Comunicati Stampa

Domenica 7 dicembre ore 21:15 va in onda su Rai 5 "Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano" di Dario Fo e Franca Rame

 

SANT’AMBROGIO E L’INVENZIONE DI MILANO

In onda su RAI 5 il 7 dicembre 2014 alle 21.15.

Cinque anni fa a Milano andò in scena al Piccolo Teatro il testo recitato da me e Franca dal titolo Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano. Sette rappresentazioni completamente esaurite, le richieste affinché si continuasse erano esaltanti. In quell’occasione abbiamo realizzato una ripresa televisiva dello spettacolo che offrimmo alla RAI perché la mettesse in onda.

Non ci siamo riusciti ma oggi ecco che la pazienza è stata premiata: esattamente il giorno di Sant’Ambrogio - il 7 dicembre 2014 - alle 21.15, dopo l’opera d’apertura della stagione scaligera, finalmente su RAI5 andrà in onda lo spettacolo sul santo di Milano. Sembrerà assurdo che Ambrogio, primate della città di Milano a cui diede massimo lustro, davanti al quale s’inchinarono imperatori, papi e vescovi, si trovi ad essere quasi uno sconosciuto nella sua città e nell’Italia intera.

No, in verità ogni anno, il 7 dicembre, alla memoria della sua nascita è dedicata la ‘première musicale’ al Teatro alla Scala, alla quale sono presenti tutti i personaggi più importanti della politica e della finanza. Le signore sfoggiano abiti preziosi ed eleganti. Fuori, ad accoglierle ogni volta puntuali, non mancano contestatori che lanciano uova più o meno marce. Dopo l’andata in scena dell’opera il sindaco offre un gran pranzo, tutto a spese del Comune, con più di 500 invitati di rango, 100 camerieri, e la presenza di Carabinieri in alta uniforme; ancora in suo onore, in quei giorni s’inaugura una fiera molto popolare detta degli «Oh béj, oh béj» dove si vendono giocattoli, torroni e leccornie per ragazzini e, sempre una volta all’anno, le persone più meritevoli vengono premiate con l’Ambrogino d’oro, una moneta di dimensioni ridotte su cui è inciso il ritratto del santo.

Tutto qui? No, in tutta la provincia lombarda in quel giorno si preparano tortellini da cuocersi in un brodo intenso e profumato. Questo piatto è chiamato «La raviolata d’Ambrogio». Manca solo che gli si dedichi una lotteria e una gara di corsa campestre per ricordarlo come si deve! Ma questo santo non merita qualche attenzione in più? Da dove viene, dove nasce, come s’è fatto vescovo? Per quale motivo al suo tempo godeva di tanta fama, al punto di esser conosciuto, rispettato e temuto dai barbari germanici ai sapienti greci? Per potermi maggiormente informare sulla sua vita, un giorno, nel bel mezzo di questa scrittura, ho fatto il giro di alm no cinque librerie fra le più importanti di Milano e, con mia grande sorpresa, ogni mia richiesta di ottenere dei testi su sant’Ambrogio è andata a vuoto, ne erano completamente sprovviste.

– Ma… me ne potreste procurare qualche copia? – chiedo io.

– Mi dispiace – risponde l’incaricata ma vedo qui sul computer che tutti i volumi che lei richiede sono fuori catalogo, non si ristampano più da parecchi anni… edizioni recenti non ne esistono.

Insistendo nelle mie ricerche, però, alla fine ho trovato solo tre libri sul santo; in un negozio delle Edizioni Paoline.

Sartre diceva: «Per realizzare un buon racconto o una sceneggiatura di un’opera storica, bisogna innanzitutto essere a conoscenza dell’ambiente fisico e culturale in cui gli avvenimenti si sono svolti. Inoltre, i personaggi che appaiono nelle varie situazioni devono essere trattati come indagati dentro un’inchiesta giudiziaria, ».

A sua volta Ambrogio, trattando di scritture sugli uomini saliti alla ribalta della storia, disse: “Voglio insistere affinché questi narratori si comportino come gli atleti che si presentano nell’arena.

Noi tutti narratori che raccontiamo dobbiamo stupire e vincere oltre che convincere, dobbiamo lottare essendo in forma. Siate meditanti, allenati, massaggiati con l’olio della letizia, con l’unguento che dimagra, il vostro cibo – intendo soprattutto quello che nutre la mente - sia essenziale e sobrio... soprattutto onesto”.

Personalmente, a mia volta, mi ero fatto di Sant’Ambrogio una idea monumentale, del tutto agiografica: un uomo inciso nel marmo senza né crepe né striature e soprattutto integro e coerente. Ma quando ho cominciato a impostare una sistematica ricerca in profondità sull’uomo e sul suo comportamento nella società, sono affiorate le prime sorprese: Ambrogio era un personaggio stracolmo di contraddizioni, spesso imprevedibili.

“Ben vengano ombre opache! – mi dico io – queste varianti rafforzeranno l’idea di un personaggio fortemente umano” La scoperta mi aveva festosamente eccitato. Poco o nulla conosciamo della sua vita privata, specie sentimentale.

Di Ambrogio siamo informati della profonda cultura di cui era in possesso: egli era in grado di recitare a memoria interi brani dei più grandi poeti e narratori latini e greci, e fin da ragazzo era stato avviato agli studi di giurisprudenza per poi rivestire la carica di amministratore pubblico. Amava ogni forma d’arte, a partire dalle lettere, fino alla musica; compose inni da eseguire coralmente che furono l’arma vincente durante la lotta per le basiliche.

Pochi sono al corrente del fatto che il primo autentico canto liturgico della cristianità sia opera di Ambrogio e che compose inni e ballate un secolo prima che nascesse il Gregoriano. E ancora, ecco che nei primi anni della sua attività ci elargisce un colpo di teatro davvero magistrale: all’istante il giovane consularis (governatore), senza trovarsi scaraventato al suolo da un fulmine come Paolo sulla via di Damasco, si lascia convincere dalla folla plaudente a buttare all’aria la toga da principe del foro e farsi tondere il cranio per meglio calzare la papalina da Vescovo di Milano. In poche parole, da ateo agnostico si trasforma di punto in bianco in pastore di anime e rappresentante di Cristo fra gli uomini.

E’ senz’altro una metamorfosi sconcertante ma, come dicono i sacri testi, le vie del Signore sono infinite: la fede non è un frutto che matura appeso agli alberi col sole.

Ambrogio da neovescovo studia, si applica, impara a tenere omelie e sermoni. Ne sortisce un personaggio del tutto imprevedibile, affascinante, spiritoso, allo stesso tempo umile e spietato, che riesce ad arringare folle di fedeli, esaltandoli e trascinandoli in azioni di grande slancio religioso e civile. La solita spintarella per far carriera.

Scopriamo così che la spregiudicatezza di Ambrogio lo portava a trattare e farsi appoggiare per la grande scalata da faccendieri di fama e amoralità sconvolgenti.

Ma allo stesso tempo possedeva coraggio e determinazione per affrontare imperatori e generali imponendo loro le proprie idee sulla conduzione politica e morale più che sufficienti per finire trucidato sul posto. Impressionanti sono i suoi interventi in difesa degli sfruttati e gli schiavi sottoposti a ogni violenza.

Chi è alfine sant’Ambrogio? Prima di tutto, sant’Ambrogio era l’uomo più potente della sua epoca dopo l’imperatore, anzi dell’imperatore era il consigliere più determinante.

Attenzione, Milano per più di un secolo è stata sede dell’Impero, ma non dell’Impero d’Occidente lasciando correre quello d’Oriente, ma di tutto l’Impero Romano! E quindi indirettamente aveva in mano tutta la gestione economica, politica e religiosa del regno.

Siamo nel IV secolo dopo Cristo e in quel tempo c’era in ballo una lotta feroce fra due fazioni del movimento cristiano, quella dei cattolici apostolici romani e quella degli ariani. Senza Sant’Ambrogio, i cattolici apostolici romani non avrebbero mai preso il potere. Oggi, noi molto probabilmente, saremmo tutti ariani.

Ma il fatto più importante che riguarda Ambrogio era il suo atteggiamento verso la popolazione più disastrata di quel tempo, cioè, chissà perché, i poveri. I suoi discorsi sulla difesa della povera gente, sul diritto di campare e sulla dignità di ogni individuo sono straordinari, perché sono i primi discorsi espliciti su questi temi che riprendevano la parola di Cristo, otto secoli prima che arrivasse San Francesco.

 

 

Anno: 

"Una Callas dimenticata" scritto da Dario Fo e Franca Rame debutta il 28 novembre alle 21 al Teatro degli Arcimboldi (Milano)

  UNA CALLAS DIMENTICATA

scritto da Dario Fo e Franca Rame

con Dario Fo e Sara Bellodi, Roberta De Stefano, Jacopo Zerbo

assistente alla regia Fabrizio De Giovanni

con la collaborazione di Jessica Borroni, Michela Casiere, Chiara Porro, Luca Vittorio Toffolon,

direttore di scena Maria Chiara Di Marco

produzione COMPAGNIA TEATRALE FO RAME

organizzazione ITINERARIA TEATRO

Dario Fo torna in scena al Teatro Arcimboldi con un lavoro inedito su Maria Callas, l’ultimo scritto a quattro mani con Franca Rame.

Dopo il grande successo della scorsa primavera con “Lu Santo Jullàre Francesco”, Dario Fo sarà di nuovo sul palcoscenico del Teatro degli Arcimboldi con un lavoro inedito ispirato alla vita di Maria Callas.  Il Premio Nobel avrebbe dovuto mettere in scena lo spettacolo scritto a quattro mani con la moglie Franca Rame a maggio 2013, ma quest’ultimo fu cancellato proprio a causa della morte improvvisa della compagna di vita.

‘Una Callas dimenticata’ ripercorre tutta la vita del soprano greco nato a New York nel 1923. Dai trionfi all’oblio, dal palcoscenico alla vita fuori dalla scena, Fo e Rame hanno scritto un dialogo a tre voci dove la Divina racconta sé stessa senza risparmiare ironia e sarcasmo. Un crescendo di avvenimenti che avvicinano il racconto dell’incomparabile interprete alla farsa grottesca – con il resoconto dei primi anni all’insegna della voracità non solo artistica della piccola Maria e con l’irresistibile racconto del leggendario dimagrimento – e contemporaneamente alla tragedia greca, con il declino degli ultimi anni e la tormentata storia d’amore con Aristotele Onassis; senza tralasciare tutti gli incontri fondamentali della vita di Maria: dalle prime insegnanti di canto, al marito e manager Giovanni Battista Meneghini, fino ad arrivare a Luchino Visconti, che tiene per lei una grande lezione sull’arte del palcoscenico.

E, chiaramente, non può mancare il fondamentale contributo musicale, che in questo caso si avvarrà delle registrazioni originali rimasterizzate da Warner Classics.

Un meraviglioso reportage di vita e di palcoscenico, che ripercorre tutta l’esistenza del soprano greco che ha dato vita anche ad un libro edito da Franco Cosimo Panini, impreziosito dalle tavole di enorme carica espressiva realizzate da Fo con i pittori del suo atelier e riprodotte nel volume a tutta pagina.

Racconta Fo: “Personalmente ho conosciuto questa eccezionale soprano quando avevo poco più di 20 anni. Lei ne aveva due o tre più di me. Frequentavo l'Accademia di Brera e tutti noi allievi spesso eravamo ingaggiati dalla Scala, nello spazio dedicato alla scenografia, per rinfrescare i fondali e i drappi di repertorio per i nuovi allestimenti.

Da un trabattello sul quale stavo lavorando ho notato una ragazza piuttosto avvenente che attraversava tranquillamente il palco, transitando come niente fosse tra le quinte sotto le graticce cariche di strutture penzolanti.

Preoccupato le ho gridato: “Fermati, è pericoloso attraversare il palco in questo momento! Non vedi che dalla soffitta stanno calando centine e colonnati della scena? Dove stai andando? Vuoi finire schiacciata come una sfogliatella?”

E lei: “Sto andando in proscenio, stiamo provando lì”.

All'istante arrivò il responsabile del montaggio che disse: “Non si preoccupi signora Callas, ci penso io”; e così le fece strada prendendosela per mano e l'accompagnò passando da dietro le quinte. Poi la sentii cantare.

Tutti noi ragazzi della scenografia ci bloccammo, scendemmo da scale e praticabili. Quindi, badando di non dare nell'occhio, ci avvicinammo al proscenio: di lì a poco eravamo tutti seduti sul pavimento dietro le quinte, ad ascoltare affascinati l'aria di Casta Diva. Alla fine, non abbiamo potuto trattenerci dall'applaudire, il direttore di scena ci cacciò dal palco come degli intrusi: “Peggio, dei guardoni musicali... non si ascolta di nascosto una soprano come questa!”

 

INFO E PRENOTAZIONI

UNA CALLAS DIMENTICATA  di Dario Fo e Franca Rame

28 novembre 2014 – ore 21.00 TEATRO degli ARCIMBOLDI – Viale dell’Innovazione 20 – Milano

PREZZI

Intero: 15 euro posto unico

Ridotto: studenti under 25 anni e anziani over 65 - 10 euro

Prevendita 1,50 euro

BIGLIETTERIA I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del Teatro degli Arcimboldi Dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 18.00 orario continuato

Vendite on line su www.ticketone.it

Ufficio gruppi: promozione.arcimboldi@ipomeriggi.it

DARIO FO UNA CALLAS DIMENTICATA scritto da Dario Fo e Franca Rame con Dario Fo produzione COMPAGNIA TEATRALE FO RAME organizzazione ITINERARIA TEATRO

info@itineraria.it – tel. 02.25396361

 

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Omaggio a Franca Rame: Il Partigiano Franca di Marina De Juli in scena il 27 settembre a Milano

 

 

La XIV edizione di Tramedautore - Festival Internazionale del Teatro d’autore è dedicata all’Eurasia, in particolare a quei paesi che si collocano alle due estremità opposte del continente eurasiatico. Da un lato l'Europa con le sue problematiche identitarie (è il caso dello spettacolo francese Remulus) e quelle economiche con i PIIGS, paesi impoveriti dell’Europea Occidentale (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), dall'altro due dei quattro Asian Tigers (Sud Corea e Singapore), colossi il cui ininterrotto sviluppo economico costituisce una sfida per l'Europa.
Per l'Italia, il festival rivolge la propria attenzione a quelle opere che affondano su tematiche di forte attualità sociale e ha invitato autori e artisti a proporsi come “agitatori di coscienze”. Tra gli spettacoli omaggi a Dario Fo e a Franca Rame, agitatori per eccellenza.

Il partigiano Franca è la storia di Franca Rame e della sua famiglia a partire dal 1912. Uno spettacolo di narrazione, musica e canzoni: la vita di teatranti che si scontra con la crisi del teatro dovuta all’invasione del cinema e con due guerre mondiali. Il partigiano Franca che dopo una fanciullezza e adolescenza passata nel teatro viaggiante di famiglia si lascia travolgere dal vento di novità del dopoguerra e a Milano, quella Milano distrutta che per prima cosa però fa rinascere la cultura attraverso la ricostruzione del più bel teatro d’Europa, incontra intellettuali, registi, giornalisti che nei caffè di Brera parlano di futuro. È in questa città, in teatro, che incontrerà l’uomo con il quale condividerà la sua vita privata e pubblica, le sue lotte, il suo impegno politico. Il "partigiano" Franca che lotta per ciò in cui crede, che non teme di essere irriverente con il potere e cerca di stare sempre dalla parte che ritiene giusta, anche a costo di vivere sulla propria pelle delle ritorsioni. Franca che da partigiano ha vissuto e da partigiano è stata salutata.

Marina de Juli ha interpretato spettacoli con artisti quali Giorgio Albertazzi, Gianrico Tedeschi, Marina Massironi, Antonio Catania e mette in scena spettacoli della coppia Fo-Rame: Tutta casa, letto e chiesa, Mistero Buffo; si dedica alla drammaturgia per ragazzi con Pipuffa, una cantastorie proprio buffa, Storia di Antenna tratto da un testo di Mario Lodi, La vera storia di Fortunello e per adulti con Johanna Padana a la descovèrta de le Americhe. Scrive La storia de le meraviglie del mondo, giullarata medievale tra i viaggi di Marco Polo. Pubblica il racconto Allegra, signora fame, la storia di un bambino che cresce tra il 1928 e il 1945 in un paese della bassa milanese, testo adottato da numerose scuole medie. Realizza spettacoli musicali in omaggio a De Andrè, Gaber, Fo, Jannacci.

Piccolo Teatro Grassi , sabato 27 settembre, ore 20.30
Il partigiano Franca - Omaggio a Franca Rame
con Marina De Juli, testi di Franca Rame, Dario Fo, Jacopo Fo

PRENOTAZIONI E BIGLIETTERIA:

Biglietteria Online www.piccoloteatro.org – www.vivaticket.it

Biglietteria telefonica 848.800.304

Teatro Strehler (Largo Greppi 1) Lu-Sa h. 9.45-18.45; Do. h 13-18; festività chiuso. Da un’ora prima dello spettacolo presso Biglietteria del Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello 2)

PER INFO E BIGLIETTI SCONTATI: Outis – Centro Nazionale Drammaturgia Contemporanea tel. 02.39257055 – cell. 393.8761766 – www.outis.it

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In Fuga dal Senato di Franca Rame

Franca, la donna con la quale ho trascorso quasi tutta la mia vita e che da qualche mese mi ha lasciato, ha detto e ripetuto, nei suoi scritti e negli interventi sia in teatro che in dibattiti pubblici, che noi stiamo vivendo in una società il cui programma fondamentale è: disinformare. Cioè attraverso la gran parte degli interventi televisivi, radiofonici, giornalistici, arrivare a ubriacare un pubblico a forza di fandonie e notizie scandalistiche ad effetto per giungere a ipnotizzare la gente dentro una caterva di interventi banali, vuoti di ogni valore culturale e soprattutto manipolati, cioè falsi. Perciò Franca ha voluto lasciare soprattutto ai giovani e in particolare alle donne questo scritto, frutto di un'esperienza che parte dalla sua giovinezza, dalle lotte sociali, gli interventi contro lo sfruttamento del lavoro spesso mafioso, contro le guerre di conquista camuffate da battaglie per la pace ma tempestate di cadaveri... Fino alla sua ultima esperienza, quella in Senato, e alle sue sofferte dimissioni.  Dario Fo

 

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Al parco Buzzaccarini di Monselice un platano secolare, una targa e una statua per ricordare Franca Rame

Un albero, una targa e una statua, raffigurante un abbraccio, di Domenico Travaglia. Sono l'omaggio della città della Rocca ad una donna il cui impegno, a teatro e civile, deve essere d'esempio. Così, al parco Buzzaccarini, al sipario d'improvvisazione teatrale, si è aggiunta una scena tutta reale. Migliaia gli spettatori. Tra loro anche il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi, e Mariacarmine Melone, volontaria del parco.

Il premio Nobel Dario Fo, ospite d'eccezione al Parco Buzzaccarini, dove in serata ha portato in scena lo spettacolo «In fuga dal Senato», tratto dal libro omonimo della compianta moglie Franca Rame. Prima, però, il Maestro ha emozionato e si è emozionato all'intitolazione di un platano secolare a Franca, alla quale sono state anche dedicate una targa commemorativa e una statua raffigurante un abbraccio, realizzata dall'artista locale Domenico Travaglia.

«Franca sarebbe felice, è un regalo bellissimo. Amava gli alberi e insieme ne abbiamo piantati a centinaia. - ha commentato Fo - non mi immaginavo però un albero tanto grande! Ma così era lei».

Dario Fo ha ricordato l'impegno civile della moglie. «Franca ripeteva sempre che la cosa peggiore che può succedere a una donna è non conoscere il proprio valore - ha spiegato al pubblico - alle donne diceva: «Dovete diventare intelligenti». E sapete come si diventa intelligenti? Imparando a far ridere gli altri della loro pochezza».

Fo non ha risparmiato battute e gag esilaranti, scherzando coi presenti e anche con il sindaco Francesco Lunghi e ironizzando sul premier Matteo Renzi. Ma per la città di Monselice ha usato belle parole: «È una città ospitale anche per come è strutturata. Le vie,l le piazze, i palazzi, le piante rendono Monselice piacevole e avvincente».

Il maestro ha concluso il suo intervento prima dello spettacolo recitando in umbro antico un discorso di San Francesco agli uccelli.

 

 

"A Franca Rame, donna che non si è mai chinata al potere dei più forti, che la sua testimonianza umana, civile e politica continui a guidarci nella ricerca della libertà"

Con profonda stima

I Volontari del Parco Buzzaccarini

Cesenatico: i poeti rendono omaggio a Franca Rame

 

“Franca Rame”, ospite estiva e cittadina onoraria di Cesenatico da sempre, “è una delle voci più alte e coerenti della drammaturgia italiana al femminile, oltre che presenza umana e civile insostituibile. A lei dedichiamo questa sesta edizione” ribadisce Walter Valeri.

 

Comunicato Stampa -  La sesta edizione del Porto dei Poeti di Cesenatico, che quest’anno si svolgerà fra il 9-28 giugno, alza nuovamente le vele.

Malgrado il polemico distacco dall’attuale amministrazione, con la magia delle parole entra negli alberghi, fra i tavoli dei ristoranti, nelle osterie della città. Offre ai turisti un intenso programma di letture, spettacoli e incontri. La manifestazione, ideata e diretta da Stefano Simoncelli e Walter Valeri, da anni riscuote un’autentica stima e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, sia da parte della stampa che degli addetti ai lavori. Fra le presenze internazionali di spicco delle passate edizioni quelli di Sam Cornish (USA) primo Poeta laureato della città di Boston, Louise Halfe (Canada) Tadashi Kondo (Giappone) David Castillo (Spagna) Pol Hoste (Belgio) Klaus Johannes Thies (Germania) Julio Monteiro Martins (Brasile). A questi si sono aggiunte voci significative della poesia italiana, fra cui quella di Fernando Bandini, Maurizio Cucchi, Giovanni Nadiani, Fabio Pusterla, Rosita Copioli, Francesco Scarabicchi, Adelelmo Ruggieri,Carlo Carabba, Annalisa Teodorani e giovani promesse di sicuro talento. In questa sesta edizione si segnalano le prestigiose presenze di Mario Santagostini, Maurizio Brusa, Fawzi Karim, Giancarlo Sissa, Serena Dibiase, Padrizia Dughero, Roberto Mercadini, Laura Turci, Simonetta Sambiase e Pina Piccolo. “La manifestazione è stata concepita per i giovani, per gli appassionati di poesia in genere, ma anche per quelli che timidamente si avvicinano alla poesia per la prima volta”, precisano gli organizzatori, “Nostra sarà la responsabilità e il compito di non deluderli o annoiarli”. Oltre cinquanta i poeti, scrittori, musicisti e critici letterari che hanno partecipato alle passate edizioni e anche quest’anno il cartellone è fitto di eventi, con il sostegno di gran parte della città, di tante Associazioni culturali e la generosa disponibilità degli albergatori. Inoltre Il Porto dei Poeti quest’anno farà nascere una piccola rivista letteraria che verrà messa a disposizione del pubblico e avrà per titolo Taccuino senza le date, citando dal titolo dell’ultimo volume di versi di Marino Moretti, nume letterario tutelare della città, con contributi straordinari di Giorgio Caproni, Sam Cornish, Fawzi Karim, Franca Rame e Andrea Zanzotto. In chiusura i poeti renderanno omaggio a Franca Rame, con una lettura di alcune pagine edite sul Taccuino senza le date tratte dal suo diario il 15 giugno, alle ore 17, nella terrazza del Grand Hotel, a cura di Gianni De Luigi con gli attori dell’Istituto Commedia dell’Arte Internazionale di Venezia; assieme ai giovani allievi della Scuola Musicale “Italo Caimmi” di Cesenatico diretta da Marzio Zoffoli che suoneranno per Franca Rame. “Franca Rame”, ospite estiva e cittadina onoraria di Cesenatico da sempre “è una delle voci più alte e coerenti della drammaturgia italiana al femminile, oltre che presenza umana e civile insostituibile. A lei dedichiamo questa sesta edizione” ribadisce Walter Valeri. Successivamente la manifestazione si sposterà all’Osteria Del Montesino di Bologna, alla Casa della Poesia di Milano, al Museo Internazionale della Maschera “Amleto e Donato Sartori” ad Abano Terme e, per concludere, il 28 giugno a Venezia.

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Domenica 22 giugno 2014 alle ore 21.25, Dario Fo torna a recitare in prima serata su RAIUNO “Francesco”.

Domenica 22 giugno sei con noi?

Domenica 22 giugno sei con noi?

È stata dura, ma dopo sette anni di porte sbattute in faccia e di funzionari che sparivano dopo il primo incontro, finalmente siamo riusciti a riportare Dario in televisione, con lo spettacolo Francesco, lu Santo jullare, domenica 22 giugno, alle ore 21.25 su Rai1, una prima serata, di respiro culturale nel bel mezzo dell’orgia del calcio mundial. 
Dario ha riscritto in una lingua più accessibile, ma sempre mirabolante, il testo sulla vita del Santo; le riprese sono state effettuate negli studi Rai di Napoli, con la partecipazione di un pubblico grandioso ed entusiasta: mille persone a sera per 3 sere consecutive. Ed è stata veramente un’interpretazione grande! E di notevole attualità, visto che Papa Francesco, proprio rifacendosi alla vita del Santo e al suo spirito rivoluzionario, sta concretamente rinnovando la Chiesa, cacciando i mercanti dal tempio e chiedendo ai cristiani di aprire il loro cuore all’amore, alla solidarietà e alla tolleranza.
Il ritorno di Dario sulla Rai è un evento per chi lo ama e per chi ama il teatro. Da molti anni si è valutato che il teatro non potesse andare più in onda in prima serata, per ragioni di audience… Complici i sistemi di rilevamento che non vedono una parte del pubblico (i diversi… noi…), si è rinunciato a offrire una delle forme di arte più potenti agli occhi e alle orecchie dei teledipendenti.
Quindi è in ballo una scommessa, tra chi pensa che lo spettacolo raccoglierà una misera percentuale della platea televisiva e chi come noi è convinto che si possa ottenere un risultato in termini di puri ascolti comunque più alto.
Ed è chiaro che se riusciremo a portare davanti alla tv un gran numero di persone otterremo la possibilità di far trasmettere sui canali Rai anche gli altri spettacoli che in questi sette anni Dario e Franca hanno registrato (a loro spese) e che sono ancora nei cassetti…
E inedite sono restate anche decine di lezioni di Dario e Franca sul teatro e una eccezionale storia d’Italia degli ultimi 50 anni raccontata da chi l’ha vista da un palcoscenico montato in una casa del popolo, una fabbrica occupata, una piazza gremita di persone e striscioni di protesta…
Quindi se vuoi darci una mano fai sapere ai tuoi amici che Dario sarà in tv. E guarda la trasmissione da un computer. Così si vede che la stai guardando e freghiamo l’Auditel che non ci rileva! Se un milione di computer si collegheranno non ci saranno dubbi sul fatto che il teatro ha diritto di esistere in televisione.

Grazie dell’ascolto.

Aggiungo solo una nota sulla follia del mondo…
Vi ricordate perché Dario e Franca vennero cacciati per l’ennesima volta dalla Rai?
La colpa imperdonabile fu quella di aver proposto uno spettacolo nel quale si sosteneva che il grande Giotto non era l’autore dei dipinti della basilica superiore di Assisi.
Al vescovo dava fastidio che si affermasse un’idea che peraltro era condivisa pure dagli stessi frati francescani di Assisi!
Meno male che questi 7 anni di censura inflitti a Dario Fo, colpevole di lesa maestà pittorica (!!!), sono finiti!

Jacopo Fo

 

 

Dario, San Francesco, Santo Web e Rai1 (e GRAZIE!)

Anche a nome di Dario vorrei ringraziare tutte le persone amabilissime che ancora una volta hanno voluto aiutarci nella campagna di comunicazione per far sapere della messa in onda dello spettacolo il 22 giugno. È stato un tam-tam grandioso che ha fatto la differenza. I risultati sono stati strepitosi.

Molti avevano valutato fosse impossibile superare il 3% di share, siamo arrivati al 10,82 (più di 2 milioni di persone) con punte che hanno superato il 15%!!!

L’hashtag #DarioFo è arrivato a superare Rolling Stones su Twitter, piazzandosi al quinto posto con più di 70 mila messaggi che contenevano #DarioFo. Migliaia sono stati anche i commenti in rete. Ancora non abbiamo i dati completi della fruizione via web ma hanno superato i 40 mila contatti. Quindi possiamo ben sperare che tutti gli spettacoli di Franca e Dario già videoregistrati possano andare in onda prossimamente sui tuoi schermi.

Anche questa scommessa impossibile l’abbiamo vinta. E a vincere potremmo anche prenderci gusto.

Grazie.

Jacopo Fo

 

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