Comunicati Stampa

Ricominciano questa sera le puntate di "Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia" su Rai Cinque alle ore 21,15

 

Siamo felici di annunciare che da lunedì 10 aprile, ore 21:15, su Rai 5, riprendono le puntate di "Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia"! Dalla 6 alla puntata 10, ogni lunedì fino all'8 maggio.

Puntata 6 - Lunedì 10 aprile 2017, Rai 5, ore 21:15
La censura televisiva, il ritorno al teatro, le lezioni ad Alcatraz

Troppo successo siamo rovinati. Deve averla pensata così la Rai quando lo scandalo di Canzonissima gli è praticamente scoppiato in mano. La trasmissione ha un successo strepitoso e proprio per quello scatena polemiche a non finire. La dirigenza Rai chiede di rivedere copioni già approvati e vuole imporre massicci tagli. La coppia Fo-Rame non ci sta e abbandona la trasmissione. Nessun altro attore vorrà sostituire i Fo. La coppia torna al teatro con il primo dei grandi racconti storici: “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”, dove si narra di Cristoforo Colombo e della sua impresa. Per una battuta un po’ feroce sui militari Dario viene addirittura sfidato a duello.
Ospiti: Loris Mazzetti, Antonio Ricci, Maurizio Costanzo.

Per rivedere le prime 5 puntate clicca qui

 

 

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Le opere di Dario Fo in mostra ad Arezzo dal 1 Aprile al 2 Luglio 2017

Sabato 1 aprile, alle ore 17.30, siete tutti invitati all'inaugurazione della mostra "Dario Fo …mi sento attore dilettante e pittore professionista" presso la Galleria d’Arte La Chimera, Palazzo Chianini Vincenzi (via Andrea Cesalpino, 15 - Arezzo).

Intervengono:
Jacopo Fo – Compagnia Teatrale Fo Rame
Romano Boriosi – curatore della mostra, associazione culturale Editebro

E’ un Dario Fo meno conosciuto, per certi aspetti addirittura insospettabile, quello presentato ad Arezzo, nella mostra Dario Fo …mi sento attore dilettante e pittore professionista, ospitata nella Galleria d’Arte La Chimera (via Andrea Cesalpino, 15) di Arezzo.
Non il giullare della cultura italiana, come amava definirsi, né l’istrionico inventore del grammelot, la lingua usata in Mistero buffo, forse la sua opera più famosa, di certo tra le più rappresentate, né tantomeno il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura (1997), bensì un Dario Fo più intimo, da cui parte l’intera essenza del suo contributo – da protagonista – alla cultura italiana, europea ed internazionale: la pittura.

“Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista. Se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole o grotteschi satirici”, più volte ha ricordato il Maestro, ripercorrendo gli anni giovanili all’Accademia di Brera dove scelse di studiare. Anche se, quando si trovò a scegliere la strada del suo futuro, non puntò sulla pittura. Il suo talento – unico - nel narrare storie lo avvicinò al mondo del teatro dove incontrò Franca Rame, figlia d’arte, e con cui avviò, per oltre cinquanta anni, uno dei più collaudati e fecondi sodalizi artistico-culturali del panorama nazionale e internazionale.
Una carriera dedita al mondo della cultura e del teatro che sembra aver messo in ombra quello che Dario Fo è sempre stato: un pittore. In realtà la passione per la pittura non lo ha mai abbandonato perché dietro ad ogni stesura di un’opera teatrale e letteraria vi erano prima di tutto un disegno e un quadro. Lo stesso giorno in cui il Maestro ricevette il Nobel, il pubblico presente aveva tra le mani una serie di suoi disegni per seguire il discorso di ringraziamento. Tutte le opere di Fo dimostrano una grande conoscenza del repertorio d’immagini della storia dell’arte. Primo fra tutti è sicuramente Pablo Picasso, a cui sono dedicati vari quadri esposti nella mostra aretina Dario Fo. …mi sento un attore dilettante ed un pittore professionista, curata da Romano Boriosi, aperta dal 1 aprile al 2 luglio 2017 ed organizzata dall’associazione culturale Editebro e dalla Compagnia Teatrale Fo Rame.
Un percorso, quello che si snoda nelle suggestive sale di palazzo Chianini Vincenzi -  dove ha sede la Galleria d’Arte La Chimera (via Andrea Cesalpino, 15), che ospita la mostra –, per ripercorrere, attraverso una selezione di circa 50 opere, l’impronta artistico-pittorica di Dario Fo.
Il Maestro ha sempre dipinto: ha realizzato scenografie, bozzetti per costumi ma anche opere pittoriche che accompagnarono la stesura dei suoi spettacoli. Usava la pittura come mezzo per ragionare, disegnava bozzetti per fermare l’idea o per cercare di svilupparla al meglio quando le parole scritte non funzionavano a dovere, e, una volta finiti, riportava i numerosi bozzetti disegnati su tele di grandi dimensioni per dipingerli una seconda volta e creare un nuovo dipinto che spesso era più elaborato del primo.  
“Il disegno mi ha sempre aiutato a ragionare, a risolvere i problemi di trama. Mettere a fuoco il pensiero non solo con la parola ma con le immagini è un trucco meraviglioso. Artisti totali come Leonardo lo sapevano bene. […] lui era costruttore di pittura, conscio della sua forza nell’integrare la narrazione, nell’aiutare il vero. Perché l’arte, come il teatro, devono sempre essere un mezzo e mai un fine. Un meraviglioso trampolino per arrivare ad altro: alla scienza, alla conoscenza, alla verità. In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta, ho sempre cercato di metter dentro I miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, l’arte per l’arte, non mi interessano”. (Dario Fo in Il mondo secondo Fo, 2007)
Nell’esposizione Dario Fo …mi sento un attore dilettante e un pittore professionista sono esposte opere dedicate alla storia di Ruzzante, alla quale Fo si è dedicato più volte nel corso della sua vita, gli studi del teatro e della pittura del ‘500, grandi tele che raccontano le ricerche sui Vangeli Apocrifi e la storia di Gesù, e anche una selezione di dipinti e bozzetti dello spettacolo Picasso Desnudo scritto assieme a Franca Rame nel 2012. Non potevano mancare alcune delle sue opere giovanili dipinte attorno al 1950 ed altre dipinte negli ultimi anni, ognuna dedicata ad una storia diversa, dotate di una loro autonomia espressiva.

La mostra resterà aperta al pubblico dal 1 Aprile al 2 luglio 2017
Per maggiori informazioni   https://www.editebro.it/le-mostre/dario-fo/

Contatti:
Associazione Culturale Editebro
Tel. 389 0535630

Ufficio Stampa Compagnia Teatrale Fo Rame
Mattea Fo
Tel. 3456308663
info@francarame.it | www.dariofo.it

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Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore

Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore. Mostra a cura della Compagnia Teatrale Fo-Rame

Mostra a cura della Compagnia Teatrale Fo-Rame

Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini     
24 marzo - 25 giugno 2017
Inaugurazione: 23 marzo ore 18.00

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Palazzo Barberini presentano dal 24 marzo al 25 giugno 2017 la mostra Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore, a cura della Compagnia Teatrale Fo-Rame, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Un evento per ricordare due degli artisti più importanti a livello nazionale ed internazionale che hanno segnato oltre mezzo secolo di storia culturale e teatrale italiana.
Gli episodi salienti della loro vicenda artistica, l’attualità storico-politica dell’epoca e le loro opere teatrali sono raccontati con le parole dei due artisti attraverso i pannelli descrittivi  che accompagnano la lettura dell’esposizione. Gli studi e le ricerche storiche, lo sviluppo di disegni e dipinti, la correzione dei testi a seconda delle reazioni degli spettatori, l’uso degli artifici della commedia dell’arte, sono alcune delle risorse che partecipavano alla incessante ricerca della giusta miscela di arti che completasse e facesse arrivare nel modo più chiaro possibile il messaggio al pubblico.
Due vite che si raccontano, due persone che riescono a creare un intreccio straordinario di favola e narrazione che arriva al culmine con la messa in scena dei loro spettacoli.
La mostra ripercorre la storia di Dario Fo e Franca Rame in un percorso di opere, circa 150, in cui sono evidenziate le fasi fondamentali della loro vita. Disegni, tele, arazzi, copioni, foto, documenti, pupazzi, maschere, costumi e oggetti di scena vengono usati per raccontare la magia di usare il palcoscenico come mezzo per narrare una storia sempre con l’obiettivo di mettere nel racconto qualcosa che potesse scuotere il pubblico, capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di stimolare la riflessione e la partecipazione in chi guarda e ascolta.
L’utilizzo del palcoscenico non aveva il solo scopo di “fare una cosa bella e far ridere le persone in sala” perché, come spesso ha ricordato Dario Fo, la bellezza per la bellezza non gli interessava.

Dario Fo e Franca Rame sono stati due artisti che hanno sviluppato una tecnica di narrazione che mette insieme tutte le loro esperienze: la pittura, la scrittura, la musica e il teatro. Questa miscela di arti ha fatto nascere una modalità di esposizione che si basa sulla presentazione pittorico-figurativa, plastica e narrativa fuori da ogni convenzione.
La mostra è una sintesi dell’enorme mole di materiali – bozzetti, disegni, tele, maschere, manichini, costumi, oggetti di scena, innumerevoli documenti e foto – conservati negli anni grazie al minuzioso lavoro di Franca Rame, lavoro che ha dato luogo alla nascita dell’Archivio Fo Rame – MusAlab, che da un anno è ospitato nella sede di Verona dell’Archivio di Stato.
Grazie a tutti questi materiali è stato creato un percorso che può far immaginare il meraviglioso Mestiere del Narratore di cui Franca Rame e Dario Fo sono stati maestri per settant’anni.

UFFICIO STAMPA BARBERINI CORSINI GALLERIE NAZIONALI:
Ufficio stampa Maria Bonmassar
+39 335-490311; ufficiostampa@mariabonmassar.com

UFFICIO STAMPA COMPAGNIA TEATRALE FO RAME:
Mattea Fo
+39 345 6308663; info@francarame.it
www.dariofo.it | www.francarame.it | www.archivio.francarame.it

INFORMAZIONI:
www.barberinicorsini.org
MOSTRA: Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore
SEDE: Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13
INAUGURAZIONE: giovedì 23 marzo, ore 18.00 – 21.00
APERTURA AL PUBBLICO: 24 marzo al 25 giugno 2017    
ORARI MOSTRA: martedì/domenica 10.00–18.00 (lunedì chiuso)
La mostra è visitabile acquistando il biglietto per il museo

BIGLIETTO BARBERINI CORSINI: Intero 10 € - Ridotto 5 €
Il biglietto è valido dal momento della timbratura per 10 giorni in entrambe le sedi del Museo: Palazzo Barberini e Galleria Corsini.

Informazioni: tel. 06-4824184 | email: Gan-aar@beniculturali.it

 

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Omaggio a Franca Rame e Dario Fo a Cesenatico: l'8 marzo 2017 inaugurazione mostra e piéce teatrale "In fuga dal Senato"

FRANCA RAME E DARIO FO A CESENATICO CON UNA MOSTRA DI DIPINTI E LO SPETTACOLO TEATRALE “IN FUGA DAL SENATO”

Per la rassegna dedicata a Franca Rame e Dario Fo a Cesenatico inaugura l’8 marzo una mostra di dipinti di Dario Fo dal titolo: “La figura femminile dipinta da Dario Fo” a cura della Compagnia Teatrale Fo Rame. L’apertura della mostra precede lo spettacolo “In fuga dal senato”, unica data in Romagna della pièce tratta dall’omonimo libro di Franca Rame, portata in scena al Teatro Comunale dagli attori Mario Pirovano e Sara Bellodi.

A conclusione della rassegna intitolata “Per Dario e Franca” del Comune di Cesenatico inaugura l’8 marzo (alle ore 18), in occasione della festa della donna, la mostra dal titolo: “La figura femminile dipinta da Dario Fo” a cura della Compagnia Teatrale Fo Rame.
In mostra, fino al 9 aprile, negli spazi della caratteristica Galleria “Leonardo da Vinci”, una selezione di circa 30 dipinti per ammirare la figura femminile attraverso la pittura di Dario Fo. Tra le opere esposte, molte delle quali realizzate proprio a Cesenatico, non potevano mancare i ritratti dedicati alla sua amata Franca. Accanto, i quadri che raccontano la comparsa di Eva nel giardino dell’Eden, quelle che raffigurano le maschere femminili della Commedia dell’Arte, una selezione delle dipinti dedicate a Lucrezia Borgia, realizzate per illustrare il romanzo “La figlia del Papa” scritto da Dario Fo a Cesenatico durante l’estate 2013, e per finire una serie di quadri dipinti dall’artista nel 1998.

“Avevo 5 anni quando arrivai a Cesenatico. Era molto diversa allora: c’erano spazi immensi, con tanti alberi, i canali e le case di un solo piano. Andavo in colonia, quella dei figli dei Ferrovieri, con mio fratello e mia sorella, e costruivo castelli di sabbia enormi nella spiaggia immensa. Quando cominciai a fare l’attore con la Compagnia arrivai in Romagna, ritornando agli spazi che avevo nella memoria e da allora non ho più abbandonato questi luoghi. Anche mia moglie li amava, e così a Cesenatico abbiamo sempre trascorso le vacanze con nostro figlio, le nostre nipoti e gli amici. Qui ho scritto la maggior parte dei miei spettacoli ”
(Dario Fo).

Dario Fo ha dipinto tutta la vita accompagnando la sua carriera di autore e attore a quella di pittore. Dopo aver studiato all’Accademia di Brera, negli anni in cui i professori sono i maestri della pittura italiana del Novecento come Carpi, Funi, Carrà, Marini, la passione per la pittura non lo ha più abbandonato, tanto che, dietro ad ogni stesura di un’opera teatrale e letteraria, vi erano prima di tutto un disegno e un quadro.

“Il disegno mi ha sempre aiutato a ragionare, a risolvere i problemi di trama. Mettere a fuoco il pensiero non solo con la parola ma con le immagini è un trucco meraviglioso. Artisti totali come Leonardo lo sapevano bene. […] lui era costruttore di pittura, conscio della sua forza nell’integrare la narrazione, nell’aiutare il vero. Perché l’arte, come il teatro, devono sempre essere un mezzo e mai un fine. Un meraviglioso trampolino per arrivare ad altro: alla scienza, alla conoscenza, alla verità. In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta, ho sempre cercato di metter dentro I miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, l’arte per l’arte, non mi interessano”.
(Dario Fo in Il mondo secondo Fo, 2007)

“Ogni volta che Dario, al ristorante, in albergo, per strada, dove ti pare, faceva un disegno, un bozzetto, uno schizzo, io prendevo e archiviavo. Ho la gioia di conservare più di tremila disegni che non sono esposti, sono nei cassetti, insieme a tutti i copioni e altri materiali; e ci rimarranno finchè non troveremo il posto dove aprire al pubblico il nostro archivio, come fosse un museo”.
(Franca Rame – N.D.R. da marzo 2016 l’archivio Fo-Rame è ospitato presso la sede degli Archivi di Stato di Verona)

Sempre l’8 marzo alle ore 21.00, a seguito dell’inaugurazione della mostra, va in scena al Teatro Comunale di Cesenatico lo spettacolo “In Fuga dal Senato”, unica data in Romagna della pièce tratta dall’omonimo libro di Franca Rame, portata in scena al Teatro Comunale dagli attori Mario Pirovano e Sara Bellodi.
Il più misero fra gli uomini è quello che manca di conoscenza… cosi' Franca Rame introduce il suo libro "In Fuga Dal Senato".
È la trasposizione teatrale del libro di Franca Rame  in cui l’attrice ripercorre l’amara esperienza vissuta come parlamentare dal 2006 al 2008, dopo essere stata eletta Senatrice della Repubblica nelle liste dell’IDV. Si tratta di una testimonianza forte ed estremamente significativa di come si svolge l’attività nel Parlamento italiano, un luogo che lei stessa non esita a definire “il frigorifero dei sentimenti”, narrata senza mediazioni e con la sensibilità teatrale e comica di chi è stata da sempre sulla scena; un racconto drammatico e al contempo grottesco legato a doppio filo all’impegno civile e politico durato per decenni e mai terminato, nemmeno dopo le sofferte dimissioni avvenute a meno di 2 anni dall’elezione.

Il testo di Franca Rame è rappresentato da Mario Pirovano, attore scoperto da Dario Fo e riconosciuto dallo stesso Premio Nobel suo “erede artistico autorizzato”, e da Sara Bellodi, poliedrica attrice di cinema e teatro, attrice della Compagnia Teatrale Fo Rame che negli ultimi anni ha recitato in diversi spettacoli insieme a Dario Fo.

Franca Rame nasce il 18 Luglio 1929 a Parabiago in provincia di Milano, figlia di Domenico Rame ed Emilia Baldini, attori girovaghi di tradizione antichissima. Dopo l'incontro con Dario Fo e il matrimonio, fonda insieme al marito una compagnia teatrale che ottiene uno straordinario successo, anche in Europa. Nel 1962 viene loro affidata la conduzione di Canzonissima, la trasmissione più importante della televisione Italiana. La Rai impone tagli e modifiche ai loro testi, Dario e Franca non accettano. Nel 1964 i Fo ritornano a teatro e portano in scena “Settimo ruba un po' meno”, che denuncia la corruzione italiana 30 anni prima di Mani Pulite. I Fo recitano al di fuori dei circuiti ufficiali e subiscono anche la censura del Partito Comunista. Franca, indignata, restituisce la tessera. Il 9 Marzo del 1973 è sequestrata e violentata da un gruppo di fascisti. La sua testimonianza diventerà molti anni dopo un monologo teatrale che reciterà lei stessa in moltissimi teatri europei. Nel 1997 Dario Fo diventa Premio Nobel per la letteratura, con il Premio arrivano 1.650.000.000 di lire, che verranno interamente devoluti al comitato Un Nobel per i disabili fondato dallo stesso Dario Fo e da Franca Rame. Nel 2006 Franca Rame viene eletta senatrice con il partito Italia dei Valori, con oltre 500.000 mila voti. Molte sono le battaglie che ha combattuto in due anni che rimane al Senato, fra cui una raccolta fondi per le famiglie dei militari italiani morti durante la guerra nei Balcani a causa dell'uranio impoverito. Lo spettacolo “In fuga dal Senato” è la testimonianza di questo periodo di impegno civile e politico.

La rassegna “Per Dario e Franca” (organizzata dal Comune di Cesenatico in collaborazione con Apt Servizi Emilia Romagna) fa parte dei numerosi eventi organizzati quest’anno dalla Compagnia Teatrale Fo Rame. Sempre all’interno della rassegna dedicata ai due grandi artisti il 10 febbraio al Teatro Comunale di Cesenatico Mario Pirovano ha recitato “Mistero Buffo” di Dario Fo. Il 28 gennaio 2017 a Jacopo Fo è stata consegnata dal Sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli una targa in ricordo dei genitori in occasione della messa in scena del suo spettacolo intitolato “I calzini sul comò (ti amo ma non li trovo)!”.
E intanto prosegue su Rai5 tutti i lunedì sera alle 21.15 la messa in onda della serie intitolata “Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia”. Una rilettura degli ultimi sessant’anni di storia del teatro e della società italiana attraverso gli spettacoli e la biografia del premio Nobel Dario Fo e della sua compagna d'arte e di vita, Franca Rame.

INFO SULLA MOSTRA:
La figura femminile dipinta da Dario Fo
Galleria “Leonardo da Vinci” Cesenatico
Dall’8 marzo al 9 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 8 marzo, ore 18.00

Orari di apertura:
sabato ore 9.00-13.00 e 15.00-20.00;
domenica ore 9.00-20.00

Ingresso gratuito

Per informazioni:
infomusei@cesenatico.it – tel. 0547 79205

INFO SULLO SPETTACOLO:
In Fuga dal Senato
Teatro Comunale di Cesenatico
Mercoledì 8 marzo 2017

Ingresso: posto unico € 10

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Cultura Comune di Cesenatico, via Armellini 18 – tel. 0547 79274
dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13 

Email: cultura@cesenatico.it
Facebook: www.facebook.com/teatro.cesenatico

UFFICIO STAMPA Compagnia Teatrale Fo Rame
Tatiana Tomasetta                             
ufficiostampa@tatianatomasetta.it             
Tel. 338 9179905                             
www.dariofo.it - www.francarame.it            
www.archivio.francarame.it                  

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Marina De Juli recita Dario Fo e Franca Rame

Tre gli appuntamenti:

Lunedi 6 marzo, ore 20.30,
Teatro di Azzate (Varese)
Marina De Juli in JOHANNA PADANA a la descovèrta de le Americhe, di Dario Fo 
Adattamento al femminile di MARINA DE JULI
Ingresso gratuito riservato alle donne

Mercoledì 8 marzo, ore 21:00,
Palestra-Auditorium di Pieve di Bono (Trento)
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo, regia di Franca Rame
con MARINA DE JULI

Da giovedì 9 a domenica 12 marzo, ore 21.00,
Teatro di Vetro di Milano
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo, regia di Franca Rame
con MARINA DE JULI

Lo spettacolo si compone di monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile. La seconda parte dello spettacolo è dedicata all’argomento “sesso”. Se ne parla sia attraverso un’esilarante lezione d’orgasmi sia con un’antica giullarata, piena d’umorismo, di poesia e con una morale, dal titolo “La parpaja topola”.
Uno spettacolo tra il comico e il grottesco che si dipana fra un'ironia sapiente e uno slancio alla riflessione, all'impegno sociale, tra i tanti perché lasciati senza risposte. Tutto visto con gli occhi delle donne che non hanno perso la capacità di ridere guardandosi allo specchio.

Anno: 

"In fuga dal Senato" di Franca Rame al Teatro Comunale di Cesenatico

In occasione della Festa della Donna, Mario Pirovano e Sara Bellodi recitano al Teatro Comunale di Cesenatico lo spettacolo "In Fuga dal Senato" di Franca Rame, portato in scena per la prima volta nel 2013 da Dario Fo.

Mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 21.00. Per maggiori informazioni clicca qui

 

 

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Mario Pirovano porta in scena Mistero Buffo di Dario Fo a Biella

Il 18 Febbraio 2017 alle ore 20.30 presso il Teatro Sociale Villani di Biella.

Per anni Dario Fo ha condotto ricerche sulla cultura popolare indagando su testi in lingua volgare, in latino ed in lingue neolatine. Li ha tradotti, riscritti, riadattati fino a dar loro una chiave teatrale, sotto forma di giullarate.
I giullari recitavano nei mercati, nelle piazze, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. E di giullarate è composto “Mistero Buffo”, lo spettacolo più famoso di Dario Fo, sulle radici del teatro popolare, quello dei giullari, della commedia dell’arte e dei misteri. Il termine “mistero” è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare una rappresentazione sacra.
Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco, una rappresentazione che nasce dal popolo, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. Il “Mistero Buffo” di Dario Fo è stato riproposto dal ’69 ad oggi in oltre 5.000 allestimenti in Italia e all’estero e viene ormai considerato un ‘classico’ del Novecento. Numerose sono le giullarate che compongono il”Mistero Buffo”: “Le Nozze di Cana”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Dedalo e Icaro”, “Caino e Abele”, “Il Grammelot di Scapino”, “Il Grammelot dell’Avvocato Inglese”, “La fame dello Zanni”, “Bonifacio VIII”, “La nascita del villano”, “Il cieco e lo storpio”, “Il matto e la morte”, “Rosa fresca aulentissima”, “La strage degli innocenti”, “Il primo miracolo di Gesù Bambino” “Maria alla Croce” (con Franca Rame) ed altre ancora. La lingua in cui vengono recitate è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione. Si tratta di un monologo senza scenario, senza musica, senza costumi, che sollecita l’immaginazione e la partecipazione degli spettatori al punto da rendere quasi visibile, sulla scena, una molteplicità di personaggi, di oggetti e di luoghi.

Pirovano ci presenta quattro di queste giullarate: – “La fame dello Zanni” racconta, utilizzando anche il grammelot, la storia di una fame atavica attraverso gli sproloqui e le contorsioni di uno Zanni (nome con cui venivano indicati i contadini del Cinquecento nelle campagne del Veneto). – “La Resurrezione di Lazzaro” è la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo. La drammaticità del momento si intreccia alla comicità delle diverse situazioni e dei diversi personaggi a cui la voce dell’ attore dà vita. – “Il primo miracolo di Gesù Bambino” è il poetico racconto tratto dai Vangeli apocrifi che descrive come il piccolo Jesus, che fa volare gli uccellini di argilla fatti dai compagni, reagisce alla prepotenza di chi glieli distrugge. – “Bonifacio VIII” ci presenta il Pontefice prima nella magnificenza della sua vestizione, poi nel suo incontro-scontro con Gesù. E’ il classico anacronismo medioevale teso a sottolineare l’immensa differenza tra i due.

Lo spettacolo è uno straordinario impasto comico-drammatico. I continui richiami all’attualità, che fanno da cornice ai quattro brani, svelano il presente con le sue false ingenuità ed ipocrisie, regalando al pubblico momenti di riflessione e anche di incontenibile comicità.

Ingresso: settore unico 15€. (più diritti di prevendita)

Prevendite:

Cigna Dischi, via Italia,10 (Biella)
tel. 015 21802, 9-12,30 e 15-19,30

Papermoon, via Galimberti 37, (Biella)
tel. 015 405395, dal lunedì al sabato 8.30-19

Libreria Arcadia, via Mazzini, 88 (Cossato)
tel. 015-927148 dal martedì al sabato 9,15-12,15 e 15,30-19.

Il Contato del Canavese
tel. 0125/641161
www.ilcontato.it
biglietteria@ilcontato.it
segreteria@ilcontato.it

 

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