INTERVENTO DI FRANCA RAME IN AULA SULLE COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DAMIANO - MORTI BIANCHE

Nel 1962, Dario ed io eravamo i conduttori di “Canzonissima”su Rai Uno.
Nell’ottava puntata avevamo pronto un brano sulle cosiddette “morti bianche”, problema già grave in quegli anni.
I responsabili RAI hanno censurato il pezzo. Così abbiamo scoperto che in Italia la gente non deve sapere che si muore sul lavoro.
Ci siamo rifiutati di accettare il veto e abbiamo abbandonato la trasmissione, affrontando processi uno dietro l’altro.
E per ben sedici anni siamo stati letteralmente cancellati da tutti i palinsesti televisivi.
Oggi, dopo 45 anni, i media informano sulle quasi quotidiane vittime del lavoro:dal 2001 al 2007 si denuciano 8.376 morti… senza contare le innumerevoli malattie professionali, che hanno colpito lavoratori, donne e uomini, la cui sopravvivenza è inesorabilmente segnata.
 
Il nostro Presidente del Consiglio, ha commentato tempo fa: “Quei morti sono martiri del lavoro”. No Presidente, quei morti, non sono martiri del lavoro, ma vittime uccise da atti criminali: lavoro nero, e risparmio sulle impalcature di protezione.
Che vale la vita di un immigrato clandestino? Che vale la vita di un lavoratore bianco in regola? NULLA!
Anche lui può finire carbonizzato.
Quello che vale è solo il profitto sulla pelle di chi è costretto a rischiare la vita ogni giorno per poter campare.
Nel nostro Paese, milioni di persone tutte le mattine vanno al lavoro con il rischio di non tornare… Come si recassero in un campo di battaglia .
Nella guerra nel Golfo hanno perso la vita 3520 militari i morti sul lavoro in Italia dal 2003 all'ottobre 2006 sono ben 5252, (rapporto Eurispes).
Gli infortuni sul lavoro costano alla comunità circa 50 miliardi di euro l'anno: se questa enorme somma di denaro fosse destinata alla sicurezza del lavoratore, non saremmo qui ancora oggi a fare i notai di questa triste conta dei caduti.
Occorre urgentemente una struttura di controllo rapida e incorruttibile che applichi una legge che colpisca severamente gli imprenditori disonesti, anche con carcerazione oltre a pesanti multe.

Certi italiani, si mettono in riga, solo se li tocchi sui soldi. Rispetto del loro prossimo e onestà sono temi che non li riguardano. Il loro cuore batte solo nel portafoglio. VERGOGNA!


Commenti

Grazie Franca! Il tuo intervento era la voce di tutti quelli che si trovano moralmente e umanamente schiacciati dalla logica diffusa del mero profitto.
Era il suono della solidarietà fra esseri umani, il canto della volontà di un riscatto etico e sociale.
La tua vita parla la lingua del lavoro creativo, dell’impegno generoso, dell’attenzione per il prossimo. Il tuo intervento rispecchia autenticamente quei valori.
Ti sono molto grato, e sono certo di essere, in questo sentimento, accomunato a tutti quelli che credono nella cultura della solidarietà e della dignità umana.
Con affettuosa riconoscenza

"Dicono di lui

quando parla

di noi

che pensi solo a lei

e non come dovrebbe

ai fatti suoi."

Dicono che, sai

lui è il re

e pure dei troiani

e vuol combattere

contro i suoi fratelli,

gli odiati, spartani.

Il nemico è sempre là,

semprepresentecheloaspetta,

protetto dalle torri e dai monti,

e dicono, sai

ai suoi strali

nessuno vuol dar retta,

e tutti ne han paura.

Temono il Kapo,

il comandante,

QUELLO CHE si prende tutto il merito

di un paese in mutande

QUELLO CHE non vuole il giudizio

dei bambini senza padre.

"Dicono di lui

quando parla

di noi

che pensi solo a lei

e non come dovrebbe

ai fatti suoi."

Una lei povera, che gli par lontana

tra le cime di un monte sacro

irrangiungibile,

ma a tratti presente

e nella notte oscura, lui

disperatamente

ogni tanto chiama.

"E così diciamo
sempre di lui
quando parliamo di noi
pensando, assieme a lei:
Ha fatto i fatti suoi.
E mai come dovrebbe."

E a queste voci sincere

il monte mollo,

sgretolato,

dal pianto soave dilacrimedibimba,

cede

implode

nel suo stesso, corporeo,

peso.

Di Monte che ze mollo, ma tanto mollo.
Troppo mollo.

cara Franca, fintanto che la legge del mercato governerà gli uomini, ci saranno sempre i "martiri" del lavoro
anche i governi italici vi contribuiscono privatizzando i servizi, col duplice risultato:
il privato non eroga più un servizio ma ricerca un profitto, e taluni cittadini addirittura non lo hanno più questo servizio
facciamo l'esempio dei trasporti ferroviari: lo stato non era più capace di gestirlo, creava voragini di soldi enormi, ma anzicche gridare all'efficenza si è gridato privatizziamo, quindi tagli del personale e per la spasmodica ricerca del profitto dei privati, tagli alla manutenzione, i risultati sono visibili a tutti, poi c'è l'altro aspetto: sempre nell'ottica del profitto sono nati i rami secchi, e allora tagliamo sti rami secchi, che però so cittadini italiani che pagano le tasse ma che non hanno più un servizio per il quale continuano a pagare e tasse.
PRIVATIZZARE é BELLO si per i privati

p.s. cara senatrice mi consenta una provvocazione, col permesso del buon Garga naturalmente, farebbe cadere il governo o ingoierebbe il rospo in nome della fedeltà a prodi (ma non dovrebbe esserlo a Dario?) se presentasse una legge iniqua sulle morti bianche?

peace&love
filippo

Anno Zero, ieri sera. Uno degli operai dell'acciaieria-inferno di Torino ha detto, tra le altre cose, che il precariato è una delle cause di morte sul lavoro: perchè come fa un interinale, il cui contratto sta per scadere, a denunciare la mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro, con il rischio di non essere più riassunto?
------------------------------------------------------
E non stanno meglio gli altri lavoratori precari, sia che lavorino per la pubblica amministrazione o per le industrie, dato che la maggior parte dei contratti sono "contratti capestro", poichè non danno diritto a malattia, ferie e costringono a ritmi di lavoro da “schiavi moderni”, per citare la triste definizione di Grillo.
Una mia amica calabrese a Milano, interinale da anni, ha avuto rinnovato, nei giorni scorsi, il suo contratto per soli due mesi del 2008: attesa delle disposizioni (se saranno approvate) contenute nello scellerato protocollo welfare ( asse confindustria-sindacati al servizio dei padroni) o anticamera del licenziamento? Ricordiamo che la finanziaria, fino ad ora, non prevede la stabilizzazione per gli interinali, né per i cococo, né per i cocopro, dato l’art. 93 per come emendato al Senato da Dini e il suo Amico, ex funzionari della Banca d’Italia, amici di Confindustria, oggi ricattatori politici di professione. Né si spera che qualcosa sia cambiato in merito nel maxiemendamento, pasticciaccio del governo, presentato alla Camera.
Praticamente, non solo non si stabilizza ma si impedisce addirittura il rinnovo dei contratti, per cui si assisterà, già nei primi mesi del 2008, ad una grandiosa creazione di nuove sacche di disoccupazione, e il precario non ha diritto alla cassa-integrazione ma solo il “diritto” a restarsene a casa…
P.S. E non per mettere in piazza gli affari miei, che potrebbero risultare pure fastidiosi, ma il mio contratto cocopro con una p.a. ( per 16 comuni) scade il 31 dicembre: non ci sono ancora segnali di una volontà di rinnovo, nonostante la legge preveda la possibilità di proroga di un contratto a progetto, nel caso in cui il progetto non sia ancora stato interamente realizzato….e il mio vedrebbe la fine a dicembre del 2008!
Le possibilità sono due: umiliarmi a chiedere, per l’ennesima volta, la proroga (e non credo che lo farò!) o aspettare la fine dell’anno e dal 1 gennaio restarmene a casa…e credo proprio “la seconda che ho detto”!
Perché noi centinaia di migliaia di precari, a differenza dei tir dallo sciopero selvaggio e paralizzante, non abbiamo niente da mettere “di traverso” per “ricattare” questo squinternato governo…non abbiamo sindacati che ci tutelano (ma ormai quelli non sono buoni manco a tutelare gli operai che vengono ammazzati quotidianamente sul posto di lavoro), non abbiamo altro che la nostra voce, inascoltata…
Il precariato causa, dunque, anche di morte per il lavoro, lavoro insicuro che causa stress quotidiano, che ammazza i diritti, la dignità e il rispetto per sé stessi.
Cari saluti a tutti. Bruna

cara Bruna, permettimi una provvocazione.

come pensi di risolvere questi problemi?
continuando a votare questo sistema?
votare e sperare?
o forse non è meglio sommergere questi signori di una marea di schede annullate, per dare un VERO segnale, forte, risolutivo?

a me pare evidente la VOLONTA' di non risolverli questi problemi, sono 60 anni Bruna 60 anni che abbiamo questi problemi, esattamente gli anni che noi da bravi cittadini votiamo e speriamo.
non pensi che sia il caso di cambiare sistema'
proviamo a NON votare e sperare invece di votare e sperare, visto che questo non ha prodotto nessun risultato

a bien tot

peace&love
filippo

Caro Filippo, permettimi una provocazione.
Io posso anche scegliere di non votare, ma quanti credi che lo farebbero? L'astensionismo o è di massa o non serve proprio a un bel niente...e poi dimmi chi potrebbe coordinare questo enorme "movimento del NON VOTO"? Non certo io o tu.
Più che una provocazione, dunque, c'è bisogno di un'alternativa. Io, per adesso, non ne intravedo nessuna.
Aspetto tue segnalazioni...
A bien tot.
Bruna.
PS."una spada sarà inutile nelle mani di un codardo"(Nichiren Daishonin)

cara Bruna la scelta del non voto, uno la fa o non la fa a prescindere da chi altro lo farà
io la faccio perchè non mi sento rappresentato e perchè so 60 anni che si "vota" ma nulla è cambiato, quindi non serve votare.
l'astenzionismo serve a me per non sentirmi complice della casta
coordinare? cioè utilizzare gli strumenti che il sistema ci mette a disposizione? per avere poi qualcuno che "cavalchi" questa astenzione? no cara Bruna non serve coordinare serve astenersi, non per cambiare, perchè cambiare un "re" con un altro non serve, ma astenersi per dare un segnale al "re"
in pratica col non voto gli si dice al "re" guarda che hai tirato troppo la corda, ora o cambi atteggiamento oppure ti tagliamo i "viveri" cioè i voti se il "re" come io credo è avvinghiato al potere, pur di conservarlo farà delle concessioni come la storia ci insegna, a quel punto poi sta a noi vigilare affinchè queste "concessioni" restino sancite.

peace&love
filippo

Cara Bruna,
la puntata di ieri era sconvolgente.
Per quanto riguarda la faccenda dei precari della pubblica amministrazione e l'emedamento D'Amico, vorrei farti presente che la finanziaria NON E' ANCORA APPROVATA, e pertanto fino al 1° gennaio non sarà possibile attuare alcuna delle misure previste. Non conosco la situazione locale, ma credo saranno necessarie delle proroghe per permettere l'entrata in vigore con decreti attuativi...
cari saluti
redazione

Per quanto riguarda la faccenda dei precari della pubblica amministrazione e l'emendamento D'Amico, vorrei farti presente che la finanziaria NON E' ANCORA APPROVATA...

Cara redazione, è solo questione di giorni e la finanziaria passerà, con l'ennesima fiducia e con buona pace di tutti.
L'emendamento dell'Amico di Dini (ma non è l'unica norma scandalosa, ho citato anche il protocollo welfare)è rimasto immutato. La giudico scandalosa perchè sbatte la porta in faccia a tutti i precari della P.A., bollati come raccomandati politici (Dini dixit: la stabilizzazione dei precari della p.a. serve a sistemare gli amici degli amici...tu senti da che pulpito viene la predica!)E il Consiglio dei Ministri del 16 dicembre scorso approva la stabilizzazione per 881 (che li hanno contati?) precari della ricerca...ma vedi un pò te! Nonchè 4497 (???)nuove assunzioni nei ministeri, etc.
E per quanto riguarda i decreti attuativi, è solo questione di tempo...quindi la catastrofe è solo rimandata! Intanto, le P.A., in attesa, non rinnovano i contratti cocopro in scadenza al 31 dicembre.Questo è quanto.
Cari saluti.
Bruna.

...la finanziaria 2008 è infarcita di norme VERGOGNOSE, di elargizioni di mance milionarie di stampo clientelare:
una di quelle più vergognose prevede la delega da 100 milioni ad un "privato" per la tutela e la garanzia dei diritti dell'infanzia, soldi che dovevano servire per istituire il "garante per l'Infanzia"(denuncia ieri sera alla Camera, da parte di un deputato dei Comunisti Italiani!).
Non un euro per i disabili, sgravi per le famiglie fasulli...vedi ICI, a fronte della rimodulazione degli estimi catastali e l'aumento in sede locale dei tributi che graveranno sulle stesse famiglie (come si dice...con una mano do e con l'altra prendo!)
Furbo, però, questo sgangherato governo, scarica sugli enti locali il maggiore prelievo fiscale!...
E l'elenco potrebbe continuare...ma sono cose dette e ridette e non voglio annoiare nessuno.
Cari saluti a tutti.
Bruna.

350.000 lavoratori precari nella Pubblica Amministrazione
Solo per 7000 previsto un percorso per la stabilizzazione.
MARTEDÌ 14 FEBBRAIO 2006

da adlinvisibili

Una goccia nell’oceano che non risolve minimamente il drammatico problema del precariato, ma che paradossalmente rischia di non risolvere neanche quello dei 7000 lavoratori, i cosiddetti precari “storici”, che da anni lavorano nel Ministero della Giustizia, in quello della Salute, dei Beni Culturali e dell’Economia, all’Agenzia del Territorio, all’Inps, Inail, Inpdap ed Enpals, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Il comma 247 dell’art.1 della Legge Finanziaria infatti prevede la possibilità per le Amministrazioni interessate di “indire procedure concorsuali per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte dal personale precario”.

La scelta del concorso pubblico per stabilizzare i precari che da anni operano nelle Amministrazioni pubbliche è di per se ambigua e, a ridosso delle elezioni politiche, rischia di rimanere solamente una mossa preelettorale che non da risposte concrete ai lavoratori.

Questi 7000 posti seppur insufficienti sono una conquista delle lotte che i lavoratori precari hanno condotto in questi anni rivendicando il diritto ad un lavoro stabile e garantito e non devono diventare un’appetitosa opportunità di clientelismo per i soliti noti. Tutti gli accorgimenti “tecnici”che possono essere utilizzati nella costruzione dei bandi al momento non offrono la garanzia totale per una soluzione certa del problema, in questo modo si mettono concretamente a rischio migliaia di posti di lavoro.

Fin dall’inizio la RdBCUB Pubblico Impiego ha manifestato al Ministero della Funzione Pubblica l’inadeguatezza di tale provvedimento, ribadendo che il problema precariato non può essere affrontato con soluzioni tecniche imbrigliate nei vincoli imposti dalla legge, ma solo in maniera “politica” attraverso l’adozione di provvedimenti ad hoc che salvaguardino veramente la professionalità ed il posto di lavoro di chi, in tanti anni di precariato, ha consentito alla Pubblica Amministrazione di continuare ad erogare servizi all’utenza, nonostante il ripetuto blocco delle assunzioni.

Riteniamo che se una procedura concorsuale pubblica ha lo scopo di accertare i requisiti per l’accesso nella Pubblica Amministrazione, i lavoratori precari non devono dimostrare niente! Per loro parla la decennale pratica quotidiana con la quale contribuiscono al buon funzionamento degli uffici nei quali operano.

La battaglia contro il precariato, diventato oggi strumentalmente uno dei temi centrali della campagna elettorale, non passa certo attraverso l’individuazione di finte soluzioni con discutibili procedure concorsuali dall’esito incerto. Solamente la mobilitazione dei lavoratori può dare concretezza ad una vertenza che deve coinvolgere tutti, nella consapevolezza che proprio nel precariato si concretizzano, con maggiore contraddizione, la perdita dei diritti e della dignità dei lavoratori, la volontà di affossare la Pubblica Amministrazione, le scelte economiche di chi vede il lavoro precario funzionale ad un nuovo modello di organizzazione della produzione.

Per questi motivi la RdBCUB P. I. ha in programma un’assemblea nazionale dei lavoratori precari del Pubblico Impiego per rilanciare l’iniziativa, riprendere un percorso di lotta per tutti e concretizzare i processi di stabililzzazione già avviati.

Federazione RdB/CUB Pubblico Impiego

http://www.associazionedifesalavoratori.org/article.php3?id_article=396

finanziaria, le «stranezze della legge»
E la manovra «inghiottì» muli e burattini
Scivoloni e promesse non mantenute: il «percorso di guerra» per arrivare a chiudere la manovra

Silvio Berlusconi si è scottato con la borsa dell'acqua calda? C'è chi si è ustionato di più con la Legge finanziaria. Come le famiglie con figli down. Che ancora una volta si sono sentite tradite. Erano più di dieci anni che aspettavano che fosse riconosciuto a tutti i disabili, anche a quelli un po' meno gravi che qualche lavoretto riescono a farlo, il diritto alla pensione di reversibilità dei genitori. I quali vivono con l'incubo di morire lasciando i loro cari esposti alla vita quotidiana come ai flutti di un mare in burrasca. Avevano scritto a Tommaso Padoa-Schioppa e il ministro dell'Economia, turbato, aveva dato la sua parola: quel milione e mezzo di euro necessario, cascasse il mondo, sarebbe stato trovato.

Macché: all'ultimo momento la commissione bilancio della Camera, dovendo tagliare qua e là per far quadrare i conti, ha tagliato là: «Spiacenti, i soldi sono finiti». Una figuraccia. Imbarazzante. L'ennesima di un percorso governativo accidentato. E segnato da scivoloni. Prima la rimozione dal cda Rai di uno dei rappresentanti del centrodestra, quell'Angelo Maria Petroni che, sbrigativamente rimpiazzato con l'«indipendente» Fabiano Fabiani, ha vinto il ricorso per tornare al proprio posto. Poi la destituzione del comandante della guardia di finanza Roberto Speciale con procedure così sballate (a partire dalla «promozione » rifiutata alla Corte dei Conti) da esporre l'atto all'annullamento da parte del Tar. Poi ancora il «pacchetto sicurezza» che, mille volte promesso e rilanciato dopo il brutale omicidio a Roma di Giovanna Reggiani, finisce per venire talmente pasticciato, sia sotto il profilo costituzionale sia sotto quello politico con l'aggiunta dell'omofobia, da dover essere ritirato prima di essere esposto a nuove bocciature... Insomma, una via crucis. Della quale la Finanziaria, corretta in corsa anche nelle tabelle riassuntive dato che si sono accorti che c'era un errore di 345 milioni (!) è una stazione. Di spine e dolori. C'è chi dirà che, quanto a delirio burocratese, va già meglio dell'ultima volta. Quando i commi inseriti in un solo articolo per tagliar corto con obiezioni, emendamenti e ostruzionismi vari, furono 1.365, record planetario. Ed è vero: i commi sono scesi a 1.201, cioè 164 di meno e spalmati su tre articoli. Ma sono comunque più del doppio di quei 572 commi che nel 2005 costarono al governo delle destre un brusco richiamo di Carlo Azeglio Ciampi. E' questo che intendeva Romano Prodi quando, sotto l'infuriare delle polemiche intorno al progressivo e mostruoso gonfiarsi delle leggi di bilancio (244 commi nel 1995, 471 nel 2002 o 612 nel 2006...) promise che quella di quest'anno, dopo la prima di «rodaggio», sarebbe stata «una Finanziaria snella»? Boh...

Certo è che, rispetto agli ultimi tempi della famigerata Prima Repubblica, quando la legge di bilancio introdotta nel 1978 diventò in pochi anni una creatura affetta da una spaventosa elefantiasi e si guadagnò da Giuliano Amato la definizione di «ultimo treno per Yuma» («Chi non sale rischia di restare definitivamente a terra. Di qui le mille spinte per infilarci dentro di tutto, grandi e piccole cose, dalla spesa sanitaria al rafforzamento della Rocca di Orvieto, dalla Valtellina al restauro delle mura di Ferrara») non sembra essere cambiato molto. Anzi. Certo, non ci sono più personaggi come Wilmo Ferrari, un commercialista veronese dalle lenti spesse come fondi di bottiglia che veniva chiamato «Wilmo la clava» per l'irruenza modello Flintstones con cui randellava tutto quello che poteva dar fastidio ai suoi elettori. E anche Teresio Delfino, che pure siede ancora alla Camera per l'Udc, non ha più la cocciutaggine piemontese di un tempo, quando nei giorni in cui stava nel suo collegio cuneese produceva mucchi di figli (fino ad arrivare a sette) e quando stava a Roma produceva mucchi di emendamenti, come quello indimenticabile che fissava: «l'accettazione delle scommesse sulle corse dei levrieri di cui alla legge 23/3/1940 n. 217 è consentita presso gli impianti di raccolta situati all'interno dei cinodromi... ».

Il senso della Finanziaria, però, è rimasto quello che Paolo Cirino Pomicino teorizzò un giorno, ironicamente, col nostro Dino Vaiano: una distribuzione di vol-au-vent. Uno stuzzichino a tutti, con «la dignità di un negoziato politico»: alla maggioranza e all'opposizione. Basti pensare ai due milioni di euro concessi a Treviso come prima tranche per il velodromo, fortissimamente voluto (nella speranza di avere i mondiali di ciclismo del 2012: auguri) dai parlamentari leghisti Gianpaolo Dozzo e Guido Dussin, che sono tra i promotori della società «Ciclisti di Marca» e hanno fatto della bicicletta agonistica uno dei cavalli da battaglia, scusate il bisticcio, della loro campagna elettorale. Direte: cosa c'entra il velodromo con la Finanziaria? Poco. Ma non meno delle nuove disposizioni fiscali sugli «spettacoli di marionette e burattini». O delle nuove regole erariali sui «cavalli, gli asini, i muli e i bardotti destinati all'alimentazione». O del «recupero delle ferrovie dismesse con piste ciclabili». O ancora della destinazione a Foggia di 2 milioni di euro per realizzare nella città pugliese, poco nota al mondo gastronomico nonostante la «Farrata» con la ricotta o la «tiella» di riso, patate e cozze, una sede distaccata dell'Autorità della sicurezza alimentare. Per non dire della cessione alla Russia della proprietà della chiesa ortodossa di Bari oggi di proprietà del Comune, il quale avrà in cambio dallo Stato italiano un edificio oggi caserma. O della detassazione degli utili reinvestiti nelle produzioni cinematografiche voluta da Willer Bordon e Gabriella Carlucci. O della norma che finanzia l'acquisto di idrovolanti destinati al collegamento con le isole minori. Tutte cose che, per carità, saranno utilissime, centrali, indispensabili.

Come ai tempi delle Finanziarie berlusconiane, apparve indispensabile l'autofatturazione per i ristoranti che acquistano tartufi da raccoglitori occasionali «non muniti di partita Iva». Ma resta la domanda: possibile che tutte queste cose debbano ogni volta finire nell'imbuto della Finanziaria? Facciamo una scommessa. Chiusa la faticosissima partita, c'è chi dirà: basta con queste finanziarie, questa sarà l'ultima. Ecco: vorremmo che almeno questo sfogo vecchio come il cucco, almeno stavolta, ci fosse risparmiato. E' chiedere troppo
http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_20/finanziaria_muli_burattin...

cara Bruna, votarli o non votarli
cosa cambia se li si vota o non li si vota?
nulla! come nulla?

peace&love
filippo

Ma che carini questi ministri! A Natale hanno voluto fare un regalino agli italiani: Gentiloni, aumento del canone Rai + 2 euro, Di Pietro, aumento del pedaggio autostradale + 3,6%...Pecoraro Scanio, al contrario, ci ha chiesto lui un regalo: un bel comma della finanziaria chiede agli italiani 1 centesimo di obolo volontario sulla benzina! Attendiamo con ansia altri doni, sotto l'albero c'è ancora spazio...al posto del panettone!

Cara Bruna, non intendevo "sminuire" il problema!
Si trattava di una constatazione. Continuo a pensare che persone indispensabili come  te all'interno del tuo comune ,verranno necessariamente ricollocate dalla stessa amministrazione comunale!
bacioni redazione

Carissima, intanto combatto ogni giorno con me stessa, prima di tutto,nel tentativo di non farmi schiacciare dalla depressione! Mi spiace dirlo ma il sindaco del Comune (arbitrariamente, poichè rappresenta 16 comuni) ha già detto a me e alla collega che non ci rinnoverà il contratto: come si suol dire, tutti siamo necessari nessuno è indispensabile!
Stiamo tentando da settimane di fargli capire che non può decidere lui per tutti ma è sordo ad ogni richiamo.
Abbiamo tentato di far intervenire gli altri sindaci e assessori, qualcuno l'avrà chiamato con il risultato che il signore si è incaponito ancora di più, e se mi chiedi perchè...(alla faccia di Dini, del suo Amico che parlano di raccomandati politici!)mica te lo so spiegare!
Risultato? Dal 1 gennaio, resteremo a casa e un intero territorio, con 150 anziani e disabili assistiti a domicilio, 29 donne impegnate nella loro assistenza resterà nel caos assoluto!.
Oggi vado per l'ultima volta al lavoro...seguirà solo qualche giorno prima della fine dell'anno per elaborare la rendicontazione delle attività svolte ed il pagamento della mensilità di dicembre delle predette signore, dopodichè più nulla!
Alla fine sai che penso? Che forse è meglio così: tutte le lotte, le amarezze, la fatica, le umiliazioni (per 620 euro al mese tutto incluso!)che ho subito durante questo anno almeno finiranno.
Certo, la situazione è spinosa, il sindaco in questione dovrà dare conto a molte persone del caos che si scatenerà a gennaio...nè potrà contare, così come ha avuto la faccia tosta di chiedere, sul nostro lavoro gratuito!!!!
Dovrà spiegare perchè, a fronte di un nostro diritto di avere prorogato il contratto, poichè il progetto non è ancora stato completamente attuato, e a fronte di copertura finanziaria per la stessa proroga, si è intestardito a tal punto da lasciarci a casa senza nemmeno degnarsi di spiegare perchè (postuma vendetta per i dissapori intercorsi tra noi? Mero esercizio di potere?).
Domani compreremo dei panettoni e dello spumante, abbiamo invitato al comune le signore dell'assistenza per farci i reciproci auguri...spero solo di resistere e di poterle abbracciare senza scoppiare a piangere! Loro hanno bisogno di sostegno, di una parola gioiosa, di un grazie per il meraviglioso lavoro che hanno svolto,domani sarà tempo di sorrisi...poi si vedrà!
Auguri a tutti noi!

Grande grandissima Franca!Però vorrei evidenziare due cose:
1) la colpa non è solo degli imprenditori, ma di tutto il sistema.Manca una CULTURA della sicurezza sul lavoro. Mancano investimenti sulla ricerca. Manca anche l'onestà di base. In Italia, paese di mazzettari, se un ispettore va a controllare e non è tutto a posto prende la mazzetta e via...
2)Nemmeno oggi tutti i media dicono le cifre per quelle che sono. Io le cifre reali dei morti sul lavoro me le sono dovuta andare a cercare sul sito dell'inail qualche giorno fa, perchè sui giornali non c'erano.

www.ilterzostato.splinder.com

Posto subito questo intervento sul mio blog.Sarà online tra qualche minuto.Forza, Franca, non ti dimettere!

www.ilterzostato.splinder.com

Ciao Franca.
Dal primi maggio scorso, visto lo spiegamento di forze e lo spreco di parole di solidarietà verso le "vittime del lavoro", contro "le morti bianche etc. etc. etc. scrivo (con una frequenza tale che è quasi diventato un secondo lavoro) a tanti tuoi colleghi On.li parlamentari rispetto alla vicenda di mio papà, per dare modo, oltre che con le parole, di dimostrare con i fatti il reale interessamento alla questione. Mio padre è morto in un cantiere edile, a La Spezia, 2 anni e mezzo fa. Da allora sono ancora in corso le indagini da parte del PM (ripeto, dopo due anni e mezzo). A quanto mi risulta la ASL di La Spezia la sua parte l'ha fatta da tempo. Alla stessa Procura pare giaccia, mi hanno detto, un fascicolo ancora più antico, sempre per morto sul lavoro, da ancora più tempo (ma tanto quello mi pare di aver capito che era un rumeno.....). Con sconcerto da due anni e mezzo assisto a indignazioni (soprattutto intorno al 1 maggio) , proposte di nuove leggi, scioperi generali, talvolta insulti.....ti dico francamente che a me pare che i morti sul lavoro servano solo quando sono ancora caldi...... Ti chiedo cortesemente di spiegarmi perchè su certi infortuni sul lavoro e in certe Regioni o Procure le cose hanno una certa attenzione e rapidità e in altre situazioni ci si muove diversamente? La Giustizia non è uguale per tutti? C'è un problema di mezzi materiali forniti alle diverse Procure? Ho scritto, ti ripeto, a mezzo mondo ma pare che la cosa non interessi. C'è stato, in realtà, un riscontro dall'ufficio preposto della Presidenza della Repubblica (in merito alla mia "lagnanza" sulla lentezza del procedimento). A seguito di ciò c'è stata un'assicurazione formale di "massima cura per una rapida risoluzione" ...o qualcosa di simile a settembre. Siamo a dicembre e non so più nulla. Soldi per pagarmi un'Avvocato non ne ho. Noi familiari siamo convinti che , se invece che in provincia e in un piccolo cantiere mio papà fosse morto in una grande fabbrica di una grande città, questo non succederebbe; come sono altrettanto convinta, alla luce di quello che sto sentendo alla TV in questi giorni, che probabilmente se papà avesse avuto un cognome diverso, non avrebbe dovuto aspettare tutto questo tempo per avere Giustizia. Ma soprattutto spiegami perchè, a parte qualche rara eccezione, nessuno dei tuoi On.li colleghi riesce a darmi una risposta quando chiedo spiegazioni per questa lentezza? Forse perchè papà non può votare più? E se non sai darmi risposte tu, c'è tra i tuoi lettori qualcuno che può? Che devo fare, incatenarmi davanti ai cancelli della Procura di La spezia gridando il nome di papà?
Barbara Corvarola

Cara Franca, e nuovi amici del Blog, inizio dicendo che sono un uomo davvero fortunato, per non aver fatto l'operaio come mio padre,sia per non essere deceduto percorrendo migliaia di kilometri in auto per oltre un decennio al servizio o meglio per il business di una azienda di mezzi pubblicitari, sia per aver retto ad un ignobile, subdolo mobbing per non essermi prostrato ad ossequiosità, cui è seguita 2 anni or sono, la perdita del posto di lavoro e possibilità di sostegno economico alla mia famiglia a 46 anni, obbligato a dimettermi in cambio di spiccioli. Sono anche grato alla mia vita, ed agli stronzi, per aver colto l’opportunità di ravvedermi, passando dall’altra parte del fosso, abbandonando il compromesso, così scegliendo di mettere al centro della mia vita la qualità, anche nelle relazioni.
Ricongiungendomi con il mio dentro migliore, ricercandomi. Sono un risvegliato.
Mi sono s_comunicato.
Dare un senso alle domande “perché qui, ora?” e “perché esisto?”
Da qui è nata la mia prima idea modesta imprenditoriale di usarmi creando una piccola agenzia di comunicazione eco_compatibile e mente_compatibile, (ditta individuale intestata a mia madre così potrà raggiungere quella pensione minima che al Silvio de’ tacchi era sfuggita), poiché di orrori pubblicitari ne siamo già pregni, mettendomi a caccia di imprenditori illuminati o illuminabili.
Che fatica, certo non diventerò mai Presidente del Consiglio, né comprerò mai delle televisioni (quella di casa è meglio tenerla spenta!).
Così tanto per proseguire questo nuovo viaggio-nel-sé, ho dato vita ad un blog su tematiche attinenti la comunicazione pubblicitaria, anzi la s_comunicazione da bloccare, blog-care, al motto di “tutto il resto è..pubblicità”, giammai non silenzio.
Tra i post ne ho inserito uno che si intitola “UNA MACCHIA DI COLORE NELLA TUA COMUNICAZIONE”, che rivela l’intento di proporre nella creatività che realizzeremo per le aziende l’inserimento di una macchia di colore riferita ad uno dei tanti problemi irrisolti. Nell’intro di ingresso al mia sito www.adevento.com , ruoteranno le proposte di macchiarsi..
In questo momento propongo la macchia bianca, prima è stata rosso porpora dei monaci, a breve sarà verde non campi inquinati da inceneritori. Per l’uranio va bene il grigio? Che ne dite?
Ma quanto mi indigna, e per fortuna provo ancora orrore, per il morire per lavoro, per tumore da esalazioni di rifiuti, di nano-particelle, ovverossia di violenza,stupidità,disonestà ed incompetenza dell’uomo.
Per chi perde il lavoro e poi si uccide...
Scusate se mi sono anche un po’ presentato in questo primo commento nel Blog di Franca, invitandovi nel mio.

Cara Franca, come ammiratore anche degli sforzi fatti in parlamento, sarei davvero onorato se fosse proprio Lei ad inserire il primo commento al mio post “La donna in vetrina, pubblicità svilente” (http://www.adevento.com/blog/2007/11/la-donna-in-vetrina-pubblicit-svile.... Grazie per avermi rappresentato.

- GIANETICO -

Giuseppe Giulietti dell'Articolo21 (scusatemi se sono monotematica e parlo sempre delle loro iniziative, ma mi sembrano belle e significative) ha proposto di promuovere una serie di iniziative sulla sicurezza nei posti di lavoro da mettere in atto nella settimana compresa tra la Festa della Liberazione dal Nazifascismo e la Festa del Lavoro. Tale iniziativa sta ottenendo molte adesioni.

Posto questo articolo che spiega le ragioni dell'iniziativa

EDITORIALE

Noi ricominciamo dal lavoro

di Ottavio Olita

E si ricomincia. Come nel precedente quinquennio berlusconiano, come nell’interregno prodiano. Chi, come noi di “Articolo 21”, ha scelto, come propria ragion d’essere, l’impegno nella società, può aver reagito con sconcerto al risultato elettorale deciso dalla maggior parte dei votanti, ma ora, ancor di più, non può e non deve fermarsi. Non ci piace la società italiana per come si è trasformata negli ultimi 15 anni, ma è anche vero che non siamo riusciti – taluni per incapacità, altri per complicità, altri ancora per irresponsabile senso di fatalistica accettazione di eventi pilotati da fortissimi interessi economici, altri per comodo adeguamento – a frenare questa terribile deriva verso la vacuità.
E’ faticoso e difficile battersi per la serietà e la responsabilità ma è indispensabile seguire questo percorso se si vuole che il principio della solidarietà, fondamentale per un Stato democratico degno di questo nome, batta tutti gli egoismi corporativi, di razza, di ceto.
E’ da questi ragionamenti che è nata l’iniziativa – lanciata da Giuseppe Giulietti, prima delle elezioni, in un incontro fra varie forze politiche tenutosi a Carbonia – di destinare la settimana compresa tra il 25 aprile e il Primo Maggio, nell’arco di tempo che unisce due delle ricorrenze più importanti delle battaglie per la democrazia, alla prevenzione contro gli infortuni sul lavoro. E proprio in Sardegna è stata la cronaca a dimostrarne la tragica attualità con la morte di tre operai, in 48 ore, in tre terribili modi diversi: in un cantiere stradale, in un pozzetto, con la caduta dall’alto di un capannone.
Le immediate adesioni che si sono raccolte tra gli amministratori sardi si stanno ora rimpiendo di contenuti. La provincia di Cagliari organizzerà in una scuola un incontro tra gli studenti e l’autore televisivo Nevio Casadio, già collaboratore di Enzo Biagi, vincitore del premio “Ilaria Alpi” con un bellissimo film-documentario dedicato al mondo del lavoro; il comune di Iglesias, d’intesa con la sezione di Cagliari di “Articolo 21”, promuoverà una serie di incontri che arriveranno fino all’11 maggio, giorno in cui nel 1920 sette minatori caddero sotto il piombo delle guardie regie e dei carabinieri mentre con altre migliaia di uomini e donne scioperavano contro il pauroso aumento del prezzo del pane; la città di Carbonia inserirà il tema della sicurezza sul lavoro nella giornata di festa organizzata per il Primo Maggio. Altre iniziative sono in programmazione a Nuoro, Sassari, Porto Torres.

Noi ricominciamo, dunque, con la nostra determinazione e con la convinzione che questa sia la strada giusta da percorrere per concorrere a restituire dignità culturale e sociale ad un Paese smarrito. Contemporaneamente bisognerà riuscire a scrollare l’apatia e la rassegnazione di dosso a quanti hanno la volontà politica e il dovere morale di impegnarsi per ricostruire il tessuto connettivo di uno Stato che rischia di trasformarsi in una holding di aziende che fanno capo, tutte, ad un unico, potentissimo e inattaccabile Amministratore Delegato, con ambizioni da Presidente della nuova Repubblica che si fonderà su una Costituzione nella quale saranno modificati gli articoli 1, 11 e, ovviamente, 21.