei aspettato che tutti fossero d'accordo e che non si fosse presentato neanche il problema. In realtà, si esprime un voto contrario perché altrimenti da domani metà Governo dovrebbe dimettersi ed andare a casa e qualcuno di quei Sottosegretari non sarebbe neanche più senatore perché nel frattempo è stato fatto dimettere. (Applausi dei senatori Berselli e Mugnai).
Se, dunque, si deve dare veramente un segnale al Paese, dobbiamo darlo oggi e non con un'astensione (al limite, potreste non partecipare al voto) perché, se oggi il Parlamento esprimesse un voto contrario alla riduzione dell'Esecutivo più numeroso, più pesante e più costoso della storia della Repubblica, si contraddirebbe quanto è stato detto tutti i giorni. Oggi lo possiamo fare; se c'è un voto contrario, il Governo sarà autorizzato a non intervenire con il supporto del voto del Senato. (Applausi dai Gruppi LNP, AN e FI).
MORANDO (Ulivo). Domando di parlare.
 
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
 
MORANDO (Ulivo). Signor Presidente, nella formulazione originaria l'emendamento era ammissibile perché ipotizzava che nel collegato, fuori dalla sessione di bilancio, si introducessero norme riguardanti la composizione del Governo in generale. È ovvio il riferimento specifico all'attuale Governo ma la norma avrebbe dovuto avere, secondo la formulazione originaria dell'emendamento, un carattere di tipo generale. È stato detto nel dibattito, e non a caso, che così ritorna in vigore la legge Bassanini, appunto norma di carattere generale senza riferimenti ad uno specifico Governo.
Signor Presidente, come lei sa, il contenuto proprio della legge finanziaria, a differenza del contenuto proprio del collegato, è specificato nella legge n. 468 del 1978. Tale contenuto non è definibile ad libitum e oggi pomeriggio il Presidente del Senato si pronuncerà sul contenuto proprio della legge finanziaria. La Commissione bilancio ha avanzato numerosissime proposte di stralcio (e vedremo cosa deciderà il Presidente al riguardo) proprio perché ieri sera, nel corso di una riunione di quattro ore, ha lungamente esaminato la rispondenza del contenuto della legge finanziaria presentata dal Governo al disposto della legge n. 468 del 1978.
È del tutto evidente che, come modificato, questo emendamento è patentemente inammissibile in quanto la legge finanziaria non può contenere la norma cui esso fa riferimento, essendo una norma di carattere meramente ordinamentale. A mio giudizio, l'emendamento era ammissibile nella sua formulazione originaria, ma nella sua attuale formulazione esso diviene patentemente inammissibile.
PRESIDENTE. L'opinione della Presidenza è diversa da quella del senatore Morando.
In primis, noi stiamo presentando un emendamento alla risoluzione alla Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria e, quindi, non siamo in sede di esame della legge finanziaria.
In secondo luogo, dal punto di vista dei possibili riflessi sul piano della spesa e su quello finanziario, è indubbio che la proposta di questo emendamento abbia tali riflessi.
In terzo luogo, se diamo quell'interpretazione di carattere restrittivo, da lei fornita, circa la funzione ordinamentale dell'emendamento, allora vorrei eccepire che anche alcune norme del disegno di legge finanziaria, così come presentate dal Governo, presentano questa eccezione di regolamentarità rispetto al riflesso che hanno, o dovrebbero avere, nei confronti della legge n. 468 del 1978, cui lei ha fatto riferimento.
 
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
 
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.2 (testo 2), presentato dal senatore Calderoli.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
 
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
  
Ripresa della discussione del Documento LVII, n. 2-bis
 
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.3.
SALVI (SDSE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
 
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
 
SALVI (SDSE). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per annunciare il voto contrario del mio Gruppo all'emendamento 2.3, dato che l'indennità parlamentare è materia di pertinenza del Parlamento. È vero che il Governo ha presentato una sua proposta ma, istituzionalmente, tocca al Parlamento deliberare. Soprattutto vorrei dire al senatore Pastore - mi dispiace di averlo interrotto contro la mia abitudine - che le origini dello spacchettamento sono nel Governo Berlusconi: con decreto legge 12 giugno 2001, n. 217, è iniziato lo smantellato della legge Bassanini ed è stato il Governo Berlusconi a superare il numero di 100 membri componenti.
Mi fa piacere questo ravvedimento operoso ma ognuno dovrebbe pensare alle cose sue prima di attaccare quelle degli altri. (Applausi dai Gruppi SDSE, Ulivo, RC-SE).
CALDEROLI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
 
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
 
CALDEROLI (LNP). Signor Presidente, non comprendo la contrarietà al mio emendamento 2.3, che recepisce ciò che è stato dichiarato da tutti in questi giorni, cioè che sarebbe stato sconveniente procedere ad un automatico aumento delle indennità dei parlamentari, conseguente ad una legge che ha modificato la materia della giustizia.
Si dice che nella legge finanziaria è già prevista la sospensione per cinque anni dell'aggiornamento automatico. È vero che questo è previsto in sede di finanziaria ma la finanziaria lo sospende per cinque anni mentre la mia richiesta è di intervenire in senso definitivo rispetto a quello che è il tema delle indennità dei parlamentari. Anche perché, non prendiamoci in giro, si è voluto creare un articolo, in risposta forse alle campagne di Grillo, dicendo che questo aumento automatico per cinque anni verrà bloccato. Il problema è che la nostra indennità corrisponde a quella di un magistrato di Cassazione che svolge funzioni dirigenziali. All'interno di questa posizione vi sono 30 gradini e noi siamo collocati a metà. Questo non lo stabilisce la legge ma lo stabiliscono gli Uffici di Presidenza. O si rimette mano, completamente, all'aggancio che noi abbiamo con il Presidente della Corte di cassazione o, viceversa, questa norma manifesto della finanziaria lo bloccherà per cinque anni ma ci sarà tutto lo spazio, negli Uffici di Presidenza, per alzare il livello del gradino e determinare comunque gli stessi effetti senza neppure passare attraverso una legge.
Se oggi vogliamo dare un segnale rispetto a quell'aumento, tra l'altro retroattivo, che ci è arrivato - qualcuno diceva addirittura di volerlo devolvere, cosa che tra l'altro è vietata dalla legge - credo che si possa dare mandato al Governo, in sede di collegati, di affrontare definitivamente la materia in modo tale che non ci sia la possibilità più per nessuno di nascondersi dietro il dito del fatto che è una cosa che accade per una legge già votata. Quella legge l'avete votata voi, noi abbiamo votato contro quell'aumento di stipendio, cari colleghi. (Applausi dal Gruppo LNP).
 
 
 


Commenti

solo una considerazione:
tutti a dire che bisogna ridurre i costi
e nessuno che parla di educazione alla spesa (sono soldi dei cittadini e bisognerebbe darne conto, in termini di ritorno di efficenza)

tutti a dire che bisogna eliminare gli enti inutili
nessuno che dica invece, che bisognerebbe farli funzionare per i motivi x cui sono nati (tranne ovviamente enti decisamente anacronistici)- una provincia che so siciliana con più membri del senato americano fa imbestialire è vero, ma a me lo fa ancor di più sapere che nonostante ci siano "risorse umane" a profusione, non faccia effettivamente na cippa -

peace&love
filippo

Ritengo che i nostri politici per la maggior parte abbiano paura del confronto pubblico con i cittadini, altrimenti non viaggerebbero in auto blindate, con aerei presidenziali, con uomini di scorta...
Prenderebbero i mezzi pubblici, così si accorgerebbero di quanto sono carenti e forse non finanzierebbero prima nuove autostrade ma il servizio pubblico, camminerebbero su marciapiedi inadatti a disabili e utilizzerebbero metropolitane da terzo mondo.
Tagliamo la spesa delle scorte, private o pubbliche che siano, i politici non ne hanno bisogno: se veramente vogliono essere dalla parte dei cittadini dovrebbero invece far sì che i pochi uomini di polizia e carabinieri che abbiamo a disposizione come cittadini, siano EFFETTIVAMENTE a servizio nostro e non di chi ci dovrebbe rappresentare.

In realtà leggendo , mentre mi accorgevo di non riuscire a concentrarmi sui contenuti, perchè distratta della insinuante convinzione che le parole hanno un peso solo se dette in buonafede e dubitando intimamente della stessa,mi sono accorta che un altro malizioso pensiero faceva capolino nella mia testa tale da farmi ridere e quindi distogliermi definitivamente dall'intento di restare concentrata.
Mi domando infatti:" ma tutti questi signori, nel loro talamo coniugale, o in cucina mentre mangiano o in bagno ....usano questo linguaggio???
_...pregevole consorte, ravvisando in questo "emendamento" un contenuto di sorprendente quanto inusuale effervescenza testosteronica, propongo di votare sicuramente per una soddisfacente conclusione....
_MA CARO.....NE HAI FACOLTà!!!!!
O nel bagno....
_ constato che in questa seduta plenaria la testuale deficenza dei mezzi programmatici non viene supportata da un adeguata quantità di carta igienica, auspico pertanto di poterne ravvisare il reperimento immediato.....
ecc...
Da ciò dopo la risata rimane l'amarezza che se le parole hanno un potere, il potere di queste parole è di comunicare a chi le legge e a chi le subisce la volontà di essere altro da noi elettori, di essere degli Dei di un Olimpo che non vuole evere a che fare con la vera base della montagna.....noi!