APPELLO: NO ALL’ACQUISTO DEGLI AEREI DA GUERRA F35

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Dopo la firma del “memorandum d’intesa sullo sviluppo del velivolo Joint Strike Fighter F 35” fra Italia e Stati Uniti d’America, il prossimo atto ufficiale in calendario è la decisione che dovrebbe prendere il Governo italiano di acquistarne 131 dalla Lockheed Martin Aeronautics.
Una decisione che, se assunta, comporterebbe per l’Italia una spesa che varia fra i 25 ed i 30 mila miliardi delle vecchie lire a seconda che il pagamento debba essere effettuato in euro o in dollari.
Un onere finanziario per il nostro Paese di inaudita ed ingiustificabile enormità per una operazione assurda ed inaccettabile.
 
Gli F 35 non sono “aerei da difesa” ma supercacciabombardieri progettati ed attrezzati per portare “fulmineamente” morte e distruzione a persone e cose sfuggendo alle intercettazioni dei radar nemici per cui o il Governo li acquista pensando che l’Italia debba risolvere le controversie internazionali con le guerre ed ottiene che il Parlamento cancelli l’articolo 11 della Carta Costituzionale o compera 131 cacciabombardieri che non potranno essere usati né dall’aeronautica né dalla marina italiane.
 
Per il loro acquisto  si spenderebbero decine di miliardi di lire dei cittadini italiani per favorire:
-          enormi profitti agli azionisti della Lockheed Martin Aeronautics
-          la ricerca scientifica e tecnologica di un’azienda americana
-          posti di lavoro a Fort Whort in Texas
 
Non solo. Chi sa di acquisti di aerei afferma, documentando, che tra il prezzo iniziale di progetto e quello finale di vendita vi è una lievitazione impressionante. Tanto è vero che il costo di un F 35 che in sede di progetto era di 31,5 milioni di euro è già triplicato.
 
 Oltre ai 25/30 mila miliardi, quante altre decine di migliaia di miliardi dovrà sborsare lo Stato italiano, cioè noi?
 
Per questa ragioni e nella convinzione che la pace sia un valore assoluto non barattabile e che senza pace non vi possa essere alcun tipo di progresso
Chiediamo al Governo italiano di non acquistare i supercacciabombardieri F 35 ed al Parlamento di non consentire l’enorme spesa necessaria
 
Quelle decine di migliaia di miliardi non utilizzati per acquistare strumenti di morte e di distruzione - e non di difesa – possono costituire o un’ enorme somma risparmiata che non va a gravare sul bilancio dello Stato o essere investite per la ricerca, l’università, la salute, il lavoro dei giovani, le pensioni per gli anziani, gli aiuti ai diseredati del mondo, la riconversione dell’industria bellica.
 
Seguono firme…
 


Commenti

di Alex Zanotelli - da www.mosaicodipace.it

Scegliamo e pratichiamo la nonviolenza attiva. E soprattutto teniamo unito il movimento per la pace! La Marcia Perugia-Assisi è un'ottima occasione perchè il popolo della pace cammini insieme.

Caro Flavio (Flavio Lotti, coordinatore della tavola per la pace ndr), grazie per la tua lettera . La sento come un invito a dialogare, a confrontarci serenamente. Preciso subito che il mio commento sulla Marcia Perugia - Assisi era stato motivato dalla tua "provocazione" che la parola Pace era ormai usurata e che era meglio puntare sui Diritti. Chiedo scusa se sono stato troppo irruente o troppo poco sfumato nella mia reazione.

Però questo tema mi sembrava troppo importante per lasciarlo cadere. In un mondo che ha accettato la guerra come un'ineluttabile necessità, mi ostino a richiamare tutti alla centralità della Pace. E quindi a rimettere la parola Pace nella Perugia - Assisi. E come sottotitolo metterei: " Scegliamo e pratichiamo la nonviolenza attiva ". È quanto ci ha insegnato con forza il fondatore della Perugia - Assisi, Aldo Capitini.

È quanto ho imparato dal mio Maestro, Gesù di Nazareth.
Penso sarebbe fondamentale oggi che i politici, partecipanti alla Marcia, sentano proclamare con forza e vigore, queste verità. Sono quegli stessi politici che hanno votato il rifinanziamento della guerra in Afghanistan, e la finanziaria con i suoi 23 miliardi per la difesa (con il 13 % di aumento sulla finanziaria di Berlusconi).
E ora il ministro della Difesa Parisi, ci dice che dobbiamo raddoppiare le spese militari. Per cui, almeno noi, continuiamo a gridare il contrario. Questo è il nostro ruolo, il ruolo della Tavola della Pace. Nego di aver mai insinuato che la Tavola della Pace "parla di pace, ma poi è pronta a fare la guerra". Anzi sono profondamente grato a quanto ha potuto fare la Tavola per la Pace in questi anni. Ecco perché ci tengo così tanto a rispondere alla tua lettera.
" È possibile costruire la pace senza fare i conti con la politica? ", mi chiedi nella tua lettera. " No! ". Ma dobbiamo capire per cosa intendiamo per politica e quanto la cosiddetta politica, oggi, può decidere.

Penso che solo una forte presa di coscienza dal basso, una sferzata di "cittadinanza attiva" potrà forzare i nostri politici a rifiutare la via della guerra. La mia convinzione è che oggi i governi, i partiti, i politici obbediscono non a chi li ha eletti, ma ai potentati economico-finanziari o ai complessi militar-industriali. Per cui solo un grande movimento dal basso (reti locali e planetarie) potrà "forzare" i nostri politici a imboccare un'altra strada.

È la strada dei "beni comuni", dei diritti fondamentali umani come l'acqua, l'aria... L'impegno per questi beni comuni diventa l'impegno per il recupero della democrazia.
Abbiamo ormai tutti sposato il mercato come supremo bene e il profitto come suprema legge. Ha ragione Riccardo Petrella quando dice che c'è un virus che ha già contagiato anche tutte le sinistre al governo in Europa. Ed è questo!

Dobbiamo tutti convertirci. Ritornare a parlare di beni comuni, di diritti fondamentali. Primo fra tutti (e non lo si vuole accettare!) è il diritto al cibo! Non possiamo accettare un mondo dove, ogni anno, muoiono 50 milioni di persone per fame. Mentre buttiamo a mare così tanto del nostro cibo! Non posso accettare un mondo che ritiene l'acqua una merce: questo vorrà dire che domani avremo100 milioni di morti di sete.
Se ti ricordi, a Nairobi, durante il Forum mondiale Sociale, ti avevo suggerito di annunciare per la Perugia-Assisi che nessun Comune si azzardasse a venire con il gonfalone, se dopo aver votato per l' acqua come bene pubblico, diritto fondamentale a totale gestione pubblica.

Se parli di una Perugia-Assisi, per i diritti, questo potrebbe essere oggi una discriminante!
Le grandi guerre non si faranno più per il petrolio, ma per l'acqua.
È il secolo dell'oro blu!

Questo per me è politica, la vera politica che tutti possiamo e dobbiamo fare. Se mi permetti, aggiungerei una postilla. Non dividiamoci per questo. Continuiamo a discuter fra di noi, a dialogare, a confrontarci, ma senza spaccarci. Siamo già così pochi! Teniamo questo movimento per la pace unito! In un momento in cui la minaccia atomica ritorna con forza, il movimento per la pace si ritrovi unitario a dire no a ordigni atomici sul nostro territorio.
Su questo il movimento italiano ha ritrovato la sua unità!

Camminiamo insieme perché la Pace ritorni a sorridere su questa nostra Madre Terra, così minacciata a livello ecologico. Uniamo tutte le nostre forze contro i Sistemi di morte.
Perché vinca la vita!

In un incontro su "artisti, arte, territorio" svoltosi a Ciriè (To) ho contestato la decisione del mio Comune di aver posizionato in una rotonda della cittadina (Caselle Torinese, sede dell'aeroporto di Torino) un "Caccia bombardiere G91 FIAT" dipingendolo con le insegne della pattuglia acrobatica frecce tricolore per dare una "parvenza pacifica". Questo perchè il territorio ha la società Alenia, una risorsa fondamentale che collauda velivoli da combattimento e da trasporto militare. Non contesto la ricerca tecnologica in quanto l'Alenia è inserita nella ricerca aerospaziale ma a mio avviso, quel veivolo rappresenta indirettamente un'arma di distruzione, un messaggio di guerra, un simbolo che inneggia alla cultura della violenza e della morte. Sostenitore della pace e della non violenza, lo scorso anno sono stato tra gli organizzatori di una mostra itinerante " La pace nel segno dell'arte" iniziata e inaugurata al SERMIG di Torino (arsenale di guerra ceduto alla pace) e terminata a Milano, all'Università Bicocca. Credo sia necessario costruire un lavoro culturale e di sensibilizzazione verso quei poteri politici e amministrativi che pretendono di decidere per tutti, che anche in "buona fede" fanno delle scelte distorte e parziali, diseducative, rilegando messaggi che vanno nella direzione di esaltare i mezzi usati per la folle spirale di distruzione e violenze legate alle guerre.
A riguardo, ho in animo con altri artisti ed in particolare lo scultore Privileggi, di presentare un progetto per una installazione da piazzare nella sucessiva rotonda della cittadina, in pratica una installazione, un valore universale dal titolo: " L'ORA DELLA PACE" una meridiana che segna l'ora della pace, i gabbiani che tentano di sublimarla, i fusi orari, i punti cardinali quale riferimento che gli uomini hanno stabilito osservando la posizione del sole, la descrizione dei venti, "non venti di guerra", ma venti per far volare il pieno rispetto della dignità umana nel pianeta. La semplicità della linea è voluta perché fosse inversamente proporzionale alla profondità e alla intensità dell'idea che si vuole evocare: quella della pace. Rendere universale (si vorrebbe quasi dire: globale) questo messaggio affinchè rimanga intelligibile a chiunque si lasci colpire dall'armonia di quello che sembra quasi uno stilema. Un segno che può, da solo e con immediatezza, chiedere a tutti di essere sostenitori di pace.
Esigenza diventata urgente per una riflessione sulla necessità che gli uomini imparino a risolvere i conflitti senza far uso della violenza. Tengo a ricordare che è di grande attualità la proposta Italiana di una conferenza internazionale sulla pace, che coinvolga tutti gli attori. Un messaggio di pace planetaria, per scongiurare che altri conflitti vengano innescati nel mondo nel nome della sicurezza e libertà, un messaggio a tutti coloro che ripudiano la guerra come mezzo per la soluzione dei conflitti internazionali che chiedono il pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione Italiana, e che trovano aberrante l'idea di scegliere un caccia bombardiere militare sistemato in una rotonda quale "fascino" di distruzione.
La pace e ogni suo simbolo deve essere un legame che unisce gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, appartenenti a diverse ideologie capaci di cooperare per il futuro dell'umanità. La presentazione di questo progetto attirerà l'opinione degli amministratori e dei loro uomini di fiducia e gli amici degli amici compresi gli affaristi, per deridere, per fare le battutine sprezzanti sul "pacifismo" e per giudicare come sciocchi certi progetti artistici... Eppure su tutti i dizionari il sostantivo "pacifismo" e' spiegato con definizioni impeccabili e accettabilissime su cui nessun giornalista o uomo di cultura serio e illuminato avrebbe nulla da obiettare. Il pacifismo si afferma per un verso con l'illuminismo e i valori di tolleranza (Voltaire, Kant) e con il cristianesimo francescano ("ama il prossimo tuo come te stesso", la crociata non violenta dei frate d'Assisi), ed i grandi contemporanei: Einstein, Martin Luther King, Gandhi, don Milani Giovanni Paolo II e altri personaggi illustri portatori del messaggio di pace.
Un monumento alla Pace ( o installazione che dir si voglia) non è solo una pietra scolpita o un disegno, non è un monolite senza anima ma è qualcosa di più che nasce lentamente, giorno per giorno, dallo studio e dall’esempio quotidiano. Spesso nasce da idee a parole volutamente tenute isolate, dalla sofferenza e dalla visione raccapricciante degli orrori di questa civiltà senza civiltà, dalla solitudine in cui vengono emarginate le persone scomode, dall’entusiasmo e dall’ottimismo. Nasce dalla capacità di sognare e di tradurre i sogni in realtà, dalla consapevolezza del valore della vita e del dolore della morte dalle speranze di milioni di uomini e donne, di ragazze e ragazzi, la maggioranza del nostro pianeta che si batte per un mondo migliore. Certamente non nasce dalla mente dei furbi ma dal cuore e dall’intelligenza delle persone oneste. La “Pace” non è un oggetto plasmabile, è un bene prezioso pulito e trasparente, parola chiara scritta nei testi fondanti delle Nazioni Unite (o di quel che ne rimane).
Stefano Rollero.

Allego con piacere una sola risposta fra le tante arrivate, quella del Movimento Pax Cristi (http://www.paxchristi.it/) molto attivo a promuovere la cultura della pace.

Credo sia importante sostenere il tuo impegno e chiederti di
continuare a non tacere... in ogni occasione opportuna e meno
opportuna...
Perchè quello che tu hai toccato è un nervo vitale della educazione
alla... guerra.
Sta prendendo piedi l'usanza di mettere alla rotonde stradali aerei da
guerra, soprattutto dove ci sono industrie belliche, per es. se non
sbaglio a Samarate ve c'è la ditta AGUSTA... e da una anno anche a
Cameri davanti all'aeroporto, dove verranno assemblati gle aerei F 35.
Se vuoi andare sul sito di Pax Christi trovi il documento firmato mons.
Charrier e mons. Valentinetti, su questo argomento. Poi c'è tutto il
problema Alenia. Poi c'è anche la proposta di legge per la
riconversione bellica in Piemonte, proprio il marzo ne abbiamo parlato,
anche con pax Christi, alla Regione Piemonte....
Dicevo che secondo me è una cultura che passa piano piano nel modo di
vivere: ad es. l'abbigliamento con i vestiti mimetici mostre, fiere,
vedi Brescia ma anche le fiere 'normali' L'ingresso dei militari che
fanno propaganda nelle scuole, la pubblicità dell'esercito anche su
...Topolino !
Tutto questo rende la guerra più normale, non così brutta, non
disumana, non una roba che ammazza la gente e fa scorrere il sangue...
che fa un po' impressione !! ma una cosa estetica, che adorna le
rotonde, un modo come un altro di vedere la vita.
Molto, Molto preoccupante.
Ma è ancora possibile pensare ad un mondo diverso, parlare di rapporti umani, dialogo, ascolto, nonviolenza, giustizia, serenità, speranza...? Oppure come credenti dobbiamo ridurci ad essere, sono parole di don Tonino Bello, “prigionieri del calcolo, vestali del buon senso, guardiani della prudenza, sacerdoti dell’equilibrio”?
Aiutateci, per usare le parole di Bonhoeffer, ad “osare la pace per fede!”

Per questo, caro Stefano, tieni duro e non lasciar passare in silenzio
certe scelte che sembrano, solo all'apparenza, innocue.
ciao d. renato sacco.

P.S. Nel 1945, quando mancavano tre mesi alla fine della seconda guerra mondiale, due mie zie: Rollero Teresa di anni 21 e Rollero Stefania di anni 18 vennero "centrate e disintegrate" da una bomba gancianta appositamente in strada dagli Anglo-americani mentre rientravano in bicicletta da Torino per raggiungere Caselle, nei pressi di Via Stradella. I loro nomi sono ricordati nel cippo della piazzetta comunale a perenne ricordo del sangue, sofferenza e lacrime della disumana guerra.

Web art site: http://www.artmajeur.com/catanquader

Appello al Ministro Di Pietro per il rifinanziamento della l. n. 13/89 (abbattimento delle barriere architettoniche), già nella prossima finanziaria!

http://www.antoniodipietro.com/2007/09/consiglio_dei_ministri_conti_p.html
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Gent.mo Ministro Di Pietro, seguo da molto il suo blog così come quello di Franca Rame, nel quale ho avuto modo di "interagire" con Lei, di conoscere la Sua grande sensibilità verso i problemi dei "più deboli". Ed in questi giorni, in cui si fa più forte e più aspro il dibattito sul welfare state, ho deciso di scriverLe, per la prima volta, per rivolgerLe un appello su una questione che interessa tantissimi cittadini italiani disabili e le loro famiglie: mi perdonerà se Le "giro" un sunto di alcuni post da me scritti sul blog di Franca. Spero che, dato che la questione è di competenza del suo ministero, Lei possa fare qualcosa in merito. Nel ringraziarla anticipatamente, Le porgo i più sinceri auguri di buon lavoro. BrunaC.
----Carissima Franca, pochi giorni fa c'è stato un incontro tra i rappresentanti istituzionali del Comune di ….,alcuni genitori (tra i quali anche il papà di M.) e il dirigente del settore Lavori Pubblici-Reg. Calabria.Si è avuta, in quella sede, la conferma di ciò che già temevamo (e sapevamo ufficiosamente) e cioè che alla Regione non hanno un centesimo per finanziare l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle case dei disabili.; stanno soltanto liquidando il pregresso, che risale al 2003, per gli anni successivi non c'è alcuna speranza!In Calabria (ma non solo) i diritti dei cittadini, soprattutto quelli più deboli, non sono altro che meri enunciati contenuti in leggi obsolete e inutili, in questo caso la l.n.13/89! Non ci resta altro che cominciare una grande battaglia, al fine di "costringere" il governo a stanziare i fondi per le barriere architettoniche! Inoltre, ti prego di intervenire in questo senso, nella tua qualità di componente della commissione lavori pubblici e della commissione per i diritti dell'infanzia. Il problema non riguarda solo M., ma partiamo da lei per riuscire a strappare qualcosa (i diritti devono essere sempre strappati a morsi...) per le migliaia di disabili di tutta la Calabria. Vedi anche la storia di T. che vive in un alloggio popolare e potendo spostarsi solo su una sedia a rotelle, avrebbe bisogno che venga installato un montascale (tre rampe di scale la costringono ad uscire portata giù a braccia dalla figlia 17enne e dalla mamma anziana!).T. ha ricevuto soltanto una visita dai tecnici dell'Aterp di…, per la formulazione di preventivi inviati, per il finanziamento, alla Reg. Calabria (ma non ci sono soldi!)Il papà di M. e T. mi hanno chiesto aiuto, io giro a te questo appello, affinchè si possano smuovere le istituzioni competenti e far attuare il diritto che (nonostante le varie segnalazioni e denunce sui quotidiani) a M, a T. e a tanti altri viene negato.Carissima Franca, aiutiamo i bimbi disabili, le loro famiglie e tutti i disabili che attendono da anni una risposta che non arriva! Un abbraccio affettuoso. Bruna

bisognerebbe che tutte le buone leggi italiane e ve ne sono molte , forse pure troppe, venissero sempre rifinanziate , è troppo facile farsi "belli " di fronte alla cittadinanza e all'EUROPA se poi rimangono vuote parole sulla carta,oltre la legge sulle barriere architettoniche che non viene più rifinanziata da molti anni e solo le Regioni più sensibili e ricche stanziano risorse vedi leggi

legge 104/92 LEGGE-QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE.

legge 162/98 assitenza disabili gravi e progetti di vita indipendente.

legge 328/2000 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali".
tutti fiori all'occhiello di un Paese che non ritiene ancora tutti i suoi cittadini con eguale diritti , ma da cui pretende egual doveri .
POVERA ITALIA

mammamarina
www.claudiabottigelli.it

Carissima mammamarina, non posso che essere pienamente d'accordo con te. Anche se in modo diverso, condividiamo lo stesso problema e la nostra vita è scandita dalle dolorose incertezze relative al futuro delle nostre amatissime figlie....Troppo spesso non ci dormo la notte!
Vorrei poter cambiare le cose, penso che un simile peso potrebbe, da un momento all'altro, schiacciarmi letteralmente! Poi guardo Emma e sento una rinnovata energia, torna la forza di lottare e di sperare...per un "dopo di noi" possibile..dignitoso...
Non solo barriere architettoniche, dunque, ma tutto ciò che riguarda la piena attuazione dei diritti di tutte le persone diversamente abili!
E però da qualche parte bisogna cominciare...
Il caro amico Luca Faccio sta portando avanti la sua battaglia per la mobilità dei disabili sui treni, etc...noi portiamo avanti altre battaglie e insieme, ne sono certa, prima o poi vinceremo!!!
Con immenso affetto, Bruna.
P.S. Un grande abbraccio a Claudia.

"Ho Ancora La Forza" di Francesco Guccini

Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ..."

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...

Cara Bruna, ti sono grato per avere postato questo bel pezzo di Guccini, un autore alle cui canzoni sono molto legato emotivamente. Le sue "poesie", insieme a quelle di De Andrè e agli spettacoli di Franca e Dario, hanno accompagnato le stagioni della mia vita a cominciare dall’adolescenza fino ad oggi.
Dalla ribellione espressa nel “L’avvelenata” o in “Eskimo “, fino al pensiero maturo di pezzi come “Ho ancora la forza”, “Cirano” , “Don Chisciotte”, passando per l’introspezione di “Radici”, “Bisanzio”, Amerigo (per citarne solo alcune), mi ha sempre affascinato la capacità di Guccini di comunicare le immagini sublimate dello svolgersi delle stagioni politiche e sociali dal ‘67 fino (quasi)ai giorni nostri, rispecchiandone pregi e difetti, speranze e disillusioni, i dubbi, le difficoltà, le passioni e le angoscie con - come dice di lui Umberto Eco - “coltissima spontaneità“.
Tanto ci sarebbe da dire ancora su Francesco Guccini, tanto da ricordare.
Mi piacerebbe, per la stima che ne ho, sentirlo più partecipativo nelle difficoltà del momento attuale.
Penso comunque, per fiducia, che “la sua parte ce la possa garantire".
Grazie ancora Bruna per la dedica, e un abbraccio.
A presto

TORINO 26 settembre 2007 ORE 9-13 presentazione del libro MIO FIGLIO HA LE ALI :

otto genitori di varie parti d’ITALIA :Piemonte, Lazio, Liguria , Lombardia si sono incontrati in internet e insieme hanno voluto invitare politici ,medici, insegnanti a rivalutare la loro visione della disabilità gravissima offrendo testimonianze , proposte , vissuto della loro quotidianità .

è un libro che ha l’ambizione di spiegare e far conoscere la nostra avventura di vita con i nostri figli disabili , infondere coraggio a chi la vive e far conoscere le esigenze e le aspettative delle famiglie

Cosa possono raccontare delle storie di quotidiana disabilità?

Dipende da cosa ci si aspetta di trovare.
Solo lacrime, disperazione o rassegnazione? No, non in questo libro.

Raccontano determinazione, rabbia, fede e forza indicibile;

raccontano i sorrisi di bambini che non sono sventure,
di madri non dipinte in nero, di papà a volte un pò strani ma tutti uniti da un unico "credo":
la diversità allontana solo al primo approccio.

Dopo subentra il desiderio di conoscere
- quello che ha permesso all'uomo di arrivare fin sulla Luna -
e a quel punto la disabilità affascina, seduce,
perchè si scoprono differenze, accanto a somiglianze,
in un miscuglio che si prova invano a separare
scoprendo poi, invece, che è perfetto così:
come una gemma incastonata in una roccia
che riluce il doppio proprio grazie al contrasto.

mammamarina
www.claudiabottigelli.it

Sigonella come Vicenza - 18-9-07

di Antonio Mazzeo - da Terrelibere.org

Nuova conferma ufficiale sulla destinazione a Sigonella dei famigerati velivoli senza pilota Global Hawk. Dal comando dell'aeronautica USA di Kaiserslauten (Germania), il colonnello Philip McDaniel annuncia la costituzione di uno squadrone nella base siciliana. 'Attendiamo solo il permesso del governo italiano. US Air Force conferma: 5 velivoli Global Hawk a Sigonella

Dopo una serie di documenti del Pentagono sul piano di costruzione di un megacomplesso per la manutenzione dei velivoli-spia Global Hawk presso la stazione aeronavale di Sigonella (Sicilia), rivelati da Terrelibere.org , giunge una conferma ufficiale direttamente dal comando dell'US Air Force di Kaiserslauten (Germania).

Rispondendo al giornalista Scott Schonauer del quotidiano delle forze armate USA "Stars and Stripes", il vicedirettore di US Air Force per la programmazione delle nuove infrastrutture, colonnello Philip McDaniel, conferma l'intenzione dell'Aeronautica di installare nella base di Sigonella "un piccolo squadrone di cinque velivoli senza pilota da riconoscimento Global Hawk".

"Gli aerei - ha aggiunto il generale Tom Hobbins, comandante di US Air Force in Europa - dovrebbero svolgere missioni identiche a quelle sino ad oggi effettuate dai velivoli U-2 che presto saranno ritirati dall'Europa".

Lo stesso Hobbins ha poi aggiunto che il comando europeo dell'Aeronautica USA "è in attesa dell'approvazione da parte del governo italiano dell'autorizzazione a stazionare gli aerei in Sicilia". Il generale non ha però dichiarato quanti saranno i militari che verranno assegnati a Sigonella per la gestione e la manutenzione dei Global Hawk.

L'intervista del comando USAF in Europa pubblicata su "Stars and Stripes" è recentissima (si tratta dell'edizione europea del 21 giugno scorso). Il generale Tom Hobbins ha preannunciato il taglio di 3.000-4.000 militari in forza presso le maggiori basi europee, anche se ha ammesso che verranno utilizzate piccole infrastrutture nell'est europeo e in Africa "per l'addestramento e la costruzione di migliori relazioni con i paesi più orientali e meridionali". L'Aeronautica USA ha inoltre intenzione di sostituire entro il 2009 i velivoli da trasporto C-130E Hercules operativi nel teatro europeo con i nuovi modelli "J". Tra i 12 e i 16 di questi nuovi aerei dovrebbero essere installati nelle basi del vecchio continente.

"Un consorzio dei paesi alleati NATO - ha concluso il generale Hobbins - intende acquistare i grandi aerei cargo C-17 Globemaster III che avranno base presso lo scalo aereo tedesco di Ramstein. I velivoli possono viaggiare per 2,400 miglia senza bisogno di rifornimenti e sono già stati utilizzati con successo per il rifornimento dei reaprti operativi in Afghanistan ed Iraq".

A pag 9 di Repubblica di oggi "NO AL VOLO DI STATO"
SEI GRANDE FRANCA SEI TUTTI NOI

ciao!!! sulla nostra Repubblica non c'è articolo volo. baci
fra