LA MIA LETTERA DI DIMISSIONI

guarda qui la pagina in uscita su Repubblica!! 

 

 

In verità basterebbero poche parole, prendendole a prestito da Leonardo Sciascia: «Non ho, lo riconosco, il dono dell’opportunità e della prudenza, ma si è come si è».
Il grande scrittore siciliano è, in effetti, persona che sento molto vicina, (eravamo cari amici) sia per il suo impegno culturale e sociale di tutta la vita, sia perché a sua volta, nel 1983, a fine legislatura decise di lasciare la Camera dei Deputati per tornare al suo lavoro di scrittore.
 
                 Le mie motivazioni, forse, non sono dissimili dalle sue. Del resto, io mi sono sentita “prestata” temporaneamente alla politica istituzionale, mentre l’intera mia vita ho inteso spenderla nella battaglia culturale e in quella sociale, nella politica fatta dai movimenti, da cittadina e da donna impegnata. E questo era ed è il mandato di cui mi sono sentita investita dagli elettori: portare un contributo, una voce, un’esperienza, che provenendo dalla società venisse ascoltata e magari a tratti recepita dalle istituzioni parlamentari.
Dopo 19 mesi debbo constatare, con rispetto, ma anche con qualche amarezza, che quelle istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato.
 
                 Nel marzo del 2006, l’Italia dei Valori mi propose di candidarmi come senatrice alle elezioni. Ho riflettuto per un mese prima di sciogliere la mia riserva, mossa da opposti sentimenti, ma alla fine ho maturato la convinzione che per contribuire a ridurre i danni prodotti al Paese dal governo retto da Silvio Berlusconi e dall’accentramento di poteri da lui rappresentato, ogni democratico dovesse impegnarsi in prima persona nell’attività politica.
Ho infine accettato, ringraziando l’On. Di Pietro per l’opportunità che mi aveva offerto, pensando, senza presunzione, che forse avrei potuto ricondurre alle urne, qualcuna o qualcuno dei molti sfiduciati dalla politica.
Ecco così che il 12 aprile 2006 mi sono ritrovata a far parte, alla mia giovane età (!!), del Senato della Repubblica carica d’entusiasmo, decisa a impegnarmi in un programma di rinnovamento e progresso civile, seguendo le proposte portate avanti durante la campagna elettorale dell’Unione, soprattutto quella di riuscire a porre fine all'enorme e assurdo spreco di denaro pubblico.
Ho così impegnato la mia indennità parlamentare per lavorare in questa direzione, anche organizzando (giugno 2006) un convegno con un gruppo di professionisti tra i più valenti, al fine di tracciare le linee di un progetto in grado di tagliare miliardi di euro di spese dello Stato nel settore dei consumi energetici, delle disfunzioni della macchina giudiziaria e dell'organizzazione dei servizi.
A questo convegno ho invitato Senatori della commissione ambiente e altri che ritenevo sensibili ai temi in discussione.
Non ne è venuto uno.
Ho inoltre presentato un disegno di legge (4 luglio 2006) con cui chiedevo che i funzionari pubblici, condannati penalmente, venissero immediatamente licenziati, trovando su questo terreno l’adesione di parlamentari impegnati nella stessa direzione, quali i Senatori Formisano, Giambrone, Caforio, D’Ambrosio, Casson, Bulgarelli, Villecco Calipari, Russo Spena e molti altri, compresi numerosi deputati.
E' nato così il progetto delle “10 leggi per cambiare l'Italia”.
Ho anche acquistato spazi su alcuni quotidiani e sul web, per comunicare i punti essenziali di questo progetto. Ma anche questa iniziativa non ha suscitato interesse nei dirigenti dei partiti del centro sinistra.
Nei quasi due anni trascorsi in Senato, ho presentato diverse interrogazioni.
Tutte rimaste senza risposta.
Ho presentato numerosi emendamenti, ma non sono stati quasi mai accolti.
Questa, per la verità, è la sorte che capita a quasi tutti i Senatori.
In seguito a una inchiesta da me condotta sul precariato in Parlamento, sei mesi fa mi sono impegnata nella stesura di un disegno di legge (presentato 18 luglio) in difesa dei diritti dei collaboratori dei parlamentari: illegalità, evasione contributiva e sfruttamento proprio all’interno della istituzione parlamentare!
Mi sono contemporaneamente impegnata su questioni drammatiche e impellenti, quali la necessità che il ministero della Difesa riconoscesse lo status di “vittime di guerra” ai reduci dei conflitti nei Balcani, Iraq e Afghanistan, avvelenati dai residui dell'esplosione dei proiettili all’uranio impoverito.
Quanti sono i militari deceduti? Mistero.
Quanti gli ammalati ignorati senza assistenza medica né sostegno economico? Mistero. Le cifre che si conoscono sono molto contraddittorie .
Quello che si sa con certezza è che ci sono famiglie che per curare il figlio si sono dissanguate e alla morte del congiunto non avevano nemmeno i mezzi per pagare la tomba. 
 
Anche per questa tragica campagna d’informazione ho acquistato spazi su quotidiani e web. Grazie ad alcuni media e a “Striscia la notizia” di Antonio Ricci, il problema è stato portato per quattro volte al grande pubblico: giovani reduci dei Balcani gravemente colpiti, raccontavano la tragedia che stavano vivendo. Dopo tanto insistere, finalmente il Ministro Parisi, se ne sta occupando: speriamo con qualche risultato concreto.
 
                 Posso dire serenamente di essermi, dall’inizio del mio mandato ad oggi, impegnata con serietà e certamente senza risparmiarmi.
Ma non posso fare a meno di dichiarare che questi 19 mesi passati in Senato sono stati i più duri e faticosi della mia vita.
 
                 A volte mi capita di pensare che una vena di follia serpeggi in quest’ambiente ovattato e impregnato di potere, di scontri e trame di dominio.
L'agenda dei leader politici è dettata dalla sete spasmodica di visibilità, conquistata gareggiando in polemiche esasperate e strumentali, risse furibonde, sia in Parlamento che in televisione e su i media. E spesso lo spettacolo a cui si assiste non “onora” gli “Onorevoli”.
In Senato, che ho soprannominato “il frigorifero dei sentimenti” non ho trovato senso d’amicizia. Si parla... sì, è vero... ma in superficie. Se non sei all’interno di un partito è assai difficile guadagnarsi la “confidenza”. A volte ho la sensazione che nessuno sappia niente di nessuno... O meglio, diciamo che io so pochissimo di tutti.
In Aula, quotidianamente, in entrambi gli schieramenti (meno a sinistra per via dei numeri risicati), vedi seggi vuoti con il duplicato della tessera da Senatore inserita nell’apposita fessura, con l’intestatario non presente: così risulti sul posto, anche se non voti e non ti vengono trattenuti 258 euro e 35 centesimi per la tua assenza, dando inoltre la possibilità ai “pianisti” di votare anche per te, falsando i risultati.
Questo comportamento in un Paese civile, dove le leggi vengono applicate e rispettate, si chiama “truffa”.
La vita del Senatore non è per niente comoda e facile per chi voglia partecipare seriamente ed attivamente ai lavori d’Aula.
Oltre l’Aula ci sono le commissioni. Ne ho seguite quattro: Infanzia, Uranio impoverito, Lavori pubblici e comunicazione, Vigilanza Rai.
A volte te ne capitano tre contemporaneamente e devi essere presente ad ognuna o perché è necessario il numero legale o perché si deve votare.
E’ la pazzia organizzata!
Se queste riunioni si facessero via web si ridurrebbero i tempi e si potrebbe arrivare velocemente alle conclusioni, ma l'era del computer non ha ancora toccato i vertici dello Stato!
E tutto questo attivismo produce un effetto paradossale: la lentezza.
Si va lenti… “lenti” in tutti i sensi.
Nel nostro Parlamento l'idea del tempo è quella che probabilmente hanno gli immortali: si ragiona in termini di ere geologiche, non certo sulla base della durata della vita umana e degli impellenti bisogni della gente.
 
                 Oltretutto mi sento complice di una indegnità democratica. Stiamo aspettando da 19 mesi, che vengano mantenute le promesse fatte in campagna elettorale. Non è stata ancora varata, ad esempio, la legge sul conflitto d'interessi, e ritengo questo ritardo gravissimo. Non è stata liberata la Rai dai partiti, non è stato fissato un antitrust sulle televisioni, mentre in compenso tutte le leggi del governo Berlusconi, assai criticate anche all’estero, sono in vigore, il falso in bilancio continua a essere depenalizzato, la ex Cirielli continua a falcidiare migliaia di processi. Contemporaneamente il governo ha bloccato il processo sul sequestro di Abu Omar sollevando due conflitti d’attribuzione davanti alla Corte costituzionale. E ha creato i presupposti perché al Pubblico Ministero Luigi De Magistris vengano tolte le indagini su politici di destra e di sinistra e il Giudice Clementina Forleo venga fatta passare per esaltata e bizzarra.
Nonostante gli impegni programmatici sulla legge Bossi-Fini e sui Centri di permanenza temporanea, che sarebbe più appropriato definire centri di detenzione, dove sono negati i diritti più elementari, non ci sono novità.
Ora stiamo aspettando anche in Senato il disegno di legge che vieta ai giornali di pubblicare le intercettazioni e gli atti d‘indagini giudiziarie, già votato alla Camera da 447 deputati, con soli 7 astenuti e nessun contrario.
Come andrà in Senato?
In tante occasioni ho fatto prevalere, sui miei orientamenti personali la lealtà al governo e allo schieramento in cui sono stata eletta, ma questa volta non potrei che votare contro.
 
                 Il Paese si trova in gran difficoltà economica: disoccupazione, precarietà, caro vita, caro affitti, caro tutto... pane compreso.
Che diredella lontananza sconvolgente che c’è tra il governo e i reali problemi della popolazione?
E che dire dei 1030 morti sul lavoro nel solo 2007 (cifra peraltro destinata a crescere con la stabilizzazione dei dati Inail) Ben venga il disegno di legge del ministro Damiano e il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.
Non è mai troppo tardi.
Solo un po’...
Che dire dell’indulto di “tre anni” approvato con una maggioranza di 2/3 del Senato, con l’appoggio di UDC, Forza Italia e AN?
Era certamente indispensabile alleggerire il disumano e incivile affollamento delle carceri, ma con un criterio che rispondesse davvero al problema nella sua essenza, con un progetto di riforma strutturale del sistema penitenziario, con il coinvolgimento delle innumerevoli associazioni del volontariato privato-sociale, che storicamente operano sul territorio nazionale e locale.
A migliaia si sono trovati per strada e molti senza un soldo né una casa, né tanto meno un lavoro. Dodici donne italiane e straniere furono dimesse dal carcere di Vigevano a notte fonda in piena e desolata campagna! 
La notte stessa e nei mesi a seguire, circa il 20% degli scarcerati è ritornata in cella. Sono anni che le carceri scoppiano... nessuno ha mai mosso un dito. Di colpo arriva l’indulto!
E’ difficile non sospettare che il vero obiettivo di questa legge proposta dal governo, fosse soprattutto quello di salvare, in fretta e furia, dalla galera importanti e noti personaggi incriminati, industriali e grandi finanzieri, e soprattutto politici di destra e qualcuno anche di sinistra...
Che dire dei deputati e senatori condannati e inquisiti che ogni giorno legiferano e votano come niente fosse? 
Che dire di una finanziaria insoddisfacente alla quale siamo stati obbligati a dare la fiducia, altrimenti non avrebbe avuto i voti per passare?
Che diredel consenso dato dal governo Prodi nel 2006 e riconfermato, “di persona” dal Presidente Napolitano a Bush nel 2007, per la costruzione della più grande base americana d’Europa a Vicenza?
Gli impegni presi da Berlusconi sono stati mantenuti.
I vicentini hanno diritto di manifestare in centinaia di migliaia, con la solidarietà di molti italiani, ma non di ottenere attenzione e rispetto delle proprie ragioni.
Che dire del costante ricatto, realizzato da questo o quel onorevole, di far cadere il governo per cercare di ottenere privilegi o cariche?
Quante volte, per non farlo cadere, ‘sto benedetto governo, ho dovuto subire il ricatto e votare contro la mia coscienza?
Troppe. Tanto da chiedermi spesso: “Cosa sono diventata? La vota rosso-vota verde?”
 
La prima volta che ho sentito forte la necessità di allontanarmi da questa politica svuotata di socialità, è stato proprio con il rifinanziamento delle missioni italiane “di pace” all’estero. Ero decisa a votare contro, ma per senso di responsabilità, e non mi è stato facile, mi sono dovuta ancora una volta piegare.
E non mi è piaciuto proprio. Credo che il mio malessere verso queste scelte sia ampiamente condiviso dai molti cittadini che hanno voluto questo governo, e giorno dopo giorno hanno sentito la delusione crescere, a seguito di decisioni sempre più distanti da loro, decisioniche li hanno alla fine, allontanati dalla politica.
 
                 In queste condizioni non mi sento di continuare a restare in Senato dando, con la mia presenza un sostegno a un governo che non ha soddisfatto le speranze mie e soprattutto quelle di tutti coloro che mi hanno voluta in Parlamento e votata.
La prego quindi signor Presidente di mettere all’ordine del giorno dell’Assemblea le mie irrevocabili dimissioni.
 
                 Non intendo abbandonare la politica, voglio tornare a farla per dire ciò che penso, senza ingessature e vincoli, senza dovermi preoccupare di maggioranze, governo e alchimie di potere in cui non mi riconosco.                               
Non ho mai pensato al mio contributo come fondamentale, pure ritengo che stare in Parlamento debba corrispondere non solo a un onore e a un privilegio ma soprattutto a un dovere di servizio, in base al quale ha senso esserci, se si contribuisce davvero a legiferare, a incidere e trasformare in meglio la realtà. Ciò, nel mio caso, non è successo, e non per mia volontà, né credo per mia insufficienza.
 
                 E’ stato un grande onore, per il rispetto che porto alle Istituzioni fondanti della nostra Repubblica, l’elezione a Senatrice, fatto per il quale ringrazio prima di tutto le donne e gli uomini che mi hanno votata, ma, proprio per non deludere le loro aspettative e tradire il mandato ricevuto, vorrei tornare a dire ciò che penso, essere irriverente col potere come lo sono sempre stata, senza dovermi mordere in continuazione la lingua, come mi è capitato troppo spesso in Senato.
 
                 Mi scuso per la lunga lettera, signor Presidente, ma sono stata “in silenzio” per ben 19 mesi! Roba da ammalarmi!
 
                 Prima di accomiatarmi non posso non ricordare quelle colleghe e colleghi di gran valore intellettuale e politico che ho avuto l’onore di conoscere. Tra questi una particolare gratitudine va ad Antonio Boccia, che fin dall’inizio mi ha tenuta sotto la sua ala protettrice con amichevole affetto, consigliandomi e rincuorandomi nei momenti difficili.
Un pensiero particolare al Ministro Di Pietro e i Senatori di Italia dei Valori e a chi ha dimostrato simpatia nei miei riguardi.
Rimane il rammarico di non aver potuto frequentare, se non rarissime volte, i colleghi oltre le mura del Senato. 
 
                 Infine un ringraziamento sentito alla Senatrice Binetti e al Senatore Tomassini che con grande umanità hanno superato le ideologie che ci dividono, per soccorrere uniti, un bimbo di 6 anni in grande difficoltà.
Augurandomi che Lei possa comprendere le mie motivazioni, desidero ringraziarLa per la gentilezza e disponibile accoglienza che mi ha accordato.
 
                 La saluto con stima sincera
  
                                                                                                                         Franca Rame
 

Gentile Presidente Marini,

con questa lettera Le presento le mie dimissioni irrevocabili dal Senato della Repubblica, che Lei autorevolmente rappresenta e presiede.

Una scelta sofferta, ma convinta, che mi ha provocato molta ansia e anche malessere fisico, rispetto la quale mi pare doveroso da parte mia riepilogare qui le ragioni.


Commenti

Gentile signora Rame,
la sua lettera a Marini presentata a tutta pagina su Repubblica Le fa onore, grande onore. Lo sforzo inane da Lei descritto per fare bene il suo compito di senatrice è commovente, gli atteggiamenti diametralmente opposti dei Suoi colleghi sono ributtanti, squallidi, vomitevoli.
La rabbia impotente che Lei prova verso la bestialità dei “pianisti”, o verso il muro di gomma contro cui si sono infrante tutte le Sue proposte politiche di senatrice che vuol svolgere il suo dovere, è la stessa rabbia che ho sentito io nel leggere la Sua lettera.
Una lettera intensa e sensibile, una lettera che fa entrare bruscamente in una realtà abietta, quella dell’Amministrazione politica italiana, che purtroppo è lo specchio della società, una realtà che è figlia del senso civico proprio del nostro popolo.

Sono molto scettico nei confronti del grado di civiltà degli Italiani, soprattutto se lo si misura in base al disinteresse totale mostrato nei confronti della “res publica”: la gente non ritiene importante le cose, pur di gravità titanica, di cui Lei parla né si indigna o si imbestialisce, come dovrebbe fare spontaneamente un cittadino.
Quel mondo da Lei descritto esiste perché la gente se ne infischia delle cose da Lei dette in quanto non ha la capacità di sentirle come problemi propri, non capisce che sono cose che vanno a loro detrimento. È come pretendere da una persona non innamorata di un’altra di provare amore: è fuori dalle sue capacità provare amore per essa, forse può amarne un’altra ma non la persona in questione.

Un esempio per spiegarmi meglio: sono di Napoli e da quand’ero bambino (25 anni fa) il problema immondizia a fasi alterne è sempre esistito: a mia memoria (già 10/15 anni prima della attuale fase “inceneritore di Acerra) il popolo napoletano non ha mai manifestato pubblico e massivo dissenso al problema, così come oggi non ci sono cortei sotto la Regione o proteste di massa di altro tipo. Da sempre i Napoletani mostrano assoluta mancanza di senso civico manifestata attraverso l’indifferenza: l’unico interesse è tenere puliti, e questo lo si fa personalmente ramazza alla mano, i 50 metri quadri davanti al proprio negozio di lusso della splendida via Chiaia o i 2 metri quadri davanti all’uscio del proprio basso.

Mi lasci concludere che quel mare inquinato che è la politica in Italia non merita i suoi sforzi per rimanere a galla.

Un abbraccio e grazie di essere come è.

Ha tutta la mia stima e riconoscenza!
Mi chiedo come si fa a combattere questo sistema? Credevo.. lo si potesse fare dall'interno...Invece anche questa Sua dura e faticosa esperienza mi dice il contrario...Che fare adesso?
Grazie cmq

paola bianchi

Cara Paola , che fare?
non mollare, innanzitutto, non abbassare la guardia.
Forse, aver portato Franca in Senato è già un piccolo passo del cambiamento, chene pensi?
redazione

Buona sera sig.ra Franca.

Sono dispiaciuto della sua iniziativa e sinceramente la capisco pure. perchè ora sono anche un po molto incavolato!

Certo la sua lettera di dimissioni è pubblicata su repubblica... probabilmente lei avrà anche pagato perchè ciò avvenisse.
Ma ha visto che per il resto non se ne sa nulla?
Io ho guardato alcuni tg quest'oggi. Nemmeno un accenno...

Addirittura neanche sul sito della repubblica c'è un link o un trafiletto, in merito alla sua decisione. Ho anche inviato una mail alla redazione, così... tanto per chiedere...

Purtroppo la mia rabbia è perchè ora tutti devono piangere le dimissioni di mastella. tutti devono far finta che in parlamento non ci sono parlamentari inquisiti, nemmeno quelli già passati in giudicato. Non bisogna mandare a casa Bassolino e nemmeno la iervolino, che benchè non abbiano governato bene... chissenefrega?

E lei cosa fa in questo momento così cruciale? dice al presidente del senato che lei se ne va perchè inascoltata ad esempio sull' iniziativa del "parlamento pulito"????
ora?
ma è fuori luogoooooooooo!

e quindi le motivazioni delle sue dimissioni (che veramente dovrebbero indignare) non hanno bisogno di essere prese in considerazione dall'opinione pubblica. quindi tutti tacceranno su questa sua lettera (denuncia).

per i prossimi giorni dovremmo subirci i piagnistèi della famiglia mastella, tutti i politici che si proteggono a vicenda.. ecc. ecc.

io intanto le mando un forte abbraccio.

sean.

Caro Sean,
grazie per la tua lettera!
una precisazione: il 28 dicembre è stato il tg uno a dare la notizia delle dimissioni, non appena Franca le ha annunciate a Radio24...Certamente, non se ne sentirà parlare: l'occhio del ciclone da oggi per il prossimo periodo sarà Ceppaloni...
a presto
Redazione

Leggo adesso le sue lettere di dimissioni...
Sono felice di essere stata rappresentata per due anni da una PERSONA saggia, colta, di spessore, ma soprattutto AL SERVIZIO della comunità. Se in parlamento ci fosse più gente con la sua stessa dilezione saremmo probabilmente un paese migliore.
Da un certo punto di vista sono felice che lei si sia dimessa, perchè è inutile essere in una coalizione votando contro coscienza per responsabilità. Credo si arrivi a un punto in cui la prima responsabilità è la fedeltà rispetto ai propri valori, e rispetto per i valori di chi vota con determinate richieste. Si arriva a un punto in cui se non ci si dimette si rischia di diventare quasi complici delle truffe e del non ascolto degli altri parlamentari.
Si consoli, ha fatto un lavoro così limpido che quasi nessuno le ha chiesto di rinunciare alle dimissioni, il che è un punto a favore dato come vanno i tempi.
Credo che fino a quando non faremo la rivoluzione, creando un movimento capace di avere peso in Parlamento, è meglio star fuori da quell'organizzazione strana, che QUASI UNANIME difende un ministro della Giustizia, la sua moglie e gli esponenti del suo partito accusati di concussione.
Sono giovane, e quindi sono felice di poter imparare da persone come lei, sagge, oneste e in buona fede.

Cara Sara,
un ringraziamento anche a te per il sostegno e le parole sincere!
redazione

Gentile Signora,
ho letto con attenzione e rispetto la Sua lettera di dimissioni da Senatrice della Repubblica, pubblicata oggi, 17 Gennaio 2008, sul quotidiano "La Repubblica".
Ritengo doverLe esprimere, quale privato cittadino, con una laurea in Ingegneria ed una vita lavorativa ormai alle spalle da oltre sei anni, i sensi della mia più profonda stima per le battaglie da tempo da Lei condotte, nonostante l'evidente amarezza che trapela dalle sue parole per il disgustoso spettacolo offerto dall'Aula, quel "frigorifero di sentimenti" incapace, se non superficialmente, di ascoltare chi interviene.
Nel leggere le Sue parole, dettate dalla schiettezza, oltretutto, di chi, abbandonando, lascia cadere qualsiasi remora, mi sento come cittadino ed elettore preso una volta di più in giro.
Preso in giro per quei seggi vuoti e "virtualmente" occupati, per i gettoni di presenza presi a sbafo, per la lentezza esasperante dei lavori che equivale, fuori tempo massimo, a non decidere nulla di cui il Paese ha realmente bisogno e, soprattutto, insultato e deriso per la presenza sfottente di parlamentari condannati ed inquisiti che in Aula sono e restano.
Compromessi e ricatti quotidiani sono l'unico cibo avvelenato dell'Aula da cui logicamente rifugge, prima o poi, chiunque desideri vivere, lavorare e combattere liberamente.
Resta la delusione per un'esperienza, come la Sua, che avrebbe potuto portare a seri risultati, se solo il sistema lo avesse permesso.
Resta peraltro la rara attestazione di un coraggio civile e politico che, mi auguro sinceramente, possa servire da esempio a quanti, con la Sua stessa onestà intellettuale, vogliano lavorare finalmente non solo per se stessi ma per il futuro del nostro Paese.

Caro Enr45,
grazie per le preziose parole scritte!
redazione

Gentile sig.ra Rame , ho sempre seguito da vicino il suo impegno politico , e mi sono sempre chiesto come faceva un'ottima persona come lei ad inserirsi nel palazzo della nostra (aihme'!!!) Casta Aristocratica ... La sua esperienza, qualora ce ne fosse stato bisogno di dimostrarlo , ci porta a considerare amaramente che siamo arrivati al capolinea avendo ormai una classe politica corrotta nell'animo prima che ancora nella azioni , una classe politica che ha come riferimento solo il mero esercizio del potere ed il suo mantenimento ad ogni costo . Questo ha fatto perdere al sistema politico il contatto con la realtà , con la vita di tutti i giorni , ed è proprio la loro cecità ed insensibilità riguardo i pressanti problemi del nostro Paese che più mi addolora ...Mi chiedo , come è mai possibile che una minoranza ( larga ma pur sempre minoranza ) riesca a tenere nell'immobilità piu' assoluta l'Italia intera ? Sono convinto cara Franca che tutti i cittadini dotati di senso civico e sensibilità debbano organizzarsi non per fare un'altro V-Day , ma per sostituire in toto questa marmaglia che non rappresenta ormai nulla se non loro stessi e le famiglie al loro seguito . Organizziamoci , e' dura ammetterlo , ma i partiti non sono piu' la base della democrazia , una nuova democrazia sana , l'alba di un nuovo Paese dovremo costruirlo con le nostre mani , facciamolo .
Spero che anche lei sia convinta di questo e penso che al giorno di oggi sia facile essere collegati , immagini quanta gente come lei e me in questo momento hanno gli stessi sentimenti ed anche la stessa rabbia e sgomento !!!
Rimbocchiamoci le maniche , si puo' fare !
Un saluto , con stima .
Mauro Catoni .

Caro Mauro,
sei davvero un ciclone di ottimismo! Che bello!
Ricominciamo a mettere socialità nella politica... a presto!
redazione

Gentile Franca Rame
apprezzo moltissimo la sua coerenza e il suo impegno, ahimè frustrati, resi vani da un sistema, ovvero da politici disgustosi.

Non mi dilungo oltre perchè ritengo che le parole non siano abbastanza per commentare un gesto così sinceramente sofferto e serio come nessun altro dimostra mai di nemmeno pensare.

Si sono sperticati le mani per applaudire le misere dimissioni del ministro Mastella, che, bontà sua, le ha infarcite di menzognere accuse e di compassionevole (indignitoso) vittimismo. Vedrà che le sue motivazioni non le leggeranno e, forse, la irrideranno pure, se non la biasimeranno anche.

Ma tant'è. Lei ha una dignità che altri non capiranno mai.

Auguri di un suo impegno avvenire degno di maggiori soddisfazioni e riconoscimenti.

Caro Alexiej,
ci sono stati anche i senatori che hanno condiviso le ragioni di Franca...
ben arrivato sul blog!
a presto
redazione

Stò leggendo, per la seconda volta, la lettera che hai mandato a Marini e che oggi è pubblicata da Repubblica. Quello che dici conferma ancora di più ciò che ritengo il sentire comune, la MAGGIORANZA della classe politica è una CASTA che si difende dal popolo con le leggi INFAMI PRO BERLUSCONI, con le PORCATE DI CALDEROLI etc., e si difende da chi, come te, tenta di modernizzare/adeguare al nuovo millennio il nostro paese non rispondendo( il non presentarsi della commissione ambiente ne è un chiaro esempio ma anche il non rispondere di Parisi,ricordo male ma una commissione con ACCAME aveva già trovato un nesso con l'uranio ed anche la GABANELLI di REPORT).
Ma non credo tu voglia da me/noi un'approvazione incondizionata di quello che vuoi fare( ti chiedo scusa per questo mio "tu", lo ritengo il più idoneo e diretto come se ci trovassimo di fronte in un pubblico dibattito)sull'onda di quanto esposto prima o un incitamento a rimanere e lottare( visto che in questi giorni sembra ci sia un'accelerazione sulla GENTILONI che i referendum hanno avuto 3 GRANDISSIMI SI' a cui, se non ricordo male, ai contribuito).
Forse c'è una TERZA VIA: battere i pugni sullo scranno fregandosene se il governo cade o no, avrai sicuramente ripreso a "STAR BENE CON TE STESSA", a me e penso a molti di noi stai dando una grandissima prova di coerenza

Caro Egidio,
temo che molta parte di questa tua "tabella di marcia" sarà condizionata dall'appoggio esterno e dalla volontà di Clemente Mastella!
a presto
redazione

Gentile Signora
la sua coerenza con ciò che ha sempre rappresentato la sua bellissima vita di donna sposa e madre è la prova che siete più forti di noi uomini! Non c'è ormai alcun margine scientifico o intellettuale che possa fare la nostra parte (di noi uomini forti). Siamo pronti a piegarci e troppo spesso scendiamo a compromessi per poi pentirci. Io ho realizzato molto poco nella mia assolata esistenza, ma sono fiero di averla divisa con una donna che si sarebbe comportata esattamente come lei; una donna che sta educando suo figlio nell'amore e nel rispetto del prossimo e nell'onestà come primo fondamento della propria vita. Anche lei nella sua vita (soprattutto quella professionale) ha subito prepotenze, e tanti pasticci che non voglio elencare, costringendola ad abbandonare in gran parte una carriera al servizio dei malati e della scienza. Grazie per quello che ha fatto (non solo oggi al Senato), grazie per tutto! Anche per come ci tiene bene il Maestro! Un caro saluto e tanta serenità.
Bebele Sotgiu

Bebele, grazie in particoarl modo per l'elogio alle donne!!
benvenuto tra gli amici del blog
Redazione
 

ho 70 anni e qualche volta ho avuto il piacere di stringerti la mano.
Oggi nel leggere la tua lettera di dimissioni mi sono commosso. Dentro c'erano tutte le cose in cui ho creduto e in cui ancora credo.
Grazie Franca per avermi fatto sentire mweno solo.
Ciao

grazie a te, e benvenuto tra gli amici del blog!
redazione

Cara Franca, non trovo giusto che a mettere in crisi il governo siano persone singole, ciò fa emergere una debolezza troppo forte del nostro sistema. Questo ovviamente è causa della legge elettorale sciocca di cui disponiamo, ma penso che le seppure giuste motivazioni di ogni singola persona dovrebbero fare un passo indietro davanti alla gestione di un paese. Le scelte di un partito intero o almeno di un gruppo di persone dovrebbero mettere in crisi un governo.
Ti incoraggio a proseguire le tue iniziative importanti all'interno di questo governo.
Cordialmente
Marcello

Caro Marcello,
grazie del sostegno. In questo momento non siamo in grado di capire se sono i singoli, o gruppi (o meglio gruppi di interessi) a far vacillare il governo...
Redazione

Cara Franca ti voglio , vi voglio far partecipi di una essesima bufala politica ai danni di chi si è speso da anni nell'assistenza al proprio figlio disabile pur continuando a lavorare per poter vivere , provare per credere.
il 1 febbraio 2007 eri presente anche tu nella sala Convegni alla Camera dei Deputati e hai offerto il tuo appoggio affinchè il prepensionamento diventasse realtà , anche il Ministro Ferrero durante il suo discorso sembrava partecipe e così tutti i politici che hanno partecipato, credevamo di aver raggiunto lo scopo ma, ma al momento della discussione in Commissione Lavoro le nostre proposte come Coordinamento sono state tutte stravolte da una necessità politica di imporre il proprio pensiero senza tener conto delle parole e dell'esperienza di chi vive da decenni la realtà USURANTE di assistenza al propro figlio , ancora una volta la politica ha cercato di schiacciare il pensiero del popolo;da quel momento dopo aver dichiarato tutta la nostra contrarietà al testo proposto e successivamente presentato per la discussione abbiamo smesso di collaborare; ora ci giunge da una figura politica il rimprovero di aver con il nostro comportamento perso il treno della Finanziaria ; queste le esatte parole :
Il testo emerso dai lavori della Commissione non risponderà pienamente a tutte le aspettative e a tutte le esigenze. Il fatto stesso di aver definito e riconosciuto il problema del lavoro di cura vissuto in pesanti condizioni, è stato comunque, secondo la mia opinione, un primo passo fondamentale, sul quale si poteva continuare a lavorare.
Nel passaggio del provvedimento alla Commissione Bilancio, il Governo ha chiesto di verificare le coperture finanziarie. In quella fase ci sarebbe stato bisogno dell’unità e dell’impegno delle famiglie a sostegno del nuovo testo affinché non si bloccasse l’iter predisposto. Questo impegno non c’è stato. La causa di questo mancato impegno sta nella valutazione negativa che i rappresentanti del Coordinamento hanno espresso sul testo approvato dalla Commissione Lavoro. Così abbiamo perso il treno della Finanziaria..

questa è stata la mia risposta a queste accuse:

Ho ricevuto la mail in riferimento al mancato appoggio del Coordinamento al testo emerso dai lavori della COMMISSIONE:
che anche se non rispondeva pienamente a tutte le aspettative e a tutte le esigenze( quali?) ci sarebbe stato bisogno dell’unità e dell’impegno delle famiglie a sostegno del nuovo testo affinché non si bloccasse l’iter predisposto.

Ma si sarebbe continuato in tal caso a legiferare in maniera errata su un argomento sconosciuto in Parmamento : la disabilità !

alle giuste e pertinenti obiezioni di chi mi ha preceduto aggiungo la mia riferita a un unico breve passaggio :

valutare l'opportunità di estendere gradualmente le necessarie iniziative volte ad attribuire a coloro che accudiscono un familiare convivente al quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari 100 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, le disposizioni relative al lavoro usurante concedendo tutti i benefici pensionistici che si traducono nella riduzione dell'età anagrafica e di contribuzione.

Appoggiando quel testo si sarebbe nuovamente caduti nella solita trappola burocratica :tutto a tutti! Che avrebbe fatto lievitare enormemente il costo del beneficio.NON SI Può EQUIPARARE L’ASSISTENZA DEDICATA PER 30-40 ANNI A UN FIGLIO CON QUELLA DEDICATA A UN GENITORE IN TARDA Età , BENEFICIO DI CUI SI SAREBBERO POTUTI APPROFITTARE MOLTI FIGLI CON GENITORI ANZIANI , FATTA LA LEGGE , TROVATO L’ÌNGANNO .

Già con i permessi e con le indennità d’accompagnamento si è assistito e si assiste a un completo stravolgimento della legge 104/92, nata come un supporto alla disabilità , non come un supporto alla disabilità dovuta all’età anagrafica .e se mi permetti la differenza è notevole , così come gli abusi , mai senti parlare di nipoti che prendono permessi per parenti distanti anche di chilometri o che non vedono mai? e di indennità d’ accompagnamento riconosciute a persone anziane con proprietà varie a cui non servirebbero certo 450 euro in più per vivere.

Volevamo una legge per il prepensionamento che fosse giusta e dedicata solo a chi veramente fosse usurato e chi più di un genitore che vive tutte gli impegni di ogni essere umano più quelli legati alla disabilità?. Una legge che finalmente facesse capire come e quanto le nostre famiglie hanno necessità d’attenzione per poter FARE QUELLO CHE TUTTE LE ALTRE FAMIGLIE DANNO PER SCONTATO e che invece a noi è negato se non con enorme ulteriore impegno da parte nostra.

sarebbero molte altre le cose da dire , ma mi fermo quà, ho forse già scritto troppo , ma sono così stanca di lezioni da chi non sa cosa voglia dire vivere la disabilità di un figlio.

giusto per chiarezza:: non posso accedere al prepensionamento in quanto ho deciso 35 anni fa di scegliere la vita di mia figlia all’impegno lavorativo penalizzando di molto l’economia della mia famiglia, A CUI NESSUN PARLAMENTARE è INTERESSATO. per cui sono libera da ogni aspettativa inerente la legge .

Marina Cometto comitato per prepensionamento PIEMONTE

ps. perdonatemi lo sfogo!

mammamarina
www.claudiabottigelli.it

Cara Marina,
quale commissione lavoro? Camera o Senato?
senatiamoci, magari si può ancora intervenire....
bacioni
redazione

ti ho inviata la documentazione del Coordinamento alla tua mail in senato , credo che ormai non si possa fare più nulla e quando e se verrà approvata una legge in tal senso sarà l'ennesima legge burla per molte famiglie venduta come opportunità che servirà a pochi che ne hanno veramente bisogno ma a molti che ne approfitteranno. un altro flop politico , con affetto , marina

mammamarina
www.claudiabottigelli.it

Gentilissima Franca Rame, abbiamo bisogno di persone oneste come Lei, anche per controllare che i soliti furbi non approfittino del potere che hanno. Anche quel poco che le hanno fatto fare è servito per sbeffeggiare i personaggi che promettono e non mantengono. La prego di pensare, come a fatto, a chi in Lei a visto giusto nel darle fiducia. Se Lei lascia vuol dire che hanno vinto loro. Non diamogli questa gioia. Lei deve lottare per noi. Deve raccontare le malefatte di questi personaggi arrivati al governo per difendere i loro interessi. Quello che ha fatto basta per rinnovarLe la fiducia che abbiamo affidato alla sua onestà morale e intellettuale. Non si arrenda e combatta per noi, che noi siamo con Lei. Cordialmente Sandro.

Caro Sadro,
come scrivevo all'amico qui sopra, non tutto è perduto...
Grazie per l'affetto e il sostegno!
redazione

CARA SEN.. FRANCA RAME E MARITO

PER NOI POVERI MORTALI E INDIFESI....CHE OGNI GIORNO SVOLGIAMO IL NOSTRO ONESTO LAVORO, LA TUA DIMISSIONE RAPPRESENTA LA PERDITA DI OGNI SPERANZA.

SENZA NESSUN IMPEGNO, SPERO CHE PUOI ASCOLTARE QUESTO GRIDO A NOME DI TUTTI I SICILIANI ONESTI.

LA TUA DIMISSIONE, MOTIVATA, NON FA ALTRO CHE AIUTARE SEMPRE PIU' LA CASTA...INDIFFERENTE CHE OGNI GIORNO SCHIACCIA INESORABILMENTE TUTTI.....
AVREI PREFERITO UNA TUA PRESENZA IN PARLAMENTO
IMBAVAGLIATA IN SEGNO DI PROTESTA...

COSI' MI SPIACE MA HAI FATTO IL LORO GIUOCO. RIPENSACI, RIPENSACI, PER FAR RESTARE IN NOI UNA PICCOLA SPERANZA.

LE COSE SI MODIFICAMO DALL'INTERNO DEI PALAZZI...
ERI RIUSCITA AD ENTRARE E TI SEI ARRESA....RIPENSACI. FAI DIMETTERE LORO E NON TU

TUTTO SI PUO' COMPRARE....
TRANNE LA DIGNITA', L' ONESTA' E L'ETICA, SEGNI PRESENTI NELLA TUA VITA E DI TUO MARITO.

CON STIMA E SPERANZA IN UN TUO RIPENSAMENTO

DR. CARLO CITTADINO
N.Q. DI PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO WWW.KATANECONOMIE.IT
DI CATANIA
338.3397900
E RESPONSABILE DEL CENTRO STUDI " LUIGI STURZO " DI CATANIA

Caro Carlo,
non tutto è perduto! Le dimissioni di Franca devono essere approvate, con votazione segreta. Ci sarà la maggioranza dei senatori ad accettarle?
redazione
 

Condivido tutto, dalla prima all'ultima parola. Chapeau! Un discorso da incorniciare! E, quasi quasi, da mettere a fianco a discorsi di Martin Luther King e di Kennedy! Grazie di esistere!

Vincenzo, GRAZIE!!
sei davvero gentilissimo! Speriamo, al di là delle parole, che qualcosa cambi nelle pratiche di questo governo....
A presto!
redazione

Cara Franca, la tua lettera, oltre a essere l’atto di coscienza civile, di opportuno ed esemplare coraggio della persona di incontestabile intelligenza, cultura, sensibilità e limpidezza che sei, è anche un piccolo - grande capolavoro di interpretazione del sentimento della parte “pulita” del Paese.
Il garbo e l’eleganza di quella lettera non sminuiscono la forza e l’efficacia della critica impietosa di un malfunzionamento che i cittadini vivono in prima persona, tutti i giorni, sulla loro pelle. E senza sconti per nessuno che sia meno che onesto.
Senza ipocrisie e senza facili populismi racconti un clima dove gli interessi dei governanti confliggono sistematicamente coi principi (che dovrebbero essere riferimenti primari di ogni buon governo) di bene comune e di interesse pubblico. In questo clima il berlusconismo si è affermato e in queste acque nuota e prospera tutt'ora come un pesce nella sua acqua. Col supporto irrinunciabile dell’informazione.
Non a caso hai dovuto, per portare a conoscenza delle motivazioni delle tue dimissioni quei cittadini che non usano internet, acquistare una pagina di un quotidiano di diffusione nazionale. Questo la dice lunga sul coinvolgimento dei media in questa “indegnità democratica” che stiamo vivendo oggi in Italia.
In un Paese normale quella lettera sarebbe all’attenzione dei giornali e delle televisioni pubbliche e commerciali, e i problemi che indica con tanta chiarezza e tanta puntualità sarebbero motivo di dibattito nelle trasmissioni di approfondimento e nei salotti tv, a cominciare da quello "istituzionale" di Vespa. Invece TUTTI tacciono; i più generosi qualche cenno alle dimissioni e due righe pescate a proprio uso. Bizzarria italiana. O dramma.
Dobbiamo pur meritarci il 64° posto nella classifica mondiale della libertà di informazione, capisco.
Capisco, ma proprio per questo mi indigno, al massimo grado e sento ormai come insopportabili le censure e i silenzi; è intollerabile vedere notiziari e trasmissioni occupate in una costante manipolazione delle notizie e in un’opera massiccia di distrazione di massa.
“Al Papa è stato impedito di parlare” Vespa nello speciale Porta a Porta ha aperto, condotto e chiuso la trasmissione con quella affermazione paradossale. Come dire che Berlusconi non ha visibilità. Un ossimoro dei tempi oscuri che viviamo con qualche doverosa preoccupazione.
Cara Franca, la tua lettera ha il grandissimo merito di permettere ancora di sperare; dando voce (pur nella difficoltà di farla sentire), alla coscienza civile e onesta, lavoratrice e dignitosa della società italiana, hai mostrato che c’è la possibilità di non accettare supinamente un perverso gioco di potere che sta creando sempre maggior disagio - dove non disperazione e tragedia - in sempre più larghi strati della popolazione.
Hai dato un imput politico e culturale importantissimo e prezioso, confido che sarà colto in tutta la sua prospettiva di risanamento etico e civile.
La mia stima e ammirazione per te sono sempre crescenti. (Dove arriveranno?)

A presto. Ti abbraccio forte, con affetto e gratitudine.
C.

Caro Gargantua, fino a qualche settimana fa esortavi Franca Rame a non dimettersi. Sono convinto che questo tuo cambio di opinione sia sincero e non legato soltanto all'esigenza di 'accarezzarla' psicologicamente. Ti confesso, però, che a leggere i tuoi post passati sull'argomento qualche dubbio mi viene, ma questo non è importante; l'importante è che tu sia a posto con la tua coscienza e che, se anche lo fai per 'accarezzarla' psicologicamente, lo faccia solo per il suo conforto e non per interesse personale.
Io spero comunque che Franca Rame accolga l'invito di Di Pietro a revocare le sue dimissioni (come vedi anche io ho cambiato opinione, ma in senso contrario a quella della senatrice).

GRAZIEEEEE!!!!!
bacioni
redazione

....quando cullo mio figlio fra le braccia, cercando di conciliare il suo sonno, quando come una spettatrice osservo mia figlia impegnata nei compiti scolastici, ripenso a me bambina, adolescente e donna piena di sogni ed entusiasmi e tanti progetti da portare avanti.
Io però oggi non so se ho gli strumenti validi per invitare i miei figli a sognare, a lottare per rincorrere i loro sogni....non voglio vendere loro l'immagine di un paese che non esiste, non voglio leggere loro un libro dei sogni impossibili, non vorrei per loro, Franca, la stessa nostra amarezza del risveglio dopo le illusioni della primavera 2006.

Sono ancora giovane, 38 anni....ma, emarginata come sono da questa società per colpa del mio essere donna e madre, sto perdendo la voglia di lottare. Aiutami se puoi..... grazie.

Cara Mery,
come sono amare e condivisibili le tue parole! Un primo aiuto è quello di esprimere tutta la solidarietà e i migliori ausipici da parte di Franca, la redazione e gli amici del blog!
a presto
redazione

Gentilissima Franca Rame, ho letto con rammarico la Sua lettera di dimissioni sul quotidiano La Repubblica. Capisco perfettamente le Sue ragioni e soprattutto la delusione e la rabbia di ritrovarsi con le mani legate nonostante abbia lavorato per ottenere l'ingresso in Parlamento con l'intento di FARE cose buone per il Paese. Ma se gli uomini di valore come Lei buttano la spugna, chi rimane a lottare per i nostri diritti? Purtroppo il nostro Parlamento, il ns sistema è composto per buona parte da "BRAVI ORATORI" anzichè "INDEFESSI LAVORATORI". A tutt'oggi non ho sentito nessun notiziario parlare delle Sue dimissioni... L'informazione televisiva, che raggiunge milioni di italiani, ormai fa davvero pena. Desista dalla sua rinuncia. Aiuti questi pochi italiani che nutrono ancora qualche speranza di cambiamento a muoversi per cominciare a gridare i propri diritti, a lottare per il sogno di tutti: un' Italia più pulita. A sua disposizione per ogni iniziativa.

Cara Livia,
la notizia della dimissioni è stata data dal TG1 il 28 dicembre, quanto Franca lo dichiarò a radio24.
un grandissimo "grazie" da parte di Franca per le parole di sostegno !
rimani con noi in questo blog, a presto!
redazione

Ogni tanto, quanno svolazzo de' giorno pe' li' vicoli, m'aritrovo puro 'n mezzo a quarche funerale.
Ce' lli' giovine vedova che se strugge e se dispera dar dolore e ce' la vecchietta che 'nvece manco na' lacrima je scenne dar viso.
Così, 'n ber giorno, m'avvicinai a na' vecchietta novizia vedovella e je feci "Ma perché voi, ar contrario de na' giovine, 'n piagnete er caro estinto?".
"Vedi gufè?" - m'arispose la vecchietta - "Quanno arivi al'età mia, le lacrime l'hai finite tutte e 'n t'esce più gnente dall'occhi. Ma dentro er core, la disperazione te se magna tutto. Vedi? A' sòra Marisa ancora piagne er maritino suo, che n'ereno manco du' mesi che s'ereno sposati. Io dopo na' vita passata ar fianco de mi' marito, tengo la speranza che fra breve puro io vado li' ando' sta' lui e riesco artrovallo pe' dije che ancora l'amo e che er core mio è sempre stato er suo."
Aripresi er volo mio, giuranno a me stesso che mai più avrei fatto domanne a le' vedove vecchie.
Però vedo l'istesse espressioni sulle facce dell'omo: se ricorda li' sogni e li' penzieri che c'aveva quanno annava a mori' pe' da' la liberta'.
Oggi, dall'arto de sto ramo, assisto 'mpotente ar funerale de' sta' Vecchia Signora chiamata Italia.

caro Gufo, perchè non scendere dal ramo e provare a sollevare le sorti della "vecchietta"? E' acciaccata, ma gli occhi sono ancora vispi!
a presto!
redazione

Cara Amica de viaggio,
io puro, quann'ero 'n forma, me so' dato da' fa' pe' 'n trovamme a vede sto fattaccio, ma l'anni passano puro pe' me' e, come l'artri, puro io me so' trovato de fronte a na' verita' certa: arivati a na' cert'eta', er caporale te dice che 'n servi più e te manna sur ramo.
Così puro io, come tanti omini der monno vostro, so' stato parcheggiato sur ramo, ma 'n me so' rassegnato.
Sei caduta tu che sei granne e famosa da quer posto, penza come posso cade' io che 'n so' nissuno e 'n vargo 'n cazzo, seconno la legge dell'omo.
Solleva' le sorti de sta' Vecchia Signora ancora ce se la' po' fa', ma serveno tutti li pennuti e puro tutti l'omini de' bona volonta'.
De contro, pe' ogni omo de bona volonta', ce so' tre fregnoni che fanno strada: come se po' fa' p'evita' sta' storia?
Tocca fa' cresce prima l'omo er pennuto, pe' ariva' ar trapasso der fregnacciaro.
Vedi dorce Amica?
La prima vorta che me capito' de scenne dar ramo, dovetti scappa' subbito perché 'n'ometto furbo che m'aveva visto scenne, me voleva prenne pe' metteme imbarsamato su la mensola der salotto suo.
M'aricordo che pe' la fretta de sali' sur ramo, presi 'n pieno 'n rudere che me stava dietro le spalle: che botta!!!!!
Tutte le penne sparze pe' tera... che te lo dico a fa?
Da quer momento capii che forse era meijo fa cresce er penziero e poi passa' a li' fatti; è 'n po' come stai a fa' tu co' ste paggine.
Qui scrivi er penziero tuo, metti ar corente l'omo de quer che vòi fa' cercanno de capi' s'è giusto o sbajiato, ma soprattutto se lo capischeno.
Questo faccio puro io: svolazzo pe' li vicoli de' sta citta' mia, cercanno de parla' all'omo.
Putroppo ce stanno ancora troppi ciechi e troppe maschere 'n giro.
Er governo de sti giorni 'n'è la prova certa.
'N ce credi?
Te dico na' cosa.
Da quanno er popolo ha scerto da chi fasselo mette ner di dietro, se vedeno sempre più faccie sconcertanti ner panorama politico de sta Repubblica, puro se assomijia più a na' Repubblica de' Banane.
M'aricordo che quanno dietro li banchi der Parlamento se misero seduti granni culi chiacchierati come quelli de granni attrici der sesso, tutti rimasero scannalizzati e offesi da cotanto affronto a la morale pubblica.
Li preti scesero dar cuppolone e, co' ancora li calli su le mani pe le pippe che se staveno facenno, lanciaveno anatemi a la popolazione che votava comunista, ma puro verso quelli che der sesso s'ereno fatti er senzo de' la vita loro.
Li politici diceveno che n'era serietà quella de mette a quei posti gentaccia der genere.
Mo, che dietro li banchi ce sta' puro er travestito pe' eccellenza, tutti stanno zitti.
Li preti che ancora te dicheno ch'è peccato, ce magneno 'nsieme.
Ma che fosse questo a vera faccia de chi comanna?
Vedi l'ipocrisia dell'omo?
Vedi l'ipocrisia der politico?
Vedi l'ipocrisia der monno?

Io ce sto' a cerca' de fa' quarcosa pe' risolleva' le sorti de sta Vecchia Signora chiamata Italia... armeno ce provo, da pennuto, ma ce provo.
Puro se co' sti scritti mia me cacceno via da ogni parte.
Chi co' na' scopa dannomela su' la groppa e chi prennennome a carci o tirannome li sassi, quanno l'omo capisce che er pennuto che tanto je piaceva sa' parla', prima o poi me caccia sempre via.

Pijo le scarpate ma su sto ramo a di la mia ce resto: ce poi conta'!

cara franca
credo che le cose vadano sempre peggio perchè è proprio su questo che quei parassiti di politici (TUTTI INDISTINTAMENTE)contano: le dimissioni o l'arrendersi delle persone che VOGLIONO cambiare lo stato delle cose.
Riprendiamoci l'Italia franca,perchè il popolo sta soffrendo,e non solo per modo di dire.Alle prossime elezioni bisogna chiamare la gente alle urne,bisogna trovare una persona carismatica che trascini le folle.BISOGNA VOTARE PER CAMBIARE LE COSE che ci piaccia o no è questo lo strumento.Il voto deve essere un plebiscito xchè in questo paese solo tagliando le gambe a coloro che vegetano sugli scranni di camera e senato si risorge.
Spero non accettino le tue dimissioni
mercedes

Cara Mercedes,
la situazione politica che descrivi si è avviluppata talmente tanto su sè stessa che molto probabilmente questa settimana imploderà...
Domani è previsto un intervento di Prodi alla Camera, dove si dovrebbe approvare la relazione sulla giustizia fatta da Mastella, mercoledì qui al Senato ci sarà la mozione di sfiducia contro Pecoraro Scanio, e se fossimo arrivati fino a giovedì senza perdere pezzi, verrà Prodi al Senato, con la relazione sulla giustizia...
CHE SETTIMANA!
redazione

ho letto con rammarico delle sue dimissioni, le cui ragioni perfettamente comprendo. non ha tutti è dato il dono dello scrivere e di certo non a me, ma vorrei fosse chiaro che altre dimissioni sarebbero state gradite, anche per riportare il "senatus" a quello che secondo me dovrebbe essere: una camera alta capace di rappresentare non gli schieramenti ma gli obiettivi morali, etici e culturali di un paese. persone come lei e suo marito, persone che si sono imposte per la loro rettitudine morale, per la capacità di indicare un obiettivo diverso da quello di accumulare denaro.
perchè non create attorno a voi un nucleo "etico" capace di portare avanti un pensiero ateo, antimilitarista, solidale, capace di volgere le spalle ad un papa e ad un presidente degli stati uniti (i peggiori di questi ultimi 50 anni)?
con una piattaforma semplice, anche con qualche rinucia a favore di una ampia condivisione di obiettivi, per combattere questa triarchia malaffare, economia, politica che sta massacrando il nostro paese complice la tv-bromuro? non possiamo dare alle prossime generazioni un paese in cui la cultura, la bellezza, l'arte, l'uomo ispirino ed esaltino ogni nostro agire? la Menchù diceva che per altro siamo fatti che per vendere e comprare.
hanno smantellato l'università, impoverito la scuola dell'obbligo, imbavagliato l'informazione. il denaro è diventato l'unico facile obiettivo. come mai la diversità ci separa e ci disperde di fronte al manipolo compatto di chi, usando la democrazia come grimaldello, ha occupato le stanze dei bottoni? il governo di tutti non deve diventare il governo dei pochi più abili a manipolare i tanti, innescando una lotta al ribasso per intercettare la parte più bassa ed ampia della nostra società. chi, come noi, ha avuto la fortuna di nascere e vivere in momenti diversi ha l'obbligo morale di indicare una via diversa.
la ringrazio per quanto ha fatto e per quanto, spero, continuerà a fare. mi permetta di offrirle, invece di un fiore, una poesia di Alda Merini che vale più di un manifesto politico.
con tutta la mia stima e simpatia
rd

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Caro Ruggero,
grazie per la tua bella lettera, e ben arrivato tra gli amici del blog! quanto sarebbe bello che il nucleo "etico" capace di portare avanti un pensiero ateo, antimilitarista, solidale, capace di volgere le spalle ad un papa e ad un presidente degli stati uniti (i peggiori di questi ultimi 50 anni), con una piattaforma semplice, anche con qualche rinucia a favore di una ampia condivisione di obiettivi, per combattere questa triarchia malaffare, economia, politica che sta massacrando il nostro paese complice la tv-bromuro"  abitasse questo Parlamento?
a presto
redazione

Anch'io ti mando un fiore con i colori di Alda M.
una rosa detta presenza-
la tua Franca ! Che deve esserci ora e sempre.
grazie Franca.
laura

vorrei ringraziare Franca Rame per il messaggio sincero e moralmente alto che ha accompagnato le sue dimissioni. Parole pesanti come pietre e pensieri strazianti, se si pensa che sono il commiato ad un governo di centro sinistra, in cui avevamo sperato in tanti...convinti che esistesse una "parte" migliore.
Per quanto mi riguarda, ho chiuso col sindacato (dopo 30 anni)e se dovessi votare domani,non sarei in grado di farlo serenamente e con la speranza sana che mi ha sempre accompagnata.E'proprio un momento buio......
Grazie, comunque,per essere stata al servizio di questo scalcinato paese e per averci provato. Rosa

Carissima Signora Rame
Ho letto la sua lettera ieri su Repubblica, volevo solo ringraziarla. Solamente ringraziarla.

Mario Scippa

Cara Franca,
ho letto la tua lettera di dimissioni ieri su Repubblica.
Grazie per la coerenza, la lealtà che da sempre dimostri.
Grazie per la verità con cui tenti di custodire tante battaglie fatte. E come dice il grande Leonardo Sciascia " Non ho, lo riconosco, il dono dell'opportunità e della prudenza, ma si è come si è."
Grazie per essere semplicemente Franca Rame.

Dale Zaccaria

La precisa e documentata denuncia di Franca Rame coinvolge gravi inadempienze del governo e vere e proprie illegalità nel funzonamento del Senato. Prodi non può fare finta di niente e declassare il fatto a una privata vicenda di dimissioni che, c'è da prevedrlo, saranno nobilmente respinte. Ma Franca non è persona da stare al gioco.
I rilievi di Franca Rame riguardano fatti di vitale importanza per un governo che si era impegnato per sostanziali mutamenti anche di rilevanza morale. E' necessario discutere. Si è fatto tanto chiasso e si sono dette tante stupidaggini sul mancato confronto con il Papa: egli ammaestra quotidianamente fedeli e non fedeli ma non conosce neppure lontanamento la discussione (che implica dubbi, ricerca, disposizione a modifcare il proprio punto di vista ecc.) Invece è grave negare la discussione dove è possibile e necessaria per combattere tra l'altro quella montagna di privilegi che è uno stato permante di illegalità e di conflitti di interessi.
Franca Rame si occupa non tanto del malfunzionamento del Senato ma della incapacità del governo di avviare qualche significativo mutamento strutturale. Il problema centrale è la stanca, priva di invenzione politica del governo.
Non so se Franca Rame debba restare o no, ma quello che so è che la situazione presente nel Parlamento e nel governo non consente di fare niente di utile nell'isolamento in cui dall'interno del Senato si trova ad operare per finalità di reale rinnovamento.
Grazie a Franca. Le sue parolevalgano come vigorosa sollecitazione a Prodi e ai suoi ministri perchè diano segni di fare quello che dicono: lavoriamo per voi, combattiamo i privilegi, ascoltiamo gli elettori, riduciamo la spesa pubblica.....
Francesco De Bartolomeis

Ho letto con attenzione ed ammirazione questa lettera. E' la testimonianza più vivida della disastrosa situazione in cui versa il nostro mondo politico. Vorrei cogliere l'occasione per esprimere una mia idea sul da farsi. Prima delle elezioni del 2006 ho espresso l'opinione (nei vari dibattiti ai quali ho avuto modo di partecipare) che si dovesse giungere prima del voto alla costituzione di due partiti uno di ispirazione rifornista ed uno di orientamento socialista/ecologista. Questi due partitui avrebbero dovuto avviare una campagna di apertura alla società civile ed ai movimenti ed arrivare ad una coalizione elettorale intorno ad un programma scarno, semplice ma realistico tralasciando il libro dei sogni che tale sarebbe rimasto. Come sono andate le cose lo si è visto. Adesso sono arrivato alla conclusione che la snistra in una qualsivoglia coalizione si scontrerebbe contro ostacoli insormontabili. Per dirla brevemente per ottenere le briciole che ha ottenuto da Prodi avremmo anche potuto stare all'opposizione. La proposta, drastica no n affatto provocatoria, è questa: alle prossime elezioni facciamo candidare solo il PD, fuori tutti gli altri. Si torni, TUTTI, a are politica tra la gente, nel solco di ciò che lei ha delineato come suo percorso personale nella presente missiva. Si presenti al PD dei punti, pochi ma irrinunciabili, senza la realizzazione dei quali nessua appoggio lobbistico sarebbe possibile e si rimanga lontani dalle pastoie della politica politicante. Si dica una volta per tutte che "COSi' NON TUTTI FANNO", ma per la miseria lo si dica senza se e senza ma. Cordialmente e con infinita stima Roberto