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Centrodestra: “Conte via, torniamo al voto” |Smart working al 50% fino a dicembre | India, 23mila casi in 24h

5 min 16 sec fa

Corriere della Sera: Focolai ed emergenza contagi di ritorno: ecco le nuove ordinanze delle Regioni ;

Il Giornale: Centrodestra unito in piazza: “Conte via, torniamo al voto” Sul Cav: “Golpe giudiziario, senatore a vita”;

Il Manifesto: Stato d’emergenza sulla Viking «Dobbiamo sbarcare subito»;

Il Mattino: Inghilterra post lockdown, nel Super sabato lunghe code dai parrucchieri. Spagna, in quarantena 200 mila in Catalogna E la Sagrada Familia riapre dopo tre mesi per duemila operatori della sanità e delle forze dell’ordine ;

Il Messaggero: Virus, bimbo di un mese positivo vicino Roma. Contagiati anche due dipendenti Nazioni unite;

llsole24ore: Bollette, maggior tutela: cosa troveranno le famiglie nelle fatture di luce e gas a luglio – Affitti, la riduzione dei canoni si comunica online alle Entrate – Come cambia la domanda immobiliare dopo il virus;

Il Fatto Quotidiano:Meno tamponi, più contagi: solo 5 Regioni a zero casi. “Spegnere subito focolai, occhio a positivi importati”. Tre cluster familiari in Toscana: “I malati in albergo”;

La Repubblica: Dl Rilancio: in smart working al 50% fino a dicembre. Conte: “Ora tavolo riforma fisco”;

Leggo: Pianeta “nudo” scoperto anche grazie all’Osservatorio di Torino: si vede il nucleo ma gli scienziati non sanno perché;

Tgcom24: Catalogna, 200mila persone  in quarantena | Restrizioni  nei Balcani e in Australia | India, 23mila casi in 24 ore;

Non esistono razze umane, ma un’unica orgia fin dalla notte dei tempi

Sab, 07/04/2020 - 17:00

Nuove scoperte stanno riscrivendo le nostre origini. Non solo veniamo tutti dall’Africa, siamo pure un mix di gruppi che si sono separati per centinaia di migliaia di anni, poi ri-incrociati, poi se ne sono andati in Cina, poi sono tornati in Africa e così via per un milione di anni. Poi sono arrivati i nostri antenati diretti, gli Homo Sapiens, che comunque hanno continuato a fare sesso con tutti quelli che incontravano e via così che siamo diventati più intelligenti e belli e sani.

Una grande notizia per chi disprezza il razzismo. Nuove scoperte stanno riscrivendo le nostre origini. Non solo veniamo tutti dall’Africa, siamo pure un mix di gruppi che si sono separati per centinaia di migliaia di anni, poi riincrociati, poi se ne sono andati in Cina, poi sono tornati in Africa e così via per un milione di anni. Poi sono arrivati i nostri antenati diretti, gli Homo Sapiens, che comunque hanno continuato a fare sesso con tutti quelli che incontravano e via così che siamo diventati più intelligenti e belli e sani. Non esistono razze umane, ma un’unica orgia fin dalla notte dei tempi. La purezza della razza è impossibile. La nostra forza è la ricchezza genetica, la biodiversità è la molla che ha governato lo sviluppo umano.

Pubblicato da Jacopo Fo su Martedì 30 giugno 2020 Fonte: Jacopo Fo

Non esistono razze umane, ma un’unica orgia fin dalla notte dei tempi. La purezza della razza è impossibile. La nostra forza è la ricchezza genetica, la biodiversità è la molla che ha governato lo sviluppo umano.

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Tony, 5 anni e senza gambe, cammina 10 chilometri e raccoglie 1 milione per l’ospedale

Sab, 07/04/2020 - 13:15

L’impresa di Tony Hudgell, il bimbo inglese di 5 anni che ha camminato per 10 chilometri, nonostante al posto delle gambe abbia delle protesi, per raccogliere fondi di beneficienza, è una storia che merita di essere raccontata. Il bambino, ispirato dal capitano Tom Moore, che a 99 anni si è messo a marciare per chilometri nel giardino di casa per mettere insieme il denaro necessario per la sanità nazionale alle prese con l’emergenza Coronavirus, ha deciso di devolvere il ricavato all’ospedale pediatrico di Londra che gli ha salvato la vita quando aveva solo un mese e 11 giorni di vita.

Il bimbo ha cominciato a camminare prefiggendosi di raccogliere 500 sterline tramite la raccolta fondi lanciata sul sito Just Giving, ma nel giro di poche settimane ha raggiunto oltre un milione di sterline. Una cifra incredibile, che andrà all’Evelina London Children’s Hospital di Lambeth, l’ospedale di Londra dove gli è stata eseguita l’amputazione che gli ha salvato la vita.

Tony ora vive con Paula e Mark, i suoi genitori adottivi, ma quando aveva poco più di un mese di vita, ha perso entrambe le gambe a causa degli abusi fisici subiti dai suoi genitori biologici, che si trovano ora in carcere. A causa delle ripetute lesioni, il bambino ha riportato sepsi e insufficienza multipla di organi, condizioni così gravi che, vista la tenera età, hanno reso necessaria l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, dal ginocchio in giù.

Ricevute le protesi a gennaio scorso, Tony ha imparato a utilizzarle durante i mesi di lockdown. Poi, ad aprile è rimasto folgorato dal capitano Tom Moore, il veterano dell’esercito britannico diventato famoso per avere raccolto quasi 30 milioni di sterline per il sistema sanitario nazionale inglese duramente colpito dal Coronavirus, facendo 100 giri del giardino di casa prima dei cento anni, compiuti il 30 aprile. Lo sforzo del signor Moore ha spinto gli inglesi a lanciare una petizione all’indirizzo dell’Honours Committee, il comitato delle onorificenze del Regno Unito, per farlo cavaliere, ma che lo diventi o meno, non ha importanza. Un uomo di 100 anni ha ispirato un bambino di 5, entrambi, hanno dato un aiuto incredibile al sistema sanitario nel momento di maggior bisogno, questo è ciò che conta. A riprova che non è vero che andrà tutto bene, come non è vero che andrà tutto male. Andrà come è sempre andato, con incredibili storie nel mezzo.

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Studio Usa: i bambini sono più resistenti al Covid-19

Remdesivir, l’antivirale per il trattamento del Covid-19 avrà un costo di 2.000 euro

Sab, 07/04/2020 - 12:00

L’antivirale sperimentale usato per il trattamento del Covid-19 sarà distribuito quest’estate negli Stati Uniti e a settembre nel resto del mondo. Il prezzo è stato appena annunciato dalla società biofarmaceutica Gilead, che ha il brevetto.

Un trattamento di cinque giorni costerà 2.076 euro

Per un trattamento di cinque giorni con remdesivir contro il Covid-19, il prezzo fissato dal laboratorio americano Gilead è di 2.340 dollari (2.076 euro). Secondo il New York Times, le autorità sanitarie Usa e la società biotecnologica hanno concordato “una distribuzione prioritaria agli americani e un prezzo fisso”.

Già usato per l’ebola

Remdesivir è un antivirale che è stato già usato per trattare la malattia da virus Ebola. Secondo i test clinici effettuati per il coronavirus, migliora le possibilità di sopravvivenza dei pazienti ventilati e riduce la loro degenza in ospedale. Da quando è stato autorizzato a trattare il Covid-19 a maggio negli Stati Uniti, il farmaco è stato distribuito a titolo sperimentale gratuitamente dal laboratorio agli ospedali americani.

Il primo farmaco contro Covid-19 autorizzato in Europa

In Europa, ricorda il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung , remdesivir è il primo farmaco contro il Covid-19 ad aver ottenuto l’autorizzazione dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per essere commercializzato nell’Unione europea il 25 Giugno.

Il prezzo della singola dose è fissato a $ 390 o $ 2.340 per le dosi necessarie per un trattamento di cinque giorni.

Gilead ha affermato che il prezzo sarà lo stesso per tutti i paesi sviluppati tranne che per gli Stati Uniti, dove i pazienti con assicurazione privata pagheranno di più ($ 3.120), afferma il Wall Street Journal.

Un prezzo troppo alto

Si levano molte critiche al prezzo del farmaco. Secondo l’associazione americana dei consumatori Public Citizen, riporta il Financial Times, “Gilead ha quotato un farmaco di pubblica utilità ad un prezzo esorbitante”.

Gilead ribatte che il trattamento risparmierebbe in media $ 12.000 per paziente, grazie alla riduzione della degenza in ospedale. Secondo il CEO della casa biofarmaceutica,” al prezzo attuale di $ 390 per fiala, remdesivir può immediatamente generare risparmi netti per i sistemi sanitari. “

Prima l’America

Oltre alla controversia sul prezzo, l’altro fatto per così dire “insolito”, sottolinea il New YorkTimes, è che il trattamento sarà distribuito esclusivamente negli Stati Uniti fino a settembre e che “i pazienti americani riceveranno quasi tutta la produzione di Gilead, oltre 500.000 dosi che gli Usa si sono accaparrati quasi del tutto”.

“Questa politica prima gli Stati Uniti non ha casi precedenti con altri farmaci”, ha dichiarato al quotidiano newyorkese Rena Conti, economista della salute alla Boston University.

Quindi un farmaco che nasce con una doppia discriminante, una economica e una territoriale.

Dal seme dell’albicocca alla pianta. Ecco come fare!

Sab, 07/04/2020 - 10:00

Dal canale YouTube plant world natura un giovanissimo talento già appassionato del mondo della natura, ci mostra come far germinare un seme di albicocca in pochissimi giorni!

Di stagione in questi mesi questo frutto è ricco di vitamine, sali minerali e fibre. Le albicocche sono preziose per la pelle e per gli occhi, dato che sono una fonte da non sottovalutare di vitamina A e di vitamina C.

Fonte: plant world natura

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Una corsa (a settimana) allunga la vita

Sab, 07/04/2020 - 08:00

Che correre faccia bene non è una novità: ormai è conoscenza acquisita che lo svolgimento dell’attività fisica sia uno degli strumenti, insieme a una sana alimentazione, per il mantenimento di una buona salute a ogni età. A confermarlo arriva ora un nuovo studio pubblicato online sul British Journal of Sports Medicine, da cui emerge che correre riduce il rischio di mortalità per qualsiasi causa.

Il bello è che per avere benefici dal jogging non è necessario versare litri di sudore: gli autori dello studio spiegano infatti che per avere effetti positivi è sufficiente una corsa di 25 minuti a settimana, anche a un’andatura leggera. Un obiettivo più che raggiungibile anche da chi lamenta di non avere mai tempo per l’attività fisica.

Esaminati 14 studi

Per giungere ai loro risultati i ricercatori hanno esaminato 14 studi condotti sull’associazione tra la pratica della corsa e il rischio di morte per tutte le cause, tra cui malattie cardiovascolari e tumori, per un totale di oltre 230 mila persone coinvolte la cui salute è stata monitorata per un periodo di tempo compreso tra un minimo di 5,5 e un massimo di 35 anni. Dai dati raccolti è emerso che, rispetto a chi non pratica la corsa, ogni quantitativo di jogging risulta associato a un rischio inferiore del 27% di morte per tutte le cause in entrambi i sessi. In particolare per quanto riguarda i decessi per malattie cardiovascolari e per cancro il rischio risulta ridotto rispettivamente del 30% e del 23%.

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Bastano piccole “dosi”

Per avere benefici non è necessario correre molte volte a settimana, né impegnarsi in corse lunghe: dalla ricerca risulta infatti che risultano associate a benefici per la salute e a una maggiore longevità anche piccole dosi di corsa – per esempio 25 minuti una volta a settimana – e tutt’altro che intense – effetti benefici sono stati registrati anche alla velocità di 8 km all’ora (che è l’andatura di una camminata a passo medio).

La quantità minima di corsa per ridurre il rischio di mortalità, 25 minuti a settimana, è molto meno dei 150 minuti di attività fisica complessivi settimanali consigliati agli adulti a livello internazionale per mantenersi in buona salute: «Questo fa sì che la corsa – suggeriscono gli autori – sia una buona opzione per coloro che non praticano attività fisica per mancanza di tempo».

Aumentare le quantità di corsa non migliora i benefici

Aumentare la quantità di jogging, invece, non migliora i benefici in quanto non risulta associato a una maggiore riduzione del rischio di morte. I ricercatori spiegano che praticare una breve e poco impegnativa sessione di corsa a settimana potrebbe essere una misura per il benessere e la longevità a costo zero, adatta anche a chi ha poco tempo, ai pigri e a chi non si sente tagliato per lo sport: «L’aumento della pratica della corsa, indipendentemente dalla ‘dose’ – scrivono gli autori dello studio – potrebbe portare a miglioramenti sostanziali in relazione alla salute della popolazione e alla longevità».

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Autostrade, no pedaggi nel weekend | Bergamo e Brescia capitali della Cultura 2023

Sab, 07/04/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Caos autostrade, stop pedaggi nel weekend. Oggi code per 20 km. Toti: intervengano i pm;

Il Giornale:Contro di me lotta armata Via maestra sono le elezioni” Berlusconi sul caso Esposito: “Giustizia come arma di lotta politica”. E poi: “Dopo i giallorossi unica strada sono le urne”;

Il Manifesto: Ocean Viking, due migranti tentano il suicidio;

Il Mattino: Coronavirus, Veneto a rischio e Zaia vara nuova ordinanza: «Prevederei il carcere»;

Il Messaggero: Bonus vacanze, boom di furbetti: «Tariffe più alte, spesa di 1.000 euro» Pronto protocollo per aiutare hotel;

llsole24ore: Lavoro irregolare per oltre un milione di famiglie: è l’Italia del Covid – Pa, in arrivo concorsi per 11mila posti – Test a Medicina, 13mila posti in palio;

Il Fatto Quotidiano: Ue, ‘frugali’ e sovranisti vogliono perdere altro tempo. Olanda: “Recovery? Non è necessario accordarsi il 17”. Visegrad: “Noi i migliori anti-Covid, ma penalizzati”;

La Repubblica: Coppia gay si bacia in stazione, aggrediti dal branco. C’è un sospettato;

Leggo: Meghan Markle e il principe Harry fanno i conti con le difficoltà economiche: «Dietro ai loro progetti ambiziosi sempre lo stesso errore»;

Tgcom24: Bergamo e Brescia nominate capitali della Cultura 2023: il riconoscimento dopo l’emergenza sanitaria;

I denti si lavano prima o dopo colazione?

Ven, 07/03/2020 - 19:23

“I denti si lavano dopo aver fatto colazione, come dopo i tre principali pasti quotidiani. Teoricamente non è sbagliata l’idea di lavarli prima, ma lavare i denti oltre le 3 volte al giorno potrebbe essere eccesavamente stressante per lo smalto dei denti e per le gengive. Dunque bene attenersi alla vecchia e sempre valida regola del lavaggio accurato dei denti dopo i tre pasti principali”, ad assicurarcelo è Roberto Callioni, medico dentista e Coordinatore del Servizio Studi ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani.

Come risparmiare denaro e salute

Il lavaggio accurato con filo e spazzolino elimina i residui alimentari – specie glucidi e carboidrati – che possono rovinare il nostro sorriso, la nostra salute e le nostre finanze. “Si dice che il dentista è caro ed è vero perché le cure a cui gran parte della popolazione si sottopone lo sono. Ma succede solo perché non si rispettano le regole di igiene e non ci si sottopone a controlli regolari: la chiave vincente per stare in salute e risparmiare molti soldi!”, continua Callioni.

Si deve attendere dopo i pasti?

Dunque: pulizia accurata mattina, mezzogiorno e sera (le trovate dettagliate nel sito del Ministero della Salute). Ma è vero che dovremmo aspettare mezz’ora dopo la fine del pasto prima di lavarci i denti? “Sì perché la masticazione lascia lo smalto temporaneamente indebolito e quindi spazzolarlo in quel frangente è meno vantaggioso rispetto ad attendere circa mezz’ora dopo il pasto”, spiega Callioni.

La strategia migliore per i bimbi

Si dice che lo smalto dei bimbi sia più fragile, se è così anche loro devono lavarli 3 volte al giorno? “Assolutamente sì! Proprio perché hanno uno smalto più sottile sono a maggior rischio carie. Dal primo dente e dai 4 anni i bambini devono essere istruiti e “giocare”, prendere confidenza, con l’uso dello spazzolino. Dopo aver fatto provare a loro la pulizia, i genitori devono intervenire e procedere loro con la “reale” pulizia perché a quell’età i bimbi non hanno la manualità necessaria a lavare veramente bene i denti. L’importanza della massima pulizia anche per i “denti da latte” è assoluta. I denti che cadono devono cadere integri, sia per motivi legati alla masticazione, sia per la possibilità di far nascere altrimenti ascessi nascosti e avere svariate tipologie di danni. Inoltre serve creare la cultura dell’igiene orale nel bambino”.

E i sigillanti occlusari?

“Li consiglio vivamente, sono assolutamente da fare dai 6 anni. Proteggono i molari permanenti in tutte quelle possibili piccole fosse in cui lo spazzolino non riesce ad arrivare bene e c’è il rischio che si depositi la placca, e in più rilasciano fluoro protettivo. Si tratta di una vera e propria barriera trasparente – indolore e veloce da applicare – che può veramente fare la differenza nello sviluppo di una bocca sana.  

Meglio lo spazzolino elettrico?

“Serve attenzione allo spazzolino elettrico perché se si esercita troppa pressione può danneggiare le gengive”, e per questo motivi alcuni hanno una sistema automatico che blocca la rotazione se la pressione è eccessiva. Ma “se usati bene, gli spazzolini elettrici possono agevolare la pulizia. Consiglio comunque e sempre setole morbide o medie”.

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La vergogna dell’Uranio Impoverito. Qualcuno pagherà?

Ven, 07/03/2020 - 17:00

Una storia ignobile che torna a farsi sentire in questi giorni grazie alle parole del Generale Roberto Vannacci, una denuncia verso un comportamento incosciente da parte dei vertici militari su come sono state smaltite le scorie degli impianti nucleari ai danni dei nostri soldati.

Il video di Jacopo Fo che ripercorre le vicende a partire dalla prima Guerra del Golfo sino alla Guerra nel Kosovo, durante le quali migliaia di soldati italiani sono stati avvelenati dall‘uranio impoverito con gravi conseguenze irreversibili sulla salute fisica e mentale.

La vergogna dell’Uranio Impoverito.Segui la pagina ANVUI Associazione Nazionale Vittime Uranio Impoverito e iscriviti all'omonimo gruppo Facebook!

Pubblicato da Jacopo Fo su Martedì 30 giugno 2020 Fonte: Jacopo Fo

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Monopattino elettrico: qual è il suo reale impatto ambientale?

Ven, 07/03/2020 - 15:00

Negli ultimi mesi, in molte grandi città italiane, sono apparsi i primi monopattini elettrici, anche grazie all’introduzione di nuovi servizi di noleggio.

Questo nuovo mezzo di trasporto, regala la possibilità di muoversi comodamente su 2 ruote grazie all’elettricità, che, come sappiamo, è normalmente meno inquinante della benzina o di altri combustibili fossili.

Come sempre, quando si parla di impatto ambientale, prima di dire se una particolare tecnologia è più ecologica di un’altra, dobbiamo provare a rispondere a qualche domanda:

  • Esiste un tipo di inquinamento nascosto generato dai monopattini elettrici? Per esempio, durante la loro produzione o mentre sono alimentati con l’elettricità?
  • Quali sono i reali benefici aggiuntivi che derivano dal loro utilizzo rispetto ad altre tecnologie già esistenti?
  • Quanto dura un monopattino elettrico? Come viene riciclato alla fine del suo ciclo di vita?
  • Rispetto ad altri mezzi di trasporto già esistenti, i monopattini elettrici sono più ecologici?

Il dibattito su quale sia il mezzo di trasporto più ecologico è stato molto controverso, soprattutto negli ultimi anni, con la recente crescita della quota di mercato globale delle auto elettriche.

Alcuni accusano le auto elettriche di essere in realtà più inquinanti delle convenzionali auto a combustibile fossile, puntando il dito contro la produzione e il mancato riciclaggio delle batterie agli ioni di litio. Altri si concentrano invece sulla produzione di elettricità che principalmente avviene attraverso fonti inquinanti come petrolio e carbone.

Molti esperti affermano che l’auto elettrica è più ecologica perché riduce le emissioni durante la fase di utilizzo, soprattutto se la rete elettrica è basata su energie rinnovabili. Oggi, con il moltiplicarsi degli studi scientifici sull’argomento, siamo quasi certi che l’auto elettrica è più rispettosa dell’ambiente rispetto quella a gasolio o benzina.

Tali considerazioni per i monopattini elettrici sono più complicate da farsi, poiché il fenomeno è piuttosto recente e poche sono ad oggi le ricerche che hanno fatto luce su questo aspetto.

Il ciclo di vita

Come per tutti i mezzi di trasporto, se si vuole misurare l’impatto ambientale, è necessario analizzare le 4 fasi principali del ciclo di vita del monopattino elettrico.

Le prime 2 sono le fasi di costruzione del monopattino e la fase di produzione dell’energia, cioè quanto è inquinante l’energia che permette di guidare tale veicolo. Poi bisogna analizzare la fase di utilizzo del monopattino, cioè quando viene guidato, la fase di manutenzione, e la fine della vita del veicolo, cioè come viene mantenuto e riciclato o come viene rottamato quando non funziona più. In ognuna di queste fasi, ci sono diversi impatti ambientali.

Nella fase di produzione, dobbiamo tenere conto di tutta l’energia consumata per estrarre le materie prime, trasformarle e assemblarle. Questa fase merita particolare attenzione, poiché come per tutti i dispositivi elettronici, bisogna considerare la batteria, che è il componente più inquinante.

Per quanto riguarda la fase di produzione dell’energia, anche in questo caso, i monopattini elettrici hanno problemi simili a quelli delle auto elettriche. Se l’elettricità è prodotta in modo ecologico (energia rinnovabile o decarbonata), allora l’impatto ambientale di questa fase sarà minore. D’altra parte, se è prodotta da combustibili fossili che bruciano (come il carbone, il petrolio o il gas), l’impatto ecologico e soprattutto la quantità di gas serra rilasciati, aumenta.

Successivamente, si guarda alla fase di utilizzo, che è cruciale, poiché è quella dove tali veicoli ottengono un reale vantaggio sui mezzi di trasporto a combustibile fossile. Infatti, durante la guida, i veicoli elettrici non emettono CO2 o altre sostanze inquinanti.

Un altro aspetto importante è rappresentato dal riciclaggio, poiché i monopattini elettrici sono fatti di materiali particolari e potenzialmente inquinanti, menzione speciale va fatta per le batterie ricaricabili, l’elemento più complesso da smaltire al momento.

Quando il monopattino e davvero ecologico

Possiamo affermare come il monopattino elettrico sia un mezzo di trasporto ecologico, solo nella misura in cui venga utilizzato in sostituzione dell’auto e per almeno 2 anni (macinando molti chilometri). Solo così, infatti, si potrà ridurre l’attuale impatto che ha la produzione (pari al 50%) sull’impronta di carbonio dell’intero ciclo di vita di un monopattino elettrico.

Nella maggior parte dei casi, purtroppo, l’utilizzo di un monopattino elettrico non sostituisce l’alternativa più inquinante. A quanto pare, coloro che generalmente viaggiano in auto, non rinunciano ai loro veicoli e non li sostituiscono con i monopattini elettrici; inoltre, esistono già alternative migliori per percorrere lunghe distanze, come il trasporto pubblico o la bicicletta.

La realtà racconta che molte volte i monopattini elettrici sostituiscono altri mezzi di trasporto più ecologici, come la bicicletta, le passeggiate a piedi, gli autobus o le metropolitane; e poiché emettono più CO2 di queste diverse modalità di trasporto, i monopattini elettrici tendono oggi ad aumentare la Carbon footprint globale.

In sintesi, i monopattini elettrici sono ecologicamente rilevanti solo quando sostituiscono mezzi di trasporto più inquinanti come le automobili, uno scenario ad oggi molto improbabile, considerando anche le infrastrutture delle nostre città.

Se vogliamo che i monopattini elettrici si inseriscano realmente in un sistema di mobilità e di trasporto sostenibile, dobbiamo prima di tutto allungare la loro durata e utilizzarli in modo coscienzioso e attento affinché durino più a lungo.

Non acquistiamo un monopattino elettrico se intendiamo usarlo per sostituire i viaggi che già facciamo con i mezzi pubblici, gli spostamenti a piedi o la bicicletta.

Esistono probabilmente alcuni scenari in cui può avere un senso utilizzare i monopattini elettrici, soprattutto per le persone che utilizzano diversi mezzi di trasporto per arrivare a destinazione, ma questo certo non è il caso della maggior parte degli utenti. In uno scenario in cui il trasporto pubblico funziona in modo efficiente ed è il metodo principale di muoversi in una città che non privilegia le auto, l’uso dei monopattini elettrici può avere un senso.

Ad oggi, la maggior parte delle città italiane è ancora orientata all’auto, anche se qualche segnale incoraggiante è già arrivato, facendo capire che c’è la volontà da parte delle istituzioni di cambiare in fretta le cose.

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Come accendere e gestire un fuoco outdoor

Ven, 07/03/2020 - 10:00

Per gli amanti della vita all’aria aperta questo video, dal canale YoTube Survival Bushcraft Italia, può essere di supporto per imparare ad accendere e domare un fuoco!

Competenza che, in casi estremi in cui speriamo nessuno sia costretto a trovarsi, può essere di fondamentale importanza. Pratica ed impara diversi metodi di accensione per riuscire ad di accendere un fuoco ovunque e in ogni condizione.

Fonte: Survival Bushcraft Italia

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Vitamina D, il segreto del benessere

Ven, 07/03/2020 - 08:00

La vitamina D è una vitamina molto particolare, che a differenza delle altre funziona come un ormone, e ogni singola cellula del nostro corpo ha dei recettori dedicati. Questa preziosa vitamina tra l’altro regola la quantità di calcio nel sangue, e migliora il suo assorbimento. È dunque vitale per rinforzare le ossa a ogni età, e specialmente nei bambini e negli anziani. Un recente studio ha inoltre verificato che aiuta anche a prevenire l’asma causata dall’inquinamento atmosferico, mentre sono noti i suoi influssi sull’umore. La vitamina D si trova in pochissimi alimenti, ma è prodotta naturalmente dal corpo, che estrae la vitamina D dal colesterolo se la luce colpisce direttamente la pelle almeno mezz’ora al giorno. La luce che filtra attraverso le finestre è invece inutile allo scopo. 

A causa di uno stile di vita sedentario o comunque sempre circoscritto al chiuso di casa, scuola, auto o palestra, si stima che circa la metà della popolazione mondiale ne assuma o ne produca troppo poca, mentre un miliardo di persone ne è gravemente carente. 

I sintomi più comuni sono stanchezza, malattie frequenti, dolori agli arti e alla schiena, depressione, perdita di capelli.

Se dell’assunzione di integratori non è bene fare un’abitudine, visti gli effetti collaterali anche molto gravi a cui sono associati (ne abbiamo parlato anche su People For Planet), si può tener conto di alcuni fattori. Prima di tutto il tempo di esposizione minimo di mezz’ora varia a seconda dell’inquinamento dell’aria, naturalmente dalla latitudine in cui viviamo e dunque dalla media di giornate soleggiate, e anche dalla quantità di melanina nel nostro corpo: più siamo scuri di carnagione e meno vitamina D assorbiamo. Allo stesso modo lavorano le creme solari, bloccando i raggi solari e dunque anche questo effetto positivo sul nostro organismo (comunque è giusto usarle in estate, oppure dopo una mezz’ora di esposizione diretta negli altri periodi dell’anno). 

Se siamo costretti a uscire poco, possiamo aiutarci con l’alimentazione: il pesce grasso come il salmone e il tonno, l’uovo e l’olio di fegato di merluzzo sono tutti ricchi di questa vitamina. Tra le alternative vegetariane ci sono i funghi, gli spinaci, la soia.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Marò: il processo si terrà in Italia | Macron cambia rotta dopo l’onda verde | Stadio Roma: chiesto il processo

Ven, 07/03/2020 - 06:25

Corriere della Sera: La Corte dell’Aja: l’India non può processare i due marò. L’Italia dovrà pagare per i morti;

Il Giornale: Silenzio ipocrita dei buonisti se è il Pd a non accogliere;

Il Manifesto: Val Susa e 5 stelle plaudono, ma Pd e destra: avanti tutta;

Il Mattino: Assegno per i figli sino a 21 anni: maggiorazione dal terzo, +50% disabili;

Il Messaggero: Stadio della Roma, la Procura chiede il giudizio per Parnasi e De Vito. Soldi da Parnasi, chiesto processo per il tesoriere della Lega e l’ex cassiere dem M5S verso il ricorso sul taglio dei vitalizi, rischi anche alla Camera in autunno;

llsole24ore: Lavoro americano più forte della paura del coronavirus: bene le Borse Ue, Milano +3%. Wall Street chiude positiva – Fca scatta e punta sulle vendite negli Usa – Tesla senza freni: accelera dopo sorpasso su Toyot;

Il Fatto Quotidiano: Dal “cimicione” per spiarlo alle “procure eversive”: Storia delle denunce di Berlusconi sui “fatti gravi”. Che poi si sono rivelate bufale o casi di calunnia;

La Repubblica: Macron cambia rotta (e governo) dopo l’onda verde: “Serve un nuovo cammino con una nuova squadra”;

Leggo: La droga dell’Isis sequestrata a Salerno: è la stessa usata per l’attacco al Bataclan;

Tgcom24: “MES, VALUTEREMO AL TERMINE DEL NEGOZIATO EUROPEO” Conte vede Zingaretti: “Piena convergenza” | Regionali, premier spinge l’alleanza M5S-Pd, Crimi frena: “Insieme se ci sono le condizioni”;

L’insostenibile pesantezza dell’All you can eat

Gio, 07/02/2020 - 15:00

Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro ai ristoranti “All you can eat” (Mangia tutto quello che vuoi/riesci) dal punto di vista ambientale? Cibo fuori stagione, proveniente da chissà dove.

Mangia quanto vuoi e quello che vuoi, ma a che prezzo?


Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Melissa Finali, Biologa Nutrizionista.

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Botswana: centinaia di elefanti morti misteriosamente

Gio, 07/02/2020 - 14:20

Più di 350 elefanti sono stati trovati morti nel nord del Botswana, in particolare nel Delta dell’Okavango, e le cause di quest’avvenimento sconcertante non sono ancora chiare.

Il governo del Botswana ha affermato che sono state escluse le possibilità che le morti fossero causate dal bracconaggio, dall’avvelenamento da parte di esseri umani e dell’antrace, un veleno presente in natura che colpisce occasionalmente la fauna selvatica.

Quest’evento, quindi, risulta molto strano e gli ambientalisti dichiarano di essere davvero preoccupati: il dottor Niall McCann del National Park Rescue ha dichiarato alla BBC che “questa situazione è totalmente senza precedenti in termini di numero di elefanti che muoiono in un singolo evento non provocato dalla siccità … Gli elefanti muoiono senza un motivo chiaro.”

Salvaguardiamo gli animali

Il Botswana ospita un terzo degli elefanti che vivono in Africa e possiede una buona reputazione per quanto riguarda la protezione della fauna selvatica, in particolare elefanti e rinoceronti. Tuttavia, questo rifugio sicuro è sempre più minacciato sia dal bracconaggio che da quest’avvenimento misterioso.

Un sondaggio aereo ha rilevato che il 70% dei giganti buoni è morto nei pressi di pozze d’acqua e la gente del posto ha riferito di aver visto gli elefanti che camminavano in cerchio prima di morire, il che potrebbe indicare che qualcosa stia attaccando i loro sistemi neurologici.

Il dottor McCann ha affermato che la malattia non può essere esclusa e, se dimostrato, esiste la possibilità che possa essere trasmessa alla popolazione umana proprio come Covid-19.

Mary Rice, direttore esecutivo dell’Environmental Investigation Agency, ha dichiarato che:

Mentre può avere un senso escludere il bracconaggio – le zanne rimangono intatte, ma dovrebbero essere rimosse urgentemente per evitare il bracconaggio opportunistico – ed escludere l’antrace perché il Botswana ha i mezzi per testarlo in modo affidabile, l’avvelenamento può essere ancora una possibilità.
I test sono l’unico modo per determinare se c’è stato un gioco scorretto, se si tratta in realtà di una sorta di malattia o virus e se esiste un potenziale rischio per la salute pubblica. In mancanza di ciò, è probabile che il numero di decessi aumenti
“.

A tal proposito, il dipartimento per la protezione della fauna selvatica ha ammonito la popolazione a non consumare carne di animali morti, in quanto ciò potrebbe nuocere alla salute delle persone del posto. I locali sono stati anche invitati a denunciare qualsiasi altro avvistamento di elefanti morti alle autorità.

Salvaguardiamo gli animali, salviamo il Pianeta.

Fonte: The Independent

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Imu e Tari scontate del 20% se le addebiti sul conto

Gio, 07/02/2020 - 11:00

Un’ottima notizia tra le novità approvate ieri tra gli emendamenti al decreto rilancio. Sconto del 20% per i contribuenti sulle imposte locali, come l’Imu e la Tari, per chi passerà all’addebito diretto sul conto corrente. Tra le altre imposte locali ricordiamo anche la Tosap e la Cosap, cioè la Tassa per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche; l’Icpa, cioè l’Imposta Comunale Pubblicità e Affissioni e l’Iuc, cioè l’Imposta Unica Comunale su casa e rifiuti. La Iuc a sua volta include la Tasi, cioè la Tassa sui Servizi Indivisibili, l’Imu, cioè l’Imposta Municipale e la Tari, cioè la Tassa sui Rifiuti.

Altri due giorni di lavori

Proseguirà ancora per altri due giorni il lavoro di affinamento al decreto, che ieri ha portato anche a un accordo sul Bonus vacanze. A disposizione ci sono 800 milioni di euro per finanziare interventi per le tratte autostradali, finanziamenti a settori strategici del Paese come la moda o la ceramica. Attese correzioni anche al superbonus del 110% con cui vengono rivisti i massimali di spesa per il cappotto termico, e l’allargamento dell’agevolazione maggiorata a due abitazioni, e al terzo settore.

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Bonus vacanze, arriva l’accordo per diffonderlo tra gli alberghi

Gio, 07/02/2020 - 10:30

Per adesso è un piccolo flop, il bonus vacanze (leggi a chi è destinato) che è accettato al momento solo da 4 esercenti su 10. Adesso però, un protocollo d’intesa firmato ieri tra Confindustria Alberghi e Abi dovrebbe favorire la conoscenza e la diffusione del bonus introdotto dal Decreto Rilancio.

Una facilitazione sostanziale

L’accordo prevede una sostanziale semplificazione burocratica che renda
più snelli ed efficienti tutti i processi di gestione del credito fiscale, in particolare per quanto riguarda la cessione dei crediti e la rapida messa a disposizione di risorse liquide per le imprese, in modo che non siano gli albergatori a perderci.

134mila famiglie lo hanno chiesto

Disponibile da ieri, il voucher è stato richiesto attraverso la app dei servizi pubblici IO da 134mila famiglie, già nelle prime ore, per un controvalore economico superiore ai 64 milioni. Il bonus si può spendere entro il 31 dicembre in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi
e bed&breakfast in Italia.

Meno burocrazia

Il motivo per cui il bonus non piace al settore dell’ospitalità è principalmente il fatto che dreni la liquidità delle aziende. L’80% del valore del buono viene infatti anticipato dall’albergatore mentre l’ospite versa solo la parte restante: il voucher diventa di fatto un credito fiscale per l’azienda. Inoltre la sua gestione appariva farraginosa perché è necessaria una lunga procedura attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate.

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Boomerang fai-da-te, ecco come costruirlo

Gio, 07/02/2020 - 10:00

Fedele compagno di giochi e non solo perché ci torna (quasi) sempre indietro da solo! Il boomerang trova le sue origini in primitive armi da lancio usate dagli aborigeni australiani per la caccia e in guerra, è oggi giorno uno strumento ludico per tutte le età.

Dal canale YouTube Rulof Fai da Te vediamo come costruirne uno classico a casa e proviamo a dare una risposta alla domanda che tutti ci saremo fatti almeno una volta: come fa il boomerang a tornare indietro una volta che lo lanciamo?

Fonte: Rulof Fai da Te

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Immaginare il futuro: l’Italian Institute For The Future (Video 1)

Gio, 07/02/2020 - 09:00

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Non sono degli indovini, ma si occupano di studiare l’evoluzione possibile della società in collaborazione con Università, enti di ricerca e aziende. Ci spiega meglio di cosa si tratta il presidente dell’Istituto, Roberto Paura.

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Pulse, la collana anti-Covid fatta dalla Nasa per non toccarsi il volto

Gio, 07/02/2020 - 08:58

Una collana che ti impedisce di toccarti il volto vibrando, si chiama Pulse, è il nuovo progetto della Nasa che lo ha reso disponibile gratuitamente in una formula “fai da te”, da visionare o scaricare gratuitamente online, per costruirsi da da soli un dispositivo assemblato con materiali economici e facili da reperire, al costo totale di 5 euro. Fornita di un sensore di prossimità, la collana inizia a vibrare quando le dita si avvicinano alla testa del possessore, aumentando l’intensità delle vibrazioni man mano che le mani si avvicinano al viso. Un dispositivo progettato per spezzare la pandemia, certo, ma non dissimile ai braccialetti dei carcerati che vibrano se chi li indossa si allontana dal perimetro entro cui deve stare. Verrà adottato in America?

Mentre in Italia i contagi sono diminuiti drasticamente, nel resto del mondo, Usa in testa, la pandemia è in pieno svolgimento, nonostante vigano le norme di distanziamento sociale ormai dappertutto. C’è però un automatismo inconscio che sfugge a ogni regola normativa, ed è quello di toccarsi il volto. Si è detto e ridetto, evitare di farlo, è uno dei modi più efficaci per proteggersi da Covid-19 o per impedire di diffonderlo: da un lato, infatti, toccarsi naso e bocca dopo aver maneggiato superfici contaminate da particelle di saliva altrui aumenta il rischio di favorire l’ingresso del Coronavirus nelle le proprie vie respiratorie; dall’altro, una persona positiva al virus, magari asintomatica, può contaminare le superfici dopo essersi toccato naso e bocca con le mani, contagiando gli altri. E tuttavia, se si chiama automatismo inconscio, un motivo ci sarà. Perciò la Nasa ha pensato bene di rendere disponibile il progetto Pulse.

Per costruire Pulse basta acquistare semplici oggetti al ferramenta oppure online come cavetti elettrici, un sensore a infrarossi, una batteria a bottone, una saldatrice e poco altro. L’unica componente personalizzata del dispositivo è la custodia in plastica trasparente da stampare in 3D – che può essere fatta realizzare da speciali laboratori anche in Italia a costi irrisori.

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