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Aggiornato: 35 min 7 sec fa

Economia Circolare: come si riciclano i Raee

5 ore 51 min fa

Come si smaltisce correttamente e si ricicla il tuo vecchio smartphone?
Siamo entrati in un centro di raccolta e riciclaggio dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Non tutto quello che sembra un rifiuto è in realtà un rifiuto…
Interviste a Massimo Comunello, Area Commerciale SEA Servizi Ecologici Ambientali, e Giuseppe Ziliani, Amministratore SEA Servizi Ecologici Ambientali.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

Per approfondire leggi anche Rifiuti elettronici: cos’è il Decreto 1 contro 0
https://www.peopleforplanet.it/tag/raee/

Ghiaccio da record (negativo)

6 ore 9 min fa

In un certo senso non è nemmeno più una notizia: anche questo 2018 che si sta per concludere ha battuto tutti i record di temperature elevate nella regione artica. Più caldo di quest’anno è stato solo il 2016 ed entrambi stanno in un quinquennio dove le temperature dell’aria hanno superato tutti i record precedenti dal 1900.
Lo dice – per l’ennesima volta – il report dell’ente americano per le ricerche sull’atmosfera e gli oceani (Noaa), che dal 2006 stila un rapporto annuale sulla situazione del riscaldamento dell’Artico.
La novità (anche se annunciata) è che al continuo aumento delle temperature si stanno associando fenomeni che per gli stessi scienziati definiscono imprevedibili.
I ricercatori hanno messo in evidenza alcuni punti fondamentali:

• Dal punto di vista della temperatura dell’aria superficiale si conferma il riscaldamento di quella nell’Artico al doppio della velocità rispetto al resto del globo.
• Nella parte terrestre, il riscaldamento atmosferico ha generato di riflesso la tendenza al declino del manto nevoso, lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, l’aumento della portata estiva dei fiumi e l’espansione e l’inverdimento della vegetazione della tundra artica.
• Nonostante l’aumento della vegetazione disponibile per il pascolo, le popolazioni di caribù e renne selvatiche attraverso la tundra artica sono diminuite di quasi il 50% negli ultimi due decenni. Questo per una serie di interazioni complesse, che, semplificando, coinvolgono il tipo di vegetali di cui si cibano, i periodi di siccità e i periodi con condizioni climatiche avverse che non permettono la normale riproduzione.
• Nel 2018 il ghiaccio del mare artico è rimasto più “giovane”, più sottile e ha coperto meno aree rispetto al passato. Le 12 ampiezze minori rilevate nella registrazione satellitare si sono verificate negli ultimi 12 anni.
• Le osservazioni pan-artiche suggeriscono un declino a lungo termine dei ghiacci marini costieri terrestri da quando le misurazioni sono iniziate negli anni ’70, influenzando tutto ciò che è legato a questo ambiente, comprese le attività produttive e umane.
• Nella regione del Mare di Bering, i livelli di produzione di composti della Co2 nel 2018 erano a volte superiori del 500% rispetto ai livelli normali.
• Il riscaldamento dell‘Oceano Artico porta anche un’espansione delle proliferazioni delle alghe tossiche nocive che minacciano la catena alimentare.
• La contaminazione da microplastica è in aumento nell’Artico, rappresentando una minaccia per gli uccelli e la vita marina che può ingerire i detriti.

Per approfondire questo elenco il sito del Noaa è ricco di informazioni e grafiche. Purtroppo raccontano tutte la stessa notizia, che si ripete negli anni, e che noi umani non abbiamo evidentemente ancora preso sul serio.

Le ricette di Natale: Composta di mele cotogne

Sab, 12/15/2018 - 08:31

Ingredienti

Mele cotogne 1250 gr (pulite)
Zucchero 600 gr
Acqua 50 ml

 

Preparazione

Lavate e asciugate le mele cotogne, tagliatele a pezzi eliminando il torsolo.
Mettete le mele in una pentola in acciaio con il fondo spesso, copritele di zucchero, aggiungete l’acqua e cuocetele per 30 minuti a fuoco basso, mescolando solo quando lo zucchero si sarà sciolto.
Frullate con un frullatore a immersione e mettete la composta in vasetti di vetro con chiusura ermetica.
Sterilizzate i vasetti in una pentola con acqua per 20 minuti dal momento dell’ebollizione.
Toglieteli dal fuoco e lasciate raffreddare.

 

Il primo Flash Mob dei Pink Bloc

Ven, 12/14/2018 - 14:59

 

Le piante che accendono la luce. Le ha attivate a Pontedera l’Iit

Ven, 12/14/2018 - 09:33

Fa buio, accendiamo le piante. Basta collegare una presa elettrica alla base del fusto per accendere dieci lampadine a led: l’equivalente di 150 volt. Barbara Mazzolai e il suo allievo tedesco Fabian Meder se ne sono accorti quasi per caso nella sede di Pontedera dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). Proprio nel laboratorio vicino Pisa Mazzolai coordina il Center for Micro-Bio Robotics, che studia robot ispirati alla natura. “Per caso ci siamo accorti che picchiettando su una foglia di oleandro si genera energia elettrica all’interno della pianta” racconta la ricercatrice. Queste correnti erano state notate in passato, ma il loro perché resta un mistero, così come il meccanismo esatto di trasmissione. “Abbiamo proceduto per tentativi, battendo sulle foglie di oleandro alla ricerca del materiale e della frequenza migliori” racconta ancora Mazzolai.

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Festività natalizie “green”? E’ possibile, ecco come

Ven, 12/14/2018 - 01:22

Luci sui balconi, addobbi dentro le case e nelle vetrine dei negozi, cene di auguri. Il Natale è una festa molto amata sia dagli adulti che dai bambini ma che, tra un festeggiamento e l’altro, ha purtroppo un importante impatto sull’inquinamento. Perché tra avanzi di cibo che finiscono nella pattumiera, buste e carte regalo consumate in quantità e decorazioni in plastica usa e getta, il conto che si ritrova a pagare l’ambiente rischia di essere eccessivo.

Ecco allora qualche consiglio per vivere le festività natalizie nel rispetto dell’ambiente. Gli accorgimenti per rendere le festività natalizie più sostenibili, dagli addobbi, ai regali, fino al cenone arrivano da Road to green 2020, associazione no profit nata sull’onda dell’Expo 2015 di Milano “il cui scopo – si legge sul sito dell’associazione – è far crescere la cultura ‘green’ in Italia, per rendere la vita umana più sostenibile per il pianeta e per garantire un futuro migliore alle generazioni che verranno”.

Tre consigli per regali sostenibili

Per fare i regali di Natale date sfogo alla creatività: lavori a maglia o all’uncinetto, biscotti, marmellate o qualsiasi cosa sapete fare con le vostre mani. Potete cimentarvi anche nel riciclo creativo: sul web ci sono moltissimi tutorial che spiegano come trasformare materiale di scarto in splendidi oggetti ornamentali (alcune idee le abbiamo descritte qui). In questo modo, nel fare il regalo state anche donando il vostro tempo.

Se volete regalare abiti, sceglieteli in tessuti naturali e non trattati con agenti chimici tossici. Molte aziende vantano certificazioni ambientali che possono orientare le scelte. Se, invece, volete regalare dei cesti, meglio optare per quelli equo-solidali.

Incartate i regali con buste riutilizzabili o con carta riciclata e riciclabile.

Fare la spesa “intelligente”

Fate attenzione al carrello della spesa: fate sempre una lista di ciò di cui avete realmente bisogno, evitando di comprare cose in eccesso. Se anche in questo modo il cenone e il pranzo di Natale lasceranno molti avanzi in frigo, non gettateli nella spazzatura: invitate amici e parenti oppure condivideteli con chi ne ha bisogno, donandoli ad esempio alle associazioni che si occupano di chi è in difficoltà.

Privilegiate alimenti locali e stagionali, provenienti preferibilmente da agricoltura biologica.

Alcune specie animali, come il tonno rosso e l’anguilla, negli ultimi anni hanno visto ridursi notevolmente il numero degli esemplari, e sono considerati a rischio di estinzione. Meglio scegliere altro per i nostri pranzi e le nostre cene.

Decorazioni green

A Natale ci si può sbizzarrire con le decorazioni per la casa e la tavola. Ma non necessariamente devono essere un peso per l’ambiente: al posto delle vetrofanie in plastica, ad esempio, si può optare per addobbi da appendere alle finestre in materiali come legno, carta o lana. Evitare l’uso di decorazioni usa e getta.

Quanto alle luci, cercate di non eccedere troppo con i consumi energetici, scegliendo quando possibile lampadine a LED che consentono un risparmio energetico, e ricordate di spegnere le luci di albero e presepe di notte e quando non siete in casa.

Per le cene e i pranzi, evitate di usare stoviglie usa e getta. Se proprio non se ne può fare a meno, optare per alternative più ecologiche e compostabili rispetto a quelle di plastica, come quelle realizzate a partire dagli scarti delle mele.

Solo il populismo (di sinistra) ci salverà

Gio, 12/13/2018 - 14:41

Un libro di Chantal Mouffe spiega come – nel momento in cui sta crollando il Sistema tecnocratico e postdemocratico – l’unico modo per contrastare l’avanzata delle destre xenofobe sia abbracciare le ragioni populistiche: una via, in antitesi sia ai liberali del centrosinistra che alla sinistra marginale e rivoluzionaria, che recuperi un “riformismo radicale” e la democratizzazione delle istituzioni. L’obiettivo è essere maggioranza nel Paese.

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I Pink Bloc sono arrivati!

Gio, 12/13/2018 - 10:42

 

La dieta antinfiammatoria per l’intestino

Gio, 12/13/2018 - 09:00

Che tipo di dieta seguire se si è affetti da una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI)? È forse una delle domande che le persone colpite da malattia di Crohn o da rettocolite ulcerosa e i loro familiari si pongono più frequentemente. In realtà, non ci sono studi che dimostrano che uno o più alimenti possano peggiorare o addirittura causare queste malattie, ma non c’è dubbio che esista una correlazione tra la dieta e alcuni sintomi comuni. Ma quali sono i cibi da evitare? Nasce per rispondere a questi interrogativi il nuovo libro La Dieta Antinfiammatoria per l’Intestino (Giunti Demetra) di Silvio Danese, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Humanitas di Milano. Una vera e propria guida scientifica per offrire diversi consigli nutrizionali che possano contribuire ad alleviare le MICI, malattie che colpiscono circa 200.000 persone in Italia.

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Le ricette di Natale: la Giardiniera

Gio, 12/13/2018 - 08:00

Ingredienti

Cavolfiore 300 gr
Cipolle rosse 200 gr
Peperoni 400 gr
Carote 500 gr
Sedano 5 coste
Aceto 1 l
Vino bianco 500 ml
Acqua 500 ml
Sale grosso 1 cucchiaio
Zucchero 4 cucchiai
Chiodi di garofano 4
Olio Extra Vergine d’Oliva (per coprire)

Vasetti

 

Preparazione

Lavate e tagliate a pezzettoni le verdure.
Mettete sul fuoco una pentola con aceto, vino, acqua, sale e zucchero e portare a ebollizione.
Iniziate a cuocere le carote, dopo 5 minuti aggiungete il sedano, dopo altri 10 minuti il cavolfiore, dopo altri 5 minuti i peperoni e le cipolle e cuocete il tutto per altri 10 minuti. Scolate le verdure e lasciatele raffreddare in una teglia con fori o in uno scolpasta.
Riempite i vasi in vetro con chiusura ermetica con la giardiniera e coprite di olio extra vergine d’oliva aggiungendo i chiodi di garofano (uno o due se i vasetti sono piccoli, al massimo 3 o 4 se il vasetto è grande).
Chiudete i barattoli e nell’etichetta scrivete gli ingredienti e la data di confezionamento.

N.B. Se non consumate in breve tempo la giardiniera vi consigliamo di sterilizzare i barattoli prima di riempirli.

Camminare fa bene, ok, ma quanto devo camminare? (Infografica)

Gio, 12/13/2018 - 01:40

30 minuti di camminata al giorno a 6 km/h vi cambieranno la vita. Lo sapevate che passeggiare guardando il panorama fa bene addirittura agli occhi perché allena la vista da lontano?

Per visualizzare l’infografica più grande clicca qui

 

Il computer biglietteria delle Ferrovie non capisce nulla

Mer, 12/12/2018 - 17:53

 

Non perdetevi domani mattina, dalle 10:30, la diretta Facebook della conferenza stampa di lancio delle azioni dei Pink Bloc. Solo su People for Planet!

Pink Bloc: combattono meglio dei Gilet Gialli

Mer, 12/12/2018 - 17:40

In cima alla lista delle vittorie che vogliamo ottenere c’è la necessità di bloccare la pubblicità dei disinfettanti domestici che invita le mamme che amano veramente i loro bimbi a sterminare i batteri. Si tratta di una pubblicità evidentemente ingannevole. Su Peopleforplanet.it abbiamo pubblicato una serie di articoli che dimostrano che disinfettare le abitazioni è demenziale perché la nostra salute dipende in gran parte dalla difesa costituita dai batteri buoni che ci combattono virus e batteri patogeni.

Non è una questione da poco, i danni causati dall’igiene paranoica sono realmente gravi e danneggiano pesantemente i bambini causando varie forme di infezioni e allergie e mettendo in crisi il sistema immunitario: questo infatti si trova a non essere più sostenuto dai miliardi di batteri simbiotici che vivono nella nostra casa, sui nostri vestiti e sulla nostra pelle e che sono la nostra prima linea di difesa.

Un esposto al Gran Giurì della Pubblicità può bloccare questa informazione perversa anche perché la maggiore produttrice di questi disinfettanti suicidi, la multinazionale Unilever, contemporaneamente al Lisoform pubblicizza il dentifricio Zendium, sostenendo che nella bocca vivono 100 miliardi di batteri buoni, numerosi come le stelle del cielo, che ci proteggono; e ci dicono che grazie agli enzimi che lo Zendium contiene, aumentano i batteri eubiotici e migliora la salute della nostra bocca.

Siamo di fronte a un evidente caso di schizofrenia industriale!

Il metodo che proponiamo per raggiungere questo risultato si basa innanzi tutto su una serie di flashmob di fronte alle sedi delle multinazionali che spacciano questi disinfettanti come buoni e giusti. Azioni comiche. E qui entrano in gioco i Pink Bloc: un’orda di uomini pelosi in tutù che danzano l’amore cosmico sulle note delle sonate romantiche di Chopin!

L’idea è che se una campagna divertente mette sotto i riflettori della comunicazione questo assurdo totale e contemporaneamente viene consegnato un esposto al Gran Giurì della Pubblicità, questo sarà costretto a sanzionare immediatamente questa pubblicità devastante per la salute.

È una tattica che abbiamo già sperimentato con successo. Il Gran Giurì della Pubblicità è un istituto indipendente e efficiente capace di agire con tempestività, ma si muove solo sulla base di esposti dei cittadini. E ovviamente se un cittadino in tutù rosa si presenta con un esposto sostenuto da migliaia di condivisioni di un video l’effetto si amplifica.

E contemporaneamente possiamo rafforzare ulteriormente l’azione andando a sollecitare la ministro della Sanità Giulia Grillo, incatenandoci nudi di fronte agli ospedali e compiendo tutte le azioni morbide e divertenti che ci verranno in mente.
Azioni stupefacenti su cambiamenti condivisibili da tutte le persone di buon senso.
Risultati che possono sembrare piccoli ma in realtà cambiano concretamente la qualità della vita di migliaia di persone.

Spieghiamo alla gente che usare questi disinfettanti è folle e cerchiamo di convincere le multinazionali che possono guadagnare anche senza diffondere notizie false e tendenziose.

Hai voglia di darci una mano? Vuoi diventare anche tu Pink Bloc (come i Black Bloc ma più gentili)?

Dietro questa idea ci sta un bel tomo di filosofia pratica. Il mondo è cambiato e un gruppo di maschiacci in tutù possono fare la differenza perché fanno ridere. E se fai ridere il web ti ascolta.

La nostra ispirazione è The Pink Tutù Man, Bob Carey, l’eroico omone sovrappeso e peloso che per far ridere la moglie ammalata si è fatto fotografare in tutù in mezzo mondo.

Abbiamo pensato che anche il Sistema è ammalato (schizofrenia) e che magari facendolo ridere potevamo ottenere qualche cambiamento positivo.
A questo proposito è illuminante il docufilm Corporation che mostra come alcune decisioni devastanti delle multinazionali non sono prese per crudeltà mentale ma per stupidità e routine. Come dice Carlo Cipolla, eccelso economista, la stupidità fa più danni del crimine.

Noi siamo per la filosofia Shangai: partiamo spostando le bacchette più facili da muovere. Vogliamo occuparci di assurdità facili da battere con azioni stupefacenti.

I problemi dell’Italia non si risolvono partendo dai grandi cambiamenti, che richiedono tempi lunghi, ma iniziando dall’eliminazione delle piccole assurdità sulle quali è più facile smuovere l’opinione pubblica e trovare alleati.

I grandi cambiamenti non si ottengono se non si è capaci di concretizzare quelli piccoli.

I piccoli cambiamenti sono fondamentali perché danno la forza e la fiducia per impegnarsi sulle grandi riforme.

La nostra proposta è quella di organizzare piccole azioni divertenti che riescano a rendere visibili le schizofrenie del Sistema. Vogliamo farlo utilizzando la morbidezza e il potere del gioco.

È una logica che oggi pochi comprendono ma non ci serve mobilitare milioni di persone, oggi internet ci dà la possibilità di raggiungere il grande pubblico con video virali.
Abbiamo già progettato una serie di azioni concrete, ne lanceremo una ogni settimana istituendo un appuntamento: i Pink Bloc del giovedì.

Ogni azione comica sarà supportata da azioni legali, esposti al Gran Giurì della Pubblicità, esposti ai ministeri o alle autorità competenti.

Se questo discorso ti convince ti chiediamo di sostenerci: perché la nostra azione abbia successo ci serve innanzi tutto creare un gruppo di volontari che sostengano sul web questa campagna.

E ci serve modificare l’intelligenza di un gruppo di Cacciatori di Demenzialità Sociale.

Ti chiediamo di aiutarci ad individuare altri bersagli facili.

Ad esempio stiamo raccogliendo esempi di applicazioni per smartphone che in modo subdolo inducono gli utenti, che spesso sono bambini, ad accettare che la app frughi tra le loro foto, i testi, gli spostamenti. E questa è una pratica che evidentemente va contro i più elementari diritti alla privacy.

Allora: ci stai?

COP26 2020 in Italia: firma la petizione

Mer, 12/12/2018 - 10:13

Questa la proposta promossa dall’ex Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, la quale in pochi giorni ha superato le 90.000 firme.
Un segnale che denota quanto ci stia a cuore il futuro del nostro Pianeta impegnandoci nel tentativo di invertire questa pericolosa deriva climatica.
Proprio mercoledì scorso la delegazione guidata da Pecoraro Scanio ha consegnato le prime 30.000 firme della petizione nelle mani del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che si è impegnato a perorare tale causa presso il Presidente del Consiglio Conte.

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Poveri, rancorosi, urticanti: come spray al peperoncino

Mer, 12/12/2018 - 01:48

Dati Censis, gli italiani sono sempre più poveri e rancorosi. Intanto il costo della vita nel Nord Italia si allinea sempre di più agli standard del Nord Europa, e milioni di altri poveri, poverissimi, premono sempre di più sulle frontiere a Sud dell’Europa. L’Italia sembra vivere in film di Ettore Scola, senza il lirismo di Ettore Scola.

“Non si può morire così”

In che senso? Quale formula dovrebbe avere la morte per trovare motivo di legittimità? La morte è terribile, in qualunque situazione, a tutte le età, settimane, mesi o anni. Lo è per chi rimane e prova lo sgomento di ritrovarsi solo, senza un grammo della volontà gioiosa profetizzata da Nietzsche, malgrado il superamento di dio, malgrado il materialismo laico occidentale.

Non ci sono morti più o meno terribili agli occhi di chi resta, anche se alcuni sembrano prestare più attenzione alle persone che muoiono sotto una balaustra di Corinaldo che a quelle che muoiono sotto un’onda del Mediterraneo. Forse perché credono più nella vita di chi si sposta per andare a un concerto che in quella di chi si sposta per rifarsela, la vita. Per eludere le difese che abbiamo eretto di fronte all’angoscia che suscita la miseria altrui e rendere più credibile la vita di chi sfugge dai campi libici, i giornalisti Amedeo Ricucci e Simone Bianchi nel 2017 hanno fatto un reportage, L’imbroglio, girato quando agli esteri c’era Marco Minniti, ed è stato fatto sparire dalle teche Rai. (Non qui, però, dove dalla pagina Facebook di Ricucci è ancora visibile).

Incattiviti e rancorosi, l’ultimo rapporto Censis definisce così gli italiani, riuniti sotto un rudimentale imperativo che potrebbe essere riassunto nel motto “Chi vuol esser lieto, non ci provi: di doman non v’è certezza“.

Se già l’anno scorso, nel 2017, l’immaginario collettivo aveva “perso la sua forza propulsiva di una volta”, ed era venuta a mancare “un’agenda condivisa”, ora, testuali parole del Censis, siamo ostaggio di una sorta di “sovranismo psichico”, uno stato pervasivo che più o meno consapevolmente “talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria – dopo e oltre il rancore – diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, indivualizzata, pulviscolare”. Incattiviti, rancorosi e spaventati perché sempre più poveri. Dal 2000 a oggi gli stipendi italiani sono cresciuti di un decimo rispetto a quelli francesi e tedeschi. Dal 2008 a oggi il divario tra lo stipendio dei giovani e quello degli anziani è aumentato di 4000 euro.

I giovani italiani diventano sempre più poveri e milioni e milioni di poveri altrettanto giovani premono sulle frontiere del Sud Europa e finiscono per essere poveri qui, non più in Africa e in Medio Oriente. Al di là delle ideologie è un problema pratico che l’Europa deve ridistribuire fra i suoi membri al più presto, a partire da una riformulazione dei trattati di Dublino. Prima ancora di scuotere la testa con tono grave e ripetere che non si può morire così, ci si dovrebbe chiedere se si possa continuare a vivere così, ognuno al di qua di una barricata.

Senza andare troppo indietro nel tempo, fino al mese scorso il partito della Lega costellava l’Italia di gazebo dove venivano distribuiti gratuitamente spray al peperoncino. Non significa niente. Nella pratica la Lega non è responsabile della tragedia di Corinaldo, così come nella teoria lo strumento non può fare le veci delle intenzioni di chi ne fa uso. Siccome però la vita dipende da quella strana intersezione tra pratica e teoria chiamata coscienza, chi invoca la legittima difesa e vuole sdoganare la detenzione di armi e di ‘dispositivi di difesa’ è ora che inizi a interrogarsi sui possibili scenari di ‘offesa’ che gli strumenti di ‘difesa’ sono in grado di creare.

Brutti, sporchi e cattivi come in un film di Ettore Scola ma senza il lirismo di Ettore Scola, è così che stiamo diventando. Poveri anche dell’antico genio di entrare in una cabina elettorale, mettere una fetta di mortadella dentro la scheda elettorale, e scrivere: “Magnateve pure questa”.

Immagine di copertina: Vita.it