LA MIA LETTERA DI DIMISSIONI

guarda qui la pagina in uscita su Repubblica!! 

 

 

In verità basterebbero poche parole, prendendole a prestito da Leonardo Sciascia: «Non ho, lo riconosco, il dono dell’opportunità e della prudenza, ma si è come si è».
Il grande scrittore siciliano è, in effetti, persona che sento molto vicina, (eravamo cari amici) sia per il suo impegno culturale e sociale di tutta la vita, sia perché a sua volta, nel 1983, a fine legislatura decise di lasciare la Camera dei Deputati per tornare al suo lavoro di scrittore.
 
                 Le mie motivazioni, forse, non sono dissimili dalle sue. Del resto, io mi sono sentita “prestata” temporaneamente alla politica istituzionale, mentre l’intera mia vita ho inteso spenderla nella battaglia culturale e in quella sociale, nella politica fatta dai movimenti, da cittadina e da donna impegnata. E questo era ed è il mandato di cui mi sono sentita investita dagli elettori: portare un contributo, una voce, un’esperienza, che provenendo dalla società venisse ascoltata e magari a tratti recepita dalle istituzioni parlamentari.
Dopo 19 mesi debbo constatare, con rispetto, ma anche con qualche amarezza, che quelle istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato.
 
                 Nel marzo del 2006, l’Italia dei Valori mi propose di candidarmi come senatrice alle elezioni. Ho riflettuto per un mese prima di sciogliere la mia riserva, mossa da opposti sentimenti, ma alla fine ho maturato la convinzione che per contribuire a ridurre i danni prodotti al Paese dal governo retto da Silvio Berlusconi e dall’accentramento di poteri da lui rappresentato, ogni democratico dovesse impegnarsi in prima persona nell’attività politica.
Ho infine accettato, ringraziando l’On. Di Pietro per l’opportunità che mi aveva offerto, pensando, senza presunzione, che forse avrei potuto ricondurre alle urne, qualcuna o qualcuno dei molti sfiduciati dalla politica.
Ecco così che il 12 aprile 2006 mi sono ritrovata a far parte, alla mia giovane età (!!), del Senato della Repubblica carica d’entusiasmo, decisa a impegnarmi in un programma di rinnovamento e progresso civile, seguendo le proposte portate avanti durante la campagna elettorale dell’Unione, soprattutto quella di riuscire a porre fine all'enorme e assurdo spreco di denaro pubblico.
Ho così impegnato la mia indennità parlamentare per lavorare in questa direzione, anche organizzando (giugno 2006) un convegno con un gruppo di professionisti tra i più valenti, al fine di tracciare le linee di un progetto in grado di tagliare miliardi di euro di spese dello Stato nel settore dei consumi energetici, delle disfunzioni della macchina giudiziaria e dell'organizzazione dei servizi.
A questo convegno ho invitato Senatori della commissione ambiente e altri che ritenevo sensibili ai temi in discussione.
Non ne è venuto uno.
Ho inoltre presentato un disegno di legge (4 luglio 2006) con cui chiedevo che i funzionari pubblici, condannati penalmente, venissero immediatamente licenziati, trovando su questo terreno l’adesione di parlamentari impegnati nella stessa direzione, quali i Senatori Formisano, Giambrone, Caforio, D’Ambrosio, Casson, Bulgarelli, Villecco Calipari, Russo Spena e molti altri, compresi numerosi deputati.
E' nato così il progetto delle “10 leggi per cambiare l'Italia”.
Ho anche acquistato spazi su alcuni quotidiani e sul web, per comunicare i punti essenziali di questo progetto. Ma anche questa iniziativa non ha suscitato interesse nei dirigenti dei partiti del centro sinistra.
Nei quasi due anni trascorsi in Senato, ho presentato diverse interrogazioni.
Tutte rimaste senza risposta.
Ho presentato numerosi emendamenti, ma non sono stati quasi mai accolti.
Questa, per la verità, è la sorte che capita a quasi tutti i Senatori.
In seguito a una inchiesta da me condotta sul precariato in Parlamento, sei mesi fa mi sono impegnata nella stesura di un disegno di legge (presentato 18 luglio) in difesa dei diritti dei collaboratori dei parlamentari: illegalità, evasione contributiva e sfruttamento proprio all’interno della istituzione parlamentare!
Mi sono contemporaneamente impegnata su questioni drammatiche e impellenti, quali la necessità che il ministero della Difesa riconoscesse lo status di “vittime di guerra” ai reduci dei conflitti nei Balcani, Iraq e Afghanistan, avvelenati dai residui dell'esplosione dei proiettili all’uranio impoverito.
Quanti sono i militari deceduti? Mistero.
Quanti gli ammalati ignorati senza assistenza medica né sostegno economico? Mistero. Le cifre che si conoscono sono molto contraddittorie .
Quello che si sa con certezza è che ci sono famiglie che per curare il figlio si sono dissanguate e alla morte del congiunto non avevano nemmeno i mezzi per pagare la tomba. 
 
Anche per questa tragica campagna d’informazione ho acquistato spazi su quotidiani e web. Grazie ad alcuni media e a “Striscia la notizia” di Antonio Ricci, il problema è stato portato per quattro volte al grande pubblico: giovani reduci dei Balcani gravemente colpiti, raccontavano la tragedia che stavano vivendo. Dopo tanto insistere, finalmente il Ministro Parisi, se ne sta occupando: speriamo con qualche risultato concreto.
 
                 Posso dire serenamente di essermi, dall’inizio del mio mandato ad oggi, impegnata con serietà e certamente senza risparmiarmi.
Ma non posso fare a meno di dichiarare che questi 19 mesi passati in Senato sono stati i più duri e faticosi della mia vita.
 
                 A volte mi capita di pensare che una vena di follia serpeggi in quest’ambiente ovattato e impregnato di potere, di scontri e trame di dominio.
L'agenda dei leader politici è dettata dalla sete spasmodica di visibilità, conquistata gareggiando in polemiche esasperate e strumentali, risse furibonde, sia in Parlamento che in televisione e su i media. E spesso lo spettacolo a cui si assiste non “onora” gli “Onorevoli”.
In Senato, che ho soprannominato “il frigorifero dei sentimenti” non ho trovato senso d’amicizia. Si parla... sì, è vero... ma in superficie. Se non sei all’interno di un partito è assai difficile guadagnarsi la “confidenza”. A volte ho la sensazione che nessuno sappia niente di nessuno... O meglio, diciamo che io so pochissimo di tutti.
In Aula, quotidianamente, in entrambi gli schieramenti (meno a sinistra per via dei numeri risicati), vedi seggi vuoti con il duplicato della tessera da Senatore inserita nell’apposita fessura, con l’intestatario non presente: così risulti sul posto, anche se non voti e non ti vengono trattenuti 258 euro e 35 centesimi per la tua assenza, dando inoltre la possibilità ai “pianisti” di votare anche per te, falsando i risultati.
Questo comportamento in un Paese civile, dove le leggi vengono applicate e rispettate, si chiama “truffa”.
La vita del Senatore non è per niente comoda e facile per chi voglia partecipare seriamente ed attivamente ai lavori d’Aula.
Oltre l’Aula ci sono le commissioni. Ne ho seguite quattro: Infanzia, Uranio impoverito, Lavori pubblici e comunicazione, Vigilanza Rai.
A volte te ne capitano tre contemporaneamente e devi essere presente ad ognuna o perché è necessario il numero legale o perché si deve votare.
E’ la pazzia organizzata!
Se queste riunioni si facessero via web si ridurrebbero i tempi e si potrebbe arrivare velocemente alle conclusioni, ma l'era del computer non ha ancora toccato i vertici dello Stato!
E tutto questo attivismo produce un effetto paradossale: la lentezza.
Si va lenti… “lenti” in tutti i sensi.
Nel nostro Parlamento l'idea del tempo è quella che probabilmente hanno gli immortali: si ragiona in termini di ere geologiche, non certo sulla base della durata della vita umana e degli impellenti bisogni della gente.
 
                 Oltretutto mi sento complice di una indegnità democratica. Stiamo aspettando da 19 mesi, che vengano mantenute le promesse fatte in campagna elettorale. Non è stata ancora varata, ad esempio, la legge sul conflitto d'interessi, e ritengo questo ritardo gravissimo. Non è stata liberata la Rai dai partiti, non è stato fissato un antitrust sulle televisioni, mentre in compenso tutte le leggi del governo Berlusconi, assai criticate anche all’estero, sono in vigore, il falso in bilancio continua a essere depenalizzato, la ex Cirielli continua a falcidiare migliaia di processi. Contemporaneamente il governo ha bloccato il processo sul sequestro di Abu Omar sollevando due conflitti d’attribuzione davanti alla Corte costituzionale. E ha creato i presupposti perché al Pubblico Ministero Luigi De Magistris vengano tolte le indagini su politici di destra e di sinistra e il Giudice Clementina Forleo venga fatta passare per esaltata e bizzarra.
Nonostante gli impegni programmatici sulla legge Bossi-Fini e sui Centri di permanenza temporanea, che sarebbe più appropriato definire centri di detenzione, dove sono negati i diritti più elementari, non ci sono novità.
Ora stiamo aspettando anche in Senato il disegno di legge che vieta ai giornali di pubblicare le intercettazioni e gli atti d‘indagini giudiziarie, già votato alla Camera da 447 deputati, con soli 7 astenuti e nessun contrario.
Come andrà in Senato?
In tante occasioni ho fatto prevalere, sui miei orientamenti personali la lealtà al governo e allo schieramento in cui sono stata eletta, ma questa volta non potrei che votare contro.
 
                 Il Paese si trova in gran difficoltà economica: disoccupazione, precarietà, caro vita, caro affitti, caro tutto... pane compreso.
Che diredella lontananza sconvolgente che c’è tra il governo e i reali problemi della popolazione?
E che dire dei 1030 morti sul lavoro nel solo 2007 (cifra peraltro destinata a crescere con la stabilizzazione dei dati Inail) Ben venga il disegno di legge del ministro Damiano e il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.
Non è mai troppo tardi.
Solo un po’...
Che dire dell’indulto di “tre anni” approvato con una maggioranza di 2/3 del Senato, con l’appoggio di UDC, Forza Italia e AN?
Era certamente indispensabile alleggerire il disumano e incivile affollamento delle carceri, ma con un criterio che rispondesse davvero al problema nella sua essenza, con un progetto di riforma strutturale del sistema penitenziario, con il coinvolgimento delle innumerevoli associazioni del volontariato privato-sociale, che storicamente operano sul territorio nazionale e locale.
A migliaia si sono trovati per strada e molti senza un soldo né una casa, né tanto meno un lavoro. Dodici donne italiane e straniere furono dimesse dal carcere di Vigevano a notte fonda in piena e desolata campagna! 
La notte stessa e nei mesi a seguire, circa il 20% degli scarcerati è ritornata in cella. Sono anni che le carceri scoppiano... nessuno ha mai mosso un dito. Di colpo arriva l’indulto!
E’ difficile non sospettare che il vero obiettivo di questa legge proposta dal governo, fosse soprattutto quello di salvare, in fretta e furia, dalla galera importanti e noti personaggi incriminati, industriali e grandi finanzieri, e soprattutto politici di destra e qualcuno anche di sinistra...
Che dire dei deputati e senatori condannati e inquisiti che ogni giorno legiferano e votano come niente fosse? 
Che dire di una finanziaria insoddisfacente alla quale siamo stati obbligati a dare la fiducia, altrimenti non avrebbe avuto i voti per passare?
Che diredel consenso dato dal governo Prodi nel 2006 e riconfermato, “di persona” dal Presidente Napolitano a Bush nel 2007, per la costruzione della più grande base americana d’Europa a Vicenza?
Gli impegni presi da Berlusconi sono stati mantenuti.
I vicentini hanno diritto di manifestare in centinaia di migliaia, con la solidarietà di molti italiani, ma non di ottenere attenzione e rispetto delle proprie ragioni.
Che dire del costante ricatto, realizzato da questo o quel onorevole, di far cadere il governo per cercare di ottenere privilegi o cariche?
Quante volte, per non farlo cadere, ‘sto benedetto governo, ho dovuto subire il ricatto e votare contro la mia coscienza?
Troppe. Tanto da chiedermi spesso: “Cosa sono diventata? La vota rosso-vota verde?”
 
La prima volta che ho sentito forte la necessità di allontanarmi da questa politica svuotata di socialità, è stato proprio con il rifinanziamento delle missioni italiane “di pace” all’estero. Ero decisa a votare contro, ma per senso di responsabilità, e non mi è stato facile, mi sono dovuta ancora una volta piegare.
E non mi è piaciuto proprio. Credo che il mio malessere verso queste scelte sia ampiamente condiviso dai molti cittadini che hanno voluto questo governo, e giorno dopo giorno hanno sentito la delusione crescere, a seguito di decisioni sempre più distanti da loro, decisioniche li hanno alla fine, allontanati dalla politica.
 
                 In queste condizioni non mi sento di continuare a restare in Senato dando, con la mia presenza un sostegno a un governo che non ha soddisfatto le speranze mie e soprattutto quelle di tutti coloro che mi hanno voluta in Parlamento e votata.
La prego quindi signor Presidente di mettere all’ordine del giorno dell’Assemblea le mie irrevocabili dimissioni.
 
                 Non intendo abbandonare la politica, voglio tornare a farla per dire ciò che penso, senza ingessature e vincoli, senza dovermi preoccupare di maggioranze, governo e alchimie di potere in cui non mi riconosco.                               
Non ho mai pensato al mio contributo come fondamentale, pure ritengo che stare in Parlamento debba corrispondere non solo a un onore e a un privilegio ma soprattutto a un dovere di servizio, in base al quale ha senso esserci, se si contribuisce davvero a legiferare, a incidere e trasformare in meglio la realtà. Ciò, nel mio caso, non è successo, e non per mia volontà, né credo per mia insufficienza.
 
                 E’ stato un grande onore, per il rispetto che porto alle Istituzioni fondanti della nostra Repubblica, l’elezione a Senatrice, fatto per il quale ringrazio prima di tutto le donne e gli uomini che mi hanno votata, ma, proprio per non deludere le loro aspettative e tradire il mandato ricevuto, vorrei tornare a dire ciò che penso, essere irriverente col potere come lo sono sempre stata, senza dovermi mordere in continuazione la lingua, come mi è capitato troppo spesso in Senato.
 
                 Mi scuso per la lunga lettera, signor Presidente, ma sono stata “in silenzio” per ben 19 mesi! Roba da ammalarmi!
 
                 Prima di accomiatarmi non posso non ricordare quelle colleghe e colleghi di gran valore intellettuale e politico che ho avuto l’onore di conoscere. Tra questi una particolare gratitudine va ad Antonio Boccia, che fin dall’inizio mi ha tenuta sotto la sua ala protettrice con amichevole affetto, consigliandomi e rincuorandomi nei momenti difficili.
Un pensiero particolare al Ministro Di Pietro e i Senatori di Italia dei Valori e a chi ha dimostrato simpatia nei miei riguardi.
Rimane il rammarico di non aver potuto frequentare, se non rarissime volte, i colleghi oltre le mura del Senato. 
 
                 Infine un ringraziamento sentito alla Senatrice Binetti e al Senatore Tomassini che con grande umanità hanno superato le ideologie che ci dividono, per soccorrere uniti, un bimbo di 6 anni in grande difficoltà.
Augurandomi che Lei possa comprendere le mie motivazioni, desidero ringraziarLa per la gentilezza e disponibile accoglienza che mi ha accordato.
 
                 La saluto con stima sincera
  
                                                                                                                         Franca Rame
 

Gentile Presidente Marini,

con questa lettera Le presento le mie dimissioni irrevocabili dal Senato della Repubblica, che Lei autorevolmente rappresenta e presiede.

Una scelta sofferta, ma convinta, che mi ha provocato molta ansia e anche malessere fisico, rispetto la quale mi pare doveroso da parte mia riepilogare qui le ragioni.


Commenti

Gentile Signora Rame,

ho sempre apprezzato sin dalla più tenera età le eccezionali doti artistiche sue e di suo marito. I vostri spettacoli, tutte le espressioni della vostra arte, e gli spettacoli e le performances di suo marito hanno sempre costituito per me una grande gioia. Ora ho 53 anni e La totale libertà di pensiero e l'immane coraggio civico e morale da voi finora sempre dimostrati, così come l'eccezionale arte comica e satirica, costituiscono per me tuttora dei solidi punti di riferimento intellettuali e sono la ragione della mia ammirazione per voi.

Ho letto con dolore la Sua lettera aperta sulla Repubblica di oggi 17 gennaio 2008.

Lei deve restare al Senato.

E non perché io abbia votato per la Sua parte politica per la sola ragione che Lei era candidata. Questa è una ragione che attiene più a me che a Lei.

E nemmeno perché il suo allontanarsi costituisce un’inaccettabile orrida vittoria per coloro che –esercitando una prevaricazione morale spesso occulta e senza nome, per di più inavvertita da moltissimi e forte delle peggiori complicità - stanno da anni pazientemente costruendo in questo Paese un regime politico trasversale (nel quale Lei non può avere collocazione come soggetto attivo…) , basato sulla mistificazione, sul controllo delle menti e delle volontà, sullo sfruttamento e sull’annientamento della libertà di chi non possiede né capitali né mezzi di produzione.

Lei ha pur sempre il diritto di farlo, se il suo cuore Le dice questo (ma io so che il Suo cuore soffre ora come non ha mai sofferto).

So che in questi giorni tantissimi suoi estimatori, oltre a me che finora non ho mai scritto a nessun politico e a nessun artista, stanno cercando di dissuaderla dalle dimissioni. Le argomentazioni sono tantissime – sicuramente – e voglio aggiungerci la mia. Voglio parlarle di libertà.
Di quella (mia e di tanti altri che hanno creduto in Lei) che Lei deve difendere continuando a stare in senato, magari con spirito nuovo, più vicino al concetto di “vincolo di mandato” almeno spirituale verso gli elettori, vincolo che (stranamente) la nostra Costituzione non volle accogliere, mentre è sancito da quella degli Stati Uniti.
E di quella (diversa dalla “mia”) che tanti si arrogano (libertà ben diversa, come spiegherò subito) sulle spalle degli altri e rifiutando qualunque limitazione…
Intendo parlarle della libertà positiva e della libertà negativa.

Secondo la prevalente esperienza storica senza le garanzie liberali la democrazia
diventa:
1) mera applicazione delle regole che periodicamente conducono alla
formazione della rappresentanza
2) esercizio personalizzato del potere.
Ma la stessa esperienza storica, soprattutto in tempi recenti, ci ha mostrato che vi e’ una forma di libertà che puo’ dirsi -ma solo in senso eticamente negativo-, privilegiata: essa, in realta’, e’ proprio la "liberta negativa" intesa come il "fare da sé ", l’affrancarsi da ogni interferenza e ostacolo (la burocrazia, le leggi, l'etica pubblica, i vincoli ambientali, il senso dello Stato, lo Stato stesso).
La liberta negativa diventa un disvalore molto pericoloso se concessa a singoli o a gruppi di interesse che ne facciano lo scudo del proprio agire e 1'egida sotto cui celare i propri veri intenti carpendo subdolamente il consenso di chi non riesce a capire che allora il concetto di liberta’ negativa e’ una mistificazione che permette a chi se ne serve di fare cio’ che vuole, in sprezzo alle leggi e senza alcun limite e senza obbligo di solidarietà sociale...
Il disvalore di questa "liberta negativa" ci appare tanto piu’ evidente quanto piu’ constatiamo che il suo esercizio porta al progressivo e inesorabile stritolamento del soggetto - o della massa - più debole economicamente, socialmente e culturalmente da parte del più forte, da parte cioè di quel determinato soggetto singolo o collettivo che diventa sempre più libero di ignorare ogni regola ed ogni limite proprio perchè sono le regole e le norme a dargli quella stessa liberta - e quindi forza - che gli consentirà di eluderle o eliminarle. E chi non ha questa forza potrà solo subire e dovrà anche rassegnarsi a conoscere solo le verità e le informazioni a cui gli sarà consentito accedere. Il “più forte” di cui parlo potrebbe essere un politico o un’imprenditore o una multinazionale, o comunque un soggetto – o una cordata di soggetti. Magari coordinati secondo il sistema delle holdings per nasconderne l’identità. Vi sono diverse fattispecie societarie utili come copertura, a livello nazionale ed internazionale. Un esempio interessante, su scala planetaria, è la nuova preoccupante figura della Private Enquiries, che in estrema sintesi consiste in una formazione economica estremamente potente e ben strutturata a livello internazionale i cui fondamentali obiettivi sono:
1 ) la massimizzazione dei profitti d'impresa;

2) la delocalizzazione progressiva delle imprese verso aree depresse per produrre gli stessi beni con salari molto minori. Unicamente in funzione del profitto e anche al fine di eludere ogni norma che riguardi il prodotto o il lavoratore e si traduca comunque in un minor profitto

3) Compressione progressiva dei tempi di lavoro - cioè sempre maggiore carico di
lavoro sul singolo in tempi sempre più ristretti

4) Compressione dei salari (o, meglio, compressione progressiva del potere
d'acquisto dei lavoratori a reddito fisso. Di questa frazione di obiettivi fa parte anche
il continuo voluto aumento dei costi dell'energia che si traduce nel sempre maggiore
potere d'acquisto da parte delle Private Enquiries, sempre cointeressate ai profitti
connessi alla vendita di energia)

5) controllo dell’informazione, del consenso e delle strutture politiche istituzionali
nelle varie aree di mercato e di produzione in funzione della stabilità e produttività
degli investimenti effettuati. In sostanza, l’elemento umano dovrà essere sempre più
stabile, sempre meno costoso e sempre più redditizio.

Va ancora ricordato che i sostenitori di questa accezione specifica della cosidetta liberta negativa mettono in secondo piano -o indirettamente avversano- la libertà positiva, la quale si attua con la realizzazione degli individui nel contesto pubblico anche e soprattutto grazie alle regole ed ai vincoli normativi sgraditi ai fautori della suddetta particolare "liberta negativa . Purtroppo in un Paese come il nostro dalla liberta negativa si arriva alla democrazia personalizzata: noi stessi siamo stati più volte spettatori o complici del grossolano e prolungato esercizio di forma tipiche di potere carismatico.
Ma il potere carismatico, per sua natura sovversivo nei confronti del potere tradizionale e di quello legale-razionale, non esiste in quanto tale “da solo”. E’ sempre riconosciuto da seguaci. Nel caso italiano dagli “elettori” e "spettatori".

Per questo chi ha la ventura di possedere il carisma è condannato a vincere almeno in una fase storica della sua vicenda politica, finche l’impalcatura mediatica regge e semprechè non sopravvenga il crollo politico, o istituzionale, o economico o (in certi momenti storici) militare. La sconfitta, il crimine o l’errore vengono negati o occultati. O se ne addebita la causa a un complotto. II portatore di carisma deve poi, (cito qui Weber) , essere ritenuto, anche se ricchissimo, del tutto disinteressato quando è in gioco il potere. Ciò spiega ad esempio la recente disperata battaglia dell'esecutivo contro la giustizia istituzionale. Era in gioco quel che lo stesso Weber, in Politik als Beruf (1919), definiva Fuhrerdemokratie. La direzione dei partiti e dei governi da parte di capi plebiscitari determina del resto, sempre per Weber, la rinuncia dei seguaci alla propria anima (Entseelung) o, in altri termini, la loro "proletarizzazione spirituale".

Seguaci e alleati devono infatti obbedire.

Devono essere "macchina".

Noi non potremo e non dovremo mai accettare che si affermi la liberta negativa, cioè l’assenza di regole e limiti all'agire umano nella società, nella politica e nell’ economia, perché ciò implica fatalmente il trionfo dell’inganno e della violenza morale e materiale. Ma è già accaduto e può accadere di nuovo. Anzi, credo che stia già accadendo.

Se così sarà, inoltre, l’informazione e la conoscenza saranno state brutalmente soffocate e distorte, o comunque rese di pochi, liberi e potenti oppure nascosti e perseguitati.

Ma Lei, Senatrice Franca Rame, sa già tutto ciò che Le ho esposto, e le fa orrore quanto ne fa a me. Ma sa anche che è Suo dovere e Sua missione, per il sentimento e la fiducia che tanti come me hanno riposto in Lei portandola al Senato, combattere contro quanto di orrendo Le ho descritto cioè, in sintesi estrema, contro il progressivo avanzare e rafforzarsi della libertà negativa e delle sue manifestazioni ed espressioni, –comunque- fino all’ultimo con tutte le sue forze, che sono tuttora grandissime.

Il discorso potrebbe continuare ancora moltissimo, ma voglio fermarmi qui, ora, accettando che il valore di ciò che ho detto sia misurato da ciò che Lei penserà leggendo.

Per quanto le ho detto, Signora Rame, Lei deve restare in Senato.

Vincenzo Caputo

cara Franca, ho letto su Repubblica la lettera che ha voluto inviare non a Marini, credo, ma agli italiani.
e mi è venuto da pensare, ancora una volta, come in italia la politica non sia di tutti...altro che res publica!
nè per tutti, aggiungo.
la politica è per i disonesti, per chi raccomanda senza aver mai nemmeno visto chi sta raccomandando, è per chi persegue il proprio interesse senza darsi limiti, nè contegno.la politica è per chi gode di polemiche inutili perchè costa troppa fatica darsi da fare.
un'idea che ho sempre avuto, e che mi ha tenuta sempre lontana da partiti & Co.
EPPURE....
eppure dopo lo sdegno per la verità delle sue denunce...un'altra ispirazione: l'idea che qualcuno fosse lì a ROMPERE I COGLIONI a quelli che della politica si riempiono bocca e portafogli proprio nell'istante in cui io sentivo tutta la lontananza della politica dalla mia vita e dal mio lavoro e dai miei pensieri, beh, mi ha in qualche modo fatta sentire meglio.
E mi ha fatto venir voglia di scriverle che io non l'ho votata perchè non voto più da tempo ma che adesso la voterei. E non perchè si trova in minoranza -una nonpolitica tra politici: una di noi??- ma perchè è bello pensare che potrebbero arrivarne altri, come lei, e- come una specie nuova in un mondo che è sempre lo stesso...potreste ottenere qulacosa, un passo alla volta. O contagiare qualcun altro. Un passo alla volta...

Cara Franca,
avevo letto le anticipazioni della tua lettera di dimissione dal manifesto, cosi' non posso dire di essere sorpreso, anzi ero tra quelli che ti pregava di non votare per il rifinanziamento delle missioni militari anche a costo di far "cadere il governo". E' stata una pena vedere i vostri/nostri volti smarriti ogni volta (e sono state tante) che avete/abbiamo dovuto votare con il naso tappato, e' stata una pena sentire Mastella e Dini ricattare il governo per far passare provvedimenti o modifiche che avevano solo qualcosa di sinistro più che di sinistra, e' stato ed e' una pena vedervi difendere l'indifendibile quando i media sanguinari chiedono a voi di spiegare e difendere provvedimenti degni dei peggiori regimi fascisti come quello di mandare De Gennaro a Napoli. Comprensibile la tua stanchezza e il tuo disgusto, comprensibilissimo, pero' dalle tue risposte si capisce che essere la voce, spesso unica, della "gente" che si rivolge al potere per far valere le sue legittime ragioni ti fa sentire viva, ti fa sentire insostituibile.
Allora ti lancio una proposta: peche' non rimani in carica e cominci a votare secondo coscienza e non secondo le direttive del Partito? i tuoi elettori (io non ero tra questi, l'IDV mi sembrava troppo un miscuglio solo elettorale e Di Gregorio lo ha dimostrato e poi Di Pietro mi turba, ma lo stimo per l'onesta' intellettuale e ci ho dovuto pensare a lungo)si fidavano di TE, davano mandato a TE di rappresentarli ma chi lo ha detto che si vota un governo prendere o lasciare, abbiamo votato per decenni eleggendo le persone che ci facevano sentire meglio rappresentati perche' si elegge una camera di rappresentanza come il Parlamento o il Senato, non il capo. Abbiamo avuto decenni di instabilità e governi -farfalla, ma leggi infami come quelle di questi ultimi governi super-stabili non si vedevano da tempo. Rimani,per te stessa e per noi, ma vota quello che dice il cuore
comunque grazie

Carissima Franca,
sono Elisa ho 24 anni, studentessa di Biologia, prossima ricercatrice in Cristallografia(devo dire sono poco modesta)e prossima alla partenza verso Paesi lontani e...con risorse adeguate!
Rimango ogni giorno allibita dello squallore in cui siamo costretti a vivere,non nascondo la vergogna che provo a sentirmi Italiana ma, per fortuna mi riempie di gioia e di speranza vedere che non tutto è così grigio.
Ecco la mia visione, qui minimizzata.
Esistono due gruppi ben distinti di uomini che fan politica:
il 1° è quello delle piante perenni al quale appartengono i veri Onorevoli, signori educati,con un forte senso di responsabilità morale e istituzionale...sono uomini dagli Ideali forti. Essi crescono in ambienti sfavorevoli e difficili, sfruttano al meglio le proprie energie e le gestiscono accuratamente per sopravvivere e mantenere la specie intatta nel tempo. Si contrappongono ad essi piante annuali più evolute rispetto alle prime, non c’è che dire. Il loro maggiore grado di evoluzione sta nel breve ciclo vitale che permette il rapido succedersi delle generazioni, una all'anno .E’ così che la rapida successione di generazioni aumenta la probabilità che compaiano nuovi individui particolarmente adatti alla sopravvivenza nel nuovo ambiente grazie alle mutazioni geniche.
Quello che sta succedendo oggi è la diffusione di politici privi di moralità ladri e dittatori(potrei continuare l’elenco). Perchè questo? i ceppi malsani resistiti alla pressione selettiva dell'ambiente cercano di perpetuare la specie.Cercano di godere sempre più di nuovi privilegi,agevolazioni e quant'altro.. non si saziano mai, e così faranno i figli e i figli dei loro figli.Bisogna porre fine a questo circolo vizioso.

Ma i politici come le piante sulla terra sono indispensabili…svolgono un’importante compito nella “gestione della democrazia italiana” . Ecco il mio appello Franca, combatti e fai valere le tue idee, questi 19 mesi ti hanno ricaricata…sei il mio sempreverde pronto a rifiorire dopo un anno difficile.
La tua nuova e fedele ammiratrice.

Hai sbagliato, mi viene una battuta I CEPPALONI MALSANI, CIAO

A proposito delle dimissioni della signora Franca Rame: era proprio convinta che, iscrivendosi al partito di Di Pietro o, che, entrando comunque in politica avrebbe risolto qualcosa?? Ha fatto e ottenuto più denuncia civile nei suoi spettacoli che in quasi due anni di permanenza in Senato!

Non ha visto che, nel "caso Mastella" tutti hanno avuto mal di pancia, ma tutti hanno fatto finta di niente e grande sfoggio di ipocrisia? Non ha visto che, per il "caso Ratzinger - La Sapienza" ( un falso problema ) il politicamente corretto ha fatto si che Prodi, Mussi, Veltroni, Bertinotti apparissero fortemente indignati? Con Cacciari che, con inaudita arroganza da del 'cretino' ai professori ribelli?

Nella sua lettera di dimissioni perché ha omesso che l'Onorevole Di Pietro ha votato con il centro destra sull'affare "Ponte sullo Stretto"? Perché non ha detto che lo stesso Di Pietro ha votato contro l'istituzione di una commissione parlamentare sui gravi fatti del G8 di Genova?

E poi, come fa a magnificare così alla nazione italiana, come se fosse la salvatrice della patria una Senatrice come l'Onorevole Binetti per la quale non si muove foglia senza il suo : " la fede innanzi tutto"?

Ma con chi pensava di avere a che fare?

Mi stupisce la sua ingenuità! Che amarezza questa politica…

grazie, Gianni Gargano

Sono un Suo elettore Cara Franca, non le nascondo la mia profonda delusione per questa sua rinuncia. Essendo una donna matura e impegnata socialmente, culturalmente e politicamente da anni avrebbe dovuto sapere bene, come sanno ormai anche i bambini, che in Parlamento e in Senato succedono cose come quelle che Lei scrive nella sua lettera. E' per questo che c'è bisogno lì dentro di persone come Franca Rame. E' per questo che ero contento di averla votata, ora non lo sono più.

Mayor de la tristeza de haber perdido es la verguenza de non haber luchado.
Josè Martì

Credo a prescindere da come la si può pensare che tanto di cappello a Franca, anche se come al solito, se non era lei a comprare la pagina su Repubblica, chi l'avrebbe saputo ? Ecco forse il fondamentale è proprio lì.Ci fanno sapere cosa vogliono.Si può continuare così ? Sono 30 anni che voto sinistra, pci, ulivo, ma devo ancora crederci ? Qualcuno di loro si è mai dimesso ? Grazie Franca, hai fatto un gesto che quasi nessuno nella Casta politica ha il coraggio di fare.

Gli onesti non cercano il potere, vorrebbero condurre la loro vita tra lavoro creativo, affetti, empatia e solidarietà , solo l'esigenza di contenderlo ai mediocri ed agli inetti che invece lo bramano (e lo conquistano) può spingerli a cercarlo.
Il suo tentativo è stato onorevole e commovente ma non poteva vincere, la dittatura dei mediocri è solida come una pietra tombale, in Italia come nel resto nel mondo, nella politica come nell'economia.
Leggete Arundhati Roy e... preparate i sacchetti di sabbia

TRALFAMADOR, certo che il potere non è per gli onesti, perchè gli onesti non vogliono il potere ma vogliono impegnarsi affinchè il nostro Bel Paese torni a riflettere luce limpida e essere accogliente per tutti.
purtroppo la verità è che gli onesti soccombono di fronte alla dilagante frenesia del potere !

mammamarina
www.claudiabottigelli.it

Stò leggendo "il popolo" che ti stà scrivendo e vedo:
-tanta stima per té e per le motivazioni che adduci,
-tanto incitamento a non lasciare ed ad "CONTINUARE LA LOTTA"(tanto old '68),
-un BELLISSIMO duetto in romanesco,che potrebbe dare a té e a Dario spunto per un qualcosa in teatro,
-qualche "cane sciolto" come mè.
Ci fai sapere cosa "ved tù"??

p.s. aspetto con impazienza domani sera per sapere se e cosa il duo FAZIO/LITTIZZETTO diranno di té.

Caro Egidio!
grazie... questa settimana la "lotta" (old '68) sarà davvero dura! I pronostici sono molto amari per Prodi!
redazione

Se accettassero le Sue dimissioni, Lei avrebbe fatto il gioco del potere che elimina i dissidenti.- Chi l'ha votata vuole che resti al suo posto.- I suoi colleghi parlano, parlano, parlano: possibile che nessuno si senta in dovere di dare delle giustificazioni ad accuse ed incriminazioni infamanti che piovono un po' da tutte le parti.- Sono nostri dipendenti, sono pagati da noi: devono darci conto di quanto fanno, non fare come il giunco che si piega al vento di tempesta e poi torna dritto!.- Vorrei Lei restasse al suo posto per saperci dire come ovviare all'inaridimento del rapporto con la classe politica...o dobbiamo smettere di andare a votare ?.-
Pier Tullio FONDA

Caro Pier Tullio,
grazie per il tuo sostegno! Non si può, e non si deve, smettere di andare a votare. Rifiutiamo di combattere?
redazione

la prima che si è rifiutata di combattere è stata Franca
com'è lei si può dimettere da senatrice e noi non possiamo farlo da elettori?

peace&love
filippo

Cara Franca,
ogni domenica mattina, nel silenzio del mio giardino, ho letto attraverso il Cacao della domenica del tuo impegno, delle tue proposte, e ogni domenica mi sono sentita orgogliosa e rincuorata sapendoti al Senato a rappresentare tanti, tantissimi di noi che davanti alla corruzione generalizzata e ad ingiustizie tanto ottuse ed eclatanti da lasciare senza fiato restano spaesati e tristi.
Leggo delle tue dimissioni con amarezza e sebbene capisca le ragioni che umanamente ti portano a questa scelta non posso condividerla...
Siamo in tanti a fare qualcosa nel piccolo dei nostri luoghi di lavoro e delle nostre case per far cambiare il nostro paese e tutti, ne sono certa, guardiamo al tuo operato con un sorriso di speranza. Ti mando un abbraccio e una preghiera di restare dove gli elettori ti hanno chiamato ad essere... per tutti noi.

Francesca

La mia lettera di RESISTENZA ..

Gentile Presidente Marini,
con questa lettera Le presento le mie INTENZIONI irrevocabili DI RESISTERE NEl Senato della Repubblica, che Lei autorevolmente rappresenta e presiede.
Una scelta sofferta, ma convinta, che mi ha provocato molta ansia e anche malessere fisico, rispetto la quale mi pare doveroso da parte mia riepilogare qui le ragioni.
..
Nei quasi due anni trascorsi in Senato, ho presentato diverse interrogazioni.
Tutte rimaste senza risposta.
Ho presentato numerosi emendamenti, ma non sono stati quasi mai accolti.
..
Posso dire serenamente di essermi, dall’inizio del mio mandato ad oggi, impegnata con serietà e certamente senza risparmiarmi.
Ma non posso fare a meno di dichiarare che questi 19 mesi passati in Senato sono stati i più duri e faticosi della mia vita.
..
In queste condizioni non mi sento di LASCIARE IL Senato dando, con la mia ASSENZA un sostegno a un governo che non ha soddisfatto le speranze mie e soprattutto quelle di tutti coloro che mi hanno voluta in Parlamento e votata.
La prego quindi signor Presidente di mettere all’ordine del giorno dell’Assemblea le mie irrevocabili INTENZIONI DI RESISTERE.
..
E’ un grande onore, per il rispetto che porto alle Istituzioni fondanti della nostra Repubblica, l’elezione a Senatrice, fatto per il quale ringrazio prima di tutto le donne e gli uomini che mi hanno votata, E, proprio per non deludere le loro aspettative e tradire il mandato ricevuto, CONTINUERò a dire ciò che penso, essere irriverente col potere come lo sono sempre stata, senza PIU’ dovermi mordere in continuazione la lingua, come mi è capitato troppo spesso in Senato.
..
Franca Rame

Con poche differenti parole, la lettera è assolutamente più bella.

RESISTA signora! E nei momenti di sconforto se la prenda, prima di tutti, con quelli come lei che a volte la fanno sentire sola. Stia anche attenta a non fare sentire soli quelli come lei che una volta informati della sua decisione, prima di tutti, proveranno sconforto.

Indipendemente da quello che succederà al suo presente e futuro di onorevole, io continuerò a volerle bene.

Alessandro

Caro Alessandro, che creatività! complimenti!
A molti per la verità, sarebbe piaciuto leggere questo invito a resistere, ma le condizioni attuali del Senato non lo concedono...
a presto!
redazione

Cara Franca,
Che cos’è un re senza giullare?
Un regno senza cuore né cervello che solo per bui commerci usa le stelle

Ogni giorno vedo le menti migliori della mia generazione mettere da parte le proprie emozioni per rispondere frasi meccaniche dentro la pochezza di un call center; impacchettare e vendere panini di plastica quando i loro sogni non riescono a smettere di essere veri, sempre più lontani

PERCHE’ APPENA L’ITALIA RICORDERA’ COS’E’ STATA
RITORNERA’!
E ritornando si domanderà:
forse i miei poeti hanno commosso il cielo
perché oggi il suo popolo si trascini nel fango?
Forse il mio ventre ha partorito uomini più forti d’uragani
Per vedere i loro figli spaventarsi per due sporche gocce di meschinità?

Cara Franca,
chi le scrive è la ragazza brutta che nessuno ha mai portato a ballare; è il vecchio sporco di merda e di urina che dal suo brutto letto non desidera altro che essere preso per mano e finire di morire; è il bambino destinato a diventare matto, a cercare per sempre le sue biglie sulla riva di un muro

Cara Franca,
NON E’ LEI CHE DEVE ANDARSENE!

E se domani si alzasse all’ora che le conviene, al solito si vestisse di dignità e coraggio per tornare di nuovo in parlamento? E se una volta arrivata, gentilmente aspettasse il suo turno e COMINCIASSE A GRIDARE ..

“Signor Presidente, Onorevoli Colleghi,
IL RE è SPORCO! IL GIULLARE è NUDO! ..

il governo prodi cadrà
per motivi meno nobili del tuo NO ALLA GUERRA
cadrà perchè pecoraro non ha fatto i termovalorizzatori
o cadrà perchè mastella vuole che gli sia scannato il vitello più grasso
o per qualche altro motivo ma cadrà
un bel "porca puttana il mio ""sacrificio"" non è servito a niente" ti verrà di dirlo?
troppo tardi cara Franca, l'occasione l'hai avuta è l'hai sprecata
l'occasione per non essere più trasparente
l'occasione per essere ascoltata
l'occasione per fare quello che da anni hai sempre vaticinato
l'occasione per non deludere la gente

il governo prodi cadrà
ti resterà la "soddisfazione" di averlo tenuto in vita qualche mese in più, ma se qualcuno ti accuserà di "accanimento terapeutico" non arrabbiarti, ritrova invece la tua coscenza Franca, ne hai veramente bisogno.

peace&love
filippo

Vorrei proporti una possibile "terza via": rimanere per raccogliere le firme per abolire con referendum:
-Le leggi che impediscono la ricerca scientifica in tutti i suoi campi(ne sono direttamente interessato in quanto malato di sclerosi multipla),
-Il canone rai(mascherato da tassa di proprietà)con annesso scontro di potere tra partiti(perchè chi paga il canone per poterla vedere sul satellite,specialmente tra le montagne deve fare anche sky!?),
-l'8 per mille alle religioni(tutte visto che gli ipocriti per salvare il vaticano lo hanno esteso anche agli altri) e devolverlo,su base volontaria,alla ricerca,
-impedire il ritorno delle "MAMMANE" con gli attacchi alla legge sull'aborto,
-altre ricordameli tù....

Gianfranco Cunsolo
Ti posto qui quello che ho ora già postato sul message board del blog di Beppe Grillo :
Come libertario dovrei dire "meglio tardi che mai", ma non me la sento. Franca, così come Dario Fo, sono persone di un'altezza etica così elevata, che non me la sento nemmeno di fare questa piccola battuta-critica. Come lei stessa ha detto è stata male un mese, prima di accettare l'incarico offertole da Di Pietro. Poi ha voluto provarci nonostante dentro di sè, sapesse già che lassù "[i]nessuno ci ama[/i]" e che sarebbe stato tutto inutile, nonostante il suo massimo impegno a portare avanti qualcosa di positivo per tutti noi. Sono riconoscente per la sua coerenza ed onestà esemplare.

[url=LA LETTERA DI DIMISSIONI DI FRANCA RAME]http://www.francarame.it/node/698[/url]

Caro Gianfranco, grazie davvero!
redazione

Roma - 13 febbraio 2008
Ore 12.30 - Piazza Montecitorio
Manifestazione nazionale
LICENZIAMO IL PARLAMENTO!

ESORTO CALDAMENTE

tutti gli Italiani ONESTI ad aderire a questa iniziativa.

E invito gli organizzatori ad estendere le motivazioni del "Licenziamento" alla disonestà della stragrande maggioranza dei Parlamentari.

Non possiamo illuderci che continuando a scrivere, a parlare, a raccogliere firme possiamo scuotere questa gente ormai priva del benchè minimo senso di vergogna per le loro malefatte anche quando vengono in prima pagina sui giornali.
Condannati e interdetti che restano al loro posto!!!
Magistrati onesti trasferiti per avere compiuto il loro dovere con onestà.

Quelli malati di corruzione hanno bisogno del nostro aiuto.
Dobbiamo assolutamente somministrargli un Trattamento Terapeutico Obbligatorio!!!

Non ci si può limitare più a scrivere !!!
La protesta, rigorosamente non-violenta, deve diventare AZIONE.
Gli va detto da vicino e in faccia di smetterla, di andarsene.
Gli possiamo anche lasciare tutto quello che ci hanno rubato ma se ne devono andare!!!
Devono smetterla di disgustarci con le loro menzogne e la loro ipocrisia.

Le parole, le firme non mi soddisfano più!
Ci vuole la Piazza !!!
O la Piazza o il mondo migliore me lo costruisco portando a passeggio un cieco o valigie piene di alimenti agli affamati.
Non perdo più tempo in chiacchiere.

Ragazzi dobbiamo essere migliaia a questa manifestazione.
Deve essere LA PRIORITA' !!!

http://beppegrillo.meetup.com/14/messages/boards/view/viewthread?thread=...

Ciao Franca, ho letto solo oggi la tua lettera di dimissioni. Ho scelto un momento in cui me la sarei goduta. Penso fosse inevitabile, anzi non so come hai fatto a risistere tanto senza parlare.
Lo stato del nostro parlamento è pietoso. A sto punto dovremmo essere commissariati dall'Europa, perchè incapaci di governare.
La situazione è davvero esplosiva. Non si possono più mettere toppe al vestito, è troppo logoro per reggere.
Ma il problema è: se licenziamo tutti sti furfanti, ci sono persone pronte a prendere il loro posto? Oppure stanno lì proprio perchè non c'è chi vuole responsabilizzarsi in politica?
Ho letto un giorno non so dove, che un giorno un governo per mandare a casa i furfanti ha fatto in modo di non punirli. Perchè in caso contrario questi rimangono lì fermi pur di evitare punizione!
Andatevene tutti, siamo stufi, andatevene non vi prenderemo a pugni, basta che andate via e lasciate il posto. Andatevene vi eviteremo le pietre, visto che nessuno è rimasto fuori dal sistema partitico. Andatevene, avete abbastanza soldi da vivere di rendita per i vostri prossimi giorni.
Andatevene da quelle poltrone, che chi fa politica in poltrona ci dovrebbe stare quanto Socrate!
Andatevene perchè non per sempre si può riuscire a sopportare di essere presi in giro faccia a faccia!
E per finire lancio l'ultima utopia provocatoria.
Fine della reppublica, lanciamo la monarchia, regina Franca, sceglie i ministri. I partiti vengono vietati, i candidati delle liste civiche sono scelti dai cittadini fra le persone impegnate nel volontariato attivo.
I funzionari di partito giacca e cravatta vengono messi con la zappa in mano per almeno un mese, per fare capire loro da dove viene il pane!
Finito questo tempo di "dittatura temporanea" (lunga vita alla regina!!!), si potrà tornare alla repubblica, almeno che non venga eletto una nuova regina.
Se i bambini fanno caos, è naturale che la maestra li riporti all'ordine! Non è dittattura ma educazione all'armonia!

ha ha ha!!
Tanit, che risate! immagino una schiera di uomini in giacca e cravatta, donne in tailleur filo di tacco, filo di perle, filo di trucco che arano, seminano, guidano il trattore e raccolgono il riso come modine!
redazione

... e siccome so, almeno per sentito dire, cosa significa fare la mondina, visto che ho avuto la fortuna di avere una nonna friulana, con il cocon in testa, con 17 figli, uno partorito nel campanile mentre bombardavano la cità, e che pure riusciva a lavorare nei campi... in piemonte, in sicilia pure...

Siccome lo so, cara tanit... le risate si moltiplicano all'infinito e vanno verso il cielo dove mia nonna starà a sua volta ridendo!

Anzi, no. Credo che seria seria direbbe...

Che vergogna... che vergogna... ma non hanno la vergogna che io provo ora?

Ehi Tanit, guarda che Franca è già stata nominata !
E' già regina. La corona è pronta. Il simbolo pure.
E' la regina delle formighe!

La conosci la filastrocca...

"LA PIANSE, LA RIDE, L'E' LA REGINA DELLE FORMIGHE..."

Mia nonna Assunta ne diceva una, famosa, da fare prendendosi per mano, la prima mano sul tavolo con il pollice all'insù, poi a turno uno stringeva il pollice dell'altro, una mano si, una no - ma la conosci dai -
e la si faceva fare ai bambini, e piaceva anche ai grandi, e poi si cominciava a filastroccare...

"PIN PIN PIN !
SOTTO EL ME CAMIN
SOTTO EL ME PAASSO
SCAMPA VIA
SE NO TE MASSOOOO"

TRADUZ.

PIN PIN PIN
SOTTO IL MIO CAMINO
SOTTO IL MIO PALAZZO
SCAPPA VIA
SE NO TI AMMAZZOOOOOO

E poi appena finiva la filastrocca ognuno cercava di prendere il pollice dell'altro... e fiuu... quasi sempre nessuno prendeva nessuno...

Non la trovi adatta ai parlarmentari del Palazzo ?
Vero? Già li vedo che scappano dalle nostre mani...

... quelli che stan là devono prendere paura delle nostre mani con il pollice verso l'alto - con la gente che li chiama alla finestra e gli intona questa filastrocca incantata...

"Bisogna saper pensare a cose molto più orrende della guerra, immaginare mondi possibili e mostruosi, fatti di devastazione più grande di quella che fa la guerra, cose orribili, più temibili, delle umane cose."

Il senso mostruoso e del tutto umano della tragedia si distrugge con il canto.

Di una filastrocca.

Baci, cara Tanit. Facci ridere ancora, così si fa. Si.

La Repubblica MERCOLEDÌ, 23 GENNAIO 2008

Pagina 4 - Interni

DIARIO DELLA CRISI

LA PENSIONE DEI NOVIZI

SEBASTIANO MESSINA

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Ma se poi tutto potesse essere ridotto all´aritmetica pura, se alla fine dei conti lo sbarco a tradimento di tre senatori dell´Udeur fosse neutralizzabile imbarcando semplicemente tre senatori dell´opposizione, allora bisognerebbe prendere sul serio l´indizio che una senatrice al di sopra di ogni sospetto come Franca Rame ha lasciato cadere con disinvoltura dalla tribuna di Montecitorio, dopo aver ascoltato il discorso di Romano Prodi. «Ricordatevi che molti senatori sono alla prima legislatura, e non hanno ancora maturato il diritto alla pensione». Non è un dettaglio, per i 115 parlamentari di Palazzo Madama che vedrebbero sfumare ogni speranza di ottenere il generoso vitalizio di 3108 euro, al quale avranno diritto solo se le Camere saranno sciolte dopo almeno due anni, sei mesi e un giorno, ovvero non prima del 29 ottobre. Superato quel traguardo, ciascun parlamentare di prima nomina maturerà il diritto alla pensione. Certo, ognuno di loro dovrà versare di tasca propria i contributi che mancano per raggiungere i cinque anni della legislatura piena, e probabilmente gli toccherà aspettare di compiere i 65 anni prima di incassare la sua pensione parlamentare, ma se il Parlamento venisse malauguratamente sciolto prima del29 ottobre, non vedrà un solo centesimo.
Se Prodi decidesse di lanciare la sua caccia al voto al di là della trincea dell´opposizione, farebbe dunque bene a tener conto delle aspirazioni politicamente scorrette ma umanamente comprensibili diquella settantina di neosenatori dell´opposizione. Specialmente quelli per i quali questa legislatura vale doppio, perché è la prima e forse sarà anche l´ultima.

Mi viene da pensare...
e che succederebbe se una donna come Franca Rame resistesse in Parlamento?
Non come ha fatto in questi 19 mesi... facendosi stritolare dalla logica del potere...
No... da free rider...
Che bello! Una cavalla pazza che gliele manda a dire per conto di tutti noi imbavagliati e supini!
Franca mi spiace, non sono daccordo con le dimissioni.
Condivido pienamente e a fondo le tue motivazioni cariche di umanità e di vero spirito sociale, ma proprio perchè in te c'è quel senso dello Stato che in molti parlamentari difetta, urge che tu resisti.
Rendiamoci conto, qui la situazione è di totale imbavagliamento. La notizia delle tue dimissioni su quale tg è passata?
Non è il caso di rivalutare i guitti, anzicchè i buffoni di corte?
Io non voto più... mandiamo a casa tutti questi spudorati...per favore...ci stanno affamando!!!
Vorrei ancora dire che persone come De Magistris e Forleo sono un esempio per tutti. Loro resistono. In silenzio lavorano. Speranza per tutti. Speriamo che i giornalisti genuflessi ricordino anche loro la nobiltà di una professione non asservita al potere...

che ne dite d'intasare con migliaia di richieste per non accettare le dimissioni della senatrice Franca Rame?
le mandiamo sia a Marini che al Presidente della Repubblica,così non possono ignorare cosa vuole realmente il popolo.
A proposito...non è frode nei confronti dello stato cio' che franca ha denunciato nella sua lettera di dimissioni?
c'è qualche avvocato che legge e che mi possa dire se questi reati, al momento che sono di dominio pubblico possano essere perseguiti d'ufficio?
I dipendendi delle aziende dei nostri DISONOREVOLI sarebbero licenziati per molto meno.
mercedes

Gentile Signora Rame,
ricordo un ragionamento di Di Pietro, più di un anno fa, che sostanzialmente diceva quanto segue:
"si, sono stato fuori dal palazzo, raccolgo le firme, depositiamo gli scatoloni pieni di firme e le proposte di legge; loro prendono tutto, ti dicono "poi ne discutiamo"; mettono gli scatoloni nel sottoscala e non se ne parla mai"
"Per cambiare le cose e le leggi, bisogna entrare nel Palazzo, e combattere". Questa è stata la scelta conseguente di Di Pietro.

Franca, le tante persone che l'hanno votata e le tantissime che hanno potuto conoscerla successivamente, e che oggi la sostengono, non vogliono che lei ceda. Lei è il loro, anzi nostro strumento per tentare di cambiare le cose in questo paese, ancora in minuscolo.

Capisco la sua profonda delusione, ma ... cosa credeva di trovare lì dentro? Per questo deve rimanere; oggi lei è (quasi) sola, ma alle prossime elezioni sono certo che Di Pietro e le persone oneste come lei, e altri che seguono il vostro pensiero, saranno di più, e noi siamo qui per rinnovarvi la nostra fiducia.

Siamo insieme Franca, lei non è sola; le sue delusioni sono le nostre peggio dannazioni, noi che paghiamo sulla nostra pelle le scellerate decisioni di palazzo, ancora minuscolo.

Torni dentro a combattere, lo faccia per un Paese in maiuscolo; noi ci siamo, Internet sta veramente trasformando il modo di comunicare, di prendere coscienza della realtà, e di decidere per il cambiamento. Il processo è lento, le coscienze di tanta gente non sono ancora sveglie, si trovano ancora nell'incantesimo della tivù, e noi da fuori lavoriamo per far conoscere le cose. Lei è dentro per fare anche la sua parte.

Torni dentro e non si morda la lingua, dica quello che pensa, se crede che sia giusto che i suoi colleghi debbano sentire quello che ha dentro e che vuole dire. C'è bisogno di verità e di leggerezza, e lei può contribuire ancora tanto, là dentro.

Se cede lei, cosa dobbiamo fare noi?

Un abbraccio,
Fabrizio

Egr. SENATRICE FRANCA RAME,
e scrivo Senatrice non a caso, considerando le dimissione e l'ormai caduta del governo. Non a caso perchè per me Lei è sempre "la mia" Senatrice, l'esempio da cui mi sento veramente rappresentato. Stamattina mentre venivo in facoltà ho letto l'intervento su "repubblica" e ho sentito il bisogno, vero, di lasciarLe un mio pensiero, cosicche mi sono iscritto sul Suo sito. Ho compreso sin dal primo giorno la Sua frustazione per tutte le contraddizioni di cui parla nell'interveto, ma ne comprendo e approvo la sopportazione e il superamento vista la finalità, ovvero non far tornare Berlusconi. La quale a mio avviso doveva essere IL PRIMO pensiero in ogni componente dell'Unione. Non nascondo anche un profondo senso di sollievo dalla liberazione da gente come i "mastelliani" e i "diniani". In conclusione vorrei dirLe <> come se fosse qui davanti a me per rappresentare i VALORI e le IDEE in cui credo; e ora rimpiango di non essere venuto a stringerLe la mano e ringraziarLa "preventivamente" quando avrei potuto in quella serata, di cui non trovo aggettivi tanto sublimi per descriverla, al teatro romano di Fiesole quando il Suo meraviglioso compagno Dario spiegò Michelangelo dove anche Lei era presente.

Con tutta la stima e l'affetto che uno studente universitario di Psicologia Clinica che combatte ogni giorno contro il "mostro della riforma Moratti",
un immenso abbraccio

Lorenzo

Caro Lorenzo!
grazie per la solidarietà e la partecipazione... Benvenuto tra gli amici del blog!
teniamoci per mano, i prossimi giorni saranno significativi per capire dove andremo a finire, anche se nell'aria non c'è nulla di buono!
bacioni
redazione

Giuseppe Germanò

Ho letto la tua lettera di dimissioni e penso che se solo il 10% dei tuoi ex colleghi la pensasse come te, forse si potrebbe fare ancora qualcosa per cambiare questo stato di cose... ma a loro cara Franca, non interessa...
a loro interessa il potere e tutto cio' che ne deriva!

cambiano i governi ma per i poveri e le famiglie medie non cambia nulla!

Prima eravamo con Berlusconi, poi siamo stati un po' con Prodi e ora?
Dovremmo rifare di nuovo la stessa esperienza con B. e compagni?

Tu sei GRANDE! ONESTA! COERENTE! CAPACE!

Bene, si stanno muovendo altre persone in Italia adesso.... Grillo e altri

Cercate una strategia comune! Facciamo Vera Politica!

Dobbiamo cambiare questo status quo... tu lo hai visto in prima persona... quanto schifo...
Continua cosi! BRAVA!

IO TI STIMO!!!

Caro Darksurfer
muoviamoci assieme per ottenere di meglio  di quanto abbiamo avuto finora e per scongiurare il ritorno del B. !
redazione

Ho letto l'articolo, l'ho trovato molto inenso perchè sofferto.Concordo su tutto però non puoi lasciare il tuo posto di senatrice a qualcuno/a che magari sarà privo/a della tua sensibilità e si comportera in modo da farci maledire il giorno in cui con il nostro voto l'abbiamo mandato/a a rappresentarci.

Gent.Sig. Franca Rame,
mi unisco a tutti i suoi estimatori per ringraziarla per il suo "sofferto e faticoso" impegno politico.
Sono d'accordo per tutte le sue scelte, un pò meno per la descrizione della nave dei "folli".
Se penso ai comitati d'affari, agli appalti, ai concorsi truccati ed ai saccheggi nella sanità, a me sembra che sia stata accompagnata da molti "pirati".
Nonostante sia in preparazione un nuovo arrembaggio,sono ottimista e fiducioso perchè nell'aria aleggia lo spirito di giustizia di Falcone e di Borsellino,l'ho visto entrare nella Forleo,in De Magistris, nei ragazzi di Locri ed adesso finalmente anche nei ragazzi di Palermo.
In questo blog ho notato che sono in molti a sperare in un modo migliore ed allora termino con una frase di un Maestro:"La speranza per diventare realtà e non restare utopia,deve essere creata da tutti coloro che sperano".
Un affettuoso saluto.
Ivan Bugini

Caro Ivan,
grazie per il tuo post! a questo punto, siamo nelle mani di Napolitano!
redazione

Ciao Franca
Ti scrivo dalla Danimarca, Paese DEMOCRATICO dove vivo ormai da 10 anni, da quando ho capito che per l`Italia del "do ut des", del nepotismo e del non-governo le speranze di rivalsa ormai son poche. Capisco le tue dimissioni perché comprendo il senso di impotenza che ha attraversato il tuo periodo in senato, ma sono dimissioni che fanno male e che sotterrano ancor di píú la speranza di un Italia Pulita.
Grazie comunque, la vera politica - in Italia - va fatta fuori dalle Camere.

spac

Ciao Franca

Da Göteborg in Svezia seguo da mezz'anno quasi quotidianamente quanto sta succedendo in Italia. Nel mio blog (http://stellan.kinberg.net) scrivo in svedese, inglese e italiano cercando di documentare quel che accade e allo stesso tempo, cerco di capire meglio la meccanica della (non) politica italiana.

Sono sempre stato ammiratore di Dario che vidi qui a Göteborg molti anni fa, che tra l'altro, se non erro raccontò la storia del corteo del Papa che in un incrocio a Roma si scontrò con il corteo di Gesù. Ma prima che tu apparissi col tuo blog, avevo solo sentito parlare di te in Italia.

Molti italiani mi chiedono perchè mi dedico tanto tempo all'Italia che loro piuttosto vorrebbero emigrare e rinnegare ogni appartenenza italiana. Naturalmente ho le mie ragioni sentimentali e una storia italiana che mi spinge. Ma c'é dentro di me anche una profonda convinzione che per l'Italia c'é speranza proprio per l'esistenza di tante persone che, come te con cuore e audacità, combattono per il proprio paese.

Che senso e valore ha la vita se la si dedica all'egoismo, al lucro e potere personale? C'é un detto che dice, che la piú grande soddisfazione la trovi nel dare e non nel ricevere. I veri ricchi di questo mondo sono coloro che si possono permettere questo.

Buon proseguimento a te Franca e a Dario,
Stellan

Benvenuta tra gli amici del blog e grazie per il tuo contributo!
Cosa si pensa in Svezia di quest'Italia, dove l'ex premier gode ancora dei frutti del suo operato? E' stato assolto dall'accusa di falso in bilancio per il processo SME, grazie alla legge che si è fatto lui!!!
AAAHHH!!!
redazione

gentile signora rame, Le invio questa mail che ho anche pubblicato in alcuni forum antiproibizionisti e sul forum della rai.
non aggiungo altro e sarei contento di ricevere una sua risposta pubblica.

grazie, con stima
giovanni foresti

http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=190772&f=30

condivido e apprezzo lo spirito e i contenuti della lettera pubblicata da franca rame. url=http://www.francarame.it/node/698

vorrei però sottolineare un aspetto che non viene sfiorato: il decreto sulle DROGHE che porta la firma di Berlusconi, Fini, Giovanardi

dice Franca Rame:

Oltretutto mi sento complice di una indegnità democratica. Stiamo aspettando da 19 mesi, che vengano mantenute le promesse fatte in campagna elettorale. Non è stata ancora varata, ad esempio, la legge sul conflitto d'interessi, e ritengo questo ritardo gravissimo. Non è stata liberata la Rai dai partiti, non è stato fissato un antitrust sulle televisioni, mentre in compenso tutte le leggi del governo Berlusconi, assai criticate anche all'estero, sono in vigore, il falso in bilancio continua a essere depenalizzato, la ex Cirielli continua a falcidiare migliaia di processi. Contemporaneamente il governo ha bloccato il processo sul sequestro di Abu Omar sollevando due conflitti d?attribuzione davanti alla Corte costituzionale. E ha creato i presupposti perché al Pubblico Ministero Luigi De Magistris vengano tolte le indagini su politici di destra e di sinistra e il Giudice Clementina Forleo venga fatta passare per esaltata e bizzarra.
Nonostante gli impegni programmatici sulla legge Bossi-Fini e sui Centri di permanenza temporanea, che sarebbe più appropriato definire centri di detenzione, dove sono negati i diritti più elementari, non ci sono novità.
Ora stiamo aspettando anche in Senato il disegno di legge che vieta ai giornali di pubblicare le intercettazioni e gli atti d?indagini giudiziarie, già votato alla Camera da 447 deputati, con soli 7 astenuti e nessun contrario.
Come andrà in Senato?
In tante occasioni ho fatto prevalere, sui miei orientamenti personali la lealtà al governo e allo schieramento in cui sono stata eletta, ma questa volta non potrei che votare contro.

Il Paese si trova in gran difficoltà economica: disoccupazione, precarietà, caro vita, caro affitti, caro tutto... pane compreso.
Che diredella lontananza sconvolgente che c?è tra il governo e i reali problemi della popolazione?
E che dire dei 1030 morti sul lavoro nel solo 2007 (cifra peraltro destinata a crescere con la stabilizzazione dei dati Inail) Ben venga il disegno di legge del ministro Damiano e il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.
Non è mai troppo tardi.
Solo un po?...
Che dire dell'indulto di "tre anni" approvato con una maggioranza di 2/3 del Senato, con l'appoggio di UDC, Forza Italia e AN?
Era certamente indispensabile alleggerire il disumano e incivile affollamento delle carceri, ma con un criterio che rispondesse davvero al problema nella sua essenza, con un progetto di riforma strutturale del sistema penitenziario, con il coinvolgimento delle innumerevoli associazioni del volontariato privato-sociale, che storicamente operano sul territorio nazionale e locale.
A migliaia si sono trovati per strada e molti senza un soldo né una casa, né tanto meno un lavoro...[/i]

----------Allora vorrei ricordare a Franca Rame e a tutti noi che l'affollamento delle carceri è direttamente proporzionale all'aumento della stretta proibizionista sulle droghe
url=http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/arti.php?id=148792 Il 35% della popolazione carceraria e' tossicodipendente, ed in strutture penitenziarie di citta' come Milano, Torino, Roma, Genova, Firenze, Bologna e Napoli la percentuale raggiunge il 60%.

relazione europea 2005 su situazione carceraria e drogheurl=http://www.emcdda.europa.eu/attachements.cfm/att_13325_IT_CrimePrisonsIT...

Vorrei altresì ricordare che l'abrogazione della Fini-Giovanardi era nel programma dell'Unione

=http://www.unioneweb.it/wp-content/uploads/documents/programma_def_union... pag 186 programma dell'unione: educare, prevenire, curare... ...il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato.

Vorrei altresì ricordare i risultati del referendum del 1993

=http://www.cortedicassazione.it/Archivio/Referendum/SchedaRef.asp?ID=36 Corte di Cassazione

Elettori: 47.946.896
Votanti: 36.911.398
NonVotanti: 11.035.498
Raggiunto il quorum
SI 19255915
NO 15529815

La domanda che pongo a questo punto è la seguente: come è possibile che partiti collusi con la mafia abbiano potuto stravolgere l'esito di questo referendum? naturalmente mi riferisco al decreto Berlusconi Fini Giovanardi.

cioè, a prescindere dalle convinzioni personali sul merito, il rispetto dello stato di diritto, non è forse una esigenza legittima di ogni cittadino della Repubblica?

Ricordo che anche la scelta fra repubblica e monarchia fu determinata da un referendum.

Voti %
MONARCHIA 10 718 502 45,70%
REPUBBLICA 12 718 641 54,30%
bianche/nulle 1 509 735
Totale voti validi 23 437 143 100%

Non mi rimane molto da aggiungere se non che trovo perlomeno strano che Franca Rame si sia dimenticata di queste cose. Che Di Pietro (url=http://www.youtube.com/watch?v=_A01Q-HWKP0 video di Di Pitro sulle droghe) sia proibizionista non mi stupisce, ma Franca Rame? e il senso di giustizia di Di Pietro si fermano di fronte a questi temi? Impegni di governo e rispetto del volere popolare passano in secondo piano?

ecco il

url=http://www.solidarietasociale.gov.it/NR/rdonlyres/EDB338B4-AA47-44AA-B06... piano azione del Governo

se si fa una ricerca nel documento appare la parola canapa sativa ma non si capisce in che senso.

la parola abrogare non c'è

la parola cannabis c'è 6 volte per dire che a torto la si considera poco pericolosa

la parola pubblicità alcol/ tabacco / farmaci non esiste

cannabis terapeutica non esiste

proibizionismo non esiste...

Inoltre vorrei ricordare che il traffico di droghe vietate frutta alle varie mafie milioni di euro ogni giorno, considerando che i consumatori sono milioni e che spendono almeno un euro al giorno. Con questo fiume di denaro la mafia compra e corrompe politica e economia. le regioni più mafiose sono quelle dove i partiti proibizionisti sono più forti. Il caso della Sicilia, di Cuffaro, dell' UDC è emblematico. Consigli comunali sciolti per mafia, eletti con voti di mafia, votati partiti proibizionisti. E' evidente che la mafia è proibizionista!

Ho postato la lettera sul mio blog personale, che raggiunge diversi disaffezionati e disincantati della politica.
Mi auguro che la leggano in molti,
EmmeIan
www.ilterzostato.splinder.com

Grazie a te, che diffondi questo scritto!
redazione

Zafferana Etnea lì, 30/01/2008

Gent.ma Sig.ra
Franca Rame

Rappresento un gruppo di persone che scrivono, per puro diletto, su un giornale “L’Osservatorio Etneo” edito in Zafferana Etnea, Catania, regolarmente registrato presso il Tribunale di Catania (n°31/05).
In data 17 gennaio 2008, sul quotidiano “La Repubblica”, abbiamo potuto leggere ed apprezzare il suo articolato “sfogo”, culminante con le sue irrevocabili dimissioni dal Senato della Repubblica, presentate all’Onorevole Marini.
Condividendo il suo dispiacere, apprezziamo l’alto senso civico nel voler denunciare lo stato delle cose nella nostra Repubblica e ci rammarichiamo del fatto che, una persona come lei, abbia deciso di smettere di lottare.
Il nostro giornale è di estrazione cattolica, ma siamo profondamente rispettosi delle idee altrui e, in special modo, ammiriamo la coerenza del pensiero e la rettitudine dell’operato.
Le chiediamo, con la nostra, quindi, il permesso di estendere ai lettori de “L’Osservatorio Etneo” la possibilità di conoscere il suo articolo, perciò vorremmo pubblicarlo sul nostro giornale che diffondiamo in abbonamento.
Certi di un suo prossimo riscontro, Le auguriamo di poter continuare a lavorare per l’Italia e per gli italiani di pensiero.
Ci farà piacere inviarLe copia della prossima pubblicazione, nel frattempo la salutiamo con sentimenti di profonda stima.

Per la Redazione de
"L'Osservatorio Etneo"
Adele Colombo Ventimiglia

osservatorioetneo@virgilio.it

Cari Amici,
abbiamo acquisito la vostra richiesta, vi faremo sapere al più presto!
redazione

Gentile ed onorevole senatrice Franca Rame.
Mi permetto di chiamarla onorevole, perchè nello sfacelo e nel degrado totale in cui versano ormai le nostre istituzioni è forse l'unica che possa fregiarsi a ragione di tale titolo.
Le scrivo per conto degli amici del meet up di Beppe Grillo di Jesi, che mi hanno incaricato di farLe giungere un attestato di stima per la decisione da Lei presa riguardo le sue dimissioni.
La dignità è ormai una cosa rarissima in questo paese, in cui un ex ministro indagato si permette di invocare elezioni durante le consultazioni al solo scopo di sgabellare il carcere.
La ringraziamo perchè in questo momento così buio, il suo esempio è un faro ed una speranza per tutti noi.
Difficilmente troverà tempo e modo per rispondere a questo post; ma pur con questa consapevolezza ritenevamo di doverLe scrivere quanto sopra.
Ovviamente, se vorrà onorarci con una sua visita sul nostro meet up sarà sempre la benvenuta.
Per gli amici del meet up di Beppe Grillo di Jesi
Marco Gambini-Rossano

cari marco e gli amici del meet up di Beppe Grillo di Jesi... che dire? GRAZIE! vi sono molto riconoscente per quanto mi dite. tante sono le persone che mi hanno scritto dandomi solidaietà e comprensione. nessun giornale ha ripreso la notizia. se voglio spazio, devo pagarmelo!
sto portando avanti da ormai 15 mesi la campagna raccolta fondi per le vittime dell'uranio impoverito e altri problemi (diversamente abili, sclerosi multipla, pensionati in grande difficoltà). la maggior parte del mio stipendio va lì. e ne sono felice. se potete diffondere la notizia, ve ne sarei veramente grata. abbiamo anche una cartella con 12 litografie di Dario (da 1 a 100) che vendiamo a una cfra ridicola: 250 €. (il valore reale è di almeno 1500 €. ) guardatevele sul blog e dateci una mano. chi le acquista fa un vero affare... e aiuta tanti disperati.

stiamo vivendo un momento terribile. mi sto rompendo la testa nel cercare di proporre qualcosa che possa servire a bloccare lo sfacelo che ci attende. l'unico rammarico è che si cammini "da soli". che non ci si unisca... beppe con il suo grandioso blog non gradisce intrusioni. è un vero peccato. quante cose potremmo fare insieme.

non so se mi sarà possibile venire da voi. con il governo in queste condizioni siamo sospesi a un filo.
vedremo in futuro.
vi mando un grandissimo abbraccio e ancora vi ringrazio.
franca

siamo stati anche al carnevale di viareggio a vendere litografie di Dario, m non è andata benissimo.

cara franca....mia mamma le ha scritto una lettera ma non essendo patica di pc mi a chesto se per gentilezza potevo postargliela io....è con gioia che mi appresto a farlo...
Cara franca,
io che l ho seguita nella sua carriera artistica fin dai tempi che con Dario foste censurati in tv,che posseggo tutte le voste cassette ,che ho assistito ai vostri spettacoli e ho pure un quadro autografato di suo marito regalo di mio figlio che spesso soggiorna ad alcatraz con la moglie ho sentito il bisogno di scriverle la mia ammirazione..
E a 70 anni ho sentito il dovere di scriverle per farle sapere quanto mi ha toccato il suo articolo sulla Repubblica.....
Creda...ogni tanto lo rileggo e condivido parola per parola ..e mi fa tanto male dentro...
Io...figlia di un operaio visceralmente antifascista,io nipote di un meraviglioso nonno che perse due figli maschi nelle carceri fasciste,io che sono cresciuta all insegna dell onesta' e dell integrita'morale sono cosi addolorata e cosi indignata e amareggiata per questo sfacelo!
Penso a tutti i giovani ceh sono morti per darci un ITALIA migliore !!!
Ho dovuto vincere il riserbo tipico di noi torinesi per prendere coraggio e scriverle queste poche parole che non riescono cmq ad esprimere quello che vorrei ...quello che sento.
So solo che vorrei abbraciarla e dirle "grazie"....grazie per le lotte che ha combattuto...grazie per le sofferenze patite sulla sua pelle ...grazie per quello che ha fatto e per quello che avrebbe voluto fare...grazie per essere quella che immaginavo fosse e che si è dimostrata tale...
con immenso affetto borgaro angela

Gentile Signora, leggendo la Sua lettera al Presidente del Senato, ho avuto conferma dello stato pietoso in cui versa la nostra democrazia e ho riconosciuto in Lei lo spirito, la lealta' e la dignita' che dovrebbero caratterizzare tutti i rappresentanti degli elettori.
Purtroppo di persone con questi titoli credo che in Senato e alla Camera ve ne siano pochissime e questo ci induce in quel circolo vizioso che sgomenta chi crede nella democrazia rappresentativa. Ilvo Diamanti dice che gli italiani metabolizzano tutto, si indignano ma non fanno nulla. Esatto ma, concretamente, cosa si puo' fare? I partiti si rieleggeranno da soli; l'informazione e' quasi sotto totale controllo (vedi caso AGCOM - Anno zero); forse noi cittadini pagheremo anche 400 mila euro al giorno di multe per i soprusi delle TV di Berlusconi oltre ai danni a Europa 7; gli sprechi sardanapaleschi della casta sono vergognosi. Cosa si puo' fare? Dovremmo smettere di pagare le tasse? Dovremmo imbracciare i forconi? Il sistema e' bloccato, la casta degli avidi disposti a tutto ha sostituito le persone per bene e le ultime rimaste (tra cui lei) contano nulla o sono costrette alle dimissioni.