Iniziativa legislativa di franca rame e confirmataria

Eccovi una parte dl lavoro svolto in questi mesi.
Iniziativa legislativa

Come Senatrice
Ho presentato come primo firmatario i DDL
S. 702
Delega al Governo per la redazione del "Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti ".
LE ADESIONI al disegno di legge, SONO STATE MOLTE, TRA CUI I SENATORI Rosa Maria Villecco Calipari, Aniello Formisano, Giuseppe Caforio, Gerardo D'Ambrosio, Felice Casson. (Sono assente da Roma e non in grado di inserire tutti i nomi, lo farò lunedì)

Ho presentato come cofirmatario i DDL
S. 18- Norme sul riconoscimento giuridico delle unioni civili. Iniziativa Parlamentare Vittoria Franco (Ulivo)

S. 19- Modifiche al codice civile in materia di cognome dei coniugi e dei figli Iniziativa Parlamentare Vittoria Franco (Ulivo)

S. 20- Disposizioni in materia di pari opportunita' tra donne e uomini nell' accesso alle cariche elettive, in attuazione dell' articolo 51 della Costituzione Iniziativa Parlamentare Vittoria Franco (Ulivo)

S. 21- Modifica dell' articolo 75 della Costituzione in materia di referendum abrogativo Iniziativa Parlamentare Vittoria Franco (Ulivo)

S. 22- Norme sulle tecniche di fecondazione medicalmente assistita Iniziativa ParlamentareVittoria Franco (Ulivo)

S. 23-Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all' amianto e dei loro familiari, nonche' delega al Governo per l' adozione del testo unico in materia di esposizione all' amianto Iniziativa Parlamentare Felice Casson (Ulivo)

S. 49-Istituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta sulle vicende relative ai fatti accaduti a Genova nel luglio 2001 in occasione del vertice G8 e delle manifestazioni del Genoa Social Forum Iniziativa Parlamentare Luigi Malabarba (RC-SE)

S. 244-Modifica alla legge 29 ottobre 1997, n. 374, recante norme per la messa al bando delle mine antipersona Iniziativa Parlamentare Nuccio Iovene (Ulivo)

S. 332-Modifica dell' articolo 9 della Costituzione in materia di ambiente e di ecosistemi Iniziativa Parlamentare Francesco Ferrante (Ulivo)

S. 333-Modifica alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza Iniziativa Parlamentare Francesco Ferrante (Ulivo)

S. 334-Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle responsabilita' per i gravi danni alla salute dei lavoratori ed all' ambiente derivanti dalla presenza delle industrie chimiche sul territorio nazionale anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175 Iniziativa Parlamentare Francesco Ferrante (Ulivo)

S. 336-Introduzione nel codice penale di disposizione in materia di ambiente Iniziativa Parlamentare Francesco Ferrante (Ulivo)

S. 427-Disposizioni per la promozione e lo sviluppo della responsabilità sociale delle imprese, nonchè delega al Governo per l'adozione di norme recanti incentivi alle imprese socialmente responsabili Iniziativa Parlamentare Francesco Ferrante (Ulivo)

S. 489-Abrogazione dell' articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito con modificazioni dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, in materia di equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia Iniziativa Parlamentare Giuseppe Caforio (Misto, IdV)

S. 519-Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla situazione dello sport del calcio in Italia Iniziativa Parlamentare Gavino Angius (Ulivo)
S. 816-Estensione della disciplina della responsabilità amministrativa di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai reati di omicidio e lesioni colpose gravi conseguenti ad infortuni sul lavoro Iniziativa Parlamentare Gerardo D'ambrosio (Ulivo)

S. 871-Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato degli stranieri Iniziativa Parlamentare Gavino Angius (Ulivo)

S. 872- Diritti politici dello straniero in Italia Iniziativa Parlamentare Silvana Amati (Ulivo)

S. 877-Semplificazione delle procedure per la immatricolazione dei veicoli Iniziativa Parlamentare Tommaso Barbato (Misto, Pop-Udeur)

S. 900-Istituzione della Giornata Nazionale del Braille Iniziativa Parlamentare Enzo Bianco (Ulivo)

S. 963-Riforma dell'ordinamento della professione di avvocato Iniziativa Parlamentare Guido Calvi (Ulivo)

S. 1010-Giornata in ricordo delle vittime e degli invalidi del lavoro in Italia e all'Estero Iniziativa Parlamentare Aniello Formisano (Misto, IdV)

S. 1021-Disposizioni in tema di scioglimento dei Consigli Comunali per mancato conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani Iniziativa Parlamentare Tommaso Sodano (RC-SE)

S. 1076-Disciplina delle cause ostative alla candidatura alle elezioni politiche Iniziativa Parlamentare Aniello Formisano (Misto, IdV)

S. 1079-Disposizioni per favorire la ricerca delle persone scomparse e istituzione di un Fondo di solidarieta' per i familiari delle persone scomparse Iniziativa Parlamentare Rosa Maria Villecco Calipari (Ulivo)

S. 1122-Nuove norme concernenti i veicoli di interesse storico e gli autocaravan Iniziativa Parlamentare Filippo Berselli (AN)

S. 1173- Istituzione del "Giorno del Ricordo" dedicato ai civili e ai militari caduti nell'ambito di missioni internazionali Iniziativa Parlamentare Rosa Maria Villecco Calipari (Ulivo)

n……..Norme per la soppressione di enti inutili, e per la riduzione degli sprechi e dei costi impropri della politica, delle istituzioni, delle pubbliche amministrazioni (iniziativa Senn. Salvi e Villone Ulivo)

n……. Disegno di legge costituzionale - modifica degli artt. 56. 57. 63. 72 82 92 99 114 117 118 119 120 121 123 132 133 della Costituzione, per la semplificazione istituzionale e la riduzione dei costi della politica e degli apparati pubblici. (iniziativa Senn. Salvi e Villone Ulivo)

n. 1155 - “modifica all'art. 27 della Costituzione concernente l'abolizione della pena di morte.”(iniziativa Sen. Nuccio Novene Ulivo)
Presentazione di documenti-Come Senatrice
Atti di Sindacato Ispettivo
Ha presentato come cofirmatario
o Interpellanze: 2-00041 pubblicata il 28 luglio 2006

Inchieste parlamentari
Ho presentato come cofirmatario
o Doc. XXII n. 2 "Proposta di inchiesta parlamentare sull'"Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle vicende relative ai fatti accaduti a Genova nel luglio 2001 inoccasione del vertice G8 e delle manifestazioni del Genoa Social Forum"" il 28 aprile 2006
o Doc. XXII n. 3 "Proposta di inchiesta parlamentare sull'"Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonché le popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico"" il 4 maggio 2006

ORA DEVO INVIARE UN COMUNIVATO STAMPA URGENTISSIMO, PER IL FAMOSO "VOTO" DI MERCOLEDI'. MI STANNO ARRIVANDO TELEFONATE DA MEZZO MONDO: "COSA è SUCCESSO? COME MAI HAI SBAGLIATO?"
NON HO SBAGLIATO A VOTARE!
PIU' TARDI SPIEGHERO' ANCHE A VOI COME SONO ANDATE LE COSE.
CI SENTIAMO...
SE ANDATE SU REPUBBLICA TV, C'è UN'INTERVISTA FATTA QUESTA MATTINA A PROPOSITO DELLA SERATA DI DOMANI SERA ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO, "USCIAMO DAL SILENZIO"

 


Settimo ruba un po' meno...


Anche oggi non ce la posso fare… Abbiamo finito pochi minuti fa con le votazioni: 62 emendamenti... e sto correndo all'aereoporto, vado da Dario...
La fretta fa nascere i gatti ciechi… al posto degli sprechi di prossima pubblicazione ("IL COSTO DELLA DEMOCRAZIA" DI CESARE SALVI E MASSIMO VILLONE - SENATORI ULIVO) eccovi l’inizio dello spettacolo replicato per 3 anni... RILEGGENDO M'è VENUTO DA PIANGERE... pare che non si sia mosso niente. Speriamo in un prossimo futuro. SPERIAMO!!
franca rame

25 marzo 93

SETTIMO:
RUBA UN PO' MENO!
NUMERO 2

di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

Prima rappresentazione: Teatro Animosi
Copione di scena a cura di Franca Rame
Carrara 20 novembre 1992
Aggiornato al 25 marzo 1993

Primo tempo

Prima che si apra il sipario parte la registrazione della canzone "Tutta brava gente". All'apertura del sipario troviamo in scena quattro grandi pannelli, accostati
l'uno all'altro a formare un grande arazzo raffigurante "IL POTERE", e un tavolo con sopra giornali, riviste e libri.

Canzone "Tutta brava gente" ***

Qui si parla di ufficiali piuttosto compromessi:
tutta brava, tutta brava, tutta brava gente,
e qui ci saltan fuori almeno sei processi
per miliardi, a questo Stato che è così indigente,
Qui si parla di una banca insediata in un convento
qui c'è un tal che alla Marina ha fregato un bastimento
qui un tal altro che a fatica ha corrotto un gesuita,
assegnati quattro appalti a un'impresa inesistente,
concessioni sottobanco contro assegni dati in bianco,
truffe sui medicinali, sulle mutue e gli ospedali,
sopra i dazi, le dogane, i tabacchi e le banane.
Oh, che pacchia, che cuccagna:
bella è la vita per chi la sa far!
Ma tu, miracolato del ceto medio
basso,
tu devi risparmiare, accetta 'sto salasso:
non devi mangiar carne,
devi salvar la lira
e, mentre gli altri fregano, tu fai
l'austerità!

Franca RAME entra in scena.

FRANCA: Buona sera a tutti... Vi dirò che il momento più bello di una serata teatrale per chi lavora in palcoscenico è appunto quando si entra in scena e c'è questo bell'applauso di saluto da parte del pubblico. Grazie.
Quest'anno non avevo intenzione di riprendere a lavorare in teatro... sono stanca, sono stanca di fare questo mestiere... è una professione che non ho scelto. E' un lavoro che faccio da quando sono nata... Nasco in una famiglia di attori, i miei avevano una compagnia teatrale... ho cominciato a recitare a otto giorni... in braccio alla mia mamma... facevo il figlio della Genoveffa di Brabante. Non parlavo tanto, quella sera lì. Da allora a oggi tutte le sere in questo momento, entro in palcoscenico e vado recitando... e non ne posso più!... sono 63 anni! Sono una delle poche attrici che in Italia compia gli anni una volta all'anno regolarmente.
Che cosa mi ha spinto a riprendere la stagione teatrale: la rabbia, una grande rabbia che mi è venuta addosso leggendo i giornali, seguendo gli avvenimenti politici, vedendo quello che sta capitando e l'opportunità che questo lavoro mi offre di parlare con la gente e passare parte della mia grande indignazione a voi che sicuramente ne avrete già una buona dose nello stomaco.
L'avrete capito che quello di quest'anno, non è uno spettacolo teatrale nel senso tradizionale della parola, ma una chiacchierata a ruota libera...
Dietro a quest'arazzo che raffigura il "potere", ci sta una sorpresa... che vi farò fra poco.
Avete riconosciuto questa canzone? Forse qualcuno se la ricorda, era il Leit Motiv di uno spettacolo che è stato trasmesso l'anno scorso in televisione ma che con Dario abbiamo recitato la bellezza di 29 anni fa... nel '64. Il suo titolo era: "Settimo ruba un po' meno!". Attuale, no? In quello spettacolo facevo la parte di una becchina ubriacona, figlia del guardiano del cimitero... il Monumentale di Milano.
Noi si immaginava, per assurdo, che ci fosse di mezzo una speculazione tremenda: commercio di tombe e di morti. C'era anche il "cadaverodotto". Sì, il cadaverodotto: un gran tubo pneumatico per trasbordare i cadaveri dal Monumentale fino in periferia, all'altro cimitero, quello di Musocco. Si sparavano dentro le salme: "Fuori uno!"... Gniaoooo! Con anche le vedove, i preti e i chierichetti che cantavano: Miserere Domineeee!
Io, in quello spettacolo facevo la parte di una becchina... ubriacona, figlia del guardiano del cimitero... il Monumentale di Milano. Noi si immaginava, per assurdo, che ci fosse di mezzo una speculazione tremenda: commercio di tombe e di morti.

L'avrete letta anche voi, qualche mese fa, sui giornali... in un grande ospedale di una grande città del nord... un centinaio di infermieri si erano associati in cinque gruppi diversi. Ogni gruppo procurava il defunto di giornata alle varie imprese funebri... una trentina. Inoltre intascavano tangenti sui fiori, le tombe, le lapidi. Giro di milioni! Su ogni ricoverato incurabile, stava sempre in agguato... appollaiato sulla spalliera del letto come un avvoltoio, un infermiere. Appena il quadrante dell'elettroencefalogramma dava il segnale piatto "TU TUU", via!, quello schizzava a telefonare: "Pronto? Impresa Morto è bello? Andiamo a pochi... portate pure la bara... i parenti sono stati già avvertiti... ".
Ma un certo giorno, tra gli infermieri è scoppiata una rissa furibonda, proprio dentro la camera ardente, con già lì sei salme incassate pronte per le esequie. Si sono presi a bastonate brandendo ceri enormi e candele varie... lancio di corone e catafalchi. A 'sto punto è intervenuto il presidente degli ospedali riuniti: "Fermi tutti! Cos'è 'sto casino? Un po' di rispetto per i morti! Vergogna! Barboni! Infami! Basta! Da 'sto momento avete chiuso! I morti sono miei e me li gestisco io! Li distribuisco con ordine alle varie imprese con un calendario, appropriato: a te impresa "Riposa in pace" cinque morti lunedì, a te "Requiem eternam" 7 morti giovedì, a te le corone, a te i lumini e le candele. Ordine per dio! A voi tutti, infermieri beccamorti, do un'interessenza, un tot per ogni cadavere. Quanti sono i morti in una città come la nostra? Trenta, quaranta al giorno? Tutti devono passare da me! Io sono il Caronte degli ospedali riuniti e del Pio Albergo Trivulzio e tutti mi devono versare l'obolo, 100 mila a testa, se no, parenti, imprese e li mortacci loro, li sbatto in terra sconsacrata, in fossa comune!".
Quella truffa era la nostra! L'avevamo inventata noi. Ce l'hanno rubata! Senza neanche pagarci una lira di diritti d'autore! Andiamo avanti.
Prima diamo un'occhiata ai tabelloni (i pannelli vengono girati e su di essi, ben allineate centinaia di fotografie di politici coinvolti in Tangentopoli – vedere foto su sito: Settimo: ruba un po’ meno n° 2). Potete qui riconoscere in fila, i personaggi principali del nostro spettacolo... Un bell'applauso di sortita! Forza! ("Tira" un applauso partendo per prima) Li conosciamo tutti. Ecco qui, in questa zona, i primi attori... "La beata compagnia dello Scudo-cristiano-crociato"... detti anche "Ora et Ladronat".
Più sotto i comprimari: "La Premiata compagnia del Garofano" detti anche "La destra non sappia quello che ruba li sinistra!".
Più sotto ancora, e mi addolora molto dirlo, la "Compagnia minima della Quercia" ovvero "Svolta continua". Ogni momento in televisione Occhetto: "E' il momento della svolta!" - " Questa sarà una svolta decisiva!" - " Faremo una svolta!"... Svolta, svolta e non girano mai.
E qui abbiamo anche qualche repubblicano e qualche socialdemocratico... scritturato a cachet.
Come potete vedere ci sono tre personaggi molto importanti tre ex ministri Longo, Taviani e Nicolazzi, gli unici ministri di tutta la storia d'Italia, finiti in galera. Proprio tre sfigati! Adesso il Longo (mostra un giornale) l'hanno affidato al servizio sociale per 2 anni perché venga rieducato... dovrà occuparsi di bambini. Speriamo non se li venda!
Avrete notato che c'è una sola donna lassù, è l'ex sindaco della Democrazia Cristiana di Monza. Si è beccata una tangente da ridere... 17 milioni, che lei dice di aver dato in beneficienza... Robin Hood della Brianza!
Ma come mai questa carenza assoluta di donne ladrone? Ve lo siete mai domandato? E' facile: perché noi donne sono più oneste degli uomini! (Immancabilmente scoppia un applauso. Ride) Ah, ah! Ci siete cascate donne... Non è vero! Non abbiamo donne ladrone per il solo fatto che noi donne non abbiamo posti di potere... quindi non abbiamo occasione di rubare... ci accontentiamo di far la cresta sulla spesa! Dateci il potere... vi faremo vedere noi!
Le donne ci sono eccome nelle storie di truffa e di tangenti, ma solo nel ruolo di vittime. Sono le segretarie, il termine stesso lo dice "segretarie" cioè "coloro che detengono i segreti", che stanno con questi uomini importanti dieci, vent'anni... come la segretaria di Calvi detto anche "il banchiere di Dio"... difatti glielo hanno fatto raggiungere quasi subito!
Queste segretarie davanti all'arresto del loro capo, si disperano a tal punto che si buttano dalla finestra, come e successo per la segretaria di Calvi... che lei non voleva sapere! "Non scalci signorina... si lasci andare...".
Abbiamo un'altra segretaria celebre, che per fortuna non ha compiuto l'atto eroico... anche perché, l'ufficio del suo capo, si trovava a piano terra. E' la segretaria dell'ingegner Chiesa... Eccolo lassù, (indica il tabellone) in testa alla cordata... L'ingegner Chiesa... il capostipite per antonomasia della grande catena di Sant'Antonio dei ladroni.
Questa ragazza, l'avrete vista sicuramente in televisione o sui giornali, tipo pacioccone, con gli occhiali più spessi dei miei, un tipo anonimo, sicuramente con uno stipendio un milione e due, un milione e mezzo al mese… hanno trovato un conto intestato a lei, sul quale erano depositati 5 miliardi e 700 milioni... che sono sicura lei non lo sapeva… che se lo avesse saputo… avrebbe gettato gli occhiali, si sarebbe fatta mettere lenti a contatto blu, trapianto di otto cornee, liposuzione ovunque, dimagrita, allungato anche il collo, un lifting... la pelle qui a scignon sopra la testa e sarebbe fuggita alle Maldive.
Non solo le segretarie sono coinvolte nelle storie di tangenti. No, anche le mogli.
Infatti, a fare scoppiare lo scandalo del Chiesa è stata proprio la moglie, la signora Laura...
La signora Laura rientra a casa all'improvviso... che io dico sempre - non fate improvvisate... una telefonatina prima... “Pronto… caro, sto arrivando…”- è rientrata e sente provenire dalla camera da letto gemiti intramezzati da ‘Laura… Laura…’. “Oddio, il mio Mario sta male!” entra correndo nella camera… il suo Mario stava benissimo… era a colloquio... molto intimo… con un'altra Laura... che lui le sceglie tutte con lo stesso nome, per non confondersi.
La signora Laura uno, ha avuto un giramento... proprio intenso... si è separata.
Oltre aver messo moglie e figlio fuori casa, il nostro Chiesa vuole anche diminuire i tre milioni di alimenti mensili stabiliti dal magistrato. Un avaraccio tremendo... considerando che al Chiesa sono stati trovati su vari conti, in Italia e all'estero... e a nome della mamma, e a nome della segretaria... qualche cosarina anche a nome suo… qualcosa come 15 miliardi e rotti... Lui dice che erano solo undici. Ma anche undici non sono pochi, no?... E oltretutto ha "foraggiato" anche lo Psi, il suo Partito... Pare abbia anche finanziato la campagna elettorale di... come si chiama... Bobo?
La signora Laura ha avuto un altro giramento... imperiale! Porta dei documenti compromettenti del marito, precedentemente fotocopiati, al magistrato... Tradita sì, ma previdente! Parte un'inchiesta.
Contemporaneamente c'è un signore, il signor Luca Magni, che stanco di pagare tangenti all'ingegner Chiesa, anche lui si rivolge al magistrato. Ha così inizio l'operazione "Mani pulite".
Che professione esercita il signor Luca Magni?
Quando si dice "il destino"... è proprietario di una impresa di pulizia! Curioso, no? Gli daranno la scopa d'oro!
Vi ricordate come si è svolto l'arresto del Mario Chiesa? Beh, che l'abbiano incastrato per la miseria di sette milioni di tangente lo sanno tutti, ma sono i particolari che danno alla storia un valore epico e quelli di sicuro non li conoscete. (Mostra i giornali) Guardate che non m'invento niente, è tutto documentato qui...
Dunque, siamo nell'ufficio del presidente del Pio Albergo Trivulzio. Entra in scena il pagatore di tangenti, il signor Luca Magni. La prima operazione di "Mani Pulite" non poteva servirsi che di un'impresa di pulizie! Come ben sapete, lui è d'accordo con la polizia, che l’ aveva ben preparato all’incontro: un microfono spia nascosto sotto la cravatta, un’altro nella penna, uno sotto il risvolto della giacca, uno nei pantaloni... due nei polsini... che non si sa mai... Ha anche una cinepresa nella 24 ore... con il telecomando sotto l'ascella. Per metterla in funzione, deve muovere su e giù il braccio... che pare un disgraziato col tic del tranviere...
Come si può ben immaginare... il pulitore è molto agitato, anche per paura di andare "in corto circuito" con tutta quella roba addosso.
Si guarda in giro... La scrivania è zeppa di oggetti... "Non posso posare la 24 ore lì... se la metto per terra gli riprendo solo la parte bassa che è la più onesta"... allora zac!, alza il braccio... (tende il braccio verso l'alto) e punta la macchina da presa proprio in direzione del viso del Chiesa... e col braccio avvia la telecamera... (mima) L'ingegnere pirla è talmente sicuro di sé, che non sospetta di niente... vede uno che fa così... con una valigetta per aria, non è che gli venga un dubbio... macché! E' la sicurezza degli arroganti... "Ma che fa col braccio alzato?" "Yoga! Sono nervoso! Mi scusi ingegnere... non ho tutta la cifra... ho solo la metà, per adesso..."
Lui, il Chiesa, con quel suo petto gonfio, tutto burbanzoso, infuriato sbotta: "La metà?! Come sarebbe a dire?! I patti sono patti! Sa cosa le dico?"
"Dica dica ingegnere..." e gli punta più che mai la valigetta contro.
"Lei è un disonesto!” - che detto dal Chiesa ha un significato più profondo... lui se ne intende - "Lei è un infame! Si vergogni!". Afferra il malloppo e con disprezzo lo sbatte dentro il cassetto della scrivania.
Zam! Colpo di scena: si spalanca la porta ed entra la polizia con tanto di giudice Di Pietro al seguito... Per la verità, il giudice Di Pietro non c'era, ma è talmente bella l'idea del giudice Di Pietro che entra in questo studio... come Perry Mason, che ce l'abbiamo messo.
"Fermi tutti! Polizia! Abbiamo visto e sentito ogni cosa: è tutto registrato!"
Un appuntato apre il cassetto, tira fuori il pacchetto dei 7 milioni: "Cosa sono questi?"
"Spiccioli... per gli imprevisti! Vuol favorire? Oh, pardon!".
Il giudice Di Pietro: "Abbiamo tutto ascoltato. Lei è fregato e pure incastrato, ogni numero di serie è registrato, firmato, controfirmato e fotocopiato!".
A Mario Chiesa gli prende il coccolone... è tutto smorto: "Scusi, signor giudice, ma ho un conato in eccesso... potrei andare a vomitare un attimo nel cesso?" "Per carità, prego, s'accomodi. Lei ha il diritto di non parlare, ma può vomitare quanto le pare. " Era una giornata così… tutti parlavano in rima.
Intanto che i poliziotti vanno rovistando in tutti i cassetti, lui, l'incastrato del Pio Trivulzio, va in bagno, ci si rinchiude.
E' sconvolto... Velocissimo, estrae dalle varie tasche della giacca alcuni pacchetti di banconote: 37 milioni di un pizzo intascato proprio 20 minuti prima che gli facessero 'sta trappola della polizia”. Ma si può essere più scalognati? Sono 37 milioni in biglietti da cento e cinquantamila, ben distribuiti... come un corpetto antiproiettile. Ecco perché aveva il petto tanto gonfio!
"E dove li caccio questi?" E' talmente agitato, emozionato che gli prende un colpo di dissenteria tremendo... Perché lo spirito è forte, ma lo sfintere no! Si cala le braghe... si siede... evaqua... tira la catena... Gli viene un'idea! "Li butto nel water. "
E' che 37 milioni in biglietti da cento e cinquanta mila, sono tanti! Una cosa come 500 bigliettoni. Ne getta un po' sparpagliandoli... Sparpaglia, getta e tira la catena... Ancora un po' e tira la catena... Sono una quantità incredibile e fanno un gran malloppo. Ne butta dentro altri… tira la catena. S'ingorga! Straborda l'acqua e il liquame immondo spampana sul pavimento. L'ingegnere prende lo scopino e tenta di sgorgare il water... S'intasa peggio... continua ad uscire il liquame orrendo... I poliziotti a sentire tutta quella sciacquoneria si preoccupano: "Che succede Ingegnere... sta tracimando?" Per il dolore di dover buttare tutti 'sti milioni nel cesso e il disgusto gli vien davvero da vomitare... Che era una brutta giornata quella lì... Vomita, ritira la catena... si forma un vuoto d'aria... perché, Dio esiste!, e si occupa anche delle fogne dei ladri!... Dal water esce un getto tremendo di liquame puzzolente... tutta la cacca dei vecchi della Baggina... con contorno di biglietti galleggianti che arriva al soffitto e si riversa sul pavimento.
I poliziotti scorgono spuntare il liquame sospetto proveniente da sotto la porta, con biglietti da centomila che galleggiano.
"Ingegnere, va bene che la lira non vale più nulla... ma la usa addirittura come carta igienica?! Ingegnere? Si sente male? Ingegnere!" Quello non risponde... Buttano giù la porta con una spallata... Gli si presenta uno spettacolo che vi prego d'immaginare: l'ingegnere in ginocchio, disperato, che tenta di sgorgare il water con le mani.
Un poliziotto piuttosto indelicato gli fa: "Scusi, ingegnere, ma 'stavolta lei… mi pare proprio nella merda fino al collo!".

A DOMANI...


oggi niente sprechi... tiriamo il fiato

oggi niente sprechi... tiriamo il fiato. ridiamo e riflettiamo insieme.
da "VII: ruba un po' meno-1992

(...) Diceva qualcuno di molto importante: "E' pericoloso rifugiarsi nei sogni", ma io non ne posso fare a meno... ne ho fatto uno l'altro giorno... stupendo.
E' un sogno un po' da megalomane... retaggio della scuola e dei suoi strascichi. Ho sognato di andare all'inferno... sì all'inferno, ma non come anima che ha abbandonato il corpo, no... da viva! Sì, col corpo e tutto, alla maniera di Enea, Virgilio, Dante...
Presuntuosa, no?
Ci scendo per poter tornare indietro a raccontare quello che ho visto... la gente che ho incontrato... e soprattutto cosa ci succede.
L'inferno che incontro io è moderno, anzi... ultra moderno, quindi c'è un gran baccano, un sacco di fumo, gas, luci, lampi, scritte luminose... parolacce al neon! Tipo: "Mo' son cazzi tuoi!" - "Va fa 'n culo va fa 'n culo!" E chi ti salva?!" - "Un mazzo tanto, ti facciamo!" - "Chiuse le raccomandazioni chiuse!" - "Sei nella merda furbacchione! Galleggia se ci riesci, stronzo!". Roba da pazzi!
Ho visto grossi personaggi del nostro mondo politico e faccendieri, bancari da poco deceduti, sdraiati su tapì-roulan, come su una catena di montaggio alla Fiat, passare urlando sotto una doccia di acqua bollente, di quelle per lavare le carrozzerie delle auto prima di verniciarle... spazzoloni di saggina, poi di ferro che gli giravano addosso portandogli via la pelle... e altro... urla e bestemmie. Poi ho visto arrivare appeso a un gancio De Mita... "Oddio! E' già morto e non lo sapevo!" - "No - m'ha spiegato un diavolo guida, caporeparto - quello è un replicante sosia. Lo facciamo passare sulla catena di "pestaggio" per allenare i diavoli, così quando arriva l'originale... sanno già cosa fare!". Così, ho visto il fac-simile di De Mita sbattuto su una sequenza di rulli che sussultavano tremendi... lo sbattevano per aria... e poi tonfi, squartamenti. "Che è?..." - "E' la condanna del terremotato, o meglio di chi s'è approfittato del terremoto. " Oh mio Dio gli crolla addosso una casa, e poi un palazzo... c'è scritto banca dell'Irpinia... e adesso lo tirano fuori coi cani... Che bravi! Ma che fa quel cane? L'ha preso per la gola... no, non è un cane, è un pensionato e baraccato dell'Irpinia! Che orribile!... Se l'è mangiato tutt'intero... e adesso lo vomita!

Potevano mancare Craxi e Andreotti?... Nudi! Che orribili! Si sputano addosso, si insultano... poi vanno a spasso a braccetto, poi si risputano addosso e si insultano... e si baciano...
Adesso Andreotti salta su un carro funebre, con cavalli e pennacchi, al posto del guidatore, frusta i cavalli che partono di gran carriera... e dentro c'è Lima, salma perenne, e anche Corleone. Arrivano i diavoli indiani, che lanciano frecce e sparano. Hanno facce incazzate che ricordano Falcone, Dalla Chiesa e Borsellino...
C'è Cossiga col piccone che scava un buco e poi ci si sotterra dentro.
Anche il Papa?! C'è anche il Papa?! Sì, è lui!...
Il Papa all'inferno?! Ma come è possibile?
"E' solo di passaggio, sta facendo un viaggio, sulla sua Mercedes bianca, " mi fa il diavolo guida. Eccolo! Sta passando tra la folla nelle Filippine e poi in Columbia, Brasile... tutta la gente intorno ben vestita, gente di potere... presidenti, generali, ministri e... ci sono pareti lungo le strade... lunghissime pareti dipinte con palazzi e prospettive splendide... pannelli scenografici, innalzati apposta per nascondere Favelas immonde con milioni di straccioni e bambini che crepano di fame nelle discariche.
Lui prosegue, benedice... lo sa che c'è il trucco... ma non è buona educazione indignarsi... è ospite dopotutto!
Stringe le mani dei dittatori... Oho! Le sue mani s'inceneriscono di colpo! Non riesce più a benedire...
I bambini straccioni e affamati, sfondano le scenografie e a milioni corrono intorno al Papa, contornato da Generali, Presidenti e Ministri... e ridono... ridono...
Hanno cucchiai in mano e li affondano nei corpi delle personalità come fossero di budino e mangiano... ridono e mangiano... mangiano e ridono, ridono.

Fine primo atto

un bacio speciale alla mia cara dolce amica Adele Parrillo... Sì, proprio lei, quella signora di cui vi ho parlato nel mio rendiconto vita al senato. andate a rileggervi la sua lettera... che bella festa le faremo il 27... le daremo anche una cosa che le farà gran piacere... quanto mi piacerebbe che tutti voi foste lì con noi.
attenzione il 25 novembre sarò alla stazione centrale di milano... penso dalle 21... saremo in tante donne "USCITE DAL SILENZIO" a manifestare contro la violenza sessuale. Passate voce
un bacione a tutte/i. Mamma mia, quanti baci sto dando in giro! non so che farci... mi viene così.
franca
dovrei rileggere ma è passata la mezzanotte e domattina alle 8,30 ho commissione.invio.

un bacio anche a jaele, nora e jacopo, mattea matilde e tom... dimenticavo: a Dario. tengo famiglia... peccato che siano tanto lontani da me.


SPRECHI III PUNTATA

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

Proseguo nel presentarvi le cifre spese dai nostri governanti negli anni 90, poi arriveranno quelle del 2005. “tenetevi forti”!
Leggete con attenzione la documentazione, avendo sempre presente che eravamo nel 1992.

Mi dispiace di non essere con voi per poter commentare insieme le incredibili e pazzesche spese. Chissà, che grazie alla web cam, non possa registrarle parlandovi direttamente. Il guaio è il “tempo”… quando rientro a fine giornata, sono quasi sempre stravolta. Non potrei mettermi davanti al computer e arrivarvi in casa bruttina come mi sono ridotta. Anzi, sto diventando veramente brutta! D’accordo gli anni, ma la mia è proprio la bruttezza di chi è abbruttito. Sono anche infelice per la situazione che stiamo vivendo… quante cose non mi vanno bene… ad esempio mi dispiace tanto, ma tanto, che non si parli più della legge sul conflitto d’interessi. Capisco che non debba essere facile per Prodi… governare 13 partiti… una follia! 13 teste, 13 problemi. Domani iniziamo a votare la finanziaria… ne vedremo e vedrete delle belle. Non sono contenta nemmeno un po’. Sono tante le cose che non vanno…
Ad esempio mi sono trovata in commissione a dover votare contro coscienza. Non che mi abbiano obbligata. Avevo già segnato sulla scheda per un certo problema “contraria”, ma arrivata all’urna m’è presa la paura di sbagliare. Sono momenti assai delicati e io non ho questa grande esperienza per prendermi una responsabilità come quella. In commissione siamo 13 contro 12 dell’opposizione. Il mio voto era determinante. Ho chiesto un’altra scheda e ho “approvato”. Mi sentivo le guance rosse e il groppo in gola.
Ho avuto timore che la mia presa di posizione causasse un guaio grosso. Non c’è mai modo di parlare, discutere con calma di quello che si va a fare. Vota sì, vota no. Vota rosso, vota verde. Me ne sono andata immediatamente, non ho aspettato nemmeno la verifica dei voti come si fa di solito. Arrivata in ascensore non sono riuscita a trattenere le lacrime. Piangevo dalla rabbia mista a sconforto. Ho addosso 77 anni di onestà, e trovarmi in questa situazione mi fa star male. Ma male veramente. Qualcuno della commissione m’è venuto a parlare: “Ti ho visto turbata…” altro che turbata! Anche la presidente, una compagna fantastica ha cercato di convincermi che avevo fatto bene a cambiare il mio voto. Che era giusto così. No. Sono stata vile e paurosa. Mi vergogno. Ma non posso tenermelo per me, non posso non dirvelo. Dopo lunga riflessione ho comunicato al mio capogruppo (misto) quanto segue: “Sono in 4 commissioni, quando ci sarà ancora da votare chiedo di conoscere anticipatamente e chiaramente su cosa si vota. Se non sarò d’accordo chiedo di essere sostituita. Altrimenti darò voto contrario.”
Bene, mi sono sfogata… scusatemi. Non so come, ma credetemi, ogni cosa che faccio, penso: “saranno contenti di me?” Mi siete sempre davanti agli occhi. Mi sento addosso una grande responsabilità! Un bacio franca

PRESIDENZA CONSIGLIO

Dipendenti: 4500 (nel 1918 erano in 9)... tetto previsto dalla legge 3521
Costo: 180 miliardi annui
Privilegi: auto blu (100, ridotte recentemente a 44) con 280 autisti per il costo di 12 miliardi annui.

Prossimamente pubblicherò dati più precisi e aggiornati a riguardo.

1992 MONTECITORIO DETTO, “BENGODI”
SPESE PER BENI D'USO E DI CONSUMO
Carta: 23 miliardi (hanno disboscato l’Amazzonia!)
Riscaldamento: più di 7 miliardi. (Che a Roma, tutti lo sanno. il clima è mite... nei grandi alberghi non c'è quasi mai riscaldamento... non serve! A Montecitorio… un caldo! Tutti nudi!)
Trasloco e facchinaggio: oltre 2 miliardi!... (Dentro a Montecitorio eh! Da una stanza all'altra. Cambian Partito... si portan via la scrivania)
Telefoni e posta: 8 miliardi
Viaggi deputati: 10 miliardi!... Ma dove adavano?
9 miliardi: servizio pulizia, lavanderia, disinfestazione… che non è servita a niente… son rimasti tutti lì!
Bouvette e ristorante, spuntini e pranzi: 4 miliardi
600 milioni di carta igienica!...
Un milione e seicentoquarantatrè mila lire al giorno di carta igienica!
Bisogna riconoscere che i nostri parlamentari mangian tanto... ma funzionano d'intestino che è un piacere!
Assenteismo: 40%
(Europeo settembre 1992)
STIPENDI PARLAMENTARI CHE AFFARE ENTRARE IN PARLAMENTO
STIPENDI: i 956 parlamentari (630 deputati, 315 senatori, 11 senatori a vita) intascano ciascuno 12 milioni e mezzo netti al mese, per il 30% non tassabili. Insieme ai francesi sono i parlamentari che ricevono di più nella Cee. Se hanno cariche si sale: un segretario di commissione riceve altre 400 mila, i segretari di assemblea (8 al Senato, 9 alla Camera) 3 milioni e 200 mila, i vicepresidenti di Camera e Senato 5 milioni.
PORTABORSE: (uno ogni parlamentare) 956, 3 milioni e 500 mensili (spesa annua 40 miliardi 152 milioni) la cui verifica sull'utilizzo è solo formale.
COMMESSI 600 a Montecitorio, stipendi da 3 a 6 milioni al mese lordi, più contingenza e indennità.
FUNZIONARI: in servizio fra Camera e Senato sono un centinaio. Costoro intascano più di 120 milioni netti l'anno, poi ce ne sono una ventina che s'accontentano di 200 milioni, hanno tutti i servizi dei parlamentari.

ULTIME NOTIZIE “L'ESPRESSO” 26 LUGLIO 92
"Lascio? Raddoppio!" di Andrea Gabrielli.
A Montecitorio è in vista un nuovo aumento. Dopo lo scatto di 386 mila lire al mese dello stipendio dei portaborse, che arrivano così intorno ai 4 milioni e dopo il raddoppio, da 500 a 1 milione al mese, del premio di consolazione per gli onorevoli senza ufficio privato; adesso è l'ora della DIARIA.
I questori della Camera si presentano alla prossima riunione di ufficio di presidenza con una richiesta di aumento di 50 mila lire: chiedono cioé che dal primo settembre la diaria sia di 250 mila lire al giorno. (con la giustificazione di adeguare i rimborsi con la scalata dei prezzi.)!!!
L'ufficio di presidenza non ha mai battuto ciglio, anche l'anno scorso quando la diaria è passata dalle 100 alle 200. Questa volta però potrebbe essere diverso, perché il neopresidente Napolitano ha chiesto di ridurre le spese del Palazzo ( e i tagli potrebbero perfino riguardare il gettone di presenza!!!)
Soprattutto per il mancato o insufficiente controllo delle assenze: ogni mese la Tesoreria invia ai capigruppo l'elenco delle assenze, al quale segue come risposta una lista degli assenti giustificati. Che NESSUNO SI SOGNA DI CONTROLLARE!!! E per le casse dello Stato la Diaria non è uno scherzo, se dovesse pagare tutti i 630 deputati sarebbero 2 miliardi al mese. Il controllo è elettronico, tramite tessere magnetiche che possono anche essere prestate ad un collega compiacente per il voto e la presenza è assicurata. In occasione dell'approvazione dell'ultima legge finanziaria i commessi hanno pizzicato cinque deputati con in tasca dodici tesserini. E' scattato il sequestro.
Allo stipendio di coloro che lavorano a Montecitorio e palazzo Madama è agganciato quello dei "quasi onorevoli" delle Regioni, un altro migliaia di signori sul libro paga della Politica Spa.
I presidenti del Consiglio prendono il 90% dei deputati; il vicepresidente e gli assessori l'80%; i consiglieri presidenti di commissione il 75% e i consiglieri semplici il 65%. Con un'avvertenza: c'è qualche differenza di percentuale tra regione e regione.
Ogni grado ha la sua retribuzione in base a una logica di complicate equivalenze di merito che rimanda di continuo da Montecitorio e palazzo Madama a palazzo Chigi, alle sedi delle ambasciate e degli altissimi burocrati.
SCALA GERARCHICA:
L'alta dirigenza e gli ambasciatori si piazzano subito dopo i magistrati: ogni volta che si muovono quest'ultimi anche diplomati e grand commis entrano in fermento.
I più alti gradi della dirigenza statale trascinano le paghe dei ministri che a loro volta sono equiparati i vicepresidenti dei due rami del Parlamento. Gli ambasciatori invece tirano lo stipendio dei sottosegretari che a loro volta trainano i questori della Camera e del Senato.Cioé uno stipendio che oscilla tra i 14 e i 19 milioni al mesi netti.
Senza contare i benefit vari: Per i parlamentari e i funzionari, auto blu, autista, aerei, treni e autostrade gratis su tutto il territorio italiano, servizio di assistenza medica 24 ore su 24 a Roma, barba, capelli, permanenti, caffè, vitto, boutique interne, il tutto a basso costo. Sauna e piscina gratis. Meno male che pagano il canone Tv. Godono di tassi di interesse e prestiti vantaggiosissimi presso il Banco di Napoli che è appaltato al Parlamento. Corsi di lingue. 4 milioni all'anno per le vacanze. (Come mai una cifra così bassa?)
LIQUIDAZIONI E PENSIONI: chiamate "assegno di solidarietà" al Senato, "indennità di reinserimento" al Parlamento. (Hanno il senso dell'umorismo e questo "è bene"!).
Liquidazione per una sola legislatura al Parlamento è di oltre i 33 milioni. Per le ultime 3 (dal 79 al 92) superiamo gli 86 milioni. Chi è al Parlamento dalla Costituente se non rieletto riceve circa 305 milioni, più logicamente gli interessi accumulati negli anni.

Con che cifra Giulio Andreotti sarà liquidato? Ci aumenteranno ancora il bollo della patente?


Buvette al Pantheon e portaborse

Oggi Franca è a Montpellier, come ha scritto nel post di ieri.

Io sono Carlotta, la sua assistente; da un paio di mesi lavoro qui all’ufficio del Senato.

Per non lasciare un’altra pagina bianca, oggi sarò io a soddisfare la vostra curiosità di sprechi. Mi tremano un po’ le ginocchia, spero di essere soddisfacente…

Buvette al Pantheon.

Forse per necessità, forse per vezzo, durante lo scorso governo, il Senato ha provveduto ad instaurare un roof garden, appellativo edulcorato di veranda, sopra il Palazzo della Minerva. Qui ha sede la prestigiosa biblioteca Spadolini. La vista mozzafiato dalla buvette è sull Pantheon; peccato che dall’omonima piazza, oltre la cupola non si possa evitare di scorgere una bruttura in vetro-cristallo-rame che deturpa il paesaggio.

Sebbene nel cuore della capitale il Piano regolatore non preveda alcun aumento di cubatura, il Senato ha utilizzato una “leggina”, il decreto legislativo «374», che prevede per ogni iniziativa edilizia di un organo statale di poter derogare alle leggi edificatorie.

Il sindaco Veltroni, appresa la notizia dal Corriere della Sera, ha chiesto all’Ufficio abusivismo edilizio di acquisire informazioni sulla vicenda. L’atmosfera a palazzo si fa pesante: cosa fare di una veranda di150 mq, dal costo di oltre 600 mila euro? Disfarsene, con ulteriore dispendio di denaro pubblico.

Il Presidente del Senato, Marcello Pera, sulle prime dichiara di non essere a conoscenza del progetto, poi chiede maggiori controlli, ed infine si reca di persona a visitare l’orribile veranda. Subito esprime «parere negativo». Giustizia fatta. (Corriere della Sera ed. Roma 9.6.04)

Resta da chiarire come mai nel giugno del 2003 il Senato avesse pubblicato un libro intitolato “La Biblioteca del Senato a Palazzo della Minerva”, che mostrava l’elaborazione grafica della erigenda buvette, perfettamente simile a quella poi eretta. Non solo. Il libro si avvaleva di una pregevole prefazione dello stesso, smemorato, Marcello Pera…

Meno divertente ma altrettanto sconcertante, il racconto della situazione dei collaboratori parlamentari, i cosiddetti “portaborse” (visitate il sito www.portaborse.net).

Partiamo dal 2003, quando, per vari motivi, cambiano le modalità di elargizione del sostegno ai deputati per i collaboratori. I nostri si approvano, manco a sottolinearlo, un rimborso (esentasse) di 4.190 euro per le spese di segreteria. Fin qui tutto chiaro. I parlamentari ricevono denaro come rimborso, di spese che non devono giustificare. La regolarizzazione dei contratti è lasciata al buon cuore dell’onorevole.

Questo porta all’aumento di collaboratori “in nero”, sottopagati e ultrasfruttati. Molti, per la miseria dello stipendio, sono addirittura costretti a lavorare in due segreterie per sbarcare il lunario. Durante un’inchiesta di Report sullo stipendio degli onorevoli l’On. Taormina dichiara di non avere collaboratori. L’intervistatore chiede perché non rinunci al rimborso, e lui “ Do il danaro a mia moglie, la quale fa beneficenza per i cani”… Col denaro pubblico…

Per risolvere questa situazione viene richiesto ai deputati di firmare un’auto-dichiarazione che certifichi se i loro collaboratori sono assunti a titolo oneroso (pagati) o non oneroso (gratis). Dalle 371 dichiarazioni risultavano, nel 2004, 587 collaboratori, 85 dei quali a titolo ONEROSO, i restanti 502 a titolo NON ONEROSO… Tutta buona gente?


Mi dispiace molto...

Credevo di farcela... ma siamo stati in aula sino alle 14. Sono uscita frastornata. E' stata una mattinaccia. Gran mal di testa. Sono andata in ufficio e mi sono buttata sul divano. Ho chiuso gli occhi e mi sono rivista da quando mi sono alzata. Ore 7. Preparo la valigia per Dario che partirà per Marsiglia alle 12,35. Il taxi verrà a prenderlo alle 10,15. Stanno tenendo a Montpellier un festival da un mese con tutte le nostre commedie. Finisce il 17. Questa sera va in scena “Coppia aperta”, domani “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”. Ci hanno invitati per la chiusura. Ci andiamo volentieri. Ci abbracciamo prima che io esca. Siamo un po’ tristi, avrei dovuto partire anch’io, ma ci sono le votazioni. Non mi posso assentare. Beh ci vedremo domani. Scendo le scale e Dario mi raccomanda: “Stai calma… non stancarti… ti aspetto…” “Sì, si… non preoccuparti… ciao…”
Il senato dista da casa mia un 200 metri. Vado veloce. Ho sempre timore, in giorni come questi che mi possa capitare qualcosa che m’impedisca di essere presente. Quando entro due carabinieri e due militari, scattan sull’attenti. Li guardo con un sorriso, sussurro un buongiorno… sussurro perché non so se si possa fare. Buvette, caffè. Aula. Mattinata impegnativa. Votazioni importanti: emendamenti alla finanziaria. Presenti i grandi vecchi. La si prevedeva brutta… Ma che sarebbe stata così brutta non se lo sarebbe immaginato nessuno.

Prendo un Aulin. Carlotta Nao, la mia assistente-amica insiste perché mangi qualcosa. Non mi va niente.

Ho nelle orecchie il brusio continuo… il suono dei cellulari, l’andar su e giù di quasi tutti in attesa dell’ “Attenzione, si vota!” “Vota rosso vota rosso- vota verde vota verde”. Ieri, alzando gli occhi mi sono vista in galleria Dario con Carlotta e Marisa Pizza (altra cara amica). M’ha fatto un certo effetto che fosse lì con tanto di cravattone datogli dalla portineria. Ero contenta come fossi al primo giorno di scuola e “il mio papà” mi stesse a guardare. Il Presidente Marini saluta una delegazione di senatori rumeni e anche Dario. C’è stato un bell’applauso. Quando ci siamo rivisti a cena, sono uscita alle 20,30 era sconvolto. “Ma come fate a resistere in quel casino?” Non vi dico cosa ne ha dette: e mancanza di rispetto per il luogo dove si stava, e l’indifferenza per chi interveniva…” Questo è niente, pensavo. Ci fosse stato questa mattina sì, che ne avrebbe viste delle belle. Già dalla prima votazione sono partiti gli insulti urlati dell’opposizione contro i senatori a vita. Non so quante volte abbiamo votato. Sempre tra schiamazzi vergognosi. Per fortuna verso le 12 arriva un commesso e mi avverte: “C’è l’on. Teresa Mattei che vuole salutarla.” OH!, finalmente la vedo di persona. Ci siamo telefonate un mare di volte prima del referendum costituzionale, eh sì, perché Teresa giovanissima ha partecipato alla stesura della Costituzione. S’è fatta tutto l’inverno con i ragazzini delle scuole elementari e medie a spiegare, raccontare della Costituzione, del significato, dell’importanza per il Paese, del suo grande valore.
Mi trovo tra le braccia una minuta signora di 85 anni che mi stringe forte con grande affetto. Che emozione, anche la sen. Valpiana è emozionata. Ci mettiamo d’accordo per vederci al pomeriggio. Dobbiamo andare a Palazzo Chigi dal sottosegretario Letta, perché un suo caro amico partigiano, Aldo Braibanti, eroe della resistenza, poeta e saggista di fama, si trova in grandi difficoltà finanziarie e Teresa vorrebbe che ottenesse finalmente (sono ani che aspetta!) il vitalizio della legge Bacchelli: 1000 euro al mese. “Si vota, entrate subito in aula. Si vota!” grida qualcuno. “Ciao Teresa, ciao, ci vediamo più tardi”.
Alé!

Il mal di testa non passa.
Mi metto al computer per preparare la III puntata. Ho un mare di materiale, ma disordinato. Leggi e rileggi, taglia e incolla. Arrivano le cinque come niente. Corro a Palazzo Chigi. Teresa è già lì accompagnata da Gabriele, suo bellissimo figlio. Entriamo. Non c’ero mai venuta prima. Tutto esagerato. Proprio esagerato. Per forza chi sta lì dentro si monta la testa. Non è mica un posto normale.
Lasciato il sottosegretario gentile, Teresa e Gabriele prendono un tassì. Noi ci avviamo, io verso casa e Titti al suo ufficio. Dovrei tornare anch’io in ufficio ma m’è presa una gran stanchezza. Mi rilasso un po’-penso- poi. Poi un bel niente. Carlotta mi raggiunge con la chiavina-memoria-computer e mi metto a lavorare stesa sul letto. Leggi e rileggi, taglia incolla. Non mi va bene niente. Ho bisogno di tempo. Verso le 21 mi faccio un panino. Inizia Santoro. Smetto di lavorare. Trasmissione fantastica. Spero l’abbiate vista. Decido di rimandare la III puntata. Non ho la testa per far niente. Domattina parto. Ore 10,15 il taxi sotto casa.
Scusatemi… ho preferito fare questa chiacchierata con voi, piuttosto che una III puntata rabberciata.
Mi spiace Luca… te l’avevo promessa. Abbi pazienza…
A lunedì. Un bacio.
franca


comunicazione

Purtroppo oggi non potrà essere pubblicato l'aggiornamento sugli sprechi perchè al Senato è in corso la discussione sul dl fiscale (finanziaria).
Il materiale raccolto è molto e richiede un po' di tempo per essere pronto alla pubblicazione...

A domani per il prossimo spreco!

La Redazione


Lo sapevate che....

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

II PUNTATA
DOCUMENTAZIONE RACCOLTA PER LO SPETTACOLO in piena Tangentopoli:
“Settimo: ruba un po' meno!” (1992-95)

Debito pubblico Italia: 2 milioni di miliardi! Cerchiamo di capire insieme chi è responsabile del debito pubblico.

I dati che seguono li ho rilevati da: Repubblica, Unità, Europeo, Panorama, Espresso... e da alcuni libri: "Lo spreco" Gian Antonio Stella,
"Nomenklatura" di Sebastiano Messina, un giornalista di Repubblica, "Mi manda papà" di Locatelli e Martini... In più abbiamo l'onorevole Raffaele Costa... che dall' 85 denuncia al Parlamento e alla stampa gli sprechi di Stato che via via,va scoprendo: “L'Italia dei Privilegi”, “L'Italia degli sprechi” “La mia prima repubblica".
Cominciamo dall'alto, dal culmine della piramide: dal Quirinale residenza del Capo dello stato.
Perché parto da così lontano? (1992) Perché oggi non si riesce a sapere nulla al proposito. Si conosce solo quanto viene elargito dal Governo al Quirinale. Segretato, come vengono spesi i denari.

Per inciso diremo che come spesa al mantenimento del "Colle" noi siamo in testa alla classifica mondiale.

Dati dal 1992
on. RAFFAELE COSTA

COSTI DEI PALAZZI
Il QUIRINALE

Se me lo avessero raccontato, non ci avrei mai creduto…

Assegno in dotazione al Presidente: 4 miliardi esentasse.
206 miliardi di spese per la Presidenza.
Residenza estiva: Castel Porziano.
PERSONALE:
I dipendenti del Quirinale sono la bellezza di 796 e godono di una serie di benefici notevolissimi, rispetto al resto del pubblico impiego.
I loro ruoli sono suddivisi in:
186 commessi
163 assistenti tecnici
139 tecnici agrari
133 ragionieri e segretari
40 cacciatori e guardie forestali
Dei 225 dipendenti restanti non si conoscono i ruoli.
38 ore lavorative la settimana, dopo di che scatta lo straordinario.
Pensione Presidente: 100% dell'ultimo stipendio.
Le spese della presidenza della Repubblica non sono sottoposte al controllo della Corte dei Conti.

1500 stanze con accessori: 236 arazzi, 280 orologi, 295 tappeti, tra cui il tappeto più grande del mondo 300 metri quadrati. 900 posate d'argento, 600 piatti, migliaia di bicchieri di cristallo maneggiati da 50 camerieri in livrea, che si aggiungono ai 10 cuochi, in grado di allestire pranzi di gala per centinaia di persone.
Il nostro Presidente (n.r. Scalfaro) usufruisce anche della pensione maturata nei tre anni di attività giudiziaria e come parlamentare e quando poi andrà definitivamente in pensione gli spetterà anche l'indennità di senatore a vita, (di cui stanno godendo - è proprio il caso di dirlo anche Leone e Cossiga).
Oltre allo stipendio i lavoratori del Quirinale usufruiscono di indennità d'incarico, informatica (per i dipendenti delle carriere tecnico-informatiche e per coloro che fanno normale uso di video-terminali-elettronici, guida, caccia (chi lavora nelle tenute di Castel Porziano), cassa (direttore ufficio tesoreria, impiegati addetti alla cassa), di alloggio (chi non ha alloggio di servizio) lavoro festivo, notturno, straordinario, assegni famigliari e gratifiche che consistono in un assegno pari ad un quarto dello stipendio che viene distribuito tre volte all'anno: marzo, giugno e settembre.

(Mi piacerebbe sapere perché proprio in quei mesi).

Un tenente colonnello dei carabinieri in servizio al Quirinale percepisce 2 milioni al mese in più rispetto al pari grado che combatte contro mafia, camorra, delinquenza in Sicilia e altrove.
(Perché?)
Un semplice ragioniere dopo 15 anni di lavoro, intasca netti, 65 milioni l'anno, oltre due volte lo stipendio di un suo omologo ministeriale".
(Perchè?)

Ah… dimenticavamo il meglio: le PENSIONI.

I lavoratori del Quirinale dopo 35 anni di servizio percepiscono una pensione uguale all'ultimo stipendio e se il loro lavoro è stato "lodevole" anche "una tantum" (sei mensilità e mezzo) che il presidente può aumentare a sua discrezione".
Ma non è finita.
"Il Capo dello Stato può assumere personale evitando i pubblici concorsi. Può nominare per decreto i dipendenti della presidenza anche quando la loro nomina sia in sovra numero rispetto agli organici. Notate bene, tutte norme arbitrarie in netto contrasto con le disposizioni generali della pubblica amministrazione."
Ogni ex presidente della Repubblica ha a sua disposizione un'auto di rappresentanza, concessagli a vita dal Quirinale. Anche Francesco Cossiga beneficia dell'auto della presidenza della Repubblica, però, in quanto anche ex presidente del Senato, dispone di una seconda auto.
Ricordiamo che in Germania, al servizio del capo dello stato ci sono 150 dipendenti, in Portogallo: 200, in Spagna per la casa reale ci sono 543 addetti.
Negli Stati Uniti, sono a disposizione delle "autorità", quattro "auto blu", il re della Danimarca, sbriga le proprie faccende al volante della macchina personale e che il sindaco di Oslo quando esce dal municipio aspetta il taxi per tornare a casa... col freddo che fa!
Ma quelli sono esibizionisti del risparmio dei soldi pubblici. Insopportabili moralisti.

A 'sto punto rivogliamo il re!

GLI ENTI DISCIOLTI… (1992 DA VI: ruba un po’ meno)

Abbiamo a Roma due bei palazzotti, 300 impiegati, costo di puro stipendi annuo 12 miliardi,
dove ha sede l'Ispettorato Gestione Enti Disciolti.
Pensavo a un refuso. No, proprio disciolti!
Sono tuttora in vita 396 degli enti inutili soppressi nel 1956 ma ancora attivi (G.A.Stella). Siamo riusciti a perdere le tracce di 1160 opere d’arte prestate per mostre nel mondo intiero (anche capolavori del Tintoretto, del Guercino, del Veronese…) e che non si ritrovano più, tante da riempire almeno 5 musei! Ma abbiamo custodito per decenni il Consorzio idraulico per la difesa della sponda destra del Trebbia, la GIL (Gioventù italiana del Littorio), L'Ente Orfani di Guerra... che il più giovane ha 70 anni! La Società per l’educazione correttiva dei minorenni dell’antico Regno Sardo. L’Accademia dei gelati, il Comitato per la fiera del carciofo, l’Associazione Amici del flauto dolce. E per finire l'Ente per la distribuzione dei medicinali offertici dagli americani alla fine della guerra del '45... che se mandi giù un cachet... TAK morto secco!

GLI ENTI DISCIOLTI 2006

Ricette e ricoveri facili. Così lo Stato spende diecimiliardi di troppo

Sprechi d’Italia

L’ufficio enti inutili non riesce neppure a liquidare se stesso di Altiero Scicchitano (La Stampa)

In Italia esiste un ente creato apposta per sopprimere gli enti inutili. Si chiama Iged – Ispettorato generale per la liquidazione di enti disciolti - e da cinquant’anni esatti fa il suo sporco lavoro con apparente calma. I primi seicento enti inutili furono dichiarati tali nel 1956. Nel tempo se ne sono aggiunti fino a un totale di ottocentoventisette.
L’Iged è riuscito a chiuderne settecentouno. Gliene restano centoventisei, più altri dodici commissariati per gravi pendenze economiche. Totale: 138. Anzi, 139.
Il centotrentanovesimo è proprio l’Iged, la cui inutilità è stata stabilita nel 2002. Da allora l’Iged è faticosamente impegnato nella liquidazione di se stesso, e per chi si fosse perso per strada, il riassunto è il seguente: l’ente che elimina gli enti inutili è un ente inutile.
Ogni governo di cui si abbia memoria si è solennemente assunto l’incarico di ingaggiare una guerra senza quartiere agli sprechi.
Il grido di battaglia è il medesimo per tutti: ora basta, risolviamo il problema degli enti inutili. Questi ormai mitologici enti inutili sono soprattutto eredità del Ventennio fascista, moltiplicati dalla mania corporativistica. L’esempio più clamoroso, che non c’entra con le corporazioni ma con il fascio sì, è la Lati, le Linee aeree transcontinentali italiane. Venne fondata da Benito Mussolini su imbeccata di Italo Balbo, aviatore provetto. La Lati venne inserita nell’elenco dei seicento enti inutili stilato nel 1956. Ma mezzo secolo più tardi la liquidazione non è ancora conclusa.
Si comincerà dunque a capire perché l’ente che elimina gli enti inutili è un ente inutile. E non solo: anche costoso. Uno studio della Confesercenti dello scorso anno rilevò che l’Iged, con quattordici uffici, quattordici dirigenti e un centinaio di funzionari costava allo stato una cinquantina di milioni di euro (cento miliardi di lire) l’anno. Erano più o meno i numeri di cui venne in possesso nel 2002 il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, allorché intraprese la solita guerra. La soluzione finale scelta da Tremonti fu quella di constatare l’inutilità, se non la dannosità, dell’Iged. Le numerose pratiche ancora aperte dovevano passare alla Fintecna, società esterna controllata dallo Stato.
Ma l’Iged procede con i tempi che le sono riconosciuti. Per ora ha cancellato quattro dei suoi quattordici uffici e quindi, per chi si fosse di nuovo perso per strada, il secondo riassunto è il seguente: l’ente inutile che non riesce a eliminare gli enti inutili non riesce come ovvio a eliminare se stesso. Chiunque si immagina che in queste decine di enti inutili lavorino decrepiti impiegati con la visiera, che aggiornano regi decreti contenuti in faldoni polverosi e trascorrono le giornate nei seminterrati dei ministeri. E il ventisette del mese ricevono la busta paga. Non è così. Gli enti inutili non hanno dipendenti, e non hanno sedi. Perlomeno non hanno sedi funzionanti. Se non si riesce a liquidarli in certi casi dipende proprio dal fatto che si deve decidere una nuova destinazione della sede stessa, oppure la sua vendita a privati, chiamata in burocratese «cartolarizzazione». A impedire la liquidazione definitiva (l’uso dell’aggettivo «definitiva» sarebbe altrove inutile come gli enti in questione) sono sempre cavilli, pendenze, posizioni pensionistiche da definire. Vale la pena di ritirare in ballo la vicenda della Lati - le linee aeree di Balbo destinate a collegare l’Italia col Sudamerica – perché è esemplare. La Lati continua a esistere, senza sede e senza dipendenti, dal momento che rimane in piedi un’allucinante vertenza col governo brasiliano a proposito di un terreno del valore di circa quindicimila euro. Non si riesce a stabilire a chi appartenga il terreno, se a noi o al Brasile, e la Lati sopravvive.
Nell’ultima relazione trimestrale della Fintecna (che cerca poco a poco di sostituire l’Iged), del 30 giugno 2006, è riportata la vicenda dell’«Encc», il misterioso «Ente
nazionale carta e cellulosa», da undici anni in attesa di sepoltura.
Un avvocato, però, reclama parcelle arretrate per la somma di ventuno milioni di euro, quaranta miliardi di lire, e le esequie non si celebrano. L’Istituto «Bruno Leoni » di Torino ha recentemente illustrato la vicenda dell’Onpi, l’Opera nazionale pensionati d’Italia. Anch’essa è in liquidazione e anch’essa resiste per via di alcune posizioni previdenziali rimaste in sospeso. Questo non impedisce allo Stato di cancellare in «contributo ex Onpi», una trattenuta mensile «su ciascun rateo di pensione» di un centesimo di euro, riconversione delle precedenti venti lire. I nostri pensionati, per spiegarci, ogni anno versano tredici centesimi (dodici mensilità più tredicesima) all’ex Onpi per un totale annuo di due milioni e mezzo di euro, poi girati all’erario.
Il casino è totale. Decifrando le carte dell’ispettorato, si arriva a capire che l’Inpdap avanza crediti dall’ex Enpas, il quale ex Enpas ne vantava a sua volta dall’ex Enpdedp, che non è un partito di minoranza ma l’(inutile) «Ente nazionale di previdenza dei dipendenti da enti di diritto pubblico». Però, secondo l’Enpas, l’Enpdedp ha già versato 3 milioni e 200 mila euro, mentre l’Enpdedp sostiene di averne versati 15 milioni e 700 mila.
Se al garbuglio si aggiunge che, sempre stando ai calcoli della Fintecna, «la definizione delle pratiche del personale degli enti in liquidazione potrebbe comportare oneri... stimati in circa 370 milioni di euro», si comincia a capire la ragione per la quale in Italia esistono ancora la «Cassa conguaglio zucchero» e l’«Orfanotrofio militare di Napoli».
Non s’è mai capito quale contagio intestinale affliggesse la zona in cui lavorava il medico dell’azienda sanitaria 5 di Napoli che è riuscito a far spendere al servizio sanitario nazionale 3 miliardi di lire in clisteri. Correva l’anno 1998, correvano le prescrizioni, si spendeva a palla. La musica non è cambiata: il business promette bene, visto che il 18% della spesa sanitaria (90 miliardi quest’anno) finisce in farmaci.

Ricette facili
Ci sono i medici dalla penna fulminea. Entri, ti siedi, e loro cominciano a scrivere: la Corte dei Conti ha denunciato 560 «grafomani», camici bianchi che si son fatti notare per frequenza e quantità delle loro prescrizioni. Poi ci sono quelli che continuano a prescrivere medicinali di marca ignorando gli equivalenti generici: stesso principio attivo, stesso effetto, risparmio medio 20%. Eppure i generici valgono appena l’1,5% della spesa farmaceutica: un centinaio di milioni. Tanto la differenza - a seconda delle esenzioni - la paga lo Stato o chi si presenta in farmacia.
E forse non è un caso che tra i reati più diffusi nella Sanità, la Corte dei Conti segnali il comparaggio:regali o denaro elargiti generosamente dalle case farmaceutiche ai medici purché si ricordino di loro e aumentino le prescrizioni di questa o quella specialità. 2004: nella sola Lombardia, 564 medici che hanno provocato un danno erariale di 25 milioni e mezzo di euro prescrivendo medicine dopo aver preso regali delle case farmaceutiche. Per i giudici si tratta di una piaga peggiore delle tangenti sugli appalti sanitari e delle fatture false.
Febbre da farmaci. In Italia ogni anno si contano 478 milioni di ricette, otto a testa: costo procapite 204,6 euro. La politica ha cercato di mettere un freno indicando tetti di spesa, le regioni se ne infischiano. Nel 2005 il Lazio ha sforato di 520 milioni, la Sicilia di 323, la Campania di 273. Lo Stato ha speso un miliardo e mezzo più di quanto programmato. E fatica a tenere i conti: quando l’Agenzia italiana del farmaco ha confrontato i dati delle 18mila farmacie con quelli inviati al Ministero dalle Asl ha scoperto un buco di 500 milioni solo nel quarto trimestre del 2005.
Il cervellone non basta. C’è chi trova all’ospedale la sistemazione estiva per il nonno di casa. L’Osservatorio della Terza Età ha calcolato che il «parcheggio anziani» - spesso ricoverati con pretesti - costa 18 milioni di giornate di degenza l’anno: il conto sfiora i 6 miliardi. Alla faccia del Drg, il Diagnosis relate group, sistema introdotto nel 1995 per razionalizzare la spesa.
Per ogni malattia tanti giorni di ricovero, tanti medicinali, tante lenzuola, pranzo cena colazione, esami clinici, e tanto è il rimborso dovuto. Il Procuratore generale della Repubblica Mario Blandini dice che l’uso «improprio» del Drg costa allo Stato 5 miliardi l’anno.
Listino prezzi. Difficile, d’altra parte, stabilire quanto si dovrebbe spendere quando non c’è un valore di riferimento. Quanto costa togliere un’appendice? Dipende. In Toscana 2.200 euro, a Milano 2.527 (si sa, il centro è caro), in Umbria 5.549. E un posto letto in ospedale? In provincia di Reggio Calabria ci sono le Asl da record. La più economica: l’ospedale di Gerace si accontenta di 30mila euro l’anno. E quella più cara: un anno al Pentimalli di Palmi costa 462.500 euro, salute a cinque stelle. Un ricovero in Friuli costa in media tremila euro, in Val d’Aosta quasi cinquemila.
Un parto naturale in Trentino costa 1.700 euro, in Emilia 697. In Campania un parto sì e uno no i medici scelgono di intervenire con il cesareo, percentuale che non trova uguali nel mondo. Sarà una combinazione, il ministero della Salute lo paga 1000 euro più del parto naturale.
Tac da record. Altri dati curiosi: l’Italia ha il record mondiale delle Tac, 40 milioni di esami l’anno. Ma c’è chi architetta imprese più complicate: al Policlinico Umberto I di Roma ha fatto rumore il caso dei quattro funzionari che hanno fatto acquistare all’istituto apparecchiature radiologiche di ultimo modello.
Nessuno li ha mai utilizzati. La Corte dei Conti ha valutato un danno allo Stato di due milioni. La vicenda fa il paio con quella del Policlinico di Bari: una struttura fantasmagorica, nei fatti svuotata. Mancano attrezzature, e nel mega ospedale da 30 padiglioni ne funzionano solo cinque. Bisognerebbe mettere i baresi in contatto con i calabresi di Gioia Tauro, dove si favoleggia del mitico ospedale che giace nella piana inutilizzato pure se è dotato di macchinari e sale operatorie completi.
Il ticket privato. Di fronte a tante mancanze, i bisognosi di cure finicono col rivolgersi al privato: tra il 2005 e il 2006 un milione 800mila malati italiani sono stati ricoverati in case di cura private. Il servizio è garantito, però i ricoveri nel privato costano allo Stato 4 miliardi più del servizio equivalente in una struttura pubblica. Denaro che con una programmazione migliore sarebbe risparmiato.
Marco Sodano, Raphael Zanotti, Mattia Feltri

Vi siete divertiti? Piangete?
A domani…