Ridiamo un po'? - seconda parte

Ecco l'uomo!

 Il mio primo incontro con l'altro sesso.

 

 Avevo 9 anni... e ho visto un sesso maschile... anzi ne ho visti sette, tutti in fila... disegnati su di un muro. Immaginaatevi  fanno i ragazzini che girano col gessetto in tasca... e appena possono... zac!, (disegna nell'aria un gran sesso) poi, zac, zac! (Disegna nell'aria sotto al sesso due cerchi)  Che è il loro emblema, la loro casata... Io guardavo 'sta specie di scafandro… le due ruote e mi chiedevo: "Ma che bicicletta è?! Dov'è il manubrio?...". Meno male che non ho detto alla mia mamma: "Mamma per Natale voglio anch'io una bicicletta come quella lì!" Povera donna, sarebbe morta! Poi, quando ho contato, sette, ho avuto come una folgorazione: "Ah ecco, i sette nani che vanno in bicicletta travestiti da palombaro!".

 La seconda volta, incontro dal vivo... è stato quando mi sono imbattuta nello sporcaccione di turno... ché  noi donne una volta nella vita, tutte!, abbiamo incontrato lo sporcaccione... (interrompendosi) Se non lo avete ancora incontrato abbiate fede, lo incontrerete!

 Dove si sistema lo sporcaccione di turno? Di fianco al vespasiano.

 Come è vestito lo sporcaccione di turno? L'impermeabile... anche d'agosto.

 Tornavamo da scuola... con le mie amiche e lui: "Ragazzine?! Guardate qui!". E zac!, si spalanca l'impermeabile. Che le mie amiche mi facevano: "Non guardare! Non guardare!". Si vede che loro sapevano già... Invece io guardavo... ve l'ho detto che ero ubbidiente! Lui si è richiuso subito… più che vedere ho intuito quel coso… ma quella visione m'ha fatto un'impressione tremenda!

 Sotto all’impermeabile era tutto vestito di nero... e… risaltava tanto!

 M'è venuto davanti agli occhi, la testa e il collo spennacchiato di un tacchino! Che io chiedevo alle mie amiche: "Ma quello lì è scemo? Perché va in giro con un tacchino nelle mutande?!... Non è neanche Natale!". Che orrore! M'ha fatto un'impressione... negativa!

 Uomini, non fatelo vedere all'improvviso alle ragazzine... che ci si traumatizza tanto! Mi sono talmente orripilata... che da quel giorno non ho più mangiato pollo!

 Ho chiuso col volatile!

  a terza volta... incontro ravvicinato! A diciotto anni decido di fare un corso di infermiera alla clinica Principessa Jolanda, a Milano. Inizio il corso... son lì da tre giorni... Nei grandi ospedali i medici non distinguono le allieve principianti da quelle del primo anno. Eravamo tante. Esco da una stanza con la padella in mano... ché all'inizio solo padelle... poi anche…  ma all'inizio solo padelle... camminavo testa alta, petto in fuori... tenevo la padella come fosse la bandiera tricolore, incrocio un medico, il professor Semenza, che  mi fa: "Signorina mi porti subito, alla camera 37, l'occorrente per un cateterismo.".  Ha scelto me come un'altra ma io mi sono sentita così orgogliosa che ho fatto persino l'inchino con la padella: "Subito, professore!".

 Vado... dico "cateterismo"...  mi consegnano su di un vassoio un pappagallo, un tubicino di gomma… un sondino... Vado alla camera 37... Il degente era un ragazzo di vent'anni, svizzero, operato non mi ricordo di che. Busso... "Avanti!" Entro... e vedo il professore che sta trafficando col sesso dello svizzero. Mi blocco un momento imbarazzata... e il professore perentorio: "Venga qua! Posi il vassoio... e tenga!". Volevo morire! Non ho osato dire: "Guardi, professore, io non me ne intendo tanto...". Ho ubbidito... ché l'ubbidienza, ve l'ho detto, è stata la rovina della mia vita! Ho preso 'sto coso con due dita... Ero tutta bloccata... guardavo l'infinito!

 Sentivo tra le dita come una specie di salsiccetta... Tremavo come una foglia… Il povero ragazzo svizzero... vedermi lì... diciotto anni... tanta... che gli tenevo il suo coso con due dita tremanti... ha avuto una reazione nervosa... un'erezione! Per me... non ha più avuto un'erezione così, in vita sua! Voi ridete, ma pensate a me, povera ragazza, che ero rimasta ai 7 nani e al collo del tacchino! Quando ho sentito la salsiccetta... come dire… prendere vita... non l'ho lasciata per ubbidienza… ma  ho lanciato un urlo terribile: "Aiutoo! È vivo!". Il professore ha capito tutto… Mi fa: "Posi pure... Vada, signorina vada!". Che non mi è parso vero. Sono uscita che mi inciampavo da sola... avevo il cuore che... tutta sudata! Son lì che sto varcando la soglia: "Signorina!" - "Madonna, ci ha ripensato!" - "Signorina, si faccia trasferire al reparto pediatria... così s'abitua per gradi!".

Poi sono cresciuta... mi sono innamorata... pazza!... Fuori di testa! E... ho fatto l'amore... (Pausa) Oh, ma che silenzio!... Lo sapete che sono alla quattrocentesima replica e tutte le sere a questa frase, scende in platea un silenzio tremendo? Ohh!  Non sono l'unica a far l'amore! Ho fatto l'amore... e sono rimasta incinta... (Pausa) Anche qui non sono l'unica! Sono rimasta incinta. Tutta colpa della mia mamma. Se mi avesse spiegato... invece di tenere le mani qui (indica l'ombelico) le avrei tenute qui (indica il pube). Sono rimasta incinta. Ma "come", sono rimasta incinta? Io e lui... lui è Dario... Tante volte non vorrei dire il nome ma poi penso: venga qua anche lui con me a fare la sua brutta figura che è il maggior responsabile! Che poi lui era laureando in architettura... Non voglio dire che l'architetto debba per forza sapere come si ingravida la femmina... però avrebbe dovuto saperne un po' più di me!, che ero quella del sedere di dietro-sedere davanti!

Bene, noi due  eravamo convinti che per restare incinta occorresse raggiungere "quel momento"... e tutti avete capito quale... nello “stesso preciso secondo”! Solo così l'ovulo si feconda. Se io no, e lui anche dieci volte... potevo stare tranquilla! Voi direte: "Poveretta! Cent'anni fa non si sapeva niente! - Si fa per dire cent'anni fa - Ma oggi, alle soglie del duemila...". Cosa credete? Che le ragazze siano tutte informate? Non è vero! Se così fosse, non ci sarebbero tante ragazze che restano gravide e corrono ad abortire!

 Degli studenti di un Liceo milanese hanno eseguito per un giornale femminile, un'inchiesta tra le studentesse. La domanda era: "Come si resta incinta? Quale metodo usate per evitare una gravidanza non desiderata?". Alcune hanno dato risposte esatte, altre risposte incredibili.

 "Si può restare incinta attraverso un bacio. Io non bacio nessuno!" Pensate voi! Alle soglie del 2000. Altre: "Per non restare incinta, dopo il rapporto sessuale, basta una bella lavanda vaginale. Con la Coca-cola e il limone è meglio!".

 Ho raccontato questo fatto, perché... ci fosse mai in platea qualche ragazza convinta che basti la lavanda vaginale... Coca-cola o no, per non restare incinta... Noo! Voi fate l'amore, fate la vostra lavanda vaginale, intanto, perfidi… sono già arrivati a destinazione, accasati tranquilli! Non solo: arriva la lavanda calda... fan la doccia e cantano (canta e balla in perfetto stile flamenco) "Trrtrrrttrrrttrtrrrr!".

 Altre ancora: "Attraverso un rapporto orale!", che i mascalzoni hanno risposto: "Non preoccupatevi... poi vi fate un bel gargarismo e via!".

 L'aborto

 Dicevo, sono rimasta incinta... Vi chiederete come mai vi parli di un fatto così intimo. Dico subito che mi è molto difficile farlo...  tutte le sere affronto questo argomento col cuore che mi batte, ma i tempi, come tutti ben sapete, sono brutti. In Italia, stanno per rimettere in discussione la legge che ha legalizzato l'aborto e credo che un esempio di vita vissuta sia più importante di mille discorsi ideologici.

 Quando ho scoperto di essere un'ignorantona incinta, sono andata via di testa. Non me l'aspettavo proprio. Ero spaventata.

 Non voglio dilungarmi qui, a raccontare le difficoltà in cui ci siamo trovati io e Dario... ma più io... perché ero io ad essere incinta. Immaturi, impreparati in tutti i sensi. Insomma, non certamente in grado di mettere al mondo un figlio.

 Se avessi avuto un bel rapporto di confidenza con mia madre  - e qui dico: mamme, attenzione! - cosa avrei fatto? Sarei andata da lei: "Mamma, ho questo problema.". E sicuramente mia madre lo avrebbe risolto nel modo migliore.

 Invece ho avuto paura!

 e' tremendo, lo so… ho avuto paura di parlare con mia madre! Perché in tante abbiamo, non più bambine, paura della mamma, del papà? E sì che lei mi amava... Ho avuto  paura.  Paura della reazione... del dolore troppo grande che le avrei dato... La vergogna, il disonore... lo scandalo... Incredibile, no? E non era, cento anni fa. Il tragico è che ancora oggi è così, per fortuna non per tutte, ma per molte.

Inutile spendere parole. Ho abortito.

 Trauma e paura di quel giorno mi sono rimasti addosso per mesi.

 A quei tempi per l'aborto si finiva in carcere. E la fatica per mettere insieme le trentamila lire... Una cifra! Ricordo tutto come fosse oggi.

 È sera: ambulatorio squallido, al quinto piano di un caseggiato in periferia... senza ascensore... Un'infermiera e il medico. Le 30 mila lire le hanno volute prima.

 "Si spogli... si stenda... metta una gamba qui e l'altra qui... non gridi e non pianga se no la mando via!"

 "Non gridi." Perché "non gridi" pensavo col cuore che mi usciva. Poi ho capito: eravamo d'accordo che me lo avrebbe fatto con l'anestesia totale, era compresa nel prezzo... invece niente. Non ho osato aprire bocca. Troppo spesso noi donne non osiamo.

 Mentre mi operava, pensavo a mia madre. Mi sentivo così colpevole d'essere certa che non avrei più osato guardarla negli occhi. Quanto è durato? Un'eternità. Il dolore che provavo sentivo di meritarmelo tutto. Anche questo "accettare" senza fiatare faceva parte della mia ignoranza... il peccato mortale da espiare. "Ho finito. Può andare. Buonanotte." Scendendo i cinque piani ero certa che sarei caduta a terra e che sarei morta lì, sulle scale.

 Non sapevo cosa mi avesse fatto più male, se l'intervento o  l'umiliazione per come ero stata trattata... come fossi una prostituta.

 Questo è il ricordo più brutto della mia vita.

 È chiaro che in una situazione simile è difficile vivere la sessualità con gioia.

 Gli uomini, e lo dico senza arroganza, devono smetterla di discutere, dissertare, sentenziare sugli aborti.

 L'aborto è un'esperienza tragica, dolorosa per chiunque.

  Uomini, amate le vostre donne. Non ingravidatele per distrazione, inesperienza, ubriachezza ecc... E soprattutto non pensate, come tante volte si sente dire, che per noi donne abortire sia come farsi una "messimpiega..." Nossignori! È un momento terribile. Se invece di litigare sul vietarlo o meno, ci si preoccupasse di una vera, profonda educazione sessuale, prevenzione, contraccettivi, forse l'aborto cesserebbe di esistere... e non ci sarebbero più i neonati abbandonati o sbattuti nei cassonetti dell’immondizia a morire.

 Noi donne tutte, siamo contro l'aborto. Vogliamo avere i nostri bambini quando è il giusto momento. L'aborto è un'esperienza tragica, dolorosa... per tutte.

 Il Papa non lo sa, ma noi donne sì.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mio figlio e le sue insicurezze

 Come abbiamo potuto constatare, anche i maschi soffrono.

 Io me ne sono resa conto con mio figlio... vedendolo crescere ho potuto osservare tutte le fasi del disastro.

Jacopo da ragazzino si innamorava perdutamente ogni quarto d'ora... quasi mai corrisposto.

Era convinto che per conquistare una ragazza occorresse esibire disperazione, solitudine: "Sono disperato! Sono solo al mondo! Nessuno mi ama!". E non poteva dire "Mia mamma è morta!" perché sono conosciuta, altrimenti l'avrebbe fatto. E le ragazze davanti a tanta malinconia scappavano morte di noia.

 Poi un giorno viene a casa e mi fa: "Mamma, mi sposerei!" "Parliamone..." dico calma. Aveva quindici anni… e si era innamorato perdutamente di una vedova di trentaquattro... che non lo voleva!

Il povero ragazzino... un esaurimento nervoso!

 Ha iniziato a perdere i capelli, "alopecia" si chiama, è un disturbo psicosomatico... causato da frustrazioni, insicurezza e angoscia. Se vedete in giro ragazzi con i buchi in testa, vi prego siate gentili…  anche se non li conoscete "Ciao! Come sei carino! Vuoi un caffè!" perché stanno attraversando un periodo molto brutto. Succede anche alle ragazze ma con i capelli lunghi, i buchi non si notano.

 Jacopo: i buchi in testa, l'acne giovanile moltiplicata per centoquarantasette... lungo come la fame. Magrooo! Una tragedia! Non lo voleva nessuno. Guardate, vi dico la verità... era mio figlio... lo amavo, ma era proprio bruttino… Non mi vergogno a dirlo: purché avesse una ragazza ero anche disposta a pagare!

 Ad un certo punto mi fa: "Mamma, vorrei prepararmi al grande incontro, secondo te, posso leggere "La rivoluzione sessuale" di William Reich?" - "Sì!" Se dici "no" è peggio, l'avrebbe letto di nascosto.

 Ho sempre cercato di parlare con i miei figli... Ho cercato di non commettere gli errori di mia madre... anche se gli argomenti erano difficili, scabrosi mi sforzavo di farlo... (con voce acuta e strozzata nello stesso tempo) "Leggilo! - mi è uscita proprio una voce naturale! - Leggilo... è un libro molto serio... comunque se non capisci qualche cosa… lo chiedi alla mamma... (sta quasi per soffocare) che la mamma ti spiega!"

 Che non si sa perché noi mamme, quando siamo a disagio, tiriamo fuori dei toni da fuori di testa!

 Un giorno, stavo preparando il minestrone... che io ho un bellissimo rapporto con le verdure... Ho il robottino elettrico ma quando mi girano, vado di coltello: tac-tac!... (mima di tagliare velocemente sedano, carote e patate) Preparo minestroni anche per tre mesi… metto tutto in friser! Arriva l'innocente col libro in mano e candido mi fa: "Mamma, come fanno le donne a masturbarsi?". Mi son tagliata un dito!

 Che noi, Dario e io, come fanno tutti, abbiamo spiegato ai nostri figli, con delicatezza l'atto sessuale... come nascono i bambini... incominciando dalle farfalle... ma di parlare di masturbazione non ci era mai passato per la testa.

"Darioooo! Vieni qua... tuo figlio ti deve parlare!" Arriva Dario... l'uomo politicamente impegnato, progressista... e sapete cosa ha risposto al figlio? "Non sono domande che si fanno ai genitori!"

 L'avrei sgozzato! Poi ha peggiorato la situazione: "Chiedilo alla tua fidanzata!" che tutto il quartiere sapeva che lui di fidanzate non ne trovava!,

 nonostante tutti gli sforzi che facevo per farlo diventare un tipo alla Schwarzenegger. Che noi mamme, quando siamo giovani, passiamo dei pomeriggi da incubo: li portiamo a nuoto, li portiamo a tennis, li portiamo a ballo, parlo delle bambine… a piano... che 'sti pelandroni non han voglia di fare niente! Chissà quante mamme mi capiscono!

 Un giorno gli ho parlato seriamente preoccupata: "Jacopo tu sei troppo timido, devi prepararti alla vita. Il mondo è cattivo... va bene la dialettica ma..." aveva sei anni... Insomma l'ho iscritto a judò! 'Sto povero bambino  proprio non ne aveva voglia... "Forza Jacopo che se ti viene vicino uno con cattive intenzioni... tac!, lo fai volare..."

 Dopo dieci giorni ho dovuto tenerlo a casa. Andavo a prenderlo: "Dov'è mio figlio?". Era là che volava!

 Me l'hanno picchiato tutti... anche le bambine!

 Nuoto: non si applicava.

 Sci: s'è rotto due gambe il primo giorno... Che nessuno si rompe due gambe insieme! Meno male che non ne aveva tre!

 "Cresci rachitico, senza muscoli... non mi interessa! Peggio per te!" gli ho gridato ad un certo punto piena di rabbia!

 Comunque tutto il male non viene per nuocere, come si dice. Alla chiamata di leva... quando è arrivata la cartolina rosa... che non so perché la facciano rosa... nera dovrebbe essere, listata a lutto!,... mancava un mese alla visita e gli ho chiesto "Quanto pesi?... Bene, per un mese tu non mangi!" - "Ma mamma, sono già sottopeso per mio conto... non sto in piedi!" - "Non mi interessa! Se non stai in piedi, siediti! Qui non si mangia!"

 L'ho accompagnato io, al distretto militare di Como, sorreggendolo per le spalle... se lo lasciavo andare cadeva per terra... L'ho passato nelle mani dei medici... e me ne sono uscita dalla caserma che piangevo come una fontana.

 Dio mio, avesse fatto il militare sarebbe sicuramente morto.

 La diagnosi è stata fantastica: 1,87... 49 chili. Denutrizione organica.

 Riformato. Evviva! Abbiamo fatto una festa... un gran pranzo... che lui mangiava e vomitava tutto. Non era più abituato, poverino.

 Avrete capito che Jacopo, durante l'adolescenza era sessualmente infelice. Poi un giorno viene da me - al padre non ha chiesto più niente! - e mi fa: "Mamma soffro di eiaculazione precoce!" Senza guardarlo in faccia, imbarazzata: "Non è il mio campo!" Che, lo sapete, quasi tutti i ragazzi hanno questo problema. Anche alcuni adulti, io lo so per certo!

 Non sapevo come consigliarlo... poi... amor di mamma, nelle mie notti insonni, ho elaborato un sistema che mi sembrava potesse funzionare: la matematica.

 "La matematica, mamma?"

 "Sì, la matematica. È la tua salvezza! Tutto il segreto sta nel controllare le emozioni… rilassarsi, distrarsi... Tu inizi a far l'amore e subito ti allontani col cervello... fai dei conti complicati: 7 per 9 diviso 5 moltiplicato 22... Vedrai che ce la farai!” “Va bene mamma, provo."

 Il giorno del grande incontro tutta la famiglia: "Coraggio Jacopo! Forza! Torna vincitore!". Va. Torna. "Com'è andata?" - "7 per 9...  Ho finito, mamma!". (Solitamente a questo punto viene un applauso)  Questo applauso è di tutti gli eiaculatori precoci!

 Poi, da sè solo... lui è un creativo… ha elaborato e sperimentato un altro sistema: "Mamma ho trovato un sistema straordinario: quando sento che mi sto eccitando troppo, contraggo con tutte le mie forze i muscoli del basso ventre... e resisto! Mamma, resisto!".

 Gli è venuta una cistite!!

 Che poi ho scoperto che questo fatto della eiaculazione precoce in realtà non è una malattia: è naturale! Gli scimpanzé e i babbuini, che sono gli animali più vicini a noi, copulano in sette secondi. Giuro! Non lo dico per difendere mio figlio. Sono rapidissimi. È una legge di natura. Certamente! Perché ai tempi della giungla, c'erano le belve feroci, quelli che stavano troppo in quella posizione lì, a carponi... come i  montoni con le pecore... arrivavano le tigri e se li mangiavano!

 Gli eiaculatori precoci, venivano mangiati lo stesso ma almeno avevano già goduto e messo incinta l'amata. Quindi è naturale essere rapidissimi anche per noi che siamo in fondo delle scimmie. Di generazione in generazione i tempi si sono accorciati sempre di più. Proprio così. C'è chi lo fa  in 2 secondi emezzo. Ma dovrebbero dirlo a scuola che è una cosa normale... poi magari con gli anni e con la pratica si migliorano i tempi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E dovrebbero anche dire ai ragazzi: "Attenti, che quando avete risolto i problemi fondamentali rispetto ai tempi del coito... a volte vi può succedere l'impotenza".  La qualcosa è un dramma pazzesco, perché poi la volta dopo cominciate a pensare: "Ce la farò, non ce la farò... su eccitati! Fatti turgido! Ergiti!" Ergiti, ergo sum! No, lì, non è questione di volontà o di ordini perentori. Lui, è un anarchico indipendente, fa le bizze e i capricci come un Maradona: "Adesso mi rizzo... domani chissà!".

 Oltretutto era il periodo del femminismo... le ragazze esageravano e se uno si azzardava ad avere l'eiaculazione precoce s'incavolavano moltissimo e gli urlavano nelle orecchie: "Sei uno sporco maschio sciovinista!"... e glielo schiaffeggiavano. Che mio figlio aveva il prepuzio sempre rosso! I ragazzi in manifestazione (coprendosi con le mani il basso ventre, mima una marcia cantando:) "Avanti oh popolo..."

 

Poi finalmente ha trovato una ragazza della sua età, più matura di lui, gentile... che sapeva quasi tutto sul sesso e con delicatezza gli ha fatto capire che il rapporto sessuale non è come "Giochi senza frontiere"... che se arrivi primo... non hai un premio, anzi ti dicono "Scemo!"... e me lo ha salvato.

 A Jacopo, una volta superato questo problema, guadagnati i tempi giusti, i capelli sono cresciuti, l'acne è sparita... era proprio un bel ragazzino. Solo che in casa si dava delle arie tremende! Non si poteva parlare di sesso... Sapeva tutto lui... insomma, ce l'aveva soltanto lui!

 Un giorno, aveva un sedici anni... noi, io e Dario, dovevamo partire in tournée... con questo mestiere bizzarro... i figli ci hanno spesso seguiti, ma crescendo era sempre più difficile per via della scuola. Dovevamo partire e lui sarebbe rimasto con la nonna del sedere-davanti-sedere-didietro e le cuginette. In quel periodo, lui stava con una ragazzina dichiaratamente vergine... avevo capito che qualche traffichino lo facevano, ero un po' preoccupata: "Jacopo!! Vieni in bagno che ti devo parlare!"... che io i problemi importanti della famiglia li risolvo sempre lì! Io seduta sul water, Jacopo sul bidé. "Sta attento Jacopo, non fare sciocchezze... questa ragazzina sicuramente è vergine!" E lui: "Ma mamma... so benissimo quello che devo fare!" - "Come sarebbe a dire? Che cosa fai?!” “Faccio soltanto... - un po' d'imbarazzo, perché c'è confidenza, ma rispetto, ché io sono la mamma - faccio soltanto... il chiavino." Che io ho proprio fatto... (mima di mettersi a posto i capelli nervosamente)  "Cos'è?" - "L'ho imparato dai miei amici adulti... all'università... Ne metto dentro solo un pezzettino...” “Sei scemo! Come un pezzettino? Lo misuri prima? Ci metti un cordino col campanello?” “Ma lo sai o no che l'imene è all'inizio del sesso femminile?" -"Ma no mamma! L'imene è un po' più su.” “Ma cosa dici?! L'imene è all'inizio del sesso!"  -"Ma no, mamma... è almeno due centimetri più su!” “Basta! Vuoi saperne più di me?"

 

 

Sapete cosa mi ha risposto? "Non ti ricordi più..." che mi sono anche arrabbiata. Prende un libro di anatomia, mi fa vedere il disegno di un sesso femminile in sezione... Io non riconoscevo nulla che mi appartenesse... "Io, quelle cose qua non le ho... - Riconoscevo solo... che so...  un orecchio - Guarda che io orecchie lì non ne ho!"

 Preoccupata telefono al dottore, mi risponde la moglie, lui non c'era... una signora prude... un po' come la mia mamma... mai una parolaccia... Di botto, agitata com'ero, le chiedo: "Dov'è l'imene?". Un silenzio! Poi, dopo una pausa...  con una voce di testa tremolante, molto imbarazzata, mi fa: "Inteso come fiume?"

 "Scusa, scusa... telefono più tardi.". Sono corsa alla mia sezione del PCI... “Il mio partito mi dirà bene dov’è l’imene!” Sì, ridete pure… avevo una gran fiducia nel mio partito! A parte che se il PCI, a suo tempo, avesse parlato un po' più di imene e un po' meno di svolte... non saremmo arrivati dove siamo arrivati adesso! Entro, c'era la compagna Giovanna che stava facendo i conti… sempre in “rosso”: "Giovanna dov'è l'imene!". Senza pensarci un attimo mi risponde: "È andato di là.". Aveva capito Imerio... un compagno dissidente.

 Va bene. Telefono al medico... voglio partire tranquilla!" Telefono, lui non c'è... mi risponde la moglie... una signora come mia madre... Senza riflettere, agitata com'ero: "Ciao Iole... dov'è l'imene?". Un silenzio dall'altra parte... "L'ho uccisa!" mi sono detta. Poi, con una voce tremolante mi fa: "Inteso come fiume?" - "Scusa, scusa... telefonerò più tardi.". Poi, la sera, quando ho parlato col mio medico: "Alla tua età vuoi ancora sapere dov'è l'imene?... Comunque ha ragione tuo figlio, l'imene è un po' più su.".

 Lo dico... perché ci fosse presente qualche ragazzo che volesse mettere in atto questo... chiavino... State attenti! Fermarvi in tempo! Ricordatevi che il vostro sesso... non ha le spalle... Metteteci un bullone!

 Capii che la vita sessuale di Jacopo migliorava sempre più... un pomeriggio... stavo preparando il mio bel minestrone per tre mesi, che mi giravano... arriva Jacopo festante: "Mamma, mamma, ho trovato la clitoride!".

 Sapete che io non ho capito? Non ho capito! È un termine che non fa parte del linguaggio quotidiano... della mia cultura.  Quanta gente nasce e muore senza aver mai pronunciato il termine "clitoride"? Non è che sei lì, al pranzo di Natale: "Signora, come va la clitoride della bambina?".

 Non ho capito, tant’è che gli ho detto: "Ah sì? Quando l'avevi persa?". Lui si è tanto inquietato. "Ma come mamma, mi dici di aver fiducia in te, di confidarmi e adesso mi sfotti?!" - "Ma no! Scusami caro... non ho capito!" Quando però ho realizzato che per lui era un avvenimento importante... perché siate sincere, donne... per gli uomini è proprio difficile trovarla 'sta clitoride!, quando ho capito... gli ho battuto le mani: "Bravo-bravo-bravo!" Ho fatto una festicciola in famiglia...  La nonna che chiedeva: "Cosa festeggiamo?"

 A conferma di quanto vi dico, arrivo a Roma e mi trovo davanti all'ingresso degli attori un ragazzo, figlio di amici - noi tornando sempre nelle stesse città... vedi due che si sposano, ti portano i confetti, poi ti portano a conoscere  il primo figlio che nasce... ritornano tutti gli anni... si diventa amici.

 Questo ragazzo, 18 anni, mi fa: "Questo è il cellulare del mio papà. Ti faccio il numero di telefono della mia ragazza: adesso tu la chiami... le dici chi sei, quando ha capito che sei proprio tu, le dici: Sai cosa sei tu? Una bella stronzettina! e attacchi!" - "Sei fuori di testa... non posso... non la conosco neanche... Ma cosa ti fa?" - "Come cosa mi fa? Non collabora! Io non riesco a trovare... sì, insomma... quella parte del vostro sesso... siamo lì a letto, nudi che facciamo l'amore... io che mi do un gran daffare... e lei come un serpente, con la bocca tutta tirata mi sibila: "Non la trovi, eh?!" Io non mi scoraggio, vado avanti e lei fredda, fa andare gli occhi di qua e di là e fa: "(Pausa) No!... (Pausa) No!... (Pausa) Acqua, acqua..."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ragazze, non dovete! Bisogna che voi aiutiate i vostri innamorati!

 Gli ho consigliato di leggere dei libri che spiegano tutta la sessualità e dov'è la clitoride. "Ne ho proprio uno con me!" mi dice e me l'ha mostrato. Ho ricopiato una descrizione su come rintracciare questo clitoride... molto dotta e anche un po' impressionante, ve la leggo:  "Ponetevi idealmente in mezzo ai seni - la prende un po' da lontano - quindi tracciare una linea retta verso l'ombelico - che te li vedi lì col righello: "Non ridere che mi fai andare storto!" - di qui continuare in direzione del pube - ci stiamo avvicinando - oltrepassare la selva oscura - che fa paura! - quindi giunti al culmine del monte di Venere iniziare la discesa sul versante opposto... - che mi viene in mente Tomba che fa lo slalom (esegue) - all'interno dell'avvallamento, seguire il lieve rilievo collinare al centro del Canyon: ecco, il clitoride è lì".

 Oh, non ce n'è uno che la trovi! 

 Mi avete sentito dire: il clitoride, la clitoride. Sbaglio quando dico "la" clitoride ma ci sono state alcune femministe un po' di anni fa, che han detto,  basta, di chiamare "il clitoride", al maschile, come è grammaticalmente corretto. "È roba nostra...". Qualche estremista fanatica ha proposto di cambiare genere anche ad altre parti del corpo tipo: la nasa, la occhia, la puba, la cula... ma poi è arrivato il riflusso e s'è lasciato perdere.