II PUNTATA "BREVE VISITA IN SENATO"

con la collaborazione di Carlotta Nao
Infatti l’indomani bastò una sola votazione per eleggere Marini. Un senatore dei DS sussurrava in napoletano: “Quarcherùn(o) ha avut(o) chell(e) ch’ha demannat(o)! E chi è ‘u mariuolo ch’ha condott(o) ‘stu ricatt?” L’ho saputo il giorno appresso leggendo i quotidiani: il mariuolo era Clemente Mastella, il Padreterno dell’Irpinia, che aveva preteso il Ministero della Giustizia. E Prodi ha dovuto ammollarglielo. Ecco… questo era il Senato. Per me si trattava della prima lezione di politica attiva: dammi sull’unghia o sbotto… ti do l’avvisata e il giorno appresso mi fai l’incoronata, Ministro sono! E di Giustizia! Sì, la dea cieca… cieca, ma solo per gli elettori… Sono sempre più frastornata. Questo ravanare da mercato delle vacche mi piace sempre meno. Per fortuna alla fine ce l’abbiamo fatta e Franco Marini è presidente del Senato. Evviva! Lo osservo… un uomo minuto… nulla di particolare, per ora. Proviene dal sindacato. Anche questa mattina, “senatoriale”, sono arrivata presto al mio posto di lavoro. Tutto chiuso, ma illuminato all’interno con mille luci. Ammazzalo, che spreconi! Mi faccio una passeggiatina sino al Teatro Argentina, guardo i manifesti, le fotografie dello spettacolo in cartellone… gli attori che conosco… mi prende una disperazione struggente così, all’improvviso. Mando giù, mando giù per cacciare il groppo che mi soffoca… niente da fare. Scoppio in singhiozzi e meno male che non ho intorno nessuno. Ma dove mi sono cacciata? Ma che ci faccio qui? Forse sono caduta nel buco profondo come Alice? Tra poco incontrerò il Bianconiglio, mi farò piccola e poi enorme come una sonda d’aria!? Cerco di ricompormi guardando i libri esposti alla Feltrinelli: “Com’è che ho smesso di leggere?” Leggo solo giornali… Cerco disperatamente di scantonare dalla situazione in cui mi trovo; mi son buttata a preparare l’edizione di cinque commedie di Dario che usciranno per Einaudi. La mia testa è tutta lì, fra quei fogli, come un segnalibro. Che ore sono? Anche il tempo va a rilento… perde colpi come un cuore in fibrillazione… Oddio, sta piovigginando… c’era il sole! Per fortuna che ho sempre con me uno scialle. Mi avvolgo, coprendomi il capo. È ora… arrivo al portone del Senato finalmente spalancato, con due soldatini che montano la guardia. Entro, ma subito faccio un salto. I due militari sono scattati al mio passare sull’attenti battendo i tacchi, mentre uno di loro grida: “AAAAttentiiii!” Mi sfugge un “Grazie… state comodi!” M’aspetto quasi che intonino “Fratelli d’Italia!” Procedo segnando il passo… Mi sento ridicola e anche un po’ scema. Manca solo che scatti con la mano tesa sul cuore, come nei film americani. Quasi quasi… e mi metto a ridere. Qualche giorno appresso, le due guardie diranno alla mia assistente: “La tua senatrice ci saluta sempre, ci dispiace molto non poterle rispondere. Diglielo.” In aula si inizia a parlare di leggi, emendamenti. Prendo appunti. L’opposizione interviene su tutto. Spesso vociando, quasi seguendo un programma… Ho imparato da tempo a inquadrare il pubblico in teatro; mio padre, capocomico, diceva: “Se non sai individuare chi hai davanti, in platea, è meglio che cambi mestiere.”. Li osservo, a gruppi e uno alla volta. C’è chi sta seduto come una comparsa, completamente disinteressato, chi si agita di continuo, chi telefona su due cellulari… chi passa da un gradone all’altro senza una ragione logica… poi ecco che all’istante tutti scattano in un gesticolare improvviso e trascinano in quella pantomima anche gli altri. “Ecco – penso – ecco il branco.”. Poi all’istante si vanno a sedere… come esausti… E dalla mia parte?... sì, anche noi facciamo più o meno così. Che strana fauna, i senatori! In una pausa decido di recarmi alla buvette. Attraverso il salone Garibaldi, pieno di gente… con un certo impaccio, ma mi muovo con aria spavalda, come se abitassi lì di casa. Sicuramente si stenta a pensarmi timida e sballonata, ma è così. Penso a Dario, a Jacopo… vorrei averli qui con me. Folla: Senatori e giornalisti. Attira la mia attenzione una specie di possente Erma, una scultura in legno policromo di un certo Giuliano Vangi. Allude a un grande dito che indica il cielo o è piuttosto un fallo con inserita in cima una testa di donna? Sì… è proprio così. Che strano! Si sente spesso ripetere che il maschio ha sempre in capo, come un chiodo fisso, quella cosa lì… ma non sapevo che infilzasse anche teste! E pensa che questa statua dovrebbe rappresentare l’Italia!! Mi informo e vengo a sapere che quell’opera è stata acquistata dal precedente presidente del Senato Marcello Pera, quindi è un’opera quasi autografa…. Tra qualche mese verrà sostituita con un busto di Garibaldi… o qualche eroe più recente… forse Mangano…! Storicamente il busto di Garibaldi è sempre stato in quella stanza, ma il presidente Pera ha pensato bene di traslocarlo in qualche cantina o magazzino per fare spazio al menhir rosa. Grazie al cielo Marini ha ripristinato in gran fretta il vecchio Garibaldi al suo posto d’onore. Della stele di Vangi non ci sono notizie. Il magnate Pera non si è limitato a quell’opera bizzarra: un delfino assai discutibile al posto di un altro padre della patria, uno scimpanzé di marmo in una nicchia in cima ad uno scalone, qualche altro quadro qui e là. Particolare da non sottovalutare, gli artisti erano tutti amici suoi, e i soldi per comperarli tutti del Senato! Ho cercato di fare chiarezza su questi acquisti, andando a parlare addirittura con il ragioniere generale della tesoreria… Ma lui muto! Professione OMERTA’! Mi rivolgo a un commesso: “Scusi, dov’è la cassa?” “Beh, senatrice, basta guardarsi intorno… qui è tutta casta!” “Ma cos’ha capito? La cassa, non la “casta”! Dove pago insomma?” “Ah, scusi – trattiene a fatica una risatina – la cassa è subito qui a destra.” Questa volta chiedo una spremuta. “Quanto devo?” “1 euro.” Pago. “Che poco!” Commento. “Lo scontrino, per favore…” “No, senatrice, qui non diamo lo scontrino…” mi risponde meccanicamente il gestore. Che stravaganze!... A Montecitorio lo danno, non al Senato. Perché? “Non è elegante”. Siamo nei matti. Col tempo ho capito la comodità di questa usanza. Si consuma e poi pagano i senatori corretti. A qualcuno invece, capita di consumare e se ne esce, scordandosi di versare il dovuto: uno si può dimenticare, andiamo… con quella ressa…! Come diceva Sartre: “È dall’insignificante scorrettezza che s’indovinano i furbi di rango!” Mi accosto al banco e chiedo la mia consumazione con un “Buongiorno…” gentile ai camerieri indaffarati. Mi guardano perplessi. “Oddio, ho sbagliato?” No. È che non li saluta mai nessuno. “Buongiorno” sussurrano a loro volta e ci sorridiamo. Lo stesso discorso vale riguardo quei signori abbigliati con eleganti abiti neri da 1800 euro: sono i commessi. Per tutta la popolazione degli onorevoli, sono esseri trasparenti… e sono 300, maschi e femmine. Non ho mai notato qualcuno che li salutasse. Sono a completa disposizione dei senatori. E’ ora di rientrare in Aula. Mi siedo accanto a Furio Colombo. Parliamo del più e del meno, quando Furio mi sussurra: “Guarda, sta entrando Dell’Utri…” Lo sbircio appena e poi gli soffio: “Lo sai che quello ci ha querelato per il fatto che nello spettacolo ‘L’Anomalo Bicefalo’ facevamo un apprezzamento su di lui, ricordando che è un grande collezionista di libri antichi e aggiungevamo: ‘Ne ha una caterva e di preziosissimi! Quando sono sporchi li ricicla…” Scoppia a ridere e poi subito: “Zitta, zitta che sta venendo verso di te…” “Chi?” “Dell’Utri…” “Oh… parli del diavolo e spuntano le corna…” faccio io. Infatti me lo trovo davanti… con calma mi prende la mano e me la bacia, sussurrandomi: “Sa chi sono io?” “Ma certo… Lei è sempre nei miei pensieri… caro Onorevole…” calco appena il tono su “Onorevole”. Poi, chinandosi verso il mio orecchio: “Non si preoccupi per quel milione di euro di danni che ho chiesto per diffamazione…” “Grazie onorevole… ma non siamo affatto preoccupati… la sua querela non andrà mai in porto… il processo non si farà mai. Lei è stato condannato a 9 anni per concorso in associazione mafiosa… A meno che… col tempo non cada in prescrizione…” Sorridendo m’informa: “Senatrice, ho molti avvocati…” “Giusto! Ne ha proprio bisogno… tanti auguri!” e mi lascia con un sorriso. Inizia la seduta. Ascolto, prendo appunti. Ho le antenne tutte tese. Mi sento al ginnasio… ci metterò un bel po’ ad arrivare al liceo. Passerò gli esami? Pausa pranzo. Scendo al ristorante, cerco tra i tanti ospiti un viso amico. Qualcuno che conosco c’è, ma il mio imbarazzo congenito m’impedisce di avvicinarmi e dire: “Posso sedermi e pranzare con te?” Mi sento molto distante da tutti… sconosciuta tra sconosciuti. Mi viene in mente la descrizione dell’Inferno di Bescapè, dove le anime dannate stanno tutte per proprio conto ed evitano di dialogare tra di loro per timore di dover raccontare dei propri peccati, e soprattutto per non dover ascoltare quelli degli altri. I camerieri sono gentili, e premurosi… Ho l’impressione che la maggior parte mi mostri una particolare attenzione. Da sempre mi capita di intuire quello che la gente “prova”, i loro sentimenti nei miei riguardi… e, senza presunzione, raramente mi sono sbagliata. Mangio di malavoglia. “Senatrice desidera ancora qualcosa?” “Quand’è che mi chiamerà Franca?” gli butto lì con un sorriso. Mi guarda spiazzato, imbarazzato… e con rincrescimento risponde: “Qui?... Mai.” E termina di sparecchiare, regalandomi un bel sorriso. C’è un commesso anziano, che sta ad un ingresso laterale, che ama ricordare di quella domenica in cui ha portato la moglie a far colazione al bar, e ha incontrato me e Dario, ma la cosa che più l’ha colpito è che io l’abbia salutato, di domenica! Fuori dal lavoro e senza divisa! Penso a casa mia, “cosa staranno mangiando?” se ha fatto il risotto Dario ci vorranno due ore per rimettere in ordine la cucina. Però… che risotto…! Ci mette tutto, perfino la frutta! E anche qualche fiore! La giornata passa senza tremiti. Mi sono scordata di parlarvi del nostro primo incontro di gruppo IDV, avvenuto qualche giorno prima dell’elezione del Presidente del Senato. Rimedio subito. Ci eravamo riuniti con Antonio Di Pietro nella sede del partito, una sede un po’ periferica, oltre stazione Termini: 4 senatori, 21 deputati. C’era anche il sen. Sergio De Gregorio. S’indovinava che non era del tutto a proprio agio. I vari intervenuti sembravano evitare ogni contatto con lui. Personalmente, lo sentivo sfuggente, e anche un po’ untuoso, sul tipo Bondi… un po’ più tondo e più lucido. IL Senatore De Gregorio, ad oggi, è sotto indagine per riciclaggio, poiché in un blitz a casa di un camorrista, Rocco Cafiero, sarebbero stati sequestrati assegni firmati e girati dal senatore. Due suoi fedelissimi sono tra gli indagati per i fondi in Liechtenstein, risulta poi iscritto nel registro degli indagati per concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso (‘Ndranghetista). L'inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria riguarda il presunto ruolo di mediatore che il parlamentare, ancorché presidente della commissione difesa del Senato, avrebbe svolto per conto della cosca Ficara per l'acquisto della caserma dell'esercito Mezzacapo. E da ultimo è indagato a Roma per corruzione nell'ambito di un'indagine avviata a Napoli e poi trasmessa nella capitale per competenza e riguardante presunti tentativi per ottenere voti al Senato per far cadere il governo in occasione della discussione della Finanziaria. L'indagine riguarda un presunto accordo che prevedeva il finanziamento del gruppo 'Italiani nel mondo' da parte di Forza Italia. Dopo tre mesi… l’uovo era fatto… il De Gregorio Sergio, passa con il peso di tutto il suo corpo che non è poco, armi e bagagli con Berlusconi... da cui PROVENIVA. FORZA ITALIA. E così con l’andata via di questo galantuomo, l’Ulivo è sempre più resegato, siamo 158, contro 156. Non sarà divertente votare. Durante quella riunione, ci viene chiesto di quale commissione vogliamo essere membri. Avevo già anticipato l’idea di compiere un’inchiesta sugli sprechi di Stato, ma alla riunione Antonio mi propone la Commissione Cultura. “No, scusami, per la mia inchiesta andrebbe meglio la Commissione Bilancio. Solo lì ho la possibilità di raccogliere i dati per il mio progetto sugli sperperi.” Il cambio mi viene accordato. Consegno a Di Pietro, tutta contenta un breve dossier di cui vi offro qualche primizia. Impresa SOGIN di cui è presidente il generale Carlo Jean (SOcietà Gestione Impianti Nucleari) Nata nel 1999 si dovrebbe occupare dello smaltimento delle scorie accumulate dalle centrali nucleari italiane non più funzionanti. La società è finanziata tra l’altro anche dalle bollette degli utenti Enel per centinaia di milioni. Nel triennio 2002-2004 la Sogin ha speso 468 milioni di Euro senza smaltire nulla; la stessa Autorità per l’Energia e il Gas e il Min. del Tesoro ritengono esagerate, anzi assurde, tali spese puntando il dito su: 4,8 milioni di Euro per la sede centrale e lo sfavillante ufficio a Mosca, ripetiamo a Mosca! Da Putin!, 2,7 milioni di Euro per la comunicazione, 257 mila Euro, cioè mezzo miliardo di lire, per uno stand al Salone del Libro usato, organizzato da Publitalia voluto da Marcello Dell’Utri. Rieccolo il collezionista raffinato! E per chiudere, un messaggio elegiaco dedicato ai giovani precari: Si tratta di un’interrogazione parlamentare del Sen. A. Longhi (Ds) su: - assunzione di raccomandati fra cui: Baldassarri figlio del viceministro dell’Economia, la nuora di Gustavo Selva, la nuora di Altero Matteoli ministro dell’Ambiente; - consulenze esterne tra cui quella allo Studio legale di C. Previti; - appalti affidati senza gara. In conclusione, una società al 100% del Tesoro, al momento inutile, con un personale che conta 600 dipendenti, e che continua ad assumerne. Inoltre: una previsione di spesa per 360 milioni di Euro per lo smantellamento dei sottomarini nucleari russi formalmente in cambio dello stoccaggio delle nostre scorie in Russia, al momento Mosca si è sempre rifiutata di prendere le nostre scorie e noi abbiamo cominciato a spendere 8 milioni di Euro. E a ‘sto punto andate pure a dormire tranquilli… e sarei curiosa di sapere i sogni che riuscirete a inventarvi. Un bacione Franca Continua….


Commenti

Grazie, grazie, grazie.

continua, ti leggo con passione ed attendo il prossimo numero con bramosia.

Grazie Franca