presentato da Franca Rame un disegno di legge sulle sanzioni per le aziende che praticano pubblicita’ ingannevole

DISEGNO DI LEGGE  
 
di iniziativa della senatrice Franca Rame  
 
Nuove norme in materia di sanzioni per le aziende che praticano pubblicita’ ingannevole
 COLLEGHI SENATORI. - Alla luce anche delle recenti dichiarazioni del Presidente dell'Antitrust, contenute nella relazione annuale 2007 dell'Autorità, si rende necessario uniformare al resto d’Europa la legislazione riguardante la normativa Antitrust.
 In particolare sulla pubblicità ingannevole (Codice del Consumo - Decreto Legislativo 2005/206) in quanto notevoli sono le differenze con gli altri paesi (Europei e non) molto più severi del nostro.
 Il Codice del Consumo ha come limite di sanzione pecuniaria 100.000 Euro, mentre altri paesi come ad esempio la Francia la sanzione va in proporzione alla somma spesa dalla compagnia per la pubblicità in oggetto e questo limite previsto nel nostro ordinamento di fatto non c'è. Sempre in Francia, di recente, al Gruppo di grande distribuzione Carrefour sono stati richiesti diversi milioni di euro di sanzione amministrativa per pubblicità ingannevole.
 Inoltre, in Italia nella stragrande maggioranza dei casi le sanzioni dell'Antitrust per pubblicità ingannevole non arrivano quasi mai a quella cifra (massimo 100.000 Euro).
 Anche quando la sanzione arriva al limite massimo previsto dal Codice del Consumo questo non disincentiva le aziende, che anzi invece sono molto spesso recidive (vedasi ad esempio Telecom Italia). I vantaggi che ne traggono dalla pubblicazione del messaggio ingannevole sono, infatti, maggiori rispetto al rischio di un eventuale sanzione il cui importo è sempre irrisorio rispetto al fatturato della grande azienda.
 Cosa sono 100.000 Euro per un'azienda che ha un ritorno di diversi milioni o miliardi di Euro da una specifica campagna pubblicitaria?
 Lo stesso Presidente dell'Antitrust ha chiesto un intervento in tal senso al legislatore:
 (stralcio della presentazione relazione annuale antitrust a Montecitorio del 26 giugno 2007 - pubblicità ingannevole) […] “Nei mercati più ricchi la sanzione pecuniaria non si dimostra efficace. Potrebbero essere utili rimedi come la rettifica pubblica del messaggio volta ad amplificare la risonanza delle pronunce dell’Autorità, con maggiore deterrenza nei confronti delle imprese attente all’effetto reputazionale. Chiederemo anche al Parlamento di poter intervenire d’ufficio e di commisurare le sanzioni al fatturato aziendale o, come accade in Francia, in proporzione al costo della campagna pubblicitaria”.
 Il presente ddl intende fare proprie le preoccupazioni dell’Autorità antitrust ed propone l’introduzione di nuove sanzioni che generino un effetto deterrente nei confronti delle campagne pubblicitarie ingannevoli ai danni del cittadino.
 Si propone, quindi, una modifica al D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, recante il “Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229”. Le modifiche proposte vanno ad operare sull’articolo 26 – Tutela amministrativa e giurisdizionale – e intendono rapportare la sanzione comminata dall’autorità al costo della campagna pubblicitaria, incrementando quindi il limite massimo della sanzione attualmente previsto e rendendo di fatto vani gli effetti di una campagna pubblicitaria ingannevole. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 Art. 1.
 Il comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229 è sostituito dal seguente:
 “7. Con la decisione che accoglie il ricorso l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria rapportata al costo della campagna pubblicitaria, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli di cui agli articoli 24 e 25 la sanzione è inoltre rapportata al danno stimato a carico dei consumatori. L’Autorità può disporre inoltre la rettifica pubblica del messaggio a carico del soggetto sanzionato.
  

 
 

 

 

 
 
Sen. Franca Rame