QUELLO CHE HO DETTO ALL'INGEGNER CIMOLI

Mercoledì 29 novembre
Eccovi l'intervento che ho fatto durante l'audizione dell'ingegner Cimoli a Montecitorio: (vado a braccio, perché l’audizione non è stata né trascritta, né registrata):
“Non entrerò nel merito dei gravosi problemi dell’Alitalia. Condivido quanto hanno precedentemente espresso i miei colleghi. Sono qui oggi, per un fatto personale. Ingegner Cimoli, buongiorno. Tutte le sere prima di addormentarmi penso a lei. Sì, proprio a lei. Da quando? Da quando ho saputo che lei ha ricevuto dalle ferrovie dello stato una liquidazione di 9 milioni di euro.
Arriva sera, vado a letto, mi vedo la tv, mi tiro su di mmorale con Porta a porta… qualche film con ammazzamenti vari, stupri… poi il sonnifero. Spengo la luce. Cerco di rilassarmi e addormentarmi, ma ecco che mi spunta davanti lei con i suoi 9 milioni di euro… La botta grossa poi me l’ha data quando ho saputo che lei guadagna 12 mila euro al giorno. 12 mila euro… così hanno detto i giornali. Cifra che in Italia una moltitudine di disgraziati percepisce in un anno. Volevo vedere come fosse fatto… “Avrà due teste – pensavo - quattro mani…” Invece no, ha un’aria del tutto normale… gentile… e mi dispiace che i miei colleghi l’abbiano messa sulla graticola.
Da questo governo ci aspettavamo grandi cose, che so… la legge sul conflitto d’interessi… la riduzione dello stipendio dei manager a suo livello…
Non è successo niente.
Ecco, vorrei darle un consiglio: rinunci al suo stipendio e alla liquidazione che riceverà al termine del suo mandato. Ed evolva il tutto… non ditemi che sto facendo della demagogia… alle famiglie dei 7000 operai morti sul lavoro, le cui mogli, (oltre al dolore per la perdita del loro congiunto, marito o figlio) devono aspettare 18 mesi prima di ricevere uno straccio di pensione.
Sono sicura che anche la sua famiglia sarebbe felice e orgogliosa per questo suo gesto. Sarebbe un atto dovuto e anche onorevole. Tutto il mondo parlerebbe di lei… e io potrò finalmente dormire serena!”
Il mio amico on. Pedrini, m’ha inviato un biglietto: “Brava! TVB. Egidio”
Ma il bello viene adesso. Poco dopo l’Ingegnere inizia a rispondere alle tremende domande dei parlamentari. Ma passati pochi minuti dice: “Conosco la senatrice Rame da tanto tempo. Sono di Arcisate, vicino a Varese, ci siamo conosciuti in casa di comuni amici… la Rosalina Neri…”. Ci penso un attimo e faccio i conti: “Sessant’anni fa…” dico “Non esageri!” – risponde. E sì penso, i conti con gli anni non mi tornano, se l’ho conosciuto doveva essere un bambino.
Cimoli prosegue: “Sono stato chiamato a Palazzo Chigi, il contratto era pronto. L’ho firmato. E’ tutto trasparente. Quando ero alle ferrovie dello stato mi sono ridotto lo stipendio. Nessun giornale ne ha parlato.”
E’ vero. S’è ridotto lo stipendio, ma a quel tempo era di quattro lire… solo 600 milioni. E s’è l’è ridotto del 10%.”

Lanci stampa
L’Alitalia - ha detto Prodi - forse fallirà. Perché? Perché è stata amministrata male. Male in che senso? Troppi sprechi. Chi è l’amministratore delegato dell’Alitalia? Si chiama Giancarlo Cimoli. E’ un tipo in gamba? Beh, a giudicare dai risultati forse c’è di meglio in giro. Quanto guadagna questo Cimoli, ha un buono stipendio? Ha uno stipendio di 2 milioni e settecentomila euro all’anno. Più i benefit. Scusi, come ha detto? Sì, due milioni e settecentomila, quasi tre milioni. Per capirci meglio, circa 225 mila euro al mese, e cioè, grosso modo, 10-15 mila euro per ogni giorno lavorato (a seconda di come si calcolano i week end e le ferie). 10-15 mila euro corrispondono all’ammontare dello stipendio annuo di un precario. E anche - euro più, euro meno - allo stipendio annuo di un operatore scolastico di terzo livello. Costoro ci mettono un anno intero a guadagnare quello che Cimoli guadagna in una giornata. Vogliamo anche fare i conti di quanto spetterà a Cimoli di liquidazione quando si decideranno a mandarlo via? Lasciamo stare, sennò ci gira la testa.
Noi abbiamo proposto - riprendendo una vecchia idea di Bertinotti - che si ponga un tetto agli stipendi pubblici e al di sopra di quel tetto si studi anche un sistema di tasse micidiali per i dipendenti privati. Abbiamo proposto che il tetto fosse pari allo stipendio del più povero tra i dipendenti pubblici, moltiplicato per 10 o per 15. Il “Corriere della Sera” ieri ha ripreso la proposta ed è andato a chiedere il parere a vari personaggi politici. Qualcuno si è un po’ spaventato, qualcuno si è pronunciato contro (“contro l’appiattimento salariale”: ha detto così: appiattimento...), qualcuno, per fortuna, si è detto a favore. C’è chi ha fatto questa osservazione: attenzione, se li paghiamo poco i migliori scappano all’estero. Allora faccio questa domanda: perché un primario, un cardiochirurgo di fama internazionale, capace di salvare vite su vite con la sua sapienza e abilità, viene stipendiato dallo Stato circa 5 o 6000 euro al mese (mezza giornata di lavoro di Giancarlo Cimoli...) eppure non scappa all’estero? Perché alcuni nostri giovani geniali ricercatori - che gli svizzeri e gli americani ci invidiano - guadagnano nemmeno 1000 euro al mese (20 minuti di lavoro di Cimoli) e nessuno se ne preoccupa? Oltretutto, state sicuri: né gli svizzeri né gli americani ci invidiano Cimoli...

ALITALIA: RAME, HO VOLUTO VEDERE IN FACCIA CHI PRENDE 12MILA EURO AL GIORNO =
Roma, 29 nov. (Adnkronos) - 'Ho voluto vedere in faccia chi prende 12 mila euro al giorno'. Cosi', Franca Rame, senatrice dell'Italia dei Valori, ha spiegato il suo intervento oggi pomeriggio alla seduta delle Commissioni Lavori pubblici del Senato e Trasporti della Camera, riunite per ascoltare il numero uno di Alitalia, Giancarlo Cimoli. 'E' andata cosi' -ha raccontato ai giornalisti al termine dell'audizione- ho detto a Cimoli: sono qui perche' volevo vedere che faccia avesse uno che guadagna 12.000 euro al giorno. Non ci dormivo la notte, mi chiedevo se avesse due braccia, due gambe come tutti'.

'Ma -ha continuato Franca Rame- si rende conto, gli ho detto, che c'e' gente che 12.000 euro non li guadagna nemmeno in un anno?
Cimoli ha risposto che lui lo stipendio se l'era ridotto del 10% quando era alle Ferrovie. Io gli ho consigliato di devolvere una parte della sua retribuzione e del suo stipendio alle famiglie dei 7000 morti sul lavoro'.

E tra Cimoli e Franca Rame c'e' stato anche un 'amarcord'.
'Cimoli e' stato gentile e mi ha ricordato -ha raccontato ancora- che ci siamo conosciuti ad Arcisate, in provincia di Varese, a casa di comuni amici. Ma i conti con gli anni non mi tornano perche', se quella era l'occasione, lui doveva essere un bambino'.

Adnkronos) 29-NOV-06 18:39
ALITALIA:F. RAME,VOLEVO VEDERE CHI PRENDE 12.000 EURO GIORNO
A CIMOLI, DEVOLVA I SOLDI A FAMIGLIE VITTIME SUL LAVORO (ANSA) - ROMA, 29 NOV - 'Ho partecipato all'audizione di Cimoli perche' volevo vedere che faccia ha uno che guadagna 12.000 euro al giorno'. La senatrice Franca Rame, all'uscita della seduta congiunta delle Commissioni Trasporti e Lavori Pubblici di Camera e Senato, racconta cosi' ai giornalisti il suo 'botta e risposta' con il numero Uno di Alitalia, Giancarlo Cimoli, durante l'audizione.
'Gli ho detto proprio cosi': sono qui perche' volevo vedere che faccia avesse uno che guadagna 12.000 euro al giorno. Se avesse due braccia, due gambe come tutti. Ma si rende conto, gli ho chiesto, che c' e' gente che 12.000 euro non li guadagna nemmeno in un anno ? Cimoli - ha proseguito l'attrice - e' stato molto gentile: io sono di Arcisate, mi ha risposto, ci conosciamo gia' attraverso amici comuni... E poi ha aggiunto che lui lo stipendio se l'era ridotto gia' del 10% quando era alla Ferrovie, ma allora so che prendeva di meno. Allora - ha detto ancora Franca Rame - io gli ho consigliato di rinunciare alla liquidazione e allo stipendio per devolverli alle famiglie dei 7.000 morti sul lavoro'.


IV PUNTATA: bilancio del Senato 2004

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

IV puntata 29-11-06
con la collaborazione di Carlotta Nao.

Eccovi il bilancio del Senato del 2004. Non è certamente come leggere un romanzo giallo… ma, chi avrà la forza di arrivare a all’ultima cifra… se non sarà troppo spaventato per farlo (!) avrà materia su cui ragionare…

I dati proposti riguardano il consuntivo del bilancio interno del Senato per l’anno 2004.

Per iniziare una prima riflessione sui dati proviamo a fare un paio di conti così detti “della serva” e prendiamo il primo dato: le uscite totali del Senato 476.656.081,86 € (poco meno di 1000 miliardi di lire).

Alla pagina web del Senato, alla sezione statistiche, si trovano il numero di sedute tenute e l’ammontare di ore.

Si legge che dal 1 gennaio al 25 novembre vi sono state 190 sedute di assemblea, 1243 di commissioni permanenti, 19 di giunte, 61 di commissioni speciali, 4 consigli di presidenza, e 14 collegi dei questori.

Facendo i conti con i dati forniti sono 1531 sedute, 1.764 ore (fonte:http://www.senato.it/leggiedocumenti/41643/genpagina.htm - sezione statistiche).

Prendiamo quindi la cifra relativa al denaro speso, e dividiamo per le effettive ore di attività istituzionale per sapere, con beneficio di inventario, “quanto è costata”, nel 2004, ogni ora di funzionamento del Senato. Risultato: 270.213,19 € all’ora.

Un po’ come avere un pallottoliere e capire quanto vale una palla. E pensare che questo ramo del Parlamento non è neppure il più costoso.

RESOCONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DEL SENATO
Per l’anno finanziario 2004

(fonte:http://www.senato.it/istituzione/bilancio.htm)

Le uscite totali per il 2004 sono state di € 476.656.081,86, come abbiamo detto (si sono risparmiati il 9,61% degli stanziamenti previsti, ma si è registrato comunque un aumento delle spese del 3,95% rispetto al 2003)

A fronte di entrate pari a €. 526.495.356,68

ENTRATE
Le entrate del Senato sono divise in quattro titoli
I- entrate derivanti da trasferimenti correnti
(da parte di Stato e Camera dei Deputati)
€ 456.778.218,48

II- entrate contributive (ritenute su indennità parlamentari, contributi di riscatto, assegni vitalizi ecc.) € 13.928.816,92

III- entrate diverse (vendita di beni e servizi, introiti dalla bouvette…) € 5.223.650,19

IV – entrate derivanti dall’alienazione di beni patrimoniali e dalla riscossione dei crediti (alienazione di pc, auto, ARREDI E TAPPEZZERIA ecc.)

Di queste “alienazioni” non ho reperito grande materiale, ma cito un esempio illuminante:
Per il riscatto degli strumenti informatici in uso ai nostri senatori della XIV legislatura (2001-2005) sono bastati 5 euro per ottenere un portatile IBM ThinkPad T22 e altri 5 per la stampante Lexmark Z43.
Certo si può osservare il materiale informatico viene svalutato in poco tempo ma 5 € è un prezzo ragionevolmente inferiore al costo di un pc usato!

SPESA
TITOLO I – Spese Correnti
Categoria 1 Relazioni esterne, cerimoniale e vigilanza
Cerimoniale e onoranze € 373.489,62
Spese di rappresentanza € 3.149.271,41 (oltre 6 miliardi di lire!!)
Servizi di guardia d’onore e vigilanza € 2.850.261,96
iniziative e cooperazioni interparlamentari € 45.689,16
Spese per la pubblicazioni di rappresentanza e
libri d’arte € 480.328,00

TIT.1
Categoria 2 – Senatori
Indennità parlamentare € 45.956.907,36
Diaria, rimborso spese di soggiorno a Roma € 15.369.940,88
Indennità di ufficio € 3.314.537,57
Indennità di missione € 240.979,28
Rimborsi spese diverse € 2.196.909,05
Spese per viaggi € 8.547.367,16
Compenso ai componenti di commissioni di concorso € 85.960,00
Partecipazione a corsi di lingue straniere € 127.223,95
(….)
Nel complesso questa categoria assomma
€ 77.767.258,46

TIT. 1
Categoria 3 – ex senatori
Assegni vitalizi (pensioni) € 66.520.831,75

Come funzionano gli assegni vitalizi:
Un senatore ha diritto all’assegno vitalizio al raggiungimento dei 65 anni, dopo che ha esercitato un mandato di almeno due anni e sei mesi, e pagato i contributi per almeno 5 anni. E’ prevista la reversibilità agli eredi.
Inoltre, alla morte del Senatore, il regolamento del 1997 prevede un contributo per spese di malattia e funerarie di lire 10.000.000 (in vigore ancora oggi 5.000 euro).
Vi è poi un assegno di solidarietà, che viene corrisposto alla cessazione del mandato:
L’ammontare si calcola così:
sulla base dell’80% dello “stipendio” al momento della cessazione (minimo 8.000.000 di lire), per ogni anno di mandato parlamentare, o frazione non inferiore a 6 mesi.
Il diritto alla corresponsione si acquisisce dopo un mandato non inferiore a 180 giorni in una o più legislature.
Si attinge al fondo di solidarietà anche per l’assistenza sanitaria integrativa ai senatori e ai loro familiari.
L’assistenza sanitaria integrativa per i Senatori (ASIS) è estendibile al coniuge, ai figli fino ai 26 anni o a un genitore.
Il Senatore versa ogni mese un contributo per questa assistenza. Cessata la carica, è comunque possibile mantenere questo servizio per sé e per i familiari.
L’ASIS è erogata (in alcuni casi integralmente, in altri in percentuale o con tetti di spesa) per
- Ricoveri medico chirurgici in istituti e ambulatori pubblici e privati,
- parto,
- terapie e trattamenti antitumorali,
- visite e controlli specialistici,
- accertamenti analisi e diagnostica,
- protesi ed apparecchiature idonee a permettere la funzione di organi,
- prestazioni odontoiatriche,
- terapie psichiatriche, psicoterapeutiche e psicologiche,
- assistenza infermieristica e domiciliare,
- fisioterapia,
- cure termali.

Spese per viaggi (SOTTOLINEO: VIAGGI DI EX SENATORI) € 1.034.543,92
Totale categoria € 67.555.375,67

TIT 1
Categoria 4 personale

Il Senato ha 1.098 dipendenti (2006, non siamo in grado di sapere il numero esatto del 2004, ma crediamo che non fosse molto diverso da questo), è aperto dal lunedì al venerdì a pieno regime, e il sabato mezza giornata, con l’eccezione dei giorni in cui si approva la finanziaria, quando si lavora anche di domenica.

Questa categoria ha una spesa totale di € 25.595.261,45, divisi tra personale di ruolo (105.864.936,96) personale a tempo indeterminato (1.1447.950,27) e determinato (2.579.847,39); voci inferiori sono la qualificazione del personale, compensi per prestazioni professionali, e compensi per personale estraneo all’amministrazione (10.838.516,39).

TIT. 1
Categoria 5 previdenza e assistenza per il personale
Questa categoria ha una spesa totale di € 69.175.809,42

TIT.1
Categoria 6 attività di indagine, di controllo e vigilanza
Tra inchieste parlamentari, attività di indagine, commissioni speciali e consultive si spendono € 3.191.404,19

TIT. 1
Categoria 7 – servizi di stampa
Alcune cifre:
- resoconto stenografico € 1.251.232,54
- resoconto sommario € 1.000.027,41

Prendiamo questi due dati: i resoconti sommari e stenografici sono i report scritti dell’attività dell’aula e delle commissioni, che vengono distribuiti in cartaceo e sono poi disponibili in formato elettronico. Se dividiamo il totale delle due voci per le ore di attività di aula, commissioni e giunte abbiamo che ogni ora di resoconto costa 1.276.22 €.
Il Senatore Giovanni Legnini, vicepresidente della Commissione Bilancio, considera questo dato sottostimato.
- bilanci preventivi e consuntivi € 1.871.300,44
- servizi di riproduzione di documentazione e dossier in formato digitale € 1.577.849,77
- servizi di trasmissione atti e documenti formato elettronico € 303.364.09

TIT.1
Categoria 8 – attività di comunicazione, informazione e documentazione
(….)
-collegamenti con banche dati e rapporti con istituti di ricerca € 104.910,22
- conferenze e convegni di studio € 42.054,96
- convenzione RAI € 342.835,20
- attività di promozione e comunicazione € 792.965,29
- attività dell’archivio storico € 24.000,00

TIT 1
Categoria 9 Acquisto di beni di consumo e servizi
(…)
- contratti di locazione e servizi di gestione degli immobili € 12.677.691,17
- gestione dell’autoparco € 128.150,29
- noleggio di autoveicoli € 291.546,58
- somministrazione di energia elettrica, gas, e gasolio per il riscaldamento € 791.476,05
(…CHE A ROMA LA TEMPERATURA è MITE!!! MENO MALE CHE IL SENATO NON SI TROVA IN VAL D’AOSTA…)
- canoni di somministrazione di acqua e servizio antincendio € 263.665,85 (con i riduttori d’acqua avrebbero risparmiato intorno al 50%...)
- prodotti igienico sanitari e servizi di pulizia € 2.115.747,92
- biancheria, tende guide e simili € 94.474,20
- posate e stoviglie € 32.913,07
- vestiario di servizio € 262.281,67
- trasporti, traslochi e facchinaggio € 1.227.450,55
- posta pneumatica € 4.626,00
- canone rete telefonica € 1.174.785,69
- carta, cancelleria e materiali di consumo per ufficio € 587.844,05
- oneri connessi al funzionamento delle strutture sanitarie interne € 64.709,61
- accertamenti sanitari € 44.517,00
- servizi di lavanderia € 35.747,60
per lavare tendaggi, poltrone, corsie ecc…
(…)

TIT. 1
Categoria 10 Assicurazioni
- Assicurazioni per i senatori € 1.696.218,96 (…)
TIT 1
Categoria 11 Manutenzione
- manutenzione ordinaria di fabbricati ed impianti € 2.724.474,70
- manutenzione macchina Michela (Michela non è una bella ragazza pronta come il NESCAFE’… MA LA STRAORDINARIA MACCHINA INVENTATA DALL’ING. MICHELA CHE SERVE A STENOGRAFARE TUTTI GLI INTERVENTI… costa pure poco la Michela!) € 29.382,87
- manutenzione attrezzature informatiche € 328.769,53
- manutenzione arredi e tappezzeria € 217.206,55
- manutenzione automezzi € 23.481,51

Non sono in grado di comunicare il numero di macchine, blindate e non a disposizione dei senatori ecc.)
(….)

TIT. 1
Categoria 12 servizi informatici
(…. )
- canoni di noleggio per prodotti programma € 166.422,20
- acquisto di programmi informatici € 671.187,81
- canoni per collegamenti telematici € 304.461,90
- assistenza tecnico applicativa € 2.082.891,39

se non tutte, almeno buona parte di queste spese potrebbero essere abbattute utilizzando open source, software libero e copyleft. Gli esempi sono molti: i comuni di Firenze e Lodi stanno integrando piattaforme open source, in Francia l'assemblea nazionale migrerà entro il 2007 a soluzioni basate su Linux, OpenOffice e Firefox; in Germania il comune di Monaco di Baviera ha stanziato 35.000 euro per migrare in 4 anni da Windows a Linux.

TIT 1
Categoria 13 servizi di ristoro
- provviste e servizi di ristoro dei senatori € 1.131.008,83
considerando che i senatori mangiano al senato grosso modo 3 giorni la settimana (tot. 156 gg all’anno) si stima una spese di circa 27 euro a pasto a senatore – cfr. Bernardo Iovene- Report- 2003)

- provviste di ristoro per il personale € 725.728,99
La cifra spesa per i dipendenti è poco più della metà della spesa per i senatori! E sono 1.098 persone che usufruiscono della mensa 5 giorni la settimana, contro i 315 senatori, oltre qualche funzionario che ha accesso al ristoro dei senatori.
-

TIT.1
categoria 14 trasferimenti a favore della Camera
quote parte del Senato per assegni vitalizi e spese comuni € 4.144.516,65

TIT 1
Categoria 15 trasferimenti a favore dei gruppi parlamentari
- contributi ai gruppi parlamentari € 15.935.459,81
- contributi parlamentari per il supporto di attività e compiti dei senatori connessi con lo svolgimento del mandato parlamentare € 17.949.565,21

TIT1
Categoria16 trasferimenti a favore di organismi internazionali
- contributo all’unione interparlamentare € 250.000,00
- contributo alle assemblee parlamentari ed altri organismi internazionali € 412,04
La cifra più bassa che ho trovato!!

TIT 1
Categoria 17 – trasferimenti previdenziali
Contributi ai fondi di solidarietà € 10.752.801,46

TIT 1
Categoria 18 contributi, elargizioni e sussidi
- contributi ad istituti di studi e ricerche parlamentari € 145.000,00
- contributi a fondazioni culturali € 25.000,00
Di queste fondazioni culturali sarebbe interessante reperire i nomi, gli scopi, le attività svolte. Non per essere sospettosi, piuttosto per rendere un servizio di trasparenza al Senato!

- contributi per spese funerarie € 92.962,26
CHI E’ MORTO?
- contributo circolo Palazzo Madama € 90.000,00
Il circolo di palazzo Madama svolge attività ricreative per Senatori e dipendenti dell’amministrazione: capodanno a Istambul, corsi di lingua, coro del Senato, abbonamenti a teatro, corsi di taekwondo….
NON NE SO NIENTE. CI POSSO ANDARE ANCH’IO A GIOCARE A CARTE?
(…)

TIT1
Categoria 19 – Oneri non ripartibili
Tasse, diritti fissi, fondo spese obbligatorie e impreviste, IRAP ecc… per un totale di € 20.880.178,21

TITOLO II – SPESE IN CONTO CAPITALE

TIT 2
Categoria 20 – Opere immobiliari e riparazioni straordinarie
Lavori di restauro, impianti e riparazioni, impianti per la sicurezza
Per un totale di € 4.660.850,39

TIT2
Categoria 21 – Beni mobili ed immobilizzazioni tecniche
- acquisto di attrezzature informatiche € 857.368,24
- acquisto di arredi e tappezzeria € 536.583,62
- acquisto di opere d’arte € 125.893,15
In totale questa categoria assomma € 1.960.662,21

TIT 2
Categoria 22 – beni librari
- acquisto di libri € 691.743,63

TIT2
Categoria 23 – somme non attribuibili

Interessi passivi, poste correttive e compensative delle entrate, fondi di riserva
Per un totale di € 5.330,35

TITOLO III – PARTITE DI GIRO E MOVIMENTI DI CASSA

Categorie 24-30

Rimborsi delle spese elettorali, ritenute previdenziali per senatori e personale, ritenute per assegni vitalizi
Ritenute fiscali e IRAP, movimenti di cassa per un totale di € 145.176.261,50
-----------

Per finire, alcune opere d’arte acquistate dal Senato nel corso del quinquennio della Presidenza Pera. (potete trovarle nel sito del senato con pregevole introduzione del Presidente Pera link: http://www.senato.it/relazioni/28861/28867/28862/genpaginamenu.htm). Sul loro valore, la bellezza, il pregio e gli autori non ci sono commenti. Lasciamo al lettore l’onere.

Non sono in grado di quantificare la spesa per l’acquisto di tali opere d’arte, ma ci sentiamo di sbilanciarci e ricordare che in tempi di difficoltà economiche, tali spese avrebbero potuto essere accantonate, se non altro per dare il buon esempio!

Italia
di Giuliano Vangi (2003) Scultura in legno, cm. 237

Tenero delfino di Carmelo Candiano (2003)
Scultura in calcare, cm. 64x34x15

Giapponese con abito a fioridi Livio Scarpella (2002)
Terracotta policroma, cm 49x75x30

... A bassa voce di Alberto Mingotti (1999)
Terracotta smaltata e dipinta a lustro rosso, cm. 62x50x36


L'ISOLA DEI CANI DI DARIO FO

OGGI NIENTE SPRECHI... STIAMO TERMINANDO LE VERIFICHE SUL BILANCIO DEL SENATO, CHE PUBBLICHEREMO DOMANI.

L’isola dei cani
di Dario Fo
30 settembre 2005

PROLOGO
Il titolo da una parte allude alle Canarie dell’Oceano d’Africa, ma specificamente al regno d’Inghilterra. Il gioco paradossale risale dalla tradizione popolare inglese e medioevale dove i sudditi di quel Paese nelle carnevalate si travestivano da animali, in gran parte da cani di varie razze.
L’opera di Ben Johnson e di Nasche fu bloccata dopo poche repliche. Johnson fu arrestato e sbattuto in carcere per aver portato allegoricamente offesa alla regina Elisabetta, per aver posto in satira la corte e per altre inaudite offese alla nazione e ai suoi sudditi.
Della commedia sono rimasti solo accenni di cronaca. Il dialogo è andato completamente perduto.
Servendoci dei fablieu bretoni e franco-normanni di qualche tempo prima, abbiamo cercato di ricostruire la trama del testo satirico. E speriamo di esserci riusciti.

L’ISOLA DEI CANI
Non vi deve stupire: esiste l’isola delle capre, quella delle foche e c’è anche quella dei cani.
È un regno galleggiante sul mare, abitatissimo, in maggioranza di canidi. Ho detto giusto… una razza di cani che si è incrociata con uomini. All’apparenza sembrano normali cani di varie razze: cani pastori, semilupi, bracchi, volpini, molossi, barboncini e bastardi d’ogni genere. Appena ti avvicini, ti accorgi che il loro comportamento è molto simile a quello umano. Rispetto ai cani comuni, prima di tutto tendono a rizzarsi dritti sulle zampe posteriori alla maniera dei barboncini ammaestrati che si esibiscono nei circhi. Inoltre, venendoti incontro, inarcano il collo e abbassano il capo in segno di saluto. Le femmine invece piegano le ginocchia posteriori a imitare un inchino. E soprattutto ognuno di loro ti sorride. Sì, proprio così. (Atteggia la bocca in uno sghignazzo)
E’ stupefacente! Un cane che sorride, mai visto!
Ma questa, nell’isola cagnaria, non è la sola strampaleria. Di fenomeni assurdi se ne incontrano a piè sospinto. Per esempio, si scoprono spesso uomini e donne portati a passeggio dai cani. Questi pseudo-uomini fan parte di una specie umana minore, anzi di minorati. Il loro ebetismo è causato dall’essersi per lungo tempo incrociati coi cani, al punto che le loro facoltà intellettive si sono deteriorate al livello di umanoidi primordiali, tanto d’aver perso l’uso normale della parola. In verità parlano… sì… ma esprimono concetti privi di nesso logico. Non discutono, non esprimono mai proprie idee o concetto diversi dal comune.
Perciò vengono definiti “homines moderati”, o sudditi.
Insomma, hanno diritto di parola ma non facoltà di pensiero.
A loro differenza, i canidi posseggono entrambe le facoltà: parlano e pensano. Purtroppo la loro pronuncia non è perfetta, ogni tanto sfugge loro qualche guaito… se irritati, non riescono a trattenersi dal ringhiare. Specie nelle dispute politiche mugolano, abbaiano… e naturalmente, sentendosi felici, non riescono a fare a meno di scodinzolare.
Impressionante è il comportamento civile che dimostrano. I maschi concedono il passo alle femmine, evitano zuffe in pubblico e i più costumati riescono perfino a imporsi di non annusare le “signore” infilando loro il naso tra le natiche! Purtroppo i maschi non sono in grado di bloccare l’istinto, che li porta a sollevare la gamba posteriore tutte le volte che transitano presso lampioni o pali in genere e spruzzare zampilli di urina… Ad ogni modo c’è da encomiarli per quanto riguarda la defecatio: per strada e nei giardini pubblici non vi capiterà mai di scivolare sull’escremento di una cane. Essi, cani civilizzati, hanno imparato a tenersi appeso sotto la coda un capace cestello nel quale depositano tranquillamente i loro bisogni solidi. Giunti poi in un prato apposito, essi scodinzolano lanciando tutto intorno brandelli ordinati della loro caccheria!

Normalmente si usa l’espressione “fedele come un cane”. Ma quest’espressione non ha significato alcuno nell’isola cagnaria. Questo branco di bracchi, volpini, levrieri e bastardi non conosce né la lealtà né tanto meno il rispetto alla parola data. Salgono e scendono dal carro dei vincitori come viaggiassero su una carretta presa a prestito.
Ciononostante, è incredibile, sono riusciti a darsi un assetto pseudo democratico, con una classe dirigente e una parvenza di giustizia. Sopra tutti, ci stanno i cani nobili con re e regine.
In questo momento sull’isola regna una capobranco-regina, amata e odiata al tempo. Pare sia un maschio travestito da femmina. Pare sia calva e porti parrucche immense. Dicono non si sia mai accoppiata con nessun maschio della corte, ma di certo ha avuto corteggiatori in quantità. Alcuni di questi, convinti di averla conquistata, hanno tentato di soffiarle il trono. La regina dei cani, the dog queen, li ha fatti decapitare come bastardi qualsiasi.
Forse qui ci troviamo all’atto finale del suo regno. È proprio a ‘sto punto che inizia la tragedia.
(Indicando se stesso) Ma devo presentarmi. Personalmente ho un ruolo in questa storia: sono il guardiano del grande canile. Ho il compito di non permettere che scoppi per nessuna ragione la cagnara. A chi sgarra imporrò la catena e la museruola. I troppo focosi verranno da me castrati.
(Sale un coro di mugolii e abbaiamenti. Il guardiano, impugnando un lungo bastone, grida:)

GUARDIANO: Che c’è? Cosa fate qui? No, mi spiace, ma oggi non è giorno di visita. Nessuno può vedere la regina, né parlarle.
(Estrae da sotto le ascelle un rotolo di pergamena che legge eseguendo un grammelot pseudo inglese con mugolii, ringhi e ululati, facendo immaginare che intorno a lui si sia radunata una folla di cani.
No, ho detto! Fatevi in là, non la si può disturbare! State tranquilli, è in buona salute. Chi è quel bastardo che ha messo in giro la voce di una sua crisi?!
(Accenna a uno strano canto liturgico, quindi finge di rivolgersi a un gruppo di religiosi)
Beh dico! Eminenze! Siamo impazziti? Cos’è ‘sto “dies irae”? Olio santo? Ma eminenza, le sembra questo il modo migliore per procurare forza e serenità alla nostra magnifica regina dei cani?! Sì, è un po’ giù di corda… ma le assicuro che la sua coda è sempre dritta e scodinzolante come quella di un maschio in fregola! No, ripeto! Nessun mancamento! No, nessuno la può confessare, non ha nulla di grave di cui pentirsi! (Quindi sottovoce) Illustrissimo vescovo… che vogliamo, crear panico? Già tutti ‘sti bastardi mugolanti stanno preoccupati di buttarsi sull’osso e spartirselo prima che la femmina regale tiri le cuoia… (Cambia tono) E certo che non ha eredi! E quelli che sostengono di poterla sostituire sono degli illusi, che non sono in grado di raccogliere il consenso… non dico dei cani, ma nemmeno dei topi da fogna! (Emette un ululato misto a guaiti. Quindi si sdoppia guardandosi intorno) Chi è? Chi guaisce a ‘sto modo? È lei… the dog queen… Sì, la regina. Non sa trattenersi dal lamento. Si strappa i capelli, quei pochi che le restano… Certo, ormai è quasi del tutto rapata. È una pena vederla, disperata com’è. S’è perfino rimpicciolita da quando ha avuto la malsana idea di mandare intorno i suoi tirapiedi a fare inchiesta. Ha scoperto d’aver perso credibilità e stima. La stanno mollando tutti: i vescovi della sua Chiesa, i suoi adulatori, i leccapiedi, perfino i bottegai che la sostenevano a morte, le vecchiette rincretinite, per non parlare degli attori della sua compagnia, del teatrino di corte… se la sono data a gambe cercando scritture perfino nei bordelli.
(Altro ululato quasi corale) E che è adesso? Chi frigna a ‘sto modo?
Appunto quelli che non trovano scrittura. A partire dagli intellettuali. (Batte veloce il lungo bastone a terra) Sentite: bussano ad ogni porta in cerca di un nuovo padrone. È proprio vero quello che diceva Thomas Moore poco prima che gli mozzassero la testa: quando la nave affonda, i primi a darsela a gambe sono i topi, subito seguiti dagli intellettuali e dalle puttane.
(Corre in proscenio) Guardateli, guardateli laggiù… Hanno già cambiato bandiera e casacca, issano cartelli con scritto “A morte la regina spelacchiata”.
Ma chi glielo fa fare a ‘sta santa regina dei cani di starsene qui a farsi umiliare e a bersi il calice velenoso del tradimento. Cosa ci si aspettava da una corte di bracchi, lupi bastardi, bassotti, spinoni e leccaccioni in genere? Credeva che bastasse foraggiarli, procurar loro cariche pubbliche, permetter loro, chiudendo un occhio, di rubare a volontà, coprirli dall’incriminazione per ogni porcheria in cambio di maestose scodinzolate? (All’istante si volge verso il fondo urlando a gran voce:)
Allarme! Allarme! Chiudete tutti i portoni! Levate i ponti! Che c’è, che succede? Il re gran cane di Scozia sta scendendo dal nord, è venuto a prendersi il trono che gli spetta. È lui l’erede. Mio Dio… fate caso alla folla che con carri, cavalli e ogni mezzo gli va incontro… Mai visto una cagnara del genere. Ci sono anche i vescovi e tutti i prelati della regina. Hanno abiurato la loro fede. Ci sono anche i ministri del nostro governo, cani infedeli! Ma di che s’illudono? Che Giacomo di Scozia li incorpori nel suo governo? E dove li butta i suoi cani, levrieri e mastini? Un re non scaccia mai i propri tirapiedi… Un re s’affeziona ai propri bastardi! (Imitando i rintocchi di una campana) Don don don… (Solenne urlando) La regina è morta! Cantate pure il vostro “de profundis”. (Inizia un canto in latino vivace e festoso. Accenna a una danza, si blocca) Dico, infami! Un po’ di rispetto per la regina! Ho detto de profundis solenne! (Canta il lamento gregoriano).


cerco ospitalità per il mio blog

vi prego di darmi ospitalità sui vostri siti e blog... titolo: "facciamo i conti!" sprechi del nostro stato:clicca qui. francarame.it

Sto organizzando una associazioni di addetti al lavoro... siete tutti invitati ad entrare e collaborare.
vi aspetto!

PENSIERO DEL GIORNO: A QUANDO, CARO PRESIDENTE PRODI LA LEGGE SUL CONFLITTO D'INTERESSI?
STIAMO ASPETTANDOLA DAL MESE DI APRILE!
un bacio franca rame


franca rame - senato

di seguito materiale nuovo e comunicato stampa
"voto sbagliato"

Regione di elezione: Piemonte
Nata il 18 luglio 1929 a Parabiago (Milano)
Residente a Milano
Professione: Attrice e autrice teatrale
Elezione: 9 aprile 2006
Proclamazione: 18 aprile 2006
Convalida: 11 ottobre 2006

Gruppo Misto (IdV)

Membro della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)

Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche"

Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sull' uranio impoverito

Membro della Commissione parlamentare per l'infanzia

Contatti


"LO STUPRO" di FRANCA RAME

testimonianza da "il quotidiao donna" 1973

Lo stupro

Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia.
PROLOGO

FRANCA RAME: Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale.
Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio.
MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere... una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?

Il brano che ora reciterò è stato ricavato da una testimonianza apparsa sul “Quotidiano Donna”, testimonianza che vi riporto testualmente.

Si siede sull’unica sedia posta nel centro del palcoscenico.

FRANCA C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore...
Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena... come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra... con le mani tiene le mie, forte, girandomele all’incontrario. La sinistra in particolare.
Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando.
Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce... la parola. Prendo coscienza delle cose, con incredibile lentezza... Dio che confusione! Come sono salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata loro, sollevandomi di peso?
Non lo so.
È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole, ad impedirmi di ragionare... è il male alla mano sinistra, che sta diventando davvero insopportabile. Perché me la storcono tanto? Io non tento nessun movimento. Sono come congelata.
Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo ginocchio contro la mia schiena... s’è seduto comodo... e mi tiene tra le sue gambe... fortemente... dal di dietro... come si faceva anni fa, quando si toglievano le tonsille ai bambini.
L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido.
Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre. Li guardo: non c’è molta luce... né gran spazio... forse è per questo che mi tengono semidistesa. Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento... Respiro a fondo... due, tre volte. Non, non mi snebbio... Ho solo paura...
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle sigarette. Stanno aspirando profondamente.
Sono vicinissimi.
Sì, sta per succedere qualche cosa... lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli... li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere pronto a tenermi più ferma. Il primo che si era mosso, mi si mette tra le gambe... in ginocchio... divaricandomele. È un movimento preciso, che pare concordato con quello che mi tiene da dietro, perché subito i suoi piedi si mettono sopra ai miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perché mi aprono le gambe con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda!
Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa che subito non individuo... un calore, prima tenue e poi più forte, fino a diventare insopportabile, sul seno sinistro.
Una punta di bruciore. Le sigarette... sopra al golf fino ad arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in queste condizioni. Io non riesco a fare niente, né a parlare né a piangere... Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette, fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe. Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro: con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo... mi tagliano anche il reggiseno... mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia medica misureranno ventun centimetri. Quello che mi sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a piene mani, le sento gelide sopra le bruciature...
Ora... mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti si dànno da fare per spogliarmi: una scarpa sola, una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando, sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola... non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.
“Muoviti puttana fammi godere”.
Sono di pietra.
Ora è il turno del secondo... i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.
“Muoviti puttana fammi godere”.
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
“Facciamola scendere. No... sì...” Vola un ceffone tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo, qui, tanto da spegnerla. Ecco, lì, credo di essere finalmente svenuta.
Poi sento che mi muovono. Quello che mi teneva da dietro mi riveste con movimenti precisi. Mi riveste lui, io servo a poco. Si lamenta come un bambino perché è l’unico che non abbia fatto l’amore... pardon... l’unico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento la sua fretta, la sua paura. Non sa come metterla col golf tagliato, mi infila i due lembi nei pantaloni. Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere... e se ne va.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione... per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero... mi fanno male anche i capelli... me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca.
Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. I polizioti... gente ce entra, che esce... Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido...
Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani.

Buio.


USCIAMO DAL SILENZIO

USCIAMO DAL SILENZIO!
Ricerca di Anna Bandettini – Repubblica

ITALIA
VIOLENZA SESSUALE
Dati ultima indagine ISTAT resi noti in occasione della giornata parlamentare contro la violenza alle donne

Sono 10 milioni le donne tra i 14 e i 59 anni che hanno subito molestie o ricatti sessuali nel corso della vita.
Sono 900 mila i ricatti sessuali che avvengono sul lavoro e
500 mila gli stupri o i tentati stupri.

le MOLESTIE FISICHE SESSUALI avvengono solitamente:
da parte di ESTRANEI il 58%
per la STRADA il 19%
sui MEZZI di TRASPORTO PUBBLICO il 31%
sul POSTO DI LAVORO il 12,1%
in PUB o in DISCOTECA il 10,5%

Invece gli stupri e i tentati stupri avvengono ad opera di familiari.
amici il 23,8%
conoscenti il 12,3%
fidanzati o ex fidanzati il 17,4%
mariti o ex mariti il 20,2%
Solo il 3,5% avviene per mano di estranei.

I luoghi più a rischio sono i più familiari.

Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada
e il 14% in auto.
Per il resto si tratta di casa propria, di case di amici, di parenti o dell'aggressore.
I ricatti sessuali sul lavoro sono:
900mila all'assunzione o per fare carriera.
100mila donne hanno subito ambedue le violenze

Quando avviene violenza sessuale questa è spesso violenza ripetuta e le donne non se la sentono di denunciarla nel 90% dei casi
perche’ hanno paura di essere giudicate male nel 28,6% dei casi
per vergogna nel 22,1% dei casi
per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine nel 11,6% dei casi
1/3 delle donne non parla con nessuno dell’accaduto

MILANO
dati del Soccorso Violenza Sessuale
dal 15 maggio 1996 al 31 marzo 2006
Numero totale casi: n.2.132

NAZIONALITA’:
italiana n. 1.361 pari al 64%
straniera n. 771 pari al 36%
SESSO:
Femmine n. 2.047 pari al 96%
Maschi n. 85 pari al 4%

NOTI ALLA VITTIMA n. 1.253 pari al 59%
SCONOSCIUTI n. 810 pari al 38%
MINORENNI n. 685 pari al 32%
MAGGIORENNI n. 1.447 pari al 68%


COMUNICATO STAMPA DI FRANCA RAME

eccovi il comunicato stampa promesso... l'ho visto pubblicato sull'unità, di altri giornali, per ora non ho notizie.
ciao franca rame

Comunicato stampa

Milano 24 novembre 2006-11-24
Non ho sbagliato a votare mercoledì!
franca rame

Con preghiera di pubblicazione

Gentile direttore, mi scuso molto di disturbarla, ma sono costretta a farlo. Sul suo giornale e in molte altre testate (pure radio e tv si sono interessate al “grande evento”, solo Repubblica, avendomi intervistata, ha dato un rendiconto corretto) è stata data la notizia che mercoledì avrei sbagliato a votare un emendamento presentato dal governo, notizia ripresa da giornali, radio e tv di mezza Europa. Ma pensa te! Mi stanno infatti arrivando telefonate dalla Svezia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania ecc. e tutti i giornalisti a chiedermi: “Come mai senatrice ha sbagliato a votare?”
In un momento tanto delicato per il nostro Paese, come avrei potuto essere così distratta da sbagliare a premere il tasto giusto? No, ho votato “rosso” “ ROSSISSIMO!” .
Chi sta a casa e si vede la tv delle nostre giornate in senato, non può rendersi conto di quanto sia difficile sbagliare, anche se a volte succede.
Quando arriva il momento “fatale”, il senatore Boccia dell’Ulivo, ci indica che tasto premere (in questo caso ROSSO), e in più raccomanda: “Controllate i vostri vicini, mantenere alta l’attenzione… rosso, rosso, ROSSOOOO!”. (Lo stesso procedimento viene usato dall’opposizione: “Verde, verde, verdeee!” E non è finita, due senatori-questori dopo aver votato velocemente, si mettono davanti a noi e controllano se tutti hanno votato giusto, in più dal tavolo della presidenza segretari vari, fanno altrettanto. Io mi trovo in una posizione ben visibile: prima fila.
E allora si chiederà: “Ma com’è che è uscito verde?”
Non appena il Presidente Marini ha detto: “Dichiaro chiusa la votazione” ho contato fino a 7 come faccio sempre, ho pigiato un tasto qualsiasi per verificare il risultato sul display, e mi si è acceso il verde!
Mi si sono fatti tutti intorno allibiti: “Che è successo?!” Mistero elettronico!
Altero Matteoli, senatore di An, ha denunciato aggressioni ai senatori dissidenti, a quelli che non votano come il gruppo comanda. A questo punto mi sono sentita costretta per forza di cose, a chiedere la parola e a spiegare al Presidente quanto era successo. Si può verificare quanto dico consultando il resoconto stenografico della seduta. C' è una tensione tale durante le votazioni, che un errore non voluto può capitare, come è successo 2 volte mercoledì, ma, per fortuna, non ha me.
E’ vero che ho 77 anni, è vero che sono nonna e bisnonna, ma è anche vero che appena posso mi faccio di corsa (corsetta…) un chilometro (se piove con l’ombrello…) che ho tutti i miei denti… fumo due o tre sigarette al giorno, sono astemia e il cervello, per fortuna mi “frizza” nella testa a tutto spiano. Anche troppo.
Ecco come è andata.
Trovandomi in un lavoro “nuovo”, difficile e di grande responsabilità come questo, che si svolge tra telefonini che suonano, chiacchiericcio continuo quando non sono urla e insulti imbarazzanti per chi li pronuncia… in mezzo a sta gazzarra altro che attenta sto… attentissima!
Grata se vorrà dare spazio a questa mia chiarificazione
franca rame