2017

Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia - Palinsesto puntate in onda su Rai5

 

PRIMO CICLO - 5 PUNTATE

Puntata 1 (lunedì 13 febbraio 2017, Rai 5, ore 22:15)
“Buon compleanno Dario Fo!”
Puntata dedicata alla festa per i 90 anni del Premio Nobel al teatro Melato di Milano a marzo 2016.
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Puntata 2 (lunedì 20 febbraio 2017, Rai 5, ore 21:15)
“L’infanzia”
Una vita in teatro quella di Franca Rame che recita per la prima volta a sei giorni di vita in braccio alla sua mamma. E Dario cresciuto a Porto Valtravaglia ascoltando le storie dei soffiatori di vetro e dei pescatori.
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Puntata 3 (lunedì 27 febbraio 2017, Rai 5, ore 21:15)
“Brera”
Lei bellissima e molto corteggiata non si rassegna all’idea che quel “Lungone” lì non la guardi nemmeno e allora gli schiocca un bacio traditore tra le quinte del teatro dove stanno recitando.
Ed è così che inizia una grandissima storia d’amore lunga oltre 60 anni.

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Puntata 4 (lunedì 6 marzo 2017, Rai 5, ore 21:15)
“Il cinema, Carosello, le farse”
A Roma, nella capitale del cinema, Dario scrive e interpreta Lo Svitato, per la regia di Carlo Lizzani. Un gran film che verrà rivalutato nel tempo diventando un vero e proprio cult movie.
E poi i caroselli, veri e propri capolavori in pochi minuti, le prime commedie ispirate ai canovacci della famiglia Rame.
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Puntata 5 (lunedì 13 marzo 2017, Rai 5, ore 21:15)
“Canzonissima”
Franca e Dario inventano un teatro nuovo. “Chi ruba un piede è fortunato in amore” e “Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri” sono vere e proprie storie che raccontano la realtà usando ironia e satira pungenti. E quindi arriva anche la censura, come farsela mancare?
L’inizio dell’avventura di Canzonissima.
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SECONDO CICLO - 5 PUNTATE

Puntata 6 (lunedì 10 aprile 2017, Rai 5, ore 21:15)
"La censura televisiva, il ritorno al teatro, le lezioni ad Alcatraz"
Troppo successo siamo rovinati. Deve averla pensata così la Rai quando lo scandalo di Canzonissima gli è praticamente scoppiato in mano. La trasmissione ha un successo strepitoso e proprio per quello scatena polemiche a non finire. La dirigenza Rai chiede di rivedere copioni già approvati e vuole imporre massicci tagli. La coppia Fo-Rame non ci sta e abbandona la trasmissione. Nessun altro attore vorrà sostituire i Fo.
La coppia torna al teatro con il primo dei grandi racconti storici: “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”, dove si narra di Cristoforo Colombo e della sua impresa. Per una battuta un po’ feroce sui militari Dario viene addirittura sfidato a duello.
Ospiti: Loris Mazzetti, Antonio Ricci, Maurizio Costanzo.
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Puntata 7 (lunedì 17 aprile 2017, Rai 5, ore 21:15)
"La Milano degli anni ’60. Settimo ruba un po’ meno"
Le notti milanesi si popolano di strani personaggi: Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Cochi e Renato, Enrico Intra. Nelle vecchie osterie dei Navigli si possono incontrare intellettuali, scrittori, pittori. Tutti con una gran voglia di respirare aria nuova dopo l’oscurità della guerra, di sperimentare nuovi linguaggi e nuove forme artistiche.
Dario Fo e Franca Rame mettono in scena Settimo, ruba un po’ meno. E per la prima volta la politica e la corruzione e l’imbroglio di Stato vengono raccontati in modo grottesco e paradossale. Franca Rame è la protagonista indiscussa della commedia nel ruolo di Enea, una becchina un po’ ubriacona.
Ci raccontano quegli anni Enrico Intra, Ornella Vanoni, Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni, Ivana Monti.
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Puntata 8 (lunedì 24 aprile 2017, Rai 5, ore 21:15)
"Ci ragiono e canto"
Il ruolo dei canti e della musica popolare, e il loro contributo alla poetica dello sghignazzo, nel teatro di Dario Fo e France Rame. Questa puntata si concentra sugli anni in cui i due artisti frequentano la compagnia del Nuovo Canzoniere Italiano e comprendono la forza dei canti di lavoro e di rivendicazione che ispireranno lo spettacolo "Ci ragiono e canto" e una delle sue canzoni più celebri, "Ho visto un re". Nel corso degli anni Sessanta, il Nuovo Canzoniere Italiano, animato da personalità di assoluto rilievo culturale, tra cui Gianni Bosio, Roberto Leydi, Ivan Della Mea, Sandra Mantovani, Giovanna Marini, permette all'Italia del boom di riscoprire la ricchezza del patrimonio musicale popolare. Fo e Rame non rimangono indifferenti davanti alla portata di questo rinvenimento e decidono di rendere fruibili canti di lavoro e di rivendicazione ad un pubblico più vasto con lo spettacolo "Ci ragiono e canto".
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Puntata 9 (lunedì 1 maggio 2017, Rai 5, ore 21:15)
"La signora è da buttare"
Una satira feroce contro l'America guerrafondaia che insanguinava il Vietnam. Nello spettacolo "La signora è da buttare"(1967) la clownerie e il circo della Compagnia Colombaioni entrano a pieno titolo nell'impianto farsesco della compagnia Fo-Rame. Oggetto della dissacrazione è l'America, modello culturale dominante, potenza politica ed economica che costringe il mondo - e l'Italia - a chinare la testa, mentre è coinvolta in quegli anni nel lungo, sanguinoso e contestatissimo conflitto in Vietnam. Franca Rame diventa così, di volta in volta, allegoria dei presidenti statunitensi che si sono alternati al potere, sotto un tendone circense in cui vengono messe a nudo le "tare" Usa: consumismo, razzismo, cinismo e violenza. Al contempo, lo spettacolo sembra suggerire che è proprio il ruolo della donna a dimostrarsi salvifico e di riflesso a rendere il teatro delle donne necessario: se le madri andassero in guerra accanto ai figli, in breve gli scontri cesserebbero. Con interventi di Flavio Colombaioni, Paola Cortellesi, Dacia Maraini, Luciana Castellina, Andrea Purgatori.
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Puntata 10 (lunedì 8 maggio 2017, Rai 5, ore 21:15)
"Corso di Porta Romana"
E quando non erano in scena, non stavano preparando un nuovo spettacolo, insomma, quando non lavoravano dove e come vivevano Franca Rame e Dario Fo?In realtà Dario lavorava sempre, se non scriveva pensava, anche quando dormiva e disturbava Franca che lo definiva un "metafisico pensante". In questa puntata andiamo a sbirciare nella loro vita privata. Con Mario Pirovano faremo un giro nella casa di Milano e scopriremo che Franca cucinava uno straordinario osso buco e Dario era, a suo dire, un genio del risotto alla milanese. E per il resto? Stefano Benni ci racconta della loro lunghissima storia d'amore, Antonio Ricci delle battaglie civili in cui Franca lo coinvolgeva.
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TERZO CICLO - 5 PUNTATE

Puntata 11 (lunedì 4 settembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
"Mistero Buffo - parte 1"
Scoppia il '68, l’Italia è scossa da manifestazioni di protesta, cortei di studenti, operai che rivendicano maggiori diritti sul posto di lavoro.
Si cerca un nuovo modo di intendere la vita stessa e la cultura ne è lo specchio.
Dario Fo e Franca Rame nei teatri tradizionali ci stanno stretti e decidono di uscire dai soliti circuiti per portare il loro teatro a chi a teatro non ci va mai. Ecco quindi che vanno a rappresentare i loro spettacoli nei Palazzetti dello Sport, nelle Case del Popolo, nelle fabbriche occupate e costruiscono palcoscenici, impianti, inventano nuovi strumenti per l’acustica e le luci.
Sono anni faticosissimi ed esaltanti, con platee composte da migliaia di persone.
E’ proprio in questo periodo che nasce l’opera più importante di Dario Fo: Mistero Buffo. Lo spettacolo che dà voce a chi non l’ha mai avuta, raccontando la storia dal punto di vista del popolo.
Scopriamo come è nato questo capolavoro e la potenza del gramelot con interventi di Jacopo Fo, Maurizio Scaparro, Giuseppina Marin, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Rosanna Brusegan, Marco Baliani.
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Puntata 12 (lunedì 11 settembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
"Mistero Buffo - parte 2"
La puntata continua la storia di Mistero Buffo, uno spettacolo che man mano si arricchisce di nuovi testi, nuove storie.
Mistero Buffo è anche l’invenzione del teatro di persona: un solo attore in scena che mostra decine di personaggi attraverso la gestualità e un linguaggio comprensibile a tutti in qualsiasi paese del mondo.
Non esiste più la quarta parete che divide il pubblico da chi recita, non esiste più lo spazio teatrale come lo si intendeva fino ad allora. E non esistono più nemmeno i testi sacri: scopriamo in questa puntata che “Rosa fresca aulentissima” non è per niente come ce l’hanno insegnata a scuola. Insieme a spezzoni originali delle varie rappresentazioni di Mistero Buffo, in questa puntata interventi di Jacopo Fo, Marco Paolini, Natalino Balasso, Ferruccio Soleri, Ascanio Celestini, Marco Baliani, Rosanna Brusegan, Paola Cortellesi, Ugo Dighero, Mario Pirovano, Domitilla Ruffo, Maurizio Scaparro.
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Puntata 13 (lunedì 18 settembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
Guerra di Popolo in Cile - "LA COMUNE" E IL TEATRO NELLE FABBRICHE

Dopo il ‘68 il fermento culturale e politico è alle stelle: Dario e Franca portano il loro teatro nelle fabbriche occupate e nelle Case del Popolo.
Alla fine di ogni rappresentazione si apre un dibattito e molto spesso è proprio da queste discussioni che esce il materiale per nuove messe in scena.
La condizione dei lavoratori a domicilio di Carpi offre lo spunto per un monologo straordinario di Franca Rame: “Il Telaio”. E tutto questo non piace al Pci che non ama le critiche che arrivano dalla sua stessa base e inizia un feroce ostracismo nei confronti dei Fo, tanto da negare loro gli spazi per gli spettacoli. Questo non scoraggia Franca e Dario che allora vanno nelle fabbriche occupate aiutando così concretamente le lotte operaie.
Il clima in Italia si fa sempre più pericoloso e iniziano le prime minacce alla famiglia. D’altro canto il successo è straordinario.
Ora servono spazi come i palazzetti dello sport che possono accogliere migliaia di persone. E’ in questi luoghi che viene rappresentato Guerra del Popolo in Cile.
Ospiti della puntata: Steve Della Casa, Paolo Mieli, Simonetta Crisci, Furio Colombo, Marco Boato, Piero Sciotto.
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Puntata 14 (lunedì 25 settembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
Morte accidentale di un anarchico
A distanza di un anno dalla morte di Pinelli Dario scrive questa commedia che viene rappresentata durante il processo a Lotta Continua, quotidiano comunista che è accusato di avere diffamato la Questura di Milano. Ogni sera gli avvocati difensori portano alla compagnia le notizie del dibattimento e Franca e Dario aggiornano il testo con le novità dal tribunale. E’ il primo spettacolo che cambia ogni sera a seconda di come vanno gli eventi giorno per giorno. Come dice lo stesso Dario: “Tutto avveniva in palcoscenico nello stesso momento in cui avveniva nella realtà”. Bisognava però tutelarsi da eventuali accuse e denunce, come fare? Semplice, basta dire che a parlare e a dire quelle scomodissime verità è un pazzo.
Ospiti: Gad Lerner, Elio De Capitani, Renato Carpentieri, Domitilla Tolnay, Ascanio Celestini.
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Puntata 15 (lunedì 02 ottobre 2017, RAI5, ore 21:15)
Morte accidentale di un anarchico (seconda parte)

A distanza di un anno dalla morte di Pinelli Dario scrive questa commedia che viene rappresentata durante il processo a Lotta Continua, quotidiano comunista che è accusato di avere diffamato la Questura di Milano. Ogni sera gli avvocati difensori portano alla compagnia le notizie del dibattimento e Franca e Dario aggiornano il testo con le novità dal tribunale. E’ il primo spettacolo che cambia ogni sera a seconda di come vanno gli eventi giorno per giorno.
Come dice lo stesso Dario: “Tutto avveniva in palcoscenico nello stesso momento in cui avveniva nella realtà”. Bisognava però tutelarsi da eventuali accuse e denunce, come fare? Semplice, basta dire che a parlare e a dire quelle scomodissime verità è un pazzo.
Ospiti: Gad Lerner, Elio De Capitani, Renato Carpentieri, Domitilla Tolnay, Ascanio Celestini
Per rivedere la quindicesima puntata clicca qui (link disponibile dal 3 ottobre)

QUARTO CICLO - Dalla puntata 16 alla 19, ogni lunedì fino al 18 dicembre

Puntata 16 (lunedì 27 novembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
Gli anni '70
Sono anni difficili quelli dopo il ‘68. In tutta Italia e soprattutto nelle grandi città c’erano manifestazioni, cortei, proteste. Si ribellava il mondo studentesco e quello operaio e soprattutto a partire dalla bomba alla Banca dell’Agricoltura a Milano era iniziata una stagione di violenti scontri. E la repressione era durissima. 
Per proteggere e dare assistenza ai detenuti Franca Rame crea Soccorso Rosso, una rete di volontari che seguono i vari processi, aiutano anche finanziariamente i detenuti proletari, trovano testimoni e avvocati. 
E questa attività dà un sacco di fastidio al potere, i servizi segreti controllano la famiglia Fo, Dario viene arrestato a Sassari e Franca viene rapita e seviziata da un gruppo di fascisti che negli anni si scoprirà hanno agito con la benedizione di alcuni servizi deviati dello Stato. 
Oltre a straordinari documenti dell’epoca le interviste, tra gli altri, a Paolo Mieli, Gad Lerner, Lella Costa, Dacia Maraini, Marina De Juli, Gianni Minà, Jacopo Fo.
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Puntata 17 (Lunedì 04 dicembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
Parliamo di donne e di una in particolare.
La puntata è interamente dedicata a Franca Rame e agli anni dei suoi spettacoli sulle donne.
Si apre con il monologo di Franca "Lo stupro" e il racconto di come è stato presentato la prima volta a Fantastico da Adriano Celentano e delle reazioni della stampa e del pubblico.
Giovanna Melandri racconta del suo incontro con Franca e della battaglia che le ha viste insieme per il riconoscimento della violenza sessuale come reato contro la persona e non contro a morale pubblica che diventa legge nel 1995.
"Tutta Casa, Letto e Chiesa" e "Parliamo di donne" sono gli altri due spettacoli di cui vedremo i brani più significativi e divertenti.
Ospiti: Paola Cortellesi, Marina De Juli, Ottavia Piccolo, Giovanna Melandri, Dacia Maraini, Lella Costa.
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Puntata 18 (Lunedì 11 dicembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
La Palazzina Liberty

E’ il febbraio 1974 quando il sindaco di Milano Carlo Tognoli consegna le chiavi della Palazzina Liberty a Dario con la promessa che fossero restituite entro pochi giorni.
E Dario si innamora di questo ex magazzino della verdura e lo occupa, facendolo diventare un punto di incontro, un luogo culturale che accoglie spettacoli, iniziative, concerti.
Lì si festeggia la vittoria del referendum sul divorzio, lì nascono gli spettacoli “Non si Paga, non si paga!” e “Il Fanfani Rapito”, e lì saranno registrate le puntate per la Rai del 1977.
E’ notizia di questi giorni che la Palazzina Liberty è stata intitolata a Dario Fo e Franca Rame.
Ospiti: Gad Lerner, Piero Sciotto, Ennio Fantastichini, Toni Cecchinato, Guido Tosi, Claudio Bigagli, Alfonso Svantaggiata
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Puntata 19 (Lunedì 11 dicembre 2017, Rai 5, ore 22:15)
Coppia aperta, quasi spalancata

"Coppia aperta, quasi spalancata", è un testo drammaturgico di Franca Rame di grande successo che descrive le dinamiche di coppia, affrontandone contraddizioni e lacerazioni senza rinunciare all'autoironia. Giorgio Biavati, co-protagonista della pièce di cui Franca fu anche interprete principale, ci racconta l'esperienza di "palcoscenico" vissuta con l'attrice e la lunga tournée del primo allestimento, mel 1982-'83. Parallelamente viene ripercorso rapporto personale della coppia Fo-Rame, spesso tormentato e sofferto quanto solido e fecondo, partendo dalla puntata di "Domenica In" del 1989, durante la quale Raffaella Carrà è la stupita testimone della inaspettata "separazione in diretta" annunciata da Franca Rame. Natalia Aspesi e Marina De Juli raccontano infine la coppia, e l'intensissimo e burrascoso rapporto che legava i due artisti.
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QUINTO (E ULTIMO) CILCO

Puntata 20 (Lunedì 18 dicembre 2017, Rai 5, ore 21:15)
"Un artista integrale"

In questa puntata raccontiamo il rapporto di Dario Fo e Franca Rame con la televisione e in particolare l’esperienza di Trasmissione Forzata.
Dario ne è l’autore e si occupa di tutto come è solito fare in teatro: sua la musica e i costumi che sono affidati nella realizzazione alla sartoria di Pia Rame, sorella di Franca.
Roberto Vecchioni parla del suo rapporto con Franca e canta una canzone a lei dedicata: “Le mie Ragazze” e Nicola Piovani racconta cosa significa produrre musica per il teatro e il cinema.
Con emozione rivivremo il rapporto di grande amicizia tra Dario e Enzo Jannacci.
Ospiti: Nicola Piovani, Roberto Vecchioni, Bandabardò, Enrico Vaime, Stefano Balassone, Mario Pirovano, Moreno Cerquetelli, Renato Carpentieri, Gaia Mezzadri
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Puntata 21 (sabato 20 ottobre 2018, Rai5, ore 22.10)
"Franca Rame al Senato"

In Fuga dal Senato è il libro che racconta l’esperienza di Franca Rame nelle Istituzioni, dal momento della candidatura nelle liste di Di Pietro per -l’Italia dei Valori alle dimissioni poco prima della fine della legislatura nel 2008.
Il libro è diventato uno spettacolo che Dario ha portato in giro nei maggiori teatri italiani e nella puntata in onda è proprio lui che ci racconta l’esperienza di Franca e delle sue battaglie in Parlamento. In particolare ricorda quella contro l’uranio impoverito, usato in Kosovo e che provocò malattie e morti tra i militari italiani.
Ospiti: Piero Grasso, Carlotta Nau, Furio Colombo, Angelo Fiore Tartaglia, Giovanna Melandri, Marco Travaglio, Antonio Ricci, Moni Ovadia.
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Puntata 22 (sabato 27 ottobre 2018, Rai5, ore 22.25)
"Dario e il Nobel"

«Seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi»
Questa la motivazione della giuria per l’assegnazione del premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo nel 1997.
Di questa avventura si racconta nella puntata 22: dalla scoperta della vittoria, mentre stava girando Milano/Roma, ai festeggiamenti al suo arrivo a Milano al teatro Carcano, fino ad arrivare al viaggio a Stoccolma, alle intense giornate svedesi per concludere con la emozionante cerimonia d’onore. 
Ma quanto clamore ha suscitato questo inusuale premio Nobel? Ovviamente non tutti erano d’accordo ed è anche di queste reazioni che si parla nella puntata.
Gli ideali di Dario e Franca non passano in secondo piano neanche in questa occasione: raccontiamo Nobel per i disabili.
Un premio Nobel non convenzionale che ha dimostrato che con la sua arte sempre vicina al popolo si può arrivare ovunque. Ed è così che ripercorriamo in breve tutto il successo di Dario Fo e Franca Rame all’estero, con le testimonianze di chi li seguiva nelle tournée estere e di chi i loro testi li traduceva. 
Apriamo una piccola parentesi su le molte compagnie straniere che si cimentano nei testi di Dario e Franca.
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Puntata 23 (sabato 03 novembre 2018, Rai5, ore 23.10)
"Johan Padan / Sesso, grazie... / Albertazzi e il teatro in Italia"

Due spettacoli di grande successo e una fortunata operazione televisiva, sono i temi trattati nella 24° puntata del ciclo “Dario Fo e Franca Rame, la nostra storia”
Partiamo da “Johan Padan alla descoverta delle Americhe”, scritto da Dario Fo nel 1991, racconta un avventuroso viaggio verso il “nuovo mondo” attraverso gli occhi di uno sprovveduto esploratore.
“Johan Padan è uno Zanni, un Ruzzante, un Arlecchino proiettato suo malgrado da Bergamo nelle Indie, su una nave di Colombo. A forza di far ridere, riesce a rovesciare il mondo. E anziché esser divorato dai cannibali, li guida ad appropriarsi del cavallo e della polvere da sparo. Cosí potranno «scoprire» l'America da soli, alla faccia dei conquistadores.”
Franca Rame è la protagonista della seconda parte del nostro racconto, che la vede da sola in scena con lo spettacolo “Sesso? Grazie, tanto per gradire”. Più di duemila repliche in Italia e all'estero per un testo scritto a sei mani, con Dario Fo e il figlio Jacopo.
La storia di un inaspettata amicizia e di una sorprendente collaborazione, chiude la nostra puntata: Dario Fo e Giorgio Albertazzi insieme sia in teatro con il testo “Il diavolo con le zinne” che in televisione con la memorabile serie per Rai Due: “La storia del teatro in Italia”. 
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Puntata 24: Dario e Dio (sabato 10 novembre 2018, Rai5, ore 22.40)
Tema centrale della puntata è indagare il rapporto con il sacro. 
A partire da una spiritualità della natura che Fo rivela nei suoi scritti, si passa, a trattare una idea di cristianesimo, religiosità, che fonda le sue radici nella cultura popolare. 
Tante sono le citazioni del termine sacro nell’opera di Fo e Rame, per una rivisitazione in chiave popolare della sacralità, volte a rovesciare le mitologie della storia ufficiale e della storia religiosa. Il teatro di Fo e Rame rivela il carattere profondamente umano e politico della cultura popolare italiana e europea.   
Dice Fo: “Gesù Cristo, nella tradizione popolare, è qualche cosa di veramente nuovo, diverso, di umano, di familiare e soprattutto di plebeo.” E ancora: “Non si fa ironia della religione che invece va rispettata con attenzione, soprattutto la religiosità”. 
Dario Fo si riferisce a una religiosità che fa attenzione al sociale ai disagiati, agli ultimi, ai battuti. Si racconta l’idea di religiosità di Dario Fo e Franca Rame attraverso Mistero Buffo, Il papa e la strega, Lu santo Jullare Françesco, Sant’ Ambrogio, L’Eroina, in cui si rende familiare lo straordinario parlando non di santi ma di uomini, del loro tempo, del loro operato tra la gente concreta, lottando per le loro aspirazioni di giustizia. 
Da sempre la sofferenza del singolo viene accolta da Dario e Franca per una condivisione collettiva di problematiche profonde del nostro vivere. Così si racconta della scrittura dedicata al tragico caso della famiglia Cazacu. 
Fo dice: “Non si tratta solo di commuovere, stupire, divertire, ma soprattutto di insegnare e acquisire delle verità che sono sempre state seppellite e completamente distrutte e per questo importante è l’efficacia della comunicazione teatrale più ancora della letteratura isolata.” 

 

Anno: 

VERONA: Apertura definitiva del MusALab Franca Rame Dario Fo

Comunicato Stampa
21/12/2017

Siamo felici di poter annunciare che tra gennaio e febbraio 2018 verrà riaperto al pubblico il Museo Archivio Laboratorio MusALab Franca Rame Dario Fo, custodito dal 2016 presso l’Archivio di Stato di Verona, per essere condiviso attraverso le numerose attività culturali, formative, interdisciplinari che stiamo organizzando, con scuole, università, accademia, associazioni, appassionati in genere.  Per l’occasione la Compagnia Teatrale Fo Rame (C.T.F.R.), insieme all'Archivio di Stato di Verona e al MIBACT, sta preparando un evento con la partecipazione di giovani allievi e artisti per raccontare LA NECESSITÀ DELL’ARTE OGGI, in omaggio alla coppia Fo Rame e per ricordare i 20 anni dal conferimento Nobel per la Letteratura a Dario Fo (1997-2017).

Le buone notizie per l’anno nuovo non sono finite: gli spazi di Archivio MusALab Franca Rame Dario Fo saranno ampliati con la sede aggiuntiva di palazzo di Corte Dogana, ex Dogana delle merci di terra. In Corte Dogana, appena terminati i lavori di restauro, la Compagnia Teatrale Fo Rame con MusALab allestirà uno spazio più prettamente performativo che possa vivere di mostra e laboratori di arti, mestieri e memoria, tra arte e spettacolo, dove la memoria, nella lezione di Dario Fo e Franca Rame, vive nel presente, interroga il passato per immaginare il futuro. Il 10 dicembre 1997 è stato consegnato il premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo “che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati”.

Dario Fo a Verona il 23 marzo 2016 ha inaugurato il Museo Archivio Laboratorio MusALab Franca Rame Dario Fo presso l’Archivio di Stato di Verona con il Ministro Dario Franceschini, insieme alla grande partecipazione cittadina e di chi era lì giunto da ogni dove.
Dal giorno dell’inaugurazione dell’Archivio MusALab la Compagnia Teatrale Fo Rame ha organizzato incontri di studio e laboratori creativi cercando di seguire l’insegnamento dei maestri Dario Fo e Franca Rame che ci raccomandavano di offrire “l’arte in pasto ai giovani”.

Con la riapertura degli spazi presso l’Archivio di Stato, la consegna della sede aggiuntiva a palazzo di Corte Dogana e la progettazione delle attività per il 2018, è proprio in questa direzione il nostro impegno oggi. Noi crediamo che lo sviluppo possibile di conoscenza, il coinvolgimento delle nuove generazioni, oggi risieda nell’incontro tra arte e vita quotidiana. La capacità di immaginare il futuro si gioca nel confronto con i linguaggi dell’arte.

Per maggiori informazioni: info@francarame.it 

Anno: 

"DARIO FO E FRANCA RAME: LA NOSTRA STORIA" - Lunedì 11 dicembre su Rai 5 va in onda la diciottesima puntata!

Puntata 18 - Lunedì 11 dicembre 2017, Rai 5, ore 21:15
La Palazzina Liberty

E’ il febbraio 1974 quando il sindaco di Milano Carlo Tognoli consegna le chiavi della Palazzina Liberty a Dario con la promessa che fossero restituite entro pochi giorni. E Dario si innamora di questo ex magazzino della verdura e lo occupa, facendolo diventare un punto di incontro, un luogo culturale che accoglie spettacoli, iniziative, concerti. Lì si festeggia la vittoria del referendum sul divorzio, lì nascono gli spettacoli “Non si Paga, non si paga!” e “Il Fanfani Rapito”, e lì saranno registrate le puntate per la Rai del 1977.

E’ notizia di questi giorni che la Palazzina Liberty è stata intitolata a Dario Fo e Franca Rame.
Ospiti: Gad Lerner, Piero Sciotto, Ennio Fantastichini, Toni Cecchinato, Guido Tosi, Claudio Bigagli, Alfonso Svantaggiata

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Anno: 

25 novembre - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e lunedì scorso Rai 5 ha ricominciato a trasmettere le puntate di Dario Fo e Franca Rame – La nostra storia proprio nella puntata in cui si parla della violenza subita da Franca ad opera di un commando di fascisti.
Una brutta storia che ha segnato profondamente Franca e che lei ha voluto raccontare al suo pubblico che è sempre stato la sua più importante forma di terapia.
Nella puntata che andrà in onda il prossimo, lunedì 4 dicembre, si continua a parlare di quel monologo e anche di altro: l’intera puntata è dedicata a Franca e si raccontano gli spettacoli Tutta Casa, Letto e Chiesa e Parliamo di donne che potete acquistare integrali qui.

E di Tutta Casa Letto e Chiesa vi riproponiamo il prologo
Buona Lettura!

PROLOGO di Franca Rame
Tutta casa, letto e chiesa è uno spettacolo sulla condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna.
Ho debuttato a Milano, alla Palazzina Liberty, nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista, poi l’ho portato in quasi tutta Italia, organizzato dai gruppi femministi, e il ricavato di molte serate è stato devoluto a favore del movimento per varie esigenze: fabbriche in occupazione, rifacimento del tetto, della Casa della donna di via del Governo Vecchio a Roma, nascita di consultori, ecc. Siamo stati anche all’estero: Europa (a Francoforte, ad esempio, lo spettacolo è stato rappresentato per raccogliere fondi per la difesa di italiani detenuti in Germania), Sud e Nord America. Quante repliche ho fatto? Più di tremila. Questo testo è stato ed è tuttora allestito in oltre 30 Nazioni sia in teatri che all’università: la condizione della donna purtroppo, è simile ovunque.
Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo. Meglio, il suo sesso! Non è presente in «carne e ossa», ma è sempre qui, tra noi, grande, enorme, che incombe… e ci schiaccia!
Noi donne sono anni che ci battiamo per la nostra liberazione, chiediamo parità di diritti con l’uomo, parità sociali.
E quando mai!
Tutti sanno che, non appena una fabbrica si trova in difficoltà, le prime a essere licenziate siamo noi donne. Chiediamo parità sociale e parità di sesso. Abbiamo fatto anche qualche passo avanti, nel sociale, ma sulla «parità di sesso» non ci siamo. Non arriveremo mai a eguagliare l’uomo in questo campo. È del tutto utopistico sperarlo… anche per un fatto anatomico. Rassegniamoci! Troppi tabù!... ce li portiamo dietro fin dalla nascita… e anche da prima: inibizioni nel comportamento, nel linguaggio… io ad esempio, che sono abbastanza disinibita, qui in pubblico… davanti a tutti voi, ecco, non riesco a nominare, con nome e cognome, il… coso… lì… l’organo del maschio. Non riesco… veramente!
Forse solo dentro a un’imprecazione, un’esclamazione, riuscirei… tipo: «Maledetta questa mia inibizione del cazzo!» Ecco, solo così mi viene bene.
Io credo però che, col tempo, il problema del linguaggio potremmo anche superarlo… parlo delle donne della mia generazione, perché le nuove generazioni ci sono riuscite, e molto bene direi. Anche se certe volte questo linguaggio pesante è solo una risposta al becero conformismo dei genitori, della società. Credono, crediamo, così, di essere emancipate, autonome, all’avanguardia! Non ci rendiamo conto che ancora una volta siamo sottomesse alla cultura del c… (s’interrompe imbarazzata) del sesso del maschio!
Badate bene che questo intercalare, che fa ormai parte del nostro linguaggio quotidiano, è l’atto di maggior presunzione e autogratificazione maschile che si conosca. Una volta infatti, davanti a un fatto eclatante, a qualcosa che ci meravigliava, che ci emozionava, esclamavamo «Oh, mio dio!» Oggi, davanti alla stessa emozione, si grida: «Oh, cazzo!» Lui al posto di Dio! Inaudito, terrificante! E nessuno se n’è accorto! Un tempo lontano Lucifero tentò di spodestare il padreterno e non ce l’ha fatta. Il maschio, sì! E nel regno celeste ci ha piazzato il meglio di sé, il suo «coso»! E non vi capiterà mai di sentire esclamazioni esaltanti con di mezzo l’organo femminile… sì, per la strada, di primavera… Anzi, se uno deve dire che tutto gli va storto, dice: «Ci ho una sfiga oggi!» E se è proprio indispensabile nominare il nostro sesso… in pubblico, ad esempio durante i processi di stupro, si usa il latino, una lingua morta: «Cunnus cunni», irregolare, della seconda. Gli uomini, al contrario, fin dall’epoca classica hanno sempre dato al loro organo termini tronfi, epici, aulici, magniloquenti: IL PREPUZIO! IL GLANDE! IL FALLO! Ci starebbero a meraviglia in una tragedia di Euripide. Ho provato a buttar giù qualche cosa:
Venne altissimo Ermione
Di fronte a lui, armato,
l’elmo levato in fronte
PREPUZIO invitto,
il fratello suo GLANDE
splendido, montava lo scalpitante SCROTO
issando tra le insegne il PENE
l’eroico slancio!
Bello, no?
Ma, al contrario, provate a comporre un poema classico ficcandoci nei versi termini riguardanti parti anatomiche del sesso femminile:
Briseide, dolcissima si fece innanzi
E con lei, amata dal Pelide,
infuriata clitoride…
No, non funziona. Ci hanno appioppato dei termini orribili.
Vulva! Che poesia puoi creare con «vulva»!... che una sera una signora mi ha gridato: «Io non ho la vulva, ho la Volvo!» E utero?: pare il nome dell’orco! «Fai il bravo bambino, mangia tutta la pappa altrimenti ti chiamo l’utero!»
Vagina! Sulla vagina ci si può solo scivolare sopra: «Mi sono rotto una gamba scivolando su una buccia di vagina!»
E ovaie: un termine casareccio… da gallinaceo: «Ho fatto una torta con trenta ovaie!»
Poi c’è quel termine… quando una donna è in quella certa età… lo confida solo alla sua migliore amica… se nell’arco di 80 km non c’è nessuno e fa (guarda a sinistra e a destra poi sussurra): «Sono in menopausa», e poi… (si sventola agitando esageratamente le mani a indicare l’arrivo di una «caldana»).
L’uomo, stessa condizione: «climaterio».
Sono stato a Nervi, c’era un climaterio!
Con questi termini si può al massimo costruire un racconto dell’orrore.
I pipistrelli volavano all’imbrunire
VAGINE gracchiavano nello stagno
Era il momento che depositavano le OVAIE
Un UTERO tremendo si levò nella notte
Gli SPERMATOZOI moriron tutti di spavento!
No, non andiamo bene per i poemi.

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Il libro "Il Barbarossa e la beffa di Alessandria" di Dario Fo è finalmente in libreria!

Dario Fo punta il suo occhio critico e irriverente sul Barbarossa per portare alla luce, in questo romanzo inedito, un episodio esemplare, la singolarissima fondazione della città di Alessandria e la lotta che ha aperto la strada a un nuovo corso della storia d’Europa.
La nascita della Repubblica milanese e del gran numero di Comuni lombardi che si costituirono dopo l’anno Mille è uno dei più importanti fenomeni di emancipazione civile ed economica dell’età medievale. Decisive sono state le loro battaglie contro Federico Barbarossa, feroce nemico della loro autonomia e dei loro ideali sociali e religiosi.
Cancellando la cronaca ufficiale, forse troppo attenta a non gettare il ridicolo sul sovrano, l’autore fa spuntare dagli archivi un’altra verità e ricostruisce la vicenda di una «fantastica Alessandria galleggiante», capace di resistere per mesi all’esercito più potente del mondo occidentale, e di un imperatore con la tragicomica ossessione dell’acqua: una vicenda in cui l’ordinaria triste ingiustizia viene ribaltata e il tiranno, per una volta, sconfitto.

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La storia di quello scatto storico nel 1974 alla Palazzina Liberty

Articolo di KATIA RICCARDI

È uno scatto storico, davanti alla Palazzina Liberty di Milano con Dario Fo per festeggiare la vittoria del NO al referendum sul divorzio. Quella ragazza e il suo fotografo, Toni Thorimbert, si sono ritrovati ora. Per scoprire che i loro sentimenti verso il mondo non sono cambiati.

La ragazzina ha il pugno chiuso e un sorriso aperto, sta in equilibrio, sollevata dalla folla si tiene con una mano intrecciata a quella di un ragazzo che la guarda, la soregge, le sorride. Tutti le sorridono da dietro, tutti la guardano per un istante, perché non sta cadendo, ma si sta sollevando. E lei, sopra le teste, si distingue perché sovrastandoli, li rappresenta tutti.
È in piedi sulle spalle di una generazione in lotta, coi capelli spettinati da un vento che stava cambiando insieme a loro. Si trova in un luogo simbolo di Milano (e di tutta una Italia che in quel vento di cambiamento sperava): la Palazzina Liberty, il cuore del teatro che anche stava mutando sull'onda di Dario Fo.
Quella che il fotografo Toni Thorimbert ha fermato in uno scatto è tutta l'energia delle battaglie di un decennio, gli anni Settanta, ancora in bianco e nero, ma che diventerà a colori. Quei ragazzi li chiamavano la generazione beat, battevano il tempo nelle piazze per cambiare le leggi e segnare un futuro. Tensioni sociali, poi, quarantatrè anni dopo, i social network: e la ragazzina ha trovato quel fotografo che le ha cambiato la vita, che mai aveva conosciuto. Gli ha detto il suo nome, si chiama Giovannina.
 

 

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Verona, 13 ottobre: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

VENERDÌ 13 OTTOBRE 2017

OMAGGIO A DARIO FO E FRANCA RAME

MusALab invita in Archivio di Stato e in Teatro Trinità per una giornata insieme a Dario Fo e Franca Rame

ARCHIVIO DI STATO DI VERONA (ORE 10.00-14.30)
TEATRO TRINITA’ (ORE 16.00-22.00)

“Il problema è importante e fondamentale per il genere umano: il conoscere”.
(Dario Fo in Darwin: l’universo impossibile, 2016)

13 ottobre, a un anno dalla scomparsa del Maestro Dario Fo, autore, scrittore, pittore, regista, uomo totale di teatro e di arte, presso l’Archivio di Stato di Verona, (dalle ore 10.00 alle ore 14.30) con un’introduzione sul patrimonio di vita e d’arte raccolto nell’Archivio Rame Fo, si presenta un ciclo di proiezioni tra teatro, cinema e testimonianze per la lunga giornata dedicata a Dario Fo e Franca Rame che prosegue al Teatro Trinità (dalle ore 16-alle ore 22.00) per ricordare la coppia d’arte.
Dario Fo a Verona il 23 marzo del 2016 ha inaugurato il Museo Archivio Laboratorio Franca Rame Dario Fo presso l’Archivio di Stato di Verona con il Ministro Dario Franceschini, insieme alla grande partecipazione cittadina e di chi era lì giunto da ogni dove. In quest’anno l’Archivio si è offerto a incontri di studio e laboratori creativi italiani e internazionali cercando di seguire l’insegnamento dei maestri Dario Fo e Franca Rame che ci raccomandavano di offrire “L’arte in pasto ai giovani”. E’ proprio in questa direzione il nostro impegno oggi. Noi crediamo che lo sviluppo possibile di conoscenza oggi risieda nell’incontro tra arte e vita quotidiana. La capacità di immaginare il futuro si gioca nel confronto con i linguaggi dell’arte. Questa è una delle lezioni del lavoro di Dario Fo e Franca Rame.
Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997, è stato sempre politicamente impegnato. Ha vissuto i suoi straordinari novant’anni a cavallo di due secoli, accompagnando la storia d’Italia fino a oggi, con la dolcezza e il disinteresse di chi lavora "per l’eternità", ma con la precisione attiva e incisiva di chi partecipa quotidianamente alla storia del proprio Paese. Ha svelato il carattere profondamente umano e politico della cultura popolare italiana ed europea con la raffinatezza geniale dello storico, la vitalità conoscitiva dell’antropologo, con l’ironia divina del grandissimo comico.
Per una vita, Franca ed io abbiamo montato e recitato migliaia di spettacoli in teatri, fabbriche occupate, Università in lotta, perfino in chiese sconsacrate, in carceri, in piazza, col sole e la pioggia, sempre insieme. Raccontavamo le storie del nostro tempo giocate con un’astuzia particolare, parlavamo del Medioevo ma trattavamo dell’oggi per un teatro di satira. Il teatro è finzione del reale che sa diventare verità e dramma. Lo spettacolo era l’apertura totale al diritto di pensare: la libertà.
(Dario Fo, Roma, gennaio 2014).

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La Palazzina Liberty a Dario e Franca

Il Comune di Milano ha deciso di intitolare a Dario Fo e Franca Rame la Palazzina Liberty di Parco Vittorio Formentano (ex Parco di Largo Marinai d'Italia).

La Palazzina faceva originariamente parte del Verziere, l'antico mercato. Ormai abbandonata, nel 1974 venne occupata dal Collettivo teatrale la Comune di Dario Fo e Franca Rame che restaurarono l’edificio e ne fecero la loro sede fino al 1980. Spiega l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: «Per anni hanno lavorato per dare una funzione pubblica a questo spazio ed è sembrato naturale intitolarlo a loro».

Il cambio di nome avverrà venerdì 13 ottobre, durante la cerimonia di intitolazione verranno proiettati spezzoni della produzione di Dario Fo e Franca Rame che provengono dagli archivi di famiglia e dalle Teche Rai.

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