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Aggiornato: 45 min 4 sec fa

Processo a Cristoforo Colombo

Gio, 06/11/2020 - 17:30

In questi giorni si torna a nominare Cristoforo Colombo e le sue statue vengono abbattute…. . Jacopo Fo e Mario Pirovano hanno fatto un processo a questa figura tanto controversa

Fonte: Youtube Alcatraz Channel

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Germania e Italia unite per riciclare il legno

Gio, 06/11/2020 - 16:30

“Italia e Germania sempre più unite nel segno dell’economia circolare”, così Alessandro Saviola, Presidente del Gruppo mantovano leader tra i riciclatori di legno al mondo, dopo la sigla dell’accordo con la tedesca Nolte, l’inventrice del pannello in truciolato. La collaborazione tra i due gruppi industriali, a distanza di pochi mesi dalla joint venture, produrrà arredamenti a basso costo ma nel rispetto della natura. Saviola, con 13 stabilimenti e 1500 dipendenti, è conosciuto a livello internazionale come l’inventore del pannello di legno riciclato al 100%.

Una crescita pulita

“C’è grande fiducia e collaborazione reciproca per questa joint venture tra Italia e Germania, dalla quale ci aspettiamo tanto”, ha aggiunto Saviola. Dopo l’annuncio dell’ingresso di Saviola Holding nel capitale della società tedesca Nolte Holzwerkstoff Gmbh & Co.Kg (azienda situata a Germersheim nella Regione tedesca della Renania-Palatinato) di proprietà della famiglia Nolte, è stato sottoscritto ieri il closing tra le due società.

Una nuova realtà sostenibile

“Con questo ulteriore passaggio nasce Rheinspan GmbH & Co.KG e la firma di oggi permette al Gruppo Saviola di diventare azionista della società”, spiega il comunicato diffuso. “Inizia nella forma e nella sostanza il percorso comune di gestione della società da parte dei due azionisti. Un percorso che in questi mesi è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra le due società attraverso la realizzazione di un business plan triennale di visione futura predisposto congiuntamente”.

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Estate 2020: ecco quali sono le spiagge più belle e più pulite d’Italia

Gio, 06/11/2020 - 15:31

Durante l’estate 2020 trascorreremo delle vacanze particolari e molti di noi riscopriranno le bellezze del nostro Paese dopo anni di soggiorni all’estero.

Il distanziamento sociale e le restrizioni consigliate per evitare la diffusione del coronavirus non impediranno agli italiani di godersi meritati momenti di relax, dopo aver vissuto un anno abbastanza stressante e anomalo.

Il mare più bello d’Italia 2020

Come ogni anno Legambiente, in collaborazione con Touring Club Italia, ha stilato una classifica delle spiagge più belle e pulite d’Italia, operazione non semplice visti gli oltre 7.000 km di coste che il nostro Paese offre. Luoghi incantevoli, misteriosi, nascosti e protetti, che popolano la nostra meravigliosa penisola da Nord a Sud.

I criteri utilizzati non prendono soltanto in considerazione la bellezza del paesaggio e il mare limpido e cristallino, ma anche “la qualità ambientale, la presenza di servizi, il consumo energetico (tra i temi analizzati, anche l’uso del suolo, l’energia, i rifiuti, la sicurezza alimentare, la depurazione delle acque, le iniziative per la sostenibilità)”.

Un mare bello e pulito è anche sinonimo di corretta e funzionale gestione del territorio, nel totale rispetto di Madre Natura.

Ai luoghi analizzati viene attribuito un punteggio che varia da 1 a 5 vele e quest’anno sono 15 le località premiate con il riconoscimento massimo: 5 in Sardegna, 3 in Toscana e Puglia, 2 in Campania, 1 in Liguria e Sicilia.

Ecco la classifica:

  1. Litorale di Baunei, in Sardegna
  2. Maremma Toscana. Con Castiglione della Pescaia come miglior Comune, seguito da Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica in provincia di Grosseto.
  3. Litorale di Chia. Nella Sardegna meridionale, con il Comune di Domus de Maria.
  4. Cilento Antico. Campania, provincia di Salerno: a Pollica seguono Castellabate, San Mauro del Cilento e Montecorice.
  5. Costa d’Argento e Isola del Giglio. In Toscana. Qui dominano l’Isola del Giglio e Capalbio, seguiti da Orbetello e altri Comuni.
  6. Liguria: Cinque Terre
  7. Toscana: Isola di Capraia
  8. Campania: Costa del Mito (tra Camerota, Centola-Palinuro e Pisciotta, con AMP Costa degli Infreschi e Masseta)
  9. Puglia: Costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari. Guidata da Polignano a Mare seguito da Ostuni, Monopoli, Fasano e Carovigno.
  10. Puglia: Alto Salento Adriatico. Con Melendugno, Otranto e Vernole in provincia di Lecce.
  11. Puglia: Alto Salento Jonico. Comuni di Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo, Racale.
  12. Sicilia: Isola di Pantelleria
  13. Sardegna: Baronia di Posada e Parco di Tepilora. In provincia di Nuoro, sulla costa orientale della Sardegna, che ha come miglior Comune quello di Posada, seguito da Siniscola.
  14. Sardegna: Planargia. Ovvero il litorale del Comune di Bosa, sulla costa occidentale sarda.
  15. Sardegna: Gallura Costiera e AMP Capo Testa. Vasto comprensorio nella Sardegna nord orientale guidato da Santa Teresa Gallura e seguito da Palau e Arzachena.
Non solo mare

Non solo premi per il mare, ma anche per le località lacustri più belle d’Italia, che possono essere scelte come vacanza alternativa all’insegna dell’immersione nella natura più tranquilla e selvaggia.

Ecco la top 7 dei laghi più belli:

  1. Lago del Mis, Comune di Sospirolo (Bl), Veneto
  2. Lago di Molveno, Comune di Molveno (Tn), Trentino Alto Adige
  3. Lago di Fiè, Comune di Fiè allo Sciliar (Bz), Trentino Alto Adige
  4. Lago del Garda – riva occidentale, Comuni di Gardone Riviera, Gargnano, Limone sul Garda, Riva del Garda, Tignale
  5. Lago di Monticolo (Bz), Comune di Appiano sulla Strada del Vino (Bz), Trentino Alto Adige
  6. Lago di Avigliana Grande, Comune di Avigliana (To), Piemonte
  7. Lago dell’Accesa, Comune di Massa Marittima (Gr), Toscana

Non vi resta che l’imbarazzo della scelta per una vacanza sostenibile, rilassante e alla riscoperta delle bellezze made in Italy.

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Colombo è decapitato, ora tocca a Montanelli

Gio, 06/11/2020 - 14:15

L’Italia si indigna, richiama i talebani, Twitter s’infuria tra chi ci scherza “Manco ci voleva venire da voi, Colombo” e chi, appunto, fa paragoni un pelino fuori luoghi con chi distrugge luoghi storici e culturali o dà i libri alle fiamme.

La statua di Cristoforo Colombo atterrata ieri a Boston, in Massachusetts, non è la stessa cosa di un’opera d’arte. E’ il simbolo – tra l’altro di scarso pregio artistico – di un fatto storico che però rappresenta anche invasione, genocidio, supremazia bianca. Aiutatemi a dire “naturale” che, nel corso della follia rabbiosa che sta (giustamente) invadendo gli Stati Uniti, il marinaio genovese che scoprì l’America venga decapitato in mezzo alle proteste. Niente di personale con l’Italia: tranquilli. Niente di personale con la cultura (che non c’entra nulla). Gran parte d’America festeggia il Columbus Day con un rospo in gola, da sempre, e il fatto che i Simpson (mamma mia, come al solito!!) siano riusciti a prevedere l’accaduto è solo la dimostrazione che qualche ragione, qualche fondato motivo, nascosto sotto la base portante della Statua della Libertà, esista.

La statua di Jebediah Springfield, colono bianco fondatore della cittadina di Bart Simpson, poi decapitata dai manifestanti Dagli Usa al mondo

Da Boston i fatti si sono ripetuti a Richmond, in Virginia, e poi a Minneapolis, Richmond, Saint Paul. Da lì, all’Europa. La costola britannica del movimento Black Lives Matter è estremamente agguerrita e gli attivisti della Stop Trump Coalition hanno stilato un elenco delle statue che vogliono abbattere nel Regno Unito perché “celebrative di schiavitù e razzismo”. Il titolo – “Topple the racists” – “rovescia i razzisti”, chiarisce le intenzioni. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha già annunciato che una commissione rivedrà le statue, i monumenti e i nomi delle strade per assicurarsi che “riflettono la diversità”. Perché il tema è giusto, è importante, e va ascoltato.

L’epidemia arriva in Belgio, dove si sta discutendo sulla figura dell’ex re, Leopoldo II, controversa per il passato coloniale. Una statua a lui dedicata è stata già rimossa da una piazza di Anversa e sarà conservata nei depositi di un museo locale. A velocità fulmine, arriviamo a noi.

L’Italia riveda Montanelli

In Italia, l’associazione antifascista I Sentinelli ha chiesto al sindaco di Milano, Beppe Sala, di cambiare l’intitolazione dei giardini dedicati a Indro Montanelli e rimuovere la statua del celebre e discusso giornalista da quel parco. “Fino alla fine dei suoi giorni – si legge nella lettera che motiva la richiesta di rimozione – Montanelli ha rivendicato con orgoglio il fatto di aver comprato e sposato una bambina eritrea di dodici anni perché gli facesse da schiava sessuale”. Insorge, inutile sottolinearlo, tutta la destra, con in testa Matteo Salvini.

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Stiamo esagerando con il politically correct?

Gio, 06/11/2020 - 12:15

Ha la veneranda età di 81 anni Via col Vento, arrivò in Italia a dicembre del 1951. Il film era tratto da un romanzo di Margareth Mitchell e ha incassato, nel tempo, 3,44 miliardi di dollari.

Adesso la HBO, titolare dei diritti, ha deciso di toglierlo dal catalogo in quanto si tratta di un film razzista.

Sulla questione Natalia Aspesi su Repubblica scrive: “Saremo tutti rincitrulliti, come pensano i noiosi irresponsabili della HBO e altre anime buone, al punto che a scoprire o rivedere per la centesima volta Via col Vento potremmo trovare carino il razzismo e non poi così grave che un poliziotto bianco ammazzi un nero soffocandolo col ginocchio o in altre occasioni a calci o fucile o fuoco, o ai tempi in cui è situato il film, con l’impiccagione?”.

Ecco, proprio così, non siamo tutti rincitrulliti e non solo: è giusto riscrivere la storia cancellandone pezzi interi? E anche i film fanno parte della nostra storia.

Allora dovremmo cancellare anche tutti i western tipo Ombre Rosse, ma a ben pensarci dopo Ombre Rosse è arrivato Balla coi Lupi, e dopo Via col vento, il Colore Viola o i film di Spike Lee.

E così via, di esempi se ne possono fare decine.

La protesta mondiale per l’omicidio di George Floyd è sacrosanta, e probabilmente l’uccisione del ragazzo afroamericano ha fatto emergere rabbia e paura che bollivano da tempo, è stata la miccia di una bomba che conteneva anni di brutture, razzismi, miseria, dove ci porterà non lo sappiamo ma sembra proprio che non si spegnerà presto.

Il gesto dell’HBO aiuta la causa dei neri? La colpa del razzismo americano è di Via col Vento?

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Altro che patente immunitaria, in Sardegna senza controllo della febbre (video)

Gio, 06/11/2020 - 11:30

Sardegna, ore di panico lunedì 10 giugno per un sospetto Covid-19 a bordo della nave Moby Drea, noleggiata dalla Cin-Tirrenia, partita da Civitavecchia e diretta oggi a Cagliari. Un cittadino sardo, di rientro nell’isola insieme alla moglie, durante la traversata ha lamentato febbre e sintomi, così ha avvisato la capitaneria, che lo ha isolato nella sua cabina. Mentre alla coppia è stato fatto il tampone per verificare se si trattava di Covid-19, tutte le altre persone sono state fatte scendere regolarmente dalla nave, perché, dalle ricostruzioni, l’uomo non aveva avuto contatti ravvicinati con gli altri passeggeri. A fine mattinata il responso: tampone negativo.

Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio, perché dall’episodio si evince che il passeggero è stato fatto salire senza che gli venisse prima controllata la febbre, e da quello che hanno riferito le autorità, le misure di isolamento e di accertamento, coordinate dall’Ufficio sanità marittima, dalla Polizia di frontiera, e dalla Capitaneria di bordo, non sarebbero scattate se l’uomo non si fosse autodenunciato.

A dispetto dei proclami securitari del Presidente di Regione, Christian Solinas, come testimonia un video raccolto da People for Planet, gli ingressi sull’isola stanno avvenendo senza la stretta di controlli annunciati: niente misurazione della febbre, niente certificazione, niente registrazione. Altro che passaporto immunitario. Né le compagnie di navigazione fanno mistero di questo, sul sito si legge chiaramente che la febbre viene misurata solo ai lavoratori a inizio turno.

Questo un video girato da una ragazza sarda che vive a Roma, salita il 3 giugno da Civitavecchia su una nave Nuraghes – Tirrenia e sbarcata il 4 giugno a Olbia nella più totale assenza, dice, di controlli:

Pur con numeri bassi (1.362 casi accertati Covid19, 1.172 dimessi/guariti e 131 deceduti, dati aggiornati al 7 giugno), la Sardegna è stata al centro di polemiche per via del Presidente Solinas, che voleva rendere obbligatorio il passaporto immunitario per chi entra nell’isola. Una proposta “incostituzionale” per il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e “inutile” a detta degli esperti, da sempre contrari all’esistenza stessa di una patente di immunità valida per il Covid-19. Bocciato da più parti, il presidente Solinas è insistentemente tornato sul tema più volte, “chi arriva senza certificato, dal mio punto di vista, non può imbarcarsi in partenza, quindi non arriva in Sardegna”, ha detto il 28 maggio, ospite della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora.

Intanto è sempre di lunedì la notizia che la compagnia marittima Moby ha potenziato il collegamento con la Sardegna e dal 23 luglio fino a al 6 settembre aggiunge sulla linea Genova-Olbia 66 nuove partenze a quelle già programmate. “Quasi una metropolitana del mare – sottolineano dalla compagnia – un segnale positivo di ripresa del turismo e dell’interesse dei vacanzieri per l’isola che starebbero prenotando viaggi e vacanze registrando numeri del tutto simili a quelli che si registrano di solito a giugno, senza il Covid. A effettuare le corse, si legge nell’agenzia Ansa “sarà la Moby Drea che come gli altri traghetti della flotta oltre ad adottare tutti i protocolli per la sicurezza di passeggeri ed equipaggio, dalle mascherine ai distanziamenti ai divisori in plexiglass, alle sanificazioni, avrà a bordo il ‘care manager‘ per assistere i viaggiatori”.  L’impressione è che ad oggi molto, troppo, sia ancora lasciato alla responsabilità dei cittadini, anche nelle aree in cui non si fa che richiamare alla sicurezza.

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Pollice nero? Ecco 7 piante facili per la casa

Gio, 06/11/2020 - 10:00

Dal canale YouTube I Giardini di Ellis un video che può essere di grande aiuto per chi, anche senza esperienza e pollice verde, vuole arricchire la propria casa con delle piante.

Belle, di compagnia e salutari iniziamo a conoscere 7 diversi tipi perfette per stare in un ambiente chiuso. Facilissime da curare e davvero poco esigenti, insomma le piante giuste con cui iniziare ad arredare casa! Conosceremo da vicino:

  • Chlorophytum (Spider plant);
  • Aloe;
  • Photos;
  • Crassula ovata;
  • Sanseveria;
  • Dracaena;
  • Aspidistra.
Fonte: I Giardini di Ellis

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Covid-19 e disagio psicologico, raddoppiati contatti via WhatsApp a Telefono amico

Gio, 06/11/2020 - 09:30

Telefonate e mail sono arrivate principalmente da donne di età compresa tra 20 e 40 anni, mentre il servizio di messaggistica istantanea è stato molto utilizzato soprattutto da giovani e giovanissimi.

Quasi duemila richieste di aiuto via WhatsApp in tre mesi per chiedere supporto psicologico o semplicemente per sfogarsi: l’emergenza Covid-19 ha provocato un aumento del ricorso al servizio di messaggistica istantanea “WhatsApp Amico” dell’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, che nei mesi del lockdown e dell’immediato post lockdown ha visto raddoppiare le richieste di aiuto e sostegno telefonico.

Sostegno non solo via WhatsApp

“Negli ultimi mesi – spiega Monica Petra, presidente di Telefono Amico Italia, che da oltre 50 anni si prende cura delle persone che hanno bisogno di aiuto garantendo il totale anonimato – abbiamo registrato un netto aumento di tutti i nostri servizi di ascolto: del numero unico 02 2327 2327, del servizio mail e, soprattutto, del servizio WhatsApp Amico per cui abbiamo registrato un forte picco che ci ha spinto a potenziare subito questo strumento”. In generale le richieste di supporto dovute all’epidemia Covid-19 sono arrivate principalmente da donne con età compresa tra 20 e 40 anni, mentre il servizio di messaggistica istantanea è stato molto utilizzato anche dai giovanissimi.

Servizio attivato dal 2017

Attivato in forma sperimentale nel 2017, il servizio “WhatsApp Amico” in questi anni è stato gestito dai volontari di un solo centro territoriale di Telefono Amico Italia, il centro locale di Padova. Il grande aumento delle richieste di contatto ha ora spinto l’organizzazione di volontariato a coinvolgere nell’iniziativa anche altri centri territoriali per offrire un servizio sempre più tempestivo.

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Vuoi smettere di fumare? Ecco le erbe officinali e oli essenziali che ti aiutano

Gio, 06/11/2020 - 08:00
Smettere di fumare per noi e per il Pianeta

Tutti sanno (anche se molti fingono di dimenticarnese) che smettere di fumare è la scelta migliore se amiamo noi stessi e l’ambiente. Il fumo di sigaretta, infatti, provoca importanti danni al nostro organismo, velocizza il processo di invecchiamento e aumenta il rischio di sviluppare diverse malattie tra cui la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e tumori che possono colpire vari organi, in particolare a polmoni, bocca e gola.
L’abitudine al fumo, inoltre, determina una costante riduzione di ossigeno verso ogni distretto del nostro corpo, il che si traduce in una pelle meno luminosa, una maggiore stanchezza fisica e in un aumento dell’affaticamento mentale.

Fumare causa danni anche al nostro Pianeta, poiché le immense coltivazioni di tabacco richiedono terreno che toglie spazio alla biodiversità, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Eliminare le sigarette per un fumatore di vecchia data può però essere molto difficile, a meno che non si conoscano i segreti per smettere di fumare: consapevolezza, determinazione e l’aiuto della natura.

Consapevolezza e determinazione: conoscere il nemico e le sue armi

Non si può sconfiggere un nemico senza conoscerlo e senza sapere qual è il suo modo di agire.

Il nemico principale di un fumatore è la nicotina, un alcaloide presente nelle foglie di tabacco e in grado di legarsi ai recettori nicotinici dell’acetilcolina, provocando dipendenza.

La dipendenza da nicotina è causata anche dalla capacità di questa molecola di attivare i centri del piacere a livello dell’encefalo: la nicotina infatti, come molte altre droghe, attiva il circuito della ricompensa attraverso l’azione sul sistema dopaminergico, con conseguente aumento di dopamina e noradrenalina che porta a una sensazione di benessere.

Esiste poi una componente psicologica legata all’abitudine al fumo e ogni fumatore tende ad accendere con più piacere una sigaretta in determinate circostanze, ad esempio quando si sente nervoso o sotto pressione, oppure se è annoiato o, ancora, per offrire a se stesso una ricompensa al termine di un lavoro impegnativo.

Sapere in quali circostanze si tende a fumare di più è molto importante poiché riconoscendo il motivo per cui si percepisce la voglia di accendere una sigaretta è possibile sostituire la sigaretta con il bisogno reale.
Se si fuma soprattutto per noia, si può impiegare il proprio tempo in qualcosa di coinvolgente o divertente, mentre se si fuma per calmare ansia e agitazione, la sigaretta può essere sostituita da semplici esercizi di respirazione e, infine, se ci si accende una sigaretta per premiarsi, si possono trovare ricompense più edificanti e meno nocive, evitando però di ricorrere al cibo.

I rimedi naturali per smettere di fumare

La nicotina agisce biologicamente sull’organismo e, di conseguenza, quando si cerca di smettere di fumare si hanno delle lievi crisi di astinenza: nervosismo, ansia, difficoltà ad addormentarsi, calo dell’umore e stitichezza. L’astinenza fisica da nicotina si risolve nell’arco di tre giorni, ma i sintomi possono perdurare per più tempo, in genere qualche settimana.

Esistono erbe officinali e oli essenziali che possono essere di grande aiuto. Quando si smette di fumare può ad esempio essere utile assumere estratti di rodiola o di iperico, erbe che svolgono un ruolo nel mantenimento del tono dell’umore e che possono dunque attenuare i sintomi dell’astinenza da nicotina. Poiché l’iperico presenta numerose interazioni, si consiglia di consultare il proprio erborista di fiducia prima di assumerlo.

Per calmare ansia, agitazione e nervosismo si può invece ricorrere a una tisana rilassante a base di valeriana, luppolo, melissa e passiflora, da far preparare all’erborista e da assumere durante la giornata o prima di andare a dormire se si fatica a prendere sonno e a riposare bene.

Anche gli oli essenziali possono aumentare le possibilità di successo: diffondere nell’ambiente l’essenza di angelica ed effettuare massaggi con un olio in cui sono stati aggiunti oli essenziali di lavanda, rosmarino e menta piperita aiutano a calmare ansia e nervosismo.

Per realizzare un olio da massaggio è sufficiente unire 10 gocce di olio essenziale di lavanda, 10 di olio essenziale di rosmarino e 5 di olio essenziale di menta a 30 millilitri di olio di mandorle dolci.

Infine, nel caso in cui si soffra di stipsi, si possono assumere blandi lassativi come i semi di lino o altre piante a base di mucillagini tra cui la piantaggine, che aiutano ad aumentare la peristalsi intestinale senza effetti collaterali.

I rimedi che abbiamo visto andrebbero somministrati per circa tre o quattro settimane, per sostenere la scelta di smettere di fumare fino a che i sintomi di astinenza da nicotina non scompaiono.

Riferimenti:
Epicentro, Istituto Superiore di Sanità
Serotonin involvement in Rhodiola rosea attenuation of nicotine withdrawal signs in rats
Serotonin mediates beneficial effects of Hypericum perforatum on nicotine withdrawal signs
The Essential Oil from Angelica gigas NAKAI Suppresses Nicotine Sensitization
Study protocol of a pragmatic, randomised controlled pilot trial: clinical effectiveness on smoking cessation of traditional and complementary medicine interventions, including acupuncture and aromatherapy, in combination with nicotine replacement therapy

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Covid: Italia, le epidemie sono 3 | Emergenza totale in America Latina | Migranti, i bambini riportati in Libia

Gio, 06/11/2020 - 06:25

Il Mattino: È emergenza totale in America Latina: boom di contagi in Perù. Coronavirus, Fauci: «Prepariamoci a una seconda pandemia» Sette milioni di contagi nel mondo, boom in Iran;

Corriere della Sera: Covid, Remuzzi: «Le epidemie sono 3: al Nord, al Centro e al Sud» ;

Il Manifesto: «Piano Colao», le ricette liberiste portano allo scontro su scuola, università, impresa;

Tgcom24: CONTESTATI I PROTOCOLLI – Fase 2, esercenti in rivolta: “Con la mascherina in sala i cinema non riaprono“;

llsole24ore: Bonus 1.000 euro: dagli agenti di commercio alle guide turistiche, a chi spetta (e a chi no);

Il Fatto Quotidiano: Stati generali, forfait centrodestra: “Non ci saremo”. Conte: “No a Villa Pamphilj? E’ sede ufficiale governo”. Gualtieri: “A lavoro per dare orizzonte di legislatura;

Il Messaggero: Migranti, naufragio in Tunisia: almeno 34 morti. Recuperati cadaveri di 22 donne e 3 bambini – Catalfo, regolarizzazione non è sanatoria indiscriminata «Domani dove mandiamo le scimmie?». Caporali sfruttavano i braccianti, 52 arresti Migranti, Di Maio: «Flussi cresciuti ma inferiori ad anni scorsi»;

La Repubblica: Migranti, i bambini riportati in Libia. L’Oim: “Trovate subito una soluzione alternativa”;

Il Giornale: Ecco la previsione di Giorgetti:’Cade Conte? Che cosa accadrà’;

Leggo: Maddie McCann, la svolta: «L’orco forse aveva un complice: lo avvertì che i genitori erano usciti a cena». Maddie McCann «E’stata abusata e poi uccisa poco dopo il rapimento». Il pedofilo sospettato disse: «Catturerò qualcosa di piccolo» Maddie, una vittima di uno stupro racconta la sua testimonianza: «Chi abusò di me potrebbe essere Christian Brückner» Maddie McCann potrebbe essere morta. Il procuratore: «Stiamo cercando il corpo».

Suonare la colonna sonora di Harry Potter con… la lavatrice!

Mer, 06/10/2020 - 18:00

Kurt Schneider e il suo amico Jason Pitts ricreano musica e colonne sonore con oggetti quotidiani…eccoli mentre ricreano la colonna sonora di Harry Potter con lavatrice e asciugatrice. Dei veri maghi!

Fonte: Tik tok @kurtschneider

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Nel mondo fa sempre più caldo: maggio da record

Mer, 06/10/2020 - 18:00

L’aumento globale delle temperature è ormai un dato di fatto e i dati registrati nel mese scorso lo confermano.

Il Copernicus Climate Change Service ha registrato un aumento delle temperature relativo allo scorso maggio di 0,63 gradi centigradi, il valore più alto rispetto al periodo 1981-2010.
Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono state registrate temperature di 0,7°C in più rispetto alla media stagionale e i dati sono piuttosto preoccupanti.

In particolare, le temperature sono state anomale in alcune zone della Siberia, una delle aree più fredde della Terra, in cui si sono registrate temperature di 10°C superiori alla media stagionale. Secondo il Moscow Times, il caldo persistente sta causando lo scioglimento dei ghiacciai, così come la fioritura precoce di piante e alberi, e la comparsa anticipata degli insetti. Le condizioni di caldo e siccità hanno aumentato il rischio di incendi in tutta la regione.

Inoltre, anche la parte occidentale dell’Alaska, una porzione delle Ande tra Cile e Argentina e diverse zone dell’Antartide si sono trovate di fronte a una primavera anticipata.

Livelli di CO2 alle stelle

Maggio è risultato il mese dei record in negativo: secondo l’Organizzazione mondiale della Meteorologia, lo scorso mese sono stati registrati livelli altissimi di CO2 nell’atmosfera.

In particolare, sono state misurate le concentrazioni di biossido di carbonio nella stazione di osservazione di Mauna Loa alle Hawaii, un punto di riferimento nel programma Global Atmosphere Watch dell’Organizzazione mondiale della Meteorologia, che monitora le tendenze globali in oltre 50 paesi. Nel mese di maggio 2020, le concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera hanno raggiunto il picco stagionale più alto mai registrato, ossia 417,1 parti per milione. Si tratta di dati più unici che rari, e molto preoccupanti.

L’interruzione forzata di tutte le attività industriali ed economiche durante i mesi di lockdown, non ha di certo contribuito a diminuire la concentrazione di gas a effetto serra nell’aria.

I progressi nella riduzione delle emissioni non sono visibili nel record di CO2 registrato“, ha affermato Pieter Tans, scienziato del Global Monitoring Laboratory del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). “Stiamo continuando a stressare il nostro Pianeta provocando un progressivo aumento del riscaldamento globale, con conseguente innalzamento del livello del mare ed eventi meteorologici estremi ogni anno“.
Se gli umani smettessero improvvisamente di emettere CO2, ci vorrebbero migliaia di anni per tornare ai livelli preindustriali.

Per questo motivo è necessario continuare a investire nell’ambito della sostenibilità e incentivare politiche green, prima che sia troppo tardi.

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Banksy, la porta rubata del Bataclan ritrovata in Italia

Mer, 06/10/2020 - 17:10

Ritrovata in un casale della campagna abruzzese dai carabinieri della compagnia di Alba Adriatica (Teramo) la celebre porta dell’uscita di sicurezza del Bataclan, il locale di Parigi dove il 13 novembre 2015 un commando di terroristi uccise in una sparatoria 90 giovani che assistevano a un concerto degli Eagles of Death Metal. L’opera, attribuita a Banksy e raffigurante una donna in lutto, comparve poco dopo. Ma i ladri, un gruppo di persone con il volto coperto, agirono la notte del 25 gennaio e fecero poi perdere ogni traccia.

Domani i dettagli

“Il  ritrovamento è stato possibile a seguito di indagini condotte dalla Procura distrettuale in collaborazione con gli organi di polizia e con la magistratura francese”, ha spiegato il procuratore distrettuale dell’Aquila Michele Renzo, annunciando per domani alle 11 una conferenza stampa al palazzo di Giustizia.

Un furto particolare

All’epoca del furto, lo stesso Bataclan espresse su Twitter “una profonda indignazione“. L’opera di Banksy, simbolo di raccoglimento, apparteneva a tutti: residenti, parigini, cittadini del mondo. “L’artista – scriveva il teatro parigino – ha offerto questa opera sulla porta dell’uscita di sicurezza del Bataclan in uno slancio di omaggio e di sostegno. L’essenza stessa dell’arte urbana è di dare vita a un’opera d’arte in un ambiente particolare e siamo convinti che questa opera aveva un senso solo in questo posto. E’ per questa ragione che avevamo deciso di lasciarla, libera, nella strada, accessibile a  tutti”.

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Quarantena: ripudio o nostalgia?

Mer, 06/10/2020 - 17:06

La quarantena è finita da tre settimane e i provvedimenti restrittivi si sono allentati permettendo una timida ripresa della vita lavorativa e sociale.

Eppure non sono poche le persone che provano un’estrema fatica ad accogliere a braccia aperte questa fase di ripresa. È un periodo di grandi contraddizioni, non solo circa le norme preventive di sicurezza, mascherina sì, mascherina no, 1-2 o 3 metri di distanziamento sociale, ma sono soprattutto le persone a sperimentare grandi ambivalenze emotive. 

Dalla mia posizione di psicoterapeuta ho potuto ascoltare persone che non vedevano l’ora di uscire di casa e rincontrare gli amici senza paura perché il peggio era ormai passato e altrettante persone estremamente spaventate dalla ripresa, che nonostante il senso di mancanza per gli amici e i parenti preferivano continuare a fare una vita ritirata come in quarantena.

È stato erroneo immaginare che alla fine del lockdown tutti avrebbero reagito con un senso di sollievo ed entusiasmo per la ritrovata libertà. Al contrario il popolo italiano si è diviso in due grandi polarità, che potremmo definire i “cauti” e gli “smaniosi”.

I primi sono coloro che hanno quasi nostalgia della quarantena: «Sono stato benissimo. È stato un periodo di grande tranquillità, non mi è pesato, mi sentivo al sicuro, anzi avevo proprio bisogno che tutto si fermasse… se ci fosse un mese così all’anno ci metterei la firma».

Gli smaniosi invece sono quelli che non vedevano l’ora di poter uscire, passeggiare per le strade, incontrare persone e riprendere la vita di prima, considerando il covid solo una terribile parentesi del 2020.

Queste diverse reazioni non dovrebbero sorprendere, perché rispecchiano perfettamente la presenza di grandi ambivalenze che caratterizzano l’essere umano. L’errore è pensare che siamo esseri lineari, al contrario siamo fatti di opposti, di contraddizioni, di spinte che vanno in direzione contraria tra loro.

Due forze contrarie

Già Freud (1920) individuava nell’animo di ognuno di noi due forze contrarie: la pulsione di morte e la pulsione di vita che direzionano azioni, desideri e paure; lo descriveva come un conflitto tra forze contrapposte e intrecciate, difficili da conciliare in una visione unica ed equilibrata.

In questo senso può essere facile cadere nel reciproco etichettamento frettoloso in cui i cauti giudicano gli smaniosi come irresponsabili festaioli, mentre questi ultimi vedono come paranoici e asociali i più restii.

Non c’è niente di strano nelle diverse reazioni alla riduzione del pericolo e alla ripresa della quotidianità. L’emergenza Coronavirus ha fatto emergere l’essenza della propria personalità. Le reazioni emotive all’alt irremovibile e severo della quarantena, hanno palesato la differenza tra temperamenti tranquilli, in cui l’attuale bisogno prioritario è quello di protezione.

Per molti lo stato di insicurezza persiste ancora adesso, forse è addirittura più forte in questo momento, proprio perché l’assenza di rigorose e rigide norme di sicurezza rende per certi versi più alto il rischio di ammalarsi. Niente fa sentire al sicuro un animale spaventato come la propria tana.

Gli smaniosi, invece, trovano il loro senso di sicurezza nell’attività e nel movimento continuo. Hanno paura, ma reagiscono a essa controbilanciandola con un’emozione altrettanto forte, simile a quella di un atleta sui blocchi di partenza che allo sparo scatta in avanti. L’esperienza covid può essere considerata per tutti un vero e proprio shok, un cambiamento repentino di tutto ciò che era percepito normale e prevedibile. Ha insinuato in molti il dubbio di non essere veramente al sicuro e ha permesso di toccare con mano che nulla è realmente sotto controllo, men che meno la natura.

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Foto di Stefan Keller da Pixabay

Vacanze: lunedì non riaprono Grecia, Croazia, Austria e Uk

Mer, 06/10/2020 - 16:15

Lunedì 15 non torneremo solo a ballare (all’aperto e a distanza)), ai cinema, nei teatri e nelle sale gioco, ma è arrivato anche il momento della riapertura dei confini nazionali ai viaggiatori italiani, passata l’emergenza coronavirus, o covid-19. La maggior parte dei Paesi europei riaprirà le frontiere e si potrà tornare a muoversi senza restrizioni all’interno dell’area Schengen e nell’Unione europea quasi al completo, rispettando sempre le distanze di sicurezza, mascherine indosso, e sicuramente qualche lungaggine in più dovuta – in scali, porti e aeroporti – ai distanziamenti e ai controlli delle temperature corporee.

Austria e Grecia non aprono

Si prendono un po’ più di tempo Austria e Grecia, che resteranno chiuse. Ma proprio oggi su quest’ultima sta facendo opera di convincimento il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che da giorni vola da una capitale europea all’altra per stringere accordi e far arrivare e partire turisti, e insomma “far lavorare commercianti, artigiani, imprese. Far girare l’economia”. Al momento però le due nazioni studiano l’andamento del contagio prima di decidere quando accogliere i cittadini delle aree più colpite dalla pandemia, specie Italia e Spagna. Il ministro della Salute austriaco, Rudolf Anschober, commentando i dati epidemiologici si è complimentato con il nostro Paese. Ma Vienna sconsiglia i viaggi in Lombardia e i collegamenti aerei restano interrotti, “anche se – ha detto Anschober – anche in Lombardia l’andamento è positivo e il lavoro svolto grandioso: potremmo rivedere l’avviso tra 2 e 4 settimane”. Avanti così, quindi.

La Grecia frena alla Lombardia

Al momento comunque per entrare in Grecia non tutti gli italiani sono considerati uguali: le limitazioni sono solo per i cittadini che provengono da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, che dovranno sottoporsi a un test all’arrivo per poter entrare. Dal 22 giugno ripartiranno, nel frattempo, i collegamenti via aerea tra Vienna e Milano Malpensa. Ma il governo austriaco si è detto “molto fiducioso” per quanto riguarda l’apertura del confine con l’Italia già nei prossimi giorni: “Stiamo valutando un approccio regionale”, ha precisato però, riferendosi all’Alto Adige.

Germania, Albania e Francia aperte da lunedì insieme a molte altre

Hanno già confermato le riaperture ai cittadini italiani da lunedì prossimo Germania, Albania, Australia, Macedonia del Nord, Bulgaria, Svizzera, Estonia, Giappone, Israele, Cina, Cipro, Lettonia, Libano, Nuova Zelanda, Lituania, Malta, Montenegro, Norvegia, Corea del Sud, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Finlandia. La lista verrà ampliata dal primo luglio con altri Paesi. Non è stato facile, ma anche la Confederazione Elvetica ha concesso l’apertura all’Italia dal 15 giugno, proprio come al resto dei Paesi dell’Unione Europea. La Spagna riaprirà il 22 giugno.

Restano per ora off-limits Uk, Polonia, Croazia e Danimarca

Aperti ma di fatto chiusi i Paesi che, come il Regno Unito, mantengono l’obbligo di 14 giorni di quarantena all’arrivo, con o senza sintomi da Covid-19. Ancora problematici gli spostamenti da e verso Polonia, Croazia, e Danimarca.

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Covid-19, Crisanti: “Asintomatici pericolosi, hanno ruolo cruciale nella trasmissione”

Mer, 06/10/2020 - 15:50

“Gli asintomatici sono pericolosi, in tutte le malattie infettive svolgono un ruolo cruciale nella biologia degli agenti patogeni per trasmettersi. Una persona che sta male sta a letto. Gli agenti patogeni sfruttano il nostro comportamento per trasmettersi: vengono quindi selezionati positivamente quelli che hanno fase asintomatica, è una questione di genetica e selezione naturale”. Ad affermare che i soggetti asintomatici nell’epidemia Covid-19 rivestono un ruolo di primo piano nella trasmissione del virus è Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare e virologia dell’Università di Padova, nella trasmissione radiofonica 24Mattino su Radio 24.

La critica all’Oms

L’affermazione di Crisanti arriva in risposta alle dichiarazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità di ieri secondo cui “è molto raro che un asintomatico trasmetta il virus”. “L’Organizzazione mondiale della sanità dice che gli asintomatici non sono un problema per assolversi da tutti gli errori fatti prima”.

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“L’Oms è un baraccone che va smontato e rifatto da capo”, continua il virologo. “È finanziata da industrie private e da pochi Stati. Dovrebbe invece fare gli interessi di tutta la comunità mondiale. Abbiamo bisogno di un’organizzazione diversa e indipendente. Trump ha fatto un errore a ritirare i finanziamenti perché così l’ha resa più vulnerabile alle influenze esterne, mentre dovrebbe essere finanziata dagli Stati membri senza interferenze esterne“.

In Lombardia impostazione fallimentare

A proposito dei numeri di contagi e di decessi molto più alti in Lombardia rispetto al resto d’Italia, secondo Crisanti “la Lombardia è arrivata impreparata a questa epidemia. Pensando fosse un’influenza, ha sbagliato l’impostazione, perché l’epidemia si combatte sul territorio non con i ricoveri come accade nell’influenza stagionale. La scelta si è rivelata fallimentare perché nessuno era preparato e non c’era cultura epidemiologica”.

La Svezia rivedrà la sua strategia 

Per quanto riguarda la Svezia e il suo approccio più che “soft” alle misure di contenimento, lo studioso spiega che “la Svezia ha fatto una scelta su un’ipotesi errata e adesso se ne sta pentendo. Si va verso una revisione della strategia perché i casi sono tanti e la mortalità è tra le più alte in Europa”.

Dalla Cina mancanza di trasparenza

Quanto alle prime fasi dell’epidemia di Covid-19 scoppiata in Cina, Crisanti afferma che “la Cina ha mentito sull’inizio della pandemia, sul numero dei casi, sulla mortalità e sugli asintomatici. Una totale mancanza di trasparenza. È chiaro che i cinesi ci hanno somministrato solo la parte finale della curva, manca la parte esponenziale”.

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Operazione Spazzamare: raccolte 10 tonnellate di rifiuti dai nostri mari

Mer, 06/10/2020 - 15:00
Spazzamare, la più grande operazione di pulizia dei fondali italiani

I mari e gli oceani di tutto il mondo sono colmi di rifiuti che, oltre a inquinare le acque, mettono a rischio la sopravvivenza di molte specie marine.

Per porre parzialmente rimedio a questo immenso problema, la Guardia costiera ha organizzato una delle più grandi operazioni di pulizia dei nostri mari: si tratta dell’iniziativa “Spazzamare”, nata nell’ambito di Clean Sea LIFE, progetto promosso dall’Unione Europea per sensibilizzare sul tema dei rifiuti marini.

Grazie all’impegno dei sub della Guardia costiera e di quasi mille volontari, durante la Giornata mondiale degli oceani celebrata lo scorso 8 giugno, con l’operazione “Spazzamare” sono state recuperate oltre 10 tonnellate di rifiuti dai fondali marini di tutta la Penisola.

on #WorldEnvironmentDay we announce #Spazzamare, the largest underwater clean up initiative in Italy – ever!
On Monday a hundreds of #divers will dive to protect #EUBiodiversity. Jointly organised by @CleanSeaLIFE and Italian @guardiacostiera on #WorldOceansDay pic.twitter.com/cQEA4XmYRL

— CleanSeaLIFE (@CleanSeaLIFE) June 5, 2020

Tra la spazzatura raccolta nella profondità dei nostri mari da Nord a Sud è stato trovato di tutto. Molta plastica e resti di attrezzatura da pesca, come ci si poteva aspettare, ma anche rottami di ogni tipo, autovetture e motorini, elettrodomestici, mobili, sanitari.
Purtroppo anche tante mascherine, entrate da poco nelle nostre abitudini quotidiane e immediatamente trasformate in ennesimo rifiuto che, se non correttamente smaltito, finisce inevitabilmente nell’ambiente.

Un’operazione senza precedenti e che ha consentito di raggiungere un grande risultato, ma è chiaro che per tutelare gli ecosistemi marini e terrestri occorre fare di più.

Cosa possiamo fare per salvare i nostri mari

I rifiuti che ogni giorno finiscono nell’ambiente sono uno dei più grandi problemi ambientali del nostro tempo e costituiscono un’immensa minaccia alla biodivesità, all’economia e alla salute di tutti gli esseri viventi, compresi noi esseri umani.

Plastiche, microplastiche, attrezzature da pesca e altri rifiuti danneggiano i fondali, feriscono e uccidono gli animali marini che li ingeriscono o ne rimangono intrappolati e provocano danni anche alla nostra salute, poiché molti di noi si nutrono di specie che hanno ingerito frammenti di plastica.

Inoltre, le operazioni di pulizia hanno costi molto elevati: si calcola in Europa si spendano 630 milioni di euro all’anno solo per ripulire le coste.

La maggior parte dei rifiuti marini provengono da terra poiché abbandonati o smaltiti in modo scorretto. Si stima che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica raggiungano il mare e, purtroppo, la quantità di rifiuti che produciamo sembra essere destinata ad aumentare.

Tutti noi però possiamo fare qualcosa per invertire questo trend. Innanzitutto, possiamo scegliere di acquistare prodotti privi di imballaggi o con imballaggi minimi, come il dentifricio e lo shampoo solidi, alimenti sfusi, bevande e detersivi alla spina.

In secondo luogo possiamo diminuire o addirittura eliminare il ricorso a prodotti usa e getta. Anche in questo caso, le alternative non mancano e il mercato offre diverse soluzioni. Esistono, ad esempio, opzioni ecologiche e sostenibili per sostituire la carta da cucina, gli assorbenti e i tamponi usa e getta, le stoviglie in plastica monouso e altri prodotti che utilizziamo ogni giorno, inclusa la mascherina, che possiamo scegliere in tessuto lavabile.

Oltre a ridurre la produzione di rifiuti alla fonte, ricordiamo che moltissimi prodotti di scarto possono in realtà trasformarsi in risorse grazie al riuso creativo e che la spazzatura deve essere smaltita in modo corretto attraverso la raccolta differenziata.

Infine evitiamo di abbandonare i nostri rifiuti in natura durante una passeggiata, un pic nic o una giornata al mare e, anzi, impegniamoci a raccogliere almeno una parte dell’immondizia che troviamo sulle nostre spiagge e nei nostri boschi. Basta davvero poco per aiutare l’ambiente e la nostra salute.

Fonti di riferimento: Guardia costiera, Clean Sea Life

Foto di Sergei Tokmakov, Esq. da Pixabay

Harry Potter si è arrabbiato con mamma Rowling

Mer, 06/10/2020 - 12:30

Prima o poi doveva succedere, i figli si ribellano ai genitori, è un momento di crescita imprescindibile.

Battute a parte, la polemica nasce, come sempre, sui social. Qualche giorno fa la famosa scrittrice inglese ha twittato che appartengono al sesso femminile solo «le persone con il ciclo mestruale».

Al di là che detta così ci chiediamo a che appartengono tutte le donne in menopausa: ai cammellidi?

Poi la Rowling cercando di rimediare ha aggiunto, secondo noi in maniera un po’ confusa: «Se il sesso non è reale non c’è attrazione per lo stesso sesso. Conosco e amo persone trans, ma cancellare il concetto di sesso annulla la capacità di discutere della propria vita. L’idea che persone come me, che sono state vicine alle donne più vulnerabili, quelle che hanno subito la violenza maschile, possano “odiare” le persone trans è un’assurdità. Non è odio dire la verità. Marcerei con voi se veniste discriminate sulla base del fatto che siete transgender. Allo stesso tempo, però, la mia vita è stata plasmata dall’essere femmina. Non penso di essere odiosa affermandolo».

Ed ecco la replica dell’ormai trentenne Daniel Radcliffe che attraverso il sito Trevor Project di cui è testimonial ha risposto: «Le donne transgender sono donne. Ogni affermazione in senso opposto cancella l’identità e la dignità delle persone transgender e va contro tutte le indicazioni delle associazioni che offrono sostegno professionale e hanno molta più esperienza su questo argomento di Jo – intendendo la Rowling – o me stesso».

Stupeficium!!!!

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Foto di qasdan_calvados0 da Pixabay

Covid-19, in Europa i lockdown hanno salvato 3 milioni di vite. Studio su Nature

Mer, 06/10/2020 - 11:51

I lockdown forzati a cui le popolazioni di diversi Paesi del mondo sono state sottoposte dai propri Governi per cercare di limitare al minimo la diffusione del contagio del nuovo coronavirus Sars-Cov-2, hanno salvato dal Covid-19 oltre tre milioni di vite solo in Europa. Un numero impressionante, considerando che attualmente i decessi a livello mondiale sono poco più di 400 mila. La stima è stata effettuata da uno studio condotto dall’Imperial College di Londra (Regno Unito) e pubblicato su Nature, secondo cui senza l’applicazione del regime di quarantena nei Paesi interessati dall’epidemia il “bilancio delle vittime sarebbe stato enorme“.

Quello che, in base alle stime effettuate, sembra davvero essere un ottimo risultato delle misure di contenimento anti-Covid, è stato reso possibile – spiegano – dal fatto che al momento della dichiarazione dello stato di lockdown nei diversi Paesi solo una piccola parte delle persone era perlopiù stata infettata e la pandemia era ancora all’inizio.

Valutate restrizioni in 11 Paesi europei

Il gruppo di ricercatori – lo stesso che ha guidato il Regno Unito verso il lockdown – ha valutato l’impatto delle restrizioni imposte in 11 Paesi europei – Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito – fino ai primi giorni di maggio. E hanno stimato che – se non fossero state adottate misure di distanziamento fisico come la chiusura delle scuole, dei negozi e di molti uffici e il confinamento della popolazione tra le mura di casa – sarebbero morte 3,2 milioni di persone – tra cui 470 mila nel Regno Unito, 690 mila in Francia e 630 mila in Italia (attualmente nel nostro Paese i decessi sono poco più di 34 mila).

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Ridotto drasticamente il numero di contagi

Un’ altra ricerca pubblicata anche questa su Nature e condotta dal Global Policy Laboratory dell’University of California di Berkeley (Stati Uniti), che ha esaminato in Cina, Corea del Sud, Italia, Francia, Iran e Stati Uniti gli effetti di oltre 1700 misure di prevenzione del nuovo coronavirus tra cui divieti di viaggio, chiusura delle scuole, sospensione dei servizi religiosi e cancellazioni di eventi pubblici, sostiene che le misure di quarantena e di distanziamento sociale adottate hanno “salvato il numero maggiore di vite in un periodo di tempo più breve che mai”.

“Lo sviluppo di politiche anti-contagio in tutti e sei i Paesi ha rallentato significativamente e sostanzialmente la pandemia”, hanno scritto i ricercatori. I ricercatori hanno stimato che senza alcun limite al movimento e all’interazione delle persone negli Stati Uniti il numero di infezioni sarebbe quasi raddoppiato ogni due giorni dal 3 marzo al 6 aprile: vale a dire che circa 60 milioni di persone in più avrebbero potuto essere infettate (attualmente negli Stati Uniti sono stati segnalati 1,9 milioni di casi). Numeri spaventosi anche per quanto riguarda Italia e Francia: si stima che le misure di blocco abbiano prevenuto 45 milioni di infezioni in Francia e 49 milioni in Italia (a oggi nel nostro Paese si contano 236 mila casi di contagio).

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Video tutorial ricetta: sciroppo alla menta

Mer, 06/10/2020 - 10:00

Chi ha una pianta di menta, in vaso o in terra, sicuramente saprà quanto, nei periodi più caldi, questa profumatissima pianta officinale possa risultare infestante!

Se vogliamo estirpare l’eccesso di questa pianta, ma senza buttarla via, dal canale YouTube Mar una ricetta rinfrescante ottima per le giornate più calde: lo sciroppo di menta naturale, buono da solo o da provare sul gelato. Cosa serve:

  • 500 g di acqua;
  • 250 g di zucchero;
  • 60 g foglie di menta,
  • succo di mezzo limone.
Fonte: Mar

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