DARIO FO PER I LAVORATORI BURGO - diretta skype con "La strada giusta per il Lavoro" - 21 dicembre ore 18 su Radio Popolare

L’attuale situazione di profonda crisi che ha colpito l’Italia, il nostro territorio e  il comparto economico e industriale mantovano è purtroppo cronaca quotidiana.
Accanto alla chiusura delle grandi industrie mantovane che sono state per generazioni bacini di occupazione per le nostre famiglie,  lo sguardo sulla   situazione nazionale non fa presagire un futuro di opportunità e speranza migliori.
Per questo   sindacati e cittadini, organizzazioni politiche e persone, intendono offrire alla città e ai lavoratori un evento di musica, teatro , letture e conversazioni con la partecipazione  di gruppi e associazioni locali e non solo  che sia  momento culturale ma soprattutto possa fare sentire la vicinanza della città a quei lavoratori che hanno perso il lavoro o che sono in condizioni economiche precarie, gesto di solidarietà e partecipazione, in un periodo in cui mancanza di certezze e prospettive per il futuro ancor più duramente sono vissuti dalle famiglie.
"La strada giusta per il lavoro" è il titolo dell'iniziativa che vedrà sul palco dell'ARCITOM (P.zza Benotello 1 - Mantova) Massimo Cirri di Caterpillar Radio 2 a parlare del "tempo senza lavoro", Angelo Ferracuti parlerà con alcuni testimoni di incidenti sul lavoro e parlerà della ricerca condotta nel suo libro di Einaudi. Dario Fo e Gad Lerner faranno un intervento via Skype per portare solidarietà ai lavoratori cassintegrati e licenziati della Burgo e della azienda petrolifera Yes.
Crediamo che tutti, istituzioni,  organizzazioni sindacali e politiche, debbano impegnarsi per dare un segno a queste persone offrendo impegno politico , amministrativo, partecipativo e , perchè no, anche l’occasione di stare insieme lietamente per una serata intera.
 
Questa iniziativa vuole essere uno dei tanti segni che vogliamo dare  a chi improvvisamente ha visto la sua vita lavorativa interrotta senza prospettive future .

L'iniziativa partirà alle 17 e andrà avanti tra musica e interventi fino alle 24.
Dario Fo interverrà da Milano alle 18.
Diretta di Radio Popolare a cura di Fabio Fimiani

 

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Dario Fo racconta l'Italia con gli occhi della sua Franca

Venerdì 20 dicembre al Teatro di Varese andrà in scena "In fuga dal Senato", lo spettacolo tratto dall'ultimo libro scritto da Franca Rame prima di morire. Il premio Nobel ci racconta sensazioni e aneddoti, con un occhio al presente

Articolo di Tommaso Guidotti | www3.varesenews.it

Dario Fo torna sul palcoscenico del Teatro di Varese. Lo fa in memoria dell’amata Franca Rame e per risvegliare la coscienza civile di un Paese addormentato. Venerdì 20 dicembre andrà in scena “In fuga dal Senato”, tratto dall’ultimo libro di Franca (edito da Chiarelettere), scritto negli ultimi giorni della sua vita: «Un testo di denuncia e passione che ha voluto lasciare soprattutto ai giovani e in particolare alle donne, frutto di un’esperienza che parte dalla sua giovinezza, dalle lotte sociali, gli interventi contro lo sfruttamento del lavoro spesso mafioso, contro le guerre di conquista camuffate da battaglie per la pace ma tempestate di cadaveri... - spiega Dario Fo, classe 1926, premio Nobel nel 1997, che disturbiamo nel suo atelier di pittura -. Racconta i suoi 18 mesi in Senato, ma anche della sua vita, perchè ha accettato di candidarsi e perchè ha abbandonato». Una vicenda che ha lasciato tanta amarezza in Franca Rame, arrivata a Palazzo Madama nel 2006 carica di entusiasmo, perso per strada nel giro di un anno e mezzo a causa di giochi di potere, indifferenza e pochezza dei colleghi, più interessati a curare gli interessi loro e dei loro finanziatori piuttosto che occuparsi dei temi veri che stanno mettendo in ginocchio l’Italia.

Franca Rame nel libro racconta episodi, aneddoti, storie e personaggi: «Ce ne sono di ogni tipo, me ne parlava quando rientrava a casa dopo le sedute in Senato e ha voluto riportare tutto nel suo ultimo lavoro. Questo mio spettacolo è una dedica a Franca, alla sua grande onestà e alla sua sete di cultura e giustizia - racconta Fo -. Ha raccontato quasi giorno per giorno la propria esperienza, ricercando e analizzando i fatti vissuti in prima persona su giornali e documenti. Ricordo ad esempio la sua battaglia sull’uranio impoverito e per i soldati italiani ammalati e morti, ignorata e snobbata da tanti suoi colleghi senatori: una battaglia vinta solo dopo essere uscita dal Senato. Oppure il lungo iter sulla commissione d’inchiesta sul G8 di Genova: Franca fu testimone di quei giorni e quando arrivò in Senato fece di tutto per portare all’attenzione dei colleghi le atrocità commesse dalle forze dell’ordine, ma non fu ascoltata. Scontrarsi contro il potere è sempre pericoloso e in pochi ne hanno la forza».

Poco meno di due anni fa, nel febbraio 2012, la coppia salì per l’ultima volta sul palcoscenico del Teatro di Varese con Mistero Buffo: «Torno a Varese con piacere. Qui Franca è cresciuta, ha lasciato ricordi, amici, la scuola, il teatro di giro con la sua famiglia, esperienza che l’ha formata e forgiata nel carattere e nello spirito». Sulla situazione attuale, tra forconi e proteste di piazza, Fo, sempre attento alle vicende politiche e non solo, commenta caustico: «Speriamo che il Paese si svegli. Questi movimenti di popolo sono lo specchio e il risultato dell’indifferenza dei politici che hanno sempre ignorato i problemi reali delle persone - chiosa Fo -. C’è un sentimento di rabbia non lineare con la destra o la sinistra, la gente è schiacciata, umiliata, presa in giro e paga i danni di banche e del potere economico e politico. C’è una preoccupante mancanza di coscienza civile e di rispetto. In 70 anni di teatro ne ho viste di cose, spesso anticipando la realtà con i miei spettacoli: un paese senza racconto è un paese che non può esistere. Ognuno dovrebbe fare il proprio dovere al meglio».

 

Per informazioni sui biglietti e prenotazioni si può consultare il sito del Teatro di Varese.

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Dario Fo contro la delocalizzazione: “Così ci sfracelliamo al suolo, serve una legge”

 

Da ilfattoquotidiano.it

 

Il premio Nobel interviene in favore dei 300 lavoratori delle cartiere Burgo di Mantova, che rischiano di essere "buttati per strada senza pietà". Ma ad approfittare delle condizioni di "schiavismo" all'estero sono anche "Geox, Benetton, Bialetti, Fiat". L'appello allo Stato perché intervenga: "Cancellare la possibilità di spostare aziende solo per accumulare più denaro"

 
Non c’è limite all’ingiustizia e alla prevaricazione che il sistema economico è capace di mettere in  atto nei confronti dei lavoratori. Sembra che all’istante l’Italia sia decisa a sbarazzarsi brutalmente di coloro che tengono in piedi i tesori della sua grande tradizione artigiana e produttiva, che tutto il mondo ci ha invidiato per secoli.

I lavoratori delle cartiere Burgo di Mantova corrono il rischio di essere mandati a casa senza tanti complimenti, mettendo sul lastrico numerosissime famiglie. In nome di cosa? Solo del denaro, del  profitto, della perversa logica secondo cui se mi servi ti tengo e quando non mi servi più ti butto per strada senza pietà. Un disastro non solo per un’azienda, ma per tutta la città di Mantova, che viene a perdere una delle sue più importanti realtà produttive. E dire che stiamo parlando dell’unica cartiera in Italia che produce la carta per i quotidiani! Ciò significa che da questo momento giornali come Il Corriere, La Stampa ed altre centinaia di testate, saranno costrette a comprare all’estero la carta su cui gli italiani leggeranno le ultime notizie.

Purtroppo questo è un fenomeno che oggi in Italia sta diventando quasi la norma. Da anni ormai  gli imprenditori italiani spostano le nostre aziende all’estero, dove le paghe dei lavoratori sono più  basse, anche del 75%, e dove ovviamente si pagano meno tasse. Peccato che spesso in questi paesi i lavoratori non abbiano alcuna garanzia e si trovino ad operare in condizioni talvoltadisumane. Ma come, abbiamo lottato tutta la vita perché ai lavoratori del nostro paese fossero garantiti i diritti fondamentali, e adesso mandiamo le nostre imprese in nazioni dove questi diritti nemmeno  esistono?

Eppure alcuni fra i marchi più importanti d’Italia non si fanno alcun problema a comportarsi così. Facciamo un po’ di nomi. Fra coloro che hanno delocalizzato all’estero troviamo per esempio la  Geox (stabilimenti in Brasile, Cina e Vietnam), la Benetton (che è andata a produrre in Croazia) e  la Bialetti (che apre fabbriche in Cina, mentre i lavoratori di Omegna vengono mandati a casa). Ma la regina delle delocalizzatrici è senz’altro la nostra Fiat, che ha scelto di produrre le macchine italiane in Serbia, Polonia, Russia, facendo perdere all’Italia negli  ultimi dieci anni ben 20.000 posti di lavoro.

Per quanto ancora vogliamo sopportare questa situazione al limite dello schiavismo? Quante altre  “situazioni di emergenza” ci faranno bere, da quanti altri “baratri” ci dovremo salvare rimandando  i provvedimenti più necessari e mantenendo in vigore questo sistema vergognoso che, lui sì, ci sta  veramente portando a sfracellarci al suolo?

La cosiddetta “libera iniziativa” degli imprenditori viene platealmente sbandierata come un inalienabile diritto di chi detiene il potere economico. Ma attenti! Questa libera iniziativa non può diventare la libertà di disporre con disinvoltura della vita e del futuro dei lavoratori. Non solo, ma di un’intera società.

La verità è che è necessario un serio intervento dello Stato, il quale deve finalmente discutere ed approvare una legge che affermi che la gestione di un’impresa non può non tenere conto delle  esigenze e della volontà di chi ci lavora dentro. 
Bisogna che le istituzioni riconoscano pienamente che i lavoratori sono parte fondamentale del processo produttivo, e come tale non si possono trattare come degli arnesi da lavoro, delle macchine che quando non servono più, o costano troppo, si buttano via. Al contrario essi devono avere la reale possibilità di dire la propria nella gestione e nelle decisioni che riguardano la vita dell’azienda, a cui essi danno la propria vita.

 

Se si continua a non intervenire significa che il nostro governo accetta questo vero e proprio sfruttamento e rende lecita una gestione a dir poco criminale dell’economia italiana.

Uno Stato civile degno di questo nome non può starsene lì ad osservare come imbesuito una situazione che diventa di giorno in giorno più drammatica, ma deve intervenire a piedi giunti percancellare la possibilità che le aziende possano essere da un giorno all’altro spostate in altri paesi, al solo fine di accumulare sempre più denaro, infischiandosene di coloro che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di quelle imprese e dell’intera società nel modo più concreto di tutti, cioè con la propria fatica e il proprio lavoro.

 

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Il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus partecipa alla campagna "Un sacco di vita" per i senzatetto

Nel 2013 116 persone sono morte per ipotermia. Un sacco a pelo può salvare la vita di un senzatetto, fermiamo questo disastro!
Grazie al vostro aiuto con il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus siamo riusciti a raccogliere denaro per acquistare 160 sacchi a pelo. Un altro piccolo sforzo e arriviamo a 200. Bastano 20 euro!
Grazie a tutti!

Ogni sacco a pelo costa infatti 20,00 euro. Abbiamo già fatto un bonifico di 1.000 euro (pari a 50 sacchi a pelo) all'associazione Clochard alla Riscossa, che patrocina l'iniziativa e che mira ad arrivare a 50.000. I sacchi li acquistano loro direttamente nella città in cui verranno poi distribuiti gratuitamente a chi si prepara a un'inverno sulla strada.
Ci date una mano ad aiutarli?
Jacopo Fo per Un sacco di vitaFate una donazione al Comitato con causale "Campagna Un sacco di vita". Potete usare il conto corrente bancario o postale (bonifico) o il circuito Paypal per una donazione con carta di credito. Entro il 15 dicembre, così da poter distribuire tutti i sacchi a pelo per la fine dell'anno.
Se aderite mandateci una mail di segnalazione per favore.

Coordinate per le donazioni
BONIFICO BANCARIO intestato a Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili Onlus
BANCA POPOLARE ETICA Iban IT15L0501803000000000137020
Codice Bic CCRTIT2T84A

VAGLIA POSTALE: Beneficiario Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
Indirizzo Località Santa Cristina, 53 - 06024 Gubbio (Perugia)

PAYPAL: Clicca qui

Per maggiori informazioni sulla campagna "Un sacco di vita" clicca qui

 

SACCHI A PELO FINANZIATI FINORA 185

Aggiornamento 29/11/2013: Abbiamo scritto all'associazione Clochard alla Riscossa, promotrice dell'iniziativa dei sacchi a pelo, chiedendo un breve report sulle distribuzioni.

75 sacchi a pelo distribuiti in due uscite a Roma
19 a Firenze
48 a Milano
Il 6 dicembre saranno a Torino, poi Palermo e Arezzo

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Rivedi la diretta della riunione di redazione del Fatto Quotidiano con Dario Fo

Dario Fo è stato l’ospite d’eccezione all’appuntamento con il direttore Peter Gomez e la redazione de ilfattoquotidiano.it per la consueta diretta streaming del giovedì della nostra riunione di redazione. E, solo per questa occasione, tutti gli utenti hanno potuto seguire l’incontro e interagire tramite i commenti. Un invito ai nostri lettori perché diventino “utenti sostenitori”.

 

 

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