SPRECHI VII PUNTATA: I PRIVILEGI DELLA CHIESA

Preparando con Carlotta il blog di oggi, leggendo e rileggendo l’articolo dell’Espresso del 7 dicembre 2006 dal titolo “L’Italia dei Privilegi” al paragrafo sui denari e altro elargiti alla Chiesa, a un certo punto non ho potuto fare a meno di commentare con voce calma, molto calma (e quando mi esce questo tono vuol dire che sto per scoppiare), il mio sbigottimento: “….” No, non posso riportarvi quanto ho detto. Diciamo che il mio discorrere verteva sui risultati della follia che occupa “tutto” il cervello di chi arriva ai vertici dello stato, di chi “maneggia” il potere. Follia che annebbia le idee, ti fa sentire potente, grande, imperatore!… Padrone del mondo! Ti fa perdere ogni contatto con la realtà, a volte tragica, vissuta da molti nel nostro Paese… Megalomania acuta… Spendi, regali, offri… denari non tuoi, ma del contribuente. Cos’è, t’è scoppiata la fede santa? Qual’è la vera ragione di tanta generosità (ma non di tasca tua)?... Una barca di miliardi che hanno dato una bella botta al debito pubblico. Ma perché?! Viene un dubbio… che c’entrino le elezioni? Voti, voti… voti… quanti voti. “Oh grazie, grazie… non mi sono costati niente!”

Leggetevi le cifre elargite nel nostro passato prossimo, ma che purtroppo non differenziano molto da quelle del passato non tanto remoto, e vi sentirete esattamente come mi sento io… Sbigottita? E’ poco. Sono fuori dalla grazia di Dio.

SPERIAMO CHE QUESTO “NUOVO” GOVERNO, RIESCA A METTER uno stop a tanta indecenza!

Eccovi una parte dell’interessante articolo dell’Espresso:

Acqua benedetta

Scuole. Servizi. Ici. Radio. Parrocchie. Ecco tutti i privilegi che lo Stato italiano riserva alla Chiesa.
Il più noto è l’8 per mille, il più antico, l’extraterritorialità, garantita a tutte le proprietà della Santa Sede fuori dalle mura vaticane.

I privilegi della Chiesa, codificati specie nei due Patti Lateranensi, il Trattato e il Concordato, si nascondono più spesso tra le pieghe delle Finanziarie e nel corpus della normativa di casa nostra. Non tutti sanno che la manovra 2005 finanzia con 15 milioni di euro - il Centro San Raffaele del Monte Tabor di don Luigi Verzè. O che la stessa legge fissa a un milione il finanziamentocolor=blue> per «l’aggiornamento della tecnologia impiegata nel settore della radiofonia», limitandolo però a due emittenti: Radio Padania Libera, la radio della Lega Nord, e Radio Maria

(ndr ascoltando Radio Maria molto spesso si sente ringraziare la signora tale o talaltra per i denari inviati, pensavo che la radio vivesse di offertecolor=blue>). Dal 1985, l’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è «destinato a scopo di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica»; dal 1929, (anno dei patti Lateranensi, firmati da Benito Mussolini, ndr) è l’Italia a pagare i 5 milioni di metri cubi d’acqua

consumati in media ogni anno dallo Stato pontificio.color=blue>

Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all’Acea, ma non paga le bollette. Quando la società si quota in Borsa, nel ’99, i 44 miliardi di lire di debiti li ripiana il ministero dell’Economia (Giuliano Amato ndr). Da quel momento, i circa 4 miliardi di lire annui dovevano essere a carico della Chiesa.
La Finanziaria 2004 risolve il caso: stanzia 25 milioni di euro subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprio.
La stessa manovra prevede 50 milioni, in due tranche per l’Università Campus Bio-Medico, «opera apostolica della Prelatura dell’Opus Dei».
Nel 2003 il Parlamento aveva già riconosciuto come parificato l’Istituto di studi politici San Pio V, approvandone il finanziamento annuo di 1,5 milioni. color=blue>
È l’anno in cui si vara la legge sugli oratori: lo Stato riconosce la funzione educativa e sociale dei centri parrocchiali e ne finanzia l’attività. Il record per il 2005 spetta alla parrocchia dell’Addolorata di Tuglie (Lecce): un milione e 180 mila euro per un campo di calcetto, uno di bocce, spogliatoi e servizicolor=blue>.
I comuni sono obbligati a versare l’8 per cento degli oneri per l’urbanizzazione secondaria (asili nido, scuole, impianti sportivi di quartiere) alle chiese.
Quanto alle scuole cattoliche, che sono la maggior parte delle private, ricevono sussidi statali sotto forma di contributi per la gestione (pari a poco meno di 500 milioni nel 2005), di finanziamenti di progetti per «l’elevazione di qualità ed efficacia delle offerte formative».(un milione destinato alla «formazione del personale dirigente delle parificate») di contributi alle famiglie. Scelti dalla Cei, ma pagati dallo Stato, gli insegnanti di religione sono stati immessi in ruolo con una legge del 2003.
Infine, l’Ici: l’esenzione per gli immobili, anche destinati a uso commerciale, di proprietà della Chiesa cattolica, è diventata legge nel 2005.color=blue>

RIFLESSIONE: “PER ME, ALLA MANIFESTAZIONE DI BERLUSCONI… TRAVESTITO PER NON FARSI RICONOSCERE C’ERA PURE SUA SANTITà, RICOSCENTE!”


VI PUNTATA: AUTO BLU

27 ottobre 2006
I costi della politica
Di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

E il Cavaliere ereditò auto blu e superscorta
In cinque anni per la flotta di «auto blu», 115 nell'autoparco di Palazzo Chigi, sono stati spesi 7 milioni di euro.


Tutte le immagini sono tratte dallo spettacolo "Ubu Bas" disponibili anche su www.archivio.francarame.itsize=1>

Non si fidava, il Cavaliere, del suo successore. E così, mentre ancora stava a Palazzo Chigi in attesa di lasciare il posto a Romano Prodi, avrebbe deciso di darsela da solo, la scorta per il futuro: 31 uomini. Più la massima tutela a Roma, Milano e Porto Rotondo. Più sedici auto, di cui tredici blindate (facendo una breve ricerca su internet si trova che un’auto blindata costa circa 270,000 €). Il minimo indispensabile, secondo lui, di questi tempi.


Un po' troppo, secondo i nuovi inquilini della Presidenza del consiglio. Che sulla questione, a partire da Enrico Micheli, avrebbero aperto un (discreto) braccio di ferro con l'ex-premier. Guadagnando finora, pare, solo una riduzione del manipolo: da 31 a 25 persone.(…)


Certo, qualcuno ricorderà a Berlusconi quanto disse ai tempi in cui aveva deciso col ministro dell'Interno Claudio Scajola di tagliare il numero degli scortati. Tra i quali, come rivelarono mille polemiche e le intemerate di Francesco Saverio Borrelli, c'era anche il pm dei suoi processi, Ilda Boccassini, che si era esposta contro la mafia in Sicilia. Disse che per molti la scorta era "solo uno status symbol" usato "impropriamente, magari sgommando".


E si vantò, giustamente, di aver sottratto alla noia di certe inutili tutele "788 operatori di polizia dirottati così in altri settori per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini".


Né val la pena di ricordare che, ai tempi in cui le Br ammazzavano la gente per la strada e i politici erano esposti come mai prima, il presidente del consiglio Giulio Andreotti viaggiava con scorte assai più contenute: «Mia moglie a Natale faceva un regalino a tutti, e certo non erano molti».
(…).


Il 27 aprile, cioè diciassette giorni dopo il voto e prima che Romano Prodi si insediasse, la presidenza del consiglio stabiliva che i capi del governo "cessati dalle funzioni" avessero diritto a conservare la scorta su il tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento. Altri dettagli? Zero: il decreto non fu pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» e non sarebbe stato neppure protocollato. Si sa solo che gli uomini di fiducia "trattenuti" erano 31.



Quelli che con un altro provvedimento il Cavaliere aveva già trasferito dagli organici dei carabinieri o della polizia a quelli del Cesis. Trasferimento che l'allora presidente del Comitato di controllo sui servizi Enzo Bianco, appoggiato dal diessino Massimo Brutti, aveva bollato come "illegittimo".
Scoperta la cosa all'atto di insediarsi come sottosegretario con delega ai "servizi" al posto di Gianni Letta, Enrico Micheli avrebbe espresso sulla faccenda l'irritazione del nuovo governo. E dopo una lunga trattativa sarebbe riuscito a farsi restituire, come dicevamo, sei persone.


Quanto alle auto, quelle "prenotate" dall'allora presidente sarebbero come detto 16, delle quali 13 blindate. Quasi tutte tedesche. Resta la curiosità di sapere se vanno o meno contate tra quelle del parco macchine di Palazzo Chigi. Così stracarico di autoblu che il grande cortile interno non può ospitarne che una piccola parte. Il resto sta in via Pozzo Pantaleo 52/E, una strada fuori mano alle spalle di Trastevere, nel quartiere portuense. Serve una macchina? Telefonano: "Mandate un'auto, per favore". Se non c'è traffico, una mezz'oretta.
I ministri sparpagliati qua e là che fanno riferimento a Palazzo Chigi, non sono pochi: Linda Lanzillotta (Affari Regionali), Giulio Santagata (Attuazione del programma), Luigi Nicolais (Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione), Barbara Pollastrini (Pari opportunità), Emma Bonino (Politiche europee), Vannino Chiti (Rapporti con il Parlamento) Rosy Bindi (Politiche per la famiglia) e Giovanna Melandri (Politiche Giovanili e Sport). Ma le autoblu a disposizione, comprese le due Maserati in dotazione a Prodi e Micheli, sono una marea: 115. E il bello è che sono già calate: fino al 17 maggio erano 124.


Costi? Una tombola. Nel solo 2005, per "acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio dei mezzi di trasporto nonché installazione di accessori, pagamento dei premi assicurativi e copertura rischi del conducente e dei trasportati, spese per permessi comunali di accesso a zone a traffico limitato", quel parco di autoblu ci è costato 2 milioni e 152 mila euro, 400 mila in più rispetto alle previsioni. Ai quali vanno sommati gli stipendi degli autisti, presumibilmente gravidi di straordinari. Un anno eccezionale?


Niente affatto: la fine di una rincorsa. Nel 2001, per le stesse cose, erano stati spesi 940 mila euro. Nel 2002 un milione e 389 mila. Nel 2003 un milione e 322 mila. Nel 2004 un milione e 800 mila. Una progressione inarrestabile. Fatte le somme, dal 2001 al 2005 dalle casse di palazzo Chigi sono usciti per le autoblu 7 milioni 603 mila euro. Pari a 14 miliardi e 721 milioni di lire. Eppure, per i viaggi appena più lunghi, devono aver anche volato.



Lo dicono i bilanci: per "noleggio di aeromobili per esigenze di Stato, di governo e per ragioni umanitarie e spese connesse all'utilizzo dell'aereo presidenziale" sono stati spesi nel solo 2005 due milioni e 150 mila euro. Il quadruplo del 2002, quando i voli della presidenza ci erano costati 577.810 euro. Sarà stata colpa del caro petrolio...







ASSOCIAZIONE "FACCIAMO I CONTI" CONTRO GLI SPRECHI

Ciao. Vi faccio una proposta.
Dall’inizio del mio mandato, con l’aiuto di pochi “addetti ai lavori” sto raccogliendo materiale riguardante gli sprechi, che in parte è già sul blog.
Ho con piacere constatato che molta gente, profondamente indignata dalle “follie di stato”, è pronta a partecipare e collaborare al nostro lavoro.
M’è venuto in mente che sarebbe bene costituire un comitato o un’associazione (la cosa più semplice) per aggregare più persone possibili; un conto è parlare a livello personale, un conto aver dietro una moltitudine (speriamo) con nome e cognome, pronta a mobilitarsi. Obiettivi:
1) conoscere, quantificare e denunciare gli sprechi di Stato e individuare sprechi anche nelle varie città d’Italia.
2) indicare ai nostri governanti possibili chiavi di risparmio, dall’energia, all’acqua ecc.
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Questo comitato o associazione potrebbe chiamarsi “Facciamo i conti…sprechi e follie del nostro Paese”, se trovate un nome più simpatico, spiritoso e incisivo, ok, lo useremo.
La creatività è libertà! (Ammazzalo! Che ho scritto?! Non so che farci… mi vengono così!).
Quando saremo pronti usciremo con un bel librone firmato da tutti noi.
Desidero commento e suggerimenti a questa mia proposta.
Chiedo a tutti coloro che hanno un sito o un blog di ospitare un link a www.francarame.it “Facciamo i conti… Sprechi e follie del nostro Paese”.color=blue>
Vi preghiamo di comunicare urgentemente le vostre adesioni via email, all’indirizzo dell’associazione: facciamoiconti@gmail.com.

Un abbraccio
franca


V PUNTATA: AEREI BLU

5 dicembre 2006
CONOSCO MOLTA GENTE DI SINISTRA… MA POCHI COMPAGNI.
CONOSCO MOLTI CATTOLICI MA POCHI CRISTIANI.
FRANCA RAME

ECCOVI QUALCOSA DI INTERESSANTE… NON È NEMMENO NOIOSO DA LEGGERE…
CIAO.

IL VOLO INFINITO DEGLI «AEREI BLU» NEL 2005 BIGLIETTO DA 65 MILIONI
La flotta del governo ha navigato trentasette ore al giorno.

da Corriere della Sera del 10 novembre 2006 di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella

Su e giù dalla scaletta, dove lo trovavano il tempo per governare? Ecco la prima cosa che viene in mente, a leggere i conti di palazzo Chigi sugli "aereiblu”. Dove certi numeri fanno pensare a spiritate girandole di decolli e atterraggi e pazze corse a sirene urlanti per piombare in nuovi aeroporti per nuovi decolli e nuovi atterraggi.(…)

Dario Fo, nei panni di Silvio Berlusconi ne :“l’anomalo bicefalo” – vedi sito www.archivio.francarame.itsize=1>

Basti dire che la Presidenza del Consiglio aveva fino a pochi mesi fa 14 aereiblu. Ridotti a 13, a dispetto della scaramanzia (Giovanni Leone o Enrico De Nicola non l'avrebbero mai fatto) grazie alla decisione berlusconiana di «tagliare» uno dei quattro Airbus per cederlo al collega turco Recep Tayyip Erdogan.

Una flotta che basterebbe a fare la fortuna di una media compagnia. Eppure, ahi ahi, insufficiente a supportare la frenesia aviatoria dei nostri ministri. Al punto di costringere il governo a spendere un altro pacco di soldi per prendere altri aerei a noleggio. Fino a sborsare complessivamente, stando ai rendiconti del 2005, la bellezza di 65 milioni e mezzo di euro.

Pari al costo medio di 818 mila voli andata e ritorno Milano-Londra della Ryan-air. Direte: mica i ministri e i sottosegretari possono viaggiare con i gruppi low-cost! Benissimo: con la stessa cifra, a metà del 2005, potevi comprare 274.058 biglietti Milano-Londra della British Airwais. Andata e ritorno.

Dario Fo, nei panni di Silvio Berlusconi ne :“l’anomalo bicefalo” – vedi sito www.archivio.francarame.itsize=1>

Quanto alla Camera e al Senato, hanno speso insieme nel 2005 meno di un terzo. Ma si tratta comunque di una somma sostenuta: 20.255.000 euro. Oltre il triplo di quello che abbiamo destinato alle 280 mila vittime dello tsunami nell'Estremo oriente del Natale 2004. Per la precisione: 10 milioni 455 mila euro sono stati spesi dai deputati, 9 ml e 800 mila euro dai senatori.
Facciamo due conti? Ogni deputato (…)è costato mediamente di soli voli (i biglietti sui treni sono gratis, fatta eccezione solo per la prenotazione del posto) 16.595 euro. Quasi tre milioni di lire al mese. (…)
Ogni senatore «volante» spende in ticket aerei 40 mila euro l'anno. Molto più del doppio di un deputato medio. Domanda: come è possibile? D'accordo: ci sono un po' di missioni e riunioni “europee” e importantissimi convegni qua e là. Ma bastano davvero a giustificare una media così alta?

Dario Fo, nei panni di Silvio Berlusconi ne :“l’anomalo bicefalo” – vedi sito www.archivio.francarame.itsize=1>

Torniamo alla flotta di palazzo Chigi. Facendo un passo indietro fino al giorno in cui il capo del governo Massimo D'Alema ebbe finalmente a disposizione il primo dei due Airbus A319 che un paio di anni prima Romano Prodi aveva comprato a 100 miliardi di lire l'uno per sostituire i vecchi Dc9 della presidenza del Consiglio. Una scelta ”europeista”: al posto dei McDonnell Douglas americani ecco finalmente i velivoli costruiti dal consorzio europeo Airbus. Peccato solo che noi italiani ci fossimo chiamati fuori. (…)

Dario Fo e Franca Rame, ne l’ “anomalo bicefalo” archivio disponibile su www.archivio.francarame.itsize=1>

Era il 7 marzo 2000. Da allora, compra oggi e compra domani, gli Airbus A319 della presidenza erano aumentati fino a diventare (prima della saggia cessione di un esemplare al governo turco) addirittura quattro. Per capirci, non parliamo di Piper o mini-jet: l'A319 è un bestione di 34 metri di larghezza e 34 di apertura alare che raggiunge gli 837 chilometri l'ora di velocità di crociera, ha un'autonomia massima di 6.845 chilometri e può portare fino a 124 passeggeri. Nella versione commerciale, s'intende. Quelli della presidenza sono tutt'altra cosa: c'è anche, per dire, una camera da letto con il bagno per i lunghi voli transcontinentali.

I tre Airbus fanno parte del 31° Stormo dell'Aeronautica militare. E non sono gli unici aerei in dotazione alla presidenza del Consiglio. Quello stormo, che si fa carico pure delle esigenze umanitarie, può contare infatti anche su 3 Falcon 900 Ex (…un trireattore con autonomia intercontinentale per trasporto passeggeri prodotto dalla francese Dassault Aviation), due Falcon 900 Easy e due Falcon 50. Tutti jet da 9 a 16 posti. Più due elicotteri Agusta Sh3d da 10 posti. Ma non basta. Sono a disposizione infatti anche i velivoli della C.A.I., la Compagnia aeronautica italiana: servizi segreti. La quale conta su due Falcon 900 A, un Falcon 900 Ex e due Falcon 50.


Dario Fo e Franca Rame ne "l'Anomalo Bicefalo" immagini disponibili su www.archivio.francarame.itsize=1>
Una flotta di tutto rispetto, o no? Macché: la presidenza del Consiglio (ndr. Governo Berlusconi) risulta avere avvertito la necessità di prendere altri aerei a noleggio. Tanto da firmare un contratto biennale (2005 e 2006) con la società Servizi aerei spa, dell'Eni, per 300 ore di volo annue e un impegno per quest'anno di 2.079.000 euro. Piu un secondo contratto per il periodo marzo-dicembre 2005, con la Eurofly service di Torino, di proprietà di Rodolfo Baviera e di sua moglie. Impegno finanziario: altri 2 milioni 100 mila euro, per 300 ore di volo totalmente esaurite.

Riassunto: 50 milioni per gli aerei del 31° Stormo più 11 milioni 500 mila per quelli della C.A.I. più un milione e 900 mila euro per gli aerei dell'Eni più 2 milioni e 100 mila per quelli di Eurofly. Totale, come dicevamo: 65 milioni e 500 mila euro. Pari a 13.761 ore di volo. Una enormità. Tanto più che, nel bilancio di palazzo Chigi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale al capitolo 132 (“ Noleggio aeromobili per esigenze di Stato, di Governo e per ragioni umanitarie, spese connesse con l'utilizzo dell'aereo presidenziale": come se fosse solo uno) le previsioni finali per il 2005 erano di appena due milioni e 152 mila euro. La metà dei soli contratti di noleggio.

Dario Fo ne “l’anomalo bicefalo”size=1>

I nuovi inquilini di palazzo Chigi, davanti a quella massa di spostamenti, avrebbero prospettato a Prodi la possibilità di tagliare, prendendo ad esempio proprio il 2005, la bellezza di 5.243 ore di volo. Una riduzione del 38%. Con un risparmio di 23.886.000 euro. Ci riusciranno? Ciò che viene dato per scontato è un brusco ridimensionamento dei voli Roma-Olbia, la tratta prediletta dal Cavaliere che aveva fatto della Certosa, come certificò mettendo il segreto di Stato sulla villa, una specie di residenza secondaria della presidenza del Consiglio. Basterà? Vedremo. Certo, una svolta appare quanto meno opportuna. Avete presente il mito dell'U2, il grande aereo nero che volava a 25 mila metri d'altezza e poteva essere rifornito in volo senza avere (teoricamente) la necessità di atterrare mai? Bene: gli aerei di palazzo Chigi hanno volato nel 2005 per 37 ore al giorno.


SABATO E DOMENICA...

Sabato e domenica... Dario se n’è andato ieri. A Napoli, dove girerà per Rai 3 la lezione su RAFFAELLO.
Credo che tutti sappiate come ci si sente quando “lui” o “lei” se ne va. Sto con Dario da 52 anni + DUE DA "MOROSI". C’è stato del bello, bellissimo e del butto bruttissimo. Alla mia età bisogna ricordare solo il
bello-bellissimo.
Ma com’è che anche dopo tanti anni ogni distacco è sempre più pesante?
Avrei potuto andare con lui… in questi giorni non lavoro, ma mi sento stanca.
Taxi, treno, taxi, albergo, disfa la valigia… ristorante, prove, gente… ristorante, parlare… albergo, fai la valigia, riparti, taxi, treno, taxi. Casa. Letto.
Ho fatto prima. Sono rimasta a letto. Tutto sabato… proprio a letto, con la camicia, come fossi ammalata. “Domani esco… sì, vado alla Rinascente… vado, vado… poi telefono a Daniela, mi vedrò anche con Adele (a proposito, è uscito il suo libro, leggetelo è emozionante, una scrittura stringata, da “grande”!)

Arriva domenica. La mattina mi sono alzata con un po’ di vita addosso. OH, FINALMENTE SONO TORNATI I NOSTRI SOLDATI DALL'IRAQ...

Ho sbrigato la posta. Riordinato la casa… la lavatrice la faccio andare stanotte… così risparmio… già ho un affitto pesante: 2000 euro al mese, e solo qualche giorno fa ho scoperto che devo pagare pure acqua-luce-e gas. Ho invitato a pranzo mio nipote Gianluca (figlio di mio fratello Enrico) con Rossella, la fidanzata. Li ho visti con gran piacere. E’ stato bello ritrovarsi in famiglia, ricordare chi non c’è più… E STARE A TAVOLA IN COMPAGNIA. Mi hanno accompagnato sottocasa. “Salgo un attimo, mi riposo un po’… poi…poi…” - mi son detta. Letto. Buio. Non mi sono più mossa. Come morta. Senza voglia di niente. Passavano le ore. Ma cosa ho addosso?! Ma che due brutte giornate ho passato! Meglio quando si corre di qua e di là.
Ad un certo punto, verso le 23 sono andata sul mio blog in cerca di messaggi. Chissà?... Non ce n’erano. Pazienza. Vado a vedermi gli appunti sugli sprechi del 1992, “vediamo se trovo qualcosa per voi”. Ne ho trovate delle belle. Eccovele.

SPARA ALLO STRUPRATORE DONNE A LEZIONE DI GUERRA
Repubblica 10 febbraio 93
In America è scoppiata la moda di "Thelma e Louise". E' Paxton Quigley la missionaria del femminismo a mano armata, insegna alle signore come destreggiarsi con la pistola. "In America ogni due minuti una donna viene violentata. La prossima potresti essere tu" questo è lo slogan. Le donne devono essere in grado di difendersi da queste violenze. Il motivo di questo corso di addestramento a mano armata solo per ladies è: "Voglio che le donne provino quello che gli uomini hanno provato da sempre; voglio che si sentano padrone del mondo che le circonda, e padrone di andare e fare quello che vogliono, quando lo vogliono!" sostiene la Quigley.
PS. NON SPARATE EH!!!!

GETTA UN FAZZOLETTO DAL FINESTRINO E VIENE MULTATA DAI CARABINIERI
Repubblica 10 febbraio 93
Multata per avere gettato dal finestrino della propria automobile un fazzoletto di carta appena usata la giovane donna ha dovuto pagare il minimo del previsto 30.000 dall'articolo 15 del nuovo codice stradale.

M’è venuto in mente quando ero a San Francisco nell’86 con “Coppia aperta”. In quella città se butti un mozzicone per terra ti prendi 500 dollari di multa.
E’ fatale per me in questo momento pensare a Napoli.
Eccovi un articolo che…

UNA CITTA' AFFOSSATA DAI SUOI GOVERNANTI
Repubblica 7/8 febbraio 93
Il sindaco di Napoli Polese si dimette dall'incarico il 6 febbraio. Nove anni di sfascio a Napoli gravano su Gava, Scotti, Pomicino, Di Donato, De Lorenzo che hanno sempre sostenuto Carlo D'Amato, Pietro Lezzi e Polese, i tre sindaci socialisti della città.
I 16.344 miliardi per la ricostruzione post-terremoto sono stati dispersi in mille rivolti o bloccati nei forzieri comunali.
390 miliardi per i mondiali sono stati perduti in opere inutili (…)
2.200 miliardi per la linea 1 della metropolitana collinare, i lavori procedono lentamente 12 Km in 17 anni.
1.000 miliardi di deficit delle aziende municipalizzate.
La lievitazione dei costi in corso d'opera:
- la ristrutturazione dei Regi Laghi passò da 70 a 536 miliardi
- la ferrovia Alifana da 70 a 277 miliardi
- il collegamento stradale Napoli-Pomigliano da 9 a 175 miliardi.
Concessioni in cui sono coinvolte società oggi sotto inchiesta per tangenti o rapporti con la mafia: Lodigiani, Todini, Cogefar, Pizzarotti, Costanzo Cassini, Condotte, Farsura.
Tutti casi su cui la magistratura sta indagando.
Come sarà andata a finire? Per fortuna che OGGI, ANDIAMO MOLTO MEGLIO!!!!
Tanti baci
franca


chissà perché... il senato è il frigorifero dei sentimenti....


chissà perché in senato circola grande freddezza (NON DA PARTE DI TUTTI OVVIAMENTE)...
chissà perché si fatica a ricevere un saluto...
chissà perché il primato di questa grande maleducazione ce l'hanno le donne...
chissà perché il saluto è un gesto "NO"...
chissà perché anche le ministre non sanno dire ciao (forse troppo confidenziale? Per carità, teniamo pure le distanze! dite solo "buongiorno" ... ci accontentiamo)
chissà perché non si riesce nemmeno a fare un cenno col capo... schiacciare l'occhio, come a dire: "t'ho vista... come stai?"
credo sia più facile parlare con i presidente della Repubblica o col Papa, che con loro. Forse sono meglio di quanto io pensi (e non sono la sola ad aver notato ciò), ma questa è l'impressione che danno: altezzose.
In nome di che, poi? Che sogno hanno fatto?

Che malinconia.
nelle mie commedie spesso dico: la pegggior nemica della donna è proprio la donna. e non venitemi, per favore, a parlare di sorellanza! "Sorellanza" non vuol dire "partecipare alle manifestazioni ecc. "SORELLANZA" VUOL DIRE ESSERE SORELLE, SEMPRE!
SORELLE, VUOL DIRE VOLERSI BENE DA SORELLE... AIUTARSI, ASCOLTARE, DARE.

SORELLANZA VUOL DIRE: CHE TU SIA UN PEZZO GROSSO, O LA FIGLIA DELLA POVERA SCHIFOSA CI SI VUOLE BENE LO STESSO. E SO IO QUANNTE "FIGLIE DELLA POVERA SCHIFOSA" HO INCONTRATO NELLA MIA VITA.
CIAO A TUTTI

non ne posso più che sta storia finisca.
QUANTO MI TROVO MALE, MALEDIZIONE!


intervento sulle morti bianche

Il mio intervento nella COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA (morti bianche). (vado a braccio perché non c'è trascrizione)

MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2006
“Nel 1962 per l’VIII puntata di Canzonassimo, Dario aveva scritto uno sketch sulle morti bianche… che non era piaciuto alla dirigenza televisiva. Non si può fare: CENSURA! NO, NON CI STIAMO: abbandoniamo la trasmissione, passando anni pesanti: processi e richiesta di danni per miliardi,che non abbiamo pagato. (ndr siamo rimasti fuori dalla televisione sino al 77: 16 anni).
Nel 2006, DOPO 44 ANNI, siamo ancora qui a parlare di morti bianche. Dal 2001 ad oggi sono ben 7000 i morti sul lavoro, con 5 milioni di infortunati. Faccio presente che solo dopo 18 mesi una famiglia riceve la pensione dallo stato. E che pensione! DICIOTTO MESI!
Ma perché UN UOMO DEVE PERDERE LA VITA PER MANGIARE?!
Come si fa a lavorare con in testa: speriamo che oggi non tocchi a me...
In che modo stiamo vivendo?
Perché nessuno fa niente?
Perché?
Perché in realtà, NON SI VUOLE, NON C’E’ LA VOLONTA’ DI INTERROMPERE QUESTA CATENA MORTALE.
Non esiste nel nostro Paese una coscienza collettiva.
Tanto sono gli altri che muoiono, noi ce ne stiamo qui bei tranquilli, e nel NOI ci metto governo e imprenditori, che pensano solo al profitto: morto un operaio, ce ne sono cento pronti a prendere il suo posto. Se poi il morto è un immigrato clandestino non c’è problema: “Di quelli ci sbarazziamo in fretta, li sbattiamo in un fosso”.
Così vanno le cose.
Le tematiche degli infortuni sul lavoro hanno un’ origine antica. Ma come fermarle? Possibile che non ci sia un modo?
Sì! Il modo ci sarebbe, basta volerlo.
Basterebbe che le Prefetture coordinassero a livello territoriale gli interventi atti a garantire standard adeguati, di sicurezza sul lavoro.
Si apre un cantiere? Con calma, un bel drappello di carabinieri e poliziotti (meglio essere numerosi) arriva all’improvviso a controlla se tutto è in ordine. Qualcosa non va? Multa di 500 mila euro.
Poi si torna, sempre senza preavviso (speriamo che nessuno si faccia corrompere e avverta l'assassino): C’è ancora manodopera extracomunitario sfruttata a sangue... e clandestina o altre irregolarità? Un milione di euro di multa. Colpirne uno per educarne cento, come diceva uno che non è più di moda, Mao Tse Tung (CONTROLLANTO SU GOOGLE), e vedreste che strizza gli prende a ‘sti sfruttatori infami. Ma… NON C’E’ LA VOLONTA’. “E SE POI NON CI VOTANO PIU’?”