Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Passaparola - In fuga dal Senato - Dario Fo

Franca, la donna con la quale ho trascorso quasi tutta la mia vita e che da qualche mese mi ha lasciato, ha detto e ripetuto, nei suoi scritti e negli interventi sia in teatro che in dibattiti pubblici, che noi stiamo vivendo in una società il cui programma fondamentale è: disinformare. Cioè attraverso la gran parte degli interventi televisivi, radiofonici, giornalistici, arrivare a ubriacare un pubblico a forza di fandonie e notizie scandalistiche ad effetto per giungere a ipnotizzare la gente dentro una caterva di interventi banali, vuoti di ogni valore culturale e soprattutto manipolati, cioè falsi. Perciò Franca ha voluto lasciare soprattutto ai giovani e in particolare alle donne questo scritto, frutto di un'esperienza che parte dalla sua giovinezza, dalle lotte sociali, gli interventi contro lo sfruttamento del lavoro spesso mafioso, contro le guerre di conquista camuffate da battaglie per la pace ma tempestate di cadaveri... Fino alla sua ultima esperienza, quella in Senato, e alle sue sofferte dimissioni. 

Dario Fo

 

Anno: 

DARIO FO A IMOLA PER LA PROIEZIONE DI "SESSO? GRAZIE TANTO PER GRADIRE"

Con grande felicità domani Trama di Terre accoglierà a Imola Dario Fo che interverrà all'inizio della proiezione di «Sesso? Grazie, tanto per gradire», scritto da Franca Rame, con lui e il figlio Jacopo. E' uno straordinario monologo su amore e sesso, sul vuoto di conoscenza del proprio corpo, su tabù, paure e inibizioni: comicità mescolata a serietà, provocazione ma anche delicatezza e pudore.

È la prima uscita pubblica del grande attore e Premio Nobel per la letteratura in un'iniziativa dedicata alla compagna di una vita, Franca Rame. Le donne di  Trama di terre coltivano il desiderio di continuare a far vivere Franca nelle lotte, nelle conquiste e nelle piccole rivoluzioni di tutti i giorni, per una cultura libera dalla violenza. Cogliamo questa occasione per rilanciare l'appello nazionale verso lo “Sciopero delle donne” (http://scioperodonne.wordpress.com/) che sta raccogliendo migliaia di adesioni su tutto il territorio nazionale e che ha fissato come data il 25 novembre per dire BASTA alla violenza maschile sulle donne e aprire una riflessione sulle relazioni fra i generi, sul potere e le sue dinamiche di sopraffazione.

Mercoledì al Teatro Ebe Stignani le donne native e migranti –  militanti nel contrasto alla violenza sessista - saranno nella prima fila del teatro ma verranno lasciati due posti vuoti: per Amina Filali (15 anni, suicida a Larache in Marocco per fuggire alle violenze di un matrimonio forzato dopo lo stupro) e per Fabiana Luzzi (17 anni, uccisa a Corigliano Calabro dal suo fidanzato perchè voleva lasciarlo)

Siamo stanche di piangere le donne uccise.
Vogliamo che la violenza e il femminicidio finiscano.
Vogliamo esercitare il diritto alla felicità che tutte e tutti noi ci meritiamo ora e con le generazioni future.

«Sono anni che porto in giro spettacoli sulla condizione della donna, sullo sfruttamento sessuale, i problemi con i figli, i tradimenti, la coppia chiusa, la coppia aperta... Sono convinta che la causa di ogni pena amorosa, di legami che si sfaldano, è la mancanza di armonia tra i sessi».    Franca Rame

Mercoledì 2 ottobre alle 20.30, ingresso libero

presso il Teatro Ebe Stignani, via G. Verdi, 1, Imola (BO)

con il patrocinio del Comune di Imola

La proiezione integrale di «Sesso? Grazie, tanto per gradire» (del 1995 - regia di Dario Fo) dura 124 minuti.

INFO: 339 6505406, 334 7311570, info@tramaditerre.org, www.tramaditerre.org

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LE COOPERATIVE SALVERANNO IL MONDO!

Corso di formazione sull'imprenditoria cooperativa. Come costituire e gestire una società cooperativa.

Il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus organizza un Corso di formazione sull'imprenditoria cooperativa. Come costituire e gestire una società cooperativa

Libera Università di Alcatraz 6-8 novembre 2013

Presentazione del corso: il Corso di Formazione sull’imprenditorialità cooperativa nasce dall’esigenza di fornire a chi intende creare una impresa mutualistica gli strumenti più adeguati per raggiungere i propri scopi.
Le cooperative sono imprese antiche, eppure molto moderne e straordinarie, perché colgono le esigenze delle fasce più deboli della popolazione e tendono alla soluzione dei problemi di base.
In questo momento di profonda crisi economica e sociale le cooperative rappresentano un baluardo indispensabile per chi intenda vedersi garantita, ad esempio, una continuità occupazionale o la fruizione di servizi socio sanitari.
Il corso si rivolge ai futuri soci di società cooperative, ma anche a soci e manager di società cooperative già costituite che intendano migliorare le proprie conoscenze mutualistiche.
Scopo del corso: la formazione imprenditoriale è essenziale per tutti coloro che intendano costituire una società. Il settore cooperativo ha regole proprie che devono essere conosciute dai futuri imprenditori.
Lo scopo del corso è quello di fornire un ventaglio di informazioni di base per avere una piena consapevolezza del percorso imprenditoriale nel settore cooperativo.
Il corso ha una impostazione molto pratica e affianca alla disamina della legislazione societaria e fiscale, la realizzazione di esercitazioni, tra cui la redazione di un business plan, strumento essenziale per la costituzione di una nuova società.

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI

Gratuito per coloro che fanno parte già di cooperative sociali o di lavoro, per associazioni di volontariato e per chi ha un reddito basso grazie a un contributo del Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus.
Per info e iscrizioni info@alcatraz.it oppure telefonare allo 075/9229938-39-14

A SEGUIRE, 8-10 NOVEMBRE, CORSO SULLA GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE. Clicca qui per maggiori informazioni

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LETTERA SCRITTA DA JACOPO FO AL PRESIDENTE DEL SENATO PIETRO GRASSO

 

22-09-2013

 

Gentile Presidente del Senato Pietro Grasso,

le scrivo per ringraziarla per il discorso da lei tenuto in Senato per commemorare mia madre.
Sono restato sinceramente stupito sia per i contenuti, fuori dalla retorica commemorativa, sia per il tono privo di formalismo, sia per il fatto che Lei abbia voluto fare uno strappo formale alla tempistica prevista dal protocollo.
Si tratta dell’unico caso nel quale la mia famiglia abbia ricevuto dalle istituzioni italiane un segno di stima e, addirittura, di affetto.
Sinceramente non me l’aspettavo proprio…
Il fatto che mia madre si sia sempre impegnata a dire quel che pensava e a fare ciò che credeva giusto, senza preoccuparsi delle conseguenze, l’ha portata a scontrarsi con i molteplici e assillanti poteri italiani, provocando reazioni stizzite e a volte violente da parte di chi, a destra e a sinistra, considerava la politica scontro da stadio o strumento per servire interessi personali.

Mi rendo conto che queste mie parole rischiano di essere formali, proprio mentre la ringrazio del suo non essere stato formale.
Le voglio quindi raccontare una storia che pochissimi conoscono, accaduta negli anni ‘80.
Mia madre aveva la passione del gioco delle carte, che per fortuna praticava con moderazione, parsimonia e leggendaria fortuna… Ma questo la portava a frequentare a volte ambienti diversi da quelli che le erano abituali. Una sera si trovò ad ascoltare casualmente una conversazione tra due fotomodelle che non si erano accorte della sua presenza. Dalle poche parole che intercettò comprese che stavano parlando di un Ministro democristiano che sarebbe partito di lì a poco per Città del Messico e del fatto che gli era stata preparata una trappola grazie a una ragazza estremamente attraente e una stanza d’albergo dove erano state nascoste delle telecamere.
Mia madre la mattina successiva telefonò alla segreteria del Ministro e disse che, se il Ministro stava per partire per il Messico, era meglio che prima parlasse con lei. Dopo pochi istanti il Ministro in persona richiamò preoccupato. In effetti lui stava per partire per il Messico ma si trattava di un viaggio riservato, per questioni molto delicate di politica estera. E lui si chiedeva come potesse una nota estremista di sinistra sapere di questo suo viaggio… Cosa stava succedendo?
Mia madre gli raccontò della ragazza avvenente e delle telecamere nascoste.
Giorni dopo il Ministro le ritelefonò ringraziandola e le disse che in effetti nell’hotel che lo ospitava in Messico, aveva incontrato una fanciulla che si era mostrata particolarmente disponibile e ovviamente lui l’aveva evitata. Il Ministro le chiese poi: “Ma lei perché mi ha avvisato? Qual è il suo interesse in questa storia?”
Mia madre rispose: “Non sopporto gli imbrogli.”
Non ci furono poi altri contatti tra mia madre e il Ministro… Ma per una decina di anni mia madre ha ricevuto un cesto di dolciumi ogni Natale, inviato da un anonimo ammiratore, insieme ad un bigliettino criptico: “Saluti dal Messico”…
E mia madre non ha mai voluto dire neppure a me il nome di questo Ministro.
Questo aneddoto racconta molto bene l’etica di mia madre: opporsi a ciò che non è giusto a prescindere da qualunque considerazione di convenienza. Il fine non giustifica mai i mezzi.
Questa coerenza l’ha fatta amare da moltissimi, ma le ha anche creato molti guai con persone potenti, molti colpi, esclusioni e calunnie…

Ecco perché il suo discorso è stato per me particolarmente importante e gradito, un segno che qualche cosa comunque sta cambiando.

Grazie Signor Presidente
E auguri.
Jacopo Fo

Per vedere il video della commemorazione di Franca clicca qui

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LETTERA AL PRESIDENTE DEL SENATO PIETRO GRASSO

A Pietro Grasso,

Presidente del Senato della Repubblica Italiana

 

Cesenatico, 18 settembre 2013

 

                                                

Caro Presidente,

 

La ringrazio con entusiasmo e riconoscenza per lo stupendo intervento che ha voluto dedicare a Franca. Un discorso sulla sua vita di donna e attrice, ma soprattutto di persona coinvolta nella disperata lotta per l’emancipazione e la giustizia dei diseredati e degli sconfitti dall’egoismo spietato degli eterni signori del potere.

 

Ad ascoltare il Suo intervento trasmesso dalla televisione c’erano con me i miei giovani collaboratori, i quali si sono sentiti commossi e partecipi a quella commemorazione finalmente priva di retorica e luoghi comuni.

 

La ringrazio ancora per aver ricordato non solo i momenti drammatici dell’esistenza di Franca ma anche quelli del coraggio e della coerenza.

 

Devo inoltre ammettere di non aver intuito che il Suo intento era quello di dedicare al ricordo della mia compagna il tempo massimo che per una normale commemorazione dentro le aule parlamentari viene concesso dalla consuetudine.

 

Le dirò che il modo in cui mi era stato prospettato dai suoi collaboratori lo svolgersi della manifestazione mi aveva condotto in inganno. Il fatto di aver scombinato il normale rituale trasgredendo i limiti della convenzione, come Lei ha fatto, mi riporta sempre nella convinzione che al mondo vivono insieme due categorie di individui: quelli che restano nella regola e quelli che regola e regolamenti cercano in ogni momento di mandare a pezzi nell’intento di vedere la luce che ci sta dietro.

 

La ringrazio ancora e, se mi permette, l’abbraccio, anche se è fuori dalle suddette regole.

 

 

          

Dario Fo

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