Il Nobel per i disabili

Il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus partecipa alla campagna "Un sacco di vita" per i senzatetto

Nel 2013 116 persone sono morte per ipotermia. Un sacco a pelo può salvare la vita di un senzatetto, fermiamo questo disastro!
Grazie al vostro aiuto con il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus siamo riusciti a raccogliere denaro per acquistare 160 sacchi a pelo. Un altro piccolo sforzo e arriviamo a 200. Bastano 20 euro!
Grazie a tutti!

Ogni sacco a pelo costa infatti 20,00 euro. Abbiamo già fatto un bonifico di 1.000 euro (pari a 50 sacchi a pelo) all'associazione Clochard alla Riscossa, che patrocina l'iniziativa e che mira ad arrivare a 50.000. I sacchi li acquistano loro direttamente nella città in cui verranno poi distribuiti gratuitamente a chi si prepara a un'inverno sulla strada.
Ci date una mano ad aiutarli?
Jacopo Fo per Un sacco di vitaFate una donazione al Comitato con causale "Campagna Un sacco di vita". Potete usare il conto corrente bancario o postale (bonifico) o il circuito Paypal per una donazione con carta di credito. Entro il 15 dicembre, così da poter distribuire tutti i sacchi a pelo per la fine dell'anno.
Se aderite mandateci una mail di segnalazione per favore.

Coordinate per le donazioni
BONIFICO BANCARIO intestato a Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili Onlus
BANCA POPOLARE ETICA Iban IT15L0501803000000000137020
Codice Bic CCRTIT2T84A

VAGLIA POSTALE: Beneficiario Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
Indirizzo Località Santa Cristina, 53 - 06024 Gubbio (Perugia)

PAYPAL: Clicca qui

Per maggiori informazioni sulla campagna "Un sacco di vita" clicca qui

 

SACCHI A PELO FINANZIATI FINORA 185

Aggiornamento 29/11/2013: Abbiamo scritto all'associazione Clochard alla Riscossa, promotrice dell'iniziativa dei sacchi a pelo, chiedendo un breve report sulle distribuzioni.

75 sacchi a pelo distribuiti in due uscite a Roma
19 a Firenze
48 a Milano
Il 6 dicembre saranno a Torino, poi Palermo e Arezzo

Anno: 

LE COOPERATIVE SALVERANNO IL MONDO!

Corso di formazione sull'imprenditoria cooperativa. Come costituire e gestire una società cooperativa.

Il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus organizza un Corso di formazione sull'imprenditoria cooperativa. Come costituire e gestire una società cooperativa

Libera Università di Alcatraz 6-8 novembre 2013

Presentazione del corso: il Corso di Formazione sull’imprenditorialità cooperativa nasce dall’esigenza di fornire a chi intende creare una impresa mutualistica gli strumenti più adeguati per raggiungere i propri scopi.
Le cooperative sono imprese antiche, eppure molto moderne e straordinarie, perché colgono le esigenze delle fasce più deboli della popolazione e tendono alla soluzione dei problemi di base.
In questo momento di profonda crisi economica e sociale le cooperative rappresentano un baluardo indispensabile per chi intenda vedersi garantita, ad esempio, una continuità occupazionale o la fruizione di servizi socio sanitari.
Il corso si rivolge ai futuri soci di società cooperative, ma anche a soci e manager di società cooperative già costituite che intendano migliorare le proprie conoscenze mutualistiche.
Scopo del corso: la formazione imprenditoriale è essenziale per tutti coloro che intendano costituire una società. Il settore cooperativo ha regole proprie che devono essere conosciute dai futuri imprenditori.
Lo scopo del corso è quello di fornire un ventaglio di informazioni di base per avere una piena consapevolezza del percorso imprenditoriale nel settore cooperativo.
Il corso ha una impostazione molto pratica e affianca alla disamina della legislazione societaria e fiscale, la realizzazione di esercitazioni, tra cui la redazione di un business plan, strumento essenziale per la costituzione di una nuova società.

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI

Gratuito per coloro che fanno parte già di cooperative sociali o di lavoro, per associazioni di volontariato e per chi ha un reddito basso grazie a un contributo del Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus.
Per info e iscrizioni info@alcatraz.it oppure telefonare allo 075/9229938-39-14

A SEGUIRE, 8-10 NOVEMBRE, CORSO SULLA GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE. Clicca qui per maggiori informazioni

Anno: 

Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus: Aiutaci a realizzare la Casa delle Diverse Abilità

All’interno dell’Ecovillaggio Solare di Alcatraz vogliamo costruire una casa che oltre ad essere atossica e ad alta efficienza energetica (bolletta zero per elettricità, riscaldamento e refrigerazione estiva) sia pensata come luogo di sperimentazione delle più avanzate tecnologie che permettono a persone diversamente abili di poterla abitare in modo autonomo.

Vogliamo collaborare con associazioni e cooperative di disabili per arrivare a realizzare un appartamento privo di barriere architettoniche e dotato di tutti gli accorgimenti utili a una fruizione soddisfacente per portatori delle più diffuse disabilità. Ad esempio arredi ergonomici, percorsi leggibili per non vedenti, sistema demotico verbale con comandi vocali per gli impianti (temperatura, areazione ecc). Inoltre vogliamo dotare la casa di mezzi di trasporto innovativi come la carrozzina dotata di sistema Segway, capace di salire le scale e di permettere spostamenti in posizione eretta. 

Questo progetto è patrocinato dall’associazione Onlus il Nuovo Comitato un Nobel per i Disabili, fondato da Dario Fo e Franca Rame.
Il costo della costruzione di 96 mq commerciali e delle relative infrastrutture, dotazioni energetiche, 2.000 mq di terreno, e quota di proprietà condominiale (piscina calda e fredda, sala multifunzionale di 165 mq, lavanderia, 230.000 mq di parco) è di euro 250.000, ai quali vanno aggiunti 200.000 euro di dotazioni tecnologiche e arredi.
Su questa iniziativa il Comitato un Nobel per i Disabili sta cercando sponsor pubblici e privati e apre una sottoscrizione con un contributo di 50mila euro.

Lanciamo quindi una sottoscrizione per raccogliere la cifra di 450.000 euro.

 L’appartamento sarà costituito da 2 stanze da letto, 1 bagno e un soggiorno-cucina open space. La gestione dello spazio e la proprietà saranno del Comitato Nobel per i Disabili. Le stanze verranno affittate a 25 euro a notte a persona, qualora gli ospiti abbiano la possibilità di pagare. Detratti i costi di gestione tutto il ricavato verrà utilizzato per offrire soggiorni gratuiti o a tariffe ridotte a persone diversamente abili e appartenenti a fasce sociali economicamente disagiate.
 

È possibile fare un versamento per contribuire alla realizzazione di questo grande progetto al NUOVO COMITATO IL NOBEL PER I DISABILI ONLUS 
(Località Santa Cristina 53, 06024 Gubbio PG. Codice fiscale 92014460544)
tramite:
 
CONTO PAYPAL O CARTA DI CREDITO

 

BONIFICO BANCARIO

Intestato a Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
 
BANCA POPOLARE ETICA
 
Codice Iban  IT15L0501803000000000137020
 
Codice Bic  CCRTIT2T84A
 
VAGLIA POSTALE
 
Beneficiario  Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili 
 
Indirizzo  Località Santa Cristina, 53 -  06024 Gubbio (Perugia)
 
 
 
 

TESTO IN INGLESE:

Help us to build a house for people with special needs!

We would like to build a non-toxic and energy efficient house within the Solar Ecovillage of Alcatraz (no electric power, heating or cooling bills). We will experiment with modern technological enhancements which allow people with special needs to live here independently. We will cooperate with special needs agencies and organizations in order to achieve a home with no barriers or limitations and fully equipped with special features to assist with most disabilities, such as ergonomic furnishings, special readings for blind people, domotic systems with verbal commands for air flow and temperature control, etc. We will also add innovative transportation devices such as the special Segway system wheelchair which can take you up the stairs and allow upright movements.

This project is sponsored by the Onlus organization "Onlus Il Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili" founded by Dario Fo and Franca Rame.

The unit will be 96 mq with relevant infrastructures and energetic features and 2000 mq grounds in addition to the common areas (heated and cold swimming pool, 165 mq common lounge, laundry room, 230,000 mq park. The construction costs will be 250,000 Euros and the special technological features and furnishings will amount to 200,000 Euros.

"Comitato un Nobel per i Disabili" is sourcing public and private sponsors and has subscribed for 50,000 Euros. We would like to find further subscriptions for a total of 450,000 Euros.

The unit will comprise 2 bedrooms, 1 bathroom and living room with kitchen area and will be managed by the organization. The rooms will be rented out at 25 Euros per person per night if the guests can pay. Once all management costs have been covered, any gains will be utilized to offer free or low cost holidays to people with special needs or social groups with financial difficulties.

You can help us achieve this goal!

 
 

Anno: 

LE BARRIERE INVISIBILI – di Mimmo Grasso

Nel luglio di quest’anno ho assistito a uno spettacolo sul lago di Monteverde, in Alta Irpinia, la cui protagonista era Simona Atzori. Stavo seduto in alto ed ero giunto ovviamente in ritardo. Una ragazza eseguiva sul palco (sistemato sull’acqua)  passi di danza particolarmente complicati, inseriti in un contesto scenografico suggestivo. A fine spettacolo con alcuni amici mi recai verso i camerini per fare i complimenti alla ballerina e chiederle alcune delucidazioni sulla scenografia che lei stessa aveva elaborato. Nel presentarmi porsi la mano che, però, mi rimase a mezz’aria perché Simona  non si decideva a stringerla. Ho pensato che fosse una presuntuosa e già stavo per incazzarmi  producendo un lacumoto. Avvertii un deciso dolore al braccio destro. Qualcuno mi stava pizzicando come per dirmi qualcosa o farmi notare una gaffe. Fu allora che, voltando la testa al pizzicottatore e continuando a guardare Simona, mi accorsi che lei  non aveva le braccia. Come mai non me ne ero accorto durante la sua esibizione? Simona, comunque,  mi sembrò allora ancora più dotata di arti, cioè artista. Ma, si sa, sono casi eccezionali dovuti a personalità eccezionali. E gli altri, i “disabili normali” (ma guarda che contraddizione in termini), quelli che non ce la fanno, che non hanno vocazioni o sostegni particolari e che devono comunque tirare a campare nella società dei normaloidi? Come fanno quelli che non ce la fanno? Ieri ho letto un comunicato della Presidenza della Repubblica sulla giornata del disabile e in particolare su come la nostra società può e deve offrire pari opportunità di lavoro ai propri cittadini. Nell’elenco dei presenti e invitati non c’era il nome che più di tutti mi sarei aspettato di leggere, vale a dire quello di Franca Rame. Ovviamente mi sono chiesto perché e altrettanto ovviamente non so darmi una risposta. C’erano un po’ tutti, di destra e sinistra,  anche il ministro Turco che, con Napolitano, firmò  la Turco-Napolitano (l’espressione non  riguarda l’omonimo film di Totò ma una legge utile per le questioni degli immigrati). A tale proposito, quando si parla di immigrati da mandare via perché bla-bla, a nessuno viene in mente che gli americani della Nato e delle basi militari sono pur sempre, in senso stretto,  immigrati. A Napoli, ad esempio, vengono per numero di presenze subito dopo gli ucraini, che sono i più numerosi. Mah. E “mah” anche alla domanda “perché non hanno invitato Franca Rame?”. Ma perché, poi,  avrebbero dovuto farlo?. Beh, diciamo che è presente sulla questione da quando è nata (e quindi ha sviluppato una competenza specifica), che è una senatrice (e dunque può dare un contributo operativo ai dispositivi di legge, proprio per la sua esperienza sul campo). Non è sufficiente? E allora aggiungiamo che ha adottato, erogando un solido contributo coi suoi soldi, venticinque disabili gravi in varie parti della penisola. Neanche è sufficiente? Ma insomma quali titoli servono perché  il curricolo non venga cestinato? Ah, dimenticavo: ha dato vita a una fondazione per i disabili acquistando pullmini, attrezzature, promuovendo attività di sensibilizzazione ecc. Da dove ha preso i soldi? Erano  della sua famiglia, quelli del Nobel dato al marito Dario, mica bruscolini. Neanche basta? Ha chiesto ai suoi lettori di darle indicazioni su come impiegare in attività di solidarietà 100.000 euro (la sua paga di senatore). Neanche basta? Volete i miracoli? Possiamo provarci, tanto basta osservare i politici attuali per capire come si fa a camminare sull’acqua. Franca ha fatto tutto questo  in epoche non sospette; attualmente  abbondano le velinette o le attrici fuori moda che, per tornare sotto i riflettori, non esitano a farsi fotografare con il “sì-buana” , il disabile, il paria, il fellah, il napolegno, il lazzariota, il zanni. Sciò,sciò. E’ gente che utilizza la povertà e il dolore degli altri per fare spettacolo. Cosa c’è di più scandaloso (Chi scandalizza…sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino…, Matteo, 18,2)? Ma il fatto misterioso è che gli ascoltatori e spettatori provano un oscuro piacere in queste esibizioni buoniste perché quei tizi che a volte ritornano  hanno surrogato un dovere, umano e cristiano (religioso, comunque) prima che civico. Non si può essere cristiani a cottimo. E’ vietato.  La delega che costoro assumono su di sé (per il tramite delle società di marketing e delle case di produzione) è virtuale . Dunque il nostro bisogno di dare e ricevere carità (com-passione) si trasforma in qualcosa di alineato, semprechè non si debba mettere mano alla tasca. Comunque, non ho ancora trovato una giustificazione plausibile al fatto di non aver visto Franca né tra i relatori né tra il pubblico. Non me ne dò pace. In una giornata così importante per i portatori di handicaps avremmo voluto ascoltarla volentieri. Forse avrà trovato barriere architettoniche all’ingresso? Ho capito: è una portatrice di handicappati.
 
                                                                           Mimmo Grasso


Truffa a Nobel Disabili: ex collaboratore condannato a 2 anni e mezzo

12 Novembre 2007

Due anni e sei mesi di reclusione e un risarcimento in via provvisionale di 200 mila euro: è questa la condanna decisa dal Tribunale di Milano per Luciano Silva, ex collaboratore di Dario Fo e Franca Rame che sottrasse 400 mila euro al 'Comitato per i disabilì creato con i fondi che Fo aveva ricevuto quando vinse il premio Nobel. Silva è stato riconosciuto colpevole di truffa e falso in scrittura privata.
Rubò 400mila euro: ex assistente di Fo condannato a 2 anni (Corriere della Sera)
Trenta mesi ad ex collaboratore di Fo (Cronacaqui)
Si intascò i soldi destinati ai disabili. Due anni e mezzo al consulente di Fo (Epolis Milano copertina  - articolo)
Ex collaboratore di Dario Fo condannato per truffa (Giornale di Sicilia)
Fo truffato, due anni e mezzo a ex collaboratore (Il Giorno)
Truffò Dario, condannato (La Prealpina)
Truffa al Premio Nobel Fo: 2 anni all'ex collaboratore (Leggo Milano)


IL NOBEL PER I DISABILI

Sullo stesso argomento leggi questo post
1998
Il  Comitato “Il Nobel per i disabili”, viene fondato nel 98 con 1 miliardo e 689 milioni ricevuti da Dario Fo con il Premio Nobel, più incasso vari spettacoli, vendita di oltre 400 lito, il tutto eseguito da 15 disegni di Dario. Abbiamo avuto negli anni,  il contributo dell’Autogerma di Verona: 1.720.000.000 (un miliardo settecentoventi milioni).
In questa operazione ho avuto il valido aiuto di una persona conosciuta ad un pranzo, il commercialista Luciano Silva, molto attivo e coinvolto.
Giudico questo incontro molto fortunato!  
2004
Nel maggio scopro, del tutto causalmente, che il mio stretto collaboratore, il commercialista Silva (non è neppure ragioniere!!) s’è intascato 7 milioni e 200 lire, assegno a me intestato, ma con la complicità di un funzionario della  BANCA POPOLARE DI MILANO, ritira i contanti con la mia girata, FALSIFICANDO LA MIA FIRMA.
Dopo tre mesi di intenso lavoro con due commercialisti, arriviamo a quantificare l’ammanco: circa 1 milione di euro.
DOLORE E SBALORDIMENTO!
Durante questi mesi ero come impazzita.
Stavo in ufficio ore e ore a volte fino a mezzanotte. A volte mi coricavo stremata per alzarmi poco dopo, e scendere di nuovo in ufficio.
Non potevo accettare questo ignobile furto, mi sentivo responsabile e tradita da una persona che ogni mattina veniva a casa nostra, che stimavamo per il grande lavoro che svolgeva per il Comitato, e che aveva tutta la nostra fiducia.
Era pure retribiuito: 3 milioni al mese più £1,500.000 per la segretaria. Si fosse intascato denari alla  nostra famiglia, non sarei stata così male.
2004
Viene denunciato alla magistratura in agosto.
Presentata la denuncia arriva per me il crollo.
Mi metto a letto e ci rimango per 15 mesi.
Dario e Jacopo non sapevano più che fare. Non riuscivo a reagire. Pressione da rana anemica: 60 massima trenta minima. Mangiavo e vomitavo. Non dormivo: nella testa pensieri neri, come chi ci aveva fatto tanto male. Non stavo in piedi. Quando tentavo di muovermi lo facevo con grande difficoltà…
Mi hanno trovato svenuta in ufficio, in ascensore, per strada. Abbiamo dovuto disdire tutti i contratti per impegni teatrali sia in Italia che  all’estero: Spagna,  Grecia, Inghilterra, solo Dario lavorava.
Mi ci è voluto molto tempo per riprendere  ad avere un rapporto normale con il mio prossimo.
2005
Dopo una mia dettagliata intervista uscita su Repubblica, partono le indagini della Finanza sul Silva e vengono scoperti ben 21 conti a lui intestati e alla fine viene stabilito che il Comitato ha subito un ammanco di 390.000 euro (contro il milione da noi denunciato).
2007
Finalmente, arriviamo al processo.
Il pm dottoressa Perrotti dopo un’arringa “potente” chiede 3 anni e due mesi di carcere (per i 390.000 euro).
Arringa del nostro avvocato difensore Giuseppe Fornari il 15 ottobre che parla dell’ammanco di 1 milione di euro, e chiede un risarcimento di 2 milioni di euro. Ci sono anche da stabilire i danni biologici da me subiti. La sentenza il 27 novembre.

Il “nostro” è recidivo (dall’82 ha a che fare con la giustizia – è stato anche carcerato) ha quindi poco da stare allegro.
ASPETTIAMO CON ANSIA…
IN QUESTO MOMENTO IL COMITATO STA TERMINANDO I SUOI FONDI. OGNI MESE SPEDIAMO DENARI IN SOSTEGNO ED AIUTO PERSONE IN DIFFICOLTA’, DISABILI E ALTRI.
SPERIAMO CHE CI ARRIVINO E DENARI RICHIESTI E CHE SI POSSA CONTINUARE AD ASSITERE CHI NE HA TANTO BISOGNO.


TRE NOBEL A POMIGLIANO

Tre Nobel a Pomigliano d'Arco Pomigliano d'Arco ha ospitato nel mese di Maggio (ah!,maggio) tre nobel: quello per l'energia, per la solidarietà, per la gioia. Il nobel per la gioia è andato a Gianluca. Chi è Gianluca? Un disabile di Pomigliano che, pur incespicando con la glottide e la lingua, parla un italiano correttissimo. Gianluca si muove su una sediaarotelleelettricacarrozzatacoivetri , un po' come l'auto del Papa, ma in miniatura (l'auto, non Gianluca - o no?) e con tanti fogli scritti incollati sui lati di questo strano aggeggio. Dario Fo frequenta la Patafisica, ovvero la Scienza delle Soluzioni Immaginarie, e scommetto che neanche lui sarebbe riuscito a immaginare questo modo di comunicare, escogitato da una persona totalmente disabile.La carrozzella di Gianluca è in fondo anche una metafora della nostra vita perchè, in fondo, siamo un po' tutti disabili in vetrina, con tanti fogli di vissuto appiccicati ai vetri sperando che qualcuno li legga facendoci sentire uomini tra gli uomini.Gianluca ha girovagato per Pomigliano col motore al massimo, gridando (senza balbettare), taciurlava commosso perchè la madre era andata a ritirare una cosa alla posta (ansionsa: nessuno mi scrive mai. Che sarà? L'intimo di sfratto?) ed è quasi svenuta vedendo che si trattatava di un bonifico di 500 euro (il primo di un vitalizio) a favore del figlio che, si sappia, lettori, non ha mai chiesto al comune qualcosa per sè, che pure ha bisogno anche di essere imboccato, ma solo di aumentare le ore di assistenza per i genitori, criticamente malandati anche loro. Ricordo adesso un verso di Apollineare"...e poi c'è la bontà, enorme contrada dove tutto tace" e, che, se parla, grida come Gianluca. Avete apito certamente che a decidere per questo vitalizio sono stati Franca e Dario. Se ho deciso di parlarne a questa misteriosa e forse misterica comunità del blog è perchè questo evento è un fatto etico, che riguarda i comportamenti e in particolare quei comportamenti che rinforzano la nostra coscienza civile, le danno un senso, valgono come la rivoluzione che genera l'amore e il rispetto per il prossimo. Dovete sapere, lettori del blog, per calare bene il senso di questo gesto nel vissuto vesuviano, che a due passi da Pomigliano cv'è un santuario celeberrimo,sede di un importante museo di religiosità popolare, frequentatissmo da antropologi di tutto il mondo, dedicato alla Madonna dell'Arco, che è poi la Grande Madre. Ovviamente, molti di noi vedendo Gianluca e venuti a conoscenza dei suoi exultet è venuto naturale abbinare Franca alla Grande Madre, grande sia per la zolla che è il suo cuore che per i figli che ha adottato, varie decine di disabili. Ma com'è cominciata questa storia con appendici fiabesche? Il 14 aprile il cantore Colasurdo ed Enzo La Gatta organizzano una "Veglia per i diritti" sotto una tenda, davanti ai cancelli dell' Alfa-Avio di Pimigliano. E' una veglia di solidarietà per gli operai cassintegrati ma anche un' occasione per incontrarsi e discutere di un territorio ad altissimo rischio sociale, in cui la camorra governa l'economia ed apre sacche di reclutamento ai disagiati, ai precari (che a Napooi sembrano un po' più precari dei precari), ai giovani disoccupati la cui unica certezza di lavoro è che avranno un posto da disoccupato, agli analfabeti che a sette anni hanno dovuto lasciare la scuola. Franca Rame viene da noi, sosta con noi sotto la tenda, mangia con gli operai e le loro famiglie, discute del futuro dell'Italia, si confronta con i nostri bisogni, le nostre attese. Ci interpreta. Lettori, vi faccio vedere la foto della scena: una tenda verde, sgnagherata; facce sudate e incazzate; Colasurdo con la sua voce araba che come un muezzin intona "fronne" facendo a gara con la sirena della fabbrica (le gambe divbaricate, la mano aperta all'orecchio, potente come un tritone); Enzo La Gatta in questa foto è venuto un po' mosso perchè ha l'2arteteca", come sempre; massaie con odore di detersivo; passanti e curiosi; l'aria intrisa di polvere di ferro e olio industriale; Franca seduta, impassibile (con lo stesso tailleur che indosserà durante lo spettacolo), in posizione di ascolto attivo; voci; voci di voci. Il tutto avviene sotto un albero di tiglio. Dovete sapere che quest'albero era quello intorno al quale nell'antichità si riuniva il popolo per le sue assemblee ed è lo stesso scelto dai rivoluzionari partenoperi del 1799 per simbolegggiare l'albero della libertà. Non so che pensare. Forse sto in una situazione di dejà vu, forse la storia di Napoli richiama stormi sotto quelle fronde ed echi arcaici nelle fronne di Colasurdo. Franca decide di dare un segnale forte di solidarietà e, all'istante, si organizza uno spettacolo con lei e Dario. Viene scelta come data il primo maggio (ma credo che sia stato il primo maggio a scegliere noi). Partono staffette in tipografia, al Palapartenope. Inizia il lancio di e-mails e di comunicati. Tutti i giornali e televisioni ne parlano. Il primo maggio, come sapete, muoiono persone a Sorrento per scarsa sicurezza in un cantiere. L'indignazione per le morti bianche espressa da Franca e Dario è terribile e tellurica. Enzo piange perchè con le "Nuove Nachere Rosse" ha creato una fondazione per le morti bianche a Sant'Anastasia per ricordare gli operai morti nello scoppio di una fabbrica molti anni fa (ma, agli inizi di maggio, un'altra ne è scoppiata a Gragnano). Vogliamo Franca e Dario in testa al corteo che, quest'anno, parte proprio da Pomigliano. Tamburi rullanti, tammorre, nacchere e pugni alzati a percuotere i nembi. Sui ddenti nella bocche spalancate un'antica ruggine. E' la marcia del riscatto di Pomigliano. Il corteo, lungo e flessibile come un serpente cinese col volto di tigre, s'incerchia intorno a Franca e Dario. Li spingiamo sul palco: ci sentiamo rappresentati da loro e non da politici che da anni hanno gettato la spugna, tumefatti e con le idee ammaccate. La sera, dalla tenda di Pomigliano andiamo al tendone del Palapartenope. Franca recita (e, lettori, con quale grazia, potenza e vibrazione) il monologo "Madre coraggio", la storia di Cindy Sheehan che ha perso il figlio in Iraq (ma vuoi vedere che non ho sbagliato a immaginare Franca come Grande Madre? Anche Cindy è una madre. Coincidenza?). Un monologo anche quello di Dario, Storia della tigre,. Il riferimento ai ruggiti del corteo è evidente così come il binomio madrecoraggio-tigre nonchè l'esortazione alla tigre partenopea in sonno afinchè ritrovi la sua dignità attravrso l'indignazione, indignazione che rimonta se Napoli si riconosce nella sua storia, nelle sue cellule memoriali e memorabili perchè, in fondo, dopo Atene, è la città pilota più antica dell'occidente. Gli operai salgono sul palco. Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Marcello Colasurdo cantano gli "inni" di Napoli. Nella tenda esce il sole, richiamato dai tre sciamani. Nel camerino, Franca accoglie molte persone, soprattutto donne. Si intrattiene a lungo con loro. Mi sento di stare assistendo a un incontro di vecchie amiche popolane che si bisbigliano confidenze. Lettori, vi auguro un'esperienza simile perchè se ne esce molto più ricchi, confermati nei propositi quando si vorrebbe buttare anche noi la spugna, ci si sente partecipi alla catena di montaggio di tante storie, coivolti nelle decisioni e non cavalcati e scavalcati da chi è affetto da caligolite (ricorate che Caligola nominò senatore il proprio cavallo?), partecipi dello spirito della Costituzione. Uscito dal Palapartenope, ho pensato che "Rame" nasconde in sè "mare" , solidale nella sua estensione e commovimento con una storia, mille storie, una notte, mille notti come questa. Avrei desiderato correre a Cuma per prendere un ramo di quercia e darlo a Franca. Lo faccio, qui: ti diamo, cara Franca, "il ramo d'oro" della solidarietà. Mi è però rimasta una domanda, che giro all'interessato: come hai fatto,Dario, a ottantuno anni, dopo un'ora e mezza di ruggiti, a mettersi a suonare la tammorra coi cantori vesuviani e, per giunta, cantando? Dario, hai mica bevuto anche tu, come il protagonista del tuo monologo, latte di tigre? Per questo meriti anche il nobel dell'energia. Mimmo Grasso By mimmo grasso at Lun, 2007-05-14 11:00 | elimina | modifica | rispondi