LETTERA APERTA PER FRANCA RAME

HARVARD UNIVERSITY
DEPARTMENT OF ROMANCE LANGUAGES AND LITERATURES

Cara Franca ,

Appena è giunta in America la bella notizia della tua candidatura per il Senato c’è stata un’esplosione di gioia nell’ambiete teatrale di Cambridge (soprattutto giovani attrici!) e quello universitario; dove da anni si studia italiano con passione, usando come testi anche i tuoi monologhi femminili. A me è venuta in mente una frase importante, (anche se so che ti farà sorridere, te la dico lo stesso) di quelle che ci soccorrono nei momenti di bisogno: anche i peggiori possono parlare, ma non a mio nome. Non è una frase mia, e poco importa. Mi sembra però che meglio di ogni altra riassuma e interpreti le ragioni della tua scelta politica coraggiosa e, soprattutto, per contenere senza retorica le emozioni e i pensieri di quelli che (saranno tanti!) ti affideranno la loro ‘voce’. Chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerti personalmente, o anche solo modo di vederti e ascoltarti in scena (non solo in Italia ma in Europa e nel mondo) sa e intuisce che nessuno meglio di te potrà sedere in Senato a testa alta, con quel senso di libertà e giustizia che è dovuto alla storia del nostro paese. Con quell’amore vero, fatto di cuore e intelligenza, che merita la parte migliore (e anche quella peggiore) di noi e della nostra gente. Non a caso un grande poeta Lombardo, nato a Luino come Dario, ha scritto: ci vuole tutto il bene e tutto il male di un secolo per fare un secolo. Parlo di Vittorio Sereni, naturalmente.
Dunque oggi è un giorno di festa. Un giorno di grande allegria, perché una delle donne più coraggiose e intelligenti del nostro paese, una grande attrice e autrice, o come tu vuoi che sia: semplicemente una donna, con i suoi settantasette anni di esperienza teatrale e lotte civili, ha deciso di scendere in campo. Gli studenti e le studentesse di Harvard purtroppo non potranno votare per te e se ne rammaricano siceramente, ma tutti qui ti vorrebbero senatrice. Ti vorrebbero nel Campus in visita ufficiale, a bere un caffe’ a parlare di ‘Settimo ruba un po’ meno’, ‘Coppia aperta’, ‘Abbiamo tutte la stessa storia’, “Medea’, ‘Lo stupro’; come rappresentate di quell’Italia che non si piega all’ipocrisia e alla menzogna, non si vende alla corruzzione, alla degradazione, all’arroganza, alla manipolazione politica e alla violenza di questi tempi bui…i più bui della nostra storia recente. Berlusconi è passato da Washington solo pochi giorni fa, e per loro è come se fosse passato un venditore di elettrodomestici, una male da cui guardarsi sorridendo e proteggersi, l’ennesimo servo sciocco (ma non di meno pericoloso: prima, durante e dopo le elezioni) che ha voluto, o dovuto, farsi fotografare alla Casa Bianca, mentre sorridendo stringeva la mano al presidente della più grande potenza economica e nucleare del pianeta. Ti vorrebero qui come amica e insegnante, e non a torto, dato che a suo tempo ti è stata consegnata una ‘laurea honoris causa’ dall’ART Institute at Harvard University e quindi un po’ mericana anche tu lo sei…ma so che di questo, degli onori e delle gratificazioni non vuoi che se ne parli. Sono altre le cose che contano in questo momento. Altre le anise e gli affanni. E anche per questo, grazie.

Un abbraccio affettuosissimo

TA Walter Valeri,
Romance Languages & Literature
Harvard University


Commenti

cara Franca, ti mando copia della lettera che il coordinamento provinciale IdV di Agrigento, ha indirizzato ad Antonio Di Pietro, pregandoti di sostenerla.Grazie

caro Antonio, vorrei sottolinearti il disagio dell'intero Coordinamernto Provinciale di Agrigento, per la candidatura di Ignazio Messina al Senato della Repubblica; come possiamo incontrare la gente dell'agrigentino chiedendo il voto all'insegna dell'anti centro-destra, se un nostro candidato di spicco, fa parte integrante di una amministrazione di centro-destra? Non credi che sarebbe un gesto di grande coerenza politica e morale, se Ignazio Messina, proprio in concomitanza di queste elezioni ritirasse la propria partecipazione all'Amministrazione Comunale di Sciacca? Chi ci garantisce che dopo una eventuale sua elezione, non se ne andrà con Berlusconi? la storia che l'aspirante senatore ha già scritto nella sua vita recente, è di non essere capace di essere fedele alla linea politica del partito di Italia dei Valori e di essere disponibile a cambiare schieramento quando gli è comodo per difendere la sua poltrona e quelle dei suoi amici (assessori in carica dell'amministrazione di centro-destra di Sciacca).
Che avresti detto di Orlando se, dopo essere stato espulso dalla Margherita, se ne fosse andato con Berlusconi? Ecco cosa significa essere serio e coerente in politica, non svendersi per un piatto di lenticchie come di fatto ha realizzato Ignazio Messina!
Nella mia qualità di portavoce di Italia dei Valori della provincia di Agrigento, a nome dell'intero coordinamento provinciale, ti chiedo di imporre ad Ignazio Messina ed ai suoi assessori, di uscire dalla maggioranza di centro-destra di Sciacca e di riappriopriarsi della sua dignità di uomo di partito e di schieramento, restituendo anche la serenità necessaria a tutti gli iscritti agrigentini nel portare avanti la campagna elettorale senza il timore di essere "smerdiati" dai cittadini e da tutti gli altri partiti del centro-sinistra!
Confidiamo nella tua linearità, coerenza e fedeltà alla linea politica di centro-sinistra all'interno della quale i nostri appuntamenti congressuali ci hanno collocato e ti preghiamo di invitare con la determinazione dovuta, Ignazio Messina a dimettersi immediatamente dall'amministrazione attiva di Sciacca! Ricordati, caro Antonio, che con la sua presenza in amministrazione, Ignazio Messina ha regalato al centro-destra una delle Amministrazioni più significative e prestigiose della Sicilia!
Giovanni Buzzetta
portavoce provinciale IDV - Agrigento